ilTorinese

Ancora le pagine nichiliste di Albert Camus, dopo l’insuccesso di Visconti

Sugli schermi “Lo straniero” di François Ozon

PIANETA CINEMA a cura di Elio Rabbione

Si sa quanto lunga e travagliata sia stata la gestazione dello “Straniero” di Luchino Visconti (1967) – lui che di opere letterarie, nazionali e no, s’intendeva e con esse aveva firmato capolavori -, attraverso vari anni, quando già in precedenza si erano fatti avanti registi e attori di prima linea ad aspirare ai diritti. La vedova di Albert Camus (che pretendeva adesione completa al romanzo) aveva dettato le proprie leggi – il breve romanzo apparve nel 1942, l’autore era scomparso nel gennaio del ‘60 – per un adattamento, accanto alla coppia Visconti/Suso Cecchi D’Amico aveva preteso due sceneggiatori francesi suoi fedeli, era scomparso dall’orizzonte il preteso Alain Delon, in altri progetti impegnato e declassato dall’arrivo/apparizione sulle nevi di Klagenfurt di Berger. Per il regista il romanzo – scrisse circa quarantacinque anni fa Gaia Servadio nel suo saggio/biografia – era un “punto di partenza, non di arrivo”, nei personaggi dello “Straniero” intendeva “spiegare i paras, la tortura, tutta l’Algeria di oggi.” Così aveva spostato l’azione al tempo della guerra franco-algerina: malcontento, i non abituali collaboratori, burocrazia, una storia che non decollava e non riconosceva più, legata a un anonimo calligrafismo, Mastroianni insicuro e fuori parte. Per cui il film venne giudicato “uno dei film meno riusciti di Visconti”: anche per il regista stesso. Oggi, a distanza di quasi sessant’anni, nello splendido bianco e nero (se ne era già servito splendidamente per “Frantz”) di Manu Dacosse, pieno d’eleganza e a tratti accecante, la vicenda dell’”apatico pied-noir”, un freddo impiegato della Algeri del 1938, indifferente quanto possono essere indifferenti i personaggi di Moravia, abulico, assurdamente vivo, per cui “una vita non può essere che eguale a un’altra”, straniero al mondo e alla sua gente come a ogni parvenza di partecipazione e sentimento, ha trovato in François Ozon (affamato di cinema, ventiquattro film in ventisette anni) il lettore perfetto (in certe parti non sono mancati i pollici versi), capace di superare l’esame di fronte a un testo che rimane un caposaldo del Novecento e che nei decenni ha interessato, forse stregato, intere generazioni.

L’inizio suona un omaggio al cinema a cavallo tra i Trenta e i Quaranta, allinea i loghi delle case di produzione, filmati d’archivio delle actualités Gaumont, una cartina del Africa settentrionale a spiegare il dove e la situazione; l’inizio, smosso con i pochi secondi che già ci mostrano il protagonista nella semioscurità del carcere, collima con l’indimenticabile inizio del romanzo, “oggi la mamma è morta. O forse ieri, non so”, lei ospite di un ospizio in cui Meursault arriva: il rifiuto a vederne il corpo, il caffè e la sigaretta accanto alla bara, il funerale, non un’emozione né una lacrima, l’età approssimativa della madre a chi gliela chiede. Il giorno dopo, l’incontro in spiaggia con una giovane collega, Marie, che non vede da tanto tempo, a vedere un film dopo, in un cinema in cui un cartello proibisce l’ingresso “aux indigènes” – le risate con Fernandel e “Le Schpountz” di Marcel Pagnol – e a far l’amore a casa, la ragazza innamorata e subito pronta al matrimonio anche se la risposta è che sì, per lui va bene sposarsi ma che non farlo sarebbe la medesima cosa. E con la stessa indifferenza Meursault si ritroverà a uccidere con cinque colpi un arabo con la pistola che l’amico Sintès, del tutto inaffidabile, losco nei suoi affari e nel suo vuoto vagabondare, gli ha messo in mano, o affronterà il processo (dove si sottolinea non tanto l’assassinio, “non sei il primo a uccidere un arabo e non sarai certo nemmeno l’ultimo”, quanto il suo comportamento all’indomani della morte della madre, quanto quel carico d’indifferente amore che prova per Marie; dove l’imputato non si difende, non collabora, non chiarisce, non giustifica, svuotato di tutto come se quei fatti, quelle azioni appartenessero a un altro) e la ghigliottina – sopraggiungendo nel finale uno dei momenti più alti del film, l’unione mai cancellata tra un cinema “alto” e il teatro, il tentativo del prete a entrare nei meccanismi del condannato e a cercare altri motivi, altre spiegazioni, a cercare per un attimo Dio, “nient’altro che una perdita di tempo”. In un incontro che aspirerebbe a far incontrare Bernanos e Besson e Ozon, ma ogni cosa è assurda e suona impossibile. L’ultimo desiderio di Meursault è che una numerosa folla, piena di odio nei suoi confronti, assista alla sua esecuzione.

Nelle mani di François Ozon, “Lo straniero” (presentato a Venezia, tre Prix Lumière e un solo César) diventa non soltanto la trascrizione moderna, estremamente disincantata dell’uomo e della società – degli anni Trenta, di oggi -, raccontati guardando in faccia il male (ancora e sempre “l’atomo opaco”?) che ci circonda e ci fa suoi, il rifiuto alle domande e ai perché, la fotografia fredda e tagliente dell’apatia circolante – “non sono pentito, sono annoiato”, s’esprimerà Meursault durante il processo -, il facile scivolare verso la violenza dell’attimo. In un susseguirsi, nella pagina scritta (alcuni brani dalla voce narrante allo spettatore) e nell’immagine, di fatti che appaiono del tutto “lineari” e incorruttibili – ma Camus e Ozon scavano! -, si ritaglia uno spazio tutto suo, preciso e deciso a giocare di sottrazione ad ogni momento, Benjamin Voisin (già visto in “Estate ’85” dello stesso Ozon e nelle “Illusioni Perdute” di Giannoli), essenziale, tutto silenzi e monosillabi e frasi mozzate, sguardi che non arrivano a nulla, il desiderio di lasciarsi spregiudicatamente vivere, eccellente interprete del percorso intrapreso e ingigantito da Meursault, esempio nichilista che continua a incantare e a sedurre chi lo avvicina, che s’accompagna per ogni sua azione al “caso” e per il caso muore. Qualcuno ha scritto che “Lo straniero” è per il regista francese una scommessa perduta, perduta forse in partenza, (come sempre) intraducibile: al contrario io credo che abbia – se possibile – dato spessore alle pagine e a ogni singola frase, abbia seguito il suo antieroe immergendolo appieno nella storia e nella atmosfera che lo circonda, lo ha invaso di sole e d’ombra, lo ha reso acidamente grandioso, abbia tratteggiato un’epoca e una nazione, con i rimandi e la modernità che erano necessari a una nuova trascrizione. Chiosando le immagini con i titoli di coda sovrapposti ai The Cure mentre eseguono “Killing an Arab”. Poco prima Djamila, la sorella dell’arabo morto, ci è stata mostra accanto alla tomba, nel vuoto del deserto – una pagina nuova che non appartiene a Camus, l’impercettibile tassello di una guerra che scoppierà nel ’54 per durare otto lunghi anni.

Il comune di Feletto festeggia i 200 anni dell’organo Serassi

Il comune di Feletto si prepara a celebrare un’importante traguardo storico-culturale, il 200esimo anniversario dell’organo Serassi. Per l’occasione, la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta ospiterà un concerto celebrativo d’eccezione. L’appuntamento è fissato per sabato 11 aprile alle 21. Protagonista della serata sarà l’organizzazione Paolo Tarizzo, che siederà alla console dello storico strumento per dar voce a un repertorio di grande spessore artistico. La serata offrirà un viaggio nel tempo attraverso le note di grandi compositori, tra cui Cabanilles, Couperin, J.S.Bach, Carl Philip Emmanuel Bach, Petrali e Padre David da Bergamo. L’evento è organizzato dall’associazione organistica del Canavese in stretta collaborazione con antichi organi del Canavese e la parrocchia di Feletto, e vanta il supporto del comune di Feletto e i patrocini della Diocesi di Ivrea, della Città metropolitana di Torino e dell’associazione Giuseppe Serassi.

Mara Martellotta

Eredità Agnelli, Elkann pagherà spese legali a Margherita

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Nel contenzioso sull’eredità Agnelli, John Elkann esce sconfitto in tribunale in Svizzera: dovrà sostenere circa un milione di euro di spese legali.

Il giudice di Thun ha dichiarato inammissibili le richieste di trasferire in Svizzera la successione di Marella Caracciolo. I legali di Margherita Agnelli parlano di una vittoria destinata ad avere ripercussioni anche sul procedimento in corso a Torino.

Dal canto loro, i difensori di John, Lapo e Ginevra Elkann hanno annunciato ricorso, sottolineando che la decisione non incide sulla validità del patto e dell’accordo siglato nel 2004.

Evaso per 7 minuti dai domiciliari giovane arrestato per aggressione ad agente

E’ uno dei giovani (quello riconosciuto dal giaccone rosso) arrestato a Torino il 31 gennaio durante la manifestazione pro Askatasuna per l’aggressione a un poliziotto, si tratta di Angelo Simionato, 22 anni, originario della provincia di Grosseto. Ora deve rispondere anche del reato di evasione: nel giorno di Pasqua si è allontanato di pochi passi oltre il cancello della propria abitazione per fare gli auguri a un’amica.

L’episodio è avvenuto a Montelaterone, frazione di Arcidosso, sul Monte Amiata, dove il giovane si trova agli arresti domiciliari nella casa dei genitori. Simionato è rimasto fuori dal perimetro della proprietà per circa sette minuti, ma è stato notato dai carabinieri di Arcidosso durante un controllo di routine e fermato.

Il fatto si è verificato poco dopo le 20 del giorno di Pasqua. Fino a quel momento, i militari lo avevano sempre trovato regolarmente in casa durante le verifiche.

Anziana investita da auto muore in ospedale

E’ morta in ospedale la donna di 94 anni che  è stata investita ieri dalla vettura guidata da un uomo di 60 anni a Traves, nel Torinese. Era stata portata all’ospedale di Ciriè  in condizioni disperate dal personale del 118 di Azienda Zero. L’incidente è  avvenuto in frazione Grangia.

“Ivan e i cani” a OFF TOPIC, un assolo dolce e disperato nella Russia  anni Novanta

Per “Iperspazi”, la stagione 2025-2026 di Fertili Terreni Teatro, andrà in scena presso OFF TOPIC in via Pallavicino 35, a Torino, lunedì 13 e martedì 14 aprile in prima regionale, lo spettacolo “Ivan e i cani”, testo di Hattye Naylor, tradotto da Monica Capuani, per un progetto ideato, diretto e interpretato da Federica Rosellini.

Lo spettacolo è programmato in collaborazione con Piemonte dal Vivo, nell’ambito del progetto Cortocircuito. Drammaturga inglese, co-fondatrice della compagnia Gallivant, Hattye Naylor, con “Ivan e i cani”, testo candidato all’Olivier Award nella categoria Outstanding Achievement, ha riscosso grande successo sui palcoscenici di mezzo mondo, dall’Inghilterra agli Stati Uniti e al Brasile, passando per Olanda, Belgio, Georgia e Grecia.

In scena, il protagonista Ivan racconta una storia di quando aveva 4 anni, e lo fa come se stesse accadendo all’interno di una fiaba dei Fratelli Grimm. In realtà la narrazione è da ricondurre a quanto avvenuto a un bambino nella Russia degli anni Novanta, la Russia poverissima di Boris Eltsin, dove la popolazione era talmente in difficoltà che padri e madri cominciarono a sbarazzarsi di ciò che si mangiava e si beveva, addirittura degli animali da compagnia come i cani, i primi ad essere forzatamente abbandonati. A peggiorare un quadro già di per sé ingarbugliato, la presenza del compagno della madre, uomo dedito a un consumo sfrenato di vodka che non lesina quotidiane violenze sulla donna, di fronte alle quali Ivan decide di fuggire una volta per tutte. Indossato un cappotto pesante e guanti di lana per combattere il Generale Inverno, con in tasca due pacchetti di patatine, il giovane esce per le strade di Mosca alla ricerca di un posto dove dormire, tra gente che sembra ti voglia sbranare. L’elemosina è ormai merce rara, non vi è più spazio per la pietà, e la realtà assume foschi contorni destinati a risolversi in una tragica Odissea, con un’annessa morte solitaria, se Ivan non incontrasse una muta di cani randagi, anime affini che lo accolgono tra loro e gli regalano l’inaspettata sopravvivenza. Questo è l’inizio della storia…

Federica Rosellini, ad oggi tra le più apprezzate interpreti della scena italiana, nella veste di musicista e performer con la sua strumentazione elettronica, racconta e compone contemporaneamente, fa interagire la voce della propria madre, registrata in russo, con melodie, nenie, pulsazioni ritmiche, tracciando con le dita la partitura sonora. “Ivan e i cani” diventa un assolo dolce e disperato, spettacolo tenerissimo nel suo farsi canto d’anima intimo e personale, capace di raccontare inaspettatamente l’infanzia di tutti noi.

Biglietti: 13 euro se acquistato online,15 euro la sera dell’evento. Ridotto: 11 euro se acquistato online, 13 euro in cassa la sera dell’evento – resta la possibilità di lasciare un biglietto sospeso tramite donazione online o con satispay, e di entrare gratuitamente per alcuni under 35 grazie alla collaborazione con Torino Giovani.

Mara Martellotta

Imprese forti, occupazione fragile: il doppio volto del Nord

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Industria Felix:  a Torino la premiazione di 42 imprese eccellenti

TORINO –  Sarà dedicato al sistema produttivo del Nord Italia il 69° appuntamento di Industria Felix – L’Italia che compete, in programma l’8 aprile, presso l’Unione Industriali Torino (evento su invito).

L’indagine, realizzata da Industria Felix Magazine in collaborazione con Cerved, analizza le principali società di capitali delle regioni settentrionali con fatturati superiori ai 2 milioni di euro. Ne emerge un quadro complessivamente solido, caratterizzato da livelli elevati di redditività e da una crescita dei ricavi non uniforme, mentre sul fronte occupazionale si registrano andamenti più disomogenei.

In Piemonte sono state esaminate 10.417 imprese, per un volume d’affari complessivo di 320,1 miliardi di euro, in lieve flessione (-2,4%), a fronte di oltre 915mila addetti in crescita (+0,9%). Il dato più significativo riguarda la redditività: l’87% delle aziende presenta un ROE positivo e l’87,6% chiude l’esercizio in utile, con il comparto delle costruzioni tra i più performanti.

Il Veneto si conferma uno dei principali motori economici del Nord, con oltre 18mila imprese analizzate, 438,5 miliardi di fatturato (+2,9%) e più di 1,36 milioni di addetti (+8,2%). Anche qui si registra un’elevata redditività, con l’88,2% delle aziende in territorio positivo e il settore aerospaziale tra i più dinamici.

Performance particolarmente brillanti anche per l’Emilia-Romagna, che conta oltre 15mila imprese e 455,1 miliardi di fatturato, con una crescita significativa sia dei ricavi (+4,2%) sia dell’occupazione (+1,7%). Elevata anche la quota di imprese redditizie (85,5%), trainate in particolare dall’aerospazio.

Nel Friuli Venezia Giulia si osserva una lieve contrazione dei ricavi (-2,6%), a fronte però di una crescita sostenuta dell’occupazione (+10,2%), mentre la redditività resta elevata (85% di imprese con ROE positivo).

Situazione più contrastata in Liguria, dove a un aumento degli occupati (+3,5%) si accompagna una flessione significativa del fatturato (-8,8%), pur in presenza di livelli di redditività solidi (86,5%), con il settore ambientale in evidenza.

Il Trentino-Alto Adige mostra invece un andamento equilibrato, con ricavi in crescita (+2,5%) e occupazione in aumento (+4,7%), accompagnati da una quota elevata di imprese redditizie (87%).

In Valle d’Aosta, nonostante dimensioni più contenute, si registra un forte incremento degli addetti (+10,6%) e una redditività tra le più alte (oltre l’89%), a fronte però di un calo dei ricavi (-4,6%).

L’evento è promosso da Industria Felix Magazine in collaborazione con Cerved, con il patrocinio dell’Unione Industriali Torino e del Tecnopolo del Mediterraneo, e con il supporto di numerosi partner nazionali.

Nel corso della mattinata saranno premiate 42 imprese con sede legale nel Nord Italia, selezionate attraverso un’analisi dei bilanci basata su un algoritmo proprietario che ha individuato le realtà più performanti in termini gestionali e di solidità finanziaria. Le aziende premiate si distinguono per affidabilità, crescita e capacità competitiva, validate anche dal Comitato scientifico del progetto.

L’associazione “V.I.T.A. ottiene conformità Linee Guida Europa Donna Italia

 L’associazione di pazienti “V.I.T.A. – Vivere Il Tumore Attivamente è tra le prime in Italia a ottenere l’attestazione di conformità alle linee guida di Europa Donna Italia, il movimento fondato da Umberto Veronesi che tutela i diritti alla prevenzione e alla cura del tumore al seno.

Gestita dall’organismo di valutazione della conformità Italcert, l’attestazione è promossa da Europa Donna Italia per favorire la professionalizzazione delle associazioni di volontariato in senologia. Il percorso di certificazione verifica il rispetto di numerosi standard che riguardano elementi fondamentali dell’operato di un’associazione di pazienti, come la competenza e la formazione dei volontari, l’organizzazione delle attività, la tutela della privacy, la trasparenza delle operazioni svolte e la qualità dei servizi offerti alle pazienti nei percorsi di cura.

Una novità nell’ambito del volontariato: «Molto diffuse in ambito aziendale, le certificazioni di qualità rappresentano un elemento nuovo nell’associazionismo e lo caratterizzano all’insegna della responsabilità e della competenza – dichiara Roberto Cusolito, Amministratore Delegato di Italcert -. Nel nostro Paese, solo nell’ultimo anno, sono sei le associazioni di pazienti che hanno conseguito l’attestazione di conformità alle linee guida di Europa Donna Italia, e tutte con un ottimo esito. Al loro impegno va la nostra stima, non solo per le finalità del loro lavoro ma anche e soprattutto per il modo in cui lo portano avanti».

L’attestazione di conformità rappresenta un riconoscimento del lavoro costruito giorno dopo giorno sul territorio, a favore delle pazienti. «Raggiungere questo importante riconoscimento – dichiara Valeria Martano, Presidente di V.I.T.A.è per noi motivo di grande orgoglio. Il percorso di certificazione ha rafforzato la nostra identità organizzativa e ci ha offerto strumenti concreti per migliorare costantemente il supporto alle donne che affrontano il tumore al seno. Continueremo a operare con dedizione e impegno per essere un punto di riferimento accogliente e qualificato nel percorso di cura e di vita delle pazienti».

È un volontariato che cambia volto: «Le Linee Guida alla base della certificazione definiscono criteri di qualità che crediamo imprescindibili per il volontariato di oggi – afferma Rosanna D’Antona, Presidente di Europa Donna Italia. Siamo orgogliose delle prime associazioni che hanno completato questo percorso, perché il sistema ha il bisogno di realtà sempre più professionali e competenti. Anche per questo, da anni portiamo avanti un ampio percorso di formazione e accompagnamento per le circa 190 associazioni della nostra rete, con l’obiettivo di rafforzarne la capacità di rappresentanza e renderle interlocutrici sempre più qualificate nei tavoli istituzionali e sui territori».

L’attestazione di conformità alle Linee guida di Europa Donna Italia è stata conseguita, oltre che dall’associazione V.I.T.A.”, anche da Agata per il sostegno alle donne operate al seno” di Foggia, Amiche per Mano” di Bergamo, C.A.O.S.” di Varese, “Cuore di Donna “di Casazza (BG) e dall’associazione campanaNoi in Rosa”.

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Europa Donna Italia è il movimento che tutela i diritti alla prevenzione e alla cura del tumore al seno, fondato nel 1994 su intuizione dell’oncologo Umberto Veronesi con l’obiettivo di rispondere efficacemente alle esigenze delle donne prima, durante e dopo la malattia. Oggi Europa Donna Italia comprende una rete di circa 190 associazioni di volontariato con la stessa missione in tutto il territorio nazionale e lavora per sensibilizzare le istituzioni nazionali e regionali affinché attuino delibere, leggi e norme per facilitare la prevenzione e cura del tumore al seno.

V.I.T.A. ODV nasce a Chieri nel 1998 per volontà di un gruppo di donne colpite da tumore al seno, che hanno sentito l’esigenza di mettere la propria esperienza al servizio di altre donne; è aperta anche a tutti coloro che, pur non vivendo in prima persona la malattia, desiderano condividere un cammino comune. È una organizzazione territoriale con sede a Chieri e sportelli a Montaldo Torinese e a Castelnuovo Don Bosco. Attualmente conta 140 associati.

Italcert è un Organismo di Valutazione della Conformità, fondato nel 1992 e svolge la sua attività nel campo della Certificazione di Sistemi di Gestione (qualità, ambiente, sicurezza e altri schemi volontari settoriali) e per la Certificazione delle Persone e delle Professioni attraverso un sistema di valutazione della conformità regolamentato dalla norma ISO 17024.