De Martino musicista eclettico

in CULTURA E SPETTACOLI

Ernesto De Martino, 57 anni, vive a Rueglio, nel Canavese. Musicista, compositore, esperto nelle dinamiche dell’età evolutiva ed involutiva ad indirizzo musicoterapistico, diplomato in contrabbasso al Conservatorio di Verona ha da tempo intrapreso ricerche sulla cultura tradizionale. Nel 2001 ha fondato i ‘Violini di Santa Vittoria’, quintetto classico che rivisita il repertorio tradizionale dell’Orchestra Bagnoli, ensemble attivo in provincia di Reggio Emilia sin dall’inizio del Novecento. Con la stessa formazione ha curaato gli arrangiamenti dei brani di Massimo Ranieri ‘O surdato ‘nnamurato’ e ‘Reginella’. Ci sono poi delle sue collaboraizoni con i Musici di San Giorgio di Valpolicella, il cd ‘Jchnusa’ dedicato alla Sardegna, collaborazion con Rai1, Rai2, Canale5, Teleradiosvizzera italiana, Radiovaticano e con autori come Mauro Pagani, Massimo Bubola ed altri.

Adesso ha portato a termine un nuovo progetto ‘discografico’ legato alla tradizione popolare piemontese, con ‘Bela Bergera’ che in italiano vuole dire ‘Bella Pastora’. “Sono cresciuto in Canavese – dice – vivo in un contesto sociale  legato alle tradizioni, è normale che ad un certo punto mi sia fermato per vedere qualcosa della mia terra. Ho deciso di chiamarlo ‘Bela Bergera’ perché ispirato dalla visione della foto di una mia amica su Facebook che fa la pastora insieme al suo compagno”. Il lavoro è un insieme di quattordici brani tratti dalla raccolta di Costantino Nigra e da altre registrazioni e documentazioni curate dal Coro Bajolese, Fondazione Enrico Eandi, Michele Straniero, Silvio Orlandi (quest’ultimo ghirondista di La Morra). “Essendo un lavoro in lingua piemontese – dice ancora De Martino – ho voluto eseguire i canti in lingua italiana, rispettando le traduzioni di Costantino Nigra, dal piemontese dell’Ottocento all’italiano per ottenerne la maggiore comprensione in tutta Italia.”. Per i canti ha seguito la linea di veglia, ovvero, prima del Novecento, ci si riuniva nelle stalle, nelle case, nei cortili e ognuno raccontava la sua storia. “In una lavoro precedente – spiega – ricordo di essermi incontrato in situazioni, a Viadana, dove c’erano problemi sociali di chi aveva perso qualcuno o non trovava lavoro, allora venivano eseguiti brani che erano eseguiti per elaborare il tema del lutto o quello del lavoro”.

L’autore fa poi una considerazione: “In un lavoro fatto in una casa di riposo ho scoperto che anziani cantavano canti della loro terra di origine, la Lombardia o l’Emilia, e questo grazie alla fabbrica che li aveva portati nell’Eporediese. Esperienze come quella dell’Olivetti hanno fatto si che la lingua piemontese si modificasse nelle grandi città ma non nei paesi”.

Le canzoni che compongono il progetto sono : ‘Donna Lombarda’, ‘Il Re di Lorena’, ‘Il frate confessore’, ‘Potere del canto’, ‘Il disertore’, ‘Bella ciao’, ‘Bel Genovese’, ‘Il testamento del capitano’, ‘Mal maritata’, ‘La marion’, ‘Era una notte che pioveva’, ‘Eran 4 piemontesi’, ‘La pastora fedele’, ‘Ninna nanna’. Tutti gli arrangiamenti sono dell’autore.

Il progetto è contenuto in una chiavetta Usb, in vendita a 10 euro, che contiene le canzoni, fotografie e tutte le notizie sul lavoro.

Per ogni ulteriore informazione: www.ernestodemartino.eu

Massimo Iaretti