Campionato Regionale di Categoria – Campionato Italiano di Categoria su Base Regionale
Cala il sipario sul Campionato Regionale di Categoria di nuoto in vasca lunga al Palazzo del Nuoto di Torino. Oltre ad assegnare i titoli di Piemonte e Valle d’Aosta, la manifestazione è risultata valida per il Campionato Italiano di Categoria su base regionale, con i tempi conseguiti da tutti gli atleti che comporranno una classifica unica a livello nazionale. Il campionato, prima gara regionale FIN dopo la lunga sosta forzata, si è disputato in nove turni (tre per ognuna delle tre giornate), per consentire uno svolgimento efficace del programma e una miglior gestione dei numeri e degli spazi, nel rispetto dei protocolli ministeriali e federali. Circa 450 gli atleti iscritti, divisi nelle categorie Ragazzi, Junior, Cadetti e Senior, in rappresentanza di 26 società di Piemonte e Valle d’Aosta e per un totale di quasi 1300 presenze gara.
Nella classifica per società si è imposto il Centro Nuoto Torino, seguito sul podio da Sisport Spa e Rari Nantes Torino. Completano l’elenco delle prime otto Dynamic Sport, CSR Granda, Aquatica Torino, VO2 Nuoto Torino e OASI Laura Vicuna. A livello individuale, da segnalare i quattro titoli di Giulia Borra (Centro Nuoto Torino, 50 e 100 dorso, 50 e 100 stile libero Senior), Gabriele Mancini (Centro Nuoto Torino, 100 e 200 rana, 200 e 400 misti Junior) e Stefano Linty (Dynamic Sport, 100 e 200 farfalla, 200 e 400 stile libero Ragazzi).
Tre ori per Francesca Fresia (Aquatica Torino, 200 rana, 200 e 400 misti Senior), Lara Gherardini (CSR Granda 400, 800 e 1500 stile libero Senior), Francesca Pasquino (Nuotatori Canavesani, 50, 100 e 200 dorso Cadette), Carola Valle (Centro Nuoto Torino, 50 farfalla, 50 e 100 stile libero Cadette), Cristina Caruso (CSR Granda, 200 farfalla, 200 e 400 stile libero Cadette), Ilaria Stevanella (Rari Nantes Torino, 50, 100 e 200 rana Cadette), Giada Gorlier (Rari Nantes Torino, 50 e 100 dorso, 200 misti Junior), Giulia Vetrano (Centro Nuoto Nichelino, 200, 400 e 800 stile libero Junior) e Rachele Mattiel (Dynamic Sport, 100 e 200 rana, 400 misti Ragazzi).
Tre affermazioni anche per Alessandro Miressi (Fiamme Oro/Centro Nuoto Torino, 50 farfalla, 50 e 100 stile libero Senior), Simone Ponzio (Centro Nuoto Torino, 50, 100 e 200 dorso Senior), Simone Benedetto (Libertas Nuoto Chivasso, 50, 100 e 200 rana Senior), Marco Lafronza (Sisport Spa, 400, 800 e 1500 stile libero Senior), Fabio Fasolo (Sisport Spa, 50 farfalla, 50 e 100 stile libero Cadetti), Mattia Palmieri (Aquatica Torino, 50, 100 e 200 dorso Cadetti), Nicolò Tosetto (Sisport Spa, 200 farfalla, 200 e 400 misti Cadetti), Tommaso Sebastiano Gallesio (CSR Granda, 400, 800 e 1500 stile libero) e Lorenzo Giuseppe Ciancia (Rari Nantes Torino, 50, 100 e 200 dorso Junior).
Il resoconto delle tre giornate di gara su https://www.federnuoto.piemonte.it/finpiemonte/home_new/main_new.asp?area=1&read=nuoto&menu=agonismo
La mattina di quel giorno, secondo gli studi condotti sulla sua opera da Louis van Tilborgh e Bert Maes e rivelati in una pubblicazione del 2012 dal Van Gogh Museum di Amsterdam, aveva abbozzato la sua ultima opera, il suo ultimo grido al mondo, il suo testamento: “Radici e tronchi d’albero”. 
Il successo e l’arrivo di un bambino con la creazione di un nucleo familiare proprio da parte del fratello se da un lato rappresentano per lui episodi felici, dall’altro portano, tuttavia, con sé un profondo carico di turbamento e paure ataviche: quella del peso insostenibile della fama il primo e quello della perdita di un’intimità con Theo il secondo. Era arrivato un altro Vincent a prendere il suo posto, come lui aveva fatto con il suo fratellino nato morto 37 anni prima e l’artista inizia a percepire dentro di sé, con dolore, il passaggio da fratello amato a peso gravoso.
L’esercizio continuo e quasi disperato dell’arte pittorica, tuttavia, non basta ad allontanare le crisi e i periodi sereni si fanno sempre più rari fino a scomparire del tutto il 6 luglio 1890 quando Vincent ritorna a Auvers profondamente turbato e convinto di essere solo un fardello per i suoi cari. Durante la sua visita a Parigi, Theo gli è apparso, infatti, nervoso e distante, prostrato dai primi segni della sifilide, dalla preoccupazione per la salute del figlio che soffre di frequenti e inspiegabili attacchi di pianto e per gli affari.
Antonin Artaud nel suo “Van Gogh. Il suicidato dalla società” scrive: “Van Gogh non abbellisce la vita. Ne fa un’altra”. Non abbellisce la realtà, ne fa un’altra, dipinge la realtà che i suoi occhi colgono, vedono, osservano. Sempre Artaud: “[…] dirò che Van Gogh è pittore perché ha ricomposto la natura, che egli ha come ritraspirato e sudato, fatto schizzare a fasci sulle sue tele, a sprazzi scrocchianti di colore, la secolare frantumazione di elementi, la spaventosa pressione elementare di apostrofi, di strie, di virgole e di sbarre di cui sono composti gli aspetti naturali…”.
Chiara De Carlo