Dal prossimo 10 dicembre sarà possibile ammirare nuovamente l’Autoritratto di Leonardo da Vinci, la celebre “sanguigna” ospitata a Torino. Si potrà vedere nell’ambito della rassegna “Leonardo. Disegnare il futuro”, fino all’8 marzo, nelle sale della Biblioteca Reale nella mostra “Il tempo di Leonardo. 1452 – 1519”, a cura dei Musei Reali, in chiusura dell’anno dedicato al 500° anniversario della morte del genio toscano.
No tav, alla marcia i sindaci in prima fila
Ieri sera, un centinaio di manifestanti No Tav si sono diretti in prossimità del cancello sito sul sentiero Gallo Romano che da Giaglione conduce al cantiere. Giunti al cancello circa 30 persone, alcune delle quali travisate, hanno lanciato sassi e oltre 40 bombe carta in direzione delle forze dell'ordine che hanno risposto con lacrimogeni. Gli agenti della Digos della Questura di Torino hanno individuato e identificato 24 militanti del movimento “No Tav” che verranno denunciati per inottemperanza all'ordinanza prefettizia che ha istituito una zona rossa intorno al cantiere di Chiomonte. Tra questi, dieci verranno inoltre denunciati per non aver rispettato le prescrizioni del foglio di via obbligatorio disposto dal Questore della Provincia di Torino e per aver appiccato l'incendio al cancello. Nessuno è rimasto ferito. IL CORTEO Il manifestanti No Tav hanno sfilato in Valle di Susa, per l'anniversario dell'8 dicembre del 2005 quando si svolsero scontri con le forze dell'ordine per liberare i terreni espropriati per il progetto, che venne modificato, della linea ad alta velocità Torino-Lione. Il serpentone di persone è partito da Susa e ha raggiunto Venaus, teatro dei disordini di 14 anni fa. In prima fila al corteo diversi sindaci della Valle di Susa schierati contro la Tav, tutti con la fascia tricolore. Non ci sono stati incidenti
Le vignette di Mellana


Si corre oltre ogni ostacolo tra neve, acqua e fango
Iscrizioni aperte su infernorun.it
Inferno Snow – sabato 18 gennaio – Prato Nevoso, Cuneo
Inferno Water – sabato 9 maggio – Idroscalo di Milano
Inferno Mud – sabato 3 e domenica 4 ottobre – Figline Valdarno, Firenze
Vere e proprie bolge in partenza sulla start line, diaboliche prove da superare per “uscire a riveder le stelle” dai nomi di ispirazione dantesca, come Lucifero, Caronte e Cerbero, e tre elementi protagonisti delle altrettante tappe in programma nel 2020, tra neve, acqua e fango. Da sabato 18 gennaio riaprono le porte dell’Inferno più adrenalinico e divertente d’Italia, non una semplice corsa ma una sfida con se stessi grazie alla quale affrontare col sorriso i propri limiti, riscoprendo determinazione ed energia.
Per superare i diabolici ostacoli naturali e artificiali presenti sui tracciati di Inferno, caratterizzati da vari dislivelli e distanze, serviranno forza, velocità, agilità e resistenza. Ma il segreto per raggiungere il traguardo sarà soprattutto il sostegno reciproco che i partecipanti open potranno darsi lungo il percorso nello scavalcare muri, risalire corde, attraversare funi in equilibrio o strutture in sospensione appesi a pioli ed anelli, insieme a una forte motivazione. Come quella di molte donne, spinte dal desiderio di rimettersi in gioco dopo un periodo difficile e dimostrare di potercela fare, ma anche di uomini, alla ricerca di esperienze emozionanti per uscire dalla propria comfort zone, e sempre più spesso anche di famiglie, che scelgono di condividere questa nuova passione sportiva outdoor.
I sempre più numerosi atleti competitivi, invece, dovranno attenersi al regolamento della Federazione Italiana OCR, organizzatrice del Campionato Italiano, in base al quale non sarà loro consentito dare o ricevere aiuto con un massimo di tre possibilità di fallimento degli ostacoli. Nel complesso un movimento sportivo in continua crescita: in tutte le obstacle race italiane sono stati circa 50mila gli appassionati coinvolti solo nel 2019.
INFERNO SNOW
Il circuito partirà sabato 18 gennaio con Inferno Snow dalle innevate Alpi Marittime del Piemonte, più precisamente dall’incantevole stazione sciistica Prato Nevoso Ski in provincia di Cuneo. A 1500 m slm gli indiavolati dovranno affrontare in corsa ben 7 km con 200 m di dislivello complessivo e circa 20 ostacoli, a cominciare dalla partenza in salita dalla conca. Ad attenderli vari muri di neve e una rampa di ghiaccio da risalire, ma anche tratti di manto bianco in cui strisciare, pesi da trasportare o trascinare.
INFERNO WATER
Sabato 9 maggio l’Idroscalo di Milano sarà lo scenario che accoglierà Inferno Water con la partnership di Gruppo CAP, il gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano. Nell’anello di 8 km che attraverserà il tempio dello sport outdoor 25 immancabili ostacoli separeranno gli atleti dalla finish line, da affrontare anche in acqua insieme a brevi tratti a nuoto e un tuffo mozzafiato di 3 metri dal ponte. L’appuntamento coinvolgerà anche i piccoli mudder dai 4 ai 12 anni con Inferno Kids, che sostiene con il proprio ricavato progetti di solidarietà rivolti all’infanzia e ai giovani.
INFERNO MUD
Sabato 3 e domenica 4 ottobre si celebrerà in Toscana, a Figline Valdarno, in provincia di Firenze, il gran finale di stagione con Inferno Mud. Tra i vigneti e le colline del Chianti, il Norcenni Girasole Village ospiterà la tradizionale edizione fangosa su 12 km con oltre 30 ostacoli. Domenica 4 ottobre si terranno Inferno Kids e la Short Course di 5 km e 20 ostacoli.
LE QUALIFICHE PER GLI ATLETI PRO
Tutte le competizioni sono aperte dai 16 anni di età, mentre le edizioni Snow e Mud 5 km dai 13 anni. Inferno Snow sarà la gara di apertura del Campionato Regionale della FIOCR e qualificante ai Campionati Europei OCR, che si svolgeranno in Val di Fiemme dall’11 al 14 giugno. Inferno Water e Mud 12 km sono invece tappe del Campionato Italiano OCR, attraverso cui i migliori obstacle runner potranno conquistare l’accesso a Europei e Mondiali. Proprio nell’appuntamento fiorentino verranno incoronati i campioni nazionali, assoluti ed age group, della stagione.
L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha analizzato un campione di compravendite effettuate attraverso le agenzie affiliate Tecnocasa e Tecnorete nel primo semestre del 2019. L’analisi si focalizza sul motivo dell’acquisto delle abitazioni ed interessa tre diverse realtà territoriali: Torino città, Torino provincia (escluso il capoluogo) e l’intera regione Piemonte.

A Torino città si evidenzia che il 25,7% delle compravendite riguarda l’investimento, mentre il 74,3% delle compravendite riguarda l’acquisto dell’abitazione principale. Un anno fa, nel primo semestre del 2018, la percentuale di acquisti per investimento era inferiore e si attestava al 20,2%.
La percentuale di acquisti per investimento è più bassa in provincia di Torino (escluso il capoluogo), dove solo il 11,1% delle compravendite ha questa finalità, il 4,4% è per casa vacanza, mentre l’84,5% degli acquisti riguarda l’abitazione principale.
Infine, analizzando l’intera regione Piemonte, si evince che la percentuale di acquisti per investimento si attesta al 15,7%, il 4,5% è per compravendite di casa vacanza e il 79,8% delle transazioni riguarda l’abitazione principale. Nel primo semestre del 2018 la percentuale di acquisti per investimento si attestava al 14,1%.
Racconti magici: i libri del Natale
DEDICATI AL PERIODO PIU’ AMATO DELL’ANNO
Natale si avvicina, nelle città cominciano a brillare le luminarie, le vetrine dei locali sono decorate a festa, i negozi espongono oggetti adornati in rosso e oro.
Si inaugurano i mercatini al profumo di zucchero filato e cannella, l’atmosfera, nonostante il clima freddo e frizzante, è calorosa e fatata. Nessuno, o quasi, è immune all’arrivo di questa festa, è praticamente impossibile non essere coinvolti nella ricorrenza per eccezione e sebbene il suo lato consumista è ragguardevole e per certi versi più eloquente del significato religioso e tradizionale, il suo potere armonico e la sua capacità di rinsaldare i legami, anche se solo per pochi giorni, è indiscutibile.

Cosa ci aspettiamo, ma soprattutto cosa regaleremo ai nostri cari è un quesito che comincia a girovagare nella nostra mente molto tempo in anticipo. L’offerta è sconfinata, oggetti di ogni tipo, cibo e ovviamente tanta tecnologia. Fortunatamente anche le librerie in questo periodo sono prese d’assalto e per una volta la coda alle casse è un belvedere, la prova che le parole sulla carta sono ancora amate, che i libri sono ancora oggetto di desiderio.
Dopo aver fatto l’albero, abbellito la casa con decorazioni evocative, bevuto una cioccolata al profumo d’arancia e messo su una raccolta di canzoni natalizie, cosa c’è di più celebrativo di un libro sul Natale, di storie che si intrecciano tra calendari dell’Avvento e abeti profumati? I volumi dedicati a questa festa sono molti e ogni anno se ne aggiungono altrettanti, sia per bambini che per adulti: racconti, rime, fiabe, righe e pagine emozionanti ci fanno sentire e vivere più intensamente il periodo della natività più famosa, di Babbo Natale, del pungitopo e di Rudolph, la renna dal naso rosso. Tra i libri più famosi dedicati al Natale troviamo Il Canto di Natale di Charles Dickens, un bellissimo romanzo che racconta della trasformazione del vecchio e tirchio Ebenezer Scrooge, visitato da tre spiriti la notte di Natale. Il racconto rappresenta anche una dura critica allo sfruttamento del lavoro minorile ed un sollecito sociale alla povertà dilagante di quel tempo. Il nostro Gianni Rodari ne Le più belle storie di Natale si rivolge ai più piccoli con filastrocche e poesie, “la neve è bianca come il sale, la neve è fredda, la notte è nera, ma per i bambini è primavera” scriveva e ancora “se fossi io il mago di Natale farei spuntare un albero di Natale in ogni casa”.

Il Ricordo di Natale, di Truman Capote, narra con grande intensità di un bambino lontano dai genitori, un’anziana cugina, una grande casa di campagna nell’Alabama piena di parenti che “hanno potere su di noi, e ci fanno spesso piangere”. Rosamunde Pilcher, in Solstizio d’inverno, racconta la storia tra Oscar ed Elfrida che delusi dalle loro vite decidono ricominciare in Scozia lasciandosi tutto alle spalle. La Leggenda della Rosa di Natale è la Svezia delle fiabe, di quelle antiche che Selma Lagerlöf racconta suggestivamente. Una foresta che si trasforma in giardino, montagne e ghiacci accudite da una vecchietta che non si rassegna alla solitudine. Decisamente meno spensierato ma dedito invece ad una riflessione sul Natale e le sue contraddizioni, come la speculazione cinica nello scambio dei regali mascherato da bontà ed altruismo da parte delle aziende, troviamo I figli di Babbo Natale, di Italo Calvino, uno scenario fulvo-amaro dove anche il “regalo distruttivo” trova spazio a favore del freddo e sprezzante denaro. Tra le novità troviamo Natale a Torino, quindici racconti al Museo, edito da Neos: quindici racconti ambientati nel periodo natalizio ci trasportano nei musei di Torino e ci fanno vivere avventure inconsuete, all’insegna dell’arte e del crimine, della grande storia, quella dei libri, o delle piccole storie, quelle stampate nei ricordi di bambini e nonni.
Maria La Barbera
Sono la linea…
Poesia e illustrazione di Sara Sciammaro
Sono la linea
su cui sei stato in equilibrio
prima di cadere
Profumo d’incenso,
divani impolverati
e vecchi dischi
Confortevole compagnia,
per gli sguardi incrociati,
prima del mio superamento
Quanta immobilità
si nasconde dietro
al desiderio di libertà?
Preferirei svanire
o viaggiare sul treno
di un fugace pensiero
Ma rimango qui
ad essere un limite
per chi non ha coraggio
«LA DECISIONE NON E’ ANCORA PRESA, ASCOLTEREMO TUTTE LE PROPOSTE, PURCHE’ COSTRUTTIVE»
«E’ mio dovere ascoltare i professionisti della Sanità ed in particolare i sanitari dell’ospedale Sant’Anna di Torino, così come sto facendo, oltre agli esperti qualificati dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas). Il nuovo Parco della Salute, nei suoi 1049 posti letto finanziati, non sarà fermato, perché la Sanità regionale e la città di Torino hanno bisogno di quest’opera. Cercheremo di migliorare il progetto. Non permetterò che nessuna delle nostre eccellenze sanitarie venga dispersa per vizi ed errori di programmazione, in particolare quando si tratta di assistenza ai bambini e alle donne. Se dal flash mob di oggi, così come dalle altre iniziative promosse dagli operatori del settore arriveranno delle proposte serie e costruttive, saremo disponibili a valutarle, per giungere ad una decisione che, come ho già detto, al momento non è ancora stata presa».
Così l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi, in merito al flash mob e alle iniziative spontanee sul futuro dell’ospedale Sant’Anna di Torino.
“Misery” al Gobetti per la stagione dello Stabile sino a domenica 15 dicembre
William Goldman – celebre sceneggiatore di Butch Cassidy e Billy the Kid e Tutti gli uomini del presidente che gli valsero due premi Oscar, nel ’70 e nel ’77, nonché autore del Maratoneta divenuto opera cinematografica di Dustin Hoffman e John Schlesinger (1976), adattò per il palcoscenico Misery dal film di Rob Reiner (Oscar per Kathy Bates nel 1991) che a sua volta aveva le proprie salde radici nel romanzo di Stephen King: e Misery è la nuova regia di Filippo Dini, anche interprete, per il cartellone del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale che produce con Fondazione Teatro Due di Parma e il Teatro Nazionale di Genova. Radici, si diceva, che affondano nei primi anni Ottanta, ricordava King, quando in viaggio con la moglie su un aereo dell’American Airlines immaginò “di un popolare scrittore caduto nelle grinfie di una fan psicopatica, emarginata da una crescente paranoia, che abitava in una fattoria spersa chissà dove. La tizia aveva una stalla con del bestiame, compreso un cucciolo di scrofa, battezzato Misery in omaggio alla protagonista della serie di bestseller scollacciati firmati dal suo idolo”.

All’apertura del sipario, lo scrittore Paul Sheldon è già intrappolato in un minuscolo letto, una spalla lussata e le gambe ancor più malconce. In quelle condizioni lo ha raccolto Anne, dalla sua macchina ricoperta dalla neve, disastrata, inservibile, lo ha portato in casa sua, lo ha curato forte dell’esperienza di ex infermiera, l’ha chiuso in quella stessa solitudine, in quell’isolamento ricercato in cui essa stessa vive e sopravvive. Perché tutto questo? Perché Anne è “l’ammiratrice numero uno” dello scrittore, dal primo romanzo edito segue le avventure di Misery, la considera un’eroina, per cui quando viene a sapere che il prossimo libro sarà l’ultimo concepito da Paul e che per di più vedrà la morte dell’eroina come un definitivo cambio di registro verso altre esperienze, si ribella: obbligherà lo scrittore a mutare parere, con qualsiasi mezzo, lecito e illecito, in una prigionia che si perpetua per settimane, con debolissimi momenti di ribellioni subito cancellati, con parole aspre e con supplizi, in una scrittura da parte di Goldman non poche volte vittima della ripetitività (qualche taglio gioverebbe a dare respiro allo spettacolo), che scende nell’azione e nelle parola che l’uomo e la donna instaurano nella claustrofobia di quel chiuso spazio. Che la scenografa Laura Benzi, priva com’è delle ricchezze cinematografiche, poggia su una pedana girevole per farci respirare ora nella piccola entrata, nella cucina o all’esterno della casa per un paio di arrivi di uno sceriffo che comprende troppo tardi lo svolgimento di quella prigionia. Vince su quell’azione, che potrebbe ristagnare e andare a scontrarsi con l’attenzione dello spettatore seduto nelle poltrone del Gobetti, per altro pronto a gustarsi anche gli spunti umoristici che inaspettatamente si ritrovano nella serata, è l’attenta regia di Filippo Dini, che sfrutta al meglio il soffoco di quelle stanze e le incredibili “stranezze” della folle carceriera (che folle non si ritiene, affatto, anzi più che equilibrata e normale, più di una volta declama l’amore che la lega a quell’uomo), ce ne mostra i mezzi, gli oggetti di convincimento, le tangibili prove con cui fino all’ultimo avviluppa lo scrittore nelle proprie decisioni.

Soprattutto fa un gran lavoro di cesello sulle psicologie, sui comportamenti dei personaggi, il suo trascorrere tra dolore e rabbia e terrore, il suo continuo inventarsi un sorriso e un accondiscendere ai progetti altrui, vittima che gioca ogni momento a reagire; che sono il succo della serata ad opera di Arianna Scommegna, feroce e implacabile (il momento in cui spezza le caviglie al malcapitato è, teatralmente, da brivido), ritratto esatto dell’esasperazione affascinata che abbraccia la pagina scritta e chi la compone, padrona di quegli spazi e di quella vita, che s’è inventata un lodevole modo di procedere, che si mostra già fin dall’aprire e dal chiudere soprattutto le porte di casa, anch’essa pronta a disegnare momenti più “dolci”, quasi allineati ad una certa debolezza, e altri introdotti da urla e comandi, pronti a sfociare in azioni barbare e sanguinolente, rivoli di follia che lo spettatore attende ma che si rivelano ancor più concreti di quanto già ci si possa aspettare. Ancora da ricordare, a stretto obbligo, le musiche di Arturo Annecchino, che percorrono e arricchiscono con vera suspence le azioni dello spettacolo.
Elio Rabbione
Le immagini dello spettacolo sono di Alice Pavesi