ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 533

Torino: una città a misura femminile?

Di Lucrezia Bono

 

Torino non è una città che fa sentire subito la sua mancanza, l’animo riservato che la contraddistingue porta ad una consapevolezza lenta e morigerata della malinconia da distacco. Consapevolezza che poi diventa radicata a tal punto da non lasciar spazio ad alcun dubbio

 

Tornare sbalordisce, è un po’ come innamorarsi di nuovo del proprio compagno di vita dopo anni di torpore matrimoniale. Diamo per scontato il quotidiano, ma non quando lo ritrovi; il marciapiede in pietra, i turet verdi, i viali alberati, sono certa che se non fossi un’inguaribile nostalgica mi sarei soffermata prima sul clima di poca accoglienza riservato ad una giovane mamma che si respira nella pancia di un sistema consolidato, freddo che si consuma a discapito di un’ intera generazione femminile soprattutto se imprenditrici e/o autonome.

 

Scegliere di affrontare dei problemi e non seguire filosoficamente le questioni non renderà piacevole o interessante la lettura ma reputo che sia l’unico modo per ritrovare un minimo di consapevolezza perduta. Come prima cosa dovevo individuare l’asilo per le mie due figlie, poichè non ancora residenti la scelta è ricaduta su una scuola privata parificata (le scuole solo private implicavano la donazione di un rene verso metà anno, io mi sono limitata al sangue della parificata).

 

Dovete sapere che una scuola materna costa circa 250 euro al mese, a bambino, ma l’orario si limita tra le 9 del mattino e le 16 del pomeriggio.Per quanto concerne i nidi invece le cifre salgono al limite della sopportazione umana, circa 600 euro al mese a bambino. La prima domanda che mi sono fatta era come facessero le Torinesi con questi orari….? Come facesse una donna che si trasferisce a Torino per lavoro senza la famiglia vicina a sopravvivere?

 

Ho pensato fossero tutte più fortunate di me, ed ancora forte dell’entusiasmo della ritrovata Torino, ho attivato pre-scuola e dopo-scuola ( ovviamente tramite pagamento extra) in seguito ho cercato una baby sitter per la rimanenza oraria. Considerato l’esborso scolastico mi sono limitata a cercare casa in zone non adiacenti al centro ed ho optato per un piccolo bilocale fuoriportaHo calcolato subito che il mio stipendio bastasse per spese, vitto ed alloggio senza che rimanesse un centesimo.

 

Dovendo trovare una soluzione, propongo all’azienda per la quale lavoravo di farmi svolgere una mansione più ampia e sicuramente più impegnativa, con un aumento in busta paga. Con questo “miglioramento” qualche volta potevo permettermi di fare colazione al bar, potevo permettermi di portare le bambine al cinema ogni tanto, potevo contare su un piccolissimo fondo cassa per gli imprevisti.

 

Questa nuova situazione però portava a lavorare fino a 12 ore al giorno per tutte le Regioni del Nord Ovest, in pratica , come capita a troppe, ho barattato il tempo che dovrebbe spettare ad ogni madre per seguire con la giusta serenità ed attenzione i propri figli nel percorso di crescita con la sopravvivenza. Tutto ciò è vergognoso.

 

È diventato ufficiale anche per me questa consapevolezza, una donna non può rimanere da sola. Siamo cresciute con l’idea di poter essere ciò che volevamo, ci avete insegnato a non abbassare la testa, ed ora? Una madre oggi non può divorziare, non può scegliere di essere sola, non può essere lasciata, non può avere cedimenti, non può fare un lavoro più duro per provare a migliorare la propria situazione, e se, come farò io, continuasse a provarci per una speranza futura, lo farà solo ed esclusivamente a discapito di se stessa e dei propri figli.

 

Il fatto di esserci messe al pari degli uomini, di aver voluto, ottenuto e spesso vinto il confronto, ha portato ad una parità di genere che in realtà ha solo peggiorato le nostre condizioni;

gli uomini danno per scontata la nostra forza e le nostre capacità, tanto da “dimenticarsi” di tutelare il nostro valore aggiunto, noi dal canto nostro abbiamo così lottato per essere allo stesso livello che chiedere e far capire che i livelli non esistano e che si tratti di diversità oggettive sembra un’opzione non percorribile, paradossalmente sono proprio le donne che ci governano ad averlo dimenticato, poiché oramai al di sopra di questi problemi “spicci”, e troppo impegnate al paragone maschile.

 

Poi ci chiediamo perché in massa le donne, torinesi, le donne meridionali e di ogni luogo si “gettino” politicamente nelle mani apparentemente rassicuranti di chi rilancia un’idea di ruolo definito di donna. Non abbiamo molte opzioni, bisognerebbe lavorare sull’ ammissione di responsabilità di chi ha fallito una rivoluzione socio-culturale, bisognerebbe che le donne al comando ritrovassero l’essenza che ci fa davvero essere un passo avanti e si iniziasse a parlare di problemi e non di concetti con i quali solleticare l’intelletto. In un mondo perfetto gli uomini dovrebbero essere i primi al fronte.

 

 

Vendere cannabis è reato

Dalla parte dei consumatori

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori

 

E’ reato il commercio di prodotti derivati dalla cannabis. Lo ha deciso il massimo consesso della Cassazione Penale a sezioni unite. In particolare, le sezioni unite, dando notizia della soluzione adottata, spiegano che “la commercializzazione di cannabis sativa e, in particolare, di foglie, inflorescenze, olio, resina, ottenuti dalla coltivazione della predetta varietà di canapa, non rientra nell’ambito di applicazione della legge 242 del 2016, che qualifica come lecita unicamente l’attività di coltivazione di canapa delle varietà iscritte nel catalogo comune delle specie di piante agricole, ai sensi dell’art. 17 della direttiva 2002/53 Ce del Consiglio, del 13 giugno 2002, e che elenca tassativamente i derivati dalla predetta coltivazione che possono essere commercializzati”. Alla luce di queste considerazioni, le sezioni unite penali presiedute da Domenico Carcano osservano che “integrano il reato di cui all’art. 73, commi 1 e 4 del dpr 309/1990, le condotte di cessione, di vendita e in genere la commercializzazione al pubblico, a qualsiasi titolo, dei prodotti derivati dalla coltivazione della cannabis sativa, salvo che tali prodotti siano privi di efficacia drogante”.Sono centinaia i negozi che vendono «cannabis light», un business che ha risvolti a livello industriale oltre che a livello agricolo, ed è questo l’unico uso previsto dalla legge 242 del 2016, lì dove si permette in maniera esplicita la coltivazione della canapa per fini medici. Un mercato che vale circa 50 milioni di euro, in crescita a tassi del 100 per cento annui. Numeri clamorosi che hanno spinto tanta gente, anche culturalmente lontanissima dal mondo della cannabis, a scommettere su questo settore. Improvvidamente, data la recente giurisprudenza.

 

Ream Sgr, acquisizione nel settore dello student housing

Nascerà a Torino una nuova residenza studentesca,  sarà in via Belfiore : lo annuncia la REAM SGR,  società specializzata nella gestione di Fondi comuni d’Investimento Immobiliari (l’unica SGR italiana nel cui azionariato sono presenti esclusivamente fondazioni bancarie)  che per conto del Fondo immobiliare GERAS 2, ha acquisito dal fondo di investimento alternativo “SECURFONDO”, gestito da Investire SGR S.p.A., un immobile con  una superficie complessiva pari a ca. 16.000 mq. IL costo dell’ acquisto è di 8,8 milioni . Verrà trasformato ed adibito a residenza per studenti con 350 posti letto complessivi gestiti da un primario operatore del settore. “Si tratta del primo investimento del Fondo GERAS 2– dichiara il Presidente Giovanni Quaglia– nel settore degli studentati che REAM SGR, sempre attenta al sociale ed alla economia reale, intende sviluppare nelle principali città italiane sedi di università.”. “Il Fondo – prosegue il Direttore Generale Oronzo Perrini – ha come obiettivo quello di investire circa € 200 milioni in residenze per studenti, residenze socio sanitarie e socio assistenziali ed in strutture turistico ricettive. Ad oggi il Fondo ha già acquisito 2 RSA in Torino, per complessivi 400 posti letto, e 1 RSA in provincia di Cuneo, per complessivi 96 posti letto, e sta raccogliendo un forte interesse da parte di casse di previdenza, fondi pensione, casse sanitarie e fondazioni bancarie.”

“Missione soccorso”, apre il bando

È aperto fino al 28 giugno il bando “Missione Soccorso” 2019 della Fondazione CRT, per il rinnovo delle ambulanze delle organizzazioni di volontariato che fanno capo al sistema di emergenza sanitaria: è previsto un contributo fino a 50.000 euro per ogni nuova ambulanza. Il sostegno della Fondazione CRT garantisce il ricambio dei mezzi di primo soccorso non più convenzionabili – circa un quinto del totale – operanti sul territorio, 24 ore su 24. Dal 2002 “Missione Soccorso” ha già permesso l’acquisto di 506 ambulanze, per un investimento complessivo superiore ai 25 milioni di euroInfo sul sito www.fondazionecrt.it.

UniTo e polizia contro i crimini informatici

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Lunedì 10 giugno nella Questura di Torino alla presenza del Questore Giuseppe De Matteis e del Rettore dell’Università degli Studi di Torino Gianmaria Ajani, è stato firmato da Fabiola Silvestri, Dirigente del Comparto di Polizia Postale e delle Comunicazioni “Piemonte e Valle d’Aosta” e da Angelo Saccà, Direttore dei Sistemi Informativi, Portale, E-Learning dell’ Università degli Studi di Torino un protocollo d’Intesa tra Università Torino e il Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni “Piemonte e Valle d’Aosta”.

L’intesa consentirà di adottare procedure di intervento e di scambio di informazioni utili a prevenire efficacemente i crimini informatici, l’indebita sottrazione di informazioni o qualsiasi ulteriore attività illecita conseguenti al tentativo di attacco informatico con finalità di interruzione dei servizi di pubblica utilità. Il protocollo prevede altresì attività formative congiunte sui sistemi e sulle tecnologie idonee al contrasto dei crimini informatici.

La Polizia di Stato svolge già da tempo, tramite il C.N.A.I.P.I.C. (Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche) del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma, un’efficace azione di raccordo operativo con gli uffici territoriali di competenza poiché la tutela delle infrastrutture critiche informatiche è diventata un obiettivo primario per la prevenzione e repressione dei crimini informatici di matrice comune, organizzata e terroristica.

Massimo Iaretti

Le imprese spaziali hanno un futuro

 Il futuro delle imprese spaziali rappresenta un tema che desta sempre maggior interesse, anche presso un pubblico non necessariamente di addetti ai lavori

 

Lo ha dimostrato il successoottenuto dalla conferenza tenuta lunedì 3 giugno scorso, presso il Rotary Rivoli, dall’ingegner Enrico Bertuccio, sul tema Evoluzione dei sistemi di trasporto spaziale dall’Apollo al prossimo futuro.Questo è stato il nucleo centrale dell’incontro, capace di accentrarel’attenzione e anche la tensione del pubblico, durante la visione di alcuni filmati originali (chi non ricorda la celebre frase: “Houston, we have got a problem”, pronunciata dall’astronauta Neil Armstrong a bordo dell’Apollo 13?) veramente coinvolgenti.Apollo 13 è stata una missione spaziale statunitense, parte del programma Apollo, decollata l’11 aprile 1970 alle ore 13:13 CST dal Kennedy Space Center. Doveva essere la terza missione a sbarcare sulla Luna, dopo quelle di Apollo 11 e Apollo 12, ma è diventata celebre per il guasto che impedì l’allunaggio e rese difficoltoso il rientro sulla Terra. Un’esplosione nel modulo di servizio danneggiò, infatti, molti equipaggiamenti, riducendo notevolmente la disponibilità di energia elettrica e di ossigeno.L’ingegner Enrico Bertuccio, esperto e Responsabile Missioni ed Esplorazioni del Cosmo per Thales Alenia Space, ha portato ai soci ed agli amici intervenuti (perché il Rotary non è solo per i soci), una testimonianza effettivamente unica nel suo genere, aprendo ampi scenari non solo alla conoscenza dell’argomento, ma anche alla fantasia di ognuno, proponendo spunti di riflessioni (è proprio il caso di dirlo) letteralmentespaziali”.Una serata seguita con molta attenzione da tutti gli astanti, mentre a video scorrevano le immagini dei filmati commentate dall‘ingegnerBertuccio, il cui compito è stato anche quello di rispondere, nel poco tempo a disposizione (perché se lasciate parlare un ingegnere di argomento tecnico è impossibile, o quasi, da interrompere!!!), alle frequenti e provocatorie domande del Presidente del Club, l’ingegner Massimo RivaltaDavvero una bella sfida tra ingegneri, e non solo, nel Cosmo! Abbiamo scoperto le navicelle spaziali e la loro logica di funzionamento fino alla competizione delle scelte progettuali e tecnologiche, che hanno permesso lo sviluppo finora conosciuto.Si è trattato anche di un racconto sull’evoluzione della figura dei viaggiatori dello spazio, da principalmente piloti collaudatori a principalmente passeggeri.Ma forse l’argomento che più ha lasciato il segno è stato quello dell’Intelligenza Artificiale…ecco: qui possiamo affermare che in questa serata “…abbiamo visto cose che voi umani non immaginate nemmeno!…”.

E il dilemma rimane: chi avrà il sopravvento?

La concreta logicità del cervello umano, con tutte le sue sfumature,o la fredda, ambiziosa e calcolatrice Intelligenza Artificiale? Questo è un dubbio che, al momento, non ancora risolto, ci offre ampi spunti di riflessione e momenti di valutazione che prima, forse, non avevamo.Ma non lasciatevi ingannare dalla realtà odierna: oggi si pensa a ragionare per programmi spaziali che vedranno la luce tra dieci o vent’anni…come dire: il futuro è già vecchio!

Grazie Rotary Club Rivoli! Grazie ingegner Bertuccio per la Sua competenza e passione. E adesso…Proviamo a volare?

 

MR

 

(Foto Mario Alesina)

De Cillis vice nazionale Corecom

Importante riconoscimento al Comitato Regionale per le Comunicazioni del Piemonte e al Consiglio regionale. Nel corso del coordinamento nazionale tenutosi a Torino, è stata rinnovata la carica di vice presidente del Coordinamento nazionale dei Corecom ad Alessandro De Cillis, presidente del Corecom Piemonte. La nomina, a firma del presidente del coordinamento nazionale dei Corecom (Corecom Italia), Filippo Lucci, durerà per i prossimi 18 mesi. Un incarico importante e strategico per il momento di transizione, che vedrà i Corecom protagonisti nella fase di transizione dovuta alla nomina del nuovo direttivo Agcom. Un risultato particolarmente significativo in virtù dei traguardi raggiunti in anteprima nazionale, tra i quali la sottoscrizione di un protocollo di intesa con il Garante per la Privacy che vede il Corecom Piemonte protagonista di una sperimentazione triennale per il contrasto al cyberbullismo. Inoltre la capacità di cooperare a favore dell’innovazione digitale, ha portato all’implementazione della piattaforma nazionale Conciliaweb. Alessandro De Cillis guiderà il Corecom verso il traguardo del raddoppio del numero delle controversie ricevute tra utenti e compagnie telefoniche e tv a pagamento che potrebbe salire a 12mila per anno.

“Umanitari sempre, anche con le vittime dei malfattori”

Caro mons. Bettazzi,
Ci conoscemmo molti anni fa ed ho sempre apprezzato la sincerità delle Sue posizioni, pur quasi mai condividendole. Lei è sempre stato di sinistra, dichiaratamente di sinistra e io  non mi sento schierato dalla sua parte, pur non essendo di destra fin dai tempi del suo dialogo con Enrico Berlinguer

 

foto Pax Christi

Posso capire ed anche ammirare il suo impegno per la pace nel mondo che è un grande valore cristiano, ma difficilmente ho potuto  apprezzare il fatto che Lei si pose a capo di un corteo di operai perché ritengo che la Chiesa debba essere la casa di tutti i credenti, senza scelte pregiudiziali di classe . La sua intervista al quotidiano “La Stampa” in cui non manifesta la benché minima attenzione umana verso  il tabaccaio derubato per l’ennesima volta, mi rende perplesso. Lo stesso tabaccaio e’ pentito di aver sparato ai malviventi che stavano attentando ai suoi beni e alla sua famiglia. E’ giusto e doveroso essere umanitari, come Lei dice, ma in primis si deve essere umanitari verso le vittime dei malfattori. Non si può rimanere equidistanti o addirittura, sotto sotto, parteggiare per i malfattori, senza ovviamente dirlo in modo esplicito. Questi sono tempi di ferro e di fuoco proprio perché il cittadino che lavora onestamente e’ lasciato in balia di se’ stesso e non è tutelato in modo adeguato. Dire questo non significa affermare il diritto di farsi giustizia da se ‘ che si pone ovviamente  oltre i valori della civiltà umana e giuridica in cui le persone civili credono. Ma bisogna prendere atto che l’hobbesiano “Homo homini lupus “ sta ritornando proprio perché i diritti alla tutela degli onesti non sono riconosciuti in modo adeguato. La tendenza a stare dalla parte di Barabba non è  forse contraria a  quella di stare dalla parte di Gesù’  Cristo?  Oggi ci sono troppi Ponzio Pilato che non sanno decidere o che finiscono di fatto di parteggiare per chi delinque.

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Anche sul tema degli immigrati Lei dice cose non condivisibili perché il dovere all’accoglienza a prescindere, non esiste. L’accoglienza ha dei limiti invalicabili nella incompatibilità con i diritti di chi vive in un certo paese. Diversamente si fomenta il razzismo e non si fa una vera accoglienza ,non foss’altro perché mancano le risorse. Non Le dice nulla il fatto che a Riace dove c’ era il Sindaco Lucano, i cittadini abbiano votato per la Lega? Non Le suggerisce nulla il fatto  che in  Danimarca la Sinistra vinca le elezioni ,schierandosi contro un’immigrazione incontrollata?  Sono segnali che devono far pensare. Quel clima che Lei denuncia, e’ stato generato dal l’eccesso di buonismo che non ha nulla a che vedere con il Cristianesimo. E non mi tiri in ballo anche  Adriano Olivetti che fece di Ivrea una città a misura d’uomo, dando lavoro a tanti canavesani. Olivetti, forse, oggi inorridirebbe vedendo la sua Ivrea e il suo Canavese ridotti ad un territorio in cui ribaldi moldavi attentano agli averi e alla vita dei cittadini onesti. Olivetti era anche un laico che forse non avrebbe accettato l’intrusione del vescovo d Ivrea nelle cose della città di cui fu Sindaco. Olivetti era intriso di valori umanitari cristiani, ma non fu mai demagogico. La sua idea di “ Comunità “ era semmai  l’esatto opposto della demagogia . E’ inutile che Le dica che non sto pregiudizialmente dalla parte del tabaccaio di Pavone la cui posizione deve essere valutata dalla Magistratura e da nessun altro. Spero però che mi sia lecito dire che sto invece pregiudizialmente contro i malfattori che, accolti in Italia, vivono di furti, di violenza e di spaccio di droga. Mi creda con sincera cordialità il Suo


                                                                                         Pier Franco Quaglieni

scrivere a quaglieni@gmail.com

L’ufficio postale a casa nostra

 Un vero e proprio Ufficio Postale a domicilio grazie al progetto portalettere a domicilio, già attivo nei comuni di Isolabella, Meugliano, Strambinello, Trausella, Pavarolo, San Colombano Belmonte, Valgioie, Salerano Canavese, Samone, Lusernetta, Rorà, Massello, Pomaretto, Pramollo, Salza di Pinerolo, Usseaux, Prarostino, Mompatero, Moncenisio, San Didero,e Sauze di Cesana

Direttamente dalla propria abitazione e senza la necessità di recarsi all’Ufficio Postale, i cittadini dei comuni interessati potranno pagare i bollettini di conto corrente postale, ricaricare le carte PostePay e la scheda SIM del proprio cellulare, inviare raccomandate con ricevuta di ritorno e consegnare i pacchi da spedire (solamente confezioni Poste Delivery Standard).

Per prenotare la visita a domicilio del portalettere è sufficiente contattare il numero verde di Poste Italiane, 803.160, visitare il sito www.poste.it oppure intercettare direttamente il portalettere durante il suo giro di consegne.

Il progetto “portalettere a domicilio” è parte del programma dei “dieci impegni” per i Comuni italiani con meno di 5.000 abitanti promosso dall’Amministratore Delegato, Matteo Del Fante, in occasione dell’incontro con i “Sindaci d’Italia” dello scorso 26 novembre a Roma, e ribadisce la presenza capillare di Poste Italiane sul territorio e l’attenzione che da sempre l’Azienda riserva alle comunità locali e alle aree meno densamente popolate.

L’effettiva realizzazione di tali impegni è consultabile sul nuovo portale web all’indirizzo www.posteitaliane.it/piccoli-comuni.

L’iniziativa è coerente con i principi ESG sull’ambiente, il sociale e il governo di impresa, rispettati dalle aziende socialmente responsabili, che contribuiscono allo sviluppo sostenibile del Paese.

 

Quando il cambiamento parte dai giovani

Il 4 e il 5 Giugno si è svolto a Torino lo Youth Speak Forum promosso da AIESEC Italia e Pubblicità Progresso: i risultati del più grande forum nazionale sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dedicato ai giovani

Si è svolto a Torino, il 4 e 5 giugno 2019, la quarta edizione italiana dello Youth Speak Forum di AIESEC Italia che ha visto quest’anno la collaborazione di Fondazione Pubblicità Progresso.Il Forum, guidato in entrambi i giorni da Antonella Tagliabue, è riuscito a inserirsi con successo all’interno dell’offerta del Festival dello Sviluppo Sostenibile di ASviS, confermando la volontà di organizzatori e partner di renderlo un appuntamento dall’ampio respiro, capace di coinvolgere quasi 400 studenti universitari e non solo. Fondamentale, a tal proposito, il sostegno fornito da Fondazione Lavazza, che ha ospitato la prima giornata di lavori all’interno di Nuvola Lavazza, e dell’Università di Torino.

“Sono i giovani la chiave per un futuro migliore”

Michela Contarin, presidente AIESEC Italia

“Non rinunciate a essere dei soggetti politici attivi”

Emanuele Russo, presidente Amnesty Italia

Fil rouge delle due giornate il ruolo che le nuove generazioni possono e devono avere rispetto agli obiettivi dell’Agenda 2030. Un invito all’impegno e alla mobilitazione che ha trovato riscontro non solo nelle parole degli speaker, che hanno portato il racconto di best practice e comportamenti virtuosi, ma anche negli otto workshop di mercoledì 5 maggio. Pensati per mettere i partecipanti davanti a reali call to action, hanno visto coinvolti associazioni, aziende e professionisti come Slow Food, Legambiente, Wami, la professoressa Lorella Carimali (Inspiring Fifty Italy), Croce Rossa e il Salone del Libro di Torino.

 

Al centro delle discussioni e dei lavori soprattutto gli SDG 4, 5 e 10, dedicati rispettivamente alla Quality Education, alla Gender Equality e alla Riduzione delle Ineguaglianze. Costante la ricerca di un approccio multi settoriale, grazie alla variegata tipologia di ospiti e realtà presenti.

“I giovani sono il futuro della nostra società. Per questo abbiamo deciso di collaborare con AIESEC Italia alla realizzazione dello Youth Speak Forum 2019. “

Alberto Contri, presidente Pubblicità Progresso

Nel pomeriggio del 4 giugno si è parlato di Quality Education rispetto a diversi aspetti del vivere civile. Dalla responsabilizzazione in fatto di ambiente e sostenibilità, grazie alla presenza di Corepla, RICREA e CIAL, consorzi del riciclo, all’importanza di costruire coscienze singole e di gruppo consapevoli del proprio potenziale sociale. Proprio su questo si sono concentrati gli interventi di Amnesty e di Unesco Giovani.

“Dobbiamo abbattere i nostri stereotipi culturali interni e portare questo cambiamento all’esterno”

Patrizia Soraglia, Fondazione Brodolini

Di bias, stereotipi e pregiudizi si è discusso invece nella seconda giornata di Youth Speak Forum, ospitata dall’Università di Torino e con la partecipazione di Circonomia, festival di economia circolare realizzato in collaborazione con Università degli Studi di Torino e ufficio di Unito Go, che ha come obiettivo quello di “mettere in mostra” le idee, le discussioni, le economie, le buone pratiche imprenditoriali e amministrative, i cambiamenti sociali e culturali che hanno in comune l’attenzione al paradigma ecologico, al tema del rapporto tra l’agire umano e la salute degli ecosistemi. Riflessioni portate avanti non solo in termini di stereotipi di genere, ma anche di tutto quello che viene considerato ‘diverso’ e per questo guardato con sospetto. Significativa la testimonianza di Croce Rossa, che ha raccontato il successo del proprio progetto Youth On The Run, gioco di ruolo che simula l’esperienza dei migranti in cerca di asilo.

Di altissimo rilievo l’intervento del sociologo Domenico De Masi, il quale ha esposto i vari cambiamenti avvenuti dalla società pre-industriale a quella odierna nell’ambito del lavoro, dell’ambiente e del consumo, dando un nuovo interessante punto di vista: l’economia circolare è sempre esistita, dobbiamo però ancora capire quale sia il circolo più sostenibile.

“Nel 2030 saremo 8 miliardi. 8 miliardi di bocche ma, soprattutto, 8 miliardi di cervelli. Nella storia dell’umanità non ci sarà mai stato così tanto cervello”
Domenico De Masi, Sociologo

Importante e centrale quest’anno il ruolo dei social, pensato per promuovere l’idea di una Rete capace di generare positività sostenendo e arricchendo simili momenti di incontro e riflessione. Durante la giornata di mercoledì 5, in particolare, il Forum ha visto la sentita partecipazione dell’influencer Martina Luchena (@martinaluchena), impegnata lungo il corso dei lavori come ambassador e reporter. Attraverso il suo canale Instagram (600 k follower) e quello di AIESEC (@aiesecitalia) sono state realizzate interviste a tutti i relatori presenti, raccogliendo gli spunti degli utenti provenienti da Instagram e Twitter.

 

La voglia di intendere i social come strumenti consapevoli di informazioni e divulgazione è stata confermata dalla presenza dell’economic influencer Imen Jane (@imenjane), che ha preso parte al panel dedicato alla Gender Equality (SDG 5), al fianco di PWC Italia, Fondazione Brodolini e Arcigay.

 

Notevole il seguito ottenuto sui social media: le dirette, trasmesse sul profilo Facebook di AIESEC Italia, hanno raggiunto in ciascuno giorno di lavori le 3000 visualizzazioni, mentre su Twitter i principali hashtag di discussione (#YSF19, #faisentirelatuavoce, #YouthSpeakForum2019) hanno ottenuto complessivamente quasi le 500 mila impression. Sono stati raggiunti, in totale, 45 mila utenti unici, che hanno generato oltre 2 mila interazioni.

In collaborazione con: Università degli Studi di Torino e Circonomia

Partner : ASviS, Lavazza e Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile
Sponsor tecnici : RedBull, Pentel, Favorit, Crich, Leni’s, Galup e Stickermule.

Con il patrocinio del Parlamento Europeo, Regione Piemonte e Città di Torino.

#FaiSentireLaTuaVoce #ActTogetherForGlobalGoals #YSF #YouthSpeakForum
#SDGs #GlobalGoals