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“Mobilità dolce” in borgo Vittoria

Dopo la sperimentazione della pedonalizzazione di via Vibò, a metà luglio, la Giunta Comunale ha approvato il progetto di fattibilità economica per la realizzazione di nuove aree di mobilità dolce nell’area di Borgo Vittoria, nella Circoscrizione 5.

L’intervento si svilupperà su una porzione di territorio tra le vie Vibò, Conti di Roccavione, Saorgio e Chiesa della Salute, caratterizzato da una viabilità congestionata, che necessita di essere riorganizzata e razionalizzata attraverso azioni di moderazione del traffico e che favoriscano la condivisione degli spazi tra tutti gli utenti della strada e in sicurezza.

Il progetto prevede un’ampia zona 30 estesa a tutto il quadrilatero che comprende il Santuario di Nostra Signora della Salute e la piazza del mercato della Vittoria, dove il diverso regime della circolazione sarà individuato da una segnaletica particolare e imposto da accorgimenti fisici nella sistemazione viabile.

All’intersezione tra le vie Cardinal Massaia e Vibò, Bibiana e Boccardo, Vittoria e Boccardo, Chiesa della Salute e Saorgio, Tallone e Saorgio e Saorgio e Conte di Roccavione, verranno posizionate delle vere e proprie ‘porte d’accesso’ con l’obiettivo di segnalare l’ingresso alle zone di ‘spazio condiviso’ tra chi si muove in auto, in bicicletta e a piedi.

Rialzi e restringimenti della carreggiata, asfalto colorato, una nuova segnaletica e dissuasori mobili contribuiranno a creare una vera chiara demarcazione, visiva e fisica, con la zona 30.

Verranno poi realizzati nasi a protezione dei passaggi pedonali e davanti alla scuola ‘Allievo’ e all’intersezione con le vie Roccavione e Saorgio saranno ampliati i marciapiedi fino a formare delle vere e proprie piazzole, rialzate rispetto alla via e protette con transenne e attrezzate con panche. Per migliorare l’ambiente, ombreggiare e favorire l’ossigenazione dell’aria dove possibile saranno piantati alberi.

A novembre di quest’anno è prevista l’approvazione del progetto definitivo, che terrà conto delle osservazioni espresse dalla circoscrizione 5. Per l’inizio dei lavori, che prevedono una spesa di 615mila euro, occorrerà attendere il 2021.

Hiroshima e Nagasaki, una tragedia da non dimenticare

Giovedì 6 agosto si è tenuta – come ogni anno – una iniziativa per commemorare la tragedia di Hiroshima e Nagasaki. Evento in questa occasione particolarmente significativo, perché nel 2020 cadono i 75 anni del primo uso dell’arma atomica.

La manifestazione si è svolta in Piazza Carignano, a Torino, a partire dalle h 21.00, ed è stata promossa dalla “Casa Umanista” e dal “Coordinamento contro l’atomica, tutte le guerre e i terrorismi”. La serata, costituita da momenti di silenzio, di canto, di musica e di riflessione, è stata aperta da una rappresentante della Casa Umanista, che ha riassunto gli obbiettivi della mobilitazione. Fra questi, di particolare importanza, la richiesta al nostro Parlamento di ratificare il trattato ONU per il bando delle armi nucleari.

In questa direzione è stato accolto con grandissimo apprezzamento l’intervento svolto in Parlamento, nello stesso pomeriggio di giorno 6, dal Sen. Mauro Laus.  Sono seguite considerazioni e testimonianze di numerosi rappresentanti di movimenti per la pace, la non violenza, il dialogo ecc. Fra le più”rilevanti”, quelle di Graziella Silipo della C.G.I.L., di Maria Boffetta di Senzatomica, del Consigliere Regionale Silvio Magliano e del portavoce del Coordinamento interconfessionale del Piemonte “Noi siamo con voi” Giampiero Leo che ha trasmesso anche il saluto del Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. In particolare, Leo ha voluto citare l’intervento svolto da Papa Francesco, il 24 novembre scorso al Memoriale della Pace di Hiroshima, che ha detto: “non possiamo permettere che le attuali e le nuove generazioni perdano la memoria di quanto accaduto, quella memoria che è garanzia e stimolo per costruire un futuro più giusto e fraterno”. Aggiungendo poi: ”bisogna agire tutti insieme, senza divisioni, per scongiurare l’impensabile, cercando un punto d’incontro non più basato sulla paura bensì sul comune interesse. L’equilibrio del terrore – specie in questo nuovo, instabile contesto mondiale – è un filo che rischia di spezzarsi ogni giorno. Solo la tessitura del dialogo riannoda ogni giorno la speranza dell’umanità.  In conclusione della serata si sono lanciate anche immediate iniziative di aiuto e solidarietà col Libano.

Il lockdown ha fatto crollare il Pil piemontese

Il  Pil del Piemonte, così come quello nazionale, è crollato  nel II trimestre per via del lockdown

Il  primo trimestre 2020 ha segnato una  flessione del 6% (rispetto al I trimestre del 2019), e l’indicatore principale dell’attività economica scende ancora nel II trimestre (-15,9%), con una variazione simile  a quella nazionale (-17,3). 

Lo scenario è rappresentato dal Comitato Torino Finanza della Camera di commercio di Torino. La nostra regione  sconta le pesanti  perdite del lockdown anche se segna  un valore migliore rispetto alla media italiana (-17,3%). Il Piemonte è il primo  in Italia ad avere adottato  uno strumento statistico capace  di stimare il Pil  in tempo reale.

 

(foto: il Torinese)

Anziano smarrito, i poliziotti lo accompagnano a casa

Partito da Susa con la propria autovettura, si è ritrovato in zona Madonna di Campagna, disorientato e senza la capacità di tornare a casa.

La scorsa settimana un anziano signore è stato soccorso dagli agenti della Polizia di Stato, in seguito alla segnalazione di un cittadino preoccupato per la sua condizione. L’uomo appare da subito confuso, non sa dove si trova e dichiara ai poliziotti di non essere in grado di ritrovare la strada di casa.

Gli operatori, dopo essersi sincerati dello stato di salute, contattano la moglie. La donna, sprovvista di una vettura a disposizione, manifesta le sue difficoltà ai poliziotti, che decidono di riaccompagnare a casa l’anziano. Si mettono alla guida della sua auto, fanno rifornimento e partono alla volta dell’abitazione. Strada facendo, l’uomo riconosce  l’itinerario precedentemente percorso.

Una storia a lieto fine per i due coniugi che non hanno mancato di esprimere parole di massima gratitudine per gli agenti della Polizia di Stato.

Centrosinistra, Verdi – Europa Verde chiedono patto generazionale


Il capoluogo piemontese da tempo in profonda crisi, ha bisogno di un centrosinistra rinnovato nelle persone e nei temi, per poter avere la possibilità di vincere le prossime amministrative del 2021. Serve un patto generazionale che tenga conto delle sfide del futuro sia dal punto di vista economico che ambientale.

Torino, come più volte ribadito, ha un’assoluta necessità di attuare un “Green New Deal Metropolitano” che possa creare quell’humus in grado di creare nuovi posti di lavoro attraverso “investimenti verdi”.

Noi Verdi-Europa Verde, crediamo che ci sia il bisogno di salvaguardare la bellezza della nostra città, creando un clima che favorisca il benessere, il rispetto dell’ambiente, la solidarietà, l’inclusione e lo sviluppo tecnologico.
Vogliamo che questi temi non vengano e non devono più essere utilizzati COME MERE FRASI DI PROPAGANDA, ma crediamo che debbano essere “il fine ultimo” di un nuovo progetto politico aperto ed il più possibile inclusivo.

Per noi la politica è un impegno giornaliero nel risolvere i problemi concreti dei cittadini, rifiutiamo la logica di ammucchiate create solo a fini elettorali.
Se si vogliono confondere i cittadini con liste civetta che usano l’ ecologismo soltanto al momento delle elezioni dobbiamo dire ai Torinesi la verità: l’ unico  partito ecologista e progressista sono i Verdi Europa Verde( della grande famiglia dei Verdi Europei) che sarà presente alle prossime elezioni comunali con una propria lista.

Tiziana Mossa Co- portavoce regionale dei Verdi Europa Verde Piemonte   e i Co- Commissari Verdi Europa Verde Torino Antonio Fiore ed Angela Plaku

Simone Eydallin, 8848 metri in 10 ore e un minuto

Ci sono sogni irrealizzabili, si sa, ma a volte è difficile arrendersi di fronte all’idea di non poter concretizzare qualcosa a cui tanto si tiene ed è allora che si trovano soluzioni. È quello che ha fatto l’atleta Dynafit di Sauze d’Oulx Simone Eydallin che, da sempre innamorato dalla maestosità 

dell’Everest, ha trovato un modo tutto suo per “scalarlo”. «Sono un grandissimo fan dell’Everest – racconta Simone. Sono sempre stato affascinato da questa montagna ma so che probabilmente non lo scalerò mai, non sono da me queste cose così alpinistiche. Volevo però togliermi lo sfizio di simulare una scalata percorrendo, di corsa, il dislivello di 8.848 metri e così ho pensato alla sfida dell’Everesting. Quando ho iniziato a progettare il tutto non avevo nemmeno preso in considerazione l’idea del record ma poi, verso metà giugno, ho provato a fare un po’ di dislivello per vedere come stavo dal punto di vista fisico e psicologico. È stato solo allora che, dopo aver fatto due calcoli, mi sono reso conto che stavo bene e che avrei potuto provare a battere il record. E così è stato. Proprio pochi giorni fa è arrivata l’omologazione del mio nuovo record di Everesting nella specialità della corsa». Lo scorso martedì 14 luglio, a Sauze d’Oulx, Simone ha risalito per ben 12 volte e mezza una pista di sci di 715 metri di dislivello, lunga 3,3 chilometri e con

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una pendenza media del 24%, ed è sceso su un percorso parallelo in bici. Il tutto con il tempo pazzesco di 10h01′. Un’impresa difficile, sia dal punto di vista psicologico che fisico e che lungo il percorso ha richiesto l’assistenza, tra ristori, assistenza e lepri, di un team di circa una decina di persone. «A livello fisico non ho avuto grosse difficoltà, il problema è stato la testa – confida l’atleta Dynafit. Arrivando da gare corte, lo sforzo mentale in imprese come queste è completamente diverso. 

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Fino al 6° giro è andato tutto bene, ero super gasato, ma dopo l’ottavo ho avuto un vero e proprio crollo psicologico. Per fortuna dopo il 9° giro è arrivata mia moglie Emily e sul percorso si è radunata ancora più gente, ad aiutare e a tifare, e tutto è tornato come prima». Raggiunto un obiettivo (o una vetta, è il caso di dirlo) è già ora di guardare ai prossimi. «Mi aspettano ancora qualche giorno di recupero, con allenamenti blandi in bici, alimentazione sana e tanto riposo – ci rassicura Simone – ma poi devo preparami 

per la prossima impresa, in programma a fine estate, sul Rocciamelone, proprio lì dove ho partecipato per la prima volta in vita mia a una gara di corsa in montagna e dove mi sono innamorato di questo

La Juve vince ma viene eliminata dalla Champions League

La Juventus è stata eliminata agli ottavi di finale di Champions League in uno Stadium senza pubblico

Non è stato sufficiente vincere 2-1 nella gara di ritorno a Torino dopo che l’andata era stata vinta per 1-0 dai francesi. Il Lione è stato in vantaggio al 12′ pt con Depay,  su rigore. Poi al 43′ il pareggio bianconero con Cristiano Ronaldo, ancora  su rigore. CR7 ha segnato nuovamente al 15′ del secondo tempo.

Norme più rigide per chi entra in Piemonte dall’estero

Comunicazione obbligatoria per chi transita o arriva da Paesi a rischio e 14 giorni di isolamento fiduciario.

Tampone e autocertificazione per chi lavora in sanità e servizi di assistenza alla persona.

La Giunta regionale ha approvato  le indicazioni operative per chi arriva o rientra in Piemonte dall’estero

In particolare, chi rientra dai paesi per i quali è previsto l’obbligo di isolamento fiduciario per 14 giorni dovrà comunicarlo compilando un apposito modulo, scaricabile sul sito della Regione, da trasmettere al proprio medico di base o al Sisp (Servizio di Igiene e sanità pubblica), specificando anche se svolge una professione socio-sanitaria o di assistenza alla persona .

Il Presidente della Regione Alberto Cirio sottolinea che, rispetto alle disposizioni nazionali, il Piemonte ha voluto introdurre due irrobustimenti che riguardano in particolare gli operatori della sanità e dei servizi socio-sanitari e assistenziali, per la delicatezza di queste professioni che sono a contatto con le fasce più fragili ed esposte della popolazione. Chi lavora in questi settori verrà, quindi, sottoposto a un tampone di verifica prima della fine dell’isolamento.

Inoltre tutte le ASR e le strutture socio-assistenziali, pubbliche e private soggette ad autorizzazione all’esercizio dell’attività da parte delle ASL, dovranno far compilare una apposita autocertificazione a tutti i dipendenti assenti dal lavoro per più di 5 giorni (indipendentemente se abbiano soggiornato all’estero o in Italia).

La consegna al proprio datore di lavoro dell’ autocertificazione è raccomandata anche per chi, come nel caso di badanti, lavora nell’assistenza alla persona . Proprio per chi convive con le fasce più a rischio è stato previsto che l’isolamento fiduciario possa avvenire in un luogo alternativo al proprio normale domicilio, incluso (a proprio carico) strutture individuate dall’Asl in collaborazione con la Protezione civile.

L’Assessore alla Sanità sottolinea che si tratta di una misura prudenziale, ma necessaria perché sull’incremento dei nuovi contagi c’è un impatto rilevante dei casi importati, soprattutto dai paesi che in questo momento hanno una situazione epidemica particolarmente critica.

L’Assessore alla Cooperazione internazionale aggiunge che con le autodichiarazioni e certificazioni sull’isolamento fiduciario diamo ai lavoratori stranieri le certezze e garanzie che i consolati giustamente richiedevano, inoltre con i tamponi ad operatori della sanità e assistenza e i posti in residenze alternative, senza costi per il pubblico, garantiamo l’incolumità dal rischio contagio dei tanti anziani assistiti da badanti. Con questo nuovo metodo di collaborazione con le autorità diplomatiche diamo regole e sicurezza agli stranieri integrati che lavorano in Piemonte.

 

https://www.regione.piemonte.it/web/temi/coronavirus-piemonte/coronavirus-rientro-italia-dallestero-istruzioni-operative

Contagi in crescita: sono 37 in più, una nuova vittima. Scendono a tre le terapie intensive

CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 16:30

26.229 PAZIENTI GUARITI E 642 IN VIA DI GUARIGIONE

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, sono 26.229 (+ 22 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 3236 (+7) Alessandria, 1580 (+3) Asti, 845 (+0) Biella, 2463 (+2) Cuneo, 2364 (+1) Novara, 13.499 (+8) Torino, 1106 (+0) Vercelli, 964 (+1) Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 172 (+0) provenienti da altre regioni.

Altri 642 sono “in via di guarigione”, ossia negativi al primo tampone di verifica, dopo la malattia e in attesa dell’esito del secondo.

I DECESSI SONO 4136

Sono 1 i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati nel pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 0 nella giornata di oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è di 4136 deceduti risultati positivi al virus: 680 Alessandria, 256 Asti, 208 Biella, 398 Cuneo, 373 Novara, 1827 Torino, 222 Vercelli, 132 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 40 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI 

Sono 31.799 (+37 rispetto a ieri, di cui 25 asintomatici. Dei 37 casi, 3 screening, 30 contatti di caso, 4 con indagine in corso. I casi importati sono 7 su 37) i casi di persone                                                         finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte, così suddivise su base provinciale: 4117 Alessandria, 1887 Asti, 1056 Biella, 2951 Cuneo, 2828 Novara, 16.014 Torino, 1383 Vercelli, 1157 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 271 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 135 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 3 (-1 rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 88 (- 2 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 701

I tamponi diagnostici finora processati sono 516.586, di cui 283.368 risultati negativi.