Servizio di trasporto pubblico: le cose da sapere durante l’emergenza sanitaria:


Adesso sto riscoprendo il suo valore della critica popperiana perché tutte le televisioni in epoca di pandemia drammatizzano, insistendo in modo intollerabile, su un tema di cui abbiamo purtroppo piena consapevolezza Insistere in modo martellante significa creare una paura sociale dagli sbocchi imprevedibili che nessun psicologo sarà mai in grado di lenire. Spettacolizzare il virus appare davvero demenziale. Vespa è giunto a fornire in tv i sintomi del coronavirus, incurante degli effetti devastanti di notizie così generiche e allarmanti che possono sconvolgere la vita delle persone.Ci ricorderemo non solo del coronavirus. Ci ricorderemo delle reazioni di una classe politica e di una società civile che ha fatto fatica nel capire questo fenomeno.
Il governo preso in mezzo dall’allarme degli scienziati o
virologi che volevano chiudere tutto da oltre un mese e gli operatori economici che non volevano
chiudere niente. Ci ricorderemo di gente che ha immediatamente applicato le regole e chi se ne è
altamente sbattuto.
Verissimo, non è un bello spettacolo vedere l’esercito intervenuto in Barriera di Milano.
Non perché l esercito sia sinonimo di golpismo. Perché è intervenuto per far rispettare regole,
appunto non rispettate. Sappiamo che questa settimana sarà decisiva. Speriamo che questa
settimana sia decisiva per il meglio. Indubbiamente ci sono stati errori e impreparazione
(forse) non solo dalla politica. Esempio: in Piemonte mancano i tamponi per le analisi del caso.
Non c’è stato il dovuto coordinamento tra Stato e Regioni. Ma le polemiche, almeno per ora ,
sono inutili e pretestuose. Dunque fuorvianti.
Ci si mettono i seriali produttori di notizie false: da Crotone con i 300 sanitari messi in mutua
dopo 1 giorno di lavoro, al prelievo nei conti correnti privati per pagare il debito verso Germania
e Francia. Il falso che serve per dire che loro avevano ed avranno sempre ragione. Ora più che
mai è attuale: chi semina vento raccoglie tempesta. Poi ci si mette l’ideologia. Sempre pronta
nel dare una mano agli stupidi. Sostenere che la sinistra era contenta per la moria in Lombardia
ne è un un’esempio.
O che la destra è forte perché Berlusconi dona 10milioni di euro e la
sinistra è cattiva visto che non ci sono notizie di donazioni di Romano Prodi. L’unica reazione
logica sarebbe: non ti curar di loro ma guarda e passa. Ma mi rendo conto che è difficile non
replicar . Se poi la replica è: Cina Russia e Cuba ci aiutano perché comunisti, mi pare inefficace
ed abbastanza puerile.
Al tempo stesso fa riflettere che qualcuno ci aiuti e chi ci ha deriso, da
Trump alla Spagna passando per Francia ed Inghilterra ora stiano peggio di noi. Fa riflettere
perché dopo non sarà come prima. Con i soliti dubbi verso alcuni potenti della terra. Si sta
fermando l’economia mondiale e non vengono chiuse le Borse. Deciso appositamente perché
i soliti noti ci guadagnino a scapito dei tanti, così non potenti? Con la solita certezza : pochi ci
guadagnano e molti ci perdono.
E un’ altra (ahimè) certezza: che botta avrà l economia mondiale, con il solito dubbio,
privilegiare la finanza o privilegiare il lavoro. Non sono un economista ma la risposta sta nella
seconda opzione. Privilegiare gli investimenti che producono lavoro.
Ovvio no? Dipende da noi se questa crisi verrà usata dall’Uomo per migliorarsi.
Il professor Alessandro Barbero , in una sua lezione sulla peste in Inghilterra spiegò come
persino una epidemia può essere occasione per una mobilità sociale positiva per lo sviluppo
economico. Sappiamo che non dipende solo da noi. Dipende soprattutto dalle scelte che
verranno fatte dalla politica.
Politica che non deve prendere ordine dalla finanza o dall’economia. Sempre più che mai, cosa
decisamente acclarata, le scelte fatte debbono essere fatte (scusate il bisticcio di parole) per
il bene comune, per il bene collettivo. Il tutto è semplicemente logico. Capito questo siamo a
buon punto per essere migliori di prima.
Patrizio Tosetto
I carabinieri della Stazione Lingotto hanno sequestrato un revolver, con apertura a bascula di costruzione artigianale, privo di marca e punzonatura del banco di prova, 5 cartucce cal. 38 con palla blindata, 1 cartuccia cal. 38 special, 2 bilancini di precisione e 15 grammi di mannite. Il tutto era stato nascosto nel controsoffitto del locale ascensore del condominio.
«Ritenevo giusto – ha sottolineato il governatore – dopo quindici giorni, essere presente di persona. Ringrazio il vicepresidente Carosso, che mi ha fisicamente sostituito in queste due settimane e tutti quanti hanno supportato la mia attività a distanza. Oggi abbiamo lungamente discusso anche delle nuove misure di contenimento.
Come sapete, ho firmato un’ordinanza ulteriormente restrittiva, che si può sintetizzare in “chiudiamo tutto ciò che la Regione può chiudere”. Fin dal primo giorno ho sostenuto la linea del rigore per contenere il contagio e in attesa che arrivasse un decreto governativo uniforme per tutta Italia ho voluto, come ha fatto anche la Lombardia, emettere un provvedimento più restrittivo per il Piemonte. La nostra ordinanza dovrebbe essere prevalente anche rispetto al decreto emanato da Roma e siamo in attesa di un parere su questo da parte del Governo. Siamo certi di avere ragione, perché la nostra linea è di chiudere davvero e non accogliere le tante deroghe che abbiamo visto nel decreto. Sia chiaro che non siamo in contrasto con il Governo, ma abbiamo il timore che tutte le eccezioni previste possano portare ad una non chiusura reale. In particolare, con le Prefetture stiamo analizzando la sospensione dell’attività degli uffici pubblici regionali e la chiusura degli studi professionali e anche su questi punti siamo in attesa del parere del Ministero degli Interni».
“I preti sono chiamati a un ministero simile a quello di medici, infermieri, psicologi. La gente si rivolge loro con fiducia e con speranza, in cerca di aiuto o anche soltanto di una parola di sostegno, di accompagnamento. In questo tempo difficile e certamente molto doloroso per voi e i vostri fedeli vorrei essere con voi vescovo, padre e amico: siamo pastori e Gesù ci ricorda che il buon pastore di fronte al lupo non ha paura e non fugge come un mercenario ma difende il suo gregge”. “Soffriamo tutti – scrive Nosiglia – per la mobilità ridotta, i contatti personali inesistenti, è vero. Ma la vita della Chiesa è una storia delle ricchezze che proprio le difficoltà hanno stimolato e fatto crescere. Restare connessi fra noi, oggi, è anche un sfida alla nostra intelligenza e alla nostra ingegnosità…”
Non si sa mai: tra 5 o 10 anni forse ci restituiranno un briciolo di libertà e sarà bellissimo tornare a scrivere. Il Laboratorio di scrittura creativa è tenuto da Gabriele Marconi, scrittore e giornalista, attivo nell’attività di servizi editoriali con trentennale esperienza. Questa iniziativa ha come obiettivo di dare le nozioni di base per migliorare la propria capacità di espressione scritta sia ai fini dell’opera letteraria che nell’attività giornalistica…
… continua a leggere su ELECTOMAG:
Laboratorio di scrittura creativa. Perché un giorno ci restituiranno la libertà..
“Tutti i giorni riceviamo il programma di allenamento: stretching, corsa e lavoro aerobico – ha detto Tomàs Rincon – anche se ci manca il pallone.
E al rientro dovremo fare una preparazione simile a quella estiva, perché è completamente diverso allenarsi sul campo. Per il momento viene prima la nostra salute e ci arrangiamo come si può, l’importante è tenersi in forma”.
C’è una parte della nostra società per la quale uscire per una breve passeggiata non è un capriccio al quale rinunciare in queste settimane di emergenza: è invece una reale, precisa e quasi vitale necessità, a maggior ragione in condizioni di stress. Diversi sono i messaggi di testimonianza che mi stanno pervenendo sia da Associazioni sia da singoli cittadini: per alcune famiglie la fatica che tutti stiamo vivendo è ancora più difficile e pesante; i familiari di persone con autismo o con disabilità, che si sono trovati da un giorno all’altro senza assistenza domiciliare e con la sospensione di tutte le attività, sanno bene a che cosa mi riferisco. Le mutate condizioni e la forzata permanenza a casa possono risultare, per alcune persone, condizioni intollerabili. Le conseguenze coinvolgono loro e i loro cari.
Urge una regolamentazione per garantire momenti di uscita, sempre nella più totale sicurezza e nel rispetto meticoloso di tutte le precauzioni necessarie alla salvaguardia della salute di tutti, a coloro per i quali una “boccata d’aria” ogni tanto è una necessità e non un lusso. Ci sono Comuni (per esempio Treviso) che si sono già mossi in questa direzione: condivido la scelta. Il mio appello al Governo, al Presidente Cirio e alla Sindaca Appendino: si diano le giuste indicazioni ai Pubblici Ufficiali addetti ai controlli, affinché siano preparati a gestire casi di questo tipo. Le persone con autismo siano equiparate, nel diritto a uscire, alle persone con gravi e comprovati problemi di salute: tuteleremo così una fascia già fragilissima della popolazione.
Un dato che “fa ben sperare”, dice l’assessore alla Sanità della Regione Luigi Icardi, nella video conferenza tenuta dall’Unità di crisi. Quando incomincio’ l’emergenza i contagi raddoppiavano ogni 2,2 giorni, mentre oggi sono 5,1 giorni . Se si conferma questa tendenza, aggiunge l’assessore (che raccomanda di stare a casa) “inizieremo a vedere la luce in fondo al tunnel”. In calo anche il dato della terapia intensiva, i cui ricoveri ora raddoppiano dopo 5,5 giorni.
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lunedi 23 marzo, ore 19
CORONAVIRUS PIEMONTE, ALLO STUDIO NUOVE MISURE DI CONTENIMENTO – BOLLETTINO CONTAGI – MASCHERINE AGLI OPERATORI DELLE CASE DI RIPOSO ALLO STUDIO NUOVE MISURE DI CONTENIMENTO
Alle 12.30 il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha avuto la conferma della sua guarigione e si è subito recato all’Unità di Crisi.
«Ritenevo giusto – ha sottolineato il presidente Cirio – dopo quindici giorni, essere presente di persona. Ringrazio il vicepresidente Carosso, che mi ha fisicamente sostituito in queste due settimane e tutti quanti hanno supportato la mia attività a distanza. Oggi abbiamo lungamente discusso anche delle nuove misure di contenimento.
Come sapete, ho firmato un’ordinanza ulteriormente restrittiva, che si può sintetizzare in “chiudiamo tutto ciò che la Regione può chiudere”. Fin dal primo giorno ho sostenuto la linea del rigore per contenere il contagio e in attesa che arrivasse un decreto governativo uniforme per tutta Italia ho voluto, come ha fatto anche la Lombardia, emettere un provvedimento più restrittivo per il Piemonte. La nostra ordinanza dovrebbe essere prevalente anche rispetto al decreto emanato da Roma e siamo in attesa di un parere su questo da parte del Governo. Siamo certi di avere ragione, perché la nostra linea è di chiudere davvero e non accogliere le tante deroghe che abbiamo visto nel decreto. Sia chiaro che non siamo in contrasto con il Governo, ma abbiamo il timore che tutte le eccezioni previste possano portare ad una non chiusura reale. In particolare, con le Prefetture stiamo analizzando la sospensione dell’attività degli uffici pubblici regionali e la chiusura degli studi professionali e anche su questi punti siamo in attesa del parere del Ministero degli Interni».
VENTUNO DECESSI
Sono 21 i decessi di persone positive al test del “Coronavirus Covid-19” comunicati questo pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte: 10 in provincia di Torino, 2 nel Biellese, 3 nell’Alessandrino, 1 nel Vercellese, 3 nel Novarese, 2 nel Cuneese.
Il totale complessivo è ora di 336 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 92 ad Alessandria, 12 ad Asti, 34 a Biella, 22 a Cuneo, 47 a Novara, 86 a Torino, 19 a Vercelli, 19 nel Verbano-Cusio-Ossola, 5 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.
BOLLETTINO DEI CONTAGI ALLE ORE 19.00
Sono 5.094 le persone finora risultate positive al “Coronavirus Covid-19” in Piemonte: 877 in provincia di Alessandria, 215 in provincia di Asti, 262 in provincia di Biella, 381 in provincia di Cuneo, 424 in provincia di Novara, 2.317 in provincia di Torino, 269 in provincia di Vercelli, 204 nel Verbano-Cusio-Ossola, 49 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 96 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.
Le persone ricoverate in terapia intensiva sono 352.
I tamponi diagnostici finora eseguiti sono 14.619, di cui 9.058 risultati negativi.
MASCHERINE AGLI OPERATORI DELLE CASE DI RIPOSO
Da ieri è in distribuzione la prima tranche di 30 mila mascherine (quelle lavabili, prodotte da Miroglio) agli operatori delle case di riposo piemontesi.
Diecimila mascherine sono inoltre già state acquistate e consegnate da parte dell’Alleanza delle Cooperative. Nei prossimi giorni proseguirà l’azione di reperimento dei presidi, anche grazie alla collaborazione di partners che si sono resi disponibili in questo momento di grande necessità.
Lo comunicano gli assessori regionali alla Sanità, Luigi Genesio Icardi, e al Welfare, Chiara Caucino, sottolineando che si stanno mettendo in campo tutte le risorse e le forze disponibili per soddisfare il fabbisogno dei dispositivi di protezione individuale.
«Chi lotta sul campo ogni giorno – osservano Icardi e Caucino – chi lavora a contatto con persone fragili, anche in termini di salute, deve essere dotato di tutti i dispositivi necessari per garantire sé stesso e gli utenti, tanto più se anziani e disabili».
I due assessori confermano, inoltre, che altre dodicimila mascherine saranno consegnate nei prossimi giorni ai servizi territoriali.
«In questi giorni – concludono Icardi e Caucino – dimostriamo la nostra gratitudine verso i sanitari che si prendono cura dei tanti italiani colpiti dal virus e verso le Forze dell’Ordine che stanno compiendo un grande sforzo. Desideriamo però ringraziare dal profondo del cuore anche tutti gli operatori del mondo del sociale, che ogni giorno combattono in trincea. Il loro lavoro, a volte silenzioso, è prezioso, il loro impegno, raramente agli onori della cronaca, è davvero encomiabile».