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Dolce malinconia che, come rugiada,
cade goccia a goccia
in fondo al cuore,
tenero come una fragola matura.
Mi basta guardare il cielo,
gli alberi, le nuvole:
ogni stagione mi riporta indietro
a contemplar la trama dei ricordi.
Anche il gracchiar dei corvi
mi emoziona.
Sono malata d’infanzia
e nostalgia,
eppur guarir non voglio
ché se perdessi d’un tratto la memoria
come pietra sarei:
un sasso in un arido deserto.
GRAZIELLA PROVERA
21 gennaio 2026
È partita la campagna di comunicazione promossa dalla Città di Torino sul Fondo Sociale 2026, un contributo economico che la Regione Piemonte e l’Amministrazione Comunale riservano agli assegnatari di casa popolare che non hanno potuto pagare le bollette dell’anno precedente.
Per presentare la domanda sono necessari il possesso di un ISEE 2026 non superiore ai 7.493,06 euro (si può richiedere gratuitamente ai Caf) e l’aver pagato la quota minima, in riferimento alle bollette dell’anno precedente, per un importo pari al 14 per cento della “somma dei redditi dei componenti del nucleo” risultante dall’ISEE 2026 e comunque non inferiore a 480 euro, anche per i redditi pari a zero. Nel calcolo deve essere inserito l’Assegno di Inclusione (ADI).
Il termine per la presentazione delle domande è fissato al 30 aprile 2026 (attenzione: il termine non sarà prorogato).
Dal 2023 é attivo un servizio di accompagnamento alla compilazione delle domande per nuclei fragili, e in alcuni casi anche di copertura della quota minima, sostenuta da risorse del Piano di Inclusione Sociale.
«Il Fondo Sociale è uno strumento fondamentale per sostenere le famiglie più fragili che vivono nelle case popolari e che faticano a far fronte alle spese delle bollette – dichiara l’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli –. Come Città di Torino stiamo investendo molto nella comunicazione e nell’accompagnamento delle persone, affinché la misura sia conosciuta e accessibile a tutti gli aventi diritto. Attraverso l’Ufficio Casa abbiamo già scritto a oltre mille nuclei in situazione di morosità per informarli di questa opportunità e, grazie al proficuo raccordo con i distretti territoriali e con i partner del Piano di Inclusione Sociale, accompagneremo le famiglie sia nella compilazione delle domande sia nel pagamento della quota minima, condizione necessaria per poter accedere al contributo».
La domanda va presentata agli enti gestori:
Quest’anno chi fa domanda di fondo sociale presenterà nello stesso momento anche il nuovo censimento ATC (22° censimento). Il giorno dell’appuntamento occorre dunque portare con sé, oltre all’ISEE 2026, anche i documenti attestanti i redditi 2025 di tutti i componenti del nucleo familiare.
Nel 2025 il numero delle domande presentate al Bando Fondo Sociale è stato di 7.167, di cui 5.466 sono state accolte e hanno ricevuto il contributo. Nel 2024 erano state presentate 6.358 domande, e 6.104 nel 2023.
Per informazioni è possibile consultare il sito della Città: www.comune.torino.it/informacasa
TorinoClick
Il legame tra Valentino Garavani e Torino non è mai stato fatto di passerelle o grandi eventi pubblici, ma di incontri, relazioni e presenze silenziose che hanno attraversato oltre mezzo secolo di storia italiana. Una relazione costruita lontano dai riflettori, nel segno della stessa eleganza misurata che ha reso il couturier uno dei maestri assoluti dell’alta moda.
Il primo contatto con la città risale agli anni Sessanta, quando la maison Valentino, fondata nel 1960 a Roma, inizia a vestire l’alta società industriale del Nord Italia. Torino, capitale economica del Paese, diventa presto un punto di riferimento naturale. In quegli anni nasce il rapporto con l’Avvocato e con la famiglia Agnelli, che rappresenterà il filo più solido e duraturo del legame con la città. Marella Caracciolo Agnelli, icona di stile internazionale, indossa più volte le creazioni di Valentino a partire dalla metà degli anni Sessanta, contribuendo a diffonderne l’estetica nei salotti torinesi e internazionali. Attraverso di lei, Valentino entra in contatto con un mondo in cui moda, industria e cultura convivono con naturalezza.
Negli anni Settanta e Ottanta, la città, pur rimanendo fortemente industriale, coltiva un’intensa vita culturale e filantropica, e Valentino ne diventa un ospite apprezzato, spesso in contesti riservati e lontani dalla cronaca mondana.
Parallelamente, cresce il rapporto con la committenza torinese: imprenditrici, collezioniste e figure di primo piano della società cittadina scelgono Valentino per abiti da sera e da cerimonia. Tra anni Novanta e primi Duemila, la maison organizza anche presentazioni private e trunk show in residenze storiche, consolidando un legame diretto e personale con la clientela locale.
Un altro capitolo significativo riguarda il rapporto con il mondo delle fondazioni culturali. Tra la fine degli anni Ottanta e i Duemila, il marchio Valentino partecipa a iniziative promosse dalla Fondazione Giovanni Agnelli e dalle fondazioni bancarie, anche in occasione di eventi di raccolta fondi per musei e progetti culturali. È il periodo in cui Torino avvia una profonda trasformazione, culminata con le Olimpiadi invernali del 2006, e il contributo del mondo della cultura e del mecenatismo diventa centrale.
Negli anni Duemila, il rapporto con la città si arricchisce di una dimensione più culturale che mondana il brand è ospite di eventi culturali che favoriscono il dialogo tra moda e arte, sempre più riconosciute come linguaggi affini. Dopo il suo ritiro dalle scene nel 2008, la sua presenza a Torino si dirada, ma il legame resta vivo nel riconoscimento che la città continua a tributargli come interprete di un’eleganza senza tempo, in certo qual modo affine alla sobrietà sabauda, il rigore delle forme, il gusto per la bellezza non ostentata tipicamente torinesi.


Torino. Una finestra illuminata diventa quadro di vita. E la cornice è il cielo. Emozioni e sentimenti varcano i confini delle pareti domestiche e si proiettano nell’infinito. La foto ci è stata inviata dalla lettrice MC.
Le ferite alle braccia, poi i tagli al volto con una lama: i carabinieri arrestano il compagno 37enne. Questo l’ennesimo caso di violenza domestica avvenuta a Giaveno in via Coazze l’11 gennaio, ai danni di una ragazza 22enne compagna dell’uomo. La vittima lavorava come intrattenitrice in un locale notturno. Secondo le ricostruzioni, i due avevano litigato per futili motivi quando la lite è degenerata in aggressione; i vicini hanno sentito le grida, hanno chiamato il 112 e la ragazza è stata trasportata all’ospedale di Rivoli per le ferite. È stata poi dimessa il giorno dopo con 45 giorni di prognosi. Oggi il Gip ha convalidato l’arresto e ha disposto il carcere su richiesta della Procura.
VI.G
Quella di oggi è la seconda visita del Presidente della Repubblica a Torino in meno di un anno: l’ultima risale a otto mesi fa, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’ILO, il centro di formazione delle Nazioni Unite.
Sergio Mattarella, dopo un breve intervento, ha lasciato tra gli applausi la sala delle Gallerie d’Italia di Torino, dove ha preso parte alle celebrazioni per i 430 anni della Fondazione Ufficio Pio, ente strumentale della Compagnia di San Paolo impegnato nel sostegno alle persone in condizioni di difficoltà.
Nel suo intervento, il Capo dello Stato ha richiamato le nuove sfide sociali che la Fondazione è chiamata ad affrontare: “Oggi l’Ufficio Pio si confronta con nuove povertà, presenti nel nostro Paese e non solo, con il disagio di molti giovani, le condizioni dei migranti, le difficoltà di accesso al lavoro e alla casa. Sono problemi concreti, che l’Ufficio Pio affronta con impegni operativi e non con analisi astratte, per aiutare le persone a sfuggire alla trappola della povertà”.
Mattarella è arrivato a Torino intorno alle 10.40 per partecipare alla cerimonia nella sede delle Gallerie d’Italia. Ad accoglierlo il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il prefetto Donato Cafagna e il sindaco di Torino Stefano Lo Russo. In piazza, ad attenderlo, gli applausi dei presenti.
(foto TorinoClick)
Dopo ampio dibattito, la quarta Commissione regionale, presieduta da Luigi Icardi, ha dato parere favorevole a maggioranza al Documento regionale di economia e finanza (Defr) e al Ddl sul bilancio di previsione 2026-2028. Gli assessori al Bilancio, Andrea Tronzano, alla Sanità, Federico Riboldi, si sono confrontati con i consiglieri di opposizione, che avevano chiesto di poter entrare nel merito dei capitoli di bilancio, oltre ad una comparazione dei bilanci delle aziende sanitarie degli ultimi tre anni.
Tronzano ha precisato che per poter fare un’analisi puntuale dei bilanci delle Asl servono i rendiconti, che saranno presentati dalle aziende nel mese di febbraio: “Con la variazione al bilancio – ha detto – interverremo sui maggiori investimenti regionali rispetto ai trasferimenti dello Stato che, come tutti gli anni, consentiranno alla Sanità di chiudere in pareggio.
Intanto, in attesa delle ricadute della finanziaria e del riparto del fondo sanitario nazionali, stiamo utilizzando la norma statale approvata il 30 dicembre che consente alle Regioni di sospendere la quota capitale dei mutui per poter arrivare ad una manovra di variazione strutturata”.
Sono intervenuti Domenico Ravetti, Gianna Pentenero, Nadia Conticelli, Monica Canalis (Pd), Alice Ravinale (Avs), Alberto Unia (M5s), Vittoria Nallo (Sue), Davide Zappalà (FdI). I consiglieri di opposizione sono stati critici rispetto al metodo con cui è stato presentato il bilancio.
Ufficio Stampa CRP
Tre auto si scontrano all’alba nella discesa della rampa sulla statale 11. È successo in via Castiglione a Settimo Torinese, all’altezza dell’uscita dei mezzi verso Torino. Fortunatamente, i conducenti hanno riportato ferite lievi. Sul luogo sono intervenuti i soccorsi della Croce Reale del 118 Azienda Zero e la polizia locale per effettuare i rilievi. Si è registrato inoltre un forte caos al traffico fino allo sgombero dei mezzi.
VI.G