MERCOLEDì 14 DICEMBRE
La situazione carceraria in Piemonte [così come in tutto il Paese] sta vivendo momenti molto difficili: tra sovraffollamento e suicidi, polizia penitenziaria allo stremo delle forze e disagi legati ai bilanci sempre più in affanno, si impone una riflessione che riesca ad abbracciare tutti gli aspetti di un tema che è sempre più pressante.
Bruno Mellano, Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, ne discuterà all’interno del programma radiofonico Collateralmente, su TOradio [88.5 FM], mercoledì 14 dicembre dalle 20 alle 22.
Collateralmente è il programma serale di approfondimento condotto da Pierluigi Ubezio, Andrea Zummo e Dario Tinella.
“Insieme cercheremo di comprendere meglio questa situazione che ormai da tempo è diventata insostenibile. Abbiamo pensato di dare spazio e voce a chi in questo momento sta affrontando un argomento che in pochi forse vogliono prendere in considerazione. Non ci arrendiamo al pensiero che la popolazione carceraria, così come il personale che si occupa della gestione dei detenuti ed al funzionamento di un sistema così complesso sia relegato in basso nella lista delle priorità. Non è polvere da mettere sotto il tappeto: stiamo parlando di persone”


“Noi siamo gli stranieri, i clandestini, uomini e donne soltanto vivi e noi ti domandiamo Notre Dame Asilo Asilo”. Il popolo degli zingari, dei nomadi, degli emarginati che la società del 1482 ha chiuso nella Corte dei miracoli come qualcosa di impuro, di infetto, come qualcuno da tenere lontano perché dissimile e, secondo l’opinione comune, inferiore, che chiede asilo alla città di Parigi, assomiglia drammaticamente ai clandestini che, oggi, bussano alle nostre porte con la speranza di un futuro migliore e vengono lasciati in mezzo al mare, privati anche di quella disperata speranza che ne aveva animato il viaggio.
innocenti, quella di Clopin e di Esmeralda, di un mondo in cui gli sconfitti sono i miserabili, i poveri, gli oppressi, i diversi, massacrati all’ombra delle torri di Notre Dame. Il risarcimento del male sembra possibile soltanto in un’altra vita, in un’altra dimensione, quella in cui Esmeralda potrà ballare senza essere condannata e in cui la deformità di Quasimodo non desterà orrore.
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