CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 566

Prospettive: arte e musica dialogano tra loro

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PROSPETTIVE

Dal 15 gennaio al 4 giugno 2022

Anche quest’anno, per il quarto anno consecutivo, Fondazione Torino Musei, OFT – Orchestra Filarmonica di Torino e Abbonamento Musei propongono il progetto di collaborazione che avvicina il pubblico dell’arte a quello della musica e viceversa.

 

Per chi ama esplorare l’arte nelle sue mille sfumature, i tre grandi musei della Città di Torino – GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, MAO Museo d’Arte Orientale e Palazzo Madama Museo Civico d’Arte Antica –  ogni sabato precedente il concerto propongono una visita guidata, a rotazione, al proprio patrimonio museale, traendo ispirazione dalla stagione concertistica dell’Orchestra Filarmonica di Torino.

 

L’iniziativa è a cura dei Dipartimenti Educazione della Fondazione Torino Musei e di Abbonamento Musei.
Le visite sono condotte da Theatrum Sabaudiae.

 

Visite guidate a pagamento. Costo: 6 euro per il percorso guidato + biglietto di ingresso al museo secondo tariffe (gratuito con Abbonamento Musei e Torino Piemonte Card).

Info e prenotazioni: t. 011 5211788 (lun-dom 9-17.30); prenotazioniftm@arteintorino.com • è possibile effettuare l’acquisto on-line

Maggiori info su

www.oft.it www.fondazionetorinomusei.it www.abbonamentomusei.it https://www.arteintorino.com/

Steve Della Casa direttore artistico del Tff

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Stefano Della Casa è il nuovo direttore artistico della 40° edizione “straordinaria” del Torino Film Festival. Succede a Stefano Francia di Celle che, al termine del suo mandato, ha scelto di non prorogare il suo contratto decidendo di tornare in Rai dopo due anni di aspettativa.

 

Il Presidente Enzo Ghigo, il direttore Domenico De Gaetano e il Comitato di Gestione del Museo Nazionale del Cinema ringraziano Stefano Francia di Celle per l’ottimo lavoro svolto, per l’impegno e la passione che ha dedicato al TFF in questi anni non facili e gli fanno i migliori auguri per il ritorno in Rai in un momento di grande trasformazione per l’azienda.

 

Steve Della Casa è tra i fondatori del Festival Cinema Giovani – poi Torino Film Festival – di cui è stato direttore dal 1998 al 2002. Della Casa si appresta a dirigere l’edizione che celebrerà i 40 anni del Torino Film Festival, un anniversario importante che oltre a ribadire la sua identità, ancora attuale a distanza di anni, dovrà anche segnare un momento di passaggio, nel solco della tradizione e innovazione che da sempre caratterizzano il TFF. A lui e alla sua squadra i migliori auguri di buon lavoro.

 

Nato a Torino il 25 maggio 1953. Laureato in storia del cinema con il prof. Rondolino con una tesi sul western americano. Nel 1974 è tra i fondatori del Movie Club di Torino, uno dei più importanti club cinema italiani. Nel 1982 è tra i fondatori del Festival Cinema Giovani, poi Torino Film Festival, di cui sarà direttore dal 1998 al 2002. È presidente della Film Commission Torino Piemonte tra il 2006 e il 2013 e direttore del Roma Fiction Fest fino al 2014. Dal 1994 è autore e conduttore del programma Hollywood Party su Radio Rai3. È dicente di storia del cinema all’Accademia d’Arte Drammatica. Ha pubblicato saggi sul cinema in Italia e all’estero (Centre Pompidou, Museum of Modern Arts di New York, George Lincoln Center). Ha diretto documentari presentati ai festival di Venezia, di Roma, di Locarno, vincendo nel 2016 un Nastro d’Argento. È tifoso del Toro.

 

Dialogando sul “Telero” di Carlo Levi

In occasione dell’“anno leviano”,  incontro alla “Fondazione Giorgio Amendola” con lo storico Marco Revelli e il critico d’arte Pino Mantovani

Giovedì 13 gennaio, ore 17,30

Cinque enormi pannelli (18,50 x 3,20 m.), in cui c’è tutto il “dolore antico” e il “coraggio di esistere” del “suo” Sud. Il “Telero Lucania ‘61”,  è stato giustamente scritto, è il suo epico “Cristo si è fermato a Eboli” (1945) trasferito su tela, un intenso appassionato viaggio all’interno della “Questione Meridionale”. Scrittore, pittore, intellettuale torinese, di certo fra i più autorevoli meridionalisti del Novecento, Carlo Levi (Torino 1902 – Roma, 1975), dipinse il “Telero”– dedicato alla memoria di Rocco Scotellaro, il sindaco poeta di Tricarico cui Levi si legò di fraterna amicizia durante l’esilio lucano impostogli dal regime fascista – su invito di Mario Soldati per rappresentare la Basilicata alla grande mostra organizzata a Torino per il primo Centenario dell’Unità d’Italia. L’opera è oggi esposta nel “Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata” sito a Matera in Palazzo Lafranchi”, mentre una mirabile riproduzione fotografica in formato reale possiamo ammirarla a Torino nelle sale espositive della “Fondazione Giorgio Amendola” di via Tollegno. Fondazione che, fino al prossimo 28 febbraio e in concerto con l’“Associazione Lucana Carlo Levi”, ospita anche – in occasione dei 120 anni dalla nascita di Levi e dei 60 dall’esecuzione del “Telero” – una mostra dedicata a “I volti del ‘900 nei ritratti di Carlo Levi”. Un percorso per immagini (sono una quarantina i dipinti esposti) che raccontano un mondo legato a Levi da forti vincoli ideologici e di comune pensiero ed empatia umana, realizzato con tratti pittorici di assoluta essenzialità, accompagnata a un’intensa e tattile vigorosità espressiva. Un modo per celebrare – dicono alla Fondazione – l’“anno leviano” . Che vede anche la pubblicazione di un ampio e documentato catalogo a cura di Pino Mantovani e Cesare Pianciola con un testo poco noto di Norberto Bobbio – e con scritti di Filippo Benfante, Stefano Levi Della Torre e Luca Motto – e un ciclo di incontri organizzati in collaborazione con il “Centro Studi Piero Gobetti” in agenda fino a tutto il prossimo febbraio. Il primo degli appuntamenti, realizzato per la presentazione del catalogo e coordinato dalla professoressa Giorgina Bertolino, si è tenuto lo scorso 9 dicembre; il prossimo, incentrato proprio su “Il Telero e la situazione italiana intorno al 1961”,  è in programma per giovedì 13 gennaio, ore 17,30, con l’intervento dello storico Marco Revelli e del critico d’arte Pino Mantovani. “Il professor Revelli – sottolinea Domenico Cerabona, direttore della Fondazione – si soffermerà sulla situazione sociale italiana degli anni Sessanta, in cui si inseriscono le celebrazioni per il Centenario dell’Unità d’Italia, mentre Pino Mantovani approfondirà il significato storico-artistico del ‘Telero’ di Levi, di questo straordinario ‘torinese del Sud’, ‘intellettuale contadino’, pittore, scrittore e politico attraverso le cui opere, ancor oggi, è possibile dialogare sul difficile rapporto Nord-Sud e sul complesso fenomeno dell’emigrazione”.

Per accedere all’evento, sarà necessario essere in possesso del “green pass”, fino ad esaurimento posti. L’incontro sarà trasmesso anche sulla pagina facebook della Fondazione. Altri due appuntamenti sono in programma per il 24 febbraio (ore 17,30) e fra febbraio e marzo con data ancora da definire. Il primo verterà sulla “formazione politica” di Carlo Levi nella Torino di Gobetti e Gramsci (con Cesare Pianciola e Giovanni De Luna), il secondo prevede, invece, un dibattito sul film del 2019 “Lucus a lucendo. A proposito di Carlo Levi”, di Enrico Masi e Alessandra Lancelotti.

Per info: “Fondazione Giorgio Amendola”, via Tollegno 52, Torino; tel. 011/2482970 o www.fondazioneamendola.it

g.m.

Nelle foto:

–         Particolare del “Telero Lucania ‘61”

–         “Ritratto di Vittorio Foa”, olio su tela, 1934

–         “Ritratto  di Leone Ginzburg con le mani rosse”, olio su tela, 1933

Microprovincia e la letteratura di frontiera

Si intitola “Letteratura di frontiera. Autori ossolani Contini, Ramella Bagneri, Mazzi “ il 55° volume della rivista Microprovincia che festeggia i quarantatre anni d’attività.  

In questo numero abbiamo scelto di guardare alla realtà della provincia intesa come fonte di fermento, stimoli, contraddizioni e ricchezze”, descrive Franco Esposito,  poeta e direttore della rivista. “Gli intellettuali di cui si raccontano le testimonianze sono tre, con percorsi differenti, ma accomunabili: l’accademico e critico letterario Gianfranco Contini, nato a Domodossola nel 1912 e legato alla provincia fino al momento della sua morte, avvenuta nel 1990; il poeta Giovanni Ramella Bagneri, nato a San Paolo Cervo, provincia di Biella, nel 1929 e morto nel 2008 nella vigezzina Druogno, autore di numerosi e variopinti poemi che furono quadri e rappresentazioni, ancora intatte, di paesaggi e allusioni; il narratore Benito Mazzi, nato a Re nel 1938, vincitore e finalista di importanti premi letterari (Selezione Premio Strega, Biella Letteratura, Coni, Bancarella Sport, Cesare Pavese, Mazzotti e Itas per la montagna), tuttora giornalista e scrittore poliedrico di saggi, romanzi e racconti”. A saldare il legame tra Contini, filologo e accademico tra i più importanti del Novecento italiano, il troppo poco valorizzato poeta contemporaneo Ramella Bagneri e il narratore Benito Mazzi, giornalista e studioso delle tradizioni alpine, sono le radici con i luoghi dove hanno vissuto o vivono: terre di frontiera incastonate tra le montagne, dispensatrici di rapporti e legami con tradizioni antiche senza rinunciare a vivere il confine come punto d’incontro e di contaminazione culturale. Le 146 pagine edite dalla novarese Interlinea ospitano gli interventi di numerosi scrittori, poeti, critici. Eccoli, in rigoroso ordine alfabetico: Annamaria Azzarone, Giorgio Bàrberi Squarotti, Roberto Cicala, Nicola D’Amico, Franco Esposito, Raffaele Fattalini, Bruno Gambarotta, Mario Miccinesi, Gianni Mussini, Walter Nesti, Ercole Pelizzone, Giuseppe Possa, Andrea Raimondi, Tiziano Salari, Marco Travaglini, Marcello Venturi, Maria Villano. Il primo numero di Microprovincia nacque, nella sua semplice veste grafica di quattro fogli, nel settembre-ottobre 1979, con sede in via Al Castello 3 a Stresa, la perla del lago Maggiore. Questa la data del suo numero 1 e questa la sua carta d’identità: “Bimestrale – Rivista di Informazione Culturale – Fondata e diretta da Franco Esposito”. Il formato era di cm 17×25, un fascicolo di quattro pagine, otto facciate, costava 500 lire e l’abbonamento annuale 5000, era stampato da La Tipografica di Stresa. Nel gennaio 1980 diventava trimestrale per la difficoltà di conciliare stampa, spedizione e recapito agli abbonati. Nel 1980, sempre con uscita trimestrale, con il numero di ottobre-dicembre, il formato aumentava a cm 24×34 fino al 1984. Nel 1985, dopo sei anni di formato a fogli tabloid, si trasformava in rivista, precisamente con il numero 23, con lo slogan: “La Provincia culturale non ha confini”. Il gruppo di Microprovincia, fin dai suoi primi numeri, è costituito dagli amici di Esposito, che danno un contributo in diversa misura caratterizzante il programma della rivista. Dal 1985, quando si trasforma nell’attuale formato libro con uscita annuale, inizia anche la sua ascesa, che affianca la maturazione del suo direttore, che al momento della fondazione aveva appena trentatré anni e stava entrando nel pieno della sua stagione poetica; infatti del 1981 è il suo primo libro, Un sogno di carta. Nei trent’anni che vanno da quel libro a oggi è cambiata l’Italia e Microprovincia è diventata una delle più longeve riviste letterarie, lontana dalle accademie, mai attenta alle mode ma sempre alle voci vere che testimoniano l’impegno della cultura.

M.Tr.

Al Baretti “Le cinque rose di Jennifer”

Marina Bassani porta in scena con Lorenzo Bartoli il testo più simbolico del drammaturgo campano in una rilettura essenziale che pone al centro l’isolamento e la fragilità di coloro che non si riconoscono nel binarismo di genere

Torino, gennaio 2022 –Le cinque rose di Jennifer”, uno dei primi testi teatrali che ha come protagonista un femminiello, andrà in scena presso il Cineteatro Barettimercoledì 12, giovedì 13 e venerdì 14 gennaio alle ore 21Marina Bassani, interprete e regista, affronta per la prima volta un testo di Annibale Ruccello scegliendo il capolavoro che nel 1980 impose il drammaturgo all’attenzione di pubblico e critica per aver portato in teatro la storia di un femminiello, figura iconica e complessa della cultura napoletana e che oggi potremmo definire travestito.

Le cinque rose di Jennifer”

Protagonista indiscusso dell’opera è Jennifer (Lorenzo Bartoli), femminiello malinconico e romantico. Accerchiatodalla sua collezione di scarpe, vive in attesa della telefonata di Franco, uomo col quale sogna di sposarsiPersonaggio eccentrico e a tratti istrionico, Jennifer vive sola in un quartiere di travestiti nella periferia di Napoli, lasciando atelefono e alla radio il compito di metterla in contatto con il mondo. Un isolamento sofferto ma inevitabile, che verrà interrotto solo dall’arrivo di Anna (Marina Bassani), anziana vicina di casa, ambigua figura che, chiusa nel suo bigottismo, rappresenta il doppio di Jennifer e che diventa uno specchio tragico per la protagonista. Gli squilldel telefono, quasi rintocchi di un orologio cosmico, scandiscono il passare del tempoportando verso un epilogo dalle tinte noir le vicende dei due personaggi.

La regia

Marina Bassani, attrice e regista che negli anni ha collaborato con alcune delle principali realtà teatrali di Torino come il Teatro Gobetti, il Teatro Astra e il Festival Spiritualità e che da2015 collabora con Lorenzo Bartoli, porta in scena il testo che negli anni ‘80 rivelò il talento di Annibale Ruccello e che continua a essere più attuale che mai: un’opera lungimirante che anticipò la condizione di vita di coloro che rifiutano il binarismo di genere e che non si sentono rappresentati in una categoria rigorosamente maschile o femminileMarina Bassani, che ha curato anche i costumi di scena, fa una rilettura dell’opera essenziale e a tratti astratta, per dissacrare gli stereotipi che accompagnano le persone transgender e far parlare solo l’essere umano dietro di essi.

Il femminiello

Prima che emergesse la questione di genere e che parole come trans, bisessuale o queer diventassero comuni, a Napoli c’era il femminiello, figura culturale prima che linguisticaLegato al contesto urbano dei quartieri spagnoli degli anni ‘70 e ‘80 il femminiello ha un ruolo chiave nella comunità poiché sintetizza, all’interno della società, laspetto magico e quello religioso. Figura eccentrica e spettacolare che anima i vicoli, ha una funzione centrale all’interno di alcuni riti collettivi come il battesimo, il matrimonio, la tombola natalizia o l’annuale processione al Santuario di Montevergine, la madonna dei femminielli.

Superficialmente lo si potrebbe definire un omosessuale effeminato ma non conosce chirurgia né transizione, rappresenta semmai un essere umano dalla grande forza simbolica, in costante metamorfosi. È una femmina non propriamente femmina, un maschio dalla grande fluidità identitaria, qualcosa di incompleto e affascinante. Una personalità molto radicata nel contesto casalingo e nel rito familiare ma che, allo stesso tempo, esprime la parte più trasgressiva della cultura partenopea.

Le cinque rose di Jennifer

con Marina Bassani e Lorenzo Bartoli

regia Marina Bassani

mercoledì 12, giovedì 13, venerdì 14 gennaio 2022

Cineteatro Baretti, via Baretti 4

ore 21

costo biglietti

intero €15;

ridotto under 26 e over 65 €12

gruppi (sopra 5) €10

Per prenotazioni scrivere a

selig@teatroselig.it

Incontro con Alessandro Massa

Giovedì 13 gennaio 2022

LE OPINIONI E I DINTORNI
VOCI DAL TERRITORIO

Moncalieri, ore 19

Pagina facebook della Biblioteca Arduino @bibliomonc

Le opinioni e i dintorni è il nostro nuovo format di incontri online di 30 minuti (e quando sarà possibile anche in presenza) per dare voce alle storie e alle opinioni delle persone dell’Area metropolitana torinese. Le conversazioni a tre con un ospite di volta in volta diverso ci consentono di raccontare i mestieri, le figure rappresentative dell’attualità, i bisogni, le nuove risorse e anche di approfondire temi che riguardano l’area vasta attraverso lo sguardo di eminenti osservatori.

Laura Pompeo

Assessore alla Cultura

Laura Pompeo e Miresi Fissore dialogano con Alessandro Massa, artista lirico baritono, nato a Torino. La sua è una voce piena ed eclettica, tanto da farlo spaziare dal repertorio classico (Shubert, Verdi, Donizzetti, Mascagni) fino alla canzone napoletana, passando per Gershwin, i gospel, il blues. Svolge un importante attività concertistica e in questo periodo sta portando avanti diverse iniziative legate alla musica sudamericana. L’ultimo progetto a cui si sta appassionando punta tutto sull’interazione, tramite il canto, con persone affette da gravi disabilità.

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Chi vuole e ha storie da proporre alla rubrica può scrivere a:

assessore.cultura@comune.moncalieri.to.it

TrasformAzioni, Incontri Illuminanti con l’Arte Contemporanea

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Il progetto Incontri Illuminanti con l’Arte Contemporanea, avviato nel 2018 dall’Area Attività Culturali della Città di Torino con l’intento di attivare un public program legato alla rassegna Luci d’Artista, torna per l’edizione 2021/2022 continuando a promuovere progetti educativi e formativi che avvicinano ai linguaggi dell’arte contemporanea.

La quarta edizione del progetto, dal titolo TrasformAzioni – promosso dalla Città di Torino, da quest’anno è realizzato in collaborazione con Fondazione Torino Musei e con la cooperazione dei Dipartimenti Educazione di GAM – Galleria Civica Arte Moderna e Contemporanea, PAV – Parco Arte Vivente – Centro sperimentale d’arte contemporanea, Fondazione Merz e Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea. Per la XXIV^ edizione di Luci d’Artista sono previsti quattro interventi, realizzati nelle Circoscrizioni 2, 3, 4 e 6 rivolti a pubblici differenti e collegati con la presenza, nei diversi contesti urbani, delle Luci: le opere luminose nello spazio pubblico sono facilmente accessibili e costituiscono una straordinaria opportunità per avvicinare i cittadini all’arte contemporanea nel loro contesto di vita quotidiana.

Programma del Dipartimento Educazione GAM
Sguardi Aperti

Il Dipartimento Educazione della GAM propone un percorso dal titolo “Sguardi Aperti” che si articola in una serie di appuntamenti realizzati insieme a diverse realtà attive nel territorio della Circoscrizione 6 e con l’Istituto Comprensivo Gabelli – Pestalozzi.

L’iniziativa nasce dalla possibilità che l’opera Vele di Natale dell’artista Vasco Are, inserita in un particolare contesto urbano, quello del mercato rionale di piazza Foroni, sia vissuta da commercianti, abitanti e passanti nel suo pieno valore artistico e sociale.

Nel mese di novembre il Dipartimento Educazione ha organizzato tre workshop di formazione con le insegnanti, realizzando un’istallazione inserita nel cortile della scuola Gabelli. Le insegnanti coinvolte si sono impegnate a riportare alle loro classi quanto appreso durante i workshop. Il risultato sarà visibile sui balconi e dalle finestre delle case dei bambini.

Tutto il progetto è reso possibile grazie alla collaborazione con i Bagni pubblici di via Agliè, l’Hub culturale di Via Baltea 3, il Flashback Lab a cura di Maria Chiara Guerra, alcune delle CaseBottega di cui Barriera in divenire coordinato da Cristina Pistoletto, come il collettivo Ventunesimo, i musicisti di Pietra Tonale e l’Associazione Culturale Neutopia.

Dal 10 al 15 gennaio 2022 – Piazza Foroni

COLLETTIVO VENTUNESIMO

Il Collettivo Ventunesimo promuove progetti partecipativi rivolti alla comunità locale. Per richiamare lo sguardo dei passanti sulle Vele di Natale di Vasco Are ne vengono tracciati i contorni proiettati dall’ombra sui muri delle case in diversi orari della giornata. Tale azione funge da meridiana, ponendo l’opera dell’artista in relazione con le superfici della piazza e guidando verso l’alto lo sguardo dei passanti. Le figure rappresentate contengono l’indicazione precisa dell’ora della proiezione dell’ombra di una Vela di Vasco Are.

Inoltre sulla pavimentazione nell’area del mercato di Piazza Foroni sarà disegnata una Rosa dei venti con gessi o colori non permanenti. Il disegno è tracciato sotto l’opera, così da fornire un riferimento concettuale allo spettatore. L’azione di pulizia della piazza con l’acqua del Po a fine mercato prevede la lenta cancellazione del lavoro. L’intervento è dunque volatile e temporaneo.

 

giovedì sera 13 gennaio ore 18:00 – 19:00

Concepire Piazza Foroni come un fiume Po metaforico, utilizzando l’elemento acqua recuperato dal fiume per riflettere le vele sulla pavimentazione.  Questa azione rievoca l’idea originaria di Vasco Are, che aveva immaginato di sospendere l’opera sul corso del Po.

11 e 13 gennaio 2022 ore 18:00 – 19:00 – Piazza Foroni

ASSOCIAZIONE PIETRA TONALE

 

Questa azione si svolge in concomitanza alla performance del collettivo Ventunesimo.

Pietra Tonale è un’associazione culturale e collettivo di improvvisazione e sperimentazione musicale.

La performance si divide in due parti che avvengono contemporaneamente: un gruppo di 7 musicisti (voci, fiati e percussioni) sparsi sui lati della piazza per circondare e delimitare la zona delle luci, avranno il compito di rievocare l’atmosfera del fiume attraverso l’uso degli strumenti e la tecnica del field recordins, usando campionature del vociare del mercato e di un corso d’acqua, unendo dunque a livello sonoro gli elementi di una metafora: fiume e persone, corso d’acqua e fiume di gente.

Un altro gruppo di 3 musicisti, posizionati al centro dell’area delimitata dal primo gruppo, e quindi sotto le luci, suoneranno tre strumenti auto-costruiti che consistono in tre triangoli di legno alti circa due metri a riprendere la forma delle Vele di Natale. Il primo monta delle corde tese sull’intelaiatura, suonate per sfregamento con un archetto; il secondo, suonato in maniera percussiva, presenta una rete tesa a cui sono legati vari oggetti di recupero del mercato; infine sui lati interni del triangolo del terzo strumento sono attaccati dei campanelli, riprendendo l’idea originale dell’artista.

 

Dal 10 al 15 gennaio 2022 – Piazza Foroni
ASSOCIAZIONE CULTURALE NEUTOPIA

L’Associazione Culturale Neutopia propone un intervento di una settimana che interessa l’area di Piazza Foroni, interagendo con il mercato. Le poesie di Vasco Are sono stampate su carta velina trasparente, creando forme triangolari di dimensioni variabili che saranno installate dietro i banchi dei lavoratori del mercato. I negozianti inoltre distribuiranno ai clienti i “pocket poems”: brevi testi di Vasco Are stampati su piccole strisce di carta e tradotti in inglese, arabo, spagnolo, francese.

15 gennaio ore 17:00 – 18:00 – Piazza Foroni

Davide Galipò ed Elena Cappai Bonanni, poet3 attiv3 nel quartiere di Barriera di Milano, realizzano un reading poetico-musicale all’interno del mercato, sul lato est di Piazza Foroni tra il banco del pesce e il banco dei fiori. I temi sono il corpo e la corporeità, il lavoro, la merce e i vizi del sistema, la matria come alternativa a tutte le patrie, l’incontro come antidoto all’alienazione.

 

15 gennaio 2022 | ore 18:30 – Via Baltea 3
ASTRONAVE TERRA | FLASHBACK LAB
Asta benefica e Per la luce, oltre la piazzaInterventi a cura di Maria Chiara Guerra

Nel mese di dicembre, attorno al social table dell’hub culturale di via Baltea 3, come fossero in una tavolata conviviale, dopo aver conosciuto la biografia e l’opera di Vasco Are il gruppo degli Over ha realizzato un unico grande manifesto-racconto, utilizzando materiali per narrare la propria storia e la propria Barriera di Milano. Il manifesto è stato tagliato in rettangoli incorniciati come fotografie di famiglie. I piccoli quadri realizzati durante il workshop diventano oggetto di una asta benefica il cui ricavato è destinato ai pranzi sospesi, iniziativa già attiva in Via Baltea 3, con il coinvolgimento dei commercianti di Piazza Foroni, a sostegno di spese sospese.

Per la luce, oltre la piazza è la seconda tappa di AstronaveTerra, in cui le classi di alunni già coinvolte durante i giorni di Flashback visiteranno le Vele di Natale di Vasco Are.

Tutti gli eventi sono gratuiti, si svolgono all’esterno e sono aperti a tutti.

“Parigi era viva”: quando i pittori italiani conquistavano la Francia

In mostra a Torino

“Parigi era viva”. A volte i titoli vanno oltre le intenzioni di chi li inventa e diventano una clamorosa riproposizione di una realtà che si era cercato di nascondere. Torino – e quale altra città, se no? – al Museo Accorsi-Ometto, ospita dunque la mostra “Parigi era viva. De Chirico, Savinio e les italiens de Paris (1928-1933). Pregevole esposizione di una settantina di opere dei fratelli De Chirico e Savinio e di Massimo Campigli, Filippo de Pisis, René Paresce, Gino Severini e Mario Tozzi. I sette che, nel loro soggiorno nella capitale francese, hanno indirizzato la pittura transalpina ed europea, oltre a ridisegnare quella italiana.

Continua a leggere:

“Parigi era viva”: quando i pittori italiani conquistavano la Francia. In mostra a Torino

 

Gabiano, un artistico calendario “Made in Cile”

Per il 2022 il Comune di Gabiano ha realizzato un calendario davvero di livello.


A realizzarlo è l’artista ‘Mono’ Carrasco. Eduardo ‘Mono’ Carrasco è il nome clandestino e provvisorio – ma tutto ormai lo chiamano così – di Hector Carrasco, nato a Santiago del Cile nel 1954, grafico, muralista, promotore culturale della ‘Brigada Ramona Parra’, vive in Italia dal 1974 anno in cui vi giunse come rifugiato politico dopo il golpe militare che rovesciò il governo democraticamente eletto di Salvador Allende per portare al potere Augusto Pinochet.

Operatore culturale, curatore di mostre tematiche e realizzatore di progetti per grandi eventi come fiere di settore e mostre multimediali, nel Luglio del 2004 l’Ambasciata del Cile a Roma gli conferisce la Medaglia Pablo Neruda, onorificenza governativa promossa dalla Fundación Pablo Neruda.

Ha anche scritto alcuni libri: Il ragazzo che colorava i muri, Edizioni Punto Rosso, Milano, 1998; Il sogno dipinto, Hobby&Works, 2003; Cile, 11 settembre, 2003. Franco Angeli Editore, Milano; Inti Illimani, Storia e mito, Ricordi di un muralista, Il Margine, Trento, 2010.

Attualmente vive a Cantavenna, frazione di Gabiano Monferrato, dalla quale si gode un’ottima vista panoramica sulla Valle del Po ed il ‘mare a quadretti’ delle risaie del Vercellese.

E’ lo stesso Carrasco a raccontare come nel comune monferrino sia ‘arrivato per caso, cercando in internet, dopo aver valutato alcune proposte di un’agenzia”.

Il calendario riporta 12 suoi lavori, uno per mese, realizzati nel comune monferrino e, comunque in Valcerrina, tra cui quelli che si trovano nel salone polifunzionale e quello della scuola materna ed elementare terminato proprio sul finire dello scorso anno, con la collaborazione degli alunni.

Massimo Iaretti

I risultati del Polo del ‘900 Nuovi enti partner giovani, boom archivi digitali e menzione dall’Unesco

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Il 2021 è stato un anno di lenta ripresa e progressivo ritorno a una condizione che, in particolare per i luoghi che come il Polo sono pensati per essere abitati e vissuti liberamente anziché semplicemente visitati, non è ancora di totale ritorno alla normalità. Nonostante le lunghe chiusure e le incertezze nella programmazione, nel 2021 il Polo del ‘900 ha visto aumentare il numero degli Enti partner, da 22 a 26, ampliando ulteriormente competenze, spazi e offerta culturale per la cittadinanza.

PUBBLICO Sono state 24.500 le presenze totali registrate al Polo del ‘900 durante l’anno 2021. Un +11% rispetto al 2020 (22.120 presenze), considerando 104 giorni di chiusura, 6 mesi a capienza ridotta e 84 giorni di apertura completa (con il vincolo di prenotazione obbligatoria).

Circa 10mila persone hanno partecipato alle iniziative del Polo e degli Enti partner nell’ambito del programma culturale 2021 “Dove portano i Venti” e di altri progetti sul territorio. Gradito lo spazio nel cortile esterno di Palazzo San Daniele – aperto con ingresso contingentato da giugno a settembre con proiezioni, spettacoli, workshop – che conta quasi 2000 presenze con +95% rispetto al 2020. Altri 2000 partecipanti, invece, hanno preso parte alle attività sperimentate in Piazzetta Antonicelli e nel sottoportico di palazzo San Celso a seguito della pedonalizzazione – da giugno a settembre postazioni studio, aiuto compiti, servizi di consulenza notarili, piccoli eventi per bambini e famiglie, presentazioni di libri, gruppi lettura in collaborazione con le Biblioteche Civiche Torinesi e 50 realtà del quartiere e della città (scuole, associazioni, commercianti e fondazioni) nell’ambito del programma di iniziative estive della “Poloteca” e del “Polo en plein air”.

Per quanto riguarda la composizione del pubblico, il dato più significativo è la forte presenza di giovani. Il 50% di chi utilizza i servizi culturali di studio e biblioteca ha meno di 25 anni, l’84% è under 35. Tra gli studenti universitari emerge una significativa presenza di studenti di Ingegneria (18%), seguiti da Scienze Politiche (14%), Lettere e Filosofia (14%). L’8% degli utenti dei servizi è nato in un altro paese, mentre il 6% ha una cittadinanza straniera ed il 5% doppia cittadinanza. Il pubblico degli eventi è costituito invece per il 37% da under 35 (erano il 32% nel 2019), il 38% arriva da fuori Torino e il 33% è nuovo pubblico.

L’analisi qualitativa del pubblico realizzata dall’area monitoraggio evidenzia come l’86% degli utenti sia molto soddisfatto di come il Polo “sia riuscito ad adattare i suoi servizi, dando una risposta alle esigenze degli utenti rispetto alle nuove normative sanitarie”.

ATTIVITÀ DIDATTICHE Scuola, studenti e insegnanti sono interlocutori privilegiati del Polo. A fronte di una diminuzione del 15% degli studenti in presenza rispetto al 2020 (6.150), aumenta significativamente la partecipazione degli insegnanti del circa +218% (2700 nel 2021 rispetto agli 850 nel 2020), insieme al numero dei kit didattici, realizzati da storici e archivisti, scaricati dal sito del Polo con un +49% (600 nel 2021 utilizzati da circa 16.000 studenti – erano 404 nel 2020).

La formazione e l’aggiornamento professionale hanno riguardato anche il personale interno. Grazie alla vittoria del Bando GLAM di Wikimedia Italia, per 6 mesi lo staff del Polo e degli enti è stato affiancato da un esperto del mondo Wikimedia per la valorizzazione digitale dei patrimoni e la riscrittura di alcune voci Wikipedia a partire dalle fonti custodite.

DIGITALE Continua nel 2021 la produzione multimediale del Polo con podcast, video, interviste, contenuti fruibili dal sito del Polo, pagina FB, instagram e YouTube. Aumentano di un ulteriore 35% i minuti di visualizzazione FB e Youtube (270 mila minuti e 155.000 visualizzazioni) e del 15% gli utenti del sito (83.000 circa). Continua la produzione di podcast; sono 36 quelli presenti nelle pagine web del Polo, di cui 15 realizzati nell’anno su temi che spaziano dal calendario civile, alla storia delle idee politiche del ‘900 al funzionamento delle istituzioni europee.

Boom per gli archivi digitali. Il 2021 ha visto crescere in modo significativo la piattaforma digitale 9centRo sia per il numero di enti e fondi ospitati, sia per gli utenti, anche grazie a un restyling del sito realizzato a giugno 2021. Infatti, in un anno salgono del 443% gli utenti di 9CentRo (circa 17mila, di cui il 73% fuori Torino e il 15% fuori dall’Italia), mentre arrivano a quasi 700mila i contenuti consultabili (fondi, fotografie, manifesti, video, schede bibliografiche) grazie al progressivo ingresso degli archivi storici di architettura e di ingegneria del Politecnico di Torino e dei patrimoni della Fondazione Penna/Fuori!.

Particolarmente gratificante l’inserimento del Polo del ‘900 nella World Heritage Canopy Platform dell’Unesco che raccoglie le esperienze più innovative a livello mondiale di istituzioni che integrano la conservazione del patrimonio con lo sviluppo sostenibile e ha segnalato l’istituzione torinese per il suo essere un “centro inclusivo e multifunzionale” con la motivazione “Il modello del Polo del ‘900 propone la collaborazione come soluzione per la frammentazione istituzionale e culturale che costituisce il fulcro di una nuova ecologia dei sistemi culturali creativi e pone la comunità al centro del riuso contemporaneo degli edifici storici“.