Torino, giovedì 22 ottobre, ore 19,30 Cinema Massimo, Museo Nazionale del Cinema Ospite d’onore Gina Lollobrigida
La serata di inaugurazione della trentacinquesima edizione del Lovers Film Festival, giovedì 22 alle 19.30, per ragioni organizzative e di capienza della location, è stata spostata dall’Aula del Tempio del Museo Nazionale del Cinema al Cinema Massimo (Torino, Sala Cabiria, via Verdi 18).
La serata nasce in occasione di Torino 2020 Città Del Cinema, per festeggiare il grande cinema con una madrina superlativa e una diva internazionale: Gina Lollobrigida. Insieme alla direttrice artistica Vladimir Luxuria, ripercorrerà la sua carriera e la storia del cinema italiano e non, che l’hanno vista protagonista. In apertura della serata, uno showcase musicale di classe con Le Kikies, accompagnate da Savio Monachella alle percussioni e da Gianluca Gallucci al basso, per deliziare e sedurre il pubblico con uno spettacolo musicale che farà gustare i grandi classici del pop in una versione inedita.
Un grande lutto per l’avvocatura italiana e per quella torinese. Ma Weizmann si era anche occupato di cultura in modo appassionato, particolarmente come vicepresidente della Fondazione “Filippo Burzio” di cui era stato uno dei fondatori. Il nostro rapporto era nato nel 1988 quando scrissi un elzeviro su “La Stampa “ per ricordare Filippo Burzio nel quarantennale della morte. Burzio ingegnere ed umanista, docente universitario e giornalista, direttore de “La Stampa“ nel 1943 e nel 1945, era stato quasi totalmente dimenticato. Quell’articolo suscitò un vasto interesse, in primis nel generale di Corpo d ‘Armata Giovanni De Paoli che era stato allievo di Burzio alla Scuola di Applicazione e d’Arma di Torino. De Paoli organizzò al suo Rotary una mia conferenza su Burzio. A quell’ incontro intervennero tra gli altri gli avvocati Vittorio Chiusano e Marco Weigmann, quest’ultimo molto amico del figlio dell’intellettuale torinese, Antonio Burzio, che viveva nel culto di suo Padre. Chiusano, Weigmann , De Paoli e chi scrive diedero vita, poco tempo dopo, al Centro “Filippo Burzio“.
Probabilmente che è la