E’ LUCIA PISTONI, medaglia d’oro kayak junior ai MONDIALI DI CANOA d’Ivrea 2022, l’ospite sportivo della serata di giovedì 30 marzo al Bistrò di Crotte di Strambino organizzata da Francesco Rao, presidente del PANATHLON IVREA. Lucia da sempre ha gareggiato per l’Ivrea Canoa Club, abita a poca distanza dalla Dora e conosce benissimo ogni piccolo segreto dello Stadio della Canoa. La famiglia della canoista eporediese ha un forte legame con questa disciplina sportiva, infatti sia il padre che lo zio sono stati due atleti di buon livello. Da ricordare anche che Lucia è nipote di Gino Pistoni, suo nonno. Figura carismatica nella Resistenza contro i tedeschi negli anni Quaranta. L’atleta eporediese vanta anche la partecipazione a gare europee come il “Challenge” disputato a Seu d’ Urgell, in Spagna. Ricordiamo ancora che Lucia Pistoni è stata – per PANATHLON IVREA – l’ Atleta dell’anno 2022. Questo terzo appuntamento del 2023 inizia alle 20.30 sempre al Bistrot Crotte di Strambino.
Learn more and booking 3495591345
email : ivreaecanavese@panathlondistrettoitalia.it
https://www.panathlondistrettoitalia.it/category/club/piemonte/ivrea-e-canavese/
E l’idea, se proprio si vuole, non è così strana e peregrina. Ad “impacchettare”, molto più alla grande (come dimensioni!), oggetti e monumenti d’architettura e d’arte, e non solo, ci avevano già mirabilmente pensato da fine anni Cinquanta del secolo scorso fino al 2021 (con l’“imballaggio” postumo dell’“Arco di Trionfo” a Parigi) Christo e Jeanne Claude, dando vita alla “Land Art”, su ispirazione probabilmente della “poetica dadaista” e dell’inquietante “L’enigma di Isidore Ducasse” di Man Ray. Predecessori illustri del nostro Accossato. Non meno intrigante, però, nel creare “situazioni” plastiche decisamente coinvolgenti e suggestive. Un corpus di opere, raccolte per l’appunto, sotto il titolo di “Wrapped”, in un’esposizione aperta al pubblico, fino al prossimo 30 aprile, nella “galleria d’arte open air e indoor” di “Domus Lascaris”, palazzo razionalista degli anni Cinquanta – tra via Lascaris, via Francesco d’Assisi e via Dellala – reinterpretato nel 2020 in chiave modernista dal “Gruppo Building”, società imprenditoriale, fondata da Piero Boffa, che, negli ultimi anni si è distinta nell’investire sul recupero e la ristrutturazione di importanti palazzi storici (vedi “Alfieri 6”, scelta come “casa più bella del mondo”), con l’obiettivo di “realizzare appartamenti di prestigio e riportare il cuore di Torino ad una dimensione residenziale”. Obiettivo in cui volutamente rientra la promozione, all’interno dell’opera realizzata, di momenti espositivi tesi a sostenere l’arte contemporanea del territorio, attraverso la produzione artistica, e in particolare la ricerca nel campo della scultura. Su questa linea si inserisce la mostra dedicata al giovane Accossato, “la cui opera – si è scritto – è la metafora di un’azione violenta, irriverente e sacrilega, nettamente in antitesi con il suo apparente nobile scopo, ovvero rendere accessibile a molti qualcosa che solitamente è concesso a pochi: il bello, il sacro e la libertà”. Così si spiega il wrap, il package dell’artista: il celare l’oggetto è alla base della sua filosofia artistica, in quanto l’oggetto nascosto viene vieppiù esaltato poiché immaginato e anelato. Negata al nostro sguardo, la forma scultorea “rivela tutto il vuoto del suo non esserci”.
