“Siamo all’ennesimo lunedì in cui ci troviamo obbligati a dover dibattere con preoccupazione
riguardo a scene di ordinaria follia che stanno prendendo il sopravvento nella nostra città.
L’uomo armato di machete, protagonista della rissa in Aurora dello scorso 1° giugno, era già noto
alle Forze dell’Ordine, ma evidentemente non sono state adoperate né le risorse né gli strumenti
necessari a tenere lontano violenza e criminalità dai nostri quartieri.
Sono d’accordo con il Sindaco quando afferma che non si può parlare di Torino come una città
ostaggio di spacciatori e baby-gang, ma non può negare che interi quartieri, come Aurora, che invece
sì sono teatro di violenze e criminalità e l’Amministrazione continua ad abbandonare i cittadini che
vivono in questi territori, senza offrire soluzioni adeguate.
Al Sindaco Lo Russo chiediamo più serietà, perché Fratelli d’Italia non cavalca nessun tema
ideologico e anzi abbiamo portato le nostre idee e proposte sia al Sindaco che al Ministro Lamorgese.
La sicurezza dei nostri concittadini non passa solo da “rigenerazione sociale”, ma da provvedimenti
rigorosi e strutturali come il daspo urbano.
Basta buonismo e tolleranza a senso unico: è ora che il Sindaco alzi la testa e chieda al Ministro
Lamorgese strumenti che consentano ai torinesi di vivere senza il terrore di uscire di casa o di andare
a prendere i propri figli a scuola”.
Paola Ambrogio
Consigliere comunale Fdi



Premetto che non ho mai avuto tanta considerazione per Gianni Vattimo e il suo pensiero debole. L’unico vero filosofo torinese e’ Maurizio Ferraris, noto ed apprezzato a livello internazionale. Ma quando leggo su “L a S t a m p a” l’articolo “I silenzi di Vattimo” in cui l’assistente e compagno del prof. Vattimo, 85 anni, diventa protagonista di una infame conferenza stampa non posso tacere. Dispiacerebbe se quel giornale, dopo la direzione di Ronchey, Levi, Fattori, Sorgi, dovesse rimeritarsi il nomignolo di “Busiarda“.
Rubrica settimanale a cura di Lura Goria
Renny si trova a fronteggiare, prima di tutto, la penuria di denaro; poi a tormentarlo c’è la decisione dell’amministrazione locale che, per ampliare la strada, ha deciso di abbattere le querce secolari al confine della tenuta. Quegli alberi sono il simbolo di Jalna e Renny intende proteggerli a qualsiasi costo.
Un microcosmo di creature la cui vita è poco più che sussistenza: poca terra coltivabile, esigui pascoli per il bestiame, la pesca solo quando le tormente, gli uragani e le tempeste di neve e ghiaccio lo consentono.
quale fugge con una scusa prima ancora di aver disfatto il bagaglio.
Lì vive e si arrabatta come può Delilah Metcalfe, esperta informatica che cerca di guadagnarsi da vivere con un’agenzia di appuntamenti online, “La Dales Dating Agency” DDA. Però gli affari non vanno per niente bene e lei è sempre a contrattare con la banca per ottenere dilazioni nei pagamenti. Non le resta che affittare un piano del caseggiato, così da ricavare almeno un’entrata fissa.