Martedì 12 ottobre, a un anno esatto dalla sua scomparsa, si terrà il Tributo Aldo Brovarone,
un viaggio che avrebbe dovuto vedere il Maestro protagonista e a bordo di una delle sue
creazioni preferite, la Lancia Gamma Coupé. Un viaggio che vedrà per la prima volta insieme in
versione dinamica le nove Lancia Gamma Coupé della Collezione di Andrea Levy in una sfilata
che partirà all’ombra della Sacra di San Michele e che arriverà al Museo Nazionale
dell’Automobile, passando per il centro di Rivoli.
Al volante delle nove Lancia Gamma Coupé ci saranno alcuni giornalisti che hanno voluto
rendere omaggio al genio del Maestro Aldo Brovarone. Un convoglio di amici di Brovarone, al
quale si aggiungeranno, lungo il cammino, anche altre vetture iconiche disegnate dal Maestro:
si uniranno alla parata Stola Dedica, prototipo realizzato sulla base della Fiat Barchetta, Ferrari
Dino 246 gts, Lancia Beta Spider, Ruf RKSpyder Studiotorino, Alfa Romeo Duetto, Peugeot 504
Coupé.
Il convoglio si fermerà nel centro di Rivoli, in piazza Martiri della Libertà, per un primo car
display. Ripartirà con destinazione Mauto, a Torino, dove si celebrerà un ricordo del Maestro
Aldo Brovarone in una serata organizzata grazie alla collaborazione del nipote Cesare
Brovarone, di Mariella Mengozzi, direttore del Mauto, e di Alfredo e Maria Paola Stola. Alla
celebrazione prenderanno parte istituzioni, colleghi, giornalisti e alcuni tra i più grandi designer
italiani che prenderanno a turno la parola per regalare aneddoti e ricordi del grande Maestro.
Le Lancia Gamma Coupé resteranno in esposizione per il pubblico fino al 24 ottobre in una
mostra chiamata Gamma e Colori, un colpo d’occhio di tutti i nove modelli, uno per ogni
combinazione cromatica: Bianco, Blu Lancia, Avorio, Nero, Rosso Nearco, Grigio chiaro
metallizzato, Marrone metallizzato, Azzurro chiaro metallizzato, Beige chiaro metallizzato. Tutti
i modelli della Collezione sono marcianti e funzionanti, restaurati grazie alla collaborazione di
Torino Heritage e di Domenico Totino.
Racconta Andrea Levy, proprietario della Collezione 777: “Quello che celebreremo è un Tributo
nato come una sorpresa che sarebbe piaciuta molto ad Aldo Brovarone, perché gli somigliava.
Sarà infatti una sfilata ricca di affetto e in grado di coinvolgere tutte le persone che lo hanno
incontrato e che hanno voluto aiutarci nell’organizzare questa giornata. Mi sarebbe piaciuto che
a guidare una delle mie Lancia Gamma Coupé fosse proprio Aldo Brovarone, ma sono sicuro che
gli farebbe piacere vedere quanti volti amici hanno scelto di celebrarlo sedendosi al volante di
una delle sue creazioni più amate”
“Cosa si aspettano giornalisti, fotoreporter, artisti quando raccontano la tragedia dei conflitti, della guerra, della violenza? Una reazione. Che sia commozione, fastidio, rifiuto, consenso, indignazione. Ancor più: un’azione, un comportamento costante nel tempo che provenga dalle coscienze e in base al quale possano dire che la denuncia, la testimonianza non sia stata vana, inutile. Purtroppo questo non accade quasi mai”. Da e su questa triste constatazione parte e s’ incentra l’incontro programmato per il prossimo lunedì 11 ottobre, alle ore 18, presso la Sala del “Polo del ‘900”, in via del Carmine 14, a Torino. A confronto, due scrittori-fotografi di gran razza e un notissimo giornalista globetrotter, caposervizio degli Esteri e inviato di guerra nei punti più caldi del pianeta, dell’Africa e del Medio Oriente (con vicende personali alle spalle, come si sa, fortemente pesanti) per “La Stampa”. I primi, Michela Battaglia e Stefano De Luigi, il secondo Domenico Quirico. “Il dilemma del linguaggio” é il titolo dell’incontro progettato da “ArtPhoto” e dalla sua vulcanica fondatrice, Tiziana Bonomo che, dopo i saluti di Alessandro Bollo (direttore del “Polo”), ne sarà anche conduttrice e moderatrice. La riflessione prende spunto dall’interessante lavoro artistico “Babel” (diventato anche libro edito nel 2018 da “Postcart Edizioni”) realizzato a quattro mani – e a due teste egregiamente pensanti – da Michela Battaglia e Stefano De Luigi che, in quel lavoro, si interrogano sull’efficacia del linguaggio del fotoreporter nell’ambito del quotidiano. Si interrogano e riflettono e ciò che ne esce è un senso di amara delusione. L’ennesima, dopo l’attentato avvenuto nel 2005 al “Bataclan” di Parigi. E proprio i giudizi preconfezionati e superficiali che in quella occasione sono stati diffusi dai mezzi di informazione li hanno spinti a sviluppare il progetto “Babel” che coniuga la cartellonistica pubblicitaria (fotografie dei manifesti della metropolitana di Parigi) e le immagini estrapolate dalle riviste di propaganda Daesh – Isis. “È un lavoro – si legge in una nota – che unisce i due linguaggi solo apparentemente contrastanti della propaganda di Al Qaida e della cartellonistica pubblicitaria tipica del capitalismo occidentale”. Il risultato sono immagini non convenzionali che si ispirano ai celebri décollage di Mimmo Rotella. Nel 2003, la scrittrice, filosofa e storica americana Susan Sontag scriveva: “Lo shock è diventato uno dei più importanti criteri di valore e incentivi al consumo”. Da allora la soglia di sopportazione si è andata via via alzando. “Ci si è assuefatti e, addirittura, si è sempre più bramosi di una certa pornografia del dolore”. Dice Tiziana Bonomo: “L’insistente domanda di verificare se esiste un’alternativa al linguaggio usato fino ad oggi è la stessa che Domenico Quirico pone all’ adeguatezza della sua scrittura”. Domanda legittima anche per un grande narratore di umanità, la più varia e dolente, e di storie divorate sul campo e di guerre e di rivoluzioni come quelle esibite in pagina da Quirico. “L’incontro al ‘Polo del ‘900’ – conclude la Bonomo- ha proprio lo scopo, in quest’ottica, di far emergere i tanti interrogativi e alcuni punti fermi nel mondo della testimonianza rispetto ad avvenimenti apparentemente ineluttabili della Storia”.
Premio Asja Energy per il miglior documentario della sezione internazionale ($ 5000) assegnato a:
Premio IREN del pubblico ($ 1500), assegnato dagli spettatori del Festival a: Animal di Cyril Dion (Francia 2021, 120’) A cinque anni dal successo di Demain –