Un italiano di 65 anni, residente nel torinese, è stato denunciato per pornografia minorile da personale della Polizia Ferroviaria impegnato nell’ambito dei controlli straordinari a bordo treno nella tratta Torino –Savona, maggiormente interessata nel periodo estivo da un incremento del flusso dei viaggiatori verso la Liguria.
L’uomo è stato notato, a bordo di un treno regionale all’altezza della stazione di Ceva (CN), mentre era intento a fotografare con il proprio cellulare le gambe di una minorenne seduta accanto a lui, ignara di quanto stava accadendo.
Sono stati alcuni viaggiatori presenti nella stessa carrozza al momento degli scatti ad avvisare gli agenti impegnati a bordo del treno. Grazie alla descrizione fornita, i poliziotti hanno rintracciato il responsabile che nel frattempo si era spostato in un’altra carrozza. Lo stesso ha confessato di aver scattato una foto e di averla inviata ad un conoscente in Indonesia, ma di averla cancellata. L’uomo, riconosciuto sia dai testimoni che dalla vittima, è stato denunciato per diffusione di materiale pedopornografico mentre il cellulare è stato sequestrato.

E’ impossibile venire a capo dei reali motivi per cui divenne proprietà privata. Andrò a fare una ricerca in proposito, ma basterebbe chiedere all’avvocato Cosimo Costa, presidente dell’istituto studi liguri per saperlo con certezza. Oggi la notizia dell’acquisto dell’isola da parte di un magnate ucraino con cittadinanza monegasca non rende tranquilli soprattutto gli ambientalisti, ma anche tanti semplici cittadini. Pare che fosse in vendita da dieci anni. Il Sindaco di Albenga Tomatis è stato pronto a mettersi in contatto con la sovrintendenza ligure per verificare la situazione. Io, d’istinto, ho pensato al diritto di prelazione che avrebbe lo Stato e la Regione Liguria oltre al Comune di Albenga. Riflettendoci con calma (la richiesta è di 10 milioni di euro) penso alle mille spese prioritarie per il Covid e la crisi economica e sono meno propenso ad un impegno per la Gallinara. Certo un pezzo di Italia cara a molti finisce in mani straniere, come è capitato per tante industrie italiane. Il magnate ucraino va tenuto d’occhio, ma abbiamo almeno la consolazione che un’isola non si può delocalizzare. In linea di principio un’isola dovrebbe essere un bene pubblico, ma nell’Italia della pandemia tutte le certezze restano sospese. Inoltre non va mai dimenticato quanti beni pubblici siano mal tenuti e in preda ai nuovi barbari. Anche questo è un altro motivo su cui riflettere. Il ministero dei beni culturali e quello dell’ambiente non sono proprio degli esempi di efficienza. Se l’Italia è in svendita ci saranno pure dei motivi, per quanto molto cattivi.