Enjoybook, Beatrice Venezi per “Voci fuori dal coro”

L’incontro con Beatrice Venezi sarà arricchito dalla presenza dell’avvocato Anna Maria Bernardini De Pace e dal produttore Cesare Rascel

La splendida cornice del teatro Juvarra, a Torino, ospiterà giovedì 12 febbraio, alle ore 20.15, la seconda serata di “Voci fuori dal coro”, ciclo di sette appuntamenti organizzati da Enjoybook, che avrà come ospite il direttore d’orchestra Beatrice Venezi, che si racconterà al pubblico in un’atmosfera informale e coinvolgente, nel corso di una serata conviviale che non sarà soltanto ricca di emozioni, testimonianze e racconti autobiografici, ma costituirà anche un momento per gustare insieme un aperitivo accompagnato da un calice di bollicine. L’incontro con Beatrice Venezi sarà arricchito dalla presenza dell’avvocato Anna Maria Bernardini De Pace e dal produttore Cesare Rascel, figlio del noto attore e cantante Renato. Sarà un’occasione per conoscere meglio i protagonisti della serata in un contesto libero, dove la musica dal vivo creerà suggestioni e spunti per narrazioni personali, dalle passioni alle scelte di vita, dalle cadute alle rinascite, nella dimensione più autentica e senza filtri degli ospiti che si aprono a un confronto in un laboratorio di pensiero e sensibilità. Nel corso della serata, la band allieterà il pubblico con musica dal vivo in un viaggio coinvolgente tra le note, apprezzando il sottofondo musicale con il catering a disposizione.

Questa rassegna culturale rappresenta un format innovativo, capace di rompere le convenzioni tradizionali e di trasformare ogni serata in un’esperienza viva e partecipata. Qui il pubblico è parte integrante di ciò che accade, dialoga, si confronta, contribuisce a creare l’atmosfera.

Biglietti acquistabili al costo di 33 euro, di cui 3 euro devoluti alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro di Candiolo. È inoltre possibile acquistare il carnet a prezzo ridotto, e per i possessori della Rinascente Card usufruire di una promo. Informazioni e vendita al link

https://www.mailticket.it/evento/50972/voci-fuori-dal-coro

Mara Martellotta

Claudia Biamonti: “La cicatrice”. Un viaggio introspettivo

Venerdì 13 febbraio alle ore 18,30, in Galleria Marco Polo, corso Vittorio Emanuele II, 86 (int. Cortile) Massimo Tallone presenta LA CICATRICE opera prima di Claudia Biamonti. Un viaggio introspettivo dove, attraverso lo sfondo della malattia, viene raccontata una vicenda dai tratti noir con taluni personaggi reali ed altri immaginari. Con forti pennellate di speranza.

La protagonista sta andando a Bologna. Ha deciso di prendersi una parentesi di svago per allontanare un poco la pressione della vita torinese, il lavoro, la famiglia, la malattia, la diagnosi. Lì, ha un appuntamento con qualcosa, con qualcuno, con una parte di sé… Come fosse un voto fatto in precedenza, o un allenamento per una gara, si impegna a scalare più volte i quasi cinquecento gradini della Torre degli Asinelli, mentre i primi giorni scorrono, fra incontri inattesi, come quello con il medico che l’ha curata tempo prima. La protagonista scoprirà che il dramma psicologico si è ramificato, a sua insaputa, in una vicenda dai tratti criminali, nella quale si sono intrecciate vischiosità umana e fango dei sentimenti, brame di malaffare e ambiguità di relazioni”.

 

Claudia Biamonti nasce e cresce nell’estremo Ponente ligure. Vive e lavora a Torino. Laureata in Psicologia Clinica e di Comunità insegna nella scuola primaria.

gianmazz

“Riforma della Giustizia: si o no?”

Martedì 10 febbraio, alle ore 18, presso il  Teatro Sant’Anna, in via Brione 40, a Torino (raggiungibile con M1, fermata racconigi), si svolgerà un incontro dal titolo “Riforma della Giustizia: si o no?”.

All’evento, organizzato da Avviso Pubblico in collaborazione con il comitato per il sì “Separare le carriere: perché si” e dal comitato per il no “Giusto dire no”, interverranno:

  • Avv. Mauro Anetrini;
  • Dott. Paolo Toso, Sostituto Procuratore.

Modera l’incontro: Giuseppe Salvaggiulo, responsabile della Cronaca di Torino de “La Stampa”

Sarà possibile seguire l’evento anche in diretta streaming sul canale YouTube di Avviso Pubblico, al seguente link:
youtube.com/live/6Uq6DzstJMs

Affitti shock e realtà dei dati, FIAIP Torino chiarisce

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FIAIP Torino – Federazione Italiana agenti immobiliari professionali prende le distanze dagli annunci di locazione relativi a unità abitative di soli 5 o 8 mq, proposte a canoni fino a 1000 euro mensili nella città di Torino recentemente circolato sui social network e rilanciati da programmi televisivi nazionali. Si tratta di annunci fuorvianti, che non rappresentano il reale andamento del mercato immobiliare torinese, e che alimentano percezioni distorte, con il rischio di generare equivoci e tensioni, e possibili bolle speculative, in un comparto come quello degli affitti, già sotto pressione.

Il valore medio dei canoni di locazione, a Torino, secondo il centro studi FIAIP, si colloca tra i 7 e i 22 euro al mq, con punte massime per immobili di particolare pregio che raramente superano i 30 euro al mq. Non esistono pertanto nel mercato torinese canoni pari a 125 o 180 euro al mq. Operazioni di affitto di microsuperfici, come quelle citate, solleverebbero seri dubbi sotto il profilo della regolarità edilizia. Anche se si trattasse di immobili, la cui costruzione risalisse al 1967, per essere venduti o affittati non dovrebbero aver mai cambiato le strutture interne. È sufficiente pensare che una superficie di 8 mq, secondo il regolamento edilizio, non può essere accatastata come stanza o camera all’interno di una casa, poiché inferiore ai parametri minimi abitativi. Ne consegue una domanda: possono superfici di 8 o 5 mq avere regolare abitabilità per essere considerate unità residenziali? FIAIP Torino respinge inoltre ogni strumentalizzazione della professione di agente immobiliare da parete di soggetti che operano nel campo dell’intermediazione senza possederne titolo abilitato o regolare iscrizione presso la Camera di Commercio. I cittadini hanno diritto a ottenere la restituzione delle provvigioni pagate a chi abbia svolto attività di intermediazione senza avere il titolo di agente immobiliare. FIAIP invita i cittadini alla prudenza verso messaggi pubblicitari sensazionalistici e verificare le informazioni presso Enti accreditati, per non cascare in investimenti non aderenti alle promesse, ed è buona regola chiedere visione di un tesserino da agente immobiliare quando ci si rivolge a un mediatore. Il settore immobiliare di Torino si distingue storicamente per equilibrio e accessibilità, caratteristiche da preservare anche con una comunicazione corretta, basata su dati reali e nel rispetto delle regole a tutela dei cittadini. Su questo terreno, FIAIP Torino continuerà a esercitare con determinazione il proprio ruolo sindacale.

Mara Martellotta

Il turismo spinge l’economia torinese: tutti gli indicatori in crescita nel 2025

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Nel 2025 il turismo torinese registra un andamento decisamente positivo: cresce il tasso di occupazione delle strutture ricettive, migliora la percezione della destinazione da parte dei visitatori e aumenta in modo significativo la spesa turistica, soprattutto in occasione dei grandi eventi cittadini.

I dati sono stati presentati al Circolo dei Lettori e derivano dall’analisi della domanda turistica a Torino e nell’area metropolitana, realizzata dalla Camera di commercio di Torino in collaborazione con Turismo Torino e Provincia attraverso l’utilizzo di diverse piattaforme di monitoraggio.

Secondo il presidente della Camera di commercio, Massimiliano Cipolletta, l’insieme degli indicatori conferma come il 2025 rappresenti un anno particolarmente favorevole per il comparto turistico locale, grazie sia alla capacità attrattiva dei grandi eventi sia a una strategia di promozione sempre più orientata alla distribuzione dei flussi durante tutto l’anno. Sulla stessa linea il presidente di Turismo Torino e Provincia, Maurizio Vitale, che sottolinea come i risultati ottenuti dimostrino la validità delle politiche di valorizzazione e internazionalizzazione della destinazione.

L’analisi delle performance alberghiere evidenzia una crescita generalizzata dei principali indicatori. L’occupazione media delle camere raggiunge il 69,6%, in aumento rispetto all’anno precedente, mentre cresce anche il prezzo medio di vendita e il ricavo per camera disponibile. I risultati migliori si registrano nei mesi primaverili, estivi e autunnali, con incrementi particolarmente rilevanti a gennaio, agosto e ottobre. In particolare agosto si conferma un mese trainante, sostenuto da eventi sportivi di rilievo internazionale che hanno contribuito ad aumentare sia la presenza di visitatori sia i ricavi del comparto.

Segnali positivi arrivano anche dal settore delle locazioni turistiche, che registra un aumento dell’occupazione e un significativo rialzo delle tariffe medie. I dati mostrano una crescita dei flussi anche nei mesi tradizionalmente meno turistici, come gennaio e febbraio, a conferma di una progressiva destagionalizzazione. Dal punto di vista geografico, la domanda resta trainata dal turismo domestico, ma continua a rafforzarsi la presenza internazionale, con Francia, Stati Uniti e principali mercati europei tra le provenienze più rilevanti.

Il confronto con altre città italiane evidenzia come Torino mantenga livelli competitivi sia in termini di occupazione sia di prezzi medi, risultando ancora una destinazione economicamente accessibile rispetto a metropoli come Milano e Bologna. Anche la durata media dei soggiorni risulta in crescita, avvicinandosi alle tre notti.

L’analisi della soddisfazione dei visitatori, elaborata attraverso lo studio delle recensioni online, restituisce un giudizio complessivamente molto positivo. L’indice di gradimento supera gli 86 punti su 100 e mostra un leggero miglioramento rispetto al 2024. Tra le aree più apprezzate emergono le Valli di Lanzo, seguite dai territori del Canavese, di Pinerolo e della Val Susa, mentre Torino città mantiene livelli di soddisfazione elevati. I punti di forza maggiormente segnalati riguardano l’offerta culturale, l’atmosfera cittadina e la qualità della ristorazione, mentre le principali criticità restano legate al sistema dei trasporti e ai tempi di attesa.

Dal punto di vista del profilo dei visitatori, il territorio metropolitano è frequentato prevalentemente da coppie e famiglie, con un aumento significativo dei viaggiatori singoli e un miglioramento della soddisfazione per i turisti che viaggiano per lavoro o in gruppo. I visitatori stranieri mostrano livelli di gradimento in crescita, con giudizi particolarmente positivi da parte dei turisti statunitensi, polacchi e britannici.

Anche l’analisi delle spese effettuate con carte di pagamento evidenzia una dinamica espansiva. Nel 2025 il volume complessivo delle spese turistiche cresce in modo consistente, accompagnato da un aumento del numero delle transazioni. Una quota rilevante degli acquisti è effettuata da visitatori provenienti da altre regioni italiane, con Lombardia, Liguria e Valle d’Aosta tra i principali bacini di provenienza. Sul fronte internazionale, Francia, Svizzera e Regno Unito rappresentano i mercati più significativi. I settori in cui si concentra maggiormente la spesa riguardano alimentari, ristorazione e abbigliamento.

L’impatto economico dei grandi eventi cittadini si conferma determinante. Il Salone Internazionale del Libro ha registrato un aumento delle transazioni e dei volumi di spesa rispetto all’anno precedente, con effetti particolarmente evidenti nell’area del Lingotto. Anche Artissima ha generato un incremento significativo dei consumi nelle zone limitrofe alla manifestazione, con una crescita rilevante delle spese legate all’intrattenimento culturale. Le Nitto ATP Finals hanno prodotto risultati ancora più marcati, con un forte aumento della spesa e delle transazioni soprattutto nella zona dell’Inalpi Arena, accompagnato da un incremento degli acquisti legati al merchandising sportivo.

Nel complesso, i dati confermano il rafforzamento del posizionamento turistico di Torino, che appare sempre più capace di attrarre visitatori durante tutto l’anno e di generare ricadute economiche diffuse sul territorio.

I segreti della Gran Madre

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Torino, bellezza, magia e mistero

Torino città magica per definizione, malinconica e misteriosa, cosa nasconde dietro le fitte nebbie che si alzano dal fiume? Spiriti e fantasmi si aggirano per le vie, complici della notte e del plenilunio, malvagi satanassi si occultano sotto terra, là dove il rumore degli scarichi fognari può celare i fracassi degli inferi. Cara Torino, città di millimetrici equilibri, se si presta attenzione, si può udire il doppio battito dei tuoi due cuori.

Articolo1: Torino geograficamente magica
Articolo2: Le mitiche origini di Augusta Taurinorum
Articolo3: I segreti della Gran Madre
Articolo4: La meridiana che non segna l’ora
Articolo5: Alla ricerca delle Grotte Alchemiche
Articolo6: Dove si trova ël Barabiciu?
Articolo7: Chi vi sarebbe piaciuto incontrare a Torino?
Articolo8: Gli enigmi di Gustavo Roll
Articolo9: Osservati da più dimensioni: spiriti e guardiani di soglia
Articolo10: Torino dei miracoli

Articolo 3: I segreti della Gran Madre

La città di Torino è tutta magica, ma ci sono dei punti più straordinari di altri, uno di questi è la chiesa della Gran Madre di Dio, o per i Torinesi, ël gasometro. La particolarità del luogo è già nel nome, è, infatti, una delle poche chiese in Italia intitolate alla Grande Madre. L’edificio, proprietà comunale della città, venne eretto per volontà dei Decurioni a scopo di rendere onore al re Vittorio Emanuele I di Savoia che il 20 maggio 1814 rientrò in Torino dal ponte della Gran Madre (la chiesa sarebbe stata edificata proprio per celebrare l’evento), fra ali di folla festante. Massimo D’Azeglio assistette all’evento in Piazza Castello. Il dominio francese era finito e tornavano gli antichi sovrani. Il passaggio del Piemonte all’impero francese aveva implicato una profonda trasformazione di Torino: il Codice napoleonico trasformò il sistema giuridico, abolì ogni distinzione e i privilegi che in precedenza avevano avvantaggiato la nobiltà, la nuova legislazione napoleonica legalizzò il divorzio, abolì la primogenitura, introdusse norme commerciali moderne, cancellò i dazi doganali. La spinta modernizzatrice avviata da Napoleone con il Codice civile fu di grande impatto e le nuove norme commerciali furono fatte rispettare dalla polizia napoleonica con un controllo sociale nella nostra città senza precedenti. Tuttavia il carattere autoritario delle riforme napoleoniche relegava i Torinesi a semplici esecutori passivi di ordini imposti dall’alto e accrebbe il malcontento di una economia in difficoltà. Quando poi terminò la dominazione francese non vi fu grande entusiasmo, né vi fu esultanza per l’arrivo degli Austriaci. L’8 maggio 1814 le truppe austriache guidate dal generale Ferdinand von Bubna-Littitz entrarono in città, e prontamente rientrò dal suo esilio in Sardegna il re Vittorio Emanuele I, il 20 maggio dello stesso anno. Il re subito volle un immediato ritorno al passato, ossia all’epoca precedente il 1789, abrogando tutte le leggi e le norme introdotte dai Francesi. Il nuovo regime eliminò d’un tratto il principio di uguaglianza davanti alla legge, il matrimonio civile e il divorzio, e reintrodusse il sistema patriarcale della famiglia, le restrizioni civili riservate a ebrei e valdesi e restituì alla Chiesa cattolica il suo ruolo centrale nella società. Il 20 maggio 1814 fu recitato un Te Deum nel Duomo di Torino per celebrare il ritorno del re, che si fermò a venerare la Sacra Sindone. L’autorità municipale festeggiò il ritorno dei Savoia costruendo una chiesa dedicata alla Vergine Maria nel punto in cui il re aveva attraversato il Po al suo rientro in città. A riprova di ciò sul timpano del pronao si legge l’epigrafe “ORDO POPVLVSQVE TAVRINVS OB ADVENTVM REGIS”, (“L’autorità e il popolo di Torino per l’arrivo del re”) coniata dal latinista Michele Provana del Sabbione.

La chiesa, di evidente stampo neoclassico, venne edificata nella piazza dell’antico borgo Po su progetto dell’architetto torinese Ferdinando Bonsignore; iniziato nel 1818, il Pantheon subalpino venne ultimato solo nel 1831, sotto re Carlo Alberto. L’edificio ubbidiva all’idea di una lunga fuga prospettica che doveva collegare la piazza centrale della città, Piazza Castello, alla collina. La chiesa è posta in posizione rialzata rispetto al livello stradale, e una lunga scalinata porta all’ingresso principale. Al termine della scalinata vi è un grande pronao esastilo costituito da sei colonne frontali dotate di capitelli corinzi. All’interno del pronao vi sono ai lati altre colonne, affiancate da tre pilastri addossati alle pareti. Eretta su un asse ovest-est, con ingresso a occidente e altare a oriente, essa presenta orientazioni astronomiche non casuali: a mezzogiorno del solstizio d’inverno, il sole illumina perfettamente il vertice del timpano visibile dalla scalinata d’ingresso. Il timpano, sul frontone, è scolpito con un bassorilievo in marmo risalente al 1827, eseguito da Francesco Somaini di Maroggia, (1795-1855) e raffigura la Vergine con il Bambino omaggiata dai Decurioni torinesi. Ai lati del portale d’ingresso sono visibili due nicchie, all’interno delle quali si trovano i santi San Marco Evangelista, a destra, e San Carlo Borromeo, a sinistra. Fanno parte dell’edificio due imponenti gruppi statuari, allegorie della Fede e della Religione, entrambi eseguiti dallo scultore carrarese Carlo Chelli nel 1828. Sulla sinistra si erge la Fede, rappresentata da una donna seduta, in posizione austera, con il viso serio, sulle ginocchia poggia un libro aperto che tiene con la mano destra, con l’altra, invece, innalza un calice verso il cielo. Spunta in basso alla sua destra un putto alato, che sembra rivolgersi a lei con la mano sinistra, mentre nella destra tiene stretto un bastone. Dall’altro lato si trova la Religione, raffigurata come una matrona imperturbabile e regale: stringe con la mano destra una croce latina e sta seduta mentre guarda fissa l’orizzonte, incurante del giovane che la sta invocando porgendole due tavole di pietra bianca. I capelli sono ricci, e sulla fronte, lasciata scoperta dal manto, vi è una sorta di copricapo, come una corona, su cui compare un simbolo: un triangolo dal quale si dipartono raggi. Spesso, con un occhio al centro del triangolo, il simbolismo è usato in ambito cristiano per indicare l’occhio trinitario di Dio, il cui sguardo si dirama in ogni direzione, ma anche in massoneria è un importante distintivo iniziatico. Perfettamente centrale, ai piedi della scalinata, è l’imponente statua di quasi dieci metri raffigurante Vittorio Emanuele I di Savoia. La torre campanaria, munita di orologio, venne costruita sui tetti dell’edificio che si trova a destra della chiesa nel 1830, in stile neobarocco.

Entrando nella chiesa ci si ritrova in un ampio spazio tondeggiante e sobrio, c’è un’unica navata a pianta circolare, l’altare maggiore, come già indicato, è posto a oriente, all’interno di un’abside semicircolare provvista di colonne in porfido rosso. Numerose sono le statue che qui si possono ammirare, ma su tutte spicca la figura marmorea della Gran Madre di Dio con Bambino, posta dietro l’altare maggiore, il cui misticismo è incrementato dalla presenza di raggi dorati che tutta la circondano. Nelle nicchie ai lati, in basso, vi sono alcune statue simboliche per la città e per i committenti della chiesa, cioè i Savoia. Oltre a San Giovanni Battista, il patrono della città, anch’egli con una grande croce nella mano sinistra, S. Maurizio, il santo prediletto dei Savoia, Beata Margherita di Savoia e il Beato Amedeo di Savoia. La cupola, considerata un capolavoro neoclassico piemontese, sovrasta l’edificio ed è costituita da cinque ordini di lacunari ottagonali di misura decrescente. La struttura è in calcestruzzo e termina con un oculo rotondo, da cui entra la luce, del diametro di circa tre metri. Sotto la chiesa si trova il sacrario dei Caduti della Grande Guerra, inaugurato il 25 ottobre 1932 alla presenza di Benito Mussolini. La bellezza architettonica dell’edificio nasconde dei segreti tra i suoi marmi. Secondo gli occultisti, la Gran Madre è un luogo di grande forza ancestrale, anche perché pare sorgere sulle fondamenta di un antico tempio dedicato alla dea Iside, divinità egizia legata alla fertilità, anche conosciuta con l’appellativo “Grande Madre”. Iside è l’archetipo della compagna devota, per sempre fedele a Osiride, simbolo della consapevolezza del potere femminile e del misticismo, il suo ventre veniva simboleggiato dalle campane, lo stesso simbolo di Sant’Agata. Si è detto che Torino è città magica e complessa, metà positiva e metà maligna, tutta giocata su delicati equilibri di opposti che sanno bilanciarsi, tra cui anche il binomio maschio-femmina. Questo aspetto è evidenziato anche dalla contrapposizione tra il Po e la Dora che, visti in chiave esoterica, rappresentano rispettivamente il Sole, componente maschile, e la Luna, componente femminile. I due fiumi, incrociandosi, generano uno sprigionamento di forte energia. Altri luoghi prettamente maschili sono il Valentino e il Borgo Medievale, che sorgono lungo il Po e sono anche simboli di forza; ad essi si contrappone la zona del cimitero monumentale, in prossimità della Dora, legata alla sfera notturna e femminile. L’importanza esoterica dell’edificio non termina qui, ci sono alcuni che sostengono ci sia un richiamo alle tradizioni celtiche con evidente allusione a un ordine taurino nascosto tra le parole della dedica: se leggiamo l’iscrizione a parole alterne resta infatti la dicitura: Ordo Taurinus. Ma il più grande mistero che in questa chiesa si cela è tutto contenuto nella statua della Fede. Secondo gli esoteristi, la donna scolpita in realtà sorreggerebbe non un calice qualunque ma il Santo Graal, la reliquia più ricercata della Cristianità, e con il suo sguardo indicherebbe il luogo preciso in cui esso è nascosto. Allora basta capire dove guarda la marmorea giovane -secondo alcuni la stessa Madonna – e il gioco è fatto! Sì, peccato che chi ha scolpito il viso si sia “dimenticato” di incidervi le pupille, così da rendere l’espressione della figura imperscrutabile, e il Graal introvabile. Se non per chi sa già dove si trovi.

Alessia Cagnotto

A Ciriè la Camminata Clown e la Hope Color: tripudio di colori, allegria e solidarietà

Domenica 26 aprile

La terza edizione dellevento organizzato dai Wolontari Clown sarà più colorata che mai: i nasi rossi e le magliette gialle della Hope Running uniscono le forze per realizzare una manifestazione inclusiva che non lascerà indietro nessuno

A volte nella vita basta un incontro per far nascere qualcosa di speciale. É questo il caso della collaborazione instaurata tra lassociazione Wolontari Clown di Ciriè e la Hope Running di Chivasso. Una visione comune: quella di dedicare il proprio tempo agli altri attraverso il Volontariato. Obiettivi reciproci che convergono nella volontà di dare vita insieme a un evento solidale e inclusivo.

Una premessa doverosa per ufficializzare che domenica 26 aprile la terza edizione della Camminata Clown, organizzata a Ciriè dallassociazione guidata dal presidente Pietro Martinetto, ospiterà la Hope Color, ideata dalla realtà chivassese del presidente Giovanni Mirabella, che per la prima volta farà tappa in città. Accanto ai nasi rossi e ai palloncini colorati dei Wolontari Clown ci saranno così le iconiche bustine di colore in polvere della Hope Color, a rendere questo evento ancora più speciale e unico.

Un autentico tripudio di colori e allegria allinsegna della solidarietà: il ricavato della manifestazione, organizzata con il patrocinio della Città di Ciriè, servirà infatti ad alimentare i progetti sociali di entrambe le realtà. Un motivo in più per non perdersi assolutamente questo evento!

Nelle prossime settimane verranno svelate tutte le novità della Camminata Clown – Hope Color e saranno aperte ufficialmente le iscrizioni sia online che nei punti fisici individuati sul territorio.

Giovanni Mirabella, il presidente della Hope Running, è soddisfatto per questa nuova importante partnership: Ci siamo incontrati lo scorso mese di giugno con i Wolontari Clown in occasione della Hope Color di San Francesco al Campo e siamo rimasti colpiti dal loro entusiasmo e dalla loro energia inesauribile. É davvero bello vedere così tanti giovani impegnati a fare qualcosa di concreto per i meno fortunati e a rendere migliore la comunità in cui vivono. Quando siamo stati contattati sul finire dello scorso anno abbiamo subito accolto con piacere il loro invito ad unirci

alla Camminata Clown e vogliamo renderla più colorata che mai. Ci è sembrato doveroso prima di Natale coinvolgerli nel progetto Un Giocattolo in Dono regalando loro giochi che hanno portato sorrisi e magia ai bimbi della pediatria di Ciriè. É grazie a queste sinergie che si costruisce una comunità che valorizza le persone e la diversità come ricchezza, trasformando ogni gesto in un segno di cura verso gli altri.

Screenshot

Pietro Martinetto, presidente dei Wolontari Clown, si unisce a questa scia dentusiasmo: Le esperienze del primo anno a San Francesco e lo scorso a Ciriè ci fanno capire che il territorio accoglie con favore queste iniziative. Ciò che è sempre risultato vincente è stata la collaborazione: la Camminata Clown non è solo dei Wolontari Clown, ma è di tutte le associazioni che collaborano, è di tutti coloro che partecipano. Questanno il desiderio di fare qualche cosa di entusiasmante insieme è ancor più forte: lincontro con Giovanni e tutti i volontari della Hope Running ha portato fin da subito una visione comune ma, ancor di più, un sogno ad occhi aperti comune. Abbiamo parlato dei rispettivi eventi organizzati fin dora e ci siamo resi conto di come potessero essere complementari, di come vicendevolmente ci potessimo arricchire, finendo inevitabilmente per sognare in grandema insieme. Non abbiamo resistito fino alla Camminata e già a Natale abbiamo donato i giochi raccolti dalla Hope Running nellambito del progetto Un Giocattolo in Dono ai bimbi ricoverati nel reparto di pediatria di Ciriè. È sempre più evidente come i progetti che mirano a fare del bene, a portare amore, non siano di proprietà di nessuno, ma che è anzi dalla loro condivisione che diventano bellissime realtà. Ancora una volta, grazie alla collaborazione del Comune di Ciriè che patrocinia levento, la Camminata Clown-Hope Color sarà volta allinclusione, con la partecipazione delle principali associazioni del territorio che quotidianamente si occupano di disabilità. Non solo, al villaggio partenza, ricreato in Piazza Castello, ci sarà spazio per tutte le associazioni locali per pubblicizzare e far conoscere ai partecipanti le proprie attività, poco prima dellesplosione dei colori e del divertimento. Il 26 aprile sarà una festa colorata che ci farà tornare tutti un pobambini, sarà un pocome vivere insieme un sogno ad occhi aperti.

Torna CioccolaTò. Torino capitale della filiera del cioccolato

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Torino si prepara a riabbracciare CioccolaTò, l’appuntamento che dal 13 al 17 febbraio 2026 trasformerà Piazza Vittorio Veneto nel centro nevralgico italiano della filiera del cioccolato.

 

Quest’anno l’evento compie un importante salto di qualità, evolvendosi in un vero e proprio hub strategico capace di far dialogare l’intero ecosistema produttivo con l’intrattenimento educativo per le nuove generazioni. La grande novità di questa edizione è la nascita dell’Area B2B, uno spazio esclusivo ospitato nei locali di Signorvino in Piazza Vittorio Veneto, nelle giornate di lunedì 16 e martedì 17 febbraio. Qui, tra la sessione mattutina (9:30 – 12:00) e quella pomeridiana (15:00 – 18:30), produttori d’eccellenza e buyer nazionali e internazionali potranno incontrarsi per stringere nuovi accordi commerciali. Più che una semplice area incontri, questo spazio è stato progettato per accogliere tutti i protagonisti che rendono grande il settore: dagli espositori di CioccolaTò agli sponsor, fino agli operatori individuati dalla Camera di commercio di Torino e dalle principali associazioni di categoria. Il networking coinvolgerà i decision-maker del settore Retail, inclusi buyer della GDO e del Normal Trade, e l’intero comparto HoReCa, dalle pasticcerie e bar caffetterie fino alle catene di ristorazione e al catering. Sarà, inoltre, punto di riferimento per l’artigianato industriale, la Food Industry e le realtà d’eccellenza nel Food Packaging e Food Equipment, specializzate nei macchinari per la lavorazione del cacao. Grazie alla piattaforma di business matching Bsquare, gli operatori potranno contare su un’agenda di appuntamenti ottimizzata, alternando i meeting a momenti di confronto tecnico nella Sala Convegni, dove si terranno conferenze e workshop dedicati ai nuovi trend, all’innovazione e alle principali tematiche della produzione, distribuzione e promozione del cioccolato. Questi momenti formativi si alterneranno a pause più informali nell’Area Relax e Ristoro, creando un equilibrio tra networking, aggiornamento professionale e convivialità.

Ad oggi, sono circa una cinquantina i professionisti registrati sulla piattaforma dedicata https://b2b.cioccola.to.it attraverso cui, nelle fasce orarie 9.30–12.00 e 15.00–18.30, è possibile prenotare un tavolo riservato per i meeting, organizzati in slot della durata di un’ora. Tra i professionisti già iscritti, produttori di cioccolato ed espositori di CioccolaTò, ma anche consulenti aziendali in ambito economico e legale, aziende agricole biologiche, birrifici e un oleificio. Una platea eterogenea per molteplici opportunità. L’impresa del cioccolato: qualche dato di filiera Al 30 settembre 2025, si contavano in Italia 755 imprese della produzione di cacao, cioccolato, caramelle e confetterie. In Piemonte erano presenti 106 imprese, il 14,0% del totale nazionale. A Torino e provincia 52, il 6,9% del totale nazionale. Allargando lo sguardo non solo alla produzione ma al commercio, il commercio all’ingrosso di zucchero, cioccolato e dolciumi a fine settembre 2025 erano presenti 1.929 imprese a livello nazionale, di cui 128 in Piemonte (il 6,6%) e 65 nella città metropolitana di Torino (il 3,4%). Il cioccolato nel mondo. Le esportazioni italiane di cacao, cioccolato, caramelle e confetterie sono ammontate a 2,4 miliardi di euro nei primi 9 mesi del 2025, in crescita del 93,2% nei confronti dello stesso periodo del 2020; anche rispetto al periodo gennaio – settembre 2024 le vendite all’estero nazionali di cioccolata e altre preparazioni alimentari contenenti cacao crescono (+21,3%; 2,0 miliardi di euro). Le spese delle famiglie. Nel 2024 (ultimo dato disponibile), le famiglie italiane hanno speso in media 23 euro al mese per zucchero, prodotti dolciari e dessert (il 4,7% delle spese alimentari), di cui 6,85 euro nella sola categoria del cioccolato, cacao e prodotti alimentari a base di cacao. Il dato è in crescita rispetto al 2022, quando la spesa media famigliare complessiva per dolci e dessert era pari a 20,95 euro, di cui 6,19 per prodotti in cioccolato. Se si analizzano le spese per tipologia famigliare della macrocategoria zucchero, prodotti dolciari e dessert, nel 2024 sono le coppie con oltre tre figli a sostenere la spesa mensile più elevata (37,16 euro), seguite da quelle con due figli (36,05 euro) e un figlio (29,56 euro).

Al contrario, le persone sole over 65 anni sono le famiglie che spendono meno per la categoria (13,31 euro). Nella città di Torino, nel 2024 le 240 famiglie indagate nell’Osservatorio sulle spese delle famiglie torinesi della Camera di commercio di Torino, hanno speso 43 euro mensili in dolciumi (il 10,6% delle spese alimentari), dato in crescita di +1 euro rispetto al 2023. Il ritorno della Casa del cioccolato Dopo il grande successo dell’edizione 2025, che ha registrato il tutto esaurito per ciascuno degli appuntamenti che vi si sono svolti, ritorna anche quest’anno, nel cuore di Piazza Vittorio, lo spazio della Casa del cioccolato, che ospiterà tra il 13 e il 17 febbraio ben 30 appuntamenti totali tra degustazioni, show-cooking, incontri tematici e assaggi da ricordare. La ricca programmazione della Casa del cioccolato si divide infatti in quattro filoni tematici: Dialoghi – che interrogherà i grandi nomi della cioccolateria torinese e internazionale sul futuro del cioccolato, Assaggi – con degustazioni guidate dai grandi nomi della pasticceria locale, Incontri possibili – che introducono i partecipanti all’universo degli accostamenti più o meno inusuali del cioccolato, Show-cooking – con spettacoli da gustare a cura del circuito Mangebin.

Aperte inoltre le prenotazioni per l’intero palinsesto culturale di CioccolaTò con un centinaio di proposte, incontri, letture, laboratori per adulti e bambini, proiezioni al cinema, visite guidate e molto altro, tutto su https://www.cioccola.to.it/.

Addio ai giornalisti Rai Castellotti e Marsico

Nel febbraio 2026 il mondo dell’informazione italiana e torinese ha perso due importanti figure legate alla Rai: Cesare Castellotti e Gigi Marsico.

Castellotti, morto all’età di 86 anni, è stato uno dei volti storici del giornalismo sportivo televisivo. Per molti anni ha lavorato nelle redazioni Rai piemontesi, raccontando soprattutto il calcio ma anche altri sport e temi legati alla realtà industriale del territorio. Era apprezzato per il suo stile chiaro, preciso e professionale.

Pochi giorni dopo è scomparso anche Gigi Marsico, che aveva 98 anni ed è stato tra i protagonisti della nascita della televisione italiana. Iniziò la sua carriera alla radio e successivamente realizzò numerosi servizi e documentari televisivi, spesso dedicati a temi sociali e culturali. Nel corso della sua lunga attività collaborò con importanti giornalisti e contribuì alla crescita del servizio pubblico.

Entrambi hanno lasciato un segno importante nel modo di raccontare lo sport, la società e la cultura attraverso i media.