È stata presentata la stagione musicale, la 76esima, dell’Unione Musicale di Torino, con un ricco calendario di concerti in cui brillano grandi nomi del panorama internazionale, con debutti e nuovi progetti.
“Il titolo – sottolineano il presidente dell’Unione Musicale, Angelo Benessia, e il direttore artistico Cecilia Fonsatti – è “Classica Unione”, capace di porre l’accento su quello che la musica rappresenta per vocazione, vale a dire unire i popoli attraverso un linguaggio comune”. L’uomo dell’immagine, che caratterizza la stagione 2022-2023, è proiettato verso il futuro, un futuro positivo, in cui le nuvole delle certezze attuali paiono dissolversi.
Con questo interessante spunto è stato creato il nuovo cartellone che si svilupperà da mercoledì 12 ottobre 2022 a mercoledì 24 maggio 2023, articolato in 107 eventi, di cui 50 concerti, 6 appuntamenti divulgativi, 36 proposte per le famiglie e 15 spettacoli per le scuole.
Saranno protagonisti 260 artisti, di cui 110 saranno per la prima volta ospiti dell’Unione Musicale, e oltre 80 musicisti under 30.
I concerti sono declinati nella serie dei Mercoledì del Conservatorio, suddivisi in serie Pari e Dispari, 26 concerti alle ore 20.30, e al teatro Vittoria la serie pomeridiana Didomenica, “L’altro suono”, con concerti dedicati al repertorio antico e Next Generation, capace di valorizzare giovani talenti e interpreti già affermati a livello internazionale.
Riconfermata la serie Discovery, pensata per guardare oltre i confini del repertorio classico.
La nuova stagione si iinaugurerà con il concerto di un pianista ucraino, Vadym Kholodenko, vincitore assoluto al Concorso Van Cilburn nel 2013, noto per le sue interpretazioni fantasiose e impeccabili.
Nella stagione dell’Unione Musicale viene anche inserito un nuovo progetto, dal titolo “Solo per le tue orecchie”. Si tratta di sei brevi concerti di carattere interattivo a episodi, ideati per accompagnare il pubblico in un percorso di conoscenza del linguaggio musicale.
Il cartellone del mercoledì è contraddistinto dalla presenza di grandi nomi del panorama internazionale, molti dei quali giungono qui per la prima volta, come la violinista russa Alena Baeva, compagna del pianista ucraino Kholodenko anche nella vita.
Nel corso della stagione debutteranno anche i pianisti Augustin Hadelich e Nihg Feng, con alcune delle formazioni da Camera oggi più ricche di personalità, quali il francese Trio Karenine e il tedesco Trio Jean Paul.
Grande attesa anche per la violinista ucraina Diana Tishchenko, con Jose’ Gallardo al pianoforte, il quintetto di fiati dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e della Royal Concertgebouw Orchestra, l’ensemble vocale Singer Pur, con un programma molto originale di Monteverdi.
Ensemble stellari sono anche quelli composti da Martin Frost al clarinetto, Antoine Tamestit alla viola e Shai Wosner al pianoforte, oltre a un sestetto d’archi riunito intorno a due violoncelliste.
Arriverà per la prima volta in Italia una formazione piuttosto ampia, l’Orchestra Leonore diretta da Daniele Giorgi, ensemble di profilo internazionale, formato da musicisti scelti tra le più prestigiose orchestre europee e migliori Ensemble cameristico.
Il 17 ottobre prossimo inaugurerà la rassegna intitolata “L’altro suono”, con il Quartetto Altemps.
Seguiranno i canti gregoriani, con un programma piuttosto insolito a sfondo ecologico l’energico Ensemble francese Le Consort, capace di mettere in contatto i veneziani Vivaldi e Reall; un percorso monografico tutto dedicato all’opera di John Sebastian Bach, proposto dal gruppo Armoniosa, mentre l’Astree’ con il soprano Stephanie Vernerin condurrà l’ascoltatore in una Full immersion di barocco, quello di Haendel.
La serie sarà conclusa dal concerto madrigalistico del duo formato dal soprano Alena Dantcheva, con Michele Pasotti al liuto.
Interessanti anche gli appuntamenti di “Discovery”, che esplorano repertori diversamente classici, con l’esecuzione in prima assoluta di Lilli, brank di intelligenza artificiale sotto la guida di Andrea Chenna e eseguito dal trio Debussy. I percussionisti saranno quelli dell’assemblea Tetrakis e il clavicembalo di Enrico Baiano renderanno omaggio a Bach, con la complicità di sei compositori viventi.
“Good vibrations” dei Sentieri Selvaggi sono diretti da Carlo Boccadoro e spalancano le porte della musica contemporanea al grande pubblico amante della musica, non soltanto di quella classica.
Il pianista Vadym Kholodenko giungerà a conclusione del programma con brani tratti da Beethoven, fino alle Variazioni su “El pueblo unido jamas sera vencido dell’americano Rzewski”.
La vendita degli abbonamenti inizierà mercoledì 8 giugno prossimo in modo esclusivo agli abbonati degli anni passati; da martedì 20 settembre parte la vendita per chi si abbina per la prima volta e da martedì 4 ottobre potranno abbonarsi i giovani fino ai 30 anni compiuti.
Mara Martellotta
Nelle sale espositive a due passi dal Louvre, À la rencontre du petit prince celebra uno dei più grandi capolavori della letteratura mondiale, probabilmente l’opera più tradotta dopo la Bibbia tanto da contare edizioni in oltre cinquecento lingue e dialetti differenti. Una mostra composta da oltre seicento pezzi (acquerelli, schizzi e disegni, anche inediti, oltre a fotografie, poesie, ritagli di giornale, estratti delle corrispondenze) che raccontano le tante sfaccettature di Antoine de Saint-Exupéry che fu scrittore e poeta, aviatore e filosofo, esploratore e giornalista sempre animato da un profondo ideale umanista. “È una follia odiare tutte le rose perché una spina ti ha punto, abbandonare tutti i sogni perché uno di loro non si è realizzato, rinunciare a tutti i tentativi perché uno è fallito. È una follia condannare tutte le amicizie perché una ti ha tradito, non credere in nessun amore solo perché uno di loro è stato infedele, buttate via tutte le possibilità di essere felici solo perché qualcosa non è andato per il verso giusto. Ci sarà sempre un’altra opportunità, un’altra amicizia, un altro amore, una nuova forza. Per ogni fine c’è un nuovo inizio“. Una frase che condensa il messaggio contenuto nell’opera più famosa di Saint-Exupéry, pubblicata il 6 aprile 1943 da Reynal e Hitchcock in inglese, e solo tre anni dopo in Francia. Antoine Jean Baptiste Marie Roger de Saint-Exupéry era nato a Lione il 29 giugno del 1900 in una famiglia di antiche radici nobiliari ( uno dei suoi antenati aveva combattuto con gli americani a Yorktown, la battaglia che decise l’esito della Guerra di Indipendenza americana). Aviatore e scrittore francese, guardava all’avventura e al pericolo con gli occhi del poeta e, come si può leggere nelle pagine de Il Piccolo Principe, anche con quelli di un bambino. Di grande impatto emotivo sono i racconti dedicati ai voli aerei, tra i quali Volo di notte, L’aviatore e Terra degli uomini. Durante la seconda guerra mondiale si arruolò nell’aeronautica militare francese e dopo l’armistizio nelle Forces aériennes françaises libres, schierate al fianco degli Alleati contro i nazisti. Il libro Lettera al Generale X e il senso della guerra, pubblicato nel 2014, propone una raccolta di lettere e brani (alcuni inediti in Italia) di Saint-Exupéry, dove si possono leggere anche le ultime commoventi parole scritte all’amico Pierre Dalloz in una breve missiva che non fu mai spedita , datata 30 luglio 1944, il giorno antecedente il suo abbattimento mentre era in volo sul mar Mediterraneo. Queste pagine rappresentano di fatto il testamento spirituale e artistico di uno dei più straordinari personaggi del Novecento, dove Saint-
Exupéry racconta una storia diversa da quella del ragazzino dai capelli d’oro che apprende e soprattutto insegna. In questo libro l’autore si presenta al lettore come aviatore e uomo in guerra ma soprattutto come una persona alla quale stanno a cuore la ricerca di un senso per l’uomo e per la vita, con domande sulle ragioni di tante crudeltà e follie che fanno parte del conflitto bellico. La sua morte in volo restò per molti anni misteriosa, finché nel 2004 venne localizzato e recuperato il relitto del suo aereo. Colpito da un caccia tedesco nel mare antistante la costa marsigliese, il Lockheed P38 Lightning a bordo del quale volava Antoine de Saint-Exupery si inabissò a una settantina di metri di profondità. Lo scrittore francese, partito in missione ricognitiva, era scomparso senza lasciar traccia all’alba del 31 luglio del 1944, poco dopo il decollo da una base in Corsica. Il 29 giugno del 2000, nel centenario della nascita, gli è stato intitolato l’aeroporto di Lione. Per raccontare in sintesi estrema l’insopprimibile spirito d’avventura che ne segnò l’intera, seppur breve vita, bastano forse queste poche parole: “Quando si arriva al futuro, il nostro compito non è di prevederlo, ma piuttosto di consentire che accada“. Merci pour tout, monsieur de Saint-Exupery.

Ideato e sviluppato da “TO LOCALS (APOLIDE Festival)”, “Morena Ovest”, “Compagnia Tecnologia Filosofica (Morenica NET)”, “Fondazione di Comunità del Canavese”, “Associazione Liberi di Scegliere (La grande invasione)”, il “Castello Ducale di Agliè” e “IVREATRONIC”, prende il via domenica prossima 5 giugno “Morena Stories”, il nuovo progetto di turismo culturale in cui le storie originali e sconosciute del territorio diventano protagoniste dei percorsi di visita. Fino al 17 luglio, ogni domenica sono in programma trekking guidati, visite e performance artistiche accessibili a tutti, alla scoperta di sette cittadine dell’“Anfiteatro Morenico” di Ivrea: Agliè, San Martino, San Giorgio, Bairo, Castellamonte, Torre Canavese e Vialfré. Dicono gli organizzatori: “Il progetto rappresenta una nuova modalità di vivere il turismo, adatto ai visitatori alla ricerca di itinerari insoliti al di fuori dei percorsi già noti e ai semplici curiosi che vogliono approfondire la storia del territorio:ogni appuntamento di Morena Stories è un momento unico, non solo una visita, ma una vera e propria esperienza di conoscenza”. Protagonisti saranno i luoghi e le loro storie, che emergeranno dal racconto delle guide e degli artisti: ad Aglié (in apertura, domenica 5 giugno) l’ex stabilimento “Olivetti”, dove veniva prodottala mitica “Lettera 22”, la macchina da scrivere che ha segnato l’identità italiana; il canale di Caluso di Bairo, reso ancora più suggestivo dalla visita nelle prime ore del mattino; a Castellamonte lo scaricatore e la vecchia stazione ferroviaria, dove partivano i treni carichi di ceramica, famosa in tutto il mondo; “Cortereggio” a San Giorgio, luogo di nascita di Antonio Michela Zucco (inventore della “Michela”, la macchina per la stenografia a tasti che rivoluzionò il sistema di scrittura veloce e che vediamo spesso utilizzata in Parlamento) e territorio della coltivazione della “Piattella” bianca (presidio “Slow Food”); il “Santuario della SS. Trinità” a San Martino;la chiesa di “San Giacomo” e “Casa dell’Eremita” a Torre
