“Ecosistema Dati Sanitari – Il Fascicolo Sanitario Elettronico per modernizzare la sanità”, è il titolo del convegno organizzato dalla Regione Piemonte, in collaborazione con CSI Piemonte, tappa dell’evento nazionale “Il Fascicolo on the road” promosso in raccordo con il Ministero della Salute e dal Dipartimento per la trasformazione digitale.
Nella Sala Trasparenza del Grattacielo Piemonte, nella giornata di oggi, mercoledì 25 giugno, si è parlato di Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE): lo strumento digitale che raccoglie e organizza le informazioni cliniche del cittadino in un unico spazio sicuro e accessibile on line e permette agli operatori sanitari di avere una visione completa e aggiornata della storia clinica del paziente.
Durante il convegno, si sono susseguiti interventi di istituzioni, professionisti e stakeholder del settore, con un focus particolare sul nuovo Ecosistema dei Dati Sanitari (EDS). L’obiettivo è promuovere un’adozione consapevole del FSE 2.0, potenziando l’integrazione dei dati strutturati per una sanità sempre più efficiente, e interoperabile.
«La trasformazione digitale – ha sottolineato il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio – risponde alle sfide di un sistema sanitario moderno, efficiente e sempre più vicino alle esigenze dei cittadini. In questo momento siamo chiamati a guardare oltre i confini regionali e nazionali, perché la sfida della digitalizzazione è condivisa a livello europeo. La strategia Digital Decade 2030 dell’Unione Europea, infatti, rappresenta un quadro di riferimento essenziale anche per la Regione Piemonte nel percorso di modernizzazione digitale della sanità: la nostra Regione è impegnata in prima linea in questo percorso e contribuisce attivamente a costruire un modello di sanità digitale innovativo».
«Oggi più che mai – ha invece ricordato l’assessore alla Sanità, Federico Riboldi – la digitalizzazione rappresenta un elemento strategico e imprescindibile per il nostro sistema sanitario. La Sanità digitale non è solo un’opportunità tecnologica, ma un fondamentale strumento per migliorare la qualità, l’efficienza e l’accessibilità delle cure che offriamo ai nostri cittadini. E oggi affrontiamo due aspetti fondamentali: da un lato quello del come garantire che la Sanità digitale dia a ogni cittadino accesso agli stessi servizi di qualità, e dall’altro offrire ai professionisti della sanità una formazione costante e continua per una piena consapevolezza delle nuove tecnologie messe a loro disposizone».
A questo proposito la Regione Piemonte ha avviato, a partire da marzo 2025, un piano di formazione per la crescita delle competenze digitali degli operatori sanitari, nel contesto del PNRR e del programma “Risorse per le competenze digitali”. Realizzato in collaborazione con CSI Piemonte, DAIRI dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Alessandria e Azienda Zero, il percorso combina e-learning, seminari sul territorio piemontese e moduli specialistici per sviluppare competenze digitali avanzate e accompagnare l’adozione del FSE 2.0. Tra i temi trattati nei corsi: architettura del FSE, interoperabilità, consensi e diritti d’accesso dei cittadini e vantaggi per medici e pazienti.
Durante l’evento sono stati presentati anche i risultati che posizionano la Regione Piemonte tra i territori più avanzati sul fronte della sanità digitale. Già alla fine del 2024, per esempio, il Piemonte poteva contare su na copertura totale del Fascicolo Sanitario Elettronico, attivo per il 100% dei cittadini assistiti. Tutte le 18 Aziende Sanitarie Regionali risultano pienamente integrate nel sistema, garantendo un flusso continuo e coordinato di informazioni sanitarie.
Il FSE piemontese è inoltre interconnesso con i fascicoli delle altre Regioni grazie all’Infrastruttura Nazionale di Interoperabilità (INI), che permette la consultazione della documentazione clinica erogata sull’intero territorio nazionale.
A livello di contenuti digitalizzati, il patrimonio informativo è imponente: oltre 75 milioni di documenti clinici (escluse le ricette) già disponibili on line, più di 73 milioni di ricette dematerializzate gestite, e una digitalizzazione completa del sistema di pagamento dei ticket sanitari, con transazioni per un valore complessivo di 165 milioni di euro elaborate attraverso la piattaforma regionale nel corso del 2024.
Nei prossimi mesi, comunque, il FSE sarà ulteriormente arricchito con il conferimento dei documenti clinico sanitari da parte delle strutture sanitarie private, il patient summary prodotto dai Medici di Medicina Generale e dal Pediatri di Libera Scelta e le potenzialità che saranno rese disponibili con la realizzazione dell’EDS e servizi di telemedicina, per i quali la Regione Piemonte ha investito quasi 39 milioni di euro di fondi PNRR.
Il FSE, infine, garantisce massima sicurezza e tutela dei dati personali, nel rispetto delle normative sulla privacy. L’integrazione con strumenti digitali come SPID/CIE, infatti, consente un accesso semplice e protetto ai servizi digitali sanitari che nel 2024 hanno registrato numeri significativi: oltre 280.000 domande on line per il cambio medico, 1,5 milioni di referti scaricati senza recarsi allo sportello e più di 4,2 milioni di transazioni di pagamenti digitali effettuate.
Durante la giornata è stato anche proiettato il video “Il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 in Piemonte”: https://youtu.be/CJQ48M9cBow
cs

Di Riccardo Cordero – ancora una nascita ad Alba, classe 1942, allievo di Cherchi e Garelli – in mostra opere che ricoprono un arco d’anni che va dal 1964 sino ai giorni nostri (progetti eseguiti con grafite, carbone, carbone pressato, sanguigna e rari interventi di spray), dove il visitatore non dovrà lasciarsi sfuggire il “Giocatore di baseball”, carbone e acrilico su carta del 1964, espresso con grande vitalismo nella scelta del bianco nero e grigio, con un nervosismo di tratti che ben lascia individuare il guizzo dinamico del campione; come le linee ricurve e verticali e le semicirconferenze dei progetti “053” e “054” accompagnano facilmente al recente bozzetto in acciaio Corten per la scultura “Aletai”, ispirata all’omonimo meteorite ritrovato nel 1898 nella regione settentrionale dello Zinjiang, in Cina. Sottolineava – e ampliava – Martina Corgnati in occasione della mostra “Giganti dell’età del ferro. 1960 – 2013”, realizzata al Filatoio di Caraglio dodici anni fa: “Non a caso, già nel 1964, si affaccia nella sua elegantissima produzione un interessante elemento di rottura: penso a quei giocatori di baseball, o di football, a quegli astronauti che l’artista realizza per lo più in poliestere, dichiaratamente artificiali e violenti. Questi ometti dotati di elmetti che li rendono simili a guerrieri, sembrano parenti stretti, o meglio eredi, delle creature ‘nucleari’ inventate da Enrico Baj negli anni Cinquanta per rappresentare l’umanità futura. Ecco, ancora una volta, un riferimento alle avanguardie milanesi e anche all’umanesimo implicito in quelle ricerche che risalivano all’inizio del decennio precedente e che attribuivano all’arte una intensa responsabilità dell’uomo, della civiltà e della natura.”