ilTorinese

Polis Policy, quale futuro per la democrazia in Italia

Al via la terza edizione  in programma sabato 23 novembre presso il Cnh Industrial Village

 

È   giunta alla sua terza edizione Polis Policy, l’Accademia di Alta Formazione, in programma sabato 23 novembre prossimo, a partire dalle 9 presso il Cnh Industrial Village, in strada Settimo 223, a Torino.

Il programma della prima sezione di Polis Policy verterà intorno ad un tema molto attuale, quello del futuro della democrazia in Italia. Il primo intervento sarà affidato al giurista Cesare Mirabelli, già Presidente della Corte Costituzionale. Alle 15 prenderà avvio una sessione di lavori di approfondimento e discussione, dal titolo “Agorà”, in cui interverranno Emanuele Boffi, direttore del Mensile Tempi, Francesco Cancellato, vicedirettore di Fanpage.it, Lorenzo Castellani, Docente di Storia delle Istituzioni Politiche presso l’Università Luiss Guido Carli di Roma. Prima della conclusione interverrà sul tema della democrazia nell’arte il pittore ed architetto torinese Roberto Demarchi.

Tema della seconda sezione, in programma sabato 25 gennaio 2020, sarà il futuro della democrazia in Europa e nel mondo, con la partecipazione dl Direttore della Luiss School of Law, Enzo Moavero Milanesi, già Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale nel governo Conti. La connessione tra democrazia e web, tematica estremamente delicata nella società contemporanea, sarà al centro della terza sezione, in programma sabato 14 marzo prossimo.

“Polis Policy” costituisce il percorso che l’Associazione “Difendiamo il futuro”, di cui è stato promotore nella sua fondazione il Consigliere comunale ed ora regionale Silvio Magliano, propone in una fase storica contraddistinta da significativi cambiamenti sociali, culturali ed economici.   n un’epoca in cui il concetto di democrazia appare sempre più in bilico ed in cui sovranismi e populismi stanno conquistando la ribalta sociale, anche a causa di un uso sempre più diffuso delle piattaforme digitali, diventa estremamente preziosa un’occasione di discussione delle profonde trasformazioni attualmente in atto.

“Nella giornata di riflessione promossa da Polis Policy – spiega il Presidente di “Difendiamo il futuro” Andrea Donna – verranno affrontati non soltanto il tema della democrazia, ma anche quello delle proposte avanzate dal punto di vista sociale, spesso non del tutto convincenti. Il format della giornata è piuttosto agile. Ad introdurre l’argomento in discussione sarà la sezione intitolata “Vision”, affidata ad un’autorità di assoluto rilievo; ad essa seguirà l’Agora’ che, già nel suo stesso nome, indica un momento di discussione e di confronto tra punti di vista diversi in merito alla tematica affrontata nella sessione dei lavori. Infine il terzo momento conclusivo, dal titolo “Another vision”, propone un approccio alternativo sul focus della sessione attraverso l’angolo di visuale dell’arte. L’artista torinese Roberto Demarchi porrà criticamente in sospensione , come affermava il filosofo Edmund Russerl, il titolo da lui scelto per l’intervento “L’arte deve essere democratica?”, in quanto le parole  “deve” e “democratica” non hanno nulla a che vedere con la parola “arte”, mentre l’unico termine che può intergire con “arte” è il verbo “essere”.”

“Giunta ormai alla sua terza edizione – aggiunge il Presidente di “Dfendiamo il futuro” Andrea Donna – la nostra Accademia di Alta Formazione vuole colmare una lacuna presente nella nostra società, laddove un tempo la formazione su argomenti di natura politica avveniva in seno alle scuole di partito e nel vicino mondo dell’associazionismo. Oggi la nostra Accademia vuole proporre, invece, una riflessione su argomenti sempre più di attualità, ampia ed alla portata di tutte quelle persone interessate ai temi sociali e sensibili all’esigenza di un cambiamento critico e consapevole”.

L’evento è accessibile alle persone con disabilità motorie. Cnh Industria Village, strada Settimo 223, Torino

 

Mara Martellotta

Ferrovie, il bilancio dei controlli di polizia

Nella settimana 3.695 persone controllate, di cui 1.038 stranieri, 146 minori e 766 con precedenti di Polizia.
15 indagati, 86 veicoli controllati, 274 pattuglie in stazione e 111 a bordo treno. 254 treni
scortati e 14 pattuglie antiborseggio in abiti civili per contrastare i furti in danno dei
viaggiatori. 14 pattuglioni straordinari, di cui 28 lungo linea. Questi i risultati dell’attività del
Compartimento Polizia Ferroviaria per il Piemonte e la Valle D’Aosta.
In particolare, a Torino Porta Susa, dove i servizi di controllo sono stati intensificatisi, così
come nelle stazioni di Porta Nuova e Lingotto ed in tutte le aree ferroviarie limitrofe
interessate dal maggior flusso di viaggiatori, sono stati rintracciati due minori poi riaffidati
alle famiglie.
La Polizia Ferroviaria di Santhià (VC), ha rinvenuto lungo la linea ferroviaria Novara-Biella ,
su segnalazione di una ditta incaricata da Ferrovie per la manutenzione degli impianti
elettrici, all’interno di un cunicolo (botola) preposto all’alloggiamento dei cavi elettrici,
un’arma da fuoco semiautomatica modello Bernardelli calibro 22 con all’interno un
caricatore rifornito. La pistola, in uno stato di deterioramento e con la matricola non
leggibile, era all’interno di un sacchetto di plastica insieme ad un secondo caricatore che
conteneva 10 proiettili di calibro 22 e due scatole con 200 munizioni. Tutto è stato sottoposto
sequestro poi convalidato dalla Procura.
Gli Operatori del Posto Polfer di Novi Ligure hanno eseguito un ordine di carcerazione,
denunciato tre cittadini, di cui due marocchini e un tunisino per inottemperanza all’ Ordine
del Questore di abbandonare il territorio nazionale ed un italiano per Oltraggio a Pubblico
Ufficiale nei confronti di personale delle F.S. a bordo treno all’atto della controlleria. Inoltre,
due cittadini, uno italiano ed uno di nazionalità marocchina, sono stati segnalati alle
competenti Questure per aver violato il divieto di frequentare persone pregiudicate.

Mangia (piatti sani) come un elefante

Golem Edizioni annuncia la pubblicazione del libro

Mangia come un elefante
di Alessia Posca Rodriguez
Genere: ricette e cultura gastronomica
Pagg. 136
Prezzo: € 24.00
In libreria dal 28 novembre 2019

Dimentica tutto quello che pensavi di sapere sulla cucina vegetale e impara a nutrirti con piatti deliziosamente sani lasciandoti ispirare da queste pagine.
Mangia come un elefante rompe gli schemi dell’alimentazione priva di derivati animali e ti guida con gioia alla scoperta della cucina vegetale con preparazioni sane e semplici che si prendono cura di noi, degli animali e del nostro pianeta.
Mangia come un elefante è un libro indispensabile per chi vuole compiere un atto rivoluzionario, imparando a cucinare in modo gustoso verdure, legumi, cereali, ricette della tradizione e dessert salutari adatti a tutta la famiglia.
Ti unisci anche tu alla rivoluzione?

L’autrice: Alessia Posca Rodriguez sceglie di mangiare vegetale nel 2016. Da allora la sua vita si trasforma.
Si appassiona e si forma in giro per il mondo per imparare le basi dell’alimentazione vegetale e a cucinare piatti naturali con ingredienti semplici alla portata di tutti.
Approfondisce temi di salute e benessere e si dedica alla sensibilizzazione e divulgazione in materia di nutrizione sana e vegetale ed equilibrio psicofisico. Oggi cura il suo blog elefanteveg.it, partecipa a conferenze e tiene corsi di cucina 100% vegetale.

Fattura elettronica, l’obbligo di pagare il bollo

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori.

Nel decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2020 sono contenute diverse novità riguardanti anche la fattura elettronica.


Tra le altre, anche una nuova norma che chiarisce cosa accade in caso di mancato, ritardato o incompleto pagamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche inviate al Sistema di Interscambio. Le modalità di comunicazione, l’ammontare delle sanzioni e le tempistiche sono specificate nell’articolo 17 del decreto fiscale pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 27 ottobre, che ufficializza alcune modifiche all’articolo 12 comma 9 del Decreto Legge 34 del 2019 (il cosiddetto Decreto Crescita).
In caso di mancato pagamento del bollo, l’Agenzia delle Entrate invierà con modalità telematiche un primo avviso bonario, con sanzione ridotta a un terzo e con gli interessi dovuti fino all’ultimo giorno del mese antecedente alla data di elaborazione della “cartella”. Il contribuente avrà così tempo 30 giorni per regolarizzare la propria posizione, effettuando il pagamento per intero o anche solo in parte. Se ciò non dovesse accadere, l’Agenzia delle Entrate proseguirà con l’iter previsto dalla legge, iscrivendo a ruolo a titolo definitivo le cifre da versare.
Se ciò dovesse accadere, dunque, quello che era un avviso bonario si trasformerà in una vera e propria cartella dell’Agenzia delle Entrate e, come tale, seguirà il “percorso standard” previsto dalla normativa in casi come questi. In caso di mancato pagamento del bollo virtuale dovuto all’origine (come nel caso di fatture superiori ai 77,47 euro), la sanzione va dal 100% al 500% dell’imposta dovuto. Va rilevato che queste nuove disposizioni non saranno retroattive, e si applicheranno solamente alle fatture elettroniche inviate al Sistema di Interscambio dopo il 1° gennaio 2020.

Locatelli (Prc-Se): “la Cavallerizza rimanga un bene pubblico”

“No alle privatizzazioni”

“La Cavallerizza liberata”? “Finisce un capitolo oscuro della storia di Torino”? Ma come si fa a  presentare lo sgombero della Cavallerizza Reale avvenuto questa mattina in questo modo, in un modo fazioso e falso, così come hanno fatto alcuni giornali e responsabili dell’ordine pubblico? Va ricordato che La Cavallerizza, complesso  tutelato dall’Unesco, è stata occupata cinque anni fa per impedire la vendita a privati e ogni altra forma di  speculazione immobiliare, com’era nei progetti iniziali, adoprandosi al contrario per preservare la proprietà e fruibilità pubblica di un bene comune di prim’ordine. L’occupazione ha dato vita nel tempo ad assemblee pubbliche, residenze artistiche, spettacoli, mostre, mercatini, laboratori ma anche a residenze temporanee per situazioni di emergenza. Un impegno volto a contrastare l’abbandono e l’incuria degli spazi la cui responsabilità ricade per intero sulle amministrazioni comunali che hanno puntato alla privatizzazione di un complesso che deve rimanere spazio pubblico fruibile dalla cittadinanza. La battaglia contro ogni forma di svendita del patrimonio pubblico continua.

Sciopero dei mezzi pubblici venerdì 22 novembre

GTT INFORMA

Venerdì 22 novembre 2019 è previsto uno sciopero aziendale di 24 ore del settore trasporto pubblico locale. Lo sciopero si riferisce a due differenti proclamazioni di sciopero, ciascuna della durata di 24 ore, indette dalle organizzazioni territoriali Ugl Autoferrotranvieri e da USB – Lavoro Privato su temi correlati al Piano Industriale ed altre tematiche aziendali di GTT.

IL SERVIZIO SARÀ GARANTITO NELLE SEGUENTI FASCE ORARIE:

  • Servizio URBANO e SUBURBANO, METROPOLITANA e Centri di Servizi al Cliente: dalle ore 6.00 alle ore 9.00 e dalle ore 12.00 alle ore 15.00 (*)
  • Autolinee Extraurbane, linee urbane di Ivrea e Servizio Ferroviario (sfm1 – Canavesana e sfmA – Torino – aeroporto – Ceres): da inizio servizio alle ore 8.00 e dalle ore 14.30 alle ore 17.30

Sarà assicurato il completamento delle corse in partenza entro il termine delle fasce di servizio garantito.

Per maggiori dettagli sulle motivazioni dello sciopero, clicca qui

< Per consultare le percentuali di adesione degli scioperi precedenti, clicca qui

(*) Sono escluse dallo sciopero le seguenti linee GTT gestite da vettori privati: 20, 21, 22, 24, 25, 35, 35 navetta, 36 navetta, navetta, 36 paracca, 38s, 39, 40, 41, 43, 44, 44s, 45, 45b, 45s, 46 navetta, 46 navetta s, 47, 48, 50, 53, 54, 63b, 66, 69, 69s, 70, 73, 76, 77, 78, 79b, 80, 81, 82, 83, 84, 86, 88s, 89b, 89s, 90, 91, 92, 93b, 94, 98, 95, 95b, 96, 97, 98, 99, 102, 2 Urbana Rivalta, 1 Urbana Nichelino, 1 Urbana Orbassano, Urbana 1 Chieri, Urbana 2 Chieri.

 

(foto: il Torinese)

Quel viaggio di 80 anni fa da Ginevra a Kabul

Il lungo straordinario viaggio è iniziato con una vettura anni Trenta, ottanta anni fa. Era il 6 giugno 1939: due donne giornaliste, scrittrici e fotografe, partivano da Ginevra in auto dirette a Kabul.

Con le loro macchine fotografiche e una cinepresa. Un lunghissimo avventuroso itinerario documentato con due libri, filmati e centinaia di fotografie. Alcune di queste si possono vedere nella sala Athenaeum del Rettorato di via Po 17 a Torino fino al 13 dicembre (dal lunedì al venerdì ore 14-18). Le fotografe sono Ella Maillart e Annemarie Schwarzenbach, già famose per aver scritto in quegli anni inchieste in vari Paesi. Ma questa volta dovevano realizzare servizi fotografici per importanti quotidiani e riviste. E c’è di più perchè il loro viaggio vuole essere anche una fuga spirituale da un’Europa che si stava avvicinando a passo veloce verso un’altra catastrofica guerra mondiale. Scriverà la Maillart: “volevamo andare in luoghi dove la parola divino avesse ancora un senso”. Le foto scattate sono almeno trecento insieme a un filmato su popoli e luoghi visitati utilizzando una pellicola che l’Agfa aveva dato alle due fotografe da sperimentare. Ciò che risalta è un mondo che in gran parte non esiste più, un Afghanistan arcaico, attraversato da tribù nomadi e capi tribali che accolgono le due donne con ospitalità.

Ella Maillart e Annemarie Schwarzenbach documentano il tramonto del mondo antico con le sue tradizioni immutabili da centinaia di anni e l’arrivo della modernità fatta di modesti autocarri, dighe in costruzione, vecchie auto e fabbriche nascenti. Tradizioni che finiscono per far risaltare la stessa condizione miserevole in cui vivevano le donne che peraltro ancora oggi resta un problema irrisolto. Le fotografie, su licenza della Biblioteca Svizzera di Berna, sono riprodotte in grandi pannelli che illustrano anche le figure delle due viaggiatrici con le loro storie personali. In sala vengono proiettati i filmati originali della cineteca Rts, Radio Television Suisse. Per l’Italia si tratta di una prima assoluta mentre le due protagoniste del viaggio sono state negli anni riscoperte con eventi e documentari in Svizzera e in Germania.

Filippo Re

La mostra, organizzata dal Centro Federico Peirone di studi sull’islam, intitolato alla memoria di Federico Peirone, docente universitario a Torino, eminente arabista e sacerdote, è visitabile fino al 13 dicembre al Rettorato di via Po 17, dal lunedì al venerdì ore 14-18.

La Regione per il rilancio di Stupinigi

Rispondendo a un’interrogazione di Diego Sarno (Pd) sulla Palazzina di Caccia di Stupunigi, l’assessore alla Cultura Vittoria Poggio ha preannunciato che la Regione sta individuando i propri rappresentanti nella Fondazione Ordine Mauriziano e nel Comitato di vigilanza.

“È nostra intenzione promuovere e sostenere progetti di valorizzazione della Palazzina mettendo in relazione la Fondazione Ordine Mauriziano con il Consorzio delle Residenze Sabaude, di cui la Regione è socio fondatore, per migliorare l’offerta culturale anche in termini di erogazione dei servizi e per un efficace sistema comunicativo e di marketing” ha sottolineato Poggio.

Sarno, nella sua interrogazione chiedeva come la Regione Piemonte intenda monitorare e sostenere la Fondazione Ordine Mauriziano nella gestione della Palazzina e come verranno utilizzati i fondi per la ristrutturazione dei poderi antistanti. Inoltre ha chiesto di conoscere i progetti specifici del Consorzio delle Regge Sabaude e se per migliorare la fruizione del sito si intenda prolungare la linea tramviaria “quattro”.

Per completare le risposte, la stessa Poggio ha fatto riferimento a due note degli assessori al Bilancio Andrea Tronzano, e ai Trasporti Marco Gabusi.

“Il Parco di Stupingi è stato inserito tra i Poli naturali regionali strategici oggetto di finanziamenti europei per 2,6 milioni di euro, il concentrico di Stupinigi nei Poli culturali d’interesse regionale per i quali l’Europa ha destinato 6,5 milioni” ha comunicato Tronzano.

Per quanto riguarda gli aspetti del collegamento pubblico tra Torino e la Palazzina di Caccia, Gabusi ha spiegato che attualmente il sito è servito dalla linea 41 con il Lingotto stazione strategicamente centrale. “Lo studio effettuato dall’Agenzia per la Mobilità piemontese sulla richiesta di prolungamento della linea 4, ha evidenziato costi di investimento e di gestione eccessivamente elevati” ha aggiunto.

Sono poi state discusse le interrogazioni di Silvio Magliano (Moderati) sugli sviluppi della riforma del Terzo settore (ha risposto l’assessora Chiara Caucino) e di Daniele Valle (Pd) sul contenimento e l’eradicazione della Vespa Velutina (ha risposto l’assessore Marco Protopapa).

Denunciati anarchici per le minacce al social media manager della sindaca

Oggi, personale della Digos della Questura di Torino, a seguito di mirate indagini, è riuscito ad individuare e denunciare quattro militanti anarco-antagonisti per le minacce e le percosse perpetrate, nella serata di ieri 19 novembre, ai danni di Xavier BELLANCA, social media manager della Sindaca di Torino.

 

In particolare, i responsabili della condotta criminosa – tra cui uno dei principali leader dell’ex posto occupato Asilo, GALLOCCHIO Gabrio di anni 26 ed una nota militante del centro sociale Askatasuna – dopo aver circondato, unitamente ad altri esponenti d’area ed alcuni rider  BELLANCA, lo insultavano e lo minacciavano facendolo oggetto anche di sputi, allontanandosi poco prima dell’arrivo della Polizia.

 

Nella circostanza, il social media manager veniva anche colpito con due calci all’altezza del ginocchio sinistro.

 

L’individuazione dei responsabili e la ricostruzione dei fatti è stata possibile grazie anche all’analisi di alcune immagini video acquisite dalla Digos.

 

Nei confronti dei denunciati sarà avviata anche la procedura per l’adozione di misure di prevenzione.