ilTorinese

Dalla Cina 120 tour operator al Torino Outlet Village

Arcus Real Estate, società di Percassi che commercializza e gestisce progetti retail di lusso tra cui Torino Outlet Village, ha da sempre collaborato con la comunità cinese per costruire un rapporto di fiducia e di collaborazione, riuscendo negli ultimi anni a ritagliarsi uno spazio di valore con i principali player del mercato turistico cinese.

Per rafforzare la collaborazione, ha recentemente ospitato a Torino Outlet Village un’importante delegazione di oltre 120 dei più importanti tour operator cinesi, venuti dalle principali città cinesi, per scoprire nuove destinazioni in Italia, fuori dai circuiti più noti.

Il 15 Novembre la delegazione cinese, partita da Milano, è stata ospitata a Torino Outlet Village per una giornata di shopping e successivamente si è recata a Torino per una visita guidata della città di Torino alla scoperta di nuovi itinerari turistici da proporre ai propri clienti, soprattutto in vista di Capodanno Cinese 2020  fine gennaio.

La previsione di dati del turismo cinese, estratti da China Tourism Academy e CTRIP, e presentati durante il workshop “China Training Day”, svolto dall’azienda organizzatrice  i2i, sono impressionanti per il prossimo decennio:

Nel 2018 i viaggi effettuati da turisti cinesi all’estero sono stati circa 150 milioni e la previsione è che nel 2030 supereranno i 400 milioni

Ad oggi solo il  9% della popolazione cinese è in possesso di un passaporto ed entro il 2030 i viaggiatori cinesi rappresenteranno un quarto del totale dei viaggiatori su tratte internazionali.

Le 3 principali motivazioni del viaggio per il turista cinese sono

  • Visite culturale e visita di città artistiche 97%
  • Divertimento il 66%
  • Shopping il 41%

a seguire motivi di business e visita famiglia expat

E’ inoltre emerso che la destinazione TOP OF MIND in Europa si attesta essere il Bel Paese.

Il “turismo dello shopping” rappresenta oggi un fenomeno in continua evoluzione e i Luxury Outlets sono  capaci di condizionare sempre di più gli itinerari turistici, soprattutto per i turisti asiatici.

Torino Outlet Village, è considerato una vera e propria meta turistica ovvero una “Shopping Tourism Destination”, capace di attrarre turisti EU ed extra EU alla ricerca di un luogo “incantato” con un’offerta di brand varia e di alto profilo, con servizi di ospitalità a 5 stelle, apertura sette giorni su sette tutto l’anno e soprattutto con prezzi scontati fino al 70% nei negozi.

L’INFO POINT di Torino Outlet Village è diventato recentemente Punto IAT (Punto di Informazione Turistica) in collaborazione con TURISMO TORINO e PROVINCIA, a conferma del fatto che ha sempre sostenuto attivamente il territorio e promosse le eccellenze della propria regione.

Natale è cultura nei beni Fai del Piemonte

A dicembre visite eccezionali al cantiere di restauro nel Salone dei Savoia del Castello di Masino (TO)

e speciali percorsi nel Castello della Manta (CN) “vestito a festa”

 

Addobbi, luci, tavole imbandite, musiche e canti della tradizione natalizia, ma anche un cantiere di restauro in attività, da scoprire e vedere da vicino: sono le sorprese che i Beni del FAI – Fondo Ambiente Italiano in Piemonte riserveranno a chi li visiterà a dicembre 2019, offrendo l’opportunità di trascorrere con la famiglia e gli amici momenti speciali e allegri in attesa delle Feste.

 

Dal 30 novembre al 15 dicembre, dalle ore 10 alle 18, il Castello di Masino a Caravino (TO), millenaria residenza dei Conti Valperga, proporrà percorsi tra i saloni decorati con lanterne, ghirlande e il grande abete. Particolare attenzione sarà dedicata al prezioso presepe in corallo di manifattura trapanese, appartenuto alla nobile famiglia e restaurato dal FAI, esposto nella Galleria dei Poeti. Domenica 1°, 8 e 15 dicembre saranno in programma, inoltre, tre speciali laboratori dedicati alla creazione del presepe con materiali semplici, delle decorazioni e degli addobbi per l’albero.

Oltre alle iniziative squisitamente natalizie, il castello riserverà un’occasione speciale. Da mercoledì 4 a venerdì 6 dicembre, dalle ore 10 alle 18, la quadreria dei Valperga – custodita nel Salone dei Savoia e composta da circa 100 ritratti sei e settecenteschi, raffiguranti personaggi di primo piano delle corti sabauda, spagnola e francese – sarà oggetto di una campagna fotografica e di analisi diagnostiche non invasive. Si tratta di indagini preliminari e funzionali non solo al cantiere di restauro dei dipinti e degli affreschi del salone, previsto nel 2020 e sostenuto da Deutsche Post Foundation, ma anche alla campagna di studi che sarà condotta, dai primi mesi del 2020, dal FAI e dall’Università degli Studi di Torino, di concerto con la Soprintendenza. Un laboratorio mobile e un set fotografico permetteranno di acquisire in loco le immagini delle opere d’arte a diverse lunghezze d’onda (luce visibile, radiazione infrarossa, radiazione ultravioletta) utili per documentare la storia conservativa e materiale delle tele.  In via straordinaria i visitatori potranno assistere ad attività che solitamente si svolgono a porte chiuse – dalle operazioni dei tecnici dei laboratori scientifici e dei restauratori alla movimentazione delle opere d’arte – e scoprire le opere della quadreria da prospettive inedite: sarà, per esempio, possibile vedere i dipinti a distanza ravvicinata e osservarne i retro per conoscerne la storia conservativa e collezionistica.

A cura di FAI e Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, con la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Torino.

Biglietti: Adulti € 11; Ragazzi (4-14 anni) € 5; iscritti FAI e bambini fino a 5 anni gratuito

Visita Scoprimasino Natale € 5; laboratorio € 3 oltre al biglietto di ingresso

 

Per chi ama il calore e l’atmosfera di gioia che accompagnano al Natale, il Castello della Manta (CN) si “vestirà a festa” e accoglierà gli ospiti tra lanterne, rami di abete e agrifoglio per visite speciali tra i saloni addobbati, in programma sabato 7, 14 e 21 dicembre alle ore 10.45, 12.30, 15 e 16.30. Domenica 1° dicembre alle ore 14.30, 15.30 e 16.30 il percorso di Avventura natalizia in castello sarà dedicato ai bambini che potranno scoprire la storia della fortezza medievale attraverso fiabe e racconti sugli antichi abitanti, mentre domenica 8, 15 e 22 dicembre alle 14, 15 e 16 ci saranno visite speciali con accompagnamento musicale nella cinquecentesca Sala delle Grottesche. Domenica 8 le voci dell’ottetto Vocaleight proporranno canti natalizi; domenica 15 e 22 allieteranno il castello tradizionali melodie eseguite all’antico pianoforte. Nei pomeriggi domenicali saranno attivi i laboratori manuali dedicati ad addobbi per la casa e la cameretta (1° dicembre), chiudipacco e biglietti d’auguri (8 dicembre), decorazioni per l’albero (15 dicembre), centritavola e ghirlande (22 dicembre).

Biglietti: Adulti € 11; Ragazzi (6-18 anni), iscritti FAI e residenti € 5

Biglietti Avventura natalizia in Castello: Adulti € 10; Ragazzi (6-18 anni), iscritti FAI e residenti € 6

 

Con il Patrocinio di Regione Piemonte.

Il calendario “Eventi nei Beni del FAI 2019” è reso possibile grazie al significativo sostegno di Ferrarelle, partner degli eventi istituzionali e acqua ufficiale del FAI; al fondamentale contributo di FinecoBank, già Corporate Golden Donor, che ha scelto di essere a fianco del FAI anche in questa occasione e di PIRELLI che conferma per il settimo anno consecutivo la sua storica vicinanza alla Fondazione. Per il secondo anno si conferma la prestigiosa presenza di Radio Monte Carlo in qualità di Media Partner. 

 

 

www.fondoambiente.itwww.castellodimasino.itwww.castellodellamanta.it

Il romanzo torna in fabbrica

Industria, lavoro, precarietà nella narrativa di oggi

 

Il Premio Italo Calvino organizza, in collaborazione con Premio Biella Letteratura e Industria, ISMEL e Unione culturale Franco Antonicelli, un incontro sulla letteratura industriale e del lavoro degli ultimi anni.

Giovedì 5 dicembre alle ore 18.30, nella sala ‘900 del Polo del ‘900, gli scrittori Antonio G. Bortoluzzi (Come si fanno le cose, Marsilio), Maurizio Gazzarri (I ragazzi che scalarono il futuro, ETS), Eugenio Raspi (Inox; Tuttofumo, Baldini+Castoldi) e Stefano Valenti (La fabbrica del panico, Feltrinelli) discuteranno di industria, lavoro e precarietà nella narrativa italiana contemporanea insieme a Giuseppe Lupo, scrittore e docente di letteratura italiana contemporanea all’Università Cattolica di Milano, e a Claudio Panella dell’Unione culturale Antonicelli. Modera Riccardo Staglianò. Letture di Chiara Bongiovanni.

 

Dopo l’epoca d’oro della letteratura industriale ‒ due titoli per tutti, Donnarumma all’assalto di Ottiero Ottieri (1959) e Memoriale di Paolo Volponi (1962)  ‒ e dopo il memorabile Vogliamo tutto di Nanni Balestrini (1972), monumento all’operaio massa, si è assistito a una sorta di silenzio sul tema fabbrica e lavoro, che ha cominciato a infrangersi solo all’inizio del terzo millennio con le straordinarie irruzioni di Ermanno Rea nell’Ilva di Napoli e di Alessandro Portelli nelle acciaierie di Terni. Ma negli ultimi anni sta tornando in scena, con forza, una nuova narrativa industriale nella cifra del disincanto e della disillusione.

 

ANTONIO G. BORTOLUZZI è nato in Valturcana (Alpago, Belluno) nel 1965. Il suo ultimo romanzo, Come si fanno le cose, è pubblicato da Marsilio Editori. Nel 2015, con il romanzo Paesi alti (Ed. Biblioteca dell’Immagine) ha vinto all’unanimità la 35a edizione del Premio Gambrinus – Giuseppe Mazzotti 2017 nella sezione Montagna: cultura e civiltà ed è stato finalista al Premio letterario del CAI Leggimontagna nel 2015 e al Premio della Montagna Cortina d’Ampezzo 2016. Nel 2013, ha pubblicato il romanzo Vita e morte della montagna con cui ha vinto il Premio Dolomiti Awards 2016-17 Miglior libro sulla montagna del Belluno Film Festival. Il suo esordio risale al 2010 con Cronache dalla valle (Ed. Biblioteca dell’Immagine). Finalista del Premio Italo Calvino nelle edizioni 2008 e 2010, è membro accademico del GISM (Gruppo Italiano Scrittori di Montagna).

MAURIZIO GAZZARRI  è nato a Volterra nel 1971. Nel 1990 si trasferisce a Pisa, dove si laurea in Scienze dell’Informazione. Si è impegnato e si impegna in politica. Ha collaborato dal 2008 al 2018 con il Sindaco di Pisa, occupandosi, tra molte altre cose, di digitalizzazione dei servizi, comunicazione e partecipazione. Con il suo primo romanzo, I ragazzi che scalarono il futuro (ETS edizioni), ha vinto il “Premio della giuria dei lettori” della XVIII edizione del Premio Biella Letteratura e Industria.

EUGENIO RASPI vive a Narni, dove è nato nel 1967. Per ventidue anni ha lavorato come tecnico specializzato nella più grande fabbrica di Terni, la Acciai Speciali. Dal 2014, al termine del rapporto di lavoro, è in attesa di nuova occupazione: nel frattempo scrive storie. Inox, pubblicato nel 2017 da Baldini+Castoldi, è stato finalista al Premio Calvino, come Libro dell’anno di Fahrenheit, al Premio John Fante, al Premio Biella Letteratura e Industria. Ha vinto il Premio Giuria Tecnica Massarosa e il Premio Fulgineamente. Il suo secondo romanzo, Tuttofumo, è appena arrivato in libreria, sempre per Baldini+Castoldi.

STEFANO VALENTI (1964), valtellinese, vive a Milano. Ultimati gli studi artistici, si è dedicato alla traduzione letteraria. Il suo romanzo d’esordio, La fabbrica del panico (Feltrinelli 2013), è stato segnalato  dal XVI Premio Calvino e  ha vinto il premio Campiello Opera Prima 2014, il premio Volponi Opera Prima 2014 e il Premio Nazionale di Narrativa Bergamo 2015. Sempre con Feltrinelli ha pubblicato Rosso nella notte bianca (2016). Per i “Classici” ha tradotto Germinale (2013) di Emile Zola e Il giro del mondo in ottanta giorni (2014) di Jules Verne. Insegna in diverse scuole di scrittura.

giovedì 5 dicembre – ore 18.30

Polo del ‘900, via del Carmine 14 – Torino

 

con  gli scrittori

Antonio G. Bortoluzzi, Maurizio Gazzarri, Eugenio Raspi, Stefano Valenti

interventi di

Giuseppe Lupo e Claudio Panella

modera Riccardo Staglianò

 

letture di Chiara Bongiovanni

saluti di Mario Marchetti (Premio Calvino) e Paolo Piana (Premio Biella Letteratura e Industria)

 

Riorganizzazione scolastica, discussione in Sala Rossa

Dall’ufficio stampa di Palazzo Civico

Oggi pomeriggio il Consiglio comunale si è aperto con la discussione di un’interpellanza generale sul tema della riorganizzazione scolastica (primo firmatario, Stefano Lorusso, PD) che chiede il rinvio di un anno delle proposte di “gigantismo scolastico” previste dal piano di riorganizzazione 2020/2021 approvato nel 2017.

L’assessore all’istruzione, Antonietta Di Martino, ha spiegato di aver operato, in congruenza con gli indirizzi comunali e regionali, l’operazione di dimensionamento che è stata orientata alla valorizzazione dei modelli degli istituti comprensivi. Le proposte pervenute sono scaturite da un percorso partecipato e sono state tutte elaborate dalle scuole, compresa quella riguardante l’Istituto comprensivo Alberto Salgari (che avrà 1.777 alunni e non 1.850 come indicato nell’interpellanza generale). La richiesta di rinvio di un anno della riorganizzazione è inopportuna se consideriamo che è già rimasto sospeso per un anno, ma il Consiglio comunale è libero di approvare la revisione dell’atto di indirizzo.

La consigliera Lorenza Patriarca (PD) ha precisato che un grande istituto comprensivo è formato da non oltre 1.300 studenti (e non 1.800 come il Salgari). I temi cruciali sono due, ha detto; non c’è stata la possibilità di approfondire un tema vitale del mondo scolastico in sede di Commissione consiliare. E occorre un dialogo maggiore fra le scuole e le pubbliche amministrazioni, il piano non può funzionare con un Istituto comprensivo formato da 1.800 alunni, con vari gradi scolastici

Il consigliere Stefano Lorusso (PD) ha dichiarato che le decisioni prese dall’Amministrazione sono state prese senza nemmeno convocare una Commissione con i consiglieri comunali. La questione, al di là degli indirizzi, è soprattutto una questione di buon senso: un nuovo istituto comprensivo con 1.777 studenti è un’enormità. E questa giunta dovrebbe valutare maggiormente la natura dei problemi e atteggiarsi con meno spocchia. Su questa vicenda sono state raccolte oltre mille firme di genitori contrari al dimensionamento e non sono stati presi in considerazione.

La consigliera Marina Pollicino (Misto di minoranza – Con.Ci) ha spiegato come ci siano due termini che hanno un diverso significato: efficienza ed efficacia. E occorre andare nella direzione dell’efficacia, non deve vincere l’efficienza come nel caso del dimensionamento scolastico. E su questo tema si sta andando verso l’involuzione culturale, perchè che il risultato è un mostro dalla forma di un apparato elefantiaco.

La consigliera Daniela Albano (M5S) ha detto che si è sviluppato un percorso virtuale tra gli insegnanti che ha generato un buon progetto per le famiglie e si è detta soddisfatta della direzione intrapresa in tema di dimensionamento scolastico.

La consigliera Barbara Azzarà (M5S) ha detto il progetto che sta alla base delle scelte in tema di dimensionamento parte da indicazioni volute a suo tempo dal Partito Democratico regionale, recepite nella delibera approvata dal Comune di Torino. Tutto quanto sta alla base del dimensionamento scolastico è un progetto educativo a tutti gli effetti.

La consigliera Deborah Montalbano (Misto di Minoranza – DemA) ha ricordato di non aver votato la delibera all’origine della discussione e come, nonostante le tante proteste dei genitori, non sia mai stata convocata una Commissione sul tema. Il risultato di questi accorpamenti, ha detto, è la formazione di ‘classi pollaio’ e di spazi sacrificati per gli studenti. Mi auguro, ha concluso, che non ci si avvii nella stessa direzione per la scuola Gianelli alle Vallette.

Manovra, Ruffino (FI): “Governo vicino ai piccoli Comuni? Garantisca risorse”

“Le fusioni tra comuni devono essere innanzitutto volontarie e, in secondo luogo, il governo deve garantire la vita di questi enti locali, senza dimenticare le Unioni dei Comuni, anche qui, formate in prevalenza da piccole realtà.
Le unioni da tempo sono in sofferenza perché prive di risorse adeguate al loro funzionamento ed efficientamento. Molte di queste, per carenza di personale e fondi si sono sciolte, disperdendo un patrimonio di servizi e di esperienze. Prevedere esclusivamente finanziamenti atti a favorire le fusioni, come previsto dal governo nella manovra, è gettare fumo negli occhi delle amministrazioni locali che saranno semplicemente destinate a fallire”. Così, in una nota, la deputata di Forza Italia Daniela Ruffino.

Il baccalà nelle ricette ritrovate

Una serata a tema il 2 dicembre presso il ristorante osteria il Bacalhau, con un libro di ricette in omaggio

Il baccalà nelle ricette ritrovate rappresenta il fil rouge della seratain cui la cena risulta abbinata alla tradizione culinaria ottocentesca,proposta lunedì 2 dicembre dalle 20, presso il ristorante osteriaBacalhau in corso Regina Margherita 22, a Torino.

Il menù, preparato dallo chef  Fabio Montagna, coniuga la variante del suo noto baccalà, ispirandosi, però, alle vecchie ricette liguri del volume “Le ricette ritrovate”. Prevede baccalà fritto in pallottole, ravioli Maria Rosa Beniscelli, baccalà alla genovese e torta Aida.

Ad ogni coppia che parteciperà alla cena sarà offerta una copia del volume intitolato “Le ricette ritrovate‘” , di cui sono autori Giannina De Marchi, Pina Balduzzi e Marinin Campanella ( editore De Ferrari, 2011)

Il libro raccoglie e pone a confronto due diversi ricettari, quello di Marinin e della figlia Pia, con tutta probabilità redatto a fine Ottocento, e quello di Giannina,  risalente agli anni Cinquanta del Novecento. I ricettari così proposti attraversano un secolo di vita delle autrici e devono essere letti nella prospettiva di un’ evoluzione del gusto e delle modalità di esecuzione dei rispettivi piatti.Rappresentano, inoltre, un interessante specchio dii vita borghese delle due autrici, in quanto il cibo costituisce non solo un mezzo di sostentamento, ma anche l’espressione di una cultura, delle sue feste e tradizioni.

Ristorante Bacalhau Tel 0118397975

 

MARA MARTELLOTTA

La Juventus perde due punti importanti in casa

E alla fine, dai e ridai, è successo: la Juve si è fatta sorpassare dall’Inter, che ha prontamente approfittato del pari interno dei bianconeri contro un ottimo Sassuolo. Non si capisce cosa stia accadendo a questa squadra, che dopo una buona partita in Champions ieri ha sbagliato praticamente tutto.

Sarri parte con il solito 4-3-1-2, Bernardeschi trequartista e davanti Ronaldo e Higuain; rientrano Sandro e Cuadrado, in mezzo Bentancur e Can con Pjanic.

E dire che sembrava una Juve agguerrita: nei primissimi minuti già un’occasionissima, anche se Can non riesce a girare in porta un bel cross di Higuain, e dopo poco sempre Can non trova la porta; poi ci provano Bonucci di testa e Pjanic scodella per Higuain che però non è fortunato e la palla va fuori di pochissimo. Arriva finalmente il vantaggio bianconero al 21′ con un gran destro da fuori area di Bonucci, lo Stadium pensa di poter stare tranquillo.

Macchè: dopo appena due minuti  il Sassuolo pareggia con un Boga in giornata di grazia, che si mangia Sandro e fa lo sgambetto a Buffon.

La Juve riparte e stavolta ci riprova il Pipita, ma egoisticamente spara in curva, peccato che non veda CR7 liberissimo in area. La squadra di casa sembra confusa, Sandro non chiude mai su Boga, Can e Bernardeschi insufficienti, l’attacco non conclude: Ronaldo e Higuain fanno poco movimento e il Sassuolo ci va a nozze.

Tra l’altro una nota di merito va di sicuro al diciottenne portiere del Sassuolo, che ieri ha parato di tutto e di più, togliendo dall’angolino persino una punizione di Ronaldo. Dall’altra sponda, invece, Buffon sembra addirittura spaesato: il gol del vantaggio avversario al 47′ st è in gran parte una sua responsabilità, che si fa scappare dalle mani il tiro non irresistibile di Caputo. Certo, il primo a sbagliare è stato Cuadrado, che mette in difficoltà De Ligt, il quale sbaglia il disimpegno e l’avversario ne approfitta, ma la papera di Buffon non si può vedere. Non è da lui.

Comunque, agguantato il pareggio, il Sassuolo non dà segnale di accontentarsi e vuole il colpaccio, insiste e spinge: a questo punto Sarri corre ai ripari e fa entrare Matuidi per Can e Dybala, il suo uomo più in forma, per Bernardeschi (nullo): la partita magicamente cambia, perchè la Joya porta in campo idee ed entusiasmo, oltre a far ammattire la difesa del Sassuolo, ed al 69′ si procura un rigore, che Ronaldo non sbaglia: 2-2.

Sulla spinta del pareggio, la Juve ritrova un pò di coraggio e fioccano i tiri in porta, con buone combinazioni Dybala-Ronaldo, ma Turati para tutto, non c’è verso. Sarri tenta la carta Ramsey (togliendo Higuain) per dare velocità alla manovra: buoni scambi con Dybala, ci provano entrambi ad andare al tiro, però non vuole entrare, Turati è fantastico. L’ultima occasione è al 92′ st, sulla testa di CR7, che però manda di poco a lato.

Brutta Juve, opaca, senza idee. Ronaldo da recuperare, perchè il solo rigore non basta.

ovunqueecomunque#finoallafine#

Rugiada Gambaudo

Il robot chirurgo salva paziente grave. Primo intervento in Italia al Mauriziano

Per la prima volta in Italia paziente con grave forma di aritmia cardiaca ventricolare é stato sottoposto ad una procedura di ablazione con un robot, presso l’ospedale Mauriziano di Torino

Il robot dialoga con la risonanza magnetica e cura le aritmie. Per la prima volta in Italia un paziente di 65 anni, affetto da una grave forma di aritmia cardiaca ventricolare minacciosa per la vita con rischio di arresto cardiaco in cardiomiopatia, é stato sottoposto ad una procedura di ablazione con un robot, presso l’ospedale Mauriziano di Torino. Il sistema robotico Stereotaxis ha localizzato le lesioni aritmogene con un mappaggio elettrico del cuore, utilizzando informazioni estratte dalla risonanza magnetica cardiaca. L’intervento, durato 4 ore, é stato effettuato dal dottor Stefano Grossi, presso la sala di elettrofisiologia della Cardiologia del Mauriziano (diretta dal facente funzione dottor Mauro De Benedictis), ed é tecnicamente riuscito.
Esistono forme di cardiopatia in cui le lesioni cardiache che provocano aritmie e morte improvvisa sono nascoste nello spessore del cuore e non sono visibili con le metodiche tradizionali. Solo la risonanza magnetica cardiaca è in grado di visualizzarle.
Da oggi, grazie a questa tecnologia, tali lesioni aritmogene vengono trasferite dalla risonanza magnetica alle mappe elettriche utilizzate dal cardiologo elettrofisiologo durante l’intervento di ablazione. In questo modo il robot, guidato dal cardiologo, riesce a raggiungere con estrema precisione le sedi cardiache malate, un tempo invisibili ed a distruggerle mediante ablazione transcatetere, impedendo l’insorgere di nuove aritmie. La risonanza magnetica cardiaca è stata eseguita dalla dottoressa Chiara Lario, presso la Radiologia (diretta dal dottor Stefano Cirillo).

Perotti e Ferrero, gli eventi culturali del Pannunzio

Martedì 3 dicembre alle ore 17, nall’Aula Magna della Scuola d’Applicazione dell’Esercito (via dell’Arsenale, 22), verrà ricordato il Generale Giuseppe Perotti, M.O. al Valor Militare,comandante militare del CLN. Piemontese , fucilato dai fascisti al Martinetto 75 anni fa. Interverranno il Gen. D. Salvatore Cuoci, Comandante della Scuola di Applicazione; lo storico Pier Franco Quaglieni e la dr. Laura Marruccelli, nipote del Gen. Perotti. Per partecipare all’incontro è necessario prenotare scrivendo a: info@centropannunzio.it

Giovedì 5 dicembre a Palazzo Ceriana Mayneri, Circolo della Stampa (c. Stati Uniti, 27), dopo un incontro conviviale, il Presidente del Centro “Pannunzio”, Chiara Soldati, consegnerà il “Premio Pannunzio 2019” a Ernesto Ferrero, dirigente editoriale, scrittore, traduttore, direttore, dal 1998 al 2016, del Salone Internazionale del Libro di Torino. Alle 20,30 verrà fatta una simulazione del premio per i giornalisti.

Controlli dei carabinieri sciatori sulle piste del Sestriere

Durante il fine settimana, i Carabinieri sciatori del Comando Provinciale di Torino hanno pattugliato le piste da sci del comprensorio Via Lattea, aperte sabato e domenica in formato ridotto per l’avvio della stagione invernale. 31 gli interventi complessivi, perlopiù scontri tra sciatori e accompagnamenti a valle di persone in difficoltà. I CC, inoltre, hanno pattugliato i sentieri più isolati per prevenire che gli escursionisti potessero imbattersi in situazioni pericolose, visto il marcato pericolo slavine.
Non sono mancati anche numerosi interventi “a terra”, nei centri abitati di Cesana Torinese, Claviere e Sestriere, dove molte persone hanno richiesto l’ausilio dell’Arma perché rimasti bloccati nella neve o perché coinvolti in piccoli incidenti stradali. Nella sola giornata di domenica sono state ben 22 le richieste d’intervento al 112 per criticità connesse alla forte nevicata in quota e nei vari centri abitati di alta montagna.