ilTorinese

Per noia lanciavano sassi contro le auto in corsa. Ecco chi sono i responsabili

Lanciavano sassi e mattoni contro le auto in corsa: tre operai, tutti italiani, di 21, 23 e 26 anni, di Busca nel Cuneese,  sono stati  arrestati dai carabinieri dopo tre mesi di indagini. Hanno colpito per mezz’ora da un’utilitaria le auto provenienti dalla direzione opposta danneggiando parabrezza e paraurti. Per miracolo non ci sono stati feriti.  L’accusa è  tentato omicidio e attentato alla sicurezza dei trasporti. I tre  sono agli arresti domiciliari ma la Procura di Cuneo aveva chiesto  la custodia cautelare in carcere. Nell’interrogatorio  si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Sono quattro gli episodi contestati sulla strada provinciale che collega Cuneo e Busca. Gli inquirenti fanno notare che, ascoltate le intercettazioni telefoniche e viste le immagini della videosorveglianza, non c’era un motivo specifico che li spingeva a compiere tale irresponsabile gesto, ma lo facevano solo per fare qualcosa di trasgressivo, per spezzare la noia del sabato sera.

NOTIZIE DAL PIEMONTE

L’istituto “Cena” alla Torch Run

IVREA – L’Istituto G. Cena partecipa alla Torch Run! – Pomeriggio movimentato per le strade di Ivrea per la manifestazione Torch Run. Hanno partecipato all’iniziativa con grande entusiasmo il Dirigente Scolastico Prof. Ing. Enrico Bruno portando un saluto da parte dell’Istituto al Sindaco di Ivrea e alla coordinatrice dell’associazione sportiva dilettantistica “Specialmente”, Federica Pavetto, mamma dell’alunno del Cena Alessandro Pintus della classe 2 R. Ha acceso la fiaccola olimpica Daniele Porcelli allievo della classe 2 G. Hanno partecipato numerosi studenti dell’istituto alcuni dei quali con le divise delle squadre sportive di cui fanno parte. I docenti Valentina Sibilla, Federica Franzetti, Massimo Mazzarino, Tiziana Bovis, Francesca Vercelli, Silvia Munari e l’educatrice Dominique Nuzzo hanno attraversato le strade cittadine per un percorso di 5 km insieme agli studenti. Ancora una volta l’Istituto “Cena” si è mostrato sensibile alle diverse problematiche che sempre più spesso coinvolgono gli studenti.

Furgone si ribalta in tangenziale, traffico rallentato

Questa mattina sulla tangenziale di Torino in direzione Piacenza un furgone si è ribaltato forse a causa dell’elevata velocità. Il conducente è stato portato in ambulanza al Cto. E’ intervenuta la polizia stradale per dirigere il traffico che ha subito rallentamenti.

Neppure di fronte all’addio di Damilano il Centrodestra si degna di fare autocritica

“La riconoscenza è la virtù del giorno prima”.

La Lega piemontese ha reagito così alla decisione di Paolo Damilano, candidato sindaco di Torino per il centrodestra proprio in quota Lega, di abbandonare il fronte dell’opposizione in Comune. Sarà anche vero che è mancata la riconoscenza, ma è sicuramente mancata l’autocritica dei leghisti che hanno imposto un candidato facendo finta di non sapere e di non capire che, Damilano, nulla aveva a che fare con l’intero centrodestra.

Continua a leggere:

https://electomagazine.it/neppure-di-fronte-alladdio-di-damilano-il-centrodestra-si-degna-di-fare-autocritica/

Rigenerazione urbana: riqualificazione della ex Manifattura Tabacchi

Un nuovo distretto culturale per Torino sorgerà grazie alla riqualificazione della storica manifattura Tabacchi e delle aree adiacenti che si trovano nella zona nord-est della città.

E’ stato sottoscritto un Protocollo d’Intesa tra la Città di Torino, l’Agenzia del Demanio, la Regione Pimonte, il Ministero della Cultura, la Direzione Generale Archivi, la Soprintendenza Archeologica, l’Università e il Politecnico per   la riqualificazione dell’ex Manifattura Tabacchi nell’ambito del PNRR.

Obiettivo del Protocollo è la rifunzionalizzazione e riqualificazione dell’immobile statale dismesso   – attualmente in concessione gratuita a favore dell’Università di Torino – quale iniziativa trainante di un processo di rigenerazione urbana inclusiva che garantisca un impatto positivo sia sociale, sia economico, con particolare attenzione verso i temi ambientali e dello sviluppo sostenibile.

Negli spazi recuperati della ex Manifattura è previsto l’insediamento di un Polo Universitario con residenze universitarie, servizi per gli studenti e aule di alta formazione, un Polo archivistico e un centro studi.

Il nuovo polo intende offrire esperienze di studio e residenzialità in un centro vivo e stimolante, dotato di spazi pubblici adeguati per il ritrovo e la piena realizzazione delle necessità giovanili di socializzazione, di esigenze artistiche e sportive e sarà in grado di raggiungere forti capacità attrattive su studenti universitari fuori sede o che già vivono in città e sul territorio limitrofo.

Il recupero del complesso dell’ex Manifattura sarà accompagnato dal potenziamento dei collegamenti della rete di mobilità dolce con le infrastrutture esistenti e dall’implementazione di nuovi e veloci servizi di trasporto urbano, diventando una concreta opportunità di rafforzamento della offerta universitaria cittadina in linea con i contenuti della Missione 4C1 del PNRR e con gli obiettivi condivisi dell’amministrazione comunale, dell’ente regionale e degli atenei.

Il Piemonte prende in carico i malati di fibromialgia

Allo stato attuale la fibromialgia non è stata ancora inserita nel nomenclatore tariffario nazionale, sebbene al Senato siano in discussione alcuni disegni di legge per il suo riconoscimento quale patologia cronico-invalidante. Però in Piemonte i malati sono presi in carico dal sistema sanitario.

Questa la risposta fornita dall’assessore al Bilancio per conto di quello alla Sanità all’interrogazione del Movimento 4 ottobre sull’effettiva attuazione delle mozioni approvate a suo tempo – settembre 2025 e gennaio 2017 – dal Consiglio regionale riguardanti la fibromialgia e la conseguente classificazione nel nomenclatore nazionale.

L’assessore ha ricordato che quest’anno il Ministero della Salute ha istituito un fondo nazionale di 5 milioni, finalizzato a studio, diagnosi e cure della fibromialgia, permettendo così di conoscere l’impatto degli atti nazionali a livello regionale per quanto riguarda la ripresa e lo sviluppo a breve-medio termine di percorsi sanitari diagnostici terapeutici assistenziali.

L’interrogazione ha chiesto notizie anche riguardo il riconoscimento ai lavoratori affetti da questa patologia di permessi dal lavoro e dall’esenzione dei ticket e dei farmaci eventualmente prescritti. Ha spiegato che la richiesta si è resa necessaria dopo l’istituzione della Commissione nazionale per l’aggiornamento dei livelli di assistenza: l’organismo ha appena iniziato l’esame delle tante proposte all’ordine del giorno, tra cui anche la fibromialgia.

La sindrome fibromialgica, denominata anche di Atlante, si caratterizza con diffusi specifici dolori muscolo-scheletrici e nel nostro Paese ha un’incidenza stimata tra il 2% e il 4% della popolazione; colpisce principalmente le donne in età fertile e lavorativa, non ha uno specifico bio-marcatore, evidenti danni clinici e non è inserita tra le malattie rare.

Il Consiglio superiore della sanità ha recentemente espresso un parere per inserire tale sindrome tra le malattie croniche invalidanti, meritevoli di esenzione dai ticket pur non comparendo ancora nell’elenco del nomenclatore tariffario nazionale.

In Piemonte risulta che i pazienti affetti da fibromialgia vengano presi in carico da vari specialisti presso ambulatori delle reti clinico-assistenziali dedicate a altre patologie, tra cui la rete reumatologica. L’attuale situazione piemontese nell’ambito della rete clinico assistenziale reumatologica si caratterizza per una diffusa presa in carico del paziente affetto da fibromialgia.

 

Lavoro, il problema dei giovani inattivi. Il caso Torino-Piemonte

Imprenditoria giovanile e mercato del lavoro

 

In Piemonte la percentuale di neet (giovani tra 19 e 29 anni) è pari al 19,2%

Sono 12.265 imprese artigiane in Piemonte con a capo un under 30 (6825 a Torino)

 

Le imprese italiane faticano a trovare il 52% della necessaria manodopera qualificata. Nel frattempo, nel 2020, 1,1 milione di giovani under 35 non studia e non cerca occupazione, mentre 40mila giovani tra i 25 e i 34 anni sono espatriati per trovare lavoro.

paradossi del mercato del lavoro italiano sono analizzati da Confartigianato Imprese in un rapporto dal titolo ‘2022. Tocca a noi!’

Secondo la rilevazione di Confartigianato Imprese, la distanza dei ragazzi italiani dal mondo del lavoro colloca il nostro Paese al primo posto nell’UE per la maggiore percentuale di Neet, pari al 23,1% sul totale dei giovani tra 15 e 29 anni. La media europea si attesta, invece, al 13,1%. Addirittura, nel 2020, abbiamo toccato il numero più alto nell’ultimo decennio di under 35 inattivi che non studiano e non sono disponibili a lavorare: ben 1.114.000.

Il dato piemontese segnala che nel 2019 la percentuale di Neet (giovani tra 19 e 29 anni) è pari al 16,5% per aumentare nel 2020 e arrivare al 20% e scendere nel 2021 al 19,2% (la variazione tra il 2019 e il 2021 è pari al 2,7%).

A livello regionale, la percentuale più alta di Neet si riscontra in Sicilia con il 36,3% sul totale dei giovani tra 15 e 29 anni. Seguono la Campania (34,1%), la Calabria (33,5%), la Puglia (30,6%) e il Molise (27,7%).

Non brilliamo nemmeno per l‘integrazione tra scuola e lavoro: siamo infatti al 22° posto in Europa per la quota di occupati under 30 impegnati in percorsi formativi, con appena il 5,2% dei giovani di questa fascia di età, mentre in Europa si arriva ad una media del 15,2% e in Germania addirittura si sale al 24,4%.

Contemporaneamente cresce il fenomeno della fuga all’estero dei nostri giovani; tra il 2016 e il 2020, tra i giovani italiani under 40 laureati, gli espatri superano i ritorni in Italia di 65 mila unità.

Il rapporto di Confartigianato Imprese mette anche in evidenza la voglia di fare impresa dei giovani italiani che ci fa guadagnare il record positivo di Paese europeo con il maggior numero di imprenditori e lavoratori autonomi under 35: ben 694mila e sono 123.321 le imprese artigiane con a capo un under 35.

A livello regionale, il Piemonte, con 12.265 imprese artigiane con a capo un under 30, si colloca al secondo posto (dopo la Lombardia 23.123). Tali aziende sono così suddivise: Torino 6.825; Cuneo 1973; Novara 852; Alessandria 849; Asti 581; Vercelli 448; Biella 392; Verbano 345.

In Piemonte il totale delle imprese giovanili gestite da under 35 è pari a 38.584.

Il tasso di occupazione, nel 2021, sul totale dei giovani tra i 15 e 34 anni in Italia è pari al 41%, il dato piemontese, con 48,4% è superiore alla media nazionale.

A livello provinciale il tasso di occupazione nel 2021 dei giovani tra i 15 e i 34 anni è così suddiviso: Torino 46,1% (-0,6% rispetto al 2019); Cuneo 56,5% (+0,6% rispetto al 2019); Asti 49,5% (-0,7% rispetto al 2019), Alessandria 52,4% (+4,3% rispetto al 2019); Novara 47% (-0,4% rispetto al 2019); Vercelli 45,5% (-1,7% rispetto al 2019); Verbano 47,4% (-2,95 rispetto al 2019); Biella 44,2% (-6,5% rispetto al 2019).

Ma i giovani imprenditori, che per reagire alla crisi puntano anche sulla qualità del personale, devono fare i conti con le complessità nel reperire manodopera specializzata e qualificata, soprattutto tra i loro coetanei. Nel 2021, infatti, le aziende hanno difficoltà a trovare 295mila under 30 con competenze digitali e 341mila under 30 con competenze green.

“Vogliamo un’Italia a misura di giovani e di piccola impresa – sostiene Diego Pastore, Presidente del Gruppo Regionale Giovani Imprenditori di Confartigianato Imprese Piemonte – con riforme che liberino energie e talenti, accrescano le competenze, migliorino l’efficienza dei servizi pubblici, eliminino ostacoli e oneri fiscali e burocratici. Solo investendo sulle nuove generazioni e sulla loro formazione possiamo garantire futuro al made in Italy”.

“Il nostro rapporto – aggiunge Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – mette in luce l’urgenza di cambiare passo nelle politiche giovanili. Il futuro è già oggi, quindi, servono interventi immediati per ridurre il divario tra scuola, sistema della formazione e mondo del lavoro, oltre ad investimenti per favorire il passaggio generazionale nelle imprese e sostegni per i giovani che si mettono in proprio, soprattutto sul fronte dell’innovazione, della ricerca e dell’internazionalizzazione”.

In Comune passano due mozioni per contrastare i disturbi alimentari

Approvate all’unanimità, nella seduta del Consiglio Comunale di Torino due mozioni per prevenire e contrastare i disturbi alimentari.

Il primo documentopartendo dal presupposto che la problematica è trasversale a tutte le classi sociali e si è acuita durante l’emergenza Covid-19, propone di affrontare i disturbi alimentari sia dal punto di vista medico che psicologico. Con la convinzione che servano politiche integrate non solo sanitarie, ma anche socio-assistenziali ed educative. La mozione chiede infatti di potenziare la rete dei servizi socio-assistenziali e di sostegno psicologico, anche domiciliare, e di attivare percorsi formativi e informativi ad hoc nelle scuole. Si sollecita inoltre l’approvazione della proposta di legge regionale che contiene “Disposizioni per la prevenzione e la cura dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione e per il sostegno ai pazienti e alle loro famiglie”.

Il secondo documento propone di dipingere di colore lilla una panchina nei pressi dell’Ospedale pediatrico Regina Margherita per sensibilizzare sulla tematica la cittadinanza, in particolare le mamme che frequentano il presidio sanitario, e di avviare iniziative informative e formative, per favorire una maggiore consapevolezza sulla diffusione dmalattie come la bulimia e l’anoressia nervose.

Superbonus, allarme degli artigiani: “Bloccato il mercato e penalizzate oltre 50mila imprese”

Enzo Tanino (Presidente Edilizia di Confartigianato Imprese Piemonte): “E’ di nuovo caos. Bloccato il mercato e penalizzate le oltre 50mila imprese artigiane delle costruzioni e dell’impiantistica del Piemonte”

In Piemonte sono solo 1.223 le aziende con attestazione SOA per lavori edili civili

Al 30 aprile 2022, in Piemonte, l’indice di utilizzo del superbonus è di 5,4 asseverazioni ogni 1.000 famiglie (la media nazionale è 5,94); 10.847 le asseverazioni; 1 miliardo e 877 milioni di euro di investimenti (6,8% del totale Italia)

“L’emendamento al D.L. “Crisi Ucraina”, approvato nei giorni scorsi dal Senato, introduce l’obbligo del possesso di un’attestazione SOA per i lavori legati agli ecobonus di importo superiore a 516 mila euro a partire dal primo gennaio 2023. Tale prescrizione riporta nell’incertezza cittadini e imprese, che ora si trovano in una giungla normativa dalla quale è difficile districarsi”. Lo sottolinea Enzo Tanino, Presidente Edilizia di Confartigianato Imprese Piemonte, che aggiunge: “come era prevedibile, il solo annuncio dell’approvazione della norma ha nuovamente bloccato il mercato, generando un conflitto con le ultime disposizioni che cercavano di riattivare la cessione del credito e facilitarne l’accesso sino al 31 dicembre 2022 per le unità abitative unifamiliari. L’atteggiamento instabile del Governo ha già prodotto un effetto frenata, dando il via ad una corsa alla ricerca di imprese in possesso di una qualunque delle attestazioni SOA.”

Peraltro – continua Tanino – neanche nel pubblico le SOA hanno dimostrato particolare efficacia, non avendo alcuna utilità nel contrasto alle frodi. Infatti, non avendo nulla a che fare con una vera qualificazione delle imprese, l’unico effetto dell’estensione di un sistema pensato per i lavori pubblici al settore privato sarà l’esclusione delle attività serie e regolari che non posseggono tali attestazioni”.

“Forse – conclude Tanino – l’intenzione non dichiarata di chi ha promosso la norma è quella di introdurre una barriera di accesso alle opere di valore più elevato (lavori di riqualificazione su immobili e condomini con importi superiori a 506mila), favorendo un piccolo numero di imprese con attestazione SOA (sono solo 1.223 quelle iscritte in Piemonte per le categorie interessate). Questo, a discapito delle oltre 50.000 imprese artigiane piemontesi operanti nel comparto delle costruzioni e dell’impiantistica, le quali costituiscono la vera ossatura del settore e la prima risposta alle istanze dei cittadiniSuperbonus – Allarme Confartigianato Imprese Piemonte

Enzo Tanino (Presidente Edilizia di Confartigianato Imprese Piemonte): “E’ di nuovo caos. Bloccato il mercato e penalizzate le oltre 50mila imprese artigiane delle costruzioni e dell’impiantistica del Piemonte”

In Piemonte sono solo 1.223 le aziende con attestazione SOA per lavori edili civili

Al 30 aprile 2022, in Piemonte, l’indice di utilizzo del superbonus è di 5,4 asseverazioni ogni 1.000 famiglie (la media nazionale è 5,94); 10.847 le asseverazioni; 1 miliardo e 877 milioni di euro di investimenti (6,8% del totale Italia)

“L’emendamento al D.L. “Crisi Ucraina”, approvato nei giorni scorsi dal Senato, introduce l’obbligo del possesso di un’attestazione SOA per i lavori legati agli ecobonus di importo superiore a 516 mila euro a partire dal primo gennaio 2023. Tale prescrizione riporta nell’incertezza cittadini e imprese, che ora si trovano in una giungla normativa dalla quale è difficile districarsi”. Lo sottolinea Enzo Tanino, Presidente Edilizia di Confartigianato Imprese Piemonte, che aggiunge: “come era prevedibile, il solo annuncio dell’approvazione della norma ha nuovamente bloccato il mercato, generando un conflitto con le ultime disposizioni che cercavano di riattivare la cessione del credito e facilitarne l’accesso sino al 31 dicembre 2022 per le unità abitative unifamiliari. L’atteggiamento instabile del Governo ha già prodotto un effetto frenata, dando il via ad una corsa alla ricerca di imprese in possesso di una qualunque delle attestazioni SOA.”

Peraltro – continua Tanino – neanche nel pubblico le SOA hanno dimostrato particolare efficacia, non avendo alcuna utilità nel contrasto alle frodi. Infatti, non avendo nulla a che fare con una vera qualificazione delle imprese, l’unico effetto dell’estensione di un sistema pensato per i lavori pubblici al settore privato sarà l’esclusione delle attività serie e regolari che non posseggono tali attestazioni”.

“Forse – conclude Tanino – l’intenzione non dichiarata di chi ha promosso la norma è quella di introdurre una barriera di accesso alle opere di valore più elevato (lavori di riqualificazione su immobili e condomini con importi superiori a 506mila), favorendo un piccolo numero di imprese con attestazione SOA (sono solo 1.223 quelle iscritte in Piemonte per le categorie interessate). Questo, a discapito delle oltre 50.000 imprese artigiane piemontesi operanti nel comparto delle costruzioni e dell’impiantistica, le quali costituiscono la vera ossatura del settore e la prima risposta alSuperbonus – Allarme Confartigianato Imprese Piemonte

Enzo Tanino (Presidente Edilizia di Confartigianato Imprese Piemonte): “E’ di nuovo caos. Bloccato il mercato e penalizzate le oltre 50mila imprese artigiane delle costruzioni e dell’impiantistica del Piemonte”

In Piemonte sono solo 1.223 le aziende con attestazione SOA per lavori edili civili

Al 30 aprile 2022, in Piemonte, l’indice di utilizzo del superbonus è di 5,4 asseverazioni ogni 1.000 famiglie (la media nazionale è 5,94); 10.847 le asseverazioni; 1 miliardo e 877 milioni di euro di investimenti (6,8% del totale Italia)

“L’emendamento al D.L. “Crisi Ucraina”, approvato nei giorni scorsi dal Senato, introduce l’obbligo del possesso di un’attestazione SOA per i lavori legati agli ecobonus di importo superiore a 516 mila euro a partire dal primo gennaio 2023. Tale prescrizione riporta nell’incertezza cittadini e imprese, che ora si trovano in una giungla normativa dalla quale è difficile districarsi”. Lo sottolinea Enzo Tanino, Presidente Edilizia di Confartigianato Imprese Piemonte, che aggiunge: “come era prevedibile, il solo annuncio dell’approvazione della norma ha nuovamente bloccato il mercato, generando un conflitto con le ultime disposizioni che cercavano di riattivare la cessione del credito e facilitarne l’accesso sino al 31 dicembre 2022 per le unità abitative unifamiliari. L’atteggiamento instabile del Governo ha già prodotto un effetto frenata, dando il via ad una corsa alla ricerca di imprese in possesso di una qualunque delle attestazioni SOA.”

Peraltro – continua Tanino – neanche nel pubblico le SOA hanno dimostrato particolare efficacia, non avendo alcuna utilità nel contrasto alle frodi. Infatti, non avendo nulla a che fare con una vera qualificazione delle imprese, l’unico effetto dell’estensione di un sistema pensato per i lavori pubblici al settore privato sarà l’esclusione delle attività serie e regolari che non posseggono tali attestazioni”.

“Forse – conclude Tanino – l’intenzione non dichiarata di chi ha promosso la norma è quella di introdurre una barriera di accesso alle opere di valore più elevato (lavori di riqualificazione su immobili e condomini con importi superiori a 506mila), favorendo un piccolo numero di imprese con attestazione SOA (sono solo 1.223 quelle iscritte in Piemonte per le categorie interessate). Questo, a discapito delle oltre 50.000 imprese artigiane piemontesi operanti nel comparto delle costruzioni e dell’impiantistica, le quali costituiscono la vera ossatura del settore e la prima risposta alle istanze dei cittadini. Il risultato ottenuto è l’ennesimo rallentamento dei lavori e l’appesantimento delle procedure burocratiche, oltre all’apertura di un ulteriore business per le societàSuperbonus – Allarme Confartigianato Imprese Piemonte

Enzo Tanino (Presidente Edilizia di Confartigianato Imprese Piemonte): “E’ di nuovo caos. Bloccato il mercato e penalizzate le oltre 50mila imprese artigiane delle costruzioni e dell’impiantistica del Piemonte”

In Piemonte sono solo 1.223 le aziende con attestazione SOA per lavori edili civili

Al 30 aprile 2022, in Piemonte, l’indice di utilizzo del superbonus è di 5,4 asseverazioni ogni 1.000 famiglie (la media nazionale è 5,94); 10.847 le asseverazioni; 1 miliardo e 877 milioni di euro di investimenti (6,8% del totale Italia)

“L’emendamento al D.L. “Crisi Ucraina”, approvato nei giorni scorsi dal Senato, introduce l’obbligo del possesso di un’attestazione SOA per i lavori legati agli ecobonus di importo superiore a 516 mila euro a partire dal primo gennaio 2023. Tale prescrizione riporta nell’incertezza cittadini e imprese, che ora si trovano in una giungla normativa dalla quale è difficile districarsi”. Lo sottolinea Enzo Tanino, Presidente Edilizia di Confartigianato Imprese Piemonte, che aggiunge: “come era prevedibile, il solo annuncio dell’approvazione della norma ha nuovamente bloccato il mercato, generando un conflitto con le ultime disposizioni che cercavano di riattivare la cessione del credito e facilitarne l’accesso sino al 31 dicembre 2022 per le unità abitative unifamiliari. L’atteggiamento instabile del Governo ha già prodotto un effetto frenata, dando il via ad una corsa alla ricerca di imprese in possesso di una qualunque delle attestazioni SOA.”

Peraltro – continua Tanino – neanche nel pubblico le SOA hanno dimostrato particolare efficacia, non avendo alcuna utilità nel contrasto alle frodi. Infatti, non avendo nulla a che fare con una vera qualificazione delle imprese, l’unico effetto dell’estensione di un sistema pensato per i lavori pubblici al settore privato sarà l’esclusione delle attività serie e regolari che non posseggono tali attestazioni”.

“Forse – conclude Tanino – l’intenzione non dichiarata di chi ha promosso la norma è quella di introdurre una barriera di accesso alle opere di valore più elevato (lavori di riqualificazione su immobili e condomini con importi superiori a 506mila), favorendo un piccolo numero di imprese con attestazione SOA (sono solo 1.223 quelle iscritte in Piemonte per le categorie interessate). Questo, a discapito delle oltre 50.000 imprese artigiane piemontesi operanti nel comparto delle costruzioni e dell’impiantistica, le quali costituiscono la vera ossatura del settore e la prima risposta alle istanze dei cittadini. Il risultato ottenuto è l’ennesimo rallentamento dei lavori e l’appesantimento delle procedure burocratiche, oltre all’apertura di un ulteriore business per le società che rilasciano attestazioni SOA”.

Confartigianato Imprese Piemonte ribadisce che “questa non è la strada giusta, né per contrastare il fenomeno delle frodi, né per raggiungere gli obiettivi di riqualificazione del patrimonio edilizio in un’ottica green. Servirebbe, piuttosto, una legge da tempo attesa dal settore, che riconosca il profilo professionale ed individui i requisiti delle imprese edili, senza imitare gli istituti tipici degli appalti pubblici nel settore privato”.

Al 30 aprile 2022, in Piemonte, l’indice di utilizzo del superbonus è di 5,4 asseverazioni ogni 1.000 famiglie (la media nazionale è 5,94); 10.847 le asseverazioni; 1 miliardo e 877 milioni di euro di investimenti (6,8% del totale Italia).

che rilasciano attestazioni SOA”.

Confartigianato Imprese Piemonte ribadisce che “questa non è la strada giusta, né per contrastare il fenomeno delle frodi, né per raggiungere gli obiettivi di riqualificazione del patrimonio edilizio in un’ottica green. Servirebbe, piuttosto, una legge da tempo attesa dal settore, che riconosca il profilo professionale ed individui i requisiti delle imprese edili, senza imitare gli istituti tipici degli appalti pubblici nel settore privato”.

Al 30 aprile 2022, in Piemonte, l’indice di utilizzo del superbonus è di 5,4 asseverazioni ogni 1.000 famiglie (la media nazionale è 5,94); 10.847 le asseverazioni; 1 miliardo e 877 milioni di euro di investimenti (6,8% del totale Italia).

le istanze dei cittadini. Il risultato ottenuto è l’ennesimo rallentamento dei lavori e l’appesantimento delle procedure burocratiche, oltre all’apertura di un ulteriore business per le società che rilasciano attestazioni SOA”.

Confartigianato Imprese Piemonte ribadisce che “questa non è la strada giusta, né per contrastare il fenomeno delle frodi, né per raggiungere gli obiettivi di riqualificazione del patrimonio edilizio in un’ottica green. Servirebbe, piuttosto, una legge da tempo attesa dal settore, che riconosca il profilo professionale ed individui i requisiti delle imprese edili, senza imitare gli istituti tipici degli appalti pubblici nel settore privato”.

Al 30 aprile 2022, in Piemonte, l’indice di utilizzo del superbonus è di 5,4 asseverazioni ogni 1.000 famiglie (la media nazionale è 5,94); 10.847 le asseverazioni; 1 miliardo e 877 milioni di euro di investimenti (6,8% del totale Italia).

. Il risultato ottenuto è l’ennesimo rallentamento dei lavori e l’appesantimento delle procedure burocratiche, oltre all’apertura di un ulteriore business per le società che rilasciano attestazioni SOA”.

Confartigianato Imprese Piemonte ribadisce che “questa non è la strada giusta, né per contrastare il fenomeno delle frodi, né per raggiungere gli obiettivi di riqualificazione del patrimonio edilizio in un’ottica green. Servirebbe, piuttosto, una legge da tempo attesa dal settore, che riconosca il profilo professionale ed individui i requisiti delle imprese edili, senza imitare gli istituti tipici degli appalti pubblici nel settore privato”.

Al 30 aprile 2022, in Piemonte, l’indice di utilizzo del superbonus è di 5,4 asseverazioni ogni 1.000 famiglie (la media nazionale è 5,94); 10.847 le asseverazioni; 1 miliardo e 877 milioni di euro di investimenti (6,8% del totale Italia).

Il cibo sui media racconta la guerra

VII edizione Festival del Giornalismo Alimentare Torino, Centro Congressi Lingotto, via Nizza 280

Presentati i due rapporti sull’informazione alimentare sui media di Eco della Stampa e Istituto Piepoli con la metanalisi dell’Università Bicocca

Alla VII edizione del Festival del Giornalismo Alimentare sono stati presentati due importanti report su media&food: il rapporto che misura quanto si parli di cibo nei media italiani nel 2022 (che ha monitorato oltre 25.000 testate fra stampa, web, radio e televisione) curato da L’Eco della Stampa e la nuova indagine “Il Cibo e l’Alimentazione” realizzata dell’Istituto Piepoli per comprendere la reale opinione degli italiani riguardo alle stesse tematiche presentate sui media svolta su un campione rappresentativo di 500 italiani a un mese dallo scoppio del conflitto russo-ucraino.
Guerra e caro cibo: gli aumenti spaventano
Fra i primi dati presentati spicca l’impennata (circa +50%) della presenza del cibo sui media a partire da marzo 2022, in concomitanza con lo scoppio della guerra alle porte dell’Europa. Dalla metanalisi del report effettuata dal Master “Cibo&Società” dell’Università Milano Bicocca viene fuori un netto cambiamento dei temi legati al racconto del cibo: adesso il food si accompagna a questioni geopolitiche ed energetiche e molto meno a notizie di taglio domestico o lifestyle. Motivo per cui hanno iniziato a scrivere di cibo molti giornalisti non di settore: nella classifica dei più attivi, in vetta spicca la vice direttrice del Corriere della Sera Fiorenza Sarzanini. E se è l’olio il cibo che ha visto aumentare di più il prezzo, sono però pane e pasta gli alimenti che hanno colpito di più le finanze familiari degli italiani (ma più al sud che al nord).
Diete e salute
Evidente il calo su tutti i media dei vari tipi di dieta: l’unica che resiste è quella mediterranea, di cui si parlava molto già dallo scoppio della pandemia mentre quella che più ricorre connessa a parole come “malattia” e “disturbo” è quella chetogenica. Fra le principali patologie legate al cibo quelle che più preoccupano sono obesità e abuso di alcol (fenomeno quest’ultimo temuto molto meno dai giovani rispetto agli over 55). Un timore che riflette un problema reale: il 53% delle donne italiane sono in sovrappeso anche se la problematica più grossa è quella che riguarda i bambini italiani, i più obesi d’Europa. Altri disturbi dell’alimentazione come anoressia e bulimia, in forte aumento dallo scoppio della pandemia, fanno invece meno notizia, trovando molto meno spazio sui giornali.

Eventi e turismo enogastronomico
Il Piemonte è la regione più citata sui media che trattano di cibo e alimentazione nonostante siano Toscana, Sicilia e Puglia le tre mete preferite per una settimana enogastronomica. Interessante notare come Trentino e Campania siano appaiate.