ilTorinese

Al MAO recital concerto con cetra cinese guqin

“Festa di Mezz’Autunno”  Giovedì 26 settembre, ore 19

Il suono è particolarmente caldo e melodioso. Ad ascoltarlo ci s’immerge in atmosfere di totale raccoglimento e meditazione. Le note arrivano dalla “cetra cinese” o guqin, “antico strumento a corde” (questo il significato del termine) la cui origine pare risalire ad oltre duemila anni fa e a cui è affidato il recital concerto promosso dall’Istituto Confucio dell’Ateneo torinese al MAO – Museo d’Arte Orientale di Torino, in programma giovedì 26 settembre, a partire dalle ore 19. L’occasione nasce per commemorare una delle ricorrenze tradizionali più care ai cinesi, la cosiddetta Festa di Mezz’Autunno o Festa della Luna o delle Torte Lunari, la più importante subito dopo la Festa di Primavera – o Capodanno Cinese – ed il solstizio d’inverno. Dichiarata “eredità culturale intangibile” nel 2006, dal 2008 è diventata Festa nazionale della Repubblica cinese; non ha una data fissa, ma ogni anno cambia in base al calendario lunare e coincide con il quindicesimo giorno dell’ottavo mese del calendario cinese, che secondo quello gregoriano cade fra la seconda metà di settembre ed i primi giorni di ottobre. L’anno scorso si celebrò dunque il 24 settembre, quest’anno il 13 settembre scorso e verrà per l’appunto ricordata, sotto la Mole, con il concerto appositamente organizzato dall’Istituto Confucio al MAO di via San Domenico 11. Alle sette corde del guqin si esibirà la musicista (oggi fra le più acclamate in Cina), nonché etnomusicologa e specialista in musica cinese, Cheng Yu; sette i brani musicali proposti per un concerto, articolato fra musica e poesia, ispirato ad un celebre racconto popolare che narra la storia di un vecchio e cieco suonatore di guqin che per tutta la vita inseguì l’antica profezia “quando romperai la millesima corda del tuo strumento, riacquisterai la vista…”.

L’artista: Cheng Yu

Nata a Pechino nel 1964, ha iniziato ad accostarsi alla musica sin da bambina ereditando la passione del padre e seguendo le orme del maestro Li Xiangting. Cheng Yu è stata solista di liutopipa (liuto cinese a quattro corde dalle antichissime origini) e guqin per la rinomata China National Orchestra di Pechino e oggi è un’affermata e celebre musicista. Ha conseguito un dottorato di ricerca con un lavoro di carattere etno-musicologico incentrato sul pipa e il guqin presso la School of Oriental and African Studies (SOAS) di Londra; in seguito, ha fondato il Chinese Music Ensemble del Regno Unito, la London Youlan Qin Society e il pluripremiato Silk String Quartet. Ha tenuto concerti in oltre 40 paesi proponendo brani di musica tradizionale cinese e contemporanea ed è autrice di numerose pubblicazioni musicali e accademiche. Molteplici sono i riconoscimenti ricevuti e le sue collaborazioni l’hanno vista esibirsi al fianco di artisti del calibro di Lang Lang, Matthew Barley e Damon Albarn. Nel 2019, ha intrapreso una collaborazione con London Symphony Orchestra e Third Orchestra in un “ensemble interculturale” contemporaneo al Barbican Art Centre di Londra, città dove attualmente risiede e dove insegna e fa ricerca presso la SOAS.

 

L’ingresso al concerto è libero su   prenotazione, fino ad esaurimento posti.

Per prenotare: segreteria@istitutoconfucio.torino.it

Info: tel. 011/6703913

g.m.

 

Caso Guglieri, Grimaldi (LUV): “Dov’è la responsabilità sociale di un’azienda?”

Riceviamo e pubblichiamo

“Si sbarazza di un lavoratore malato? La Regione si esponga”

Giovanni Guglieri ha 53 anni, di cui 27 passati alla Icap Sira di San Mauro, dove guidava il muletto ed era responsabile della sicurezza. Gli è stato diagnosticato il diabete, che cura regolarmente. Ma a giugno una visita medica aziendale ha stravolto la sua vita: un malore e alcuni valori del sangue più alti del normale hanno indotto i medici a decretare un peggioramento delle sue condizioni di salute, benché non si trattasse di altro che di tachicardia e glicemia alta. Eppure è stato dichiarato non più idoneo a svolgere la sua mansione.

Ciò ha significato una cosa sola: per lui non c’era più posto nell’azienda. Così, da due mesi è sospeso, senza nessun tentativo di ricollocamento in altre mansioni, a cui lui si era reso disponibile.

A nulla sono valse le spiegazioni del lavoratore, che la mattina del mancamento aveva dimenticato le medicine per il cuore; a nulla è valsa la successiva controperizia del medico legale, che non ha riscontrato alcun peggioramento.

Lunedì scorso, Guglieri ha incrociato le braccia davanti all’azienda, insieme a tanti colleghi e alle rappresentanze sindacali. Se il responso del servizio Spresal dell’Asl, da lui richiesto, gli darà ragione, l’azienda sarà costretta a riammetterlo in servizio.

“Non è la prima volta che ci troviamo di fronte a casi come questo: un lavoratore a cui è diagnosticata una malattia viene semplicemente ‘fatto fuori’ dall’azienda” – dichiara il Capogruppo di LUV Marco Grimaldi. – “È questa la responsabilità sociale d’impresa nei confronti di un ultracinquantenne lontano dalla pensione, che a quel lavoro ha dedicato tutta la vita? Martedì prossimo porteremo questa vicenda all’attenzione del Consiglio Regionale e chiederemo alla Regione di esporsi”.

La raccolta rifiuti porta a porta arriva a Borgo San Paolo

È partita la campagna informativa di Amiat Gruppo Iren per l’attivazione del servizio di raccolta differenziata domiciliare “porta a porta” nel quartiere Borgo San Paolo.

L’ulteriore estensione del “porta a porta” interesserà oltre 30.000 mila torinesi residenti nell’area compresa tra corso Rosselli, corso Lione, corso Ferrucci, corso Peschiera, corso Trapani e corso Siracusa.

Come da consuetudine l’attivazione del servizio viaggerà parallelamente e in stretta correlazione con le attività di comunicazione collegate. In questi giorni, quindi, tutte le utenze interessate – domestiche, commerciali o produttive – riceveranno nella cassetta postale, a cura degli incaricati Amiat, materiale informativo dedicato.

Nelle prossime settimane, inoltre, operatori autorizzati e muniti di apposito documento e pettorina di riconoscimento consegneranno casa per casa lo “starter kit”, composto da una biopattumiera, sacchetti compostabili per la raccolta dell’organico, sacchi per gli imballaggi in plastica, calendario dei passaggi settimanali e materiale informativo sul nuovo sistema di raccolta.

A seguire, Amiat inizierà a consegnare i cassonetti previsti per la raccolta differenziata domiciliare, che verranno posizionati negli appositi spazi interni dei condomini, già individuati durante la precedente fase di progettazione.

Infine, per chiarire qualsiasi dubbio del cittadino e permettere agli utenti non trovati durante il passaggio porta a porta di ritirare lo starter kit, dal 4 ottobre al 30 novembre 2019, Amiat attiverà anche un punto info distributivo presso la sede Amiat di via Rio de Janeiro, ingresso dal civico 17/0, tutti i giovedì e venerdì dalle 16.00 alle 20.00 e tutti i sabati dalle 9.00 alle 12.30.

Per ulteriori dettagli e aggiornamenti si invita a visitare il sito www.amiat.it e a seguire la relativa pagina Facebook dedicata “Porta a Porta Torino: nuove attivazioni”.

 

Nuoto. Atleti piemontesi ai Campionati Europei di Riccione

I mesi estivi non sono stati di riposo e di vacanza per i più forti atleti di nuoto per salvamento del Vecchio Continente, ormai pronti per l’appuntamento più importante della stagione. Da martedì 17 a lunedì 30 settembre Riccione ospiterà i Campionati Europei, manifestazione che coinvolgerà nazionali assolute e giovanili, atleti di società e Master. I primi a tuffarsi saranno proprio i Master, martedì e mercoledì mattina impegnati nelle gare in vasca, da mercoledì pomeriggio a venerdì 20 nelle prove oceaniche. Venerdì sarà la prima giornata delle squadre nazionali, che fino a domenica gareggeranno in piscina e che lunedì 23 e martedì 24 saranno di scena sulle spiagge dell’Adriatico. Le cinque giornate saranno trasmesse in streaming sul sito www.federnuoto.it. Gli ultimi sei giorni della rassegna, da mercoledì 25 a lunedì 30 saranno dedicati alle gare Interclub giovanili e Open, con i primi tre giorni in vasca e gli ultimi due in mare.
Sono sette gli atleti piemontesi convocati in nazionale. Nella squadra assoluta ci sono Francesca Cristetti (Rari Nantes Torino), Federico Gilardi (Fiamme Oro/Rari Nantes Torino) e Vittoria Borgnino (Nuotatori Canavesani), in quella Youth Francesca e Valentina Pasquino (Nuotatori Canavesani), Andrea Vivalda e Mattia Faccinti (Sa-Fa 2000 Torino). Responsabile tecnico della nazionale giovanile è Gianni Anselmetti, allenatore dei Nuotatori Canavesani.
Francesca Cristetti e Federico Gilardi, Francesca Pasquino e Andrea Vivalda avevano ottenuto la convocazione già a fine maggio al termine delle gare in vasca degli Assoluti, grazie ai risultati ottenuti proprio allo Stadio del Nuoto di Riccione; Vittoria Borgnino ha ricevuto la chiamata durante l’estate, anche sulla base dei brillanti risultati ottenuti agli Assoluti di prove oceaniche. Stesso discorso per Valentina Pasquino e Mattia Faccinti, selezionati al termine dei Campionati Italiani di Categoria (gare in vasca) di luglio grazie ai risultati ottenuti in quest’ultima manifestazione, agli Assoluti e ai Tricolori di Categoria di prove oceaniche.
Per Francesca Cristetti, Valentina Pasquino e Mattia Faccinti gli Europei saranno la prima esperienza in nazionale, mentre i compagni di squadra hanno già vestito la maglia azzurra. Federico Gilardi, plurititolato a livello mondiale, Francesca Pasquino e Andrea Vivalda difenderanno i titoli e le medaglie conquistate agli Europei di Bruges e Ostend del 2017; hanno preso parte anche ai Mondiali dello scorso novembre, i primi due in azzurro, Andrea nelle gare Interclub. Da ricordare che nella seconda metà di luglio i sette azzurri piemontesi hanno partecipato a un collegiale al Centro Federale di Ostia.
Il nostro comitato regionale sarà rappresentato anche nelle gare Master e Interclub. Tra i “veterani” ci sarà Bruna Ravera (Aquatica Torino), classe 1967 e categoria 50-54, a caccia di nuove medaglie da inserire nella personale bacheca già ricca di podi internazionali. Tra le società in gara a Riccione, infine, ci saranno anche le piemontesi Nuotatori Canavesani e GS Vigili del Fuoco Salza.
L’articolo completo con i link utili per seguire l’evento su https://www.federnuoto.piemonte.it/finpiemonte/home_new/appro_new.asp?id_info=20190914200530&area=6

Cambio della guardia al vertice dell’Arma

Giovedì 17 settembre  cambio al vertice della Legione Carabinieri Piemonte-Valle d’Aosta, nella storica Caserma Bergia, Via Santa Croce 4 a Torino, che diede i natali all’Arma nel 1814. Alla presenza del Comandante Interregionale Carabinieri “Pastrengo” Generale di Corpo d’Armata Gaetano Maruccia, la cerimonia si svolgerà alle 9,30. Il  cambio della guardia al vertice della Legione avviene  tra il generale di divisione Mariano Mossa e il subentrante, Generale di brigata Aldo Iacovelli.
(foto: il Torinese)

“Il 112 non funziona: disservizi e ritardi”

DA PALAZZO LASCARIS

La denuncia di sindacati e forze dell’Ordine in Commissione regionale.

Disservizi, ritardi, malfunzionamenti. “Si mette a rischio l’efficacia degli interventi a tutela della salute dei cittadini”, hanno denunciato i rappresentanti di sindacati, forze dell’ordine, vigili del fuoco: il numero unico di emergenza 112 (Nue) oggi secondo loro non funziona come dovrebbe. La denuncia è arrivata nella seduta congiunta di quarta e quinta Commissione del Consiglio regionale (Sanità e Protezione civile), riunitesi per l’occasione con la presidenza di Alessandro Stecco.

I sindacalisti – Francesco Coppolella e Stefano Agostinis di Nursind (sindacato autonomo degli infermieri), Claudio Cambursano di Conapo (WWFF), Eugenio Bravo Antonio Perna rispettivamente del Siulp e Sap (Polizia di Stato) – hanno denunciato come i disservizi creati dal numero unico di emergenza persistano malgrado le numerose segnalazioni.

Evidenziate le problematiche del 112 e proposti interventi migliorativi che vanno dalla creazione di sale operative comuni, alla dotazione di tecnologie adeguate, l’eliminazione di passaggi telefonici,  il miglioramento della professionalità degli addetti al servizio e la tempestività degli interventi.

“È proprio su quest’ultimo punto che spesso si determina il salvataggio o meno di una vita umana, a volte pochi secondi in più o in meno risultano essere decisivi”, hanno spiegato.

Attualmente la maggior parte delle richieste di soccorso necessitano alcuni minuti, talora anche dieci, prima che le forze dell’ordine possano recarsi nel luogo indicato.

“È necessario cambiare il modello organizzativo – questa la proposta sindacale – azzerando quanto più possibile i tempi d’intervento e investendo nel progetto le necessarie risorse economiche al fine di poter intervenire tempestivamente con l’ausilio di tecnologie avanzate”.

Per l’occasione si è suggerito che uno dei soggetti preposti al perseguimento degli obiettivi indicati potrebbe essere il Politecnico di Torino che detiene il know-how necessario atto a risolvere le criticità.

Si è calcolato che una persona su due nell’Unione europea non conosce il servizio relativo al 112 e che in Italia, dal 1 febbraio 2017 al 31 gennaio 2019, ne hanno usufruito tre milioni e duecento mila persone.

Nel corso dell’audizione sono intervenuti per richieste di chiarimenti Stecco e i commissari Carlo Riva Vercellotti, Angelo Dago (Lega) e Domenico Rossi (Pd).

Lavoro e formazione alla vicesindaco Schellino

Da Palazzo Civico

Al centro del dibattito oggi in Sala Rossa il  nuovo assetto della Giunta. La sindaca Chiara Appendino ha illustrato il riordino delle deleghe in materia di Lavoro.

La formazione professionale, le politiche attive del lavoro, la promozione per l’occupazione giovanile e femminile saranno in capo all’Assessore e Vicesindaco Sonia Schellino – ha spiegato Appendino.

L’obiettivo – ha precisato – è collegare le materie del Welfare al sostegno dei lavoratori disoccupati sia nel sostegno al reddito che allo sviluppo di misure per la rioccupazione, compresa la gestione del Reddito di cittadinanza.

All’assessore Alberto Sacco sono confermate le deleghe attuali, alle quali sono estese le misure di salvaguardia dei posti di lavoro e di sostegno al reddito, le attività di gestione delle crisi aziendali, gli strumenti di salvaguardia salariale, lo sviluppo economico (cassa integrazione e contratti di solidarietà) e il progetto delle aree di crisi che coinvolge il territorio.

I due assessorati dovranno lavorare in piena sinergia – ha concluso – ma non ho dubbi che questo accadrà.IL DIBATTITO IN SALA ROSSA

Stefano Lo Russo (PD): Non abbiamo ben capito l’impostazione della Sindaca e perché abbia tolto le deleghe al lavoro all’assessore Sacco: come potrebbe aumentare l’efficienza? Le deleghe ad attività produttive e strumenti di gestioni delle crisi lavorative storicamente sono sempre state insieme. Speriamo almeno questo permetta all’assessore Sacco di occuparsi meglio delle deleghe rimastegli.

Andrea Russi (M5S): Sono molto contento dello spostamento delle deleghe, al di là dell’ottimo lavoro sinora svolto dall’assessore Sacco. Con la globalizzazione e la grande rivoluzione tecnologica in atto e un numero sempre minore di posti di lavoro disponibili, sono necessarie nuove forme di re-distribuzione della ricchezza, sempre più nelle mani di poche persone. Servono percorsi assistenzialistici – come il reddito di cittadinanza – che accompagnino la ricerca del lavoro.

Eleonora Artesio (Torino in Comune): Le politiche attive del lavoro concorrono alla piena occupazione ed è difficile distinguere tra chi persegue il mantenimento dell’occupazione con politiche industriali e chi con politiche di welfare e re-distribuzione del reddito. In Europa, il reddito di cittadinanza non è uno strumento per le politiche attive del lavoro, per i 5 Stelle sì. È incomprensibile questa distinzione di competenze nelle deleghe della Giunta.

Maria Grazia Grippo (PD): La mossa della Sindaca è chiara: l’unica politica attiva del lavoro che questa Amministrazione si dichiara in grado di fare è quella di dare attuazione al reddito di cittadinanza. Con questa impostazione, la condizione di disoccupazione rischia di diventare permanente.

Osvaldo Napoli (Forza Italia): Prendo atto della corrispondenza di amorosi sensi tra M5S e PD e, al di là di chi ha le deleghe, l’importante è che vengano esercitate in maniera positiva

L’isola del libro

Rubrica settimanale sulle novità in libreria

A cura di Laura Goria

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Delia Ephron “Avviso di chiamata”   – Fazi –   euro 17,50

L’autrice -romanziera, sceneggiatrice, drammaturga e giornalista- è la sorella della più nota Nora Ephron e con lei ha collaborato a vari progetti, tra i quali il film “C’è posta per te” interpretato da Meg Ryan e Tom Hanks.

Dopo il successo del suo precedente romanzo “Siracusa”, ora, con “Avviso di chiamata”, ci incanta e fa divertire con le peripezie della sconclusionata famiglia di Eve Mozell: 44 anni, organizzatrice di eventi a Los Angeles e un padre anziano di difficile gestione. E’ in parte autobiografico, rischiara alcuni retroscena del menage degli Ephron ed ha ispirato l’omonimo film con Meg Ryan e Diane Keaton, (che ne ha diretto anche la regia).

Attraverso la voce narrante di Eve entriamo nelle stanze emotive e affettive del suo nucleo familiare abbastanza disfunzionale. Tutto condito con ampie dosi di humor e scenette anche comiche, ritmo incalzante e uno sguardo affettuoso, ma lucido, sulle dinamiche sottese alla sua famiglia.

La madre si è fatta beccare a letto con un insegnante di biologia e se n’è andata da tempo. Il padre, dalla bottiglia facile, con altalene maniaco-depressive, entra ed esce dai reparti di psichiatria geriatrica, ma continua anche a imbastire strampalate storie d’amore e il matrimonio con la sua infermiera (chissà come andrà a finire).

Poi ci sono le altre due sorelle con le quali il legame affettivo è forte, intriso di confidenze e complicità, ma anche inquinato dallo scaricabarile per quanto concerne l’impegno non indifferente del padre.

Georgia è brillante, decisamente ambiziosa e ha messo la carriera in pool position. Ha scalato il successo fino a diventare direttrice di una famosa rivista di moda e poi ne ha creata una tutta sua a partire dal nome auto celebrativo “Georgia”.

Maddy è invece un’attricetta di soap opera dalla vita incasinata per un’ imprevista gravidanza e relative conseguenze sul fronte del lavoro. Di più non anticipo e vi lascio il gusto di scoprire i caratteri, le rivalità, gli amori, le mete e gli affanni delle tre sorelle che si palleggiano il padre, e i loro complessi rapporti tra New York e Los Angeles.

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Nora Ephron “Il collo mi fa impazzire. Tormenti e beatitudini dell’essere donna”   – Feltrinelli – euro 10,00

Ecco l’occasione per allargare l’orizzonte e leggere anche uno dei libri di successo della sorella Nora Ephron. Scrittrice, regista, produttrice cinematografica e sceneggiatrice di grande successo, nata a New York nel 1941 e morta nel 2012. In eredità ci ha lasciato film cult come “Harry ti presento Sally”, “Insonnia d’amore”, C’è posta per te” ed altre spassosissime commedie romantiche interpretate da attori della caratura di Shirley Mc Laine, Nicole Kidman, Meg Ryan, Tom Hanks ed altre stelle di Hollywood.

“Il collo mi fa impazzire” è del 2006, ma non ha scadenza, perché con leggerezza, profondità e salvifica ironia sciorina tormenti e beatitudini dell’essere donna alle prese con i nonsense della vita e gli anni che incalzano, segnando viso, corpo e anima di tutte noi. Nora Ephron era nata a Brooklyn in una famiglia di brillanti intellettuali ebrei: i genitori erano commediografi e l’avevano chiamata nientemeno che come l’eroina di “Casa di Bambola” di Ibsen. Era cresciuta a Beverly Hills ma amava profondamente New York. Nel libro c’è tutto il suo amore per la Big Apple, attraverso il racconto delle case e delle zone in cui ha traslocato tranche della sua vita (forse le pagine più belle in assoluto). Poi ci sono sprazzi dei suoi matrimoni finiti in sgradevoli divorzi; ad eccezione del terzo ed ultimo con lo scrittore e sceneggiatore Nick Puleggi, durato 25 anni e fonte di serenità.

I problemi tutti al femminile per fronteggiare rughe, capelli spenti, forza di gravità che vince sulle curve del corpo. Nora Ephron, con tonnellate di ironia e spietata cronaca, sciorina i palliativi tentati per rimanere giovani. Pagine amaramente divertenti con frasi come “Secondo il mio dermatologo, il collo incomincia ad “andarsene” verso i 43 anni, e tanti saluti”. Oppure la sentenza difficilmente confutabile “A parte la chirurgia plastica, per il collo non c’è niente da fare, un accidenti di niente. Il collo ti tradisce sempre. La nostra faccia è una bugia e il nostro collo è la verità”.

Lei sapeva scherzare moltissimo sul proprio fisico sostenendo “Uno dei vantaggi del non essere belli è che invecchiando si migliora”. E poi, nel libro, c’è il suo splendido e disincantato modo di affrontare le sfide dell’esistenza, aiutata dalla sua smisurata passione per la lettura, con manciate di aneddoti divertenti… come il suo breve periodo da stagista alla corte di J.F.K.

 

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Jon Fosse “Mattino e sera” – La nave di Teseo –   euro 16.00

Racconto lungo o romanzo breve che sia, quest’ultima opera del grande scrittore e drammaturgo norvegese Jon Fosse –più volte in lizza per il Premio Nobel- incanta con la sua profondissima magia. E’ la storia dell’inizio e della fine, della nascita e della morte dell’ottuagenario pescatore Johannes che dialoga con se stesso sui massimi sistemi dell’esistenza. Parla poco con gli altri, ma ragiona molto in silenzio sulla dura vita del pescatore, sul suo amore per la moglie scomparsa, la sua amicizia con Peter (anche lui già morto) col quale si tagliavano i capelli a vicenda per risparmiare. Una vita semplice, iniziata con la nascita, quando Jonathan deve lasciare “il calore della pancia di Marta…e buttarsi nel mondo freddo dove sarà solo…separato da tutti”. All’estremo opposto ci sarà l’addio alla vita quando “alla morte si dissolverà e si trasformerà in nulla, tornerà là da dove viene”.

Impera dunque la domanda sovrana …come sarà dopo? Gli risponde l’amico Peter che gli va incontro nel momento del trapasso e lo guida, spiegandogli che non sembra un brutto posto perché “tutto quello a cui vuoi bene è lì, tutto quello che non ti piace non c’è”. Jon Fosse, da piccolo, è realmente passato attraverso un’esperienza di pre-morte, che in parte lo ha ispirato.

Ha scritto “Mattino e sera” prima di convertirsi al cristianesimo, ma non c’è un sostrato religioso in queste 152 pagine che mettono a nudo come in fondo siano simili gli estremi della vita. Nascita e morte, conflittuali come tutto quello che c’è in mezzo; ma in lotta titanica tra loro nel difficile passaggio da un mondo ad un altro, ammesso che sia poi davvero così.

Il libro è l’ennesima dimostrazione della grandezza di Fosse, considerato l’erede di Ibsen e Beckett, e drammaturgo norvegese più rappresentato al mondo. Ha iniziato a scrivere poesie e racconti quando aveva 12 anni, pubblicato il primo romanzo a 20 anni (“Rosso, nero”) e da allora una lunga carriera costantemente in ascesa, con la scoperta casuale del teatro, dapprima perché aveva la necessità di mantenersi, poi la sua brillante evoluzione in drammaturgo. Oggi quasi 70enne alloggia in un’ala del palazzo reale di Oslo che dall’800 viene riservata a chi ha illustrato la nazione per meriti letterari…un grandissimo onore concesso dalla Corona.

 

Donna muore al ristorante soffocata da boccone di cibo

Una donna, torinese, 69 anni, stava pranzando al ristorante mangiando quando, improvvisamente ha iniziato a sentirsi male. E’ deceduta poco dopo, probabilmente soffocata da un boccone di cibo che le è andato per traverso o stroncata da una reazione allergica. I soccorsi, seppur tempestivi, non hanno potuto salvarla.

Un mosaico di foto per ricordare Stefano Leo

Oggi avrebbe compiuto 34 anni, Stefano Leo, ucciso con una coltellata alla gola a febbraio ai Murazzi del Po di Torino. Per ricordarlo, amici e familiari hanno creato  un mosaico di loro piccole foto che ne creano una grande di Stefano. “Oggi è il tuo compleanno,  noi siamo qui uniti a mettere insieme i tasselli di un puzzle che rimarrà incompleto perché ne manca uno, perché manchi tu. Siamo fatti delle persone che ci hanno voluto bene e che ce ne vogliono: bisogna dirselo più spesso”, scrivono.  Accusato di omicidio è Said Mechaquat, il 27enne marocchino che alcune settimane dopo il delitto si è consegnato ai carabinieri, ai quali ha  detto di aver ucciso il giovane perché “sorrideva, era troppo felice”.