Dall Italia e dal Mondo

Regina Elena Odv: a Valdieri la 37esima Festa di Sant’Elena

Domenica 23 agosto si terrà la XXXVII Festa di Sant’Elena a Sant’Anna di Valdieri, da sempre promossa e organizzata dall’Associazione Internazionale Regina Elena Odv.

L’oratore sarà il Dr Alberto Casirati, Vice Presidente Vicario del Sodalizio apolitico e apartitico creato nel 1985 e che fa parte della Protezione Civile.

L’evento, che per consuetudine si svolge la prima domenica dopo la festa liturgica di Sant’Elena (18 agosto), è organizzato in collaborazione con la Parrocchia e con la Pro Loco di Sant’Anna di Valdieri, e beneficia dei patrocini del Comune di Valdieri, dell’Ente di Gestione Aree Protette Alpi Marittime, del Consiglio Regionale del Piemonte e della Provincia di Cuneo.

La località della Valle Gesso era il luogo dove la Regina ogni anno amava celebrare il suo onomastico e l’anniversario del fidanzamento, che ebbe luogo il 18 agosto 1896 a Cettigne. 

La biografia di Elena Petrovic Njegos del Montenegro è ricca di episodi che hanno come scenario la frazione e ne confermano l’affetto per la comunità locale. Una copertina della Domenica del Corriere, nel 1907, la ritrae nell’atto di donare giocattoli ai bimbi del posto, perché voleva che il suo onomastico fosse la festa di tutti.

In ragione di questo legame, l’Associazione che ne coltiva la memoria e ne prosegue l’impegno umanitario nel mondo, 30 anni fa, il 24 agosto 1996, inaugurò nella “pineta”, fiancheggiata dalla Provinciale per le Terme, il monumento in onore della seconda Regina d’Italia, promosso e finanziato dal sodalizio fondato 41 anni fa a Montpellier (Francia).

La festa inizierà in Piazzale Regina Elena, di fronte alla chiesa parrocchiale, alle ore 11, con la celebrazione della Santa Messa da parte di S.E.R. Mons. Piero Delbosco, Vescovo di Cuneo-Fossano, e proseguirà con degli attestati di gratitudine e il conferimento del Premio “Valdieri 2026”.

La mostra annuale, allestita nella Sala consiliare del Municipio a Valdieri permetterà al pubblico di ammirare documenti relativi alla suocera di Elena del Montenegro, Margherita di Savoia-Genova, deceduta un secolo fa, ed a sua nuora, Maria Josè di Sassonia Coburgo Gotha, Principessa del Belgio, deceduta 25 anni fa. 

In apertura dell’inaugurazione, l’Associazione Internazionale Regina Elena Odv consegnerà un attestato al Sindaco e al Presidente dell’Ente di Gestione delle Aree Protette delle Alpi Marittime, per l’attività svolta per 37 anni con le istituzioni.

L’anno 2026 si è aperto, il 4 gennaio, con le celebrazioni per il centenario della morte di Margherita di Savoia-Genova, che si spense settantaquattrenne a Bordighera (IM), quando da più di 25 anni regnavano il figlio, Vittorio Emanuele III, e la nuora Elena, dopo il regicidio del padre Umberto I a Monza del 29 luglio 1900. 

Il 31 gennaio si sono commemorati i 190 anni dalla salita al Cielo della ventitreenne Maria Cristina di Savoia: ultimogenita di Vittorio Emanuele I, Re di Sardegna, e moglie di Ferdinando II Re delle Due Sicilie, beatificata il 25 gennaio 2014 nella Basilica di Santa Chiara a Napoli, dov’è sepolta.

Il 4 agosto sono ricorsi i 120 anni dalla nascita di Maria José del Belgio (1906-2001), nata Principessa del Belgio, Principessa di Piemonte dall’8 gennaio 1930 e poi terza Regina d’Italia, consorte di Re Umberto II. Salirono al trono 80 anni fa, il 9 maggio, ma lasciarono l’Italia circa un mese dopo dopo il referendum istituzionale.

Infine, il 24 ottobre ricorreranno i 130 anni dalla conversione alla fede cattolica di Elena del Montenegro (1873-1952), e dalle nozze il 24 ottobre 1896 a Roma con l’allora Principe Ereditario.

Elena fu la prima Principessa di Napoli e la seconda Regina d’Italia, per mezzo secolo. Per una vita dedita al popolo e per il sostegno alla ricerca medica, Elena ricevette la laurea honoris causa in medicina dall’Università “La Sapienza” e la Rosa d’Oro della Cristianità, il 5 aprile 1937, anniversario che quest’anno corrisponde alla Pasqua di Risurrezione. Fu l’ultima Rosa d’Oro concessa ad una Regina, da Papa Pio XI, il 7 marzo 1937.

In Municipio si terranno gli interventi delle autorità e la presentazione dell’esposizione da parte del curatore, il Vice Presidente nazionale e Delegato per il Piemonte Pierangelo Calvo. L’esposizione è stata allestita da Milo Ferrua, Vice Presidente nazionale e Presidente del Coordinamento Sabaudo.

La festa di Sant’Elena è sempre sobria ed accogliente, senza l’esibizione d’alcun simbolo, affinché tutti i partecipanti si trovino in posizione paritetica: abitanti e turisti, soci e non. Le uniche bandiere ammesse sono quelle attuali dell’Italia, dell’Unione Europea e della Regione Piemonte, con il Gonfalone dei Comuni, il Labaro nazionale dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv ed i gagliardetti degli Alpini.

Alle ore 15 si terrà a Boves, presso la Sala consiliare, la 446^ Giornata Azzurra dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv, organizzata con la Città insignita della Medaglia d’Oro al Valor Militare e della Medaglia d’Oro al Valor Civile.

Millennials e casa a Torino: cosa vogliono (o hanno già) nella loro abitazione ideale

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Casa piccola ma funzionale, tecnologia integrata e bollette sotto controllo: sono questi i tre pilastri attorno a cui ruota il rapporto tra i millennials e la propria abitazione.

 A Torino, città universitaria e tecnologica per eccellenza, questa generazione sta ridisegnando i criteri con cui si sceglie, si arreda e si vive una casa.

Tra le priorità più ricorrenti c’è la ricerca di autonomia energetica: sempre più giovani torinesi si informano su come installare il fotovoltaico a Torino per tagliare i costi in bolletta e rendere la propria abitazione più sostenibile, un tema che negli ultimi anni è passato da nicchia per pochi appassionati a criterio di scelta quasi imprescindibile.

Piccola, pratica e senza sprechi: la casa che i millennials cercano a Torino

Il primo dato che emerge dalle analisi di settore riguarda le dimensioni.

Secondo un’indagine del Centro Studi di Casa.it, quando si tratta di affitto i millennials che cercano casa a Milano, Torino, Bologna e Roma si orientano prevalentemente sui bilocali, indipendentemente dall’età anagrafica.

A Torino in particolare, quattro giovani su dieci puntano su tagli piccoli come i bilocali, un segnale chiaro di un approccio pratico ed essenziale che privilegia spazi progettati sulle reali necessità di chi li abita, piuttosto che sui metri quadrati.

Il responsabile del Centro Studi di Casa.it, Alessandro Ghisolfi, sottolinea come dalle ricerche stiano progressivamente sparendo elementi considerati un tempo imprescindibili come solai, cantine e garage: soprattutto nelle grandi città, i più giovani si spostano in bicicletta, con i mezzi pubblici o il car sharing, rendendo superflui gli spazi dedicati all’automobile.

Quando si passa dall’affitto all’acquisto, le esigenze cambiano leggermente in base all’età: chi ha tra i 18 e i 24 anni, spesso con il supporto economico della famiglia, continua a orientarsi sui bilocali, mentre la fascia 25-34 anni tende a cercare trilocali, con una stanza in più da destinare a studio in attesa di eventuali cambiamenti familiari.

Il costo della casa pesa (davvero) sulle scelte dei giovani

Dietro la ricerca di soluzioni pratiche e di piccole dimensioni si nasconde spesso un tema economico ben preciso. Secondo un’indagine Deloitte del 2026 condotta a livello globale su oltre 22mila giovani in 44 Paesi, per la generazione Z e i millennial italiani il costo della vita resta la prima fonte di preoccupazione, indicata dal 40% degli intervistati di entrambe le generazioni. La pressione economica si traduce in scelte concrete: il 56% dei gen Z e il 51% dei millennial italiani dichiara di aver dovuto rimandare decisioni importanti proprio per ragioni finanziarie legate anche al costo dell’abitazione.

Non stupisce quindi che, in un contesto di canoni di locazione in crescita – a Torino gli affitti sono aumentati dell’8,5% secondo il report immobiliare.it 2026, tra i rincari più marcati in Italia – i millennials cerchino ogni possibile leva per ridurre le spese fisse legate alla casa, a partire dai consumi energetici.

Fotovoltaico ed efficienza energetica: la vera priorità nella casa del futuro

Se un tempo il fotovoltaico era percepito come un investimento riservato a pochi, oggi rappresenta uno degli elementi più richiesti nella casa ideale degli italiani, millennials torinesi compresi.

Secondo il Pulsee Luce e Gas Index, osservatorio sviluppato in collaborazione con NielsenIQ, il fotovoltaico è considerato ormai imprescindibile dal 62% degli intervistati, seguito dagli elettrodomestici ad alta efficienza (59%) e dalle pompe di calore per riscaldamento e raffrescamento (48%).

Il dato più interessante riguarda però il divario tra desiderio e azione concreta: oltre la metà degli italiani (56%) ha già cercato informazioni su come funziona un impianto fotovoltaico, ma solo il 28% si sente adeguatamente informato e in grado di affrontare l’investimento in modo consapevole.

Questo disallineamento si traduce in una richiesta implicita di maggiore supporto da parte degli operatori del settore: il 47% degli italiani dichiara di preferire un’offerta integrata, in cui l’operatore energetico sia anche un partner tecnologico e consulenziale in grado di accompagnare l’intero percorso, dalla valutazione iniziale all’installazione.

Per chi invece ha già fatto il grande passo, la soddisfazione è alta: circa il 20% del campione analizzato dichiara di possedere già un impianto fotovoltaico in casa.

Un altro studio, il RE/MAX European Housing Trend Report, conferma questa tendenza su scala più ampia: il 58% degli italiani considera la sostenibilità economica dell’abitazione più importante di qualsiasi altro aspetto nella scelta di una casa, mentre il 44% ritiene essenziale l’adozione di sistemi per il risparmio energetico come il fotovoltaico, il riscaldamento a basso consumo e gli infissi di nuova generazione.

Anche sul fronte delle ristrutturazioni il trend è netto: secondo l’osservatorio sulla ristrutturazione casa di ProntoPro, negli ultimi dodici mesi la stragrande maggioranza delle richieste di installazione nel settore solare, pari al 95,4%, ha riguardato proprio la generazione di energia elettrica tramite pannelli fotovoltaici, lasciando solo una quota marginale ad altre tecnologie come il solare termico.

Smart home e domotica: la tecnologia come standard, non come lusso

Oltre all’efficienza energetica, la seconda grande priorità dei millennials riguarda l’integrazione tecnologica.

Secondo l’analisi di Savills Italia sulla casa ideale di questa generazione, i millennials sono cresciuti con la tecnologia e si aspettano che questa sia parte integrante della propria abitazione: ambienti smart dotati di sistemi di automazione per illuminazione, sicurezza e risparmio energetico risultano molto richiesti, così come la possibilità di controllare temperatura e luci direttamente dallo smartphone.

I numeri confermano questa tendenza anche a livello di mercato: secondo l’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano, il mercato della domotica in Italia ha superato i 900 milioni di euro nel 2023, con una crescita costante negli anni successivi.

Una ricerca più recente evidenzia inoltre come il 64% degli italiani tra i 25 e i 55 anni possieda già in casa almeno un dispositivo intelligente, con un terzo degli acquirenti che dichiara di aver scelto un prodotto smart proprio per rendere la propria abitazione più sostenibile.

Secondo Savills, oltre alla tecnologia i millennials cercano versatilità: spazi aperti e multifunzionali, dove la zona living può trasformarsi da ufficio diurno ad area relax serale, insieme a un design essenziale fatto di linee pulite, ambienti luminosi e arredo minimalista. Anche gli spazi esterni, come piccole terrazze o balconi, sono molto apprezzati per ritagliarsi momenti all’aperto senza dover uscire di casa.

Torino, città a misura di millennial

Non è un caso che Torino compaia costantemente tra le città più cercate da questa generazione insieme a Milano, Bologna e Roma.

Il capoluogo piemontese è sede di grandi poli universitari come il Politecnico e l’Università degli Studi, ospita centri di ricerca, startup tech e multinazionali dell’automotive, offrendo un mix di formazione e opportunità lavorative che la rende particolarmente attrattiva per studenti e giovani professionisti.

Sul fronte dei quartieri, secondo le analisi immobiliari più recenti, zone come Regio Parco a Torino riscuotono un interesse crescente proprio tra i millennials, complice il buon equilibrio tra collegamenti, prezzi ancora accessibili rispetto al centro storico e prospettive di rivalutazione.

La casa dei millennials: tra desiderio e realtà

Mettendo insieme tutti questi elementi, emerge un identikit piuttosto chiaro della casa che i millennials torinesi desiderano o che già possiedono: un appartamento di dimensioni contenute ma funzionale, dotato di dispositivi smart per gestire in autonomia sicurezza, illuminazione e climatizzazione, e sempre più spesso equipaggiato con un impianto fotovoltaico capace di ridurre l’impatto delle bollette e aumentare l’indipendenza energetica del nucleo familiare.

Resta però un gap significativo tra ciò che questa generazione vorrebbe e ciò che ha effettivamente realizzato, complice il costo della vita crescente e la difficoltà nel reperire informazioni chiare e affidabili sugli investimenti energetici.

Colmare questo divario, affidandosi a professionisti del settore in grado di guidare l’intero percorso di valutazione e installazione, è probabilmente la prossima sfida per chi vuole trasformare la casa ideale in una casa reale.

Estate, tempo di grigliate! I consigli di Borello Supermercati

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Demonte torna a vestirsi di storia: gli abiti d’epoca sfilano nel cuore della Valle Stura

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Eleganza,  memoria e convivialità

Un appuntamento che racconta la storia di un territorio Ci sono abiti che non seguono la moda ma il tempo. Custodiscono storie, tramandano emozioni e raccontano il cammino di intere generazioni. È questo lo spirito che anima “L’abito d’epoca racconta la sua storia e il suo tempo”, l’evento che domenica 26 luglio, a partire dalle ore 17, trasformerà il suggestivo Parco Borelli di Demonte, nel cuore della Valle Stura, in un teatro a cielo aperto dove passato e presente si incontrano.

Demonte, storico borgo alpino della Valle Stura, è da sempre un crocevia di cultura, tradizioni e identità occitana. Proprio qui, immerso nel verde di Parco Borelli, prenderà vita una manifestazione capace di valorizzare il patrimonio storico e umano della comunità attraverso uno dei simboli più affascinanti della memoria: l’abito. Le Amiche della Sposa: oltre vent’anni di passione e memoria Nato nel 2003, grazie alla donazione di quaranta abiti da sposa della storica boutique Anna Mode di Sanremo, il progetto delle Amiche della Sposa è cresciuto negli anni fino a diventare una delle manifestazioni più identitarie del territorio.

La collezione si è progressivamente arricchita di abiti originali, donati o acquistati, databili dal 1850 agli anni Settanta, dando vita a un autentico archivio tessile che racconta l’evoluzione del costume, delle tradizioni e del ruolo della donna nella società. Un percorso nato anche grazie alla collaborazione con l’allora assessore alla Cultura Miranda Carrara e che continua ancora oggi grazie all’impegno del gruppo delle Amiche della Sposa. Una sfilata che attraversa oltre un secolo di storia La sfilata è molto più di una passerella. Ogni abito custodisce una storia fatta di ricami, dettagli, gesti quotidiani e ricorrenze familiari. Attraverso questi capi prende forma un viaggio nell’identità della comunità e nel lungo percorso di emancipazione femminile, offrendo al pubblico uno spettacolo capace di emozionare e far riflettere.

Il fascino senza tempo di Parco Borelli renderà ancora più suggestivo un appuntamento che ogni anno richiama residenti, visitatori e appassionati di storia, tradizioni e costume. La collaborazione con la Pro Loco e una cena sotto le stelle L’iniziativa è realizzata con la preziosa collaborazione della Pro Loco di Demonte, che contribuisce a rendere la giornata un momento di autentica partecipazione collettiva. Al termine della sfilata, il pubblico potrà infatti proseguire la serata con una cena nel parco, organizzata in collaborazione con la Pro Loco e Macelleria Spada, trasformando l’evento in una festa da vivere insieme.

Un’occasione per condividere sapori, racconti e convivialità in un’atmosfera rilassata e accogliente, tra tavole imbandite, brindisi e il piacere di stare insieme nel cuore della Valle Stura.

L’evento “L’abito d’epoca racconta la sua storia e il suo tempo” si terrà domenica 26 luglio, dalle ore 17, presso Parco Borelli a Demonte.

L’ingresso alla sfilata è libero, mentre per partecipare alla cena è richiesta la prenotazione (posti limitati) presso l’Ufficio Turistico di Demonte (0171 955903).

 

Foto Nazzareno Robaldo

 

Abitare bene significa vivere meglio: quando la salute diventa un valore della città

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Per anni, quando si parlava di qualità dell’abitare, l’attenzione si concentrava quasi esclusivamente sulla casa: metratura, efficienza energetica, spazi esterni, sicurezza e collegamenti. Oggi, invece, il concetto si è ampliato. La qualità della vita passa sempre più dalla presenza di servizi capaci di semplificare la quotidianità e rendere ogni giornata più serena.

 

Tra questi, la sanità di prossimità occupa un ruolo sempre più centrale.

Disporre di una struttura sanitaria facilmente raggiungibile, con servizi efficienti, tempi di accesso ottimizzati e modalità di prenotazione semplici, rappresenta oggi uno degli elementi che contribuiscono alla vivibilità di un quartiere e, più in generale, di una città.

È una trasformazione che interessa anche Torino, dove il rapporto tra salute, territorio e qualità dell’abitare assume un valore crescente, soprattutto in una realtà caratterizzata da una popolazione sempre più longeva, da famiglie che cercano servizi accessibili e da professionisti che devono conciliare tempi di lavoro e cura della persona.

In questo contesto si inseriscono le recenti innovazioni introdotte dall’Ospedale Koelliker, orientate non solo all’eccellenza clinica ma anche alla semplificazione dell’esperienza del paziente.

La riorganizzazione del Punto Prelievi nasce proprio con questo obiettivo: offrire ambienti più funzionali, percorsi più fluidi e una gestione capace di migliorare l’accoglienza e ridurre i tempi di permanenza all’interno della struttura. Un intervento che dimostra come anche l’organizzazione degli spazi possa incidere concretamente sul benessere delle persone.

Parallelamente, la digitalizzazione continua a modificare il modo di accedere ai servizi sanitari. L’attivazione del nuovo canale WhatsApp per le prenotazioni permette infatti ai cittadini di richiedere visite ed esami attraverso uno strumento ormai familiare, riducendo tempi di attesa e rendendo più immediato il contatto con la struttura.

Sono innovazioni che possono apparire semplici, ma che incidono sulla vita quotidiana di migliaia di persone. Prenotare una visita in pochi minuti, trovare percorsi organizzati, ridurre le attese e poter contare su una struttura efficiente significa risparmiare tempo, limitare lo stress e gestire con maggiore tranquillità le esigenze di salute proprie e della famiglia.

È proprio questo il nuovo significato dell’abitare contemporaneo: non soltanto vivere in una casa bella o efficiente, ma poter contare su un ecosistema urbano capace di offrire servizi che migliorano concretamente la qualità della vita.

Le città più attrattive sono infatti quelle che riescono a integrare abitazioni, mobilità, commercio, spazi pubblici e servizi sanitari in un modello di prossimità sempre più orientato alle persone.

Per chi sceglie di vivere Torino, la presenza di realtà che investono nell’innovazione organizzativa e nell’accessibilità delle cure rappresenta un valore aggiunto che va oltre l’aspetto sanitario. È un investimento sul tempo, sul benessere e sulla serenità quotidiana.

Perché una città si misura anche da questo: dalla capacità di rendere semplice ciò che è importante. E la salute è certamente uno degli elementi che più contribuiscono a far sentire una casa davvero parte di una comunità che si prende cura delle persone

– https://www.osp-koelliker.it/news/notizie/nuovo-punto-prelievi-spazi-riorganizzati-per-un-servizio-piu-efficiente

– https://www.osp-koelliker.it/news/notizie/prenotare-le-prestazioni-ora-e-ancora-piu-semplice-attivo-il-servizio-whatsapp

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Sciatica a Torino: perché il dolore che scende nella gamba va capito prima di curarlo

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Parte dalla schiena e arriva fino al piede. Ma non tutte le sciatiche hanno la stessa causa: individuarla è la chiave per risolvere il problema, non solo per zittirlo.

Un dolore che segue il nervo più lungo del corpo

La sciatica — o sciatalgia — è il dolore che nasce nella zona lombare e scende lungo la gamba, seguendo il decorso del nervo sciatico: dal gluteo alla coscia, fino al polpaccio e talvolta al piede. È uno dei disturbi più frequenti della colonna vertebrale, ma anche uno dei più fraintesi. Non è una diagnosi a sé: è un sintomo, e dietro lo stesso dolore possono nascondersi cause molto diverse.

Gli studi epidemiologici stimano che ne soffra, almeno una volta nella vita, tra il 13% e il 40% della popolazione adulta (Konstantinou e Dunn, Spine 2008). La buona notizia è che circa il 90% degli episodi acuti si risolve entro 6-12 settimane. La meno buona è che, se la causa di fondo non viene affrontata, il 30-50% dei pazienti va incontro a una recidiva entro un anno.

I segnali da non ignorare

La maggior parte delle sciatalgie ha origine muscolo-scheletrica e si gestisce bene con un percorso fisioterapico mirato. Alcuni sintomi, però, richiedono una valutazione medica immediata — in particolare per escludere la sindrome della cauda equina, un’emergenza. È bene rivolgersi al pronto soccorso o al proprio medico in presenza di:

  • perdita del controllo di vescica o intestino
  • perdita di sensibilità nella zona perineale (anestesia “a sella”)
  • debolezza progressiva a una o entrambe le gambe, con difficoltà a camminare
  • dolore notturno persistente che non si allevia con il riposo
  • febbre associata al dolore, o storia recente di trauma importante o di tumore

Perché non tutte le sciatiche sono uguali

Distinguere la tipologia è fondamentale per scegliere il trattamento corretto. Le forme più comuni sono quattro: la sciatica da ernia del disco, in cui il disco intervertebrale comprime il nervo (il dolore spesso supera il ginocchio); la protrusione discale, forma più lieve ma comunque irritativa; la sciatica muscolare da sindrome del piriforme, in cui a irritare il nervo è un muscolo profondo del gluteo contratto, non la colonna; e la sciatica da disfunzione articolare delle vertebre lombari o del bacino. In molti casi la causa è mista — ed è proprio per questo che una valutazione accurata fa la differenza.

Attenzione: non tutto il dolore alla gamba è sciatica

Diverse condizioni possono simularla e richiedono trattamenti completamente diversi: un problema articolare dell’anca, tensioni muscolari di glutei o ischio-crurali, disturbi circolatori, alcune neuropatie. Una valutazione precisa nelle prime fasi evita mesi di terapie inefficaci su un bersaglio sbagliato.

Gli errori più comuni

Molti pazienti, in buona fede, peggiorano la situazione. Gli sbagli più frequenti:

  • riposo assoluto prolungato, che aumenta rigidità e tempi di recupero
  • esercizi generici trovati online, alcuni dei quali aggravano un’ernia in fase acuta
  • uso ripetuto di farmaci senza una valutazione
  • aspettare che “passi da sola”, con il rischio di cronicizzare
  • affidarsi a una sola tecnica senza prima capire la causa

Un approccio personalizzato e multidisciplinare

Le linee guida internazionali NICE (NG59, aggiornate al 2020) raccomandano per la sciatalgia un approccio combinato — terapia manuale, esercizio terapeutico e rieducazione del movimento — riservando la chirurgia ai casi con deficit neurologici progressivi o dolore resistente. È la logica di un centro multidisciplinare: una valutazione iniziale individua la causa prevalente; nei quadri con componente neurologica significativa il fisioterapista lavora in coordinamento con lo specialista (fisiatra, ortopedico, neurochirurgo). Il paziente non viene rimbalzato da un professionista all’altro, ma seguito da un sistema che condivide le informazioni e decide insieme i passaggi.

Un caso reale

Un paziente di 42 anni si è rivolto al centro per un dolore che dalla zona lombare scendeva lungo la gamba destra, presente da oltre un mese e in peggioramento. Aveva già provato riposo, antidolorifici ed esercizi di stretching presi online — alcuni dei quali, anzi, accentuavano i sintomi. La valutazione ha individuato una combinazione di disfunzione articolare a livello L4-L5 e una marcata contrattura del muscolo piriforme che contribuiva a comprimere il nervo. Il percorso ha unito terapia manuale e manipolazione fasciale nella fase acuta, esercizi di mobilizzazione neurale e rinforzo progressivo del core, oltre alla revisione della postazione di lavoro. Nel giro di sei settimane è tornato alle normali attività senza dolore.

Quando rivolgersi a uno specialista

Intervenire nelle prime settimane, quando il dolore irradiato persiste o tende a ripresentarsi, permette di ridurre i tempi di recupero, limitare il rischio di recidive ed evitare la cronicizzazione. Una valutazione fisioterapica specifica è il passo più efficace per capire da cosa dipende davvero il dolore.

Domande frequenti

La sciatica passa da sola?

Spesso l’episodio acuto migliora entro 6-12 settimane. Ma senza individuare la causa di fondo le recidive sono frequenti.

Meglio riposo o movimento?

Il riposo assoluto prolungato è oggi sconsigliato dalle linee guida. Un’attività controllata e guidata, di norma, accelera il recupero.

Posso fare stretching?

Dipende dalla causa. Alcuni esercizi aiutano, altri possono peggiorare il quadro, soprattutto in caso di ernia acuta. Meglio una valutazione prima di iniziare.

Serve sempre la risonanza magnetica?

No. Nella maggior parte dei casi non è necessaria nelle prime settimane. Diventa indicata in presenza di sintomi neurologici o di dolore resistente, sempre su indicazione medica.

 

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Dolore che scende lungo la gamba? Capire la causa è il primo passo

Se il dolore parte dalla schiena e si irradia alla gamba, o se torna a episodi, una valutazione fisioterapica mirata permette di individuarne l’origine e impostare il percorso più adatto.

  • Prenota una valutazione fisioterapica personalizzata
  • Scopri da cosa dipende davvero il tuo dolore irradiato
  • Inizia un percorso mirato per prevenire le recidive

Approfondisci qui: https://equilibrium-mole.eu/sciatica-a-torino/

 

Nota informativa — Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. Per una diagnosi accurata e un piano di trattamento personalizzato è necessaria una valutazione clinica diretta. Riferimenti: NICE Guideline NG59 “Low back pain and sciatica in over 16s” (2016, agg. 2020); Konstantinou K, Dunn KM, Spine 2008.

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Borello supermercati: delizie di stagione, le ciliegie da gustare

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