ilTorinese

Conseguenze psicologiche ed emotive della pandemia, come non farsi travolgere

IL PUNTO DI VISTA / Le interviste di Maria La Barbera

Stress, ansia e psicopatologie da isolamento, la Dottoressa Elisabetta Lagna ci parla degli effetti collaterali del Covid

Questa pandemia ci fa preoccupare molto, cerchiamo, attraverso misure di sicurezza legittime ma snervanti, di non contrarre questo virus malevolo che ci sta cambiando la vita; viviamo in isolamento, lavoriamo da casa, il nostro divano è diventato il nostro ufficio, le relazioni sociali sono state sostituite da incontri virtuali che forse all’inizio potevano rappresentare una novità spassosa, ma ora sono diventati frustranti e innaturali. I bambini, i ragazzi e gli anziani rappresentano quella categoria di persone che più sta subendo questa situazione di reclusione e mancata libertà a causa della loro dipendenza fisica da altre persone e della fragilità, anche emotiva, legata alla loro età. All’inizio lo shock era collegato alla sorpresa con cui il virus ci aveva colto, all’impreparazione alla chiusura totale e alla inesperienza rispetto alla difesa dall’infezione. Ora, dopo un anno di lockdown alternato, difficile e demoralizzante, è in atto una cronicizzazione del trauma, una pericolosa deriva verso l’abitudine e il senso dell’ineluttabilità rispetto la clausura, che si sta manifestando attraverso una serie di disturbi e psicopatologie allarmanti. E’ vero che inizia ad esserci una luce, una speranza all’orizzonte grazie al vaccino e le cure, ma cosa ha prodotto al nostro cervello tutto questo? Quali sono i danni psicologici e cognitivi che si stanno rivelando sempre più frequentemente?
La Dottoressa Elisabetta Lagna, psicoterapeuta a Torino, ci racconta cosa sta avvenendo all’interno della nostra mente a causa della paura generalizzata, dell’incertezza sul futuro ma anche in conseguenza a diverse nuove abitudini come la richiesta di controllo continua sul nostro corpo, l’ossessione per la sanificazione e la distanza sociale.

3 domande alla dottoressa Elisabetta Lagna

Dottoressa Lagna quali sono le conseguenze di questa paura da Covid?
Sicuramente una cronicizzazione dei disturbi dell’ansia, dovuta anche ad una mancanza di prospettiva futura, insonnia, mal di testa e aumento della produzione di cortisolo nel sangue, l’ormone dello stress. Il mio studio ha avuto un aumento di richieste d’ascolto e di trattamento considerevole legato alla morte di congiunti per Covid, al rischio suicidario di giovani tra i 20 e 30 anni e alle crisi coniugali. Tra i disturbi recenti strettamente legati alla pandemia invece c’è il Long Covid, ovvero il persistere di sintomi, i numeri parlano di tre persone su quattro, di coloro che hanno contratto il virus ma sono scientificamente guariti, questi segnali presumibilmente legati al Covid perdurano almeno per altri 6 mesi. L’isolamento e la mancanza di socialità hanno sicuramente peggiorato la situazione di persone già fragili, hanno portato la percentuale di abbandono scolastico intorno al 28% e, non meno importante, hanno creato prigioni vere e proprie per chi subisce maltrattamenti in famiglia ed è stato costretto ha convivere con l’abusante.

Quali sono i risvolti psicologici della pandemia e gli effetti della DAD, la didattica a distanza, sui più giovani?

I papà e le mamme più ansiosi hanno trasmesso le proprie ai paure ai loro figli, soprattutto ai bambini, che a loro volta temono più che mai la morte dei genitori perché sintonizzati sugli stessi loro stati emotivi. Le conseguenze di questo stress sono iperattività, malattie psicosomatiche come le dermatiti, abbassamento delle difese immunitarie. C’è stato inoltre un forte aumento dell’uso dei social network che troppo spesso sono veicoli di immagini emotivamente attivanti che fomentano la paura, la tensione e la stanchezza.
La scuola invece dovrebbe potenziarsi maggiormente con l’aiuto di esperti e piani educativi innovativi, passare automaticamente in Dad senza spiegare la situazione non è sufficiente, i ragazzi sono demotivati e il loro rendimento peggiora. E’ importante informare i bambini e i ragazzi, ovviamente con le dovute modalità, riguardo a cosa sta realmente accadendo per abbassare il livello di stress, ridurre l’ansia e scongiurare l’abbandono della scuola.

Cosa possiamo fare per vivere e superare questa situazione senza che ci travolga? E’ possibile crearsi una bolla si serenità?

E’ importante migliorare, per quanto possibile, la qualità della vita, fare le cose che ci piacciono e ci fanno stare bene, senza rincorrere l’impossibile e ambire all’irraggiungibile. Non è retorica dire che dobbiamo rivalutare le cose semplici perché quello che avevamo, e che ancora abbiamo ma spesso non consideriamo, era, ed è, un dono. Questa pandemia ci sta lasciando un insegnamento, ci sta dicendo che non siamo immortali, che non staremo sempre bene e che le cose materiali e il potere non possono darci tutto, soprattutto la salute e la felicità. Non è un discorso ad effetto, né un luogo comune, il virus, in un certo senso, ci sta rieducando ci sta riportando all’ essenzialità, al sostanziale e soprattutto a vivere il presente, qui ed ora, dando così un significato più profondo alla nostra esistenza. E’ necessario inoltre ridimensionare il tempo che dedichiamo alle notizie e agli aggiornamenti legati al Covid, evitare di vedere tutti i telegiornali, i programmi televisivi e video sui social network che ci suggestionano, ci spaventano senza aggiungere né protezione né sicurezza. Se vogliamo avere informazioni meglio leggerle che subire un bombardamento di immagini angosciante. Passiamo più tempo all’aria aperta, procuriamoci vitamina D, limitiamo il più possibile l’isolamento sociale e interpersonale.

 

 

Recovery Plan, Uncem: “No a liste della spesa”

“Stiamo accompagnando in queste ore molte Amministrazioni comunali nell’esame delle proposte del territorio in vista del completamento del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza per l’uso dei 223 miliardi di euro del Recovery Plan.

Lo abbiamo detto da luglio, lavorando con Uncem nazionale nella Conferenza Interministeriale Affari Europei, che il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza non è un elenco della spesa. E che dentro non ci sta qualsiasi cosa, tutte le idee, anche migliori. Vi sono precisi processi e standard da rispettare.

Il primo è che è impensabile che ogni Comune italiano o piemontese presenti uno o più progetti. Questo esame va fatto a livello di valle, di unione montana di ambito ottimale, costruendo un solo progetto territoriale. Che deve rispettare le funzioni delegate ai Comuni. E non altre. Le strade ad esempio sono una funzione delle province e dei gestori tipo Anas. Così vale per le Regioni, che hanno precise funzioni e avranno progetti finanziati in base a queste funzioni e non altro. Lo Stato farà il resto. Lo ha detto chiaramente qualche ora fa il Presidente Draghi al termine della Conferenza Unificata alla quale ha preso parte anche Uncem. Dunque niente illusioni e niente inganni. Uncem supporta i Comuni nel redigere progetti di territorio. Che ancora devono avere due caratteristiche. Se è un progetto da 2 milioni di euro, il 37% deve essere green, sostenibilità, mentre il 25% del progetto e della cifra deve essere innovazione, digitalizzazione. Bruxelles lo dice chiaramente e nessuno deve dimenticarlo. Perchè i soldi del Next Generation EU non sono regalati. La metà sono prestiti da restituire. E non possiamo scherzare con le prossime generazioni. Servono visione, programmazione, realtà e scelte. La montagna del Piemonte le vuole fare senza illusioni e senza prese in giro. Siamo con gli Enti nel costruire serie proposte efficaci. Non sprechiamo questa occasione, usando modelli di intervento che volentieri consegniamo al passato. Servono modelli di intervento nuovi, inclusivi, anche con un ‘patto’ tra aree urbane e aree montane, oltre ai piccoli Comuni insieme, decisivo”.

Lo afferma Roberto Colombero, Presidente Uncem Piemonte.

Iren e l’uso dei polimeri nelle strade

 Mapei, tra i leader mondiali nei prodotti chimici per l’edilizia e Iren, una delle più importanti e dinamiche multiutility del panorama italiano, hanno siglato un accordo che prevede l’utilizzo di polimeri termoplastici, provenienti da processi innovativi di riciclo per la realizzazione di pavimentazioni stradali più durature e sostenibili.

Il progetto, gestito da Iren attraverso la controllata I.Blu, principale operatore nazionale nel settore della selezione e riciclo dei rifiuti di imballaggio in plastica da raccolta differenziata, rappresenta un esempio virtuoso di economia circolare ed ha come obiettivo l’implementazione di una tecnologia innovativa, che permette di ottenere un significativo aumento della vita utile delle pavimentazioni stradali.

L’accordo, che per la prima volta vede collaborare in modo diretto una multiutility e un’azienda produttrice, entrambe fortemente impegnate a favorire la sostenibilità nei rispettivi ambiti di attività, ha una valenza sia  commerciale che di innovazione.

Mapei si impegna, infatti, a proporre questa nuova tecnologia sostenibile per la produzione di conglomerati bituminosi destinati alla realizzazione delle pavimentazioni stradali, utilizzando tecnopolimeri sviluppati da Mapei congiuntamente con Iren, tramite la controllata I.Blu.

Test congiunti, realizzati anche con il supporto del Laboratorio Stradale del Politecnico di Milano, hanno consentito di individuare le formulazioni che, grazie all’utilizzo di questi additivi, portano alla realizzazione di asfalti più sostenibili e duraturi particolarmente adatti a strade, autostrade, aree industriali, aeroporti, centri logistici e commerciali.

I conglomerati bituminosi (asfalti) additivati con questi tecnopolimeri conferiscono, infatti, alle pavimentazioni, a parità di spessore, un aumento significativo della vita utile con conseguente riduzione dei costi di manutenzione e una resistenza alla deformazione permanente dovuta al carico d’esercizio. Incrementano anche le resistenze alle escursioni termiche ed ai raggi UVA, determinando meno degradi superficiali e riducendo così i rischi, in particolare, per cicli e motocicli.

Negli anni che hanno preceduto l’accordo, grazie alla collaborazione tra Mapei e I.Blu, sono state realizzate le pavimentazioni di alcuni tra i principali scali aeroportuali del territorio nazionale che hanno confermato la validità della tecnologia.

 

“Questo accordo assume una valenza particolare nell’ambito delle nuove tecnologie che permetteranno di allungare la vita utile delle pavimentazioni e ridurne il deterioramento – dichiara Marco Squinzi, Amministratore Delegato Mapei -. Mapei crede fortemente nello sviluppo di questo mercato ed ha recentemente creato la nuova linea Road Engineering dedicata proprio alle tecnologie e soluzioni per tutto quello che è il mondo dei conglomerati bituminosi, dalle grandi opere alle strade comunali o provinciali. L’economia circolare implica anche la ricerca di durabilità. L’utilizzo di tecnologie innovative per interventi più risolutivi e più duraturi per estendere la vita delle strutture, sia nel nuovo che nel ripristino, deve diventare un impegno condiviso nell’ambito delle infrastrutture e dell’edilizia. Il fatto che questo si possa ottenere grazie all’utilizzo di materie prime seconde, aggiunge valore al progetto che si inserisce appieno nella scelta di Mapei di fare della sostenibilità un pilastro della propria attività”.

“L’accordo stipulato con Mapei – afferma l’Amministratore Delegato di Iren Massimiliano Bianco – interpreta perfettamente il nostro concetto di multicircle economy, la nostra visione industriale a lungo termine focalizzata sull’uso consapevole ed efficiente delle risorse. L’ingresso nel Gruppo Iren di I.Blu, avvenuto nel 2020, ha permesso alla nostra azienda di compiere un ulteriore passo avanti, sia in termini di innovazione industriale che nella valorizzazione economica ed ambientale del ciclo dei rifiuti, permettendoci di diventare leader nazionale nella selezione delle plastiche COREPLA e nel trattamento del plasmix, un processo di recupero delle plastiche di scarto che aumenta considerevolmente la percentuale di rifiuti recuperati come materia. La partnership con Mapei aggiunge ulteriore valore a questo processo, permettendoci di chiudere il cerchio attraverso l’impiego dei polimeri termoplastici nei conglomerati bituminosi”.

 

Aiutiamo Jonathan a realizzare il suo sogno: un’auto per disabili

Fare ‘un giretto’ in macchina. Aiuta a realizzare il piccolo ma importante desiderio di Jonathan, un ragazzo fragile che sogna un’auto per disabili

Un desiderio non è mai piccolo quando non si ha la possibilità di esprimerlo. ‘Un giretto’ in macchina. Questo il desiderio solo apparentemente facile da realizzare di Jonathan, un ragazzo disabile fin dalla nascita, con gravissime patologie che compromettono le sue funzioni vitali. Per lui parlare, camminare, mangiare e respirare sono tutte attività impossibili da compiere in autonomia.

Luana, la sorella maggiore di Jonathan ha deciso di lanciare una raccolta fondi su GoFundMe per acquistare un mezzo omologato al trasporto dei disabili “Jonathan ha sempre amato fare i ‘giretti’ in macchina, è sempre stato per lui un modo di muoversi, di vedere il mondo e di sentirsi vivo.

Quando era più piccolino lo tenevo in braccio io nel sedile posteriore, poi ovviamente mio fratello è cresciuto e dopo anni di attesa siamo riusciti a trovare una macchina usata, adibita per il trasporto dei disabili. Abbiamo usato la macchina per anni, ora purtroppo l’auto non è veramente più affidabile”, racconta Luana.

“Vorremmo acquistare un mezzo nuovo e sicuro per il trasporto di mio fratello che ormai da un anno è costretto a casa e ovviamente è stanco, arrabbiato e gli mancano gli amici della cooperativa. La situazione è molto urgente, devo cercare di risolvere il problema della locomozione nel minor tempo possibile”, è l’appello della sorella di Jonathan.

La campagna è raggiungibile al link
https://it.gf.me/v/c/gfm/aiuta-jonathan-a-vivere-meglio-la-sua-disabilit

Covid, Lega: “per le cure domiciliari il governo segua il Piemonte”

“Ad un anno di distanza dai primi protocolli piemontesi dell’Assessore alla Sanità Icardi, il Senato – con la convergenza di tutte le forze presenti in aula sulla mozione presentata dalla Lega – ha approvato con 212 voti favorevoli l’ordine del giorno che chiede al governo di attivarsi per l’istituzione di un protocollo unico nazionale per la gestione domiciliare dei malati Covid-19.

Grazie all’impegno del nostro capogruppo Romeo e dei colleghi componenti della commissione Sanità, finalmente si riconosce che le cure domiciliari precoci sono un’arma importantissima per la lotta contro il Coronavirus. Siamo fieri di poter dire che il Piemonte è stato il precursore delle cure domiciliari, essendo sempre in prima linea con le sue sperimentazioni, che hanno prodotto ottimi risultati nelle province di Novara e Alessandria e soprattutto nei distretti di Acqui Terme ed Ovada, dove i ricoveri sono velocemente diminuiti. Tutto questo è stato possibile grazie all’impegno di medici coraggiosi che ci hanno creduto fin dall’inizio. Ci auguriamo che il Governo, facendo tesoro dell’esperienza piemontese, istituisca rapidamente il protocollo nazionale per le cure domiciliari, così da liberare le terapie intensive e poter tornare in fretta ad una vita normale”.

Così i senatori piemontesi della Lega Roberta Ferrero, Marzia Casolati, Giorgio Maria Bergesio, Cesare Pianasso ed Enrico Montani.

Sette incontri (online) a Palazzo Madama

Palazzo Madama propone, dal 13 aprile al 22 giugno 2021, un ciclo di sette incontri di approfondimento tra arte, devozione, tutela e indagini diagnostiche, in occasione della mostra Ritratti d’oro e d’argento, in corso a Palazzo Madama fino al 12 luglio 2021, che intendono offrire, grazie a un taglio interdisciplinare, uno sguardo sia sul contesto in cui si è sviluppata la produzione orafa in Piemonte e Valle d’Aosta tra Tardo Gotico e Rinascimento, sia sulle azioni di ricerca, tutela e valorizzazione, che musei, diocesi, soprintendenze e università stanno portando avanti con un importante lavoro di sinergia.

 

Molti dei conferenzieri sono anche autori di schede e saggi presenti nel catalogo, pubblicato dall’Artistica Editrice, che riunisce le ricerche condotte per le due esposizioni, organizzate in partnership: a Palazzo Madama di Torino fino al 12 luglio e al Museo del Tesoro della Cattedrale di Aosta fino al 2 giugno.

 

Il ciclo prenderà avvio il 13 aprile con l’intervento di Cinzia Piglione che condurrà i partecipanti all’interno della bottega orafa di Beltramino de Zuttis, a cui è stato attribuito il busto di san Bernardo d’Aosta, esposto in mostra a Palazzo Madama e proveniente dalla cattedrale di Novara. Questo raffinato artista fu attivo per la Fabbrica del Duomo di Milano per cui realizzò la monumentale chiave di volta con il Dio Padre.

 

Il 27 aprile Laura Marino si soffermerà sulle vicissitudini di alcune opere in mostra che, una volta uscite dalla bottega, giunsero in luoghi lontani anche centinaia di chilometri: nel corso dei secoli furono soggette a interventi di aggiornamenti di gusto, a riparazioni o a trasferimenti in nuove sedi, ma anche sottratte al loro contesto, come il san Teobaldo di Alba, trafugato negli anni ’80 del Novecento e recuperato nel 2014.

 

L’11 maggio don Gianluca Popolla illustrerà il lavoro della Consulta Regionale per i Beni Ecclesiastici di Piemonte e Valle d’Aosta che opera attraverso gli Uffici per l’arte sacra e i beni culturali nelle sedici diocesi piemontesi e in quella di Aosta nella tutela e valorizzazione del patrimonio artistico, archivistico e librario.

 

Il 18 maggio sarà il turno di Fulvio Cervini e Angelo Agostino che presenteranno i risultati delle ricerche condotte sui busti dei santi Ruffino e Venanzio provenienti dalla chiesa vecchia al Castello di Sarezzano, nei pressi di Tortona: un processo di conoscenza basato su analisi storico-artistica e indagine diagnostica in un necessario dialogo interdisciplinare finalizzato a spostare sempre in avanti il fronte della ricerca.

 

Il 25 maggio a Marco Fratini sarà affidato il compito di tratteggiare, anche attraverso numerosi documenti d’archivio, la raffinata stagione dei principi d’Acaia che a inizio Quattrocento richiesero a orafi locali ricche finiture per abiti e teche per preziose reliquie, tra cui il busto di san Giovenale commissionato da Ludovico d’Acaia a Severino Dorerio per donarlo alla cattedrale di Fossano.

 

L’8 giugno Simone Baiocco ripercorrerà le vicende delle committenze artistiche destinate alla collegiata di San Secondo di Asti, chiesa identitaria di una città contesa dal XV secolo e fino al 1531 tra le potenti casate dei Savoia, Paleologi, Visconti e Valois-Orlèans.

 

Il ciclo si concluderà il 22 giugno quando, in prossimità della festa di san Giovanni Battista, patrono della città di Torino, Viviana M. Vallet e Alessandra Vallet presenteranno due interessanti reliquiari di primo Quattrocento, appartenenti al Tesoro della Cattedrale di Aosta: il san Giovanni Battista e il san Grato rappresentano infatti due capolavori dell’arte orafa in cui i tradizionali materiali preziosi dell’oro e dell’argento convivono con un innovativo trattamento pittorico dei volti.

Info: le conferenze si svolgeranno sulla piattaforma Zoom. Tutti i dettagli sul sito di Palazzo Madama www.palazzomadamatorino.it

Prenotazione obbligatoria: t. 0114429629; madamadidattica@fondazionetorinomusei.it

Costo: 16€ per intero ciclo di sette conferenze; 4€ per conferenza singola.

Acquista subito:

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È possibile ricevere attestato di frequenza: ai sensi della direttiva 170/2016, art. 1 punto 5 Ministero dell’Istruzione, Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino è ente qualificato per la formazione del personale scolastico.

I colori variegati dei prodotti agroalimentari del CAAT dalla tavola dei torinesi al tram 4 

Il CAAT ( Centro Agroalimentare di Torino) colorerà da oggi per sei mesi la città di Torino, grazie alla nuova cartellonistica presente sulla linea del tram 4. Il mondo del CAAT, ricco di colori variegati dei suoi prodotti ortofrutticoli freschi, donerà altrettanta varietà cromatica alla città, in un periodo in cui se ne avverte fortemente il bisogno, confermando che Torino può essere un capoluogo tutt’altro che grigio.

“L’iniziativa nasce dall’idea – spiega il Presidente del CAAT Marco Lazzarino – di aprire il CAAT alla città di Torino, trasmettendole allegria, attraverso le migliaia di colori che contraddistinguono i suoi prodotti ortofrutticoli freschi, che da oggi saranno visibili sulle pareti esterne del tram 4.
Questa scelta non ha finalità tanto di promozione, quanto di vicinanza del CAAT a Torino e alla sua popolazione, proprio a ridosso di un periodo pandemico che ha impedito l’organizzazione di iniziative di apertura del Centro agroalimentare di Torino ai visitatori.”.
“Il CAAT – prosegue il suo Presidente Marco Lazzarino – che è sempre stato operativo, grazie all’impegno dei suoi grossisti, anche in tempi di pandemia, vuole ora far sentire la sua vicinanza a una città, Torino, che sta voltando pagina e sta riprendendo il suo cammino economico dopo i mesi di forzata sosta, a causa del Covid. E quale strumento migliore per farlo di quello di donare alla città una ricchezza cromatica capace di apportare entusiasmo nei cittadini? Mi auguro che altre aziende vogliano seguire il nostro esempio in questa direzione e che il nostro sia uno dei tanti segnali di ottimismo e voglia di ripartire”.
“Da qualche giorno – afferma il Direttore generale del CAAT Gianluca Cornelio Meglio – la nostra amata Torino è attraversata da un tram della linea 4 la cui fiancata per conto del CAAT è stata rivestita di una grafica che richiama frutta e verdura con le loro rispettive colorazioni. La scelta della pubblicità dinamica, ed in particolare della linea 4 del tram che attraversa l’intero territorio urbano, muove dal desiderio di giungere a una platea di pubblico quanto più ampia possibile, veicolando un messaggio ottimistico di fiducia per una ripartenza.
Questo è anche l’Anno Internazionale della Frutta e della Verdura e non poteva esserci occasione migliore per questa iniziativa. La soluzione artistica è frutto della creazione di un giovane grafico Eduard Rosu, al quale è rivolta tutta la nostra gratitudine”.
I lettori dei social sono invitati a scattare fotografie del tram 4 con i variegati colori del CAAT e a inviare i loro scatti, in modo tale da raccogliere le immagini da visuali diverse dei begli angoli della città“.

 

Baseball, l’Avigliana Rebels pronta alla nuova stagione

Terminate a stretto giro le riunioni federali e societarie, è finalmente pronto l’avvio della nuova stagione del baseball.

L’Avigliana Rebels cercherà di bissare quanto fatto nel 2020, che ha lasciato in dote la promozione in serie B.
Alla guida della prima squadra dell’Avigliana Rebels è stato confermato
il manager Luca Costa, che oltre ad aver guidato i lupi aviglianesi al
salto di categoria, si è visto affidato anche l’incarico di coach della
Nazionale Italiana U15.
La compagine valsusina debutterà nel campionato nazionale di serie B di
baseball il 23 maggio, facendo visita allo Junior Parma. Completano la
composizione del girone A (Emilia, Lombardia, Piemonte) l’Ares Milano,
il Codogno Baseball ‘67 (LO), il Legnano Kemid (MI), la Palfinger Reggio
Emilia, il Piacenza Baseball, il Poviglio Baseball (RE) e lo Zirart
Fossano (CN).
Lo staff tecnico di Luca Costa è completato da Fiorentino Sottocasa e da
Giovanni Culeddu; il compito del dirigente accompagnatore è affidato a
Enrico Roasio.
L’obiettivo stagionale è ben chiaro, quello mantenere la serie e di far
crescere il gruppo proveniente dalla U18. Il roster risulta essere
competitivo, ben potenziato sia sul monte che a casa base.
Nella soddisfazione del progetto, che come detto ha come obiettivo
primario la crescita sportiva degli atleti vedremo alcuni ragazzi
dell’Avigliana Rebels indossare in prestito la casacca dell’altra
compagine cittadina dei Bees, impegnati nel campionato di serie C.
La vera forza sono le squadre del settore giovanile, con le quali
l’Avigliana Rebels  è iscritta ai campionati U12, U15 ed U18 e nelle
quali lo scorso anno diversi atleti si sono distinti, tanto da meritare
le convocazioni nell’Accademia Piemonte e nelle Rappresentative
Nazionali.
Al manager Paolo Murgia il compito di guidare la squadra dell’U12,
composta per intero da esordienti di questo sport. Murgia sarà
affiancato da coach Alberto Alessio e dal dirigente accompagnatore Diego
Tancini, che affronteranno il campionato col solito spirito positivo.
Al tecnico venezuelano Hector Ferrer, costante e indiscussa presenza
nell’organico dei “Blues”, i Rebels hanno affidato la guida tecnica
delle formazioni U15 che U18 di baseball. Ferrer che nella prima si
avvarrà del supporto di Paolo Murgia, di Silvia Audagnotti e di Nino
Garzone, nella seconda avrà al suo fianco David Oliva e Marino Girardi.
Il gruppo atleti dell’U15 sarà composto da un nucleo di giocatori
esperti, che già hanno affrontato la categoria, ai quali verranno
aggiunti alcuni provenienti dalla U12.
Nell’U18, serbatoio naturale della prima squadra oltre ai veterani del
2003, faranno ritorno dai New Panthers  Girodo e Giannì; esordiranno in
squadra Riccardo Murgia e Max Re.
Questi i gironi dei campionati giovanili, che vede insieme squadre
Piemontesi e Liguri
campionato U18: Alcoolital Fossano (CN), Avigliana Bees (TO), Avigliana
Rebels (TO), Baseball Cairese (SV);
campionato U15: Baseball Cairese (SV), Grizzlies Torino, JFK Baseball
Mondovì (CN), Sanremo Sharks (IM), Skatch Boves (CN);
campionato U12: Aosta Bugs, Athletics Novara, Baseball Vercelli, Kings
Castellamonte (TO), Red Clay Castellamonte (TO).
Quindi non resta che augurare in bocca al nostro lupo a tutti, che possa
essere un ottimo anno di baseball che fra l’altro vedrà il campo di
Avigliana ospitare anche alcune partite del Campionato Europeo 2021.

Bergamo – Reale Mutua Basket Torino 71 – 67

Il basket visto a distanza

Sembra ridicolo il dover raccontare ogni settimana di come questa squadra, la Reale Mutua, sia la più forte del campionato, e poi doversi trovare ogni tanto a descrivere un’ecatombe di errori, palloni lanciati in tribuna, tiri effettuati al fine o di rompere il tabellone o far rabbrividire gli antichi insegnanti di minibasket di “cotanti” eroi di Torino che in alcuni momenti sembrano essere più dei manovali prestati al basket che stipendiati di lusso in un periodo nero per tanti e che, invece di pensare ad essere stanchi, proprio per questo motivo dovrebbero dignitosamente rispettare chi spende i propri soldi e il proprio tempo per guardarli.

Non parlerò infatti di una partita giocata senza alcuna dignità e rispetto dei muliebri giocatori gialloblù e del loro condottiero contro l’ultima della classe, in quanto i motivi tecnici e sportivi potrebbero indurre tutti a pensare che in realtà Torino si fa “i fatti propri”, non rischiando nulla per poi giocarsela più avanti, e ha fatto bene ecc. ...

Però questo è un periodo triste per tutti, e io credo che un po’ di sana osservazione delle vetrine abbassate e delle persone che hanno perso il lavoro aiuterebbe a trovare un buon compromesso tra la realtà figurata di un parquet dove si gioca a basket e quella reale … dove la gente vive con traumi lavorativi e personali, costringendo tutti i protagonisti a pensare che se ti è data la fortuna in “tempi di guerra” di lavorare giocando il rispetto che puoi dare è giocare bene e metterci ancora più impegno.

Ma io vivo di utopie, probabilmente. In altre epoche la gente sognava con eroi sportivi, se così possiamo chiamarli, che permettevano almeno di illudersi per un paio d’ore di vivere in un mondo migliore. Ma, altrettanto sicuramente, di questi eroi il mondo moderno non ne ha alcuna traccia.

Si può perdere, si può vincere, ci possono essere motivi tecnici, motivi tattici, ma la voglia no, non può mancare. Mihajlovic suggeriva ai suoi giocatori di andare ai cancelli di Mirafiori alle 6.00 di mattina per capire cosa volesse dire lavorare. Io, con molta meno autorevolezza, suggerirei di andare a qualunque ora.

E’ stato un pomeriggio orribile di “assurdo nulla” giustificato dai più e consentito dalle regole. Non è questo il modo di dare lustro ad una maglia. Non si rispetta neanche la regolarità (se mai ve ne è una… ) di un campionato in cui vittorie e sconfitte determinano il destino tuo e degli altri, ma si sa, questo è lo sport.

Non preoccupatevi se lo sport non funziona o se non ha dignità in questo momento epocale. L’esempio arriva sempre dall’alto. E se fosse un buon esempio allora sarebbe di sprone, altrimenti è un’altra cosa.

Mercoledì si rigioca con le stesse squadre, stesso mare ma non stessa spiaggia, stavolta al Palagianniasti: cosa aspettarsi? Ai “poster” l’ardua sentenza… .

Paolo Michieletto

Il barista della Crocetta incatenato: “Continuo lo sciopero della fame”

A cura di: lineaitaliapiemonte.it

 

Nico Drago continua lo sciopero della fame e la protesta nel suo bar in zona Crocetta a Torino: dorme in canadese e si nutre di pochi liquidi da giorni…

… continua a leggere: https://www.lineaitaliapiemonte.it/2021/04/12/leggi-notizia/argomenti/video-2/articolo/continuo-lo-sciopero-della-fame-fino-a-quando-non-cambia-la-situazione-io-da-qui-non-mi-muovo.html

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