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Piemonte, la rivoluzione verde: via libera alle rinnovabili, stretta sui data center

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Transizione energetica

Indipendenza energetica, innovazione e tutela del territorio sono i principi alla base della strategia illustrata dall’assessore regionale all’Ambiente e all’Energia Matteo Marnati durante il Forum per la transizione energetica del Piemonte, svoltosi   al Grattacielo della Regione con la partecipazione dei rappresentanti di Enel Green Power Italia, Terna, Gruppo Iren ed Elettricità Futura.

Nel corso dell’incontro, Marnati ha presentato i due principali strumenti sui quali la Regione intende costruire il proprio percorso verso la decarbonizzazione: il nuovo Piano regionale per l’individuazione delle zone di accelerazione destinate agli impianti da fonti rinnovabili e il disegno di legge che disciplinerà l’insediamento dei data center secondo criteri di sostenibilità ambientale.

L’obiettivo è perseguire la transizione energetica senza ricorrere a soluzioni uniformi, puntando invece sulla neutralità tecnologica. In questo quadro si inserisce anche il Piano Invasi, promosso dalla Regione per fronteggiare gli effetti dei cambiamenti climatici attraverso la realizzazione di nuovi bacini idrici, indispensabili per garantire riserve d’acqua, sostenere l’agricoltura e incrementare la produzione di energia idroelettrica.

Accanto a questa misura prosegue lo sviluppo della Hydrogen Valley piemontese e viene incentivato l’impiego di biocarburanti avanzati, ritenuti strategici soprattutto per ridurre le emissioni del trasporto pesante e delle industrie ad alto consumo energetico.

Il mix energetico regionale comprende inoltre il ricorso alla geotermia per il riscaldamento degli edifici e la valorizzazione della biomassa legnosa locale, trasformando residui forestali e agricoli in una fonte energetica programmabile e a filiera corta.

Sul fronte autorizzativo, la Regione ha avviato la procedura di Valutazione di impatto ambientale del nuovo Piano delle zone di accelerazione terrestri. Il provvedimento prevede un iter semplificato per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili, con procedure ancora più snelle rispetto a quelle previste per le aree idonee ordinarie e con l’obiettivo di ridurre sensibilmente i tempi necessari per ottenere le autorizzazioni.

La pianificazione esclude in modo esplicito parchi, aree protette e siti appartenenti alla Rete Natura 2000, privilegiando invece superfici già urbanizzate o compromesse, come coperture di capannoni industriali, ex aree produttive superiori ai cinque ettari, parcheggi, discariche e terreni da bonificare.

Grande attenzione è riservata anche allo sviluppo digitale. Il Piemonte, infatti, sta ricevendo numerose manifestazioni di interesse da parte delle grandi aziende tecnologiche per la realizzazione di infrastrutture dedicate al cloud e all’intelligenza artificiale. Per governare questa crescita ed evitare un impatto eccessivo sulle risorse idriche ed energetiche, la Regione ha aperto la consultazione pubblica sul nuovo disegno di legge dedicato ai data center.

Il testo introduce criteri stringenti, tra cui l’obbligo di adottare sistemi di raffreddamento ad alta efficienza, basati sull’utilizzo dell’aria o di circuiti chiusi per limitare il consumo di acqua, il recupero del calore prodotto dai server da destinare alle reti di teleriscaldamento a servizio di edifici pubblici come scuole e ospedali, l’integrazione con impianti alimentati da fonti rinnovabili per l’autoconsumo energetico e la localizzazione preferenziale all’interno di aree industriali già riqualificate.

«La transizione ecologica non si subisce, si governa – ha dichiarato l’assessore Marnati – Con il piano sulle aree idonee dimostriamo che è possibile correre verso gli obiettivi europei proteggendo i nostri campi e l’eccellenza del nostro agroalimentare. Al tempo stesso, diciamo sì allo sviluppo digitale e all’arrivo dei data center, ma solo alle nostre condizioni: chi vuole investire in Piemonte deve garantire il massimo rispetto delle risorse idriche, l’autosufficienza energetica e la restituzione del calore di scarto alle comunità locali. Regole chiare significano trasparenza per le imprese e sicurezza per il territorio».

Giachino: “Il Pd gioca con il futuro del lavoro e di Torino”

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Caro Direttore,

Mentre in Val Susa è in corso il Festival della Felicità, paravento per il raduno di giovani antagonisti, a partire da quelli di Askatasuna, i ragazzi molto amici di AVS, che quando scende la sera, invece di leggere poesie, si esercitano nell’assaltare il cantiere della TAV, l’opera che il Parlamento italiano, l’unico organismo che rappresenta la volontà del popolo italiano, per due volte ha votato essere strategica per l’interesse nazionale, senza che nessun difensore della Costituzione o partecipante al Festival della Spiritualità dica qualcosa.

Alcuni dirigenti locali del PD, con la compagnia degli esponenti di AVS, vogliono ridiscutere, ora che Virano non c’è più, il progetto della stazione internazionale a Susa e della linea verso Orbassano. Cosa che serve a illudere i No Tav, tra cui ci sono ancora alcuni sindaci del PD, che l’opera si possa ancora fermare. Purtroppo qui non c’è nessuna mamma di Baltimora che scenda in piazza a prendere per le orecchie il proprio figlio che sta tirando pietre.

Probabilmente non hanno ancora capito bene le enormi ricadute economiche e sociali della TAV sull’economia torinese e piemontese. Queste perdite di tempo, cui a volte danno l’impressione di allinearsi i vertici TELT, costano a tutti gli italiani le mancate ricadute di lavoro e l’aumento dei costi per oltre tre miliardi di euro. Bene ha fatto il commissario Mauceri a chiedere di andare avanti decisi.

La parte del PD che non ha mai avuto la cultura dello sviluppo nelle sue corde e che amministra una Torino che da trent’anni declina economicamente e che oggi ha più problemi sociali di quanti ne avesse quando è stato eletto Lo Russo e ai tempi dei piani decennali di Castellani, non è assolutamente capace di analizzare come sta Torino; oggi studia le tattiche per rivincere, incurante degli scarsi risultati raggiunti. Messe a tacere le scomode analisi della Fondazione Rota, chiusi occhi e orecchie il giorno in cui Banca d’Italia presenta la relazione su Torino e sul Piemonte.

Ma chi ha un minimo di sensibilità umana ed è stato abituato a non girarsi dall’altra parte di fronte ai senza lavoro e ai precari, o alle decine di migliaia di anziani che vivono da soli, non si lascia condizionare dalla tendenza a parlare di più delle cose che vanno e delle grandi potenzialità, e si batte per ridare la speranza a chi oggi non ce l’ha.

Io sto con Messi, che dedica la vittoria a chi fa fatica ad arrivare a fine mese, e non con il Presidente dell’Argentina.

Io stavo e sto con le parole dell’Arcivescovo Nosiglia, che parlava della metà della città che sta male e che non sta meglio dopo che ieri, in Barriera, si è andati a ramazzare strade e piazze con tanto di foto col Sindaco, perché a Barriera non è stato dato nulla di sostanziale in questi anni. Se i 340 ragazzi avessero chiesto, come faccio io da due anni a Lo Russo, di spostare un’attività economica, tipo il Centro per l’Intelligenza artificiale, e i relativi posti di lavoro in Barriera, il risultato avrebbe potuto essere più importante.

Torino deve capire che la vera priorità per i giovani di domani e per la metà della città che sta male è lo sviluppo economico e che, per la Torino di domani, saranno ancora fondamentali l’industria, le fiere internazionali, i congressi, la TAV e un aeroporto all’altezza. Ma per ottenere questo occorre dire no al Sistema Torino, no alla sinistra che ci ha portato al declino, no a nuove furberie di liste utili solo perché nulla cambi.

Ecco perché noi UDC, che ci rifacciamo ai Governi e alle amministrazioni comunali che diedero al Paese il boom economico e a Torino la rinascita e il ruolo di capitale dell’industria, gireremo le piazze, le scuole, le fabbriche per dire ai torinesi che la città si merita una nuova e grande amministrazione comunale che rilanci la città, il lavoro e il commercio.

Mino Giachino
UDC Torino

Juventus, al via la nuova stagione: riparte il lavoro alla Continassa!

 

La nuova stagione della Juventus è ufficialmente iniziata. I bianconeri hanno ripreso il lavoro alla Continassa, dando il via alla preparazione estiva con l’obiettivo di arrivare nelle migliori condizioni all’inizio del campionato.
Le prime sedute sono dedicate soprattutto alla condizione atletica e agli aspetti tattici, mentre lo staff tecnico valuta il gruppo a disposizione in attesa degli sviluppi del mercato. Le amichevoli estive rappresenteranno un banco di prova importante per testare schemi, nuovi innesti e lo stato di forma della squadra.
Tra entusiasmo e aspettative, la Juventus apre così un nuovo capitolo della propria stagione, con la volontà di costruire fin da subito basi solide per affrontare gli impegni ufficiali e tornare protagonista su tutti i fronti.

Enzo Grassano

Programma GOL, in Piemonte superati gli obiettivi del PNRR: più di 184 mila hanno trovato un lavoro

Sono oltre 324 mila le persone coinvolte in Piemonte dal Programma GOL (Garanzia Occupabilità dei Lavoratori), la misura finanziata dal Piano nazionale di ripresa e resilienza per favorire l’inserimento o il reinserimento nel mercato del lavoro attraverso percorsi di orientamento, formazione e accompagnamento personalizzati. Secondo i dati diffusi dalla Regione, sono stati raggiunti e superati gli obiettivi fissati dal Ministero del Lavoro e dall’Unione Europea.

I risultati sono stati illustrati  al Grattacielo Piemonte durante l’incontro “Abbiamo fatto… GOL – Storie, dati e prospettive delle politiche attive in Piemonte”, promosso dalla Regione insieme ai soggetti che operano nella rete regionale delle politiche del lavoro.

Dall’avvio del programma sono 324.647 le persone raggiunte dall’iniziativa. Di queste, 266.184 hanno preso parte ai percorsi personalizzati previsti dal programma, mentre 79.616 hanno concluso attività formative o tirocini. I numeri comunicati dalla Regione indicano il superamento dei target previsti dal PNRR sia per quanto riguarda il numero dei beneficiari sia per quello delle persone che hanno completato un percorso di formazione.

Sul fronte occupazionale, la Regione evidenzia che 184 mila persone, pari al 56,8% dei partecipanti al programma, hanno successivamente trovato un’occupazione. Tra questi, oltre 75 mila hanno ottenuto un contratto stabile, comprendendo assunzioni a tempo indeterminato, apprendistati e trasformazioni di contratti a termine.

Il programma ha interessato anche alcune delle categorie che tradizionalmente incontrano maggiori difficoltà nell’accesso al mercato del lavoro. Le donne rappresentano il 54,2% dei partecipanti, mentre gli under 30 costituiscono oltre il 28% del totale. Secondo la Regione, i giovani coinvolti hanno registrato risultati occupazionali superiori alla media complessiva del programma.

«I risultati del programma GOL raccontano il Piemonte che vogliamo costruire: un territorio dove il lavoro non si crea per decreto, ma si costruisce investendo sulle persone dando loro quelle competenze richieste dal mercato. Abbiamo scelto di non limitarci ad assistere chi perde il lavoro, ma di sostenere concretamente chi vuole rimettersi in gioco. Le politiche attive sono una straordinaria leva strategica di sviluppo, competitività e coesione sociale. Superare tutti i target del PNRR con largo anticipo è motivo di orgoglio, ma il risultato più importante è un altro: aver ridato una prospettiva di futuro a più di 184.000 persone. Continueremo su questa strada, perché la crescita del Piemonte passa dalla valorizzazione del suo capitale umano e dalla capacità di offrire opportunità concrete a chi vuole costruire qui il proprio futuro» dichiarano il vicepresidente della Regione Piemonte Maurizio Marrone e l’assessore alla Formazione Daniela Cameroni.

«Le politiche attive del lavoro sono l’architrave di un mercato del lavoro moderno, perché accompagnano le persone nelle fasi di transizione e favoriscono l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Per questo desidero ringraziare tutti gli operatori presenti oggi e che ogni giorno trasformano gli indirizzi politici in risultati concreti. C’è chi continua a considerare queste politiche marginali, ma il vostro lavoro e i risultati del Piemonte dimostrano il contrario: investire sulle persone significa rafforzare il sistema produttivo e rendere il mercato del lavoro più dinamico, efficiente e vicino alle esigenze di lavoratori e imprese» afferma Walter Rizzetto, presidente della XI Commissione (Lavoro pubblico e privato) della Camera dei deputati.

Secondo la Regione, alla base dei risultati raggiunti vi è un modello che prevede percorsi individuali di orientamento, formazione, accompagnamento e incontro tra domanda e offerta di lavoro. Il programma è realizzato attraverso la collaborazione tra Regione Piemonte, Agenzia Piemonte Lavoro, Centri per l’impiego, enti di formazione e agenzie per il lavoro, che operano nella gestione dei servizi destinati ai beneficiari del programma GOL.

Toro, è partita la nuova stagione: al via il lavoro tra campo, mercato e ambizioni!

 

È iniziata la stagione del Torino. Dopo la pausa estiva, i granata hanno riacceso i motori dando il via alla preparazione in vista del nuovo campionato, una fase decisiva per mettere benzina nelle gambe e costruire le basi del lavoro che accompagnerà la squadra nei prossimi mesi.
Lo staff tecnico ha subito puntato su intensità e organizzazione, alternando sedute atletiche e tattiche con l’obiettivo di plasmare un gruppo competitivo e pronto ad affrontare gli impegni ufficiali. Le prime amichevoli offriranno le indicazioni più significative sullo stato di forma della squadra e sull’assimilazione dei nuovi meccanismi di gioco.
Nel frattempo resta vivo il capitolo mercato. La dirigenza continua a monitorare le occasioni utili per completare l’organico, mentre il gruppo già a disposizione è chiamato a dimostrare fin dai primi giorni spirito di sacrificio, qualità e continuità.
L’entusiasmo dell’ambiente granata accompagna l’avvio della nuova avventura. La preparazione è soltanto il primo passo, ma è proprio in queste settimane che si costruiscono identità, condizione fisica e ambizioni di una stagione che il Torino vuole vivere da protagonista.

Enzo Grassano

Abbandona i cani a casa per andare in vacanza

VENARIA (TO): LA SEGNALAZIONE SCATTATA DAI VICINI

Abbai continui, guaiti e mugolii ininterrotti: queste sono state le “richieste d’aiuto”

di due cani di razza Pitbull e American Staffordshire terrier che le scorse settimane

hanno fatto partire la chiamata al 112 da parte di alcuni condomini di una palazzina

a Venaria.

I Carabinieri, una volta constatata l’assenza del proprietario, hanno dovuto fare

accesso nell’abitazione con l’ausilio di personale dei Vigili del Fuoco per soccorrere i

due cani; in tutte le stanze i militari hanno rilevato un’evidente condizione di

trascuratezza degli ambienti, indicativa di uno stato di abbandono verosimilmente

superiore alle 48 ore.

Con il successivo intervento del medico veterinario dell’ASL TO3, i due animali sono

stati visitati e temporaneamente affidati all’Ente Nazionale Protezione Animali.

Il proprietario, rintracciato lo scorso 17 luglio al rientro a casa, si sarebbe allontanato

da Venaria per trascorrere un periodo di ferie fuori regione.

I Carabinieri della Compagnia hanno pertanto denunciato in stato di libertà il 50enne

alla Procura della Repubblica di Ivrea in quanto gravemente indiziato dei reati di

maltrattamento e abbandono di animali.

 

Il Piemonte alla Settimana della Critica di Venezia con tre produzioni

Il Piemonte sarà tra i protagonisti della 41ª Settimana Internazionale della Critica (SIC), la sezione autonoma e parallela della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia organizzata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI). La regione sarà rappresentata da tre opere interamente realizzate sul territorio, presenti nei principali appuntamenti della manifestazione.

Ad aprire la rassegna sarà “Il grande Giaffa” di Marco Santi, girato lo scorso febbraio tra Cuneo e la sua provincia. La chiusura sarà invece affidata a “Rider”, scritto e diretto da Roan Johnson e Davide Pavanello, in arte Dade. Completa la presenza piemontese “Gusci”, cortometraggio di Elisa Chiari e Francesca Trovato, selezionato per SIC@SIC (Short Italian Cinema), la sezione competitiva dedicata ai giovani autori italiani.

Il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e gli Assessori regionali Marina Chiarelli e Andrea Tronzano dichiarano: «La presenza del Piemonte con tre titoli alla 41ª Settimana Internazionale della Critica della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia conferma la qualità e la forza di un sistema che negli ultimi anni ha saputo investire con continuità nell’audiovisivo, sostenendo i talenti, le imprese e i territori. Ogni produzione rappresenta un’opportunità di crescita culturale ed economica: genera occupazione, valorizza le nostre città e porta il Piemonte all’attenzione del pubblico internazionale. Questi risultati dimostrano che la collaborazione tra istituzioni, Film Commission Torino Piemonte e operatori del settore è la strada giusta per rendere la nostra regione sempre più attrattiva e competitiva. Continueremo a investire in una filiera strategica che unisce cultura, innovazione, sviluppo e promozione del territorio.»

Soddisfazione anche da parte della Film Commission Torino Piemonte.

“Tre progetti, tre linguaggi, un solo filo conduttore: il talento. Il Piemonte si conferma come casa naturale per i talenti del cinema italiano e per chi ha qualcosa di nuovo da raccontare”. Così commentano Beatrice Borgia e Paolo Manera, rispettivamente Presidente e Direttore di Film Commission Torino Piemonte, che aggiunge: “Essere presenti in tutte le principali sezioni della SIC non è solo un motivo d’orgoglio: è la prova che credere e sostenere il cinema indipendente produce opportunità concrete e si traduce sempre più spesso in visibilità internazionale per l’intero territorio”.

La selezione conferma il ruolo del Piemonte come luogo di produzione cinematografica, con opere che spaziano dal lungometraggio d’esordio al cinema musicale fino al cortometraggio d’autore. Le tre produzioni testimoniano la varietà di linguaggi e la capacità del territorio di sostenere progetti indipendenti e nuovi talenti.

Il grande Giaffa apre la manifestazione

Film d’apertura della 41ª SIC, “Il grande Giaffa” segna l’esordio alla regia di Marco Santi. Nel cast figurano Edoardo Pesce, Carlotta Gamba, Barbara Chichiarelli e i torinesi Roberto Zibetti e Federico Conforti.

Il lungometraggio è stato girato all’inizio del 2026 tra Busca, Cuneo, Fossano e Savigliano, con il coinvolgimento dei Comuni aderenti alla Rete regionale di Film Commission Torino Piemonte. È prodotto da 10D Film e Andromeda Film in collaborazione con Rai Cinema, con il contributo del PR FESR Piemonte 2021-2027 attraverso il bando “Piemonte Film TV Fund”, il sostegno di Film Commission Torino Piemonte e il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo del Ministero della Cultura.

Sinossi

Giacomo Falta è un uomo ignorato da tutti, incapace di trovare il proprio posto nel mondo. Quando incontra il carismatico Grande Giason, la star del momento, compie un gesto azzardato, convinto che basti indossare un altro volto per essere finalmente visto. Ha così inizio una lunga notte dove il confine tra identità e illusione si assottiglia sempre di più, fino a cancellarlo.

Rider chiuderà la 41ª SIC

A concludere la manifestazione sarà “Rider”, opera nata dalla collaborazione tra il regista Roan Johnson e il musicista e producer torinese Davide Pavanello, in arte Dade. Il film unisce cinema e musica con un linguaggio rivolto soprattutto alle nuove generazioni.

Girato a Torino nell’arco di quattro settimane tra novembre e dicembre 2026, vede come protagonisti Lorenzo Aloi e l’attrice e cantautrice Kaze. Nel cast anche Kyshan Wilson, Johnny Marsiglia, Ensi, Axos, Rosa Chemical, Levante, Margherita Vicario e Claudio Santamaria.

Prodotto da Movimenti Production (Banijay Entertainment), Red Joint, Emotion Network e Rai Cinema, il film è stato realizzato con il contributo del PR FESR Piemonte 2021-2027, il sostegno di Film Commission Torino Piemonte e il contributo del Ministero della Cultura. L’uscita nelle sale è prevista per il 24 settembre con distribuzione I Wonder Pictures.

Sinossi

Samuele, detto Sami, è un giovane rider, che ogni giorno si muove per le strade di Milano attraversandola da un capo all’altro con la sua bici. La notte di Capodanno, mentre la città esplode di luci e tutti festeggiano, il ragazzo consegna un enorme ordine di sushi in una lussuosa villa a nord della città. Invitato a fermarsi per la serata, Sami incontra Nia, con cui scatta subito una forte connessione. Ma, mentre un nuovo amore muove i primi passi, una decisione presa d’impulso avrà delle conseguenze fatali e il ragazzo dovrà decidere se affrontare le conseguenze delle sue azioni.

Gusci in concorso a SIC@SIC

La presenza piemontese sarà completata da “Gusci”, diretto da Elisa Chiari e Francesca Trovato e prodotto dalla torinese Base Zero di Enrico Bisi e Stefano Cravero, selezionato per SIC@SIC (Short Italian Cinema).

Il cortometraggio è stato interamente realizzato nel Monferrato alessandrino con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte. Attraverso il Piemonte Film TV Development Fund, la Film Commission sostiene inoltre lo sviluppo del lungometraggio “Lunàdiga”, che sarà firmato dalle stesse registe.

Sinossi

Dodici uova benedette proteggono il matrimonio di Lucia dal malocchio. Quando due di esse scompaiono, la sorella maggiore Elena viene incaricata di recuperarle. Insieme, le due intraprendono un viaggio assolato attraverso legami e distanze comuni: il rito deve essere portato a termine.

Caso Roggero: la procura sequestra 50mila euro per le spese di giustizia

La procura generale di Torino ha predisposto il sequestro conservativo di 50mila euro, a garanzia delle spese di giustizia. La cifra sarà prelevata da un conto corrente estero intestato al gioielliere Mario Roggero e alla moglie.

Lo si apprende da un comunicato della Procura stessa, volto a “chiarire la questione indicata genericamente in ‘risarcimento danni'”, dopo la condanna definitiva del gioielliere. In una nota della procura si legge che “La Corte d’Assise di Asti, con sentenza confermata sul punto in appello, ha condannato, come sempre avviene in casi simili, Roggero Mario al pagamento di una provvisionale pari a complessivi 480mila euro a favore di 14 prossimi congiunti dei due rapinatori persone offese del delitto di omicidio nonché del terzo rapinatore, persona offesa di tentato omicidio”.

“Occit’amo”: fine settimana, a tutto tondo, tra Francia e Parco del Monviso

Due giorni pieni. Musica senza confini a Barcelonnette (Barcilona de Provença) e celebrazione dei 160 anni dal primo rifugio alpino a Oncino

Sabato 25 e domenica 26 luglio

Barcellonette (Alta Provenza) / Oncino (Cuneo)

Nel prossimo fine settimana si entra nel vivo di “Occit’amo Festival”, il principale Festival italiano dedicato alla “Cultura Occitana” (nato nel 2015 dal Progetto Territoriale “Terre Monviso” con l’organizzazione delle “Unioni Montane” e dei “Comuni” coinvolti), con due eventi dedicati alla musica della tradizione occitana. Musica che ha radici nella cultura cortese dei “trobadors” del XII secolo (poeti e musicisti colti i cui testi poetici venivano accompagnati dal suono di antichissimi strumenti e diffusi dal popolo e dai giullari, i “jogladors”) ed è espressione sonora dell’“Occitania”, la regione storico-linguistica che copre il sud della Francia estendendosi in Italia, in ben 14 valli alpine tra Piemonte e Liguria, più Guardia Piemontese in Calabria). 

Sabato 25 luglio, alle 21,30, il primo appuntamento transfrontaliero è in Francia a Barcellonette (Barcilona de Provença), situata al centro della Valle dell’Ubaye, a 32 chilometri dal confine con l’Italia, con i “Bistrò Dalfin”Sergio Berardo a ghironde, organetto, cornamuse e voce, Roberto Avena alla fisarmonica, Christian Coccia alla chitarra elettrica e Carlo Revello al basso propongono il tradizionale repertorio occitano in un suggestivo live acustico. Ingresso gratuito.

Domenica 26 luglio, invece, l’appuntamento è a Oncino (79 abitanti, in provincia di Cuneo e in un territorio completamente montano culminante con il “Monviso”), dove al “Rifugio Alpetto”, “Occit’amo” – con “Parco del Monviso”, “CAI Cavour” e “Comune di Oncino” – celebra i 160 anni del primo rifugio alpino italiano, con il concerto di cornamuse dei “Super Bandia”. Per raggiungere il rifugio, sono previsti tre percorsi da Meire DacantMeire Bigorie nel “Comune di Oncino” (appuntamento ore 8) e dal “Comune di Crissolo” (appuntamento ore 7via Colle Arpiol/Monte TivoliAlle 11, presso il “Rifugio” è prevista la posa di una panchina in ricordo di Giancarlo Menotti, già presidente del “CAI Cavour”, con accompagnamento musicale del “Coro dle Piase” di Campiglione Fenile. Dalle 12, Dino Tron alla “bodega” e cornamusa, Silvia Mattiauda ed Alessio Carletto alla “bodega”, Simonetta Baudino all’organetto, Luca Declementi e Antea Bongiovanni ai flauti, Luca Allione al “tamborn”, insieme ad altri musicisti della “Grande Orchestra Occitana” daranno il via al “viaggio musicale” della “Super Bandia”. Dopo la pausa pranzo, il concerto proseguirà al pomeriggio. L’evento è promosso da “Parco del Monviso”“CAI Cavour” e “Comune di Oncino”Ingresso gratuito.

Spiega il mitico Sergio Berardo, direttore artistico di “Occit’amo” e leader dei “Lou Dalfin”: “Questi due appuntamenti raccontano due aspetti complementari della tradizione occitana. Il concerto oltralpe con i ‘Bistrò Daldin’ ci ricorda che le montagne non sono mai state un confine, ma un luogo di passaggio e d’incontro. La musica ha sempre attraversato vallate e frontiere, mettendo in relazione le comunità e continua a farlo ancora oggi, unendo territori che condividono la tradizione al di là dei confini amministrativi. Il concerto di ‘cornamuse’ al ‘Rifugio Alpetto’ renderà omaggio ai rifugi, luoghi che, da sempre, custodiscono lo spirito dell’accoglienza, del confronto e della condivisione. La ‘Super Bandia’, nata come duo e ampliata per l’occasione con nuovi musici, accompagnerà il pubblico in un viaggio attraverso le ‘cornamuse’ delle ‘Terre d’Oc’, dalla ‘Boha’ alla ‘Cabreta’ fino alla grande ‘Bodega’. Un itinerario sonoro che restituisce la straordinaria ricchezza di un patrimonio musicale comune e racconta la capacità della musica di creare comunità, proprio come avviene nei rifugi di montagna”.

Per infowww.occitamo.it

g.m.

Nelle foto: Sergio Berardo, direttore artistico di “Occit’amo” e il duo “La Bandia”

Il dialogo Bettazzi e Berlinguer, 50 anni fa

Con un gesto inusuale e coraggioso ( una lettera aperta..) che suscitò reazioni contrastanti, speranze ma anche critiche monsignor Luigi Bettazzi, a quel tempo vescovo di Ivrea e presidente di Pax Christi italiana, scrisse all’allora segretario del Pci, Enrico Berlinguer. Era il luglio del 1976. Due anni dopo il referendum sul divorzio. La lettera iniziava così: «Onorevole, Le sembrerà forse singolare, tanto più dopo le ripetute dichiarazioni di vescovi italiani, che uno di loro scriva una lettera, sia pure aperta, al Segretario di un partito, come il suo, che professa esplicitamente l’ideologia marxista, evidentemente inconciliabile con la fede cristiana. Eppure mi sembra che anche questa lettera non si discosti dalla comune preoccupazione per un avvenire dell’Italia più cristiano e più umano». Berlinguer rispose subito con un biglietto privato e pubblicamente, dopo un anno, nel 1977, dalle colonne di «Rinascita» , con delle puntualizzazioni e dei riconoscimenti importanti verso l’esperienza religiosa. In tredici fitte cartelle dattiloscritte Berlinguer scriveva : «Le posizioni assunte e i comportamenti seguiti dal Pci lungo diversi decenni fino ad oggi, penso dovrebbero portarLa a riconoscere, Signor Vescovo, che l’insieme di essi costituisce la valida garanzia che nel Partito comunista italiano esiste ed opera la volontà non solo di costruire e di far vivere qui in Italia un partito laico e democratico, come tale non teista, non ateista e non antiteista; ma di volere anche, per diretta conseguenza, uno Stato laico e democratico, anch’esso dunque non teista, non ateista, non antiteista». Berlinguer presentò il suo partito come laico e aperto a tutti i valori, non indifferente al fatto religioso. Riconobbe che l’essere ispirati da una fede religiosa è “una condizione che può stimolare il credente a proseguire il rinnovamento in senso socialista della società“. Un’apertura concreta. Allora si ruppe un muro di incomprensioni e di preconcetti, si chiarì quale poteva essere il percorso comune di credenti e non credenti di fronte alle sfide poste all’umanità. Un carteggio importante, segno di una volontà di dialogo vero, rispettoso delle diversità, ma anche attento a ciò che poteva unire. Oggi quel “terreno comune” è nelle emergenze nuove: i problemi posti dalla globalizzazione selvaggia, il modello di sviluppo, la questione ambientale, le nuove ingiustizie, la pace minacciata, l’immigrazione, i problemi legati alla bioetica. Grandi questioni sulle quali è impossibile che non ci possa essere un terreno di impegno comune per tutti “gli uomini di buona volontà”.

Marco Travaglini