ilTorinese

Banco Farmaceutico: non dimentichiamo i poveri

Riceviamo e pubblichiamo / In questi giorni, il nostro modo di vivere è cambiato. Le nostre giornate sono segnate dal sacrificio che ciascuno, per il bene di tutti, deve fare. Per alcuni, ha preso la forma della sospensione delle proprie abitudini. Per altri, anzitutto per i medici, gli infermieri, gli operatori sanitari e i farmacisti, ma anche i trasportatori o i cassieri dei supermercati, ha preso la forma di un sovraccarico di responsabilità, dovendo stare a contatto con persone malate o che potrebbero esserlo. 

 

Ci teniamo a esprimere a tutti la nostra vicinanza. E, in particolare, a chi è malato, ai suoi amici e parenti o a chi non può andare a trovare i propri genitori nelle case di riposo.

Vorremo, poi, invitare ciascuno a non dimenticarsi dei poveri; di quanti, anche in tempi di normalità, stanno peggio di noi, e della rete di realtà assistenziali che si prende cura di loro. Proprio ora che stiamo riscoprendo il valore delle abitudini che davamo per scontate, val la pena ricordarci di chi, a quelle abitudini, ha rinunciato perché è povero. In questo momento di grandi limitazioni, dedicare un pensiero al bene di chi non ha nulla, sperando che questa situazione non lo danneggi ancora di più, può arricchire la nostra umanità e farci affrontare questo periodo nella dimensione della speranza.

Anche noi di Banco Farmaceutico stiamo lavorando da casa e cercando di fare il possibile per continuare a raccogliere farmaci per chi ha bisogno.

Perché il nostro lavoro prosegua, abbiamo bisogno di chiedere alle aziende farmaceutiche di mantenere quella disponibilità che hanno sempre avuto ad accogliere nostre eventuali e mirate richieste di medicinali e prodotti farmaceutici per le realtà assistenziali.

Sappiamo che la filiera farmaceutica, con grande fatica, è impegnata nell’assicurare la produzione, lo stoccaggio e la distruzione di medicine in tutta Italia; chiedendo alle aziende di non dimenticarsi dei più fragili, siamo consapevoli di chiedere uno sforzo ulteriore e importante, ma anche indispensabile.

Pensiamo, infatti, che – soprattutto in questo momento di incertezza – orientarsi anche al bene dei più deboli contribuirà a rafforzare la tenuta sociale del nostro Paese.

Facciamo nostro l’appello del Papa che, nell’affidare l’umanità a Maria, ha auspicato che “possa tornare la gioia e la festa dopo questo momento di prova”

In giro senza giustificazione: era un pusher

Sono da poco passate le 3 di notte, le strade sono deserte a causa delle limitazioni imposte alla  libera circolazione delle persone a causa della pandemia di Covid-19, quando una pattuglia del commissariato Rivoli nota un soggetto passeggiare su Strada antica di Rivoli a Grugliasco
I poliziotti lo avvicinano, sottoponendolo a controllo. Si tratta di un cittadino italiano di 20 anni. Il ragazzo non è in grado di fornire motivazioni valide per la sua presenza in strada, salvo poi confessare di essere uscito per fare due passi, bere una birra e fumare uno spinello, che consegna spontaneamente ai poliziotti. Perquisito, il ventenne viene trovato in possesso di 7 bustine in cellophane contenenti sostanza stupefacente e 660 euro in contanti, verosimilmente provento di un’attività di consegna della droga “a domicilio”. Estesa la perquisizione alla residenza del ragazzo, gli agenti del commissariato rinvengono su uno scaffale, nella cantina di pertinenza dell’abitazione, una scatola con all’interno una bustina in cellophane contenente sostanza stupefacente per circa 16 grammi ed un bilancino di precisione. Il ventenne è stato denunciato per detenzione di sostanza stupefacente e inottemperanza alle vigenti normative del DPCM dell’ 11 marzo

Locatelli (Prc): “Insufficienti le misure negli ambienti di lavoro”

“Troppe dichiarazioni di principio e pochi fatti” dichiara Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc-Se di Torino a proposito delle misure di contrasto alla diffusione del virus nei luoghi di lavoro contenute nel protocollo d’intesa siglato a livello di governo e di parti sociali

Ancora per Locatelli: “Il protocollo contenente le misure di contrasto della diffusione del virus negli ambienti di lavoro, al di là dell’impegno in linea di principio sulla salvaguardia delle condizioni  di sicurezza e salubrità nei luoghi di lavoro, condizioni che dovrebbe valere in ogni caso, lascia che si possa continuare con le attività produttive.  Si lascia che questa possibilità sia agita azienda per azienda in presenza di un problema di sicurezza generale. Una cosa sbagliata soprattutto nelle aree ad alta densità di attività industriali e di contagio – penso in particolare a Bergamo, Brescia e alla Lombardia – dove l’errore  commesso è stato quello di pensare di garantire in ogni caso la continuità produttiva rispetto al rischi di diffusione del contagio.  Se i parchi urbani devono rimanere chiusi a maggior ragione lo devono essere le aziende che non svolgono attività essenziali. In assenza di queste misure elementari fanno bene i lavoratori a scioperare. La salute delle persone, delle lavoratrici e dei lavoratori, viene prima del profitto dei padroni”.

Vezzolano tra fede, storia e atmosfera

E quando si potrà….una gita anche a Vezzolano e alla sua Abbazia, a poca distanza dalla collina torinese. La chiesa di Santa Maria di Vezzolano merita più di una sosta anche se in questi tempi bui e drammatici è sbarrata come tutti gli altri siti storici

La Canonica di Vezzolano, che chiamiamo solitamente Abbazia per l’atmosfera medioevale e misteriosa che si respira quando si entra o si passeggia nei dintorni sorge nel Comune di Albugnano, nel basso monferrato astigiano. In realtà non è mai stata un’abbazia.

Per farla breve, arrivati a Castelnuovo don Bosco da Chieri, si sale verso Albugnano e si vira a sinistra scendendo per un chilometro in una piccola conca dove si staglia l’abbazia, splendido gioiello del Romanico astigiano, circondata da boschi, vigne, leggende, verdi colline, sentieri per escursionisti e da un favoloso panorama che guarda verso Superga, l’imbocco della Val Susa e naturalmente l’onnipresente Monviso. Una suggestiva leggenda è legata alla figura di Carlo Magno. Un giorno dell’anno 773 l’imperatore stava cacciando nei boschi intorno a Vezzolano. D’improvviso gli apparvero di fronte tre scheletri usciti dalla tomba. La paura fu tale che cadde da cavallo, un eremita lo aiutò a riprendersi e lo invitò a pregare Maria Vergine. A quel punto Carlo Magno decise di costruire proprio in quel luogo una grande chiesa. La leggenda del re Franco fu ben sfruttata da un canonico di Vezzolano nel Settecento per raccogliere fondi dai nobili della zona e ristrutturare l’Abbazia decadente. Ma la notizia di questi giorni è straordinaria: il 2019 è stato un anno record per l’Abbazia visitata da quasi 50.000 turisti. Un anno eccezionale che conferma l’interesse crescente dei visitatori per il Romanico, dai monumenti alle chiese, dalle cappelle votive ai castelli. Tutti pazzi per il Romanico astigiano, si direbbe, che conquista sempre più gente e individua nella storica Abbazia il pezzo più pregiato. Secondo l’associazione culturale “In.Collina”, lo scorso anno i visitatori, italiani e stranieri, che hanno apprezzato i monumenti del Romanico astigiano sono stati 46.000, diecimila in più di due anni fa. Un prezioso patrimonio artistico che resta aperto, anche d’inverno, grazie all’impegno di decine di volontari dell’associazione astigiana. L’Abbazia è aperta sei giorni su sette per nove mesi su dodici e i fine settimana nel periodo autunno-inverno. Eretta nel 1095, mentre in Europa ci si preparava alle Crociate, è uno dei principali monumenti romanici medioevali del Piemonte. Quasi mille anni fa sorse come Canonica dell’Ordine di Sant’Agostino e il primo documento a noi noto è l’atto di investimento del 17 febbraio 1095. La chiesa è dedicata allaVergine Maria al cui culto erano dedite le canoniche di Sant’Agostino e molto ricca è l’iconografia mariana conservata nel complesso. L’interno con la sua architettura romanico-gotica è composto da due navate, centrale e sinistra mentre la navata a destra è stata inglobata nel bellissimo chiostro abbellito da numerosi affreschi del Trecento. Di particolare pregio il pontile che suddivide la navata centrale, realizzato in arenaria grigia monferrina, su cui sono raffigurati i Patriarchi e le Storie della Vergine. Nel giardino antistante si può anche ammirare il meleto dell’abbazia in cui si recuperano antiche varietà di mele. Il sito dell’associazione culturale informa che, a causa dell’emergenza virus, la Canonica di Vezzolano rimarrà chiusa fino al 3 aprile.

Filippo Re

Caronte sbarca dall’Eufrate, preghiera per la Siria

Di Alessia Savoini / In un tempo in cui virale è ciò che ci investe e ci rende esili trasparenze, fitte trame di un mondo spartito, ‘indialogato’, quasi non ci accorgiamo di come il silenzio si rende complice di un atto di omertà

Esiste una terra dove i massacri in piazza divengono educazione del popolo e gli infanti, costretti alla quotidie di una costante atrocità, si trovano nell’apatico trauma del gioco a pallone con una testa di cadavere. Uomini e ragazzini esplodono le loro vite ai margini degli innocenti, essi stessi lo furono, e donne vengono ogni giorno stuprate dal veleno del Captagon. Gli omosessuali defenestrati, i cristiani crocifissi, i ladri menomati, lo studio non consentito, dèi violentati dall’oblio, nella distruzione di templi e luoghi di cultura, il popolo giustiziato. Non più case, non più ospedali. Solo macerie e resti di uomo. Riesci ancora a giudicare chi fugge?

 

“Nell’alto silenzio che il miele trasforma

l’amara radice delle amputazioni

nel vero cammino che non richiede cammino

e segna d’impronte il passo che ogni orma cancella

nella palpebra colata a picco per l’assedio del cielo

nella fronte che si spoglia

per cogliere la cima del proprio fuoco.”

Franco Ferrara

 

La poesia

So ham,

in seno all’etere e poi nell’abisso,

non vidi uomo sottrarsi al deserere cavo della domanda;

 

disgiunto è ognuno dalla placenta dei mondi

a plasmare il midollo degli anatemi nell’orgia del credo,

in consumazione all’istanza della ferita.

 

L’ipertrofia della terra è genesi nella lacerazione del cielo.

 

Ma ogni essere è solo nel punto in cui soccombe

e non vi è fiume che converge il suo epilogo in una fonte

come non si vide mai un dio sublimare il suo codice

e secondo misura

il fiume delle cause compone

                                                                                                                              e cancella

nell’alterna discordia che il tallone del cielo

impone alla natura del fuoco

e delle acque.

 

So ham

 

l’aulico paradigma della pietra

è forse la prima caparbia testimonianza dell’esserci

 

Quale il segreto di questo nostro universo

che appare, scompare

e ritorna nel cielo esterno delle stagioni?

So ham.

 

Conosci il luogo dove del tuo altro non si scorge il volto,

ove menomata la parola

 

resta

l’espiazione della carne;

 

la remissione il suo dazio, il silenzio il sangue di un emendamento scaltro.

 

E anche col favore del silenzio

(e dell’ombra),

per non vedere quanto un uomo è capace di concepire

in fondo al malessere di una disposizione

ad eventi assoluti.

 

So ham

 

 

nelle terre in cui si muore

un giovane traduce nel fuoco il sevizio della libertà

e la sua cenere ne fu il germoglio,

diaspora dell’arabica primavera.

 

Il y a la rebellion contre Phénix et aussi l’affirmation du feu sans lieu ni deuil

 

Ma poi la falla di un credo

incise il suo postulato al dogma amniotico della pelle,

riversò la sua fede nell’impiccagione del popolo

solo

al patibolo del destino.

 

Come potresti non fuggire

se esistesse di te soltanto la reclusione?

 

Il fatuo colosso delle perversioni

collassa

nella tortura di uomini liberi.

 

Il peccato della sorte e la lotta nella terra in cui il sol muore,

l’agio dell’allodola nella sua tana

 

non risparmiano la migrazione di un vento senza anelito

e si compone l’epitaffio

di una stirpe senza voce.

 

Tra le macerie delle cose che non vedi,

la puoi udire, la voce inascoltata dell’esanime

<<Or che il tuo cuor

di me si fa preludio

ed il declino del nudo

è del mio cuor sagitta,

restituisci, fratello,

la tua razza al sepolcro della pelle.

Or che tuo rancor

del mio spirito si fa diletto,

un dio non cede

all’umiliazione del tuo credo.

Or che il sol

una sola volta ride

e l’altra tace,

indicami un dove

in cui silenziosamente proferir

Ave.

Or che della mia pena

fosti sagace,

restituiscimi, fratello,

la mia pace>>.

Questo intendevo dire. E in molti modi. E nelle diverse solitudini

di un’assoluta solitudine

(e intendo la nausea di cinque continenti strappati

al midollo dell’anima).

 

So ham.

.

Immagini di Simone Savoini

Merlo: “Basta spostamenti in valle”

“Abbiamo scritto al Prefetto di Torino pregandolo di intensificare i controlli per evitare presenze anomale ed ingiustificate a Pragelato e nell’intera Via Lattea. Nei giorni scorsi avevamo già sollecitato le forze dell’ordine – come prevedono le norme contenute nel recente DPCM – per aumentare i controlli. Forze dell’Ordine che, lo voglio ricordare e al contempo li voglio anche ringraziare, stanno già lavorando con tenacia e determinazione per centrare questo obiettivo

Ma quello che adesso mi sento di dire è lanciare un appello ai cittadini, a tutti coloro che non sono residenti a Pragelato e che per svariati motivi vogliono mettersi in cammino verso questa località ancora in questi giorni e nei prossimi giorni. Soprattutto nel weekend.

Ve lo chiedo con cortesia e con senso di responsabilità. Se non per motivi gravi – e contemplati nelle regole previste dal DPCM varato nei giorni scorsi – non fatelo. L’attuale Amministrazione Comunale di Pragelato crede fortemente nello sviluppo e nell’incremento turistico del paese. Ci stiamo lavorando, e molto, per raggiungere questo obiettivo. Ma, aggiungo, questo non è il momento e il tempo arrivare in massa a Pragelato. Ed anche negli altri paesi della Via Lattea. E questo anche perchè l’età media dei residenti in questo territorio è medio alta e quindi, di conseguenza, più vulnerabile sotto il profilo sanitario. Per favore, NON FATELO. Mi appello al buon senso e alla responsabilità di tutti i cittadini che da molti anni frequentano e amano il nostro bel territorio. Avremo modo, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, di ritornare ad essere insieme e di socializzare, come sempre, ciò che questo territorio è in grado di offrire. Sotto il profilo turistico, sportivo e paesaggistico.

Confido nel vostro buonsenso e nella vostra responsabilità. Per favore, NON FATELO”.

Rinforzi di biologi e chimici per aiutare gli ospedali

Quattordici professionisti dell’Arpa tra biologi, chimici, tecnici di laboratorio biomedico e periti chimici saranno distaccati dai loro laboratori per aiutare gli ospedali di Novara, Alessandria e Cuneo e l’ASL di Torino

“Una decisione – spiega l’Assessore regionale Matteo Marnati – che abbiamo preso di concerto con il direttore dell’Agenzia per coadiuvare la rete dei laboratori ospedalieri nelle analisi di laboratorio della Sanità piemontese, a loro va il mio ringraziamento personale. Assieme con i medici, le forze dell’Ordine e il personale sanitario stanno facendo miracoli”.
Arpa assisterà anche con proprio personale i lavoratori in isolamento domiciliare con due telefonate al giorno, mentre altri professionisti saranno messi a disposizione dei Servizi di Igiene degli alimenti e nutrizione (SIAN) delle ASL.
Confermata la produzione gratuita nei propri laboratori di un gel igienizzante per le Forze dell’Ordine e per il personale sanitario.
Ma l’attuale emergenza da epidemia CoViD-19 ha indotto la Regione ad individuare delle “Rianimazioni e Terapie intensive” e “sub-intensive” private disposte ad accogliere pazienti attualmente ricoverati in “Rianimazioni e terapie intensive” pubbliche.
“L’Organismo Tecnicamente Accreditante di Arpa Piemonte, che si occupa della verifica dei requisiti delle strutture sanitarie – ha spiegato Marnati – ha messo a disposizione la propria base dati fornendo l’elenco delle Rianimazioni e terapie intensive attualmente accreditate ed i relativi posti letto ed ha avviato immediatamente ulteriori verifiche presso queste strutture per valutare i requisiti strutturali e tecnologici di autorizzazione ed accreditamento”.
«In queste ore – ha aggiunto Marnati – è necessaria la messa in rete di tutte le Rianimazioni e Terapie Intensive e Sub-Intensive private disposte ad accogliere pazienti adesso ricoverati in strutture pubbliche. Il personale altamente specializzato di Arpa sta eseguendo le verifiche sul campo di queste strutture con tempi assolutamente ristretti perché il rispetto dei requisiti autorizzativi e di accreditamento è la condizione indispensabile. Uno sforzo enorme da parte di Arpa che pur continuando a monitorare e proteggere l’ambiente viene incontro alle esigenze della regione e del paese per affrontare l’emergenza che stiamo vivendo”.

Donazione di Bonucci e della moglie Martina alla Città della Salute 

Una donazione di 120.000 euro alla Città della Salute di Torino per l’emergenza COVID-19. I generosi benefattori sono Leonardo Bonucci, giocatore della Juventus FC, e sua moglie Martina Maccari

Con la regia della Direzione sanitaria, del dottor Maurizio Berardino (Direttore del Dipartimento Anestesia, Rianimazione ed Emergenza) e del professor Paolo Fonio (Direttore del Dipartimento di Diagnostica per Immagini e Radiologia Interventistica) i fondi saranno destinati:

– all’acquisto di due ecografi portatili, di cui uno dotato anche di sonde pediatriche, per le Rianimazioni della Città della Salute di Torino, per la valutazione “al letto” dei pazienti in Terapia Intensiva;

– all’acquisto di circa 50 maschere filtranti a circuito d’aria, riutilizzabili, con il materiale di ricambio per circa due mesi di lavoro, da mettere a disposizione del personale in servizio presso le Terapie intensive della Città della Salute.

Dalla Regione Piemonte, il ringraziamento dell’assessore regionale alla Sanità, Luigi Genesio Icardi: «In questi giorni molto difficili per il nostro Servizio sanitario regionale è di conforto incontrare la solidarietà di tante persone che vogliono contribuire, in varia forma, al buon funzionamento della Sanità. Ringrazio i coniugi Bonucci per la loro generosità e spero, ad emergenza finita, di poterli incontrare per una calorosa stretta di mano e un abbraccio, insieme a tutti gli altri benefattori».

Treni e bus ridotti tra sabato e lunedì

Corse ridotte di treni e bus in tutto il Piemonte tra sabato e lunedì. Il Trasporto Pubblico Locale si riorganizza dopo i primi giorni di riduzione della mobilità ad iniziare da sabato per quanto riguarda i servizi gestiti da Trenitalia e GTT e da lunedì per gli altri gestori locali. Questa la decisione  della Mobility Emergency Unit, l’unità di lavoro costituita da Regione Piemonte, Trenitalia, GTT e Agenzia della mobilità piemontese per fronteggiare l’emergenza coronavirus.

«I flussi di traffico, come previsto, sono in picchiata e ci aspettiamo che possano diminuire ancora. I dati forniti da 5T rivelano una riduzione sull’intera rete regionale del 45% tra il 26 febbraio e il 12 marzo.  – spiega l’assessore ai Trasporti della Regione Piemonte Marco Gabusi -. Capiamo che la riduzione dei trasporti pubblici possa sembrare impopolare, ma è una decisione che prendiamo con senso di responsabilità e dietro il sollecito soprattutto da parte dei gestori dei servizi. Sia il ferro sia la gomma, ovvero treni e bus, riducono drasticamente le corse non solo per la progressiva assenza di utenti, ma anche per la sicurezza del personale. Non è possibile al momento dare un quadro esaustivo dei tagli per cui invitiamo i cittadini a controllare la disponibilità dei servizi sui siti di riferimento».

Il dettaglio delle modifiche sarà consultabile sul sito Trenitalia (www.trenitalia.it)  di GTT (www.gtt.to.it) e dell’Agenzia della mobilità piemontese (www.mtm.torino.it). Anche gli altri gestori di servizio si occuperanno di comunicare le variazioni attraverso i canali consueti, prediligendo siti e social.

Solidarietà cinese al Piemonte

L’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi, ha incontrato questa mattina il console generale della Repubblica popolare di Cina in Milano, Song Xuefeng

EMERGENZA COVID19, L’ASSESSORE: «SIAMO GRATI DEGLI AIUTI CHE STIAMO RICEVENDO DALLA CINA. IL RAPPORTO E’ CONSOLIDATO»

L’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi, ha incontrato questa mattina il console generale della Repubblica popolare di Cina in Milano, Song Xuefeng, per esprimergli personalmente la riconoscenza della Regione Piemonte per l’aiuto che la Sanità piemontese sta ricevendo dalla Comunità cinese.

L’incontro è avvenuto a Grugliasco, nel deposito dove stano arrivando i dispositivi di protezione individuale donati dall’Associazione Nuova Generazione Italo-Cinese, con il contributo dell’Ambasciata italiana in Cina e del Consolato cinese di Milano.

Gli ultimi quattro container di materiale sono arrivati ieri, ma altri carichi sono in partenza dalla Cina per il Piemonte.

«La solidarietà del popolo cinese nei confronti dei piemontesi è vera e tangibile – commenta l’assessore Icardi -, siamo grati della collaborazione che stiamo ricevendo. Le nostre comunità, cinese e piemontese, hanno imparato a conoscersi e a darsi una mano a vicenda nei momenti di difficoltà».