Nelle prossime settimane graduale avvio degli interventi di manutenzione sulla nuova rete in gestione. E ad aprile attivati con anticipo rispetto alla decorrenza formale lavori per oltre 18,6 milioni di euro. L’obiettivo: migliorare la qualità del servizio con manutenzione omogenea e aumento standard di sicurezza
Con la sottoscrizione del verbale di consegna da parte di tutti gli Enti coinvolti, è stato formalizzato il rientro nel perimetro di gestione Anas (Gruppo FS Italiane) di circa 1.000 km nominali di strade sul territorio regionale, in esecuzione dei DPCM del 21 novembre 2019. La rete gestita da Anas in Piemonte raggiunge così un’estensione di circa 1.700 km.
Il Piano Rientro Strade ha molteplici obiettivi che riguardano l’ambito della sostenibilità nell’ottica di migliorare la qualità del servizio complessivo offerto agli utenti. Aumenterà l’efficienza della gestione dell’intera rete, con interventi di manutenzione programmata più omogenei tramite il potenziamento degli standard di sicurezza con benefici in termini di accessibilità a tutti i territori e alle aree interne. Inoltre, l’accentramento delle competenze in un unico gestore, che ha un unico core business, eviterà la frammentazione delle competenze nella gestione delle strade e dei trasporti.
Al fine di intervenire il prima possibile su alcune infrastrutture che necessitano di intervento urgente, nel corso delle scorse settimane Anas ha avviato con anticipo rispetto alla presa in consegna interventi di manutenzione straordinaria per un investimento complessivo di oltre 18 milioni e 600 mila euro.
Risanamento pavimentazione
A partire da metà aprile è stato avviato il risanamento della pavimentazione sulla provinciale 11 “Padana Superiore”. Gli interventi, conclusi in tempo utile per consentire lo svolgimento in sicurezza della tappa del Giro d’Italia ‘Stupinigi-Novara’ di ieri 9 maggio, hanno interessato la provinciale 11 in tratti saltuari tra Castelrosso, nel comune di Chivasso (km 25,720) e Rocca Nuova, nel comune di Villareggia (km 37,330) in provincia di Torino, e tra località Campora, nel comune di Vercelli (km 73) e Novara (km 93,300). L’investimento complessivo per l’esecuzione dei lavori ammonta a circa 4,6 milioni di euro.
In vista della tappa del Giro ‘Abbiategrasso-Alpe di Mera’ in programma per il 28 maggio, dalla settimana scorsa sono in corso lungo la provinciale 229 “del Lago d’Orta” i ripristini nel tratto compreso tra Gozzano (km 33,200), in provincia di Novara, e Gravellona Toce (km 60,150), nella provincia del VCO, per un investimento complessivo pari a circa 4,3 milioni di euro.
Inoltre, è in corso il ripristino della pavimentazione lungo la strada provinciale 460 “di Ceresole” nel tratto compreso tra Caselle Torinese (km 0,365) e Feletto (km 18,365), in provincia di Torino. In questo caso l’investimento per l’esecuzione degli interventi ammonta a circa 3,8 milioni di euro.
Galleria Verta a Omegna
Sempre ad aprile Anas ha consegnato all’impresa esecutrice i lavori di rifacimento degli impianti a servizio della galleria Verta, lungo la strada provinciale 229 “del Lago d’Orta”, nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola, chiusa al traffico nel 2018 dal precedente gestore per motivi di sicurezza. Il valore complessivo dei lavori ammonta a oltre 6 milioni di euro.
Gli interventi in progetto consentiranno di riaprire al transito la galleria a senso unico entro aprile 2022. Il programma di intervento prevede nella prima fase lo smantellamento di tutti gli impianti e a seguire la posa di tutte le nuove installazioni. L’avvio dei lavori si è svolto alla presenza del Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e dei rappresentanti degli Enti territoriali.
SP 456 “del Turchino”
Completati i rilievi da parte dei tecnici Anas sul fronte di frana prossimo alla provinciale 456 “del Turchino” in località Gnocchetto, nel comune di Ovada (AL), è stata avviata la progettazione degli interventi di messa in sicurezza del tratto stradale. La progettazione è in via di completamento.
I lavori che Anas prevede di realizzare sono finalizzati alla riapertura al transito del tratto attualmente chiuso e consistono nell’installazione sul versante di barriere e valli paramassi. La conclusione degli interventi che consentiranno la riapertura del tracciato è prevista entro la fine della stagione estiva. Nella fase successiva i lavori per la messa in sicurezza definitiva del versante proseguiranno senza interferire con la viabilità.
Nelle prossime settimane Anas proseguirà con l’attivazione graduale di ulteriori lavori sulla nuova rete concentrandosi inizialmente sul risanamento della pavimentazione, nella sostituzione delle barriere laterali di sicurezza e nel rifacimento di cordoli e barriere di sicurezza sui viadotti al fine di adeguare progressivamente la rete di rientro agli standard in vigore sui tracciati già in gestione.
Con la sua torre del tardo duecento alta 29 metri, l’Oratorio di San Sebastiano in stile Barocco, la semplice e campestre chiesa di San Lorenzo e i suoi affreschi di fine ‘400, Denice è un delizioso e caratteristico comune piemontese, uno tra i meglio conservati dell’area. Tra le sue attrazioni c’è anche una nota mostra di presepi provenienti da varie nazioni e regioni italiane, ma la cosa che affascina e ne fa realmente un posto unico è il suo museo di ceramiche a cielo aperto.

A raccontarcela, in un centinaio di pagine ricche di sincera empatia, a metà strada fra l’indagine psicologica e quella giornalistica, è oggi Sabrina Sezzani, anche lei – come Rossella – fiorentina e già autrice nel 2017, sempre per “Neos Edizioni”, della raccolta di racconti “Seduta sul tuo splendore. Trenta storie fiorentine al femminile”. Racconta la Sezzani: “In queste pagine mi sono arrogata un diritto che non ho: quello di sostituire i suoi pensieri con quelli che io ho immaginato fossero i suoi. Questo quindi, non è un libro su Rossella Casini, ma un libro della mia Rossella Casini”. Per anni di Rossella si sono occupati in pochi. “Scomparsa” nel 1981 a soli 25 anni, la sua storia è rimasta a lungo dimenticata. Una storia che sembrava destinata al silenzio, finché nel 1994 un pentito racconta agli inquirenti che Rossella Casini, giovane donna vittima di un amore “sbagliato”, era stata rapita, stuprata, fatta a pezzi e gettata in mare nella tonnara di Palmi. Senza dubbio, uno dei più vili, turpi e racapriccianti delitti mai commessi dalla ‘ndrangheta. Quale la sua colpa? Quella di aver convinto il fidanzato Francesco Frisina, calabrese di Palmi (conosciuto alla Facoltà di Pedagogia dell’Università di Firenze), a collaborare con la Giustizia, dopo l’assassinio del padre del ragazzo, imprenditore agricolo, per mano di due killer e il ferimento dello stesso giovane in un agguato tesogli pochi mesi dopo nel dicembre del ’79. Francesco accetta l’invito di Rossella, ma la sua conversione dura poco e il ragazzo ritratta. Rossella si ritrova così coinvolta nella faida mafiosa che vede contrapporsi ferocemente le ‘ndrine Gallico – Frisina contro i Parrello – Condello, finendo stritolata dalle regole dell’omertà mafiosa che s’era illusa di riuscire ad infrangere per amore. “Fate a pezzi la straniera”, fu a quel punto l’ordine dei boss mafiosi. E il 22 febbraio 1981 Rossella scomparve nel nulla. Il suo corpo non fu più ritrovato. I suoi genitori non hanno mai avuto la consolazione di una tomba dove poterla piangere. Il processo, iniziato nel 1997, si concluderà nove anni dopo con l’assoluzione per insufficienza di prove: Rossella non ha mai ricevuto giustizia, la magistratura si è arresa, non è stata in grado di fare chiarezza, di individuare e punire esecutori e mandanti. Ci racconta la giovane con le parole scritte dalla Sezzani: “Per le aule dei Tribunali, io, semplicemente, non sono più. Ho smesso di esistere in una data imprecisata, in un modo imprecisato, per mano di non si sa chi. Sono sparita, ho smesso di dare contezza di me. Il resto è sconosciuto, questo dice la verità processuale”. Ma quale la vera verità? Se lo chiede con palese tormento la scrittrice, riaprendo ferite profonde mai rimarginate, ben consapevole di quanto “sia davvero importante ricercare il perché delle cose, andare alla fonte delle informazioni e cercare di dare un senso alla nostra sete di sapere”.
Ad accompagnarci e guidarci attraverso questo viaggio è l’elegante vicequestore Anselmo “Selma” Scordo, napoletano trapiantato in una grande città del Nord, alle prese con la ricostruzione dei cocci della sua vita.
L’autore