Music Tales, la rubrica musicale
Racconti, curiosità ed eventi…la musica al servizio della gente
“Ieri, l’amore era un gioco
così facile da giocare
ora ho bisogno
di un posto dove nascondermi”
“Tra i brani di maggior successo (se non il migliore) dei Beatles c’è sicuramente Yesterday, pubblicato nel 1965 nell’album Help!.
Il brano viene definito da diverse fonti come il più famoso del ventesimo secolo, oltre che il brano con più registrazioni, collezionando più di 1600 cover (ed oggi vi dovrete accontentare della mia).
La creazione del brano Yesterday nacque da un sogno di Paul McCartney. Mentre dormiva a casa della sua compagna Jane Asher, McCartney sognò di comporre una melodia, alzandosi improvvisamente dal letto e correndo verso il pianoforte prima di far svanire il ricordo. Seppur la melodia fosse pronta, mancavano ancora il testo e un arrangiamento che la reggesse. Paul McCartney ci mise molto tempo a completare il brano, facendo spazientire anche gli altri tre componenti del gruppo.
Paul McCartney fu totalmente innamorato della canzone (probabilmente anche a causa delle fatiche che gli erano costate). Il resto dei Beatles fu contrario però ad una sua pubblicazione nell’album, in quanto non in linea con l’immagine del gruppo. Il brano Yesterday venne comunque pubblicato successivamente raggiungendo un successo eclatante.
La genialità del brano Yesterday risiede nella sua semplicità. Con un arrangiamento semplice e innovativo, e un testo chiaro e tutto sommato banale, Paul McCartney ha reso possibile un nuovo concetto musicale per l’epoca, secondo cui la melodia poteva essere sinonimo di bellezza o, addirittura, capolavoro.
Ma, si sa, la semplicità è la nota fondamentale di ogni vera eleganza.
Il testo è collegato presumibilmente ad un amore perso, che suscita pena proveniente dal passato per il protagonista:
“all my troubles seemed so far away, now it looks as though they’re here to stay | tutti i miei problemi sembravano allontanarsi, adesso sembra che stiano di casa qui”
Ma io ho scelto “yesterday” anche per volergli dare una connotazione che vada al di la’ dell’amore: per esprimere il mio grande desiderio di tornare a “ieri” quel giorno in cui potevo abbracciare, sorridere senza una mascherina e vivere liberamente la mia vita anche respirando quella degli altri.
Ed ho voluto cantarvelo personalmente per farvi sentire che sono tornata, anche senza eventi da segnalarvi, senza musica da potervi fare assaporare dal vivo.
“Il mare insegna ai marinai dei sogni che i porti assassinano.”
Buon ascolto, abbiate clemenza.
Chiara De Carlo
https://www.youtube.com/watch?v=7o4Pmyp628Q&ab_channel=ChiaraDeCarlo
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Rubrica settimanale a cura di Laura Goria
E’ l’ingresso nella leggenda che la vede personaggio fuori dagli schemi, avanti e indietro nel mondo, macina amori che prende e lascia, è inafferrabile, inquieta e coraggiosa al limite dell’incoscienza. Diventa amica di personaggi del calibro di Picasso, poi a 27 anni sposa un ricchissimo egiziano, Aziz Eloui Bey, che la lascia libera di inseguire se stessa e perdersi nei deserti della vita.
Tra i libri fotografici dedicati a Lee Miller vi segnalo di Antony Penrose “The Lives of Lee Miller” – Thames &Hdson- in cui il figlio ricostruisce con dovizia di immagini la vita della madre. Dai primi anni tra 1907-1929, prosegue in una carrellata che attraversa il periodo fulgido nell’affascinante New York, poi gli anni di guerra, per arrivare all’ultima tranche della sua vita. Un volume ricco di foto famose scattate dalla Miller, ma anche foto private che la ritraggono con amici, affetti e conoscenti
C’è di più: la sua esistenza è costellata da gravi incidenti: ustioni gravissime, attacchi di maiali, rischi di soffocamento e altre inspiegabili disgrazie che l’hanno condotta ogni volta sulla soglia della morte. Alla fine il suo corpo è distrutto, ricoperto di cicatrici e suture, ma è anche la testimonianza vivente del suo tenace attaccamento alla vita, con toni da realismo magico.
Figlio di un pastore di provincia, esteta decadente, abile seduttore seriale di nobildonne, ereditiere, artiste ed intellettuali; ma soprattutto uomo di scienza che riuscì ad entrare nel bel mondo della noblesse parigina di fine 800.
La caffetteria centenaria è in un piano seminterrato nel centro della città ed è un luogo decisamente speciale. Chi entra perché vuole tornare nel passato deve sottostare alle seguenti norme.