Un lettore ci scrive
Caro direttore,
nell’articolo sulle bombe atomiche pubblicato sul “Torinese”, non sono citati i motivi che costrinsero gli USA a sganciare le atomiche, motivi che tutti tacciono. Il 6 e 9 Agosto, tutti o quasi i TG ed i quotidiani, ricordano le atomiche su Hiroshima e Nagasaki, ma NESSUNO ricorda perchè gli USA vi furono costretti. Nell’Agosto del 1945 il Giappone non si arrendeva, nonostante i bombardamenti, con bombe classiche, sul territorio giapponese. Gli strateghi USA ritennero che solo l’invasione del Giappone avrebbe costretto i nipponici alla resa. Gli USA calcolarono che almeno 550.000 giovani soldati americani sarebbero caduti. Decisero, allora, di far ricorso alla atomica, e fecero bene. Almeno, questo è il mio ultimo pensiero positivo sulle strategie belliche degli USA. Ricordate, quindi, i motivi che spinsero gli USA ad usare le atomiche. Solo dopo la seconda atomica su Nagasaki, costrinse l’imperatore Hiro Hito ad annunciare la resa delle forze armate. Un cordiale saluto.
Presidente OCTOPUS (Org. Confederata tra Onlus Pazienti Ustionati)
Presidente Onorario GAU (Gruppo Assistenza Ustionati)
10100 Torino
Con la firma dell’armistizio, il 2 settembre del 1945, si concluse di fatto il secondo conflitto mondiale. Più di settant’anni dopo i bombardamenti atomici su Hiroshima e Nagasaki, due ospedali della Croce Rossa giapponese stanno curando migliaia di persone che continuano a patire le conseguenze di questi attacchi. Si calcola inoltre che diverse migliaia di queste persone continueranno ad avere necessità di cure nei prossimi anni per le problematiche legate alle radiazioni. In totale, tra i due centri sanitari sono stati ospedalizzati oltre due milioni e mezzo di persone per le conseguenze legate alle radiazioni. Il 63 % dei decessi registrati nell’ospedale di Hiroshima, in funzione dal 1956, sono stati causati da diversi tipi di cancro. Tra questi, il 20 % per cancro al polmone, il 18 % per cancro allo stomaco, il 14 % per neoplasie al fegato, il 7 % per cancro all’intestino e un altro 6 % dai linfomi maligni. Nell’ospedale di Nagasaki, che cominciò a funzionare nel 1969, i morti per cancro rappresentavano, fino a poco tempo fa, il 56% del totale. Secondo la Croce Rossa, l’incidenza di leucemia tra i sopravvissuti dei bombardamenti fu di quattro o cinque volte superiore rispetto alle persone non esposte alle radiazioni durante la prima decade, e diminuì successivamente. Una contabilità tremenda, eredità diretta di quello che fu l’inizio dell’era del terrore nucleare.Settantaquattro anni dopo, la memoria di ciò che è stato deve indurre a far sì che nessuno debba più scrivere, di fronte alle atrocità della guerra, quello che il copilota, capitano Robert A. Lewis , annotò sul diario di bordo del bombardiere “Enola Gay” dopo aver verificato con un binocolo gli effetti della bomba sganciata su Hiroshima: “My God what have we done?”, ““Dio mio, cosa abbiamo fatto?”.




