Agenti della Squadra Volanti in servizio di controllo del territorio notavano martedì pomeriggio scorso, in corso Maroncelli, due persone a bordo di un veicolo in movimento che, alla vista della pattuglia, accelerava la marcia, col probabile fine di eludere l’eventuale controllo di polizia. Gli agenti riuscivano a fermare il mezzo poco più avanti e notavano che i due cittadini italiani, entrambi trentenni, erano molto nervosi; sotto ad uno dei sedili veniva, infatti, rinvenuto un involucro in cellophane contenente 100 grammi di marijuana. A casa di uno dei due giovani è stato successivamente rinvenuto del materiale utile al confezionamento delle dosi di stupefacente, come bilancini di precisione e rotoli di cellophane. Per i due amici sono scattate le manette per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Atterraggio di emergenza a Caselle
Ieri sera atterraggio d’emergenza per un aereo Alitalia, costretto per un problema tecnico a rientrare all’aeroporto di Caselle poco dopo il decollo
L’allarme è scattato sul Torino-Roma AZ1430R delle 19.10, con a bordo 113 passeggeri. La richiesta di atterraggio d’emergenza è una procedura standard, ed è stata attuata per ragioni di prudenza. Il rientro allo scalo di Caselle, alle 19.30, si è svolto in totale sicurezza e senza problemi per i passeggeri.
L’isola del libro
La rubrica delle novità librarie
A cura di Laura Goria

Jeffrey Archer “Un segreto ben custodito. La saga dei Clifton n3” -Harper Collins – euro 12,90

E’ la terza puntata della saga creata dal 79enne barone inglese Archer di Weston-super-Mare, personaggio poliedrico. Dapprima impegnato in politica (tra le file dei conservatori di Margaret Tatcher, è stato membro del Parlamento europeo e per 25 anni deputato alla Camera dei Lord); poi, a 70 anni suonati, si è dimostrato abilissimo nell’intraprendere una seconda carriera come scrittore. Drammaturgo, saggista, autore di racconti e soprattutto romanziere prolifico. La Saga dei Clifton (in tutto 7 romanzi) sciorina le alterne vicende di due famiglie –Clifton e Barrington- nell’arco di un secolo. L’idea madre era raccontare le vite, dall’infanzia fino ai 70 anni, dei tre personaggi principali: Harry (in cui Archer si identifica in parte) Giles ed Emma (ispirata alla moglie dell’autore). Il terzo capitolo (dopo “Solo il tempo lo dirà” e “I peccati del padre”) inizia a Londra nel 1945, con il voto alla Camera dei Lord per decidere chi debba ereditare la colossale fortuna dei Barrington. Sono in lizza Giles Barrington (figlio legittimo di Sir Hugo Barrington e sua moglie Elisabeth) e il suo presunto fratellastro, nonché miglior amico, Harry Clifton (probabile frutto del flirt tra Sir Hugo e Maisie, moglie di Arthur Clifton). L’ago della bilancia penderà a favore del figlio legittimo Giles. Ma ad Harry poco importa della mancata eredità; conta invece che finalmente possa sposare la sua Emma (sorella di Giles) e dedicarsi con successo alla carriera di scrittore. Genitori del difficile, ma dotato, Sebastian, pensano di dargli una sorellina e adottano (non senza fatica), Jessica; la bambina che era stata trovata accanto al cadavere di Sir Hugo Barrington e sua figlia illegittima. Giles invece è tutto preso dalla politica e dal suo seggio traballante alla Camera dei Comuni. Peccato che ad arpionare il giovane politico rampante sia un’arpia con le fattezze bellissime della blasonata Virginia: insopportabile, cattiva, snob e vendicativa. Si rigira Giles come vuole, semina zizzania in famiglia, arraffa tutto quello che può e finisce per riservare colpi bassi che non vi anticipo. Quando poi Giles viene escluso dal testamento materno…apriti cielo. Ma il romanzo riserva anche altre sorprese…per esempio il giovane Sebastian che cresce e si avvia alla carriera scolastica, combinando qualche guaio, assortito a risultati brillanti. Mentre Giles avrà il suo bel da fare con le rielezioni e ostacoli vari seminati sul suo cammino…..
Rossana Campo “Così allegre senza nessun motivo” –Bompiani- euro 17.00
Interni parigini, un gruppo di amiche molto diverse tra loro, ma con una passione comune per la lettura. Patti, lesbica 50enne e voce narrante, Manu, Lily, Alice, Yumiko e Sandra hanno fondato il gruppo di lettura “Les Chiennes Savantes”. Un club tutto al femminile in cui si disquisisce allegramente di romanzi, saggi e articoli rigorosamente scritti da donne, e se ne parla evitando “le discussioni accademiche maschili, pallose..”. Piuttosto, questo è un coro di 50enni disposte a farsi conquistare da una storia, collegando sempre le letture alle loro vite ed esperienze. Il romanzo diventa occasione per scoprire il vissuto di ognuna di loro, con debolezze e conquiste, stati d’animo, e amicizie anche all’esterno del gruppo. Dialoghi serrati, discussioni anche accese intorno a piatti particolari che a turno cucinano, innaffiati da vino e a volte lacrime, come quando parlano degli ex. Ma il più delle volte sorridono allegre mettendo a nudo pagine e vita vera, la loro. Al gruppo si uniscono, strada facendo, nuove amiche o si ripescano vecchi legami interrotti dalla lontananza e dalle incomprensioni. E’ il caso di Linda, detta Lola, l’artista che lavora su calchi di parti del corpo femminile. Appartiene al passato adolescenziale italiano di Patti, quando la loro sembrava un’intesa inossidabile: insieme marinavano la scuola, facevano progetti per il futuro e sognavano in grande. Poi qualcosa è successo e Linda è sparita dai radar; ed è la 2° persona ad aver abbandonato Patti. La prima era stata sua madre quando lei aveva solo 11 anni. E nel racconto si innestano pagine fitte di dolore e solitudine. Si parla anche di omosessualità, con l’apparire di un personaggio durissimo come la mamma di Ben (nuova amica di Patti) che non esita ad esprimere tutto il suo disprezzo per le tendenze sessuali della figlia. Che altro dire? Come perfettamente sintetizzato nel risvolto di copertina, aspettatevi e godetevi questa “polifonia al femminile, un mosaico di splendide donne che non hanno mai smesso di essere ragazze e continuano ad affrontare la vita con la tenacia, la caparbietà e il fuoco che da sempre le anima”
Fernando Aramburu “Dopo le fiamme “ -Guanda- euro 17.00
Lo scrittore spagnolo 60enne Aramburu, vincitore del Premio Strega europeo 2018 con “Patria” – romanzo politico, sentimentale ed epico- ora narra le storie delle vittime e dei carnefici dell’Eta, nella raccolta di racconti “Dopo le fiamme”, pubblicato in Spagna anni fa. Sono 10 storie dedicate all’inferno, alla paura, alla sofferenza di persone e famiglie comuni che videro esplodere le loro esistenze con le bombe, gli agguati e gli attentati che hanno seminato morte e dolore indicibile, smembrato famiglie, creato orfani e vedove. Ne deriva un quadro del terrorismo basco e degli orrori perpetrati dall’Eta. Una guerra subdola e strisciante che ha colpito vittime innocenti, creando una fetta di umanità dolente che Aramburu ritrae con infinita empatia. Sono racconti che cadono come schegge, colpiscono e fanno pensare. L’autore è semplicemente magistrale nel descrivere la quotidianità delle famiglie prima degli attentati che spezzeranno per sempre le loro vite, seminando brandelli di corpi e tonnellate di orrore. Leggiamo il primo racconto “I pesci dell’amarezza” e sprofondiamo nell’impotente dolore di un padre. Sua figlia 29enne è stata vittima, per puro caso, di una bomba piazzata davanti a una banca; posto sbagliato al momento sbagliato… e la giovane ha perso una gamba. Dopo mesi di interventi chirurgici la riporta a casa dall’ospedale e assiste alla sua nuova vita- non vita, che trascorre passivamente osservando per ore i pesci dentro un acquario. Poi c’è la storia della vedova di un vigile urbano, che con i suoi tre figli è oggetto di continue minacce da parte dei vicini e dei compagni scuola, che li isolano come fossero degli appestati. Alla fine l’ostracismo vince, lei caricherà i mobili della sua vita e abbandonerà il paese in “..un misto di sconforto e compassione nel vedere che esistono persone convinte che per creare la patria dei loro sogni, si deve necessariamente causare dolore al prossimo. Persone avvelenate dall’odio”. E tra gli altri, toccante è il racconto “Il figlio di tutti i morti” in cui un ragazzino che ha perso il padre chiede alla mamma perché lo bacia sempre due volte…e lei raggela il lettore rispondendo “Uno è mio e l’altro di chi non ti ha mai potuto baciare”.
Al voto, al voto?
Al voto, al voto. Sembrerebbe che l’agonia ed
insicurezza prodotta da questo governo stia per
finire. Il condizionale è d’obbligo per quel minimo di
diffidenza che i gialloverdi ci hanno abituati a provare.
Rimane aperto il quando si voterà, tra tecnicismi e calcoli
politici. Praticamente solo Lega e la Meloni sono pronti
al voto. Gli altri sono divisi. Per loro più in là si vota e
meglio è. Già ci sono alcune certezze.
Cari grillini la pacchia è finita. Metà di voi non sarà
rieletta e dovrete tornare al lavoro (?) di prima. Giggino ha
già prenotato alcune sedute psicoanalitiche. Rambo
raddoppierà come minimo. Sei anni fa era al 4% .
Che balzo. Umberto Bossi rosica ma sa anche
che può contare sulla ricandidatura. Dal 1979 è
regolarmente rieletto e con Casini è tra i più vecchi
nel giro romano. E poi vedrete quanti salti della
quaglia da Forza Italia alla Lega.
Una che raddoppia sarà anche la Meloni che
comunque continua a sognare di fare il Sindaco di
Roma. Appendino e Raggi? Magari un pensierino per il
Parlamento ce lo stanno facendo. Berlusca conferma
“dopo di me il diluvio”. Le vere note dolenti arrivano
dal Pd. Fondamentalmente non è pronto. Zingaretti
attacca: crisi di governo perché scappano dalle loro
responsabilità. Non è pronto per le divisioni interne
e per come presentarsi alle elezioni. Problemi sul
tappeto: primo fra tutti come fare le liste. Ora non è
in mistero che la maggioranza del PD al Senato e
Camera é ancora di stretta osservanza. Secondo:
il Matteo Renzi il secondo non lo fa a nessuno. Terzo
problema, come presentarsi. Da soli o in coalizione.
Obbiettivo minimo: sfiorare il 30% , ma come?
D’Alema sostiene che Articolo uno è superata. La sinistra
sbrindellata non sa che pesci prendere.
Ci si aggiungono quelli che considerandosi della
sinistra pura hanno votato e fatto votare 5 stelle.
Ammettono: che stupidata abbiamo fatto. Ma si
fermano lì .Niente da fare, più in là si vota meglio è per
loro. Altra musica in Piemonte. Un Cirio sicuramente
baldanzoso. Precisamente dipende dall’argomento
e dall’assessore con cui si accompagna. Ottimo
il tandem con Andrea Tronzano sul lavoro. Da
Pernigotti ealla Tav. Significativamente positiva la
giunta aperta su Tav e le rassicurazioni date. L’ opera
non si fermerà, con o senza governo. Zoppicante sul fronte
Sanità. L’assessore Luigi Icardi rimbrotta: accidenti, sono appena
arrivato. Dimenticando che ci si poteva informare
prima della nomina. Ma Lui é leghista. Basta quello
che dice il Capo Salvini
Anche sull’autonomia Cirio avverte Allasia: meglio
che vada avanti io. Tu sei troppo effervescente. O
Vittoria Poggio da Alessandra al commercio già
soprannominata assessore per caso.
Nel mentre il PD inizia la sua quinquennale
attraversata nel deserto e a Torino è alla ricerca di
un candidato credibile per battere l’Appendino in
fase di difficoltà o più precisamente di come arginare
la destra . Tanti candidati, tanta confusione. I più
ammaccati sono i No Tav. Sconfitta su tutta la linea.
Loro si rincuorano: sono gli altri che non sanno, non
capiscono e non sbagliano. Comunque sono bastati
28 fogli di via e non ci sono stati incidenti. Chiaro,
i No Tav sono una minoranza anche in Val
Susa. Non vogliono mollare . La loro Roncisvalle sarà
Chianocco. Con la nuova parola d’ordine “a morte il
traditore Beppe Grillo” e Giggino che apostrofa invece Salvini
come traditore. Almeno in questo caso chi è causa del
suo male pianga se stesso.
Patrizio Tosetto
Ronaldo: “Sentirsi bene e continuare a lavorare”
Bisogna “Sentirsi bene e continuare a lavorare”.
Queste, dopo l’amichevole con l’Atletico Madrid, le positive sensazioni di Cristiano Ronaldo, che su Twitter pubblica una sua foto della partita persa 2-1 dalla Juventus a Stoccolma. Prima dell’inizio del campionato, i bianconeri scenderanno in campo solo per la tradizionale partita in famiglia (Agnelli) di Villar Perosa. “Abbiamo predisposto la nuova stagione circondati dall’affetto dei tifosi di mezzo mondo, ma è finito il tempo dei test – aggiunge Pjanic -. Ancora due settimane e solo una data stampata in testa, quella dell’esordio, quando si giocherà per i 3 punti”.
(foto Caludio Benedetto – www.fotoegrafico.net)
DAL PIEMONTE
Uno dei beni confiscati alla criminalità organizzata in Novara e attribuito al Comune , sarà presto oggetto di un intervento di ripristino e destinato all’accoglienza di donne vittime di violenza.
NOVARA <<La Giunta – spiega l’assessore alla Cura della Città Mario Paganini – ha stabilito di intervenire con alcune migliorie all’interno dell’appartamento in corso XXIII Marzo 177: quando questo era diventato parte del patrimonio dell’Ente, nel 2017, era stato verificato che i locali non erano subito utilizzabili a causa di problemi di carattere strutturale, impiantistico e di conformità edilizia. Nel frattempo il nostro Ufficio tecnico ha elaborato un progetto di recupero che ha partecipato a un bando della Regione Piemonte e ottenuto un finanziamento massimo del cinquanta per cento delle opere previste, pari a 34.000 euro. Gli interventi prevedono l’esecuzione di opere manutentive di natura straordinaria per il recupero, l’adeguamento funzionale alle normative tecniche vigenti e la riqualificazione di due beni immobiliari, un’unità abitativa e una commerciale. Il recupero dell’immobile, come previsto dal bando regionale e dalla legge nazionale sui beni confiscati, è legato al suo riutilizzo per scopi sociali di presidio territoriale: nell’unità commerciale sarà creato un centro di monitoraggio e presidio per azioni di contrasto alle infiltrazioni mafiose sul territorio, gestito da un’associazione attiva in questo campo, mentre l’appartamento sarà dedicato alla creazione della prima “casa rifugio” del territorio novarese di emergenza abitativa per donne vittime di violenza>>.
Gli interventi sono stati inseriti nel Programma delle Opere pubbliche 2019-2021, <<già approvato nel 2018 – ricorda l’assessore – dal Consiglio comunale per un importo complessivo di 68.000 euro. Una parte sarà finanziata dal Comune, mentre l’altra, , come detto, attraverso il contributo regionale in quanto che il progetto, redatto dal Servizio Lavori pubblici del Comune, rientra nella più ampia attività dell’assessorato alle Politiche per la Famiglia della Regione Piemonte per la creazione di nuovi centri anti-violenza e di soluzioni di accoglienza in emergenza e di secondo livello per le donne vittime di violenza, sole e con figli e figlie>>.
Il maltempo spezza afa e calore
E’ arrivato, almeno in parte, il maltempo su Torino e sul Piemonte, dopo il caldo afoso degli ultimi giorni.
La presenza di una saccatura atlantica nei pressi dell’arco alpino occidentale determina un aumento della nuvolosità a partire dai rilievi e temporali sulle Alpi occidentali in spostamento verso l’Alto Piemonte. Sono possibili fenomeni anche violenti con grandine di medie-grosse dimensioni, piogge intense nell’arco di breve tempo e forti raffiche di vento. Previsti lunedì sul Piemonte temporali forti, in particolare su medio-alto Piemonte dove è alto il rischio di alluvioni lampo, nubifragi e grandinate. I temporali dovrebbero coinvolgere con più facilità anche la pianura, specie medio-alta.
Le vittime sono due anziani torinesi coinvolti oggi in un incidente sull’autostrada Brescia-Torino. La vettura su cui viaggiavano marito e moglie, lui di 71 anni e la donna di 76, e’ sbandata per cause da accertare finendo a sbattere contro il guard rail e ribaltandosi. Quando sono stati liberati dalle lamiere dai vigili del fuoco, i soccorritori hanno solo potuto constatare la morte dei due.
De Martino musicista eclettico
Ernesto De Martino, 57 anni, vive a Rueglio, nel Canavese. Musicista, compositore, esperto nelle dinamiche dell’età evolutiva ed involutiva ad indirizzo musicoterapistico, diplomato in contrabbasso al Conservatorio di Verona ha da tempo intrapreso ricerche sulla cultura tradizionale. Nel 2001 ha fondato i ‘Violini di Santa Vittoria’, quintetto classico che rivisita il repertorio tradizionale dell’Orchestra Bagnoli, ensemble attivo in provincia di Reggio Emilia sin dall’inizio del Novecento. Con la stessa formazione ha curaato gli arrangiamenti dei brani di Massimo Ranieri ‘O surdato ‘nnamurato’ e ‘Reginella’. Ci sono poi delle sue collaboraizoni con i Musici di San Giorgio di Valpolicella, il cd ‘Jchnusa’ dedicato alla Sardegna, collaborazion con Rai1, Rai2, Canale5, Teleradiosvizzera italiana, Radiovaticano e con autori come Mauro Pagani, Massimo Bubola ed altri.
Adesso ha portato a termine un nuovo progetto ‘discografico’ legato alla tradizione popolare piemontese, con ‘Bela Bergera’ che in italiano vuole dire ‘Bella Pastora’. “Sono cresciuto in Canavese – dice – vivo in un contesto sociale legato alle tradizioni, è normale che ad un certo punto mi sia fermato per vedere qualcosa della mia terra. Ho deciso di chiamarlo ‘Bela Bergera’ perché ispirato dalla visione della foto di una mia amica su Facebook che fa la pastora insieme al suo compagno”. Il lavoro è un insieme di quattordici brani tratti dalla raccolta di Costantino Nigra e da altre registrazioni e documentazioni curate dal Coro Bajolese, Fondazione Enrico Eandi, Michele Straniero, Silvio Orlandi (quest’ultimo ghirondista di La Morra). “Essendo un lavoro in lingua piemontese – dice ancora De Martino – ho voluto eseguire i canti in lingua italiana, rispettando le traduzioni di Costantino Nigra, dal piemontese dell’Ottocento all’italiano per ottenerne la maggiore comprensione in tutta Italia.”. Per i canti ha seguito la linea di veglia, ovvero, prima del Novecento, ci si riuniva nelle stalle, nelle case, nei cortili e ognuno raccontava la sua storia. “In una lavoro precedente – spiega – ricordo di essermi incontrato in situazioni, a Viadana, dove c’erano problemi sociali di chi aveva perso qualcuno o non trovava lavoro, allora venivano eseguiti brani che erano eseguiti per elaborare il tema del lutto o quello del lavoro”.
L’autore fa poi una considerazione: “In un lavoro fatto in una casa di riposo ho scoperto che anziani cantavano canti della loro terra di origine, la Lombardia o l’Emilia, e questo grazie alla fabbrica che li aveva portati nell’Eporediese. Esperienze come quella dell’Olivetti hanno fatto si che la lingua piemontese si modificasse nelle grandi città ma non nei paesi”.
Le canzoni che compongono il progetto sono : ‘Donna Lombarda’, ‘Il Re di Lorena’, ‘Il frate confessore’, ‘Potere del canto’, ‘Il disertore’, ‘Bella ciao’, ‘Bel Genovese’, ‘Il testamento del capitano’, ‘Mal maritata’, ‘La marion’, ‘Era una notte che pioveva’, ‘Eran 4 piemontesi’, ‘La pastora fedele’, ‘Ninna nanna’. Tutti gli arrangiamenti sono dell’autore.
Il progetto è contenuto in una chiavetta Usb, in vendita a 10 euro, che contiene le canzoni, fotografie e tutte le notizie sul lavoro.
Per ogni ulteriore informazione: www.ernestodemartino.eu
Massimo Iaretti