Alla mensa del povero presso la Parrocchia Sant’Alfonso

Alla mensa del povero presso la Parrocchia Sant’Alfonso
L’autore è ancora Giorgio Ballario e il titolo “Torino non è Buenos Aires” già intriga fin dalla copertina, sulla quale compare una bella immagine delle Porte Palatine in notturna…
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Torino non è Buenos Aires. Ballario racconta i bassifondi subalpini
Protagonisti della storia sono il tigrotto dj Gino Vox e il cagnolino Oronzo, già insieme nel video musicale contro l’abbandono degli animali, Micio Macho, e nel libro illustrato contro la violenza sugli stessi, Jack Gnocco Superstar. Al loro fianco una special guest d’eccezione, la showgirl, modella, attrice, conduttrice televisiva e radiofonica, ex star del Grande Fratello: Melita Toniolo.
Una testimonial tanto importante per dare un peso ancora maggiore a un’iniziativa a sfondo sociale che vuole ribadire la necessità di mantenere alta l’attenzione contro la diffusione del Coronavirus, soprattutto in questo momento in cui i casi di contagio sono in calo. Mai come ora bisogna tenere duro e continuare a rispettare le restrizioni imposte dal Governo a tutela della salute di tutti. Con le loro marachelle, Gino Vox e Oronzo fanno sì sorridere i bambini, ma danno anche lo spunto a Melita per richiamarli all’ordine e quindi ricordare come ci si comporta in questo difficile periodo.
L’ebook può essere scaricato gratuitamente a questo link:
La diffusione del Covid-19 e i decreti imposti dal governo Conte ci hanno costretti in casa.
Questa necessaria sospensione della normalità ha costretto molti a interrogarsi sul futuro:
quali saranno le nostre nuove buone abitudini? Che cosa, invece, resterà legato al passato?
Noi di Volt Torino abbiamo utilizzato questo tempo per elaborare le varie proposte e spunti
nati da mesi di lavoro in cui ci siamo confrontati con le realtà del territorio legate al contesto
ambientale, partendo dalle associazioni fino a coinvolgere rappresentanti del settore
economico e dell’Università. Interrogandoci su come vorremmo la Torino del futuro, in vista
del Giorno della Terra (22 aprile), ci siamo concentrati su quali azioni politiche potrebbero
migliorare la nostra città dal punto di vista ambientale, con grandi benefici per la salute e, sul
lungo termine, risparmi per le tasche di tutti.
Vogliamo una città più ecologica e più attenta al benessere dei propri cittadini: una città che
compia scelte audaci sul piano dell’ecosostenibilità, conciliando il fondamentale diritto alla
salute con la garanzia di un futuro di prosperità per Torino e per i torinesi. Vogliamo una città
che, grazie a un ridisegnamento urbanistico, sappia sia affrontare in modo adeguato le
inevitabili sfide ambientali del futuro, sia contribuire ad aumentare la qualità della vita per i
cittadini di tutti i quartieri – periferie incluse. Vogliamo una Torino che sia all’altezza di attrarre
risorse e capitali messi in campo dal Green Deal europeo, il massiccio piano di investimenti
economici UE per l’ambiente. Vogliamo dunque una città che faccia della trasformazione
verde una delle leve fondamentali per il rilancio economico, per il miglioramento delle
condizioni di vita, per l’attrattività nazionale e internazionale.
Questa Torino avrebbe così tutte le carte in regola per risultare la prima città italiana a
concorrere ed aggiudicarsi i Green Capital Awards del 2026 una conquista che risulterebbe
anche in un’importante eco all’estero.
Al di là delle dichiarazioni, proviamo a concretizzare la nostra visione, che racconteremo in
dettaglio sulla pagina Facebook di Volt Torino:
Il primo obiettivo che ci prefiggiamo è riuscire a diminuire i giorni in cui Torino sfora il limite
di massima concentrazione di PM10. Per legge sono previsti 35 giorni: noi vogliamo
dimostrare che con maggior responsabilità di amministrazione e cittadini, per Torino è
possibile abbassare la soglia di tolleranza a soli venti giorni all’anno. Per raggiungere questo
obiettivo abbiamo sei proposte, che abbiamo chiamato 20 di aria nuova.
1. 20 km/h – portare la velocità massima in tutti i controviali a 20 km/h, con priorità d’uso ai
mezzi a trazione non motorizzati (bici) o elettrici (monopattini): in questo modo si salvaguarda
un buon numero di parcheggi e il traffico automobilistico non è escluso, ma viene subordinato
alla mobilità dolce .
2. 20 km – tale è la lunghezza delle nuove piste ciclabili che vogliamo realizzare all’anno:
servono raccordi sicuri tra i tracciati già esistenti ed è necessario creare nuovi itinerari, scelti
monitorando i flussi di spostamento casa-lavoro più congestionati dal traffico, e ascoltando le
richieste delle associazioni di categoria.
3. 20% – è l’aumento delle tariffe oraria dei posteggi e dei minimi di multa nella ZTL (con
deroga ai mezzi di consegna merci), ma anche dello sconto applicato al costo di un viaggio
andata-ritorno di chi sceglie di raggiungere il centro urbano coi mezzi pubblici. Vogliamo
ridurre il traffico nel centro cittadino, non il commercio!
4. 20 – i giorni minimi di smartworking previsti per tutti i lavoratori degli uffici comunali con
mansioni compatibili nel periodo novembre-marzo (quando le concentrazioni di PM10 sono
più alte); se le imprese private vorranno seguire il buon esempio dato dal Comune, esse
prevederanno benefici fiscali proporzionali al numero di dipendenti che avranno goduto dello
stesso periodo minimo di smartworking.
5. 20 °C – la temperatura condizionata massima (quindi limite di tolleranza incluso) di tutti gli
ambienti di lavoro comunali in inverno; anche in questo caso, le imprese private (o i cittadini)
potranno seguire il buon esempio dato dal comune, aderendo a un programma di
monitoraggio e ricevendo un premio commisurato al loro sforzo.
6. 20’ – come il modello urbanistico anglosassone dei 20 minutes neighborhood, che pianifica
la distribuzione dei servizi in modo tale che ogni cittadino non impieghi più di venti minuti, con
i mezzi pubblici, a piedi o in bici, per accedere ai servizi principali. In quest’ottica, al
ridisegnamento urbanistico si accompagnerà una riorganizzazione più razionale delle linee di
trasporto pubblico, in conformità al tipico tracciato stradale torinese.
A maggio, compatibilmente con la situazione, inizieremo la presentazione del nostro progetto
in varie zone della città: crediamo che il contatto con il territorio, con le associazioni civiche
che già si battono per raggiungere obiettivi simili ai nostri siano importantissime per costruire
una proposta condivisa ed al contempo efficace.
Per questo l’intervista rilasciata a Il Giornale pubblicata domenica ha suscitato un insolito interesse per almeno tre motivi.
Innanzitutto la scelta della testata. Come è noto il quotidiano diretto da Sallusti è molto vicino alla famiglia Berlusconi. Ciò ha permesso al premier di aprire una linea di credito politica a Forza Italia. «Io sono sempre aperto al dialogo con tutti – ha detto Conte -. Ho apprezzato l’atteggiamento costruttivo e responsabile di Forza Italia, tanto nell’emergenza coronavirus quanto nei rapporti con l’Europa»…
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Così scrive il giocatore della Juventus Douglas Costa, ancora in Brasile, su Instagram.
E risponde anche ai followers: “Il compagno più forte è Paulino” (cioè Dybala). Gol o assist? “Vanno bene entrambi, io posso fare tutto: l’importante è che la squadra vinca”
Sul fronte delle misure economiche la Regione sta rimodulando il Piano della competitività da 600 milioni di euro, predisposto e pronto per essere presentato prima che iniziasse l’emergenza coronavirus e ora in fase di ridefinizione per rispondere alle criticità causate dalla pandemia.
Basato per circa il 50% su fondi europei e pensato per essere attuato nell’arco di due anni, il Piano dovrà ora iniziare a generare una ricaduta immediata nell’arco di tre mesi, per iniettare nel sistema le risorse necessarie a supportare la ripartenza economica.
Parallelamente si lavora a un disegno di legge regionale per ridurre la burocrazia e incentivare il tessuto produttivo. Su questo fronte si è svolto, oggi, un incontro con il Prefetto di Torino. Accanto alla necessità di abbattere il più possibile le procedure burocratiche e agevolare la ripartenza economica c’è infatti quella di garantire la legalità e non abbassare la guardia rispetto al rischio di infiltrazioni da parte della criminalità.
Il documento è in fase di ultimazione, l’obiettivo è di avere pronto il disegno di legge entro la fine della prossima settimana.
Bisogna affidarsi agli esperti, alla comunità scientifica.
All’ennesima proroga degli arresti domiciliari la fiducia del gregge nei confronti dei pastori ha iniziato a scemare. Certo, c’è sempre una maggioranza di terrorizzati, ma l’insofferenza comincia a diffondersi. Anche nelle città più colpite dal virus, più a rischio, aumentano le uscite, il traffico automobilistico e pedonale.
Di quali scienziati fidarsi? Di quelli che sostenevano che in Italia non c’erano rischi e che ora vorrebbero l’ergastolo per tutti gli italiani? Di quelli che litigano in tv sulle statistiche e sulle interpretazioni dei dati? Di quelli che bollano come fake news le ipotesi di cura sostenute da altri loro colleghi? Tutti contro tutti, cure che paiono funzionare all’estero e che restano un tabù in Italia. Cure proposte da scienziati e utilizzate da medici, non da formaggiai. Però alla comunità scientifica del lìder minimo non piacciono…
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Cresce l’insofferenza verso diktat, esperti e sedicente comunità scientifica
“La Direzione Generale del CAAT, nell’ambito dei suoi poteri – spiega il suo Presidente l’ingegner Marco Lazzarino – ha assunto la decisione di posticipare l’accesso agli acquirenti al Centro Agroalimentare alle ore 5 del mattino, a partire dal 22 aprile”.
“Questa misura – aggiunge il Direttore Generale Avv. Gianluca Cornelio Meglio – che rimarrà in vigore fino a tutto il protrarsi dell’emergenza Covid 19, è finalizzata a separare la presenza fisica dei trasportatori che conferiscono la merce e che accedono al Centro fino alle 5 del mattino, da quella degli acquirenti. In questo modo viene ridotta l’interferenza tra le due categorie e viene, così, contenuto il picco di presenze all’interno del Centro Agroalimentare di Torino. Questo provvedimento rientra, infatti, nell’ambito delle misure necessarie di scaglionamento previste dalla normativa vigente. In chiave temporanea ed emergenziale l’orario di contrattazione viene differito alla fascia oraria 5 am-11 am”.
“Tale variazione di orario – precisa il Direttore Generale – è stata frutto di un sondaggio sottoposto ai Titolari di Stand ed è stata poi presentata e discussa nell’ambito del Comitato operativo del CAAT, in cui siedono i rappresentanti delle varie categorie, tra cui qualche quelli degli acquirenti, che hanno condiviso la decisione della modifica dell’orario. La comunicazione circa il cambio di orari è poi stata trasmessa a Regione e Comune di Torino, ed anche alle Associazioni di categoria per una condivisione sul merito”.
“Tale variazione di orario – prosegue il Presidente del CAAT Marco Lazzarino – risponde all’esigenza di garantire la sicurezza dei lavoratori, scopo primario da sempre perseguiti dal CAAT, tanto che, dall’inizio dell’emergenza Covid 19, è stato dato ampio mandato al Direttore Generale affinché adottasse ogni misura ritenuta necessaria ed utile per perseguire questa finalità. A tal fine sono state implementate tutta una serie di operazioni, quali la sanificazione tri-settimanale di tutti gli spazi del Centro, l’introduzione dell’obbligo di indossare mascherine e guanti, accanto a quello di mantenere le distanze di sicurezza, ed il rafforzamento del personale dedicato a vigilare sulla corretta osservanza delle norme”.
“Sicuramente – osserva Lazzarino – sono consapevole che ogni tipo di cambiamento possa generare disagio nelle categorie che ne sono interessate ma, in questo tempo di emergenza sanitaria, tutti i cittadini sono chiamati a modificare le proprie abitudini per mettere in atto comportamenti responsabili volti alla salvaguardia della salute propria ed altrui. Confido che la comunità degli ambulanti darà prova del senso di responsabilità e comprenderà la necessità di adattarsi ai nuovi orari, allo stesso modo in cui i cittadini hanno dimostrato senso di responsabilità nell’adattarsi ai nuovi stili di vita e di lavoro, necessari per la prevenzione in tempi di emergenza sanitaria”.
“Come presidente del CAAT – conclude l’ingegner Marco Lazzarino – supporto, insieme a tutto il Consiglio di amministrazione, con determinazione le scelte che la Direzione Generale assume a tutela della salvaguardia della salute e dell’incolumita’ delle persone che frequentano il Centro Agroalimentare. La sicurezza è e rimarrà sempre la priorità che il CAAT intende perseguire, nella prosecuzione della sua attività essenziale, in linea con i provvedimenti assunti dal governo centrale e regionale in questo periodo di emergenza Covid 19”.