Wizz Air apre ufficialmente la propria base all’aeroporto di Torino-Caselle. Da oggi, 14 settembre, entra in servizio il primo Airbus A321neo stabilmente assegnato allo scalo piemontese, mentre un secondo velivolo arriverà il 25 ottobre. Torino diventa così la settima base italiana della compagnia.
L’operazione amplia in modo significativo la presenza del vettore in Piemonte. Nel corso dell’anno Wizz Air prevede di mettere in vendita da Torino circa 1,3 milioni di posti, mentre la presenza dei due aeromobili dovrebbe generare 80 nuovi posti di lavoro diretti e circa 700 nell’indotto.
Con l’apertura della base cresce anche la rete dei collegamenti, che arriverà complessivamente a 23 rotte verso 10 Paesi, con 18 destinazioni internazionali e cinque nazionali.
Sono dieci le nuove rotte annunciate. Da oggi partono i collegamenti con Barcellona, con 11 frequenze settimanali, Bilbao, tre volte alla settimana, e Roma Fiumicino, con 11 voli settimanali. Dal 15 settembre sarà la volta di Valencia, con quattro frequenze.
Il programma proseguirà il 25 ottobre con Lamezia Terme, cinque voli alla settimana, e Madrid, quattro; il giorno successivo debutterà Malaga, con tre collegamenti settimanali. Sharm el Sheikh sarà servita dal 27 ottobre con due voli alla settimana, mentre Napoli entrerà nel network dal 1° dicembre con un collegamento giornaliero. Dal 18 dicembre partiranno infine i voli per Suceava, due volte alla settimana.
A queste destinazioni si aggiungeranno dal 16 gennaio 2027 quattro rotte invernali del sabato verso Breslavia, Danzica, Katowice e Praga. Restano inoltre operativi i collegamenti già presenti con Bucarest, Budapest, Catania, Chisinau, Iasi, Londra Luton, Palermo, Tirana e Varsavia.
L’intesa tra la compagnia e Torino Airport rafforza un rapporto iniziato nel 2004 e punta ad aumentare sia i collegamenti internazionali sia quelli tra il Nord-Ovest e il resto d’Italia.
“Oggi trasformiamo in realtà un progetto su cui lavoriamo da mesi e che rappresenta un passo strategico di grande importanza per Wizz Air, per Torino e per tutto il Piemonte”, ha dichiarato Mauro Peneda, Managing Director di Wizz Air Malta. “L’arrivo dei primi due aeromobili basati a Torino a distanza di poche settimane segna l’inizio di una nuova fase di crescita. In questi mesi abbiamo ulteriormente ampliato il nostro progetto, aggiungendo continuamente nuove destinazioni a un network già significativamente rafforzato. Oggi Torino è ancora più vicina all’Europa e l’Europa è ancora più vicina a Torino. Vogliamo continuare a offrire ai nostri passeggeri una rete sempre più ampia, con tariffe accessibili e ultra-competitive, contribuendo allo stesso tempo a rendere il Piemonte sempre più connesso, dinamico e competitivo. Let’s WIZZ, Torino!”
Soddisfazione anche da parte della società di gestione dello scalo. “Accogliamo con grande soddisfazione l’avvio della nuova base Wizz Air, che amplia in modo importante le possibilità di viaggio da Torino. Con 23 rotte, i passeggeri possono scegliere tra grandi città e capitali europee, mete per le vacanze e destinazioni italiane, con numerosi voli e prezzi accessibili. Sarà quindi più facile e conveniente partire da Torino, sia per una vacanza sia per un viaggio di lavoro. La nuova base rende il nostro aeroporto più competitivo, offrendo a Torino e al Piemonte collegamenti diretti verso un numero sempre maggiore di destinazioni”, ha dichiarato Andrea Andorno, amministratore delegato di Torino Airport.
I collegamenti della base saranno effettuati con Airbus A321neo. L’investimento torinese rientra nel piano di sviluppo italiano di Wizz Air, che nel 2025 ha trasportato nel Paese oltre 21 milioni di passeggeri, l’8% in più rispetto all’anno precedente, e dispone di 46 aeromobili basati in Italia.
In occasione dell’inaugurazione, il 14 e 15 settembre Wizz Air applica uno sconto del 15% su una selezione di voli da e per Torino per viaggi compresi tra il 21 settembre e il 10 dicembre 2026. Anche Torino Airport accompagna l’avvio della nuova base con una promozione: fino al 15 settembre è previsto uno sconto del 50% sui parcheggi ufficiali acquistati attraverso i canali diretti dello scalo.






















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La città di Torino è tutta magica, ma ci sono dei punti più straordinari di altri, uno di questi è la chiesa della Gran Madre di Dio, o per i Torinesi, ël gasometro. La particolarità del luogo è già nel nome, è, infatti, una delle poche chiese in Italia intitolate alla Grande Madre. L’edificio, proprietà comunale della città, venne eretto per volontà dei Decurioni a scopo di rendere onore al re Vittorio Emanuele I di Savoia che il 20 maggio 1814 rientrò in Torino dal ponte della Gran Madre (la chiesa sarebbe stata edificata proprio per celebrare l’evento), fra ali di folla festante. Massimo D’Azeglio assistette all’evento in Piazza Castello. Il dominio francese era finito e tornavano gli antichi sovrani. Il passaggio del Piemonte all’impero francese aveva implicato una profonda trasformazione di Torino: il Codice napoleonico trasformò il sistema giuridico, abolì ogni distinzione e i privilegi che in precedenza avevano avvantaggiato la nobiltà, la nuova legislazione napoleonica legalizzò il divorzio, abolì la primogenitura, introdusse norme commerciali moderne, cancellò i dazi doganali. La spinta modernizzatrice avviata da Napoleone con il Codice civile fu di grande impatto e le nuove norme commerciali furono fatte rispettare dalla polizia napoleonica con un controllo sociale nella nostra città senza precedenti. Tuttavia il carattere autoritario delle riforme napoleoniche relegava i Torinesi a semplici esecutori passivi di ordini imposti dall’alto e accrebbe il malcontento di una economia in difficoltà. Quando poi terminò la dominazione francese non vi fu grande entusiasmo, né vi fu esultanza per l’arrivo degli Austriaci. L’8 maggio 1814 le truppe austriache guidate dal generale Ferdinand von Bubna-Littitz entrarono in città, e prontamente rientrò dal suo esilio in Sardegna il re Vittorio Emanuele I, il 20 maggio dello stesso anno. Il re subito volle un immediato ritorno al passato, ossia all’epoca precedente il 1789, abrogando tutte le leggi e le norme introdotte dai Francesi. Il nuovo regime eliminò d’un tratto il principio di uguaglianza davanti alla legge, il matrimonio civile e il divorzio, e reintrodusse il sistema patriarcale della famiglia, le restrizioni civili riservate a ebrei e valdesi e restituì alla Chiesa cattolica il suo ruolo centrale nella società. Il 20 maggio 1814 fu recitato un Te Deum nel Duomo di Torino per celebrare il ritorno del re, che si fermò a venerare la Sacra Sindone. L’autorità municipale festeggiò il ritorno dei Savoia costruendo una chiesa dedicata alla Vergine Maria nel punto in cui il re aveva attraversato il Po al suo rientro in città. A riprova di ciò sul timpano del pronao si legge l’epigrafe “ORDO POPVLVSQVE TAVRINVS OB ADVENTVM REGIS”, (“L’autorità e il popolo di Torino per l’arrivo del re”) coniata dal latinista Michele Provana del Sabbione.
imperturbabile e regale: stringe con la mano destra una croce latina e sta seduta mentre guarda fissa l’orizzonte, incurante del giovane che la sta invocando porgendole due tavole di pietra bianca. I capelli sono ricci, e sulla fronte, lasciata scoperta dal manto, vi è una sorta di copricapo, come una corona, su cui compare un simbolo: un triangolo dal quale si dipartono raggi. Spesso, con un occhio al centro del triangolo, il simbolismo è usato in ambito cristiano per indicare l’occhio trinitario di Dio, il cui sguardo si dirama in ogni direzione, ma anche in massoneria è un importante distintivo iniziatico. Perfettamente centrale, ai piedi della scalinata, è l’imponente statua di quasi dieci metri raffigurante Vittorio Emanuele I di Savoia. La torre campanaria, munita di orologio, venne costruita sui tetti dell’edificio che si trova a destra della chiesa nel 1830, in stile neobarocco.