ilTorinese

Antiqua, “maratona” musicale fino a ottobre

Nonostante la situazione particolare venutasi a creare con l’emergenza sanitaria da coronavirus, l’Accademia del Ricercare, anche quest’anno, propone “Antiqua”, un eccezionale cartellone di concerti di musica antica che toccherà Torino e gran parte della sua provincia.

Causa Covid-19 e le conseguenti misure di distanziamento da adottare, i posti disponibili saranno limitati, pertanto l’ingresso ai concerti sarà possibile solo su prenotazione telefonando al numero 366 179 1447 oppure scrivendo a segreteria@accademiadelricercare.com. Sarà anche possibile seguire ANTIQUA 2020 in diretta streaming all’indirizzo: https://www.facebook.com/festivalantiqua/ .

Il cartellone si protrarrà fino al 4 ottobre ed è consultabile sul sito https://accademiadelricercare.com/ .
Le note di sala sono, come sempre, ad opera del Critico Musicale Giovanni Tasso.
In tutti i concerti di “ANTIQUA2020” si applicherà il protocollo di prevenzione anti Covid-19 stabilito dalle autorità per l’accesso alle chiese. Sono previste la sanificazione dei luoghi di culto prima e dopo i concerti, la rilevazione della temperatura corporea all’ingresso, l’obbligatorietà della mascherina per tutta la durata del concerto. Nel caso in cui uno spettatore ne fosse sprovvisto, l’organizzazione fornirà gratuitamente la mascherina. All’ingresso ogni spettatore sarà invitato ad utilizzare il gel igienizzante e ad occupare il posto segnalato, secondo i criteri del distanziamento sociale, così come previsto per le funzioni religiose. Al termine del concerto il pubblico sarà invitato ad uscire ordinatamente evitando gli assembramenti. Dice il direttore dell’Accademia del Ricercare Pietro Busca: “Il 21 giugno, solstizio d’estate, l’Accademia del Ricercare inaugurerà la 25esima edizione di Antiqua, con due settimane di ritardo rispetto al cartellone concepito alla fine del 2019. Si tratta di un risultato che ci rende tutti felici e pieni di riconoscenza nei confronti di quanti, dai funzionari degli enti territoriali e delle fondazioni bancarie ai numerosi appassionati che ci hanno scritto in questi giorni difficilissimi, ci hanno dato fiducia e ci hanno fatto percepire quanto mancasse loro la musica, la nostra musica, e l’importanza che ha per molti il nostro impegno a proporre concerti di alto livello con artisti e ensemble di primo piano. Per rendere assolutamente sicura la fruizione di tutti i concerti, lo staff dell’Accademia del Ricercare seguirà alla lettera tutte le prescrizioni richieste dal Governo e dall’Amministrazione regionale, fornendo le mascherine a chi ne fosse sprovvisto, collocando all’ingresso i dispenser per l’igienizzazione delle mani, garantendo scrupolosamente il distanziamento interpersonale e provvedendo a igienizzare tutte le sedi di concerto, per una doverosa cura nei confronti di quanti ci seguono da anni. Il Covid-19 ha colpito tutti duramente e nessuno di noi potrà mai dimenticare tutta la sofferenza e l’angoscia che abbiamo provato. Per questo, oggi più che mai, vi invitiamo a venire ai nostri concerti, per sentirci più vicini, più fratelli e ricordare con affetto i nostri cari che ci hanno lasciato, facendoci come sempre conquistare da quell’indicibile miracolo che è la musica barocca”.

Ecco i primi appuntamenti.

L’edizione 2020 partirà il 21 giugno, alle 21,15, a Settimo Torinese, presso la Chiesa di San Vincenzo di via Milano, 59 e sarà proprio l’Accademia del Ricercare a inaugurare la stagione con La Cantata Italiana nel 600’ “Alessandro Stradella – Esule dalle Sfere – Chi resiste al Dio Bendato”.

Il 24 giugno, a Torino, presso la Chiesa della Misericordia, in Via Giuseppe Barbaroux, 41, la Cappella Viscontea proporrà “Da Bach a Bach”.

Il 26 giugno la rassegna raggiungerà Romano Canavese dove, presso l’imponente Chiesa dei Santi Pietro e Solutore di piazza Ruggia, gli Ensemble “I Luoghi dello Spirito” e “Ensemble Symposium” proporranno “A due cori”.

Il 28 giugno, a Castagneto Po, nella Chiesa di San Genesio, in via Avv. Francesco Viano, 9, l’Ensemble “Tripla Cadenza” presenterà “Verso il Classicismo…”

Anche quest’anno l’Accademia del Ricercare organizzerà, dal 27 luglio al 2 agosto, i Corsi Internazionali di Musica Antica a Romano Canavese. Masterclass e laboratori coinvolgeranno, come di consueto, giovani talenti provenienti da tutto il mondo e culmineranno con i concerti di fine corso tra fine luglio e inizio agosto.

Nel corso degli anni, la rassegna ha consentito al pubblico della provincia di Torino (e non solo) di riscoprire sia i capolavori di autori universalmente famosi come Antonio Vivaldi e Johann Sebastian Bach, sia gemme virtualmente sconosciute di autori meno noti.
Per l’“edizione d’argento” di Antiqua verrà confermato, nella sostanza, il format degli anni precedenti, con concerti che, oltre alla formazione di casa dell’Accademia del Ricercare, vedranno protagonisti alcuni degli ensemble di strumenti originali più quotati d’Italia, con un azzeccato mix tra gruppi ormai affermati ed ensemble più giovani, ma già autorevolmente entrati nel panorama concertistico internazionale.
Anche quest’anno grande attenzione nei confronti degli ensemble europei, con il concerto del Coro de Cámera de Granada e dell’Ensemble Aziz Samsaoui, che rievocheranno in chiave musicale la prima circumnavigazione del globo terrestre da parte di Magellano avvenuta esattamente cinque secoli fa.
Eclettico l’excursus del repertorio antico, con un paio di gradite eccezioni alla regola, rappresentate dall’omaggio a Ludwig van Beethoven, nel 250° anniversario della nascita, che chiuderà la manifestazione, e dal concerto interamente dedicato a Turlough O’Carolan, arpista e compositore irlandese che molti continuano ad associare alla tradizione popolare del suo Paese, ma che, in realtà, scrisse anche parecchie opere nel più puro stile di Corelli e Vivaldi.

Ecco il calendario di Antiqua 2020:
www.accademiadelricercare.com
Tutti i concerti avranno inizio alle ore 21,15
Ad eccezione del 5 luglio ore 18,00 e 2 agosto ore 20,00

21 giugno – Settimo To. – Chiesa di S. Vincenzo
Accademia del Ricercare
La Cantata Italiana nel 600’
Alessandro Stradella
Esule dalle Sfere
Chi resiste al Dio Bendato

24 Giugno – Torino – Chiesa della Misericordia
Cappella Viscontea
“da Bach a Bach”

26 Giugno – Romano C.se – Chiesa dei Santi Pietro e Solutore
Ensemble i Luoghi dello Spirito
Ensemble Symposium
“A due cori”

28 giugno – Castagneto Po – Chiesa di S. Genesio
Ensemble: Tripla Cadenza
“Verso il Classicismo…”

3 Luglio – Castellamonte – Castello
Alio modo
“Carolan e i suoni del Barocco Irlandese”

5 Luglio – Candia C.se – Chiesa di S. Stefano ore 18,00
I Solisti dell’Accademia
“Tra Lipsia, Halle e Amburgo”

10 Luglio – Settimo T.se – Chiesa di S. Vincenzo
Accademia del Ricercare
“Le radici della musica strumentale tra Inghilterra e Germania”
W. Byrd, W. Brade, Johan Rosenmüller

27 Luglio – Romano C.se – Chiesa dei Santi Pietro e Solutore
Concerto dei docenti dei Corsi Internazionali

31 luglio – Romano C.se – Chiesa di S. Marta
Concerto degli studenti del corso Internazionale

2 Agosto – Romano C.se – Chiesa dei Santi Pietro e Solutore ore 20,00
Concerti finali dei Corsi Internazionali

3 Settembre – Romano C.se – Chiesa di S. Marta
Lo Scrigno di Orfeo
Adriano Banchieri
Trattenimenti da Villa a 5 voci concertati nel Chitarrone

14 Settembre – S. Mauro T.se – Teatro Gobetti
Accademia Del Ricercare
I Concerti di Dresda
“Concerto per molti Istrumenti”
Vivaldi – Heinichen

17 Settembre – S. Raffaele – Chiesa di S. Raffaele Arcangelo
IL Coro da Camera di Granada
Aziz Samsaoui Ensemble Medioevale
“Esperienze Musicali del primo viaggio in torno alla terra”

25 Settembre – Casalborgone – Chiesa di S. Maria Maddalena
Voxonus- Accademia del Ricercare
Arcangelo Corelli (1653 – 1713)
Concertos transpos’d for Flute Opera VI

2 Ottobre – Chieri – Collegiata S. Maria della Scala (Duomo)
Accademia del Ricercare – Corale Universitaria
Antonio Vivaldi
Gloria – Magnificat
Per soli coro e orchestra

4 Ottobre – S. Raffaele – Chiesa di S. Raffaele
Quintetto di fiati con strumenti originali
L. van Beethoven
nel 250° anniversario dalla nascita
Quintetto in mi bemolle maggiore op.16
W. A. Mozart
QuintettoK452 in Mi bemolle

Causa Covid-19 e le conseguenti misure di distanziamento da adottare, i posti disponibili
saranno limitati, pertanto l’ingresso ai concerti sarà possibile solo su prenotazione
366 179 1447 – segreteria@accademiadelricercare.com

Sarà anche possibile seguire ANTIQUA 2020 in diretta streaming
https://www.facebook.com/festivalantiqua/

 

ANTIQUA 2020
21 GIUGNO – 4 OTTOBRE

Tutti i concerti avranno inizio alle 21,15
Ad eccezione del 5 luglio, ore 18, e 2 agosto, ore 20,
e saranno ad ingresso gratuito.

Causa Covid-19 e le conseguenti misure di distanziamento da adottare, i posti disponibili saranno limitati, pertanto l’ingresso ai concerti sarà possibile solo su prenotazione (366 179 1447 – segreteria@accademiadelricercare.com)

Sarà anche possibile seguire ANTIQUA 2020 in diretta streaming

https://www.facebook.com/festivalantiqua/

 

Finito il lockdown stalker ricomincia a molestare la vittima

Le persecuzioni erano iniziate nell’autunno scorso e da allora era stato un crescendo che aveva trovato l’unico momento di tregua durante il lockdown dei mesi scorsi.

Dall’ottobre scorso, un italiano di 43 anni, inizia a recarsi in un negozio del centro città rivolgendo le sue attenzioni verso una ragazza che lavora nell’esercizio. Dopo un po’ di tempo, all’incirca a dicembre, il quarantatreenne entra in negozio con più frequenza, quasi una volta al giorno. A volte fa acquisti ma più spesso cerca sola di parlare con la ragazza e in sua assenza chiede di lei ai suoi colleghi. La situazione, però, peggiora: spesso l’uomo bivacca difronte al negozio cercando di attirare l’attenzione della giovane, fatto che le provoca uno stato di agitazione.

L’ultimo giorno del 2019, lo stalker le fa consegnare un mazzo di fiori, qualche giorno dopo è la volta di un biglietto di auguri accompagnato da un cioccolatino. L’uomo si fa incalzante: va in negozio, dice alla giovane che vuole parlare con lei, l’aspetta quando esce dal lavoro, conosce anche il suo nome. La vittima gli chiede di essere lasciata in pace. A nulla serve la sua richiesta, l’uomo continua nei suoi comportamenti persecutori che provocano sempre più ansia nella giovane che non lavora più con serenità, temendo di incontrarlo una volta fuori dal negozio. In una circostanza, il reo arriva a minacciare anche un amico che era in compagnia della vittima. Il giorno della festa della donna le invia ancheun mazzo di mimose.

Il lockdown e la chiusura degli esercizi fanno sì che i comportamenti persecutori non si compiano. Il primo giorno di riapertura, però, lo stalker si presenta puntualmente stazionando tutta la giornata dinanzi all’ingresso del negozio. A fine turno la ragazza va a prendere l’autobus, l’uomo la segue e le borbotta delle frasi. Il giorno successivo il quarantatreenne si posiziona di nuovo nei pressi del negozio e fissa la vittima minacciosamente. La donna contatta il 112 NUE ma quando le forze dell’ordine arrivano lo stalker si è già allontanato.

Nei giorni successivi, il quarantatreenne ricompare; diventa sempre più minaccioso e in una circostanza mentre la vittima è seduta in un dehor le lancia contro un mazzo di fiori e se ne va. Giovedì scorso, l’uomo si approccia nuovamente in modo molesto alla ragazza, la quale chiama la polizia. Intervengono gli agenti del commissariato Centro che arrestano lo stalker per atti persecutori. Una volta in auto, l’arrestato continua a minacciare la vittima battendo i pugni sul finestrino della volante. L’uomo, con diversi precedenti a carico, proseguirà poi nel suo atteggiamento aggressivo indirizzandolo verso i poliziotti, fatto che gli varrà anche la denuncia per violenza o minaccia a P.U.  

 

Locatelli: “oscena l’euforia del Pd per la bocciatura dell’acqua pubblica”

“A dir poco oscena l’euforia del Pd per la bocciatura della trasformazione di Smat (l’azienda metropolitana delle acque di Torino) da spa a azienda speciale consortile” dichiara Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc-Se di Torino. Una trasformazione che avrebbe riportato la gestione dell’acqua in mano pubblica.

La maggioranza dei sindaci dell’area metropolitana, sia del Pd che di centrodestra, in barba al pronunciamento referendario dei cittadini del 2011 per una gestione dell’acqua totalmente pubblica, ha infatti deciso che la gestione e la fornitura dell’acqua deve rimanere nelle mani di un’azienda di natura privatistica. “Una decisione scandalosa continua Locatelli – che considera l’acqua non più bene comune, elemento vitale, diritto intangibile ma bene da sottoporre alle leggi di mercato, con cui fare profitti. All’indomani di una crisi sanitaria che ha detto ancora una volta di quanto sia importante difendere la sanità pubblica e i beni comuni la maggioranza dei sindaci facenti riferimento al centrodestra e la centrosinistra non ha trovato di meglio che dire no all’acqua pubblica. Dopo i disastri combinati dai processi di liberalizzazione e di privatizzazione dei beni pubblici  non c’è da parte nostra nessuna intenzione di fermarci. Ieri abbiamo manifestato per l’acqua pubblica in contemporanea con l’assemblea di Smat. In ogni caso, più che mai, la battaglia per la difesa dei beni comuni continua”.

“Gilè”

PAROLE ROSSE di Roberto Placido / Per molto tempo è stato un capo di abbigliamento maschile molto elegante da mettere sotto la giacca. Tutti ricordiamo vecchie foto di famiglia con nonni e antenati lontani in posa e con in vista il gilè dal quale fuoriusciva l’immancabile catenella, per i più abbienti d’oro, alla quale era collegato il relativo orologio

Molti lo chiamavano, con un termine più nostrano, panciotto, in realtà, consultando la Treccani, deriva dal francese gilet, e questo dallo spagnolo jileco, che a sua volta dal turco yelek. L’abbiamo poi rivisto come indumento quasi fondamentale in tutti i film western anche se il gilè a cui idealmente sono affezionato di più è quello raffigurato nel famoso quadro-icona, di Pellizza da Volpedo, il “Quarto Stato”.

Con il passare del tempo è diventato sempre meno un capo di abbigliamento elegante, per uomo e anche per donna, e sempre più un indumento “casual” per andare in moto, a cavallo o, per rispettare le norme del codice della strada, da tenere in auto ed indossare in caso di sosta d’emergenza o di un incidente. Pensavamo che con l’utilizzo automobilistico o come indumento degli addetti ai lavori autostradali, i famosi “lavori in corso”, avesse esaurito il suo utilizzo ed invece, dimostrando una vitalità e versatilità inaspettata, negli ultimi anni è riapparso  prepotente ed è proprio il caso di dire “tirato per la giacchetta” un po’ di qua ed un po’ di là. Iniziarono, sembra la notte dei tempi ma sono passati solo alcuni anni, le “ronde padane” inventate dall’allora Lega Nord, ricordo al proposito un esilarante video del Trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo. Poi sono arrivati, travolgenti, i francesi “Gilet Jaunes” (gilet gialli) con la loro carica di protesta ma anche di devastazione. Senza quasi interruzione, arriviamo ai nostrani gilè arancioni. Sul nuovo ed ultimo fenomeno protestatario vale la pena fare un piccolo approfondimento.

Alla testa di essi c’è un personaggio singolare che definire pittoresco è riduttivo e potrebbe rivelarsi, in una fase così difficile per il nostro paese, foriera di seri problemi. Mai sottovalutare o sbeffeggiare l’avversario, anche quello più improbabile e sgangherato. Male fanno tanti più o meno autorevoli commentatori a definirlo, parafrasando un famoso spot pubblicitario di un noto aperitivo il “cretino biondo” oppure accostare la sua divisa d’ordinanza ad una delle fantasmagoriche e variopinte giacche colorate del “celeste” al secolo l’ex e pregiudicato presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. Mi riferisco al generale in congedo, pensione, Antonio Pappalardo. Ho specificato in pensione in quanto al nostro neo “masaniello” per non averlo specificato durante una pubblica manifestazione nel 2018 gli è costato un anno di sospensione dal grado di generale dei carabinieri da parte dell’allora ministro della Difesa Elisabetta Trenta (M 5 Stelle). Così avvenne, straordinario paese il nostro, che un ministro che in seguito userà un sontuoso alloggio pubblico senza averne più titolo ad affitto quasi simbolico, sanzionò un generale che non specificava di essere in pensione.

Questa non è l’unica “perla” del nostro generale. Nel 1992 ricevette un avviso di garanzia per avere diffamato il Comandante Generale dei Carabinieri Antonio Viesti e la successiva condanna, poi ridotta e successivamente annullata, gli costò la perdita della nomina a sottosegretario alla Finanze nel Governo Ciampi. Stabilì quasi un record, dal 6 al 24 maggio del 1992, meno del “Re di maggio”. E poi nel 2017 rinvio a giudizio per vilipendio del Capo dello Stato Sergio Mattarella, del quale ne chiedeva l’arresto per alto tradimento. Ed ancora richiesta di arresto dell’intero governo e di tutti i parlamentari. Per ultimo, il 31 maggio 2020, l’accusa di assembramento e mancato utilizzo dei dispositivi sanitari, mascherine, nella famosa manifestazione romana dei gilè arancioni.

Non meno controversa ed ondivaga è stata la carriera politica, iniziata nel 1992 eletto alla Camera dei Deputati con il PSDI (partito socialdemocratico italiano) di Franco Nicolazzi e la breve esperienza di Governo, descritta prima, nell’ultimo governo della Prima Repubblica. Nel 1993 si candida, con un neo movimento, a Sindaco di Pomezia (Roma) ottenendo, non capiterà più, un lusinghiero 13% e l’elezione a consigliere comunale. Inizia una cavalcata tutt’altro che travolgente di candidature tutte segnate da miseri risultati. Lascia il gruppo socialdemocratico alla Camera e passa al Gruppo Misto. Sempre nel 1993 si candida, con Solidarietà Democratica a Sindaco di Roma contro Francesco Rutelli ottenendo lo 0,55% dei voti. Passa con il Patto di Mario Segni dal quale va via perché non ricandidato. Anno nuovo, il 1994, nuova candidatura, alle europee con Alleanza Nazionale e nuova bocciatura.

Il primo decennio del nuovo millennio è contrassegnato dall’ennesimo movimento, Popolari Europei, che si colloca a destra della Casa delle Libertà. Si candida alle comunali di Roma ottenendo uno striminzito 0,15%. Sempre nel 2001 alle elezioni politiche si candida al Senato con Lega Azione Meridionale e poi alle regionali siciliane nella lista Biancofiore di “vasa vasa” (bacia bacia) Salvatore Cuffaro. Nel 2007 un ritorno di fiamma con il PSDI, Direzione Nazionale, ed ennesima candidatura nel MpA (Movimento per l’Autonomia) di Raffaele Lombardo. Tutte candidature fallimentari. L’ultima gli permette però di fare una comparsata di un anno nel C.d.A. (consiglio di amministrazione) dello Stretto di Messina S.p.A.

Arriviamo così a questi ultimi anni ed all’ennesima formazione politica, Movimento Liberazione Italia che fa riferimento al Movimento dei Forconi ed ai Gilet Arancioni nel 2019. Con questi ultimi si presenta alle regionali umbre ottenendo lo 0,13% e l’ennesima sonora bocciatura.

Nota di colore, per chiudere questo lungo elenco, la vena artistica letteraria fatta di romanzi, poesie, saggi, composizioni religiosi e rock. Che dire, un vero circo barnum.

La riflessione conclusiva, nella debolezza dei partiti, dei loro rappresentanti e nell’assenza di programmi e progetti, come possano esistere, prolificare ed essere eletti personaggi del genere. Sempre pronti a cavalcare il malessere, il malumore, la rabbia e la delusione di molti italiani. Per questo, nonostante le sonore e ripetute bocciature, che non vanno sottovalutati e presi sottogamba. Bisogna invece dare risposte durissime a questi elementi e movimenti dichiaratamente populisti se non violenti e sovversivi. Più che la variopinta carriera politica del generale in congedo Antonio Pappalardo mi ha lasciato esterrefatto come abbia potuto realizzare quella militare nell’Arma dei Carabinieri con incarichi importanti e delicati.

Superati i 20 mila guariti, 7 vittime e 10 nuovi contagi

CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 17

20.533 PAZIENTI GUARITI E 2419 IN VIA DI GUARIGIONE

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, sono 20.533(+287 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 2158 (+14) Alessandria, 1135 (+43) Asti, 776 (+2) Biella, 2034 (+19) Cuneo, 1796 (+0) Novara, 10.704 (+199) Torino, 893 (+10) Vercelli, 899 (+0) Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 138 (+0) provenienti da altre regioni.

Altri 2.419sono “in via di guarigione”, ossia negativi al primo tampone di verifica, dopo la malattia e in attesa dell’esito del secondo.

I DECESSI SALGONO COMPLESSIVAMENTE A 3.941

Sono 7i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati nel pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 0 al momento registrati nella giornata di oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è ora di 3.941 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 649 Alessandria, 238 Asti, 206 Biella, 388 Cuneo, 337 Novara, 1.741 Torino, 215 Vercelli, 127 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 40 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Sono 30.855 (+10rispetto a ieri, di cui 3 in Rsa ) le persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte, così suddivise su base provinciale: 3.966 Alessandria, 1.857 Asti, 1039 Biella, 2.801 Cuneo, 2.723 Novara, 15.700 Torino, 1.309 Vercelli, 1.111 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 261 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 88 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 38(+1 rispetto a ieri). I ricoverati non in terapia intensiva sono 659 (-25rispetto a ieri). Le persone in isolamento domiciliare sono 3.265.

I tamponi diagnostici finora processati sono 343.354, di cui 190.324risultati negativi.

Fegato tenuto in vita artificialmente per 23 ore trapiantato con successo alle Molinette

Pochi giorni fa un fegato e due reni sono stati trapiantati con successo, presso l’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino, dopo essere stati tenuti in vita artificialmente per un tempo record di quasi un giorno, prima nel corpo di una donna già deceduta e poi all’interno di apposite macchine da perfusione.

Un infarto cardiaco improvviso e devastante, l’immediato arresto cardiocircolatorio, le prolungate manovre di rianimazione sia sul luogo dell’accaduto sia durante il trasporto in ospedale, il posizionamento in Pronto soccorso all’ospedale Molinette di Torino di cannule nei vasi femorali per attivare un sistema artificiale di ossigenazione e circolazione sanguigna extracorporea (ECMO), l’assenza di ripresa di una funzione cardio-respiratoria autonoma, l’accertamento della morte.

Tutto questo è accaduto in meno di 4 ore ad una giovane donna piemontese. La famiglia, avvisata del tragico evento, ha subito espresso la volontà di donare gli organi della sua parente. Mentre i

gravi danni subiti dal cuore e dai polmoni della donna ne escludevano l’utilizzo per trapianto, invece il fegato ed i reni risultavano potenzialmente idonei.

A questo punto sono state messe all’opera in sequenza le più innovative tecnologie di “preservazione” d’organo attualmente disponibili.

Prima di tutto, subito dopo la morte, per garantire l’ossigenazione degli organi addominali, è stata posizionata dalla dottoressa Marinella Zanierato (dell’Anestesia e Rianimazione universitaria, diretta dal professor Luca Brazzi) una circolazione extracorporea (ECMO) nella configurazione di “perfusione regionale normotermica” dei soli organi addominali del cadavere della giovane donna, mantenendo fegato e reni in vita all’interno del suo corpo deceduto. Durante 5 ore di questo tipo di perfusione, sia il fegato sia i reni hanno dimostrato di essere funzionalmente attivi ed in pieno recupero rispetto al danno patito a causa del prolungato arresto cardiaco. Dopodichè si è proceduto con il prelievo degli organi addominali della donatrice secondo tecniche tradizionali.

 

Tuttavia, al momento del prelievo di questi organi, le équipes trapianto dell’ospedale Molinette erano già impegnate rispettivamente in due trapianti di fegato ed in due trapianti di rene. Si è reso quindi necessario, dopo la preparazione a banco del fegato e dei reni della donatrice, il posizionamento di questi organi all’interno di sistemi di preservazione *ex vivo*, ovvero extracorporei. Insomma dopo le iniziali 5 ore all’interno del cadavere, hanno continuato ad essere tenuti in vita anche successivamente all’esterno, grazie a sangue umano. Il fegato è stato trattato e valutato per il suo corretto funzionamento per ben altre 16 ore mediante “perfusione normotermica” (ovvero a 36.5 gradi, utilizzando sangue umano e sostanze nutritizie) con una apposita macchina da perfusione, in grado di mantenere in vita fuori dal corpo un fegato fino a 24 ore. Il fegato è stato così tenuto in vita per un tempo record di più di 23 ore prima di essere trapiantato.

I reni sono stati invece preservati in “perfusione ipotermica ossigenata”, ovvero a 12 gradi con aggiunta di ossigeno, utilizzando un’altra apposita macchina da perfusione per una durata di 10 ore complessive.

 

I tre trapianti (il fegato e i due reni) sono stati successivamente eseguiti e sono tecnicamente riusciti, tutti presso l’ospedale Molinette, ad opera delle équipes del Centro Trapianti di Fegato (sotto la guida del professor Renato Romagnoli e del dottor Roberto Balagna) e del Centro Trapianti di Rene (sotto la guida del professor Luigi Biancone, del dottor Aldo Verri e del professor Paolo Gontero).

I tre organi stanno funzionando regolarmente ed i tre pazienti riceventi sono stati appena dimessi.

 

Una novità assoluta è stata quella di utilizzare per il fegato per un così lungo tempo una metodica di preservazione alternativa a quella consueta “al freddo” in ipotermia. Con la preservazione statica ipotermica, infatti, l’organo può essere preservato al massimo per 12 ore. Inoltre, anche se il freddo rallenta il metabolismo cellulare permettendo la preservazione dell’organo, questo comunque subisce un danno, che è tanto più severo quanto più compromesse sono le condizioni di partenza dello stesso e proporzionale alla durata della preservazione.

Il concetto della preservazione normotermica in macchina è radicalmente diverso. Si tratta di una metodica in cui, grazie all’utilizzo di un dispositivo particolare, si crea artificialmente un ambiente in cui il fegato di fatto “vive” al di fuori di un corpo umano, ricevendo l’ossigeno ed i nutrienti di cui ha bisogno e funzionando in modo analogo a quanto si osserva in vivo. L’utilizzo di questa metodica non solo permette di minimizzare il danno che l’organo subirebbe durante la preservazione, ma anche di “rigenerarlo” grazie alla creazione di condizioni simil-fisiologiche.

 

La ricerca ha oggi individuato nella possibilità di “curare” e “far vivere fuori dal corpo” gli organi prima del trapianto la reale innovazione in ambito trapiantologico.

 

Tra l’altro, proprio in quei giorni in poche ore, alle Molinette sono stati effettuati tre trapianti di fegato, sei di rene ed uno di cuore, tutti sotto la sapiente regia del Coordinamento regionale trapianti (diretto dal professor Antonio Amoroso).

Blitz al campo nomadi di via Cuorgnè, sequestri e denunce

Blitz dei Carabinieri al campo nomadi di via Cuorgnè, sequestrati 3 abitazioni senza autorizzazioni,  denunciate 7 persone

 Tre abitazioni all’interno del campo nomadi di via Cuorgnè erano state realizzate su terreno agricolo senza alcuna autorizzazione urbanistica.
E’ quanto accertato ieri dai Carabinieri del Comando Provinciale di Torino in collaborazione con l’Ufficio Tecnico comunale. I militari dell’Arma hanno così denunciato 7 persone e hanno sottoposto a sequestro i 3 manufatti abusivi.  La successiva perquisizione dei Carabinieri della Stazione di Leini ha, altresì, fatto luce su una serie di furti avvenuti nei giorni scorsi ai danni di un noto supermercato di Volpiano. E’ stata, infatti, rinvenuta refurtiva del valore complessivo di 1000 euro che è costata la denuncia per ricettazione, a quattro delle sette persone già denunciate per abusivismo edilizio.

“Lasciamo in ordine la città e le aree verdi”

 Beppe Tesio, presidente dell’associazione Volontari di Protezione Civile della Comunità di Scientology PRO.CIVI.CO.S. lancia un appello alla cittadinanza:

“Per favore, lasciamo in ordine la città e le aree verdi. Nel periodo di quarantena ormai alle spalle abbiamo infatti potuto notare quanto l’aria e l’ambiente urbano fossero puliti. Ora che stiamo tornando alla normalità, facciamo tesoro di questo insegnamento, rispettando le regole e usando il massimo del buonsenso. Non abbandoniamo a terra guanti, mascherine e nient’altro. Usiamo i cestini. Non inquiniamo. Anche questo è d’aiuto per mantenere se stessi e gli altri in buona salute.” L’associazione PRO.CIVI.CO.S. collabora dall’inizio dell’emergenza, tutti i giorni con le istituzioni e associazioni come parte della protezione civile cittadina. In questo periodo i volontari si stanno impegnando nella consegna delle mascherine alla cittadinanza e all’assistenza e monitoraggio nelle aree giochi dove però si trovano spesso a dover raccogliere rifiuti abbandonati. “Quella del monitoraggio è una iniziativa lodevole guidata dall’amministrazione – spiega Tesio – per fare in modo che i bambini possano finalmente giocare all’aperto in sicurezza. Ma per una buona igiene, pulizia e sicurezza come sempre, serve l’impegno di tutti, proprio di tutti.”

Costanza, la app (torinese) per mantenere la distanza

Un badge o braccialetto collegato ad una App per aiutare le aziende a mantenere i dipendenti al sicuro. La torinese Smart Beacon lancia COSTANZA – la App per la distanza. Ad adottarla per i suoi oltre 1000 dipendenti SMAT, la prima azienda in Italia a dotare i propri lavoratori di una App che tuteli la loro salute monitorando costantemente il distanziamento durante lo svolgimento delle quotidiane attività lavorative.

 

Le persone sono la risorsa più importante per qualsiasi organizzazione ed in questo periodo le aziende sono concentrate a trovare soluzioni efficienti per tutelare al meglio i propri dipendenti. Le idee per aiutare il mondo del lavoro a ripartire sono tante. Una delle soluzioni lanciate dal mondo IT, e già attiva per gli oltre 1000 dipendenti SMAT, arriva dall’azienda italiana Smart Beacon che da sempre studia e realizza applicazioni della tecnologia Beacon per il mondo del turismo e delle aziende.

Sfruttando la tecnologia Beacon l’azienda torinese ha creato COSTANZA – La App per la distanza, che consente ai lavoratori di acquisire comportamenti socialmente corretti e all’azienda di implementare e automatizzare il protocollo di distanziamento.

Ogni dipendente è dotato di un badge o braccialetto associato anonimamente ad un numero di matricola. La applicazione installata sul device aziendale avvisa l’utente qualora si trovi troppo vicino ad un altro collega e, nel pieno rispetto della privacy, traccia in maniera anonima i contatti fra i dispositivi consentendone la ricostruzione precisa in caso di contagio.

Il sistema prevede l’utilizzo combinato di uno smartphone e di un dispositivo (Tag BLE) indossato dal lavoratore. Qualora venga meno la prevista distanza di sicurezza di circa 2 metri fra i due devices, il cellulare emetterà un segnale acustico ed una vibrazione. Nel caso in cui un Tag rimanga nel raggio d’azione di uno smartphone per un periodo di tempo prolungato, l’avviso acustico sarà ripetuto ogni 60 secondi e, se il tempo di contatto ravvicinato supererà i 10 minuti, COSTANZA registrerà l’evento. Le registrazioni, che riguarderanno esclusivamente il numero di matricola dei lavoratori entrati in “contatto”, l’identificativo del cellulare, l’eventuale disattivazione dell’APP ed i riferimenti temporali di data e ora, resteranno disponibili per 60 giorni. Le informazioni raccolte consentiranno, nel caso si verificasse un caso di positività Sars-Cov2 tra i lavoratori, di identificare efficacemente e tempestivamente i cosiddetti “contatti stretti”.

“La nuova era post contagio – ha spiegato Simona Caudera di Smart Beacon – ha richiesto di ripensare rapidamente soluzioni per garantire la sicurezza in azienda. Tutti i luoghi di lavoro devono rispettare i protocolli ma esistono situazioni dove è più difficile mantenere la distanza: pensiamo agli ambienti produttivi e ai cantieri. Siamo partiti da questo tipo di esigenza per creare COSTANZA”.

Smart Beacon è da sempre attiva anche nella realizzazione di soluzioni IT per il turismo, come per esempio la APP La Venaria, realizzata per La Venaria Reale in provincia di Torino e sta lavorando anche ad uno sviluppo del progetto in campo turistico, per consentire l’accesso ai musei, alle chiese e ai siti archeologici in tutta sicurezza.

Per guardare video di funzionamento: www.youtube.com/watch?v=F9IJq4totz8

L’economia non riparte e rischia di affondare

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni / La riapertura  dei locali e degli alberghi sta dimostrando che la crisi e’ davvero gravissima. La gente non si sposta e non va al ristorante e non compra nei negozi non strettamente alimentari. La riapertura  non ha segnato la ripresa ,come per altro era prevedibile. Il non aver ipotizzato  questo disastro, attivando aiuti tempestivi ed adeguati  appare uno degli errori imperdonabili del Governo

L’opposizione ha avuto così ampio spazio  per denunciare una situazione la cui responsabilità ricade esclusivamente sulla maggioranza che non ha voluto ascoltare le proposte della minoranza aprendosi a quella solidarietà auspicata il 2 giugno  dal Presidente della Repubblica.

.

Ieri il Presidente del Consiglio  ha  parlato di un piano decennale di ricostruzione dell’economia come nell’età degasperiana. A parte l’atto gratuito di superbia di paragonarsi a De Gasperi, va ricordato che De Gasperi seppe riattivare con tempestività  una economia distrutta dalla guerra, ottenendo dagli Stati Uniti gli aiuti necessari.
Oggi dopo mesi di inattività chi ha un impresa commerciale non può affrontare il riavvio senza aiuti concreti e veloci. Meno che mai potrà pagare le tasse. E questo è un altro aspetto dirimente. Senza  iniziative concrete per salvare la vita delle aziende si rischia il fallimento di tante attività e  il dramma esistenziale di tanti italiani. E’ troppo facile addossare tutte le colpe al Coronavirus. Ci sono responsabilità oggettive in un governo composto soprattutto  di terze o quarte file. Certo va riconosciuto che ci muoviamo in una realtà inedita che crea difficoltà mai vissute  prima, ma questa comprensione dei tempi che stiamo vivendo, non giustifica l’incapacità e le inadeguatezze di troppi. O si riesce a superare la china adesso o non si arriverà  neppure ad agosto. Il distanziamento nei locali ha reso i ristoranti già di per sè  non più economici. In più la paura delle persone rende difficile la ripresa. C’è anche una paura di spendere guardando ad un futuro così incerto e difficile. All’orizzonte ci sono i nuovi poveri. Si tratta di gente che ha sempre lavorato ed ha creato ricchezza e lavoro. Forse c’è chi ritiene che tra questi imprenditori ci siano degli evasori fiscali capaci di sopravvivere con il tesoretto messo in disparte. Era già difficile andare avanti prima del Covid, adesso appare in molti casi impossibile.
Sembra che i partiti di governo non comprendano la necessità di intervenire subito. Diversamente avremo una disoccupazione che può determinare una vera e propria rivolta sociale, capace a sua volte  di travolgere le stesse istituzioni. La situazione è destinata a precipitare. Non occorre essere una Cassandra per capirlo. Basta girare per le strade. In economia il fattore  tempo è determinante. Senza voler fare della facile ironia, sembra che i monopattini abbiano ricevuto più attenzione  delle persone che lavorano. Anche nella politica estera il Governo non è stato capace di tutelare l’apertura dei confini , un elemento indispensabile per il turismo che è stato abbandonato a se’ stesso , pur essendo una risorsa nazionale di fondamentale  e vitale importanza.
Diventa imbarazzante leggere e sentire le  pietose scusanti che serpeggiano nei giornali e in Tv  a favore del Governo. Manca quel minimo di onestà intellettuale che l’informazione dovrebbe avere. In un momento tragico come l’attuale le piccole furbizie di sempre appaiono  oggi davvero imperdonabili.
,.
Scrivere a quaglieni@gmail.com