Capovilla e I Cattivi Maestri: all’Hiroshima Mon Amour un concerto tra rabbia e poesia  

 

A Torino il rock torna a farsi parola politica. Giovedì 14 maggio, sul palco di Hiroshima Mon Amour, approda Pierpaolo Capovilla con il progetto Pierpaolo e I Cattivi Maestri, inaugurando una nuova tappa del proprio percorso artistico: un suono essenziale, tagliente e profondamente immerso nelle contraddizioni del presente.

Figura tra le più intense e riconoscibili della scena indipendente italiana, Capovilla attraversa da oltre trent’anni il panorama musicale nazionale lasciando un’impronta netta e inconfondibile. Prima con gli One Dimensional Man, poi con Il Teatro degli Orrori, ha contribuito a ridefinire il linguaggio del rock italiano attraverso una scrittura capace di fondere tensione poetica, rabbia civile e riflessione politica. Parallelamente alla musica, ha sviluppato un percorso pubblico tra reading, interventi culturali e incursioni cinematografiche, fino alla recente partecipazione al film Le città di pianura.

Con Pierpaolo e I Cattivi Maestri, l’artista sceglie una dimensione ancora più diretta e militante. Il progetto debutta nel 2022 con l’omonimo album pubblicato da Garrincha Dischi: un lavoro ruvido e compatto, costruito su arrangiamenti asciutti e sulla centralità assoluta della parola, sospesa tra invettiva e confessione personale.

Il nuovo capitolo arriva il 9 marzo 2026 con il singolo Dimenticare Maria, pubblicato per La Tempesta. Capovilla lo definisce un brano che tiene insieme tensione spirituale e coscienza politica: un atto d’accusa ma anche un’invocazione collettiva contro l’anestesia emotiva del presente. La canzone affronta temi come la solitudine, la responsabilità condivisa e il rischio dell’indifferenza, interrogando chi ascolta sulla possibilità concreta di non voltarsi dall’altra parte.

Dal punto di vista musicale, Dimenticare Maria si muove lungo una linea elettrica e scarna, dove la parola resta al centro di una tensione costante. Alla produzione torna Manuele Fusaroli, che accompagna la band verso una dimensione sonora coerente, asciutta e incandescente.

Sul palco, insieme a Capovilla, saliranno Fabrizio Baioni alla batteria, Loris Cericola alla chitarra e Federico Aggio al basso. Un collettivo compatto che trova nella dimensione live il proprio habitat naturale: concerti senza filtri, attraversati da energia, urgenza e una fisicità che trasforma ogni brano in una presa di posizione.

Valeria Rombolà

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