ilTorinese

Tra Torino e Genova la mixology non si ferma

PORTICI & CARUGGI / Mercoledì 4 marzo da Affini Rivendita2 a Torino una serata dedicata ai sapori e alla creatività di due città che non si arrendono. Il Gradisca Caffè di Genova in visita ai colleghi torinesi, per una nuova sinergia all’insegna del bere responsabile e di qualità

 

Oltre la paura e l’allarmismo, perché Torino e Genova non si fermano e rispondono presente anche in questi giorni incerti e difficili.

Mercoledì 4 marzo a partire dalle 19, il cocktail bar Affini Rivendita2 (Piazza della Repubblica 3 a Torino) ospiterà i colleghi del Gradisca Caffè di Genova, in un evento dove saperi e sapori, profumi e colori di entrambe le tradizioni gastronomiche e “miscelatorie” si incontreranno per dare vita a qualcosa di nuovo e stuzzicante.

Una serata all’insegna del divertimento, della mixology e del food pairing per gustare ricette antiche e rivisitate, ma anche un’occasione per ribadire concetti di unità e innovazione.

“Nonostante si tratti di un momento prettamente ludico – Spiega Davide Pinto, proprietario del Gruppo Affini di Torino – Con “Portici & Caruggi vogliamo lanciare un segnale forte di collaborazione e vicinanza. Perché è proprio in momenti confusi come quello che stiamo vivendo a causa del Coronavirus, dove le piccole realtà imprenditoriali come la nostra e Gradisca Caffè rischiano di soffrire maggiormente, che bisogna fare squadra, esaltare le rispettive eccellenze e camminare fianco a fianco. Tutto, chiaramente, nel rispetto della qualità, del bere responsabile e del sano divertimento”.

Dal Vermut al Taggiasco i sapori dei portici torinesi e dei carrugi genovesi saranno i veri protagonisti della serata: un connubio intrigante, esaltato ulteriormente dall’arte miscelatoria di Michele Marzella, bar manager di Affini e da quella culinaria di chef Niccolò Tealdi di Affini,  per un food pairing tutto da scoprire, in collaborazione con i rispettivi colleghi genovesi.

I cocktail, realizzati per l’occasione, andranno dal Cocktail Portici (Gin taggiasco, sciroppo alla maggiorana, limone, albumina e soda) al Cocktail Caruggi (Gin Taggiasco, sherbet basilico e pinoli tostati, gocce di salamoia, crosta di pecorino), mentre i piatti della tradizione ligure andranno dalla farinata alle trofie al pesto con polvere di pomodoro e formaggio prescinseua, dal calamaro ripieno su crema di bieta e chips di riso al pomodoro alla torta ligure.

Coronavirus e altre emergenze

Paese strano il nostro dove ormai si parla solo di  coronavirus e poi si permettono indecorosi e pericolosi  “spettacoli” come questa discarica a cielo aperto. Il bello della vicenda, anzi il brutto della vicenda, è che siamo a Fiumicino vicino ad un rinomato e buon ristorante di pesce. Una porta  d’ingresso per chi arriva a Roma

L’ avventura ai tempi del coronavirus comincia ore prima all’aeroporto di Caselle. Ore 10 ceck-in.  Nessun controllo sanitario e passaggio al metal detector senza scarpe e cintura. Fortunatamente non mi sono caduti i pantaloni. Per la sicurezza si fa questo ed altro. 40 minuti per l’imbarco. Metà aereo vuoto e solo due persone con mascherina. Colgo battute tra due hostess. Sintesi del loro dire: il coronavirus è solo un’ influenza. Mi intrometto presentandomi.

Rincarano la dose. In Spagna non sono preoccupati come da noi. L ‘Alitalia è finita. Morta in un paese morto. Esagerano? Lunedì la notizia: un medico contagiato è guarito e sostiene anche lui che si tratti di una banale influenza. Intanto sono stati bruciati 20 miliardi. Una finanziaria. Atterrato a Roma, piccolo controllo sanitario. Tutto a posto. Girando inevitabile pensare alle polemiche di queste settimane dove la colpa è sempre degli altri. Addirittura c’ è già chi parla di complotto internazionale voluto  o da Dio o da Trump. Nessuno ammette che la casualità fa parte della vita e dunque della Storia.

Su Dio che manda  strali sulla terra per punire gli uomini dei loro peccati, a parlare  sono i soliti ciarlatani. I dietrologi negazionisti del perché avviene qualcosa di non previsto. Complottisti da strapazzo. Ora turchi, rumeni o israeliani chiudono le loro frontiere. Gli si ritorcerà contro, come gli si ritorcerà contro – sia ai turchi come ai greci – la mattanza di profughi. Altro che coronavirus. Una vera e  propria emergenza umanitaria. Ed anche qui è sconsolante l’assenza totale dell’Europa. Sia sull’emergenza coronavirus,  sia  sull’emergenza umanitaria. Tragicamente l’Europa non c’è. Oramai è chiaramente una sovrastruttura con pochi poteri e tante parole. Noi italiani incoerenti? Forse, ma ahimé non i soli. L’impotenza di fronte a questi problemi prodotti dalla globalizzazione è pressoché totale. Non si sa  se tornare indietro o andare avanti e quale direzione prendere. Non si sa per ignoranza o anche per voluta conoscenza. Non si può per possibilità. La politica non ha strumenti. Insisto, non si intravedono vie d’uscita. Altro che bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. Qui non c’ è né bicchiere né liquido da metterci dentro.

 

Patrizio Tosetto

“Ambulanze, volontari esentati dalla burocrazia anti-multe: finalmente!”

“Passaggi dei mezzi di soccorso: spetterà, pare, alla Municipale verificare se vi siano i presupposti per la circolazione in emergenza e non alle Associazioni dimostrarlo a posteriori. Dunque le mie obiezioni sono state ascoltate dopo un mese abbondante? Meglio tardi che mai. Adesso, si introduca una tecnologia countdown presso i semafori con Vista Red”

Ambulanze e Vista Red: sarà, pare, la Municipale a verificare se sussistano i presupposti per la circolazione in emergenza. Se così fosse, i Volontari non saranno più costretti a sottrarre tempo prezioso alla loro attività per smaltire la burocrazia necessaria alla revoca delle multe. Le mie obiezioni, un mese fa bollate come superflue in Sala Rossa, sono oggi alla base di quello che sembrerebbe un provvidenziale cambio di rotta.

Meglio tardi che mai: i Volontari alla guida delle Ambulanze non sono pirati della strada (e non lo erano neanche nelle scorse settimane). Svolgono invece un servizio imprescindibile (diverso il caso dei mezzi senza assicurazione sequestrati). Questa decisione ammette e riconosce implicitamente la validità di quanto ho sempre sostenuto e suggerito. Avevo, dunque, ragione.

Ora aspetto risposte, dopo mesi di silenzio, sulla mia richiesta di introdurre una tecnologia countdown preso i semafori dotati di sistema Vista Red: spero davvero che l’Amministrazione mi dia nuovamente ascolto.

Silvio Magliano – Capogruppo Moderati, Consiglio Comunale Torino.

Drone sfugge al controllo e precipita sulla Torino-Savona. Pilota denunciato

Un drone di 250 grammi di peso sfuggito alla guida di un ragazzo di 28 anni si è schiantato sull’autostrada A6  Torino-Savona a Fossano

L’episodio, accaduto nei giorni scorsi,  è stato reso noto oggi.

Non ci sono state conseguenze per gli automobilisti ma il pilota è stato identificato e denunciato dalla polizia stradale  per violazione del regolamento Enac, l’Ente nazionale dell’ aviazione civile. Il pilota  stato scoperto da una pattuglia della polizia stradale mentre stava recuperando il  drone con la sua vettura  in sosta nella corsia d’emergenza. Ha spiegato che era precipitato mentre lo pilotava dai  campi, a 80 metri sotto il viadotto.

La sindaca ringrazia la comunità cinese per il dono di mascherine e tute monouso

 Chiara Appendino scrive su Facebook:  “Ci tenevo a ringraziare la comunità cinese per questo gesto, che forse nei giorni scorsi ha avuto poca visibilità”

“L’associazione nuova generazione italo cinese, Angi, a nome dell’associazione Wenzhounesi Uniti nel mondo e Giovani Wenzhounesi, ha donato all’Unità di Crisi della Regione Piemonte di 6mila guanti monouso, 1900 mascherine, 660 occhiali protettivi e 30 tute monouso. Ancora una volta  la comunità cinese si dimostra parte integrante della nostra comunità, dando supporto ove possibile e dimostrando grande sensibilità e generosità, in particolare in questo momento storico. A tutti loro, a nome mio e della Città di Torino che rimane unita, un sentito ringraziamento”

I libri più letti e commentati a Febbraio 2020

Ecco i  tre libri più letti e discussi in questo mese di febbraio nel gruppo FB Un libro tira l’altro, ovvero il passaparola dei libri 

 

Sono Il Manicomio dei bambini, saggio di Alberto Gaino che ripercorre la storia delle istituzioni psico-pedagogiche e fa riflettere su molti aspetti della storia più recente del nostro paese; i recenti fatti legati alla paura di epidemie hanno riacceso i riflettori su L’ombra dello scorpione, classico romanzo di Stephen King  e al terzo posto troviamo La straniera, di Claudia Durastanti, romanzo che, pur essendo molto presente nelle discussioni, non sembra convincere i nostri lettori.

Per questo mese, la libreria Empatia di Teramo consiglia la lettura di Il nostro desiderio è senza nome di Mark Fisher (Minimum Fax), “perché in quasi ogni pagina del critico radicale inglese si trova uno spunto, un’intuizione genuina sulla nostra società e sul modo così sinistro in cui stiamo scegliendo di portarla avanti”; Kintu di Jennifer Nansubuga Makumbi (66thand2nd), romanzo epico che racconta l’ Uganda, fra tradizioni e racconti orali, dal sapore dei poemi omerici con  la magia della Storia infinita di Ende e la potenza del Conte di Montecristo.

 

Nel mese di San Valentino, i nostri lettori hanno votato la migliore storia d’amore raccontata dalla letteratura e dalla narrativa e al primo posto del sondaggio troviamo quella tra Catherine e Haethcliff in Cime Tempestose, di Emily Bronte; seguono Louise e Will protagonisti di  Io prima di te, di JoJo Moyes e infine la lunga passione di Florentino e Fermina nel classico L’amore ai tempi del colera, di Gabriel Garcia Marquez.

 

Per la serie: Time’s List of the 100 Best Novels, ovvero i cento romanzi più importanti del secolo XX, scritti in inglese e selezionati dai critici letterari per la rivista Times, questo mese noi abbiamo discusso di tre capolavori della letteratura inglese contemporanea:  il celebre romanzo storico di Robert Graves Io Claudio, l’arguto e cinico ritratto di maggiordomo di E vissero felici di Henry Green e del recente premio Nobel Kazuo Ishiguro con Non lasciarmi.

 

Per questo mese è tutto, ci rileggeremo il mese prossimo!

 

Podio del mese:

Il Manicomio dei bambini, di Alberto Gaino (Edizioni Gruppo Abele) – L’ombra dello scorpione, King (Sperling & Kupfer) –  La straniera, di Claudia Durastanti (La Nave di Teseo).

 

I consigli del libraio: Il nostro desiderio è senza nomeFisher (Minimum Fax) – Kintu Nansubuga Makumbi (66thand2nd).

Nel mese di San Valentino:

Cime Tempestose, di Emily Bronte; Io prima di te, di JoJo Moyes – L’amore ai tempi del colera, di Gabriel Garcia Marquez.

 

Time’s List of the 100 Best Novels  :

Io ClaudioGraves (Bompiani) – E vissero felici, Green (Longanesi) – Non lasciarmi, Ishiguro (Einaudi)

 

Testi di Valentina Leoni

grafica e impaginazione di Claudio Cantini redazione@unlibrotiralaltroovveroilpassaparoladeilibri.it

Coronavirus: informarsi solo sui canali ufficiali

Pubblichiamo l’appello del presidente del Consiglio regionale  Stefano Allasia per non alimentare la disinformazione

“Dall’incontro di stamattina con il presidente della Giunta presso l’unità di crisi della Protezione civile è emersa una situazione sotto controllo, senza nessun nuovo caso positivo, oltre ai tre già segnalati nei giorni scorsi. Il monitoraggio proseguirà e continueremo a fornire aggiornamenti costanti.
Il mio appello a tutti i cittadini piemontesi è quello di acquisire notizie solo attraverso i canali istituzionali, in particolare il sito della Giunta, del Consiglio regionale e della Protezione civile, senza affidarsi a fonti non ufficiali, frequenti sui social network, che rischiano di alimentare disinformazione, preoccupazione e talvolta anche truffe”.  Così il presidente del Consiglio regionale si è rivolto ai piemontesi per aggiornarli sulla gestione dell’emergenza Coronavirus.
“Tutti coloro che hanno il dubbio di aver contratto il virus possono contattare il numero verde  800.19.20.20, per ottenere una prima assistenza telefonica che, attraverso una sorta di pre-triage, indica al paziente che cosa fare o dove recarsi per ottenere la risposta assistenziale più appropriata. Il servizio è stato organizzato per alleggerire i numeri dedicati normalmente all’emergenza dal grande flusso di chiamate che in queste ore stanno intasando i centralini del 112 e 118, con il rischio di rallentare i soccorsi. Per informazioni generiche di carattere sanitario sul coronavirus e sui comportamenti di prevenzione si può contattare il 1500, numero verde del Ministero della Salute”.
“La modalità costruttiva con cui si sta affrontando in Piemonte l’emergenza è il frutto dell’ottimo lavoro di squadra che coinvolge numerosi operatori. A loro va il mio sentito ringraziamento per lo spirito di sacrificio e la professionalità in un lavoro che li vede impegnati da sabato, senza sosta” – ha aggiunto il presidente del Consiglio regionale-. “Penso in particolare al personale sanitario, a quello della Protezione civile, ai numerosi volontari che stanno prestando assistenza così come ai funzionari dell’amministrazione che supportano a livello informativo i cittadini”

Tumore al seno: dove operarsi in Piemonte?

Su www.doveecomemicuro.it la classifica regionale degli ospedali più performanti per volume di interventi per tumore al seno (fonte dati: PNE 2018). A conquistare le prime posizioni sono l’Ospedale Sant’Anna – AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, l’Istituto di Candiolo (TO), il Presidio Sanitario Cottolengo di Torino, l’Ospedale Santi Antonio e Margherita di Tortona – ASL Alessandria (AL) e l’Azienda Ospedaliera Maggiore della Carità di Novara

Con un’incidenza di 1 donna colpita su 8, il carcinoma alla mammella è la neoplasia più diffusa nella popolazione femminile. Nell’eventualità di doversi sottoporre a un intervento, come individuare l’ospedale che offre maggiori garanzie di sicurezza e che risponde meglio alle proprie esigenze?

Su www.doveecomemicuro.it, portale di public reporting in ambito sanitario, è disponibile la
classifica degli ospedali italiani per numero di interventi annui per tumore al seno (fonte:
PNE 2018 di Agenas, riferito all’anno 2017). Alla base, l’assunto secondo cui più alto è il
numero di casi trattati maggiori sono le garanzie per le pazienti. “Il volume di attività, infatti,
secondo quanto dimostrano le evidenze scientifiche, ha un impatto significativo sull’efficacia
degli interventi e sull’esito delle cure”, spiega Elena Azzolini, medico specialista in Sanità
Pubblica e membro del comitato scientifico del sito.

Nel nostro Paese, gli ospedali pubblici o privati accreditati che nel 2017 hanno effettuato
interventi annui per carcinoma alla mammella (tenendo conto solo di quelli che hanno
eseguito almeno 5 operazioni) sono 469: il 42,9% è situato al Nord, il 19,8% al Centro e il
37,3% al Sud. A quali si rivolgono più frequentemente i cittadini?

Tre quarti degli interventi concentrati in meno di un terzo dei centri

Dei 469 ospedali pubblici o privati accreditati che in Italia effettuano almeno 5 operazioni
annue, solo 137 (il 29,2% del totale) rispettano la soglia di 150 interventi fissata
dalle autorità ministeriali per il tumore alla mammella: il 49,6% si trova al Nord, il 24,8% al
Centro e il 25,6% al Sud. In queste strutture, nel 2017, sono stati eseguiti ben il
74,7% (quasi tre quarti) degli interventi totali contro il 55,8% del 2012: è a questi
centri, particolarmente performanti, quindi, che si rivolgono sempre più spesso i cittadini.

Viceversa, nelle restanti strutture accreditate (oltre due terzi), nel 2017 è stato eseguito
appena il 25,3% delle operazioni totali (poco più di un quarto) contro il 44,2% del 2012.
“La scelta di fissare una soglia minima d’interventi annui ha, tra i principali effetti, quello di
convogliare i pazienti nei centri che offrono maggiori garanzie, che saranno così portati a
progredire in esperienza ed adeguatezza delle cure. I grandi numeri hanno un altro
vantaggio: giustificano l’impiego di più specialisti in una logica multidisciplinare e consentono
di attivare Breast Unit certificate: reparti specializzati che offrono alle pazienti l’opportunità
di essere seguite da un team di esperti e di accedere a un trattamento personalizzato”,
spiega Massimiliano Gennaro, medico della Struttura Complessa Chirurgia generale
indirizzo oncologico 3 (Senologia) presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

Le strutture in linea con lo standard aumentate del 63% in 5 anni

Nell’ultimo quinquennio, i centri che rispettano lo standard – quelli cioè che eseguono
almeno 150 interventi annui – sono cresciuti del 63% (da 84 nel 2012 sono passati a 137
nel 2017). Al contrario, è calato il numero complessivo degli ospedali che eseguono
interventi per tumore alla mammella (sempre tenendo conto solo di quelli che effettuano
almeno 5 interventi annui): da 559 nel 2012 sono passati a 469 nel 2017 (-16%).

La direzione è quella giusta, ma la mia aspettativa, nell’interesse dei pazienti, è che gli
indicatori individuati per valutare i centri – come le soglie di attività – si perfezionino nel
tempo e riflettano sempre più fedelmente la qualità delle prestazioni offerte”, dice
Massimiliano Gennaro. “Quanto alle strutture in linea con gli standard, il loro aumento è
auspicabile, ma non si può prescindere da una loro equa distribuzione sul territorio che
garantisca ai cittadini le stesse opportunità di cura risparmiando loro migrazioni da una
Regione all’altra”.

Interventi aumentati di oltre un terzo in un quinquennio

Dai dati di Agenas emerge anche un notevole incremento delle operazioni per tumore al
seno che, nel nostro Paese, hanno registrato un + 38,5% in 5 anni passando dalle 44.147
effettuate nel 2012 alle 61.137 del 2017.

“L’aumento è in linea con i dati riportati nell’ottobre scorso da AIOM, i quali rivelano un
trend in crescita per quanto riguarda l’incidenza del tumore al seno in Italia (+0,3% per
anno, dal 2003 al 2018). L’incremento delle diagnosi si spiega con l’ampliamento, in alcune
Regioni, dello screening mammografico, che ha coinvolto nuove fasce di età (45-49 anni) in
aggiunta a quelle per cui era già attivo (dai 50 ai 69 anni). Inoltre, si deve al fatto che molte
giovani donne oggi scelgono di sottoporsi ai controlli di loro iniziativa, spinte dalle campagne
di prevenzione e dai progressi fatti nei campi della diagnosi e delle cure, che hanno
consentito un significativo calo della mortalità (-0,8% per anno)”, spiega Massimiliano
Gennaro.

Un portale aiuta i cittadini a orientarsi

Quali centri vantano un buon numero d’interventi annui nel rispetto delle soglie ministeriali?
E quali ospitano al loro interno una Breast Unit? Queste e altre informazioni sono disponibili
su www.doveecomemicuro.it, portale che vanta un database di oltre 2.300 strutture:
tra ospedali pubblici, strutture ospedaliere territoriali, case di cura accreditate,
poliambulatori, centri diagnostici e centri specialistici.

Come eseguire la ricerca?

Per confrontare le strutture è sufficiente inserire nel “cerca” la parola chiave desiderata, ad
esempio “tumore al seno” e selezionare la voce che interessa tra quelle suggerite. In cima
alla pagina dei risultati compariranno i centri ordinati per numero d’interventi, per vicinanza
o in base ad altri criteri selezionabili. Il semaforo verde indica il rispetto della soglia
ministeriale mentre una barra di scorrimento mostra il posizionamento delle singole strutture
nel panorama nazionale. La valutazione viene fatta considerando indicatori istituzionali di
qualità come volumi di attività (dati validati e diffusi dal PNE – Programma Nazionale Esiti
gestito dall’Agenas per conto del Ministero della Salute).
È possibile anche inserire nel “cerca” uno specifico esame (ecografia della mammella,
mammografia, agoaspirato della mammella, ecc..) o un determinato intervento
(mastectomia, ricostruzione della mammella, ecc…), quindi restringere il campo alla
regione o alla città di appartenenza. Per filtrare ulteriormente i risultati, basta spuntare
le caselle della colonnina in basso a sinistra relative, ad esempio, alle certificazioni Breast
Unit o Bollini Rosa, il premio assegnato agli ospedali attenti alle esigenze femminili.

CLASSIFICA REGIONALE STILATA PER VOLUME DI INTERVENTI CHIRURGICI PER TUMORE AL SENO
(Fonte PNE 2018)
Le strutture pubbliche o private accreditate che in Piemonte hanno effettuato questo tipo
di intervento sono 31.
12 strutture su 31 rispettano la soglia (38,7%).
Le 5 strutture che effettuano un maggior numero di interventi sono:
1. Ospedale Sant’Anna – A.O.U. Città della Salute e della Scienza di Torino (n°
interventi: 833) 6° in Italia
2. Istituto di Candiolo (TO) (n° interventi: 413)
3. Presidio Sanitario Cottolengo di Torino (n° interventi: 335)
4. Ospedale Santi Antonio e Margherita di Tortona – ASL Alessandria (AL) (n°
interventi: 276)
5. Azienda Ospedaliera Maggiore della Carità di Novara (n° interventi: 260)
Il 12,6% dei residenti sceglie di farsi curare in altre regioni
L’87,4% dei residenti sceglie di farsi curare nella propria regione
Il 3,4% di interventi eseguiti su non residenti

Operazione antidroga: 70 veicoli controllati, oltre 200 le persone identificate

È il bilancio di una notte di controlli, quella appena trascorsa, che ha visto la Guardia di Finanza di Torino impegnata al Sestriere, in alta Val di Susa, in un’attività di prevenzione, mirata a contrastare il traffico di stupefacenti ed episodi di microcriminalità.

Alcuni equipaggi della Compagnia di Susa e della Tenenza di Bardonecchia, supportati dalle Squadre Cinofile del Gruppo Torino, hanno controllato per gran parte della notte, all’ingresso del Colle, sia le auto provenienti dalla Val Chisone e pinerolese, che quelle provenienti dalla Val di Susa.

Come detto, centinaia le persone identificate e decine i grammi di sostanze stupefacenti sequestrati, sia a bordo delle autovetture fermate che occultate sulle persone, oltre a diversi spinelli già confezionati e pronti per essere consumati.

Quantitativi di Hashish e marijuana sono stati anche rivenuti nascosti all’interno di una transenna sita in un parcheggio posto nelle immediate vicinanze di un noto locale notturno del Sestriere, molto probabilmente sostanze “abbandonate” dai possessori alla vista dei Finanzieri.

I carabinieri sventano l’assalto degli “uomini d’oro” al furgone portavalori

Sequestrati tre fucili e centinaia di chiodi a tre punte / Una gazzella dei Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Torino in servizio ieri nel quartiere cittadino “Parella” ha incrociato una Fiat 500 con a bordo due persone, il cui sguardo e atteggiamento ha insospettito non poco il capo equipaggio, che ha deciso così di procedere ad un controllo

I militari, quindi, dopo aver raggiunto l’autovettura – seguita a brevissima distanza anche da un’Alfa Romeo Giulietta con un solo individuo alla guida – ha intimato l’alt con i dispositivi sonori e luminosi in dotazione. Improvvisamente, però, entrambe le auto hanno accelerato bruscamente senza fermarsi. La corsa a tre a folle velocità è iniziata nel capoluogo piemontese ed è terminata nella vicina Collegno (TO), dove l’abilità del Carabiniere autista ha consentito di stringere a bordo corsia i due mezzi in fuga. I tre sospettati (2 a bordo della fiat 500 e 1 della Giulietta) si sono dati a gambe levate nei campi limitrofi, inseguiti a piedi dai militari che sono riusciti a bloccarne solo uno (l’autista della Giulietta), un 27enne di San Severo (FG) già noto alle forze di polizia che già indossava un giubbetto antiproiettile, uno scaldacollo e guanti e aveva in tasca varie cartucce calibro 12. La successiva perquisizione della Fiat 500 ha permesso di trovare un arsenale pronto all’uso sul sedile posteriore : 2 pericolosi fucili a pompa, cal. 12 (1 Bernardelli rubato a Fermo nel mese di giugno 2015 e 1 Hawk Industries China, di fabbricazione clandestina, entrambi muniti di caricatore con 5 colpi di cui 1 in canna), un terzo fucile automatico Beretta cal. 12, munito di caricatore 5 colpi di cui 1 in canna (intestato a una persona deceduta), nonché un centinaio di chiodi a tre punte. Sequestrate le due auto, entrambe con targhe clonate, delle quali la Fiat 500 è anche risultata rubata nel centro storico di Torino il 29 febbraio scorso. Le indagini proseguono per catturare i complici, verificare se le armi, inviate al RIS di Parma, siano state utilizzate in altri episodi delittuosi, nonché individuare l’obiettivo della banda.