ilTorinese

Karate, insegna a Torino e Settimo il maestro premiato a Okinawa

Il 14 ottobre 2019 la Okinawa Shorin-ryu Karate-do Kyokai, una delle più antiche ed importanti federazioni di Karate esistenti, fondata ad Okinawa (Giappone) nel 1948 dal Maestro Choshin Chibana, ha riconosciuto al Maestro Emanuel Giordano il livello di cintura nera 4° dan di Karate Shorin-ryu di Okinawa. Il Maestro Emanuel Giordano si è sottoposto ad un regolare esame presso la commissione federale, composta dai più importanti maestri di Karate Shorin-ryu, nonostante avesse già conseguito lo stesso livello nel 2017 con un’altra importante federazione di Karate Tradizionale di Okinawa, l’Okinawa Shorin-ryu Karate and Kobudo Federation.
La performance del Maestro Giordano è stata molto apprezzata, e premiata con uno dei punteggi più alti di tutta la giornata di esami! In particolare è stata molto apprezzata l’energia e la concentrazione profuse durante la prova d’esame.
Il Maestro Giordano non era solo l’unico karateka europeo presente, ma anche il primo karateka italiano in assoluto ad aver partecipato ad una sessione d’esame della Okinawa Shorin-ryu Karate-do Kyokai.
Dopo l’esame il Maestro ha dichiarato:
“Se sono arrivato fino a qui non è solo per merito mio, ma devo ringraziare TUTTI i maestri che mi hanno insegnato, sia in passato che nel presente, nonché tutti i miei allievi ed amici (di ogni nazionalità) che mi hanno supportato.”
Questo però è solo l’ennesimo tassello della sua carriera. Sbirciando sul sito internet della sua scuola (https://karate-shorin-ryu-piemonte.webnode.it/) abbiamo appreso diverse informazioni sul suo conto, come ad esempio il fatto che il Maestro pratichi Karate da più di 20 anni, che abbia fatto nove viaggi di addestramento ad Okinawa tra il 2013 ed il 2019, che sia allievo diretto di un’importante Maestro di Okinawa, e che intrattenga diverse relazioni diplomatiche tra il Karate tradizionale italiano e le istituzioni della Prefettura di Okinawa, patria mondiale del Karate. Difatti Emanuel Giordano è anche responsabile italiano dell’associazione che riunisce la maggior parte delle scuole di Karate di Okinawa italiane ed è referente nazionale del Karate Tradizionale di Okinawa CSEN, nonché autore di diversi libri sulla storia del Karate, venduti in tutto il mondo e disponibili in più lingue.
Nonostante tutto, secondo i suoi allievi è rimasto una persona umile e disponibile, sempre pronto ad aiutare il prossimo. Nei suoi corsi di Karate c’è spazio per tutti, non solo per i campioni.
“Qui insegniamo Karate Shorin-ryu di Okinawa, un’arte marziale per la difesa personale e la crescita psicofisica delle persone. Insegniamo ai praticanti a difendersi, ma anche ad essere persone migliori, partendo dai bambini ed arrivando ai praticanti non più giovanissimi. Non escludiamo i meno dotati, ma li incoraggiamo a migliorare giorno per giorno. Crescere e migliorare assieme, sia come individui che come membri di un gruppo, questo ci rende anche degli esseri umani migliori, che possano permettere alla nostra società attuale di migliorare e progredire.”
Il Maestro ha allievi anche in Liguria e Lombardia, ma i suoi corsi si tengono a Torino ed a Settimo Torinese.

Informazioni ed orari sono disponibili sul sito: https://karate-shorin-ryu-piemonte.webnode.it/

No all’inquinamento: Greenpeace sensibilizza i consumatori torinesi

VOLONTARI DAVANTI AI SUPERMERCATI ITALIANI PER SENSIBILIZZARE I CONSUMATORI SULL’INQUINAMENTO DA PLASTICA

In occasione del Global Refill Day, il 5 novembre, la giornata internazionale promossa da Greenpeace in tutto il mondo per sensibilizzare i cittadini sulle alternative agli imballaggi in plastica monouso, i volontari di Greenpeace si sono recati davanti ai supermercati in 18 città, tra cui Torino, invitando i consumatori a disfarsi del packaging eccessivo e a utilizzare contenitori riutilizzabili per gli acquisti quotidiani. Secondo l’organizzazione ambientalista, sono queste le soluzioni principali che le multinazionali non offrono e a cui bisogna ricorrere per limitare la crescente produzione di plastica su scala globale – impiegata principalmente per la produzione di imballaggi usa e getta – che si traduce nell’immissione di quantità sempre maggiori di questo materiale nei mari e nell’ambiente.

A Torino i volontari di Greenpeace si sono recati davanti al supermercato Carrefour in corso Rosselli 110 e hanno raccolto la plastica degli imballaggi man mano che i consumatori uscivano dal supermercato per mostrare la montagna di rifiuti in plastica che si viene a creare.

«I supermercati sono dei grandi distributori di plastica usa e getta, molto spesso eccessiva e superflua, soprattutto a causa della dipendenza delle grandi multinazionali da grandi quantità di imballaggi per confezionare i loro prodotti. È necessario che le multinazionali invertano subito la rotta, riducendo la produzione e investendo in soluzioni basate sullo sfuso e sulla ricarica che non prevedano il ricorso a imballaggi monouso, per evitare che la Terra si trasformi in un Pianeta di plastica” dichiara Giuseppe Ungherese, responsabile campagna inquinamento di Greenpeace. ““Riteniamo che tassare la plastica sia sicuramente giusto, e con tale provvedimento il governo finalmente prende atto che questo materiale è problematico per l’ambiente: quindi, il suo uso va disincentivato. La tassazione dovrebbe essere accompagnata però da una serie di sgravi e incentivi per il ricorso ad alternative a basso impatto ambientale  come lo sfuso o i sistemi basati sulla ricarica e il riutilizzo dei contenitori.”

Secondo stime recenti la produzione di plastica aumenterà del 40 per cento nei prossimi dieci anni e sarà responsabile del 20 per cento del consumo mondiale di petrolio, aggravando ulteriormente l’emergenza climatica planetaria. Proprio per spingere chi immette sul mercato globale le più grandi quantità di plastica usa e getta, Greenpeace ha da tempo lanciato una petizione (no-plastica.greenpeace.it), sottoscritta da più di cinque milioni di persone in tutto il mondo, con cui chiede ai grandi marchi come Nestlé, Unilever, Coca-Cola, PepsiCo, Ferrero, San Benedetto e Danone di ridurre subito la produzione e investire in sistemi di consegna alternativi che non prevedano il ricorso a contenitori e imballaggi in plastica e altri materiali monouso.

L’italoamericano che voleva fermare la Grande guerra

Mercoledì 6 novembre la presentazione a Torino del libro “Io, pacifista in trincea”

 

Mercoledì 6 novembre sarà presentata al pubblico, all’Università di Torino, l’edizione italiana del libro del 1931 in cui l’italoamericano di Palermo Vincenzo D’Aquila raccontò la sua conversione da volontario a pacifista al fronte della Prima guerra mondiale

 

Mercoledì 6 novembre alle ore 18.00, nella Sala Lauree ex Facoltà di Lettere (Palazzo Nuovo, via Sant’Ottavio 20, piano terra), si svolgerà la presentazione del libro “Io, pacifista in trincea. Un italoamericano nella Grande guerra” (Donzelli Editore, Roma 2019), a cura di Claudio Staiti, con la prefazione di Emilio Franzina. Il volume, che gode del patrocinio dell’Assemblea Regionale Siciliana, è l’edizione italiana di Bodyguard Unseen. A true autobiography, scritto da Vincenzo D’Aquila (Palermo, 1892 – New York, 1975), pubblicato per la prima volta in inglese a New York nel 1931, e sinora mai arrivato in Italia.

 

Alla presentazione, introdotta e moderata dal prof. Mauro Forno, vice direttore per la Didattica del Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino, prenderanno parte gli storici Gian Luigi Gatti (Università di Torino), Marco Scavino (Università di Torino) e Fabio Milazzo (Istituto Storico della Resistenza di Cuneo) che dialogheranno con Claudio Staiti, giornalista e dottorando in Storia Contemporanea all’Università di Messina, che ha curato e tradotto il volume.

 

Il libro, arricchito da due saggi introduttivi, da un ricco apparato di note e da una sorprendente appendice documentaria, racconta la storia vera di Vincenzo D’Aquila che, scappato di casa nel luglio 1915 per arruolarsi volontario nelle file dell’esercito italiano e iscritto nel 25° reggimento della brigata Bergamo, davanti alla cruda realtà del fronte e all’atrocità del conflitto, fu spinto a imbracciare il fucile, ma con la ferma volontà di non sparare neanche un colpo, per tutta la guerra. Questa fu la sua «chimerica promessa»: piuttosto che uccidere un altro uomo sarebbe morto lui stesso, fiducioso che Dio, la sua «invisibile guardia del corpo», lo avrebbe protetto. Tra complicate strategie messe in atto per tener fede alla sua promessa e l’avversione dei suoi superiori che lo consideravano un pazzo più che un profeta, D’Aquila fu allontanato dal fronte e internato in alcuni ospedali psichiatrici.

 

Sopravvissuto al conflitto, D’Aquila rientrò negli Stati Uniti, dove anni dopo scrisse il racconto della sua esperienza. Il libro, nonostante le critiche positive, cadde presto nell’oblio. In Italia rimase inedito, probabilmente perché il fascismo non gradì l’implicito inno alla pace che racchiudeva. Nato come sintesi introspettiva di una personale «odissea di guerra e pazzia», il racconto di D’Aquila costituisce oggi non solo un prezioso documento, utile agli storici e agli studiosi, ma anche un racconto avvincente di come sia possibile sopravvivere alla guerra, senza sparare un solo colpo.

 

Ai domiciliari due leader storici di Askatasuna

Nella mattinata odierna, personale della Digos della Questura di Torino ha eseguito due misure cautelari degli “arresti domiciliari” nei riguardi dei leader storici di “Askatasuna”,  G.R. e M.M. per i gravi episodi di intemperanza verificatisi in occasione del Vertice G7 di Venaria. Il provvedimento costituisce aggravamento della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria a seguito della commissione da parte degli indagati di ulteriori fatti di reato.

***

IL COMUNICATO DELLA POLIZIA

Le articolate indagini svolte dalla locale Digos – coordinate dalla Procura della Repubblica di Torino avevano consentito di denunciare complessivamente n.52 persone resesi responsabili di condotte criminose, anche gravi, e di attribuire la regia di tutte le azioni violente perpetrate durante la mobilitazione contro il G7 ai leader storici di “Askatasuna, tra cui proprio i due leader agli arresti domiciliari..

L’annuncio dello svolgimento presso la Reggia di Venaria Reale del Vertice G7 aveva suscitato l’immediata reazione della variegata galassia antagonista torinese e nazionale che, sotto la sigla “Assemblea RESETG7”, aveva sin da subito avviato una mobilitazione generale sfociata poi in una escalation di azioni violente. In particolare, nella mattinata del 29 settembre 2017, si svolgeva un estemporaneo corteo di circa 500 persone, provenienti anche da altri contesti territoriali, nel corso del quale si registravano diversi tentativi di sfondamento dei contingenti delle forze dell’ordine con il precipuo obiettivo di raggiungere l’N.H Hotel di piazza Carlina, dove erano ospitati i leader e le delegazioni dei Paesi partecipanti al Vertice.

Nel pomeriggio, i collettivi studenteschi, sotto l’egida dei leader del centro sociale Askatasuna, davano vita ad un altro corteo tentando più volte di raggiungere il predetto Albergo senza riuscirci grazie alla calibrata predisposizione dei servizi di ordine pubblico.

La mobilitazione riprendeva poi nella serata, allorquando circa 200 manifestanti, dopo essere giunti in via Po, nel rinnovato intento di avvicinarsi alla zona di sicurezza del NH Hotel, in maniera proditoria e perlopiù travisati, incominciavano a lanciare diverse bombe carta ed artifizi pirotecnici mediante lanciatori multipli contro i contingenti delle forze dell’ordine che, dopo alcuni minuti di assedio, riuscivano a disperdere i facinorosi.

Altri episodi di intemperanza si verificavano la mattina del 30 settembre, allorquando circa 200 antagonisti G7, giunti in corteo, unitamente ad altre 2000 persone, in piazza Vittorio Veneto di Venaria Reale, tentavano di forzare lo sbarramentoeffettuato dai contingenti delle forze dell’ordine utilizzando diversi carrelli della spesa lanciando altresì bombe carta e razzi verso la Polizia.

Poco dopo, il gruppo dei facinorosi, ricompattatosi, reiterava due analoghi tentativi di sfondamento sul lato destro di piazza Vittorio Veneto con l’utilizzo di grossi petardi e fuochi d’artificio esplosi ad altezza uomo mediante lanciatori multipli.

Per i summenzionati episodi venivano adottate dall’Autorità Giudiziaria di Torino n.17 misure cautelari (eseguite lo scorso 4 luglio), tra “Obblighi di Presentazione alla P.G.” ed “arresti domiciliari”, questi ultimi sostituiti, lo scorso 17 luglio, dal Tribunale del Riesame di Torino, in “Obblighi di Presentazione quotidiana alla P.G.” (in accoglimento di specifica istanza avanzata dai difensori degli interessati).

Tuttavia, tenuto conto che i due predetti leader di Askatasuna, a poco più di una settimana dalla decisione del Tribunale del Riesame, si erano resi responsabili, in occasione della IV Edizione del “Festival Alta Felicità”, di altri fatti di reato analoghi a quelli commessi durante il G7 di Venaria, il Giudice Per le Indagini Preliminari di Torino, su richiesta della Procura della Repubblica, ripristinava nuovamente la misura degli “arresti domiciliari”.

I nuovi fatti ascritti risalgono con precisione allo scorso 27 luglio, allorquando durante un corteo nazionale svoltosi nelle aree boschive di Giaglione e Chiomonte (tra l’altro interdette da un’apposita ordinanza prefettizia), si verificavano ripetute azioni violente da parte di gruppi di facinorosi travisati, provenienti da diversi contesti territoriali, sotto la guida e il coordinamento dei principali esponenti di Askatasuna.

In quella circostanza, gli stessi, utilizzando cesoie, flessibili ed estintori, abbattevano e danneggiavano una delle cancellate metalliche posizionate per impedire ai manifestanti di raggiungere il cantiere, tagliando altresì parte della recinzione perimetrale del sito di interesse strategico nazionale di Chiomonte. Successivamente, gli stessi si posizionavano sui sentieri alti della montagna in modo da sovrastare la vallata ove erano posizionati gli operatori di Polizia, che venivano fatti oggetto del lancio di ordigni esplosivi e pietre. In tale contesto i due indagati incitavano e coordinavano manifestamente tutte le condotte criminose dei partecipanti, concorrendo altresì nella materiale esecuzione degli illeciti penali

 

ia. Il provvedimento costituisce aggravamento della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria a seguito della commissione da parte degli indagati di ulteriori fatti di reato.

Le articolate indagini svolte dalla locale Digos – coordinate dalla Procura della Repubblica di Torino avevano consentito di denunciare complessivamente n.52 persone resesi responsabili di condotte criminose, anche gravi, e di attribuire la regia di tutte le azioni violente perpetrate durante la mobilitazione contro il G7 ai leader storici di “Askatasuna, tra cui proprio i due leader agli arresti domiciliari..

L’annuncio dello svolgimento presso la Reggia di Venaria Reale del Vertice G7 aveva suscitato l’immediata reazione della variegata galassia antagonista torinese e nazionale che, sotto la sigla “Assemblea RESETG7”, aveva sin da subito avviato una mobilitazione generale sfociata poi in una escalation di azioni violente. In particolare, nella mattinata del 29 settembre 2017, si svolgeva un estemporaneo corteo di circa 500 persone, provenienti anche da altri contesti territoriali, nel corso del quale si registravano diversi tentativi di sfondamento dei contingenti delle forze dell’ordine con il precipuo obiettivo di raggiungere l’N.H Hotel di piazza Carlina, dove erano ospitati i leader e le delegazioni dei Paesi partecipanti al Vertice.

Nel pomeriggio, i collettivi studenteschi, sotto l’egida dei leader del centro sociale Askatasuna, davano vita ad un altro corteo tentando più volte di raggiungere il predetto Albergo senza riuscirci grazie alla calibrata predisposizione dei servizi di ordine pubblico.

La mobilitazione riprendeva poi nella serata, allorquando circa 200 manifestanti, dopo essere giunti in via Po, nel rinnovato intento di avvicinarsi alla zona di sicurezza del NH Hotel, in maniera proditoria e perlopiù travisati, incominciavano a lanciare diverse bombe carta ed artifizi pirotecnici mediante lanciatori multipli contro i contingenti delle forze dell’ordine che, dopo alcuni minuti di assedio, riuscivano a disperdere i facinorosi.

Altri episodi di intemperanza si verificavano la mattina del 30 settembre, allorquando circa 200 antagonisti G7, giunti in corteo, unitamente ad altre 2000 persone, in piazza Vittorio Veneto di Venaria Reale, tentavano di forzare lo sbarramentoeffettuato dai contingenti delle forze dell’ordine utilizzando diversi carrelli della spesa lanciando altresì bombe carta e razzi verso la Polizia.

Poco dopo, il gruppo dei facinorosi, ricompattatosi, reiterava due analoghi tentativi di sfondamento sul lato destro di piazza Vittorio Veneto con l’utilizzo di grossi petardi e fuochi d’artificio esplosi ad altezza uomo mediante lanciatori multipli.

Per i summenzionati episodi venivano adottate dall’Autorità Giudiziaria di Torino n.17 misure cautelari (eseguite lo scorso 4 luglio), tra “Obblighi di Presentazione alla P.G.” ed “arresti domiciliari”, questi ultimi sostituiti, lo scorso 17 luglio, dal Tribunale del Riesame di Torino, in “Obblighi di Presentazione quotidiana alla P.G.” (in accoglimento di specifica istanza avanzata dai difensori degli interessati).

Tuttavia, tenuto conto che i due predetti leader di Askatasuna, a poco più di una settimana dalla decisione del Tribunale del Riesame, si erano resi responsabili, in occasione della IV Edizione del “Festival Alta Felicità”, di altri fatti di reato analoghi a quelli commessi durante il G7 di Venaria, il Giudice Per le Indagini Preliminari di Torino, su richiesta della Procura della Repubblica, ripristinava nuovamente la misura degli “arresti domiciliari”.

I nuovi fatti ascritti risalgono con precisione allo scorso 27 luglio, allorquando durante un corteo nazionale svoltosi nelle aree boschive di Giaglione e Chiomonte (tra l’altro interdette da un’apposita ordinanza prefettizia), si verificavano ripetute azioni violente da parte di gruppi di facinorosi travisati, provenienti da diversi contesti territoriali, sotto la guida e il coordinamento dei principali esponenti di Askatasuna.

In quella circostanza, gli stessi, utilizzando cesoie, flessibili ed estintori, abbattevano e danneggiavano una delle cancellate metalliche posizionate per impedire ai manifestanti di raggiungere il cantiere, tagliando altresì parte della recinzione perimetrale del sito di interesse strategico nazionale di Chiomonte. Successivamente, gli stessi si posizionavano sui sentieri alti della montagna in modo da sovrastare la vallata ove erano posizionati gli operatori di Polizia, che venivano fatti oggetto del lancio di ordigni esplosivi e pietre. In tale contesto i due indagati incitavano e coordinavano manifestamente tutte le condotte criminose dei partecipanti, concorrendo altresì nella materiale esecuzione degli illeciti penali

 

“Ipotesi dolo è agghiacciante. Rendere giustizia a questi eroi e alle loro famiglie”

Riceviamo e pubblichiamo

Alessandria, cordoglio dell’Fsp Polizia: 

 

“Il più profondo cordoglio di tutta la Federazione Sindacale della Polizia di Stato va ad unirsi al fiume di solidarietà che da tutta Italia sta giungendo in provincia di Alessandria ai familiari e ai colleghi degli eroici tre Vigili del fuoco morti questa notte nello svolgimento del loro servizio al Paese, di cui purtroppo conosciamo da vicino i sentimenti di queste ore. E mentre un doveroso pensiero va anche ai feriti di questo dramma senza fine, rivolgiamo il nostro grazie a chi accorre a testa bassa quando tutti scappano. Una qualità dei coraggiosi appartenenti a un Corpo che ha pagato un tributo di sangue altissimo all’Italia, e che rende ancor più agghiacciante il fatto che l’esplosione di stanotte sia frutto di un’azione dolosa. I responsabili di questa atrocità devono rispondere di una grande nefandezza, e che paghino fino in fondo è dovuto alle vittime e ai loro familiari”.

Così Valter Mazzetti, Segretario Generale dell’Fsp Polizia di Stato, dopo l’esplosione di stanotte della cascina in provincia di Alessandria.

Anteprime e proiezioni speciali: si inizia con la copia restaurata della “Strategia del ragno” di Bertolucci

Tesseramento e proposte per i soci

 

C’è voglia di rinascita nel circuito AIACE, dopo tre anni di mari burrascosi all’interno e di difficoltà economiche che ne hanno fiaccato successi e intenti. Già una conferenza stampa per dare voce alle varie iniziative suona tra gli addetti ai lavori quasi come una novità; come la campagna di tesseramento 2020 e il fil rouge ricollegato alla fedeltà dei soci danno la certezza di un futuro non trascurabile. E allora ecco la disponibilità della nuova tessera (al prezzo intero di € 12, ridotto € 9), valida fin da subito, con la possibilità per i nuovi soci e per coloro che rinnoveranno l’iscrizione di usufruire, fino al 31 dicembre del prossimo anno, del 25% di sconto nei cinema del circuito AIACE, cittadino e regionale, di ingressi ridotti a musei e a festival, mostre, spettacoli organizzati da associazioni ed enti convenzionati. Nell’intento di agevolare e incentivare, anche tra le nuove generazioni, la fruizione del cinema sul grande schermo, occasione per avvicinarsi a luoghi di condivisione e di confronto, e la diffusione di film di qualità, vengono promossi per i soci anteprime, proiezioni speciali, rassegne, corsi e incontri.

Il primo appuntamento è venerdì 8 novembre (alle ore 21 al cinema Ambrosio) con la proiezione della Strategia del ragno di Bernardo Bertolucci, tratto da un racconto di Borges, nella versione restaurata dalla Fondazione Cineteca di Bologna e da Massimo Sordella, un lungo quanto approfondito lavoro rallentato per questione di diritto, di cui il regista non potè vedere nemmeno l’inizio. La serata, introdotta da Stefano Francia di Celle, co-curatore della sezione “Venezia Classici”, offrirà l’opportunità di vedere sul grande schermo, a quasi cinquant’anni dal suo debutto, e nel technicolor di Vittorio Storaro riportato al proprio originale splendore, l’opera di Bertolucci ventottenne, distribuita all’epoca per pochi giorni e trasmesso poi dalla Rai in bianco e nero. Il film sarà preceduto dal breve documentario Rane, culatelli e lucciole, diretto nel 1996 dal regista torinese Guido Chiesa e dedicato ai luoghi in cui Bertolucci girò i film della sua trilogia padana: Prima della rivoluzione, Strategia del ragno e Novecento. In concomitanza con la mostra che Camera – Centro Italiano per la Fotografia dedica a Man Ray, il 12 dicembre AIACE e Camera dedicano un doppio appuntamento al cinema sperimentale dell’artista statunitense. Alle 18,30, nella sede di Camera in via delle Rosine, la visione e l’analisi di estratti dei suoi film più importanti (Retour à la maison, Emak Bakia, L’étoile de la mer e Les mystères du Chateau de Dé) ad opera di Alessandro Amatucci, mentre alle 21,15 al cinema Centrale i quattro cortometraggi muti saranno proposti con la sonorizzazione dal vivo del compositore e chitarrista Paolo Spaccamonti.

Da segnalare ancora “Visioni dal Ponte”, il ciclo di incontri organizzato per il secondo anno consecutivo da AIACE Torino in collaborazione con la libreria “Il ponte sulla Dora” e dedicato alle più recenti uscite editoriali di argomento cinematografico. Il primo appuntamento è fissa per martedì 12 novembre, alle ore 18, con il volume I maestri della luce. Conversazioni con i più grandi direttori della fotografia, scritto dagli statunitensi Dennis Schaefer e Larry Salvato, nella traduzione pubblicata da Minimum Fax. Il volume verrà presentato dal direttore della fotografia Luciano Federici, cui si devono tra l’altro le luci e le ombre del recente “Rocco Schiavone”.

 

Elio Rabbione

 

Nelle immagini, una scena della “Strategia del ragno” di Bernardo Bertolucci, con Giulio Brogi e Alida Valli, e Man Ray, “Electricité”, 1931, Courtesy Fondazione Collezione MAST Bologna.

Family on board da Autocrocetta

Sei pronto a vivere un’esperienza unica con tutta la famiglia?

Un tour ricco di spazi gioco, percorsi di abilità e laboratori didattici vi aspetta!

Il mondo delle quattro ruote racconta: la mobilità sostenibile. L’attività FAMILY ON BOARD si svolgerà presso Autocrocetta  sabato 9 e domenica 10 nel nostro showroom di Moncalieri – Via Moncenisio 8, dalle ore 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00.

Sale a tre il numero dei vigili del fuoco morti nell’incendio

Dal Piemonte

E’ salito  a tre il numero delle  vittime  dell’esplosione avvenuta in un edificio a Quargnento, nell’Alessandrino. I  vigili del fuoco hanno ritrovato il corpo del loro collega che era rimasto sepolto tra le macerie. I tre pompieri morti avevano 47, 38 e 32 anni. Ci sono anche tre  feriti, sono  due vigili del fuoco e un carabiniere ricoverati dal 118 in codice rosso. L’esplosione potrebbe essere di origine dolosa. Lo si apprende – scrive l’agenzia Ansa –  da fonti del Comando provinciale dei Carabinieri,

 

(foto archivio)

Operazione antimafia: 65 arresti a Torino e nell’hinterland

Dall’alba, a Torino e nell’hinterland piemontese, nonché a Reggio Calabria,, Milano e Catania, 400 carabinieri del comando provinciale di Torino stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Torino su richiesta della Direzione distrettuale antimafia nei confronti di 65 appartenenti alle locali di ndrangheta di Volpiano e San Giusto Canavese ritenuti responsabili di associazione di tipo mafioso e traffico internazionale di stupefacenti con l’aggravante di finalità mafiose. Contestualmente la Guardia di finanza di Torino sta procedendo alla notifica del medesimo provvedimento per ulteriori 6 indagati ritenuti responsabili in seno all’associazione anche di riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori. Sono in corso di sequestro beni mobili ed immobili, conti correnti e quote societarie per un valore che è in via di quantificazione.

 

Ravetti (Pd): “La Regione metta in campo tutte le iniziative per tutelare i lavoratori di Novi Ligure e Racconigi”

Da Palazzo Lascaris

“Ho chiesto di approvare un atto di indirizzo sulla crisi della ex Ilva, come segno di vicinanza ai lavoratori del gruppo di tutti gli impianti interessati: oltre a Taranto e Genova, anche quelli dello stabilimento di Novi Ligure, che occupa ottocento dipendenti, e quelli di Racconigi” dichiara il Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Domenico Ravetti.

“Il gruppo angloindiano ArcelorMittal ha notificato ai commissari straordinari dell’azienda la volontà di rescindere l’accordo per l’affitto con acquisizione delle attività di Ilva Spa e di alcune controllate, acquisite secondo l’accordo chiuso il 31 ottobre 2018” spiega Ravetti.

“Dal momento che la decisione dell’azienda, se confermata, assumerebbe un carattere molto grave anche per l’occupazione nella nostra regione, con questo atto di indirizzo chiedo che la Giunta regionale si attivi con urgenza perché il Governo nazionale convochi immediatamente i vertici di ArcelorMittal per individuare tutte soluzioni possibili per tutelare i lavoratori interessati” conclude il Presidente Ravetti.