ilTorinese

Nasce Sinistra Italiana a Piossasco

Eletto il segretario di circolo Vittorio Spadon alla presenza del segretario provinciale Alberto Re e della segretaria regionale Alice Ravinale.

Lunedì 20 luglio si è costituito ufficialmente il circolo territoriale di Sinistra Italiana a Piossasco. L’assemblea degli iscritti ha sancito l’avvio formale del percorso politico locale eleggendo all’unanimità Vittorio Spadon nel ruolo di Segretario.
All’incontro hanno partecipato anche i rappresentanti provinciali e regionali del partito Alice Ravinale, Valentina Cera, Alberto Re e Luca La Vaille.

Il viaggio del circolo inizia ufficialmente adesso, con tanto lavoro da fare e un invito aperto a tutta la cittadinanza. L’obiettivo dichiarato è quello di crescere, collaborando attivamente con tutte le forze politiche, civiche e associative del territorio che condividono gli stessi principi progressisti con l’ambizione di partecipare attivamente al governo della città.

“Oggi non è l’inizio improvviso di un percorso, ma l’evoluzione naturale dell’impegno e della cittadinanza attiva che abbiamo già dimostrato in anni di attivismo sul territorio” dichiara Spadon. Il neo-segretario ha tracciato la linea politica e di lavoro del circolo che sarà fondata su quattro pilastri: ecosocialismo, femminismo, antifascismo e pacifismo.
“A Piossasco vogliamo dimostrare che la politica non è fatta di slogan urlati o radicalizzazioni sterili”, continua Spadon, “siamo qui per supportare una transizione ecologica concreta, per praticare la parità reale contro ogni violenza di genere e per custodire i valori della Resistenza, mantenendo i nostri spazi sempre aperti e plurali”.

“Siamo molto felici e orgogliosi della nascita del circolo di Sinistra Italiana a Piossasco” commenta Alberto Re, segretario provinciale del partito, “Sinistra Italiana cresce e si rafforza in tutta la provincia di Torino, all’interno di un percorso ormai consolidato che è Alleanza Verdi Sinistra, con cui siamo già protagonisti nei tantissimi comuni dove governiamo. La presenza costante e attenta nei territori sarà il fondamentale volano anche per le prossime elezioni politiche, dove insieme a tutto il mondo progressista e antifascista vogliamo costruire la vera alternativa alla peggiore destra di governo”.

Per informazioni o adesioni è attivo un indirizzo mail del circolo  sinistraitalianapiossasco@gmail.com

cs

Nella foto Alice Ravinale

Nazionale, caos Ct: Pirlo si allontana, Malagò chiamato alla scelta decisiva. Mancini torna in corsa?

La panchina della Nazionale italiana resta senza padrone e il clima in FIGC è sempre più teso. Andrea Pirlo, fino a pochi giorni fa favorito per la successione, avrebbe visto ridursi sensibilmente le proprie possibilità dopo le polemiche legate al suo ruolo di ambasciatore del bookmaker russo Fonbet, una vicenda che ha acceso il dibattito dentro e fuori la Federazione.

Nel frattempo cresce l’attesa per la decisione di Giovanni Malagò, chiamato a gestire uno dei momenti più delicati del calcio italiano. Il presidente della FIGC è atteso da scelte decisive per chiudere il capitolo del nuovo commissario tecnico e riportare serenità in un ambiente attraversato da tensioni e divisioni.
Secondo le indiscrezioni, anche Paolo Maldini e Leonardo starebbero riflettendo sul proprio futuro qualora il progetto tecnico da loro sostenuto venisse definitivamente accantonato. Al momento non risultano dimissioni ufficiali, ma il confronto ai vertici resta acceso.
Intanto prende quota anche l’ipotesi di un clamoroso ritorno di Roberto Mancini. L’ex Ct, protagonista del trionfo a Euro 2021, viene indicato tra i possibili candidati qualora la pista Pirlo dovesse definitivamente tramontare. Per ora si tratta di indiscrezioni, ma le prossime ore potrebbero risultare decisive per il futuro della Nazionale.

Enzo Grassano

Scontri No Tav, l’arcivescovo: “Questo è terrorismo”

Le parole sono dure e chiare: “ è violenza terroristica, incompatibile con il Vangelo e la democrazia». Le pronuncia il cardinale Roberto Repole, arcivescovo di Torino e vescovo di Susa, come ferma condanna dei gravi disordini al cantiere di Chiomonte, dove gli scontri hanno provocato il ferimento di circa 150 agenti di polizia e  danni alle strutture almeno per un milione di euro.

Nella dichiarazione diramata ai giornali dall’Arcidiocesi di Torino, Repole parla di  “pura violenza terroristica”, e prende nettamente le distanze dai fatti.

Foto Mihai Bursuc

Mirabilia On the Road è un festival nomade

Mirabilia On the Road è un festival teatrale radicato nel territorio ma al tempo stesso nomade: un viaggio in 9 tappe fra inizio luglio e fine settembre che attraversa città, vallate, borghi, musei, paesaggi naturali e luoghi del patrimonio, costruendo ogni volta un dialogo diverso con le comunità.

Leggi l’articolo su piemonteitalia.eu: https://www.piemonteitalia.eu/it/eventi/dettaglio/mirabilia-road-festival-teatrale

Phubbing, stare al cellulare può essere antisocial

Di recente creazione, il termine inglese phubbing è la fusione tra phone (cellulare) e snubbing (snobbare).

Nella sostanza, invece, questo neologismo corrisponde alla poco gradevole attività, e in alcuni casi anche nociva, che molti compiono stando ininterrottamente al cellulare, ignorando gli altri in loro compagnia e sminuendo di fatto il valore delle relazioni concrete e tangibili.

Non si tratta di guardare ogni tanto il telefono o di rispondere alle chiamate di lavoro, ma di una attenzione permanente nei confronti dello strumento più usato del secolo che promette una vita social in costante aggiornamento, ma che spesso ci fa trascurare le persone vicine che con noi condividono spazi e tempo; con questa condotta si attua una vera e propria mancanza di considerazione nei confronti di coloro che ci vorrebbero vivere, ascoltare e parlare ed è molto probabile che si perda il contatto col mondo reale.

Al bar con un amico, a casa con i figli o anche durante un incontro di lavoro a chi non è capitato di stare con persone che dovrebbero rivolgerci l’attenzione ma che invece fissano ipnotizzati il cellulare, consultano i vari profili social, controllano ossessivamente le email o fanno shopping online? E’ molto frustrante essere in competizione con un mini aggeggio che ha il potere di annullare una conversazione, lo scambio tra individui e persino una sana discussione, ma purtroppo questa abitudine disfunzionale è sempre più frequente. Io per conto mio se capisco che la situazione sta prendendo una piega non tollerabile comincio con l’emettere piccoli sospiri, proseguo con manifestare facce seccate e, infine, con una scusa mi congedo sperando che il messaggio “ci sono anche io” arrivi diretto.

Questo non saper fare a meno di attenzionare il cellulare di continuo è a tutti gli effetti una dipendenza causata dall’ansia di essere tagliati fuori dalle notizie, dagli aggiornamenti e in generale dal circuito di internet e dei social network; si tratta di una vera e propria paura, la Fomo, in inglese “fear of missing out”. Ci sono anche altre cause per cui si ignora il mondo circostante dedicandosi quasi esclusivamente allo smartphone, per esempio la noia e, in alcuni casi più gravi, alcuni tratti della personalità che rimandano al neuroticismo che provoca instabilità emotiva e disadattamento.

“La buona notizia è che l’intelligenza sociale si può imparare, attraverso l’esperienza, l’ascolto attivo o una riflessione sugli errori compiuti o osservati negli altri”. E’ importante, facendo un passo per volta, riabilitare quella fondamentale capacità che ci rimette in sintonia con gli altri, quella attitudine sociale che ci fa connettere realmente con gli altri ponendoci in modalità di ascolto e di empatia. Un telefono per quanto smart sia non può sostituire le persone, la rete con tutti i suoi ammalianti contenuti è un luogo fittizio e limitante. Senza voler togliere i meriti a sistemi che hanno rivoluzionato la nostra vita in maniera decisamente positiva facilitando molte delle nostre attività, nulla può prendere il posto delle conversazioni in presenza, niente può sostituire lo stare insieme condividendo sensazioni, emozioni ma anche

gli scenari e l’ ambiente circostante. Qualsiasi macchina per quanto potente non può sostituire l’essere umano.

MARIA LA BARBERA

 

Fonte: Focus

No Tav: la polizia sequestra botti, molotov e maschere antigas

A seguito della manifestazione svoltasi nel pomeriggio di sabato presso i cantieri TAV di San Didero, Chiomonte, Salbertrand e Traduerivi di Susa, la polizia di Stato ha identificato 436 persone, parte delle quali provenienti da altri paesi europei quali Francia, Germania e Belgio, le cui posizioni sono al vaglio sia dal punto di vista amministrativo che penale.

Le attività contestuali e successive alla manifestazione hanno consentito il sequestro di svariato materiale pirotecnico ed esplosivo, maschere antigas, ordigni artigianali e diverso materiale idoneo atto al travisamento. In particolare, diverse bottiglie incendiare.

Screenshot

Nel corso dei servizi preventivi, con l’ausilio anche delle articolazioni di specialità della Polizia di Stato, erano stati sequestrati materiali della stessa natura ed erano state identificate di circa 1800 persone, con l’emissione di numerosi provvedimenti di vario tipo, tra i quali l’allontanamento dal Territorio Nazionale di alcuni cittadini francesi. Tra gli altri, sono stati emessi 16 fogli di via obbligatori, 9 D.A.C.Ur., e due fermi preventivi. Tre cittadini, inoltre, francesi sono stati respinti alla frontiera.

Screenshot

Badaluk, burnia, ramassin: incursioni saracene nel dialetto piemontese

Damaschin, burnia, badaluk, faudal… sono tante le parole piemontesi di origine araba, alcune delle quali si usano ancora oggi in varie parti del Piemonte.

In effetti, i contatti tra le due lingue risalgono a oltre 1200 anni fa quando i saraceni si insediarono per almeno un secolo tra torinese e cuneese.
Nel IX secolo i mori provenienti dal nord Africa sbarcarono in Spagna e raggiunsero le coste francesi, la Provenza e infine le montagne piemontesi su cui innalzarono torri di avvistamento e bastioni per difendersi, molti dei quali erano già esistenti e furono in seguito fortificati dagli arabi. Quante volte in montagna troviamo un’insegna turistica con la scritta “torre saracena” che in realtà non è proprio “saracena” ma preesistente all’arrivo degli arabi. E allora, aspettando i dolcissimi ramassin o dalmassin, le susine forse più buone e gustose, chiamate anche “damaschin” per evocare una millenaria origine siriana, passiamo brevemente in rassegna alcune parole arabe che sono penetrate con forza nel dialetto piemontese. Altri nomi di provenienza araba sono “cossa” (zucca) che deriva dalla parola araba “kusa” (zucchina), “badaluk”(sciocco) dall’arabo “mamaluk”, cioè i Mamelucchi, i soldati-schiavi dei sultani, “fàudal” (grembiule) dall’arabo “fodhal” (grembo), “burnia” (contenitore di vetro) dall’arabo “buri” e così via. Ma torniamo ai ramassin o “damaschin” o ancora “dalmassin” perché anche sulla frutta e in particolare sulla susina o prugna che sia, da oltre un millennio saraceni e crociati sono ai ferri corti, tanto per cambiare. É arrivata dalla Siria, da Damasco, grazie ai saraceni o stati i crociati a introdurla in Piemonte tra una crociata e l’altra in Terra Santa? Il dubbio permane. Comunque sia, la coltura veniva chiamata già allora “damaschin”, termine che risuona ancora oggi in alcune vallate del cuneese. Sembra infatti che il suo nome sia derivato dalla variante di “dalmassin” coltivato nella zona di Mondovì. Da Damasco la susina sarebbe stata importata in Piemonte dai crociati nel XII secolo mentre secondo altre fonti, più attendibili, furono i saraceni a portarla nelle nostre valli durante le scorrerie medioevali tra il IX e il X secolo. Da Bagnasco a Garessio, da Sampeyre a Mondovì sono infatti ancora molte le rievocazioni storiche che narrano l’epoca dei mori nella nostra regione. Il ramassin arrivò prima nelle campagne del saluzzese e del monregalese e poi in Val di Susa, Valli di Lanzo e nel chierese. Altrove il frutto è quasi sconosciuto e il suo nome evoca subito la dolcezza delle marmellate e delle crostate che lo vedono assoluto protagonista, una bontà tutta siro-piemontese.            Filippo Re

No Tav, la conta dei danni: un milione di euro per cominciare

Gli scontri presso i cantieri della Torino Lione hanno provocato circa 150 feriti tra le forze di polizia. Intanto proseguono le indagini: finora sono state identificate 436 persone tra gli incappucciati che hanno preso parte ai disordini, alcune delle quali provenienti da Francia, Germania e Belgio. Le loro posizioni sono ora al vaglio degli investigatori, sotto il profilo amministrativo e penale.

Nel frattempo è iniziata anche la conta dei danni provocati ai cantieri. Secondo Telt, la società binazionale che realizza l’opera, una prima stima riferita al solo cantiere di Chiomonte quantifica i danni in circa un milione di euro. Restano ancora da definire i tempi necessari per la rimozione dei detriti e per il ripristino degli spazi di lavoro e dei servizi all’interno della galleria.

Nel corso delle operazioni sono stati inoltre sequestrati numerosi materiali, tra cui dispositivi pirotecnici ed esplosivi, bombe molotov, maschere antigas, ordigni artigianali, caschi e passamontagna.

Il questore di Torino, Massimo Gambino promette massima fermezza.

Per le vacanze i piemontesi scelgono l’Europa

/

Per l’estate, i piemontesi si orientano verso un ampioventaglio di destinazioni e tipologie di viaggio. A delineare le preferenze è un’analisi di Fiavet Piemonte, che fotografa le principali tendenze delle vacanze estive dei residenti della regione.

L’Europa continua a rappresentare la meta prediletta, con una particolare attenzione rivolta alle grandicittà. Tra le destinazioni in crescita spicca Cracovia, favorita dall’attivazione del collegamento aereo diretto con l’aeroporto di Torino. Restano inoltre molto richieste Grecia, Croazia e Albania, mentre tra le mete africane prevalgono l’Egitto, le localitàdel Mar Rosso, il Kenya e la Tanzania. Mantengono un buon livello di interesse anche i viaggi verso il Centro e il Sud America, scelti soprattutto da chi cerca itinerari più articolati e ricchi di esperienze.

Dall’analisi emerge anche una rinnovata preferenza per i viaggi organizzati, considerati una soluzione capace di offrire maggiore assistenza, sicurezza e tutela in uno scenario internazionale caratterizzato da diverse incertezze. Continuano a riscuotere successo anche le crociere all-inclusive nel Mediterraneo, mentre la permanenza media delle vacanze estive si conferma intorno a una settimana.

AI, Master PoliTo per la classe dirigente internazionale del futuro

//

Le tecnologie digitali e l’intelligenza artificiale stanno trasformando il modo in cui imprese e pubbliche amministrazioni creano valore e competono, incidendo anche sulla capacità di perseguire obiettivi di sostenibilità e ottimizzazione delle risorse energetiche. La trasformazione digitale è soprattutto una questione di capacità organizzativa e manageriale, in cui competenze, governance e processi decisionali determinano la reale capacità di adottare e scalare l’IA. Sul piano infrastrutturale, l’Italia ha colmato parte del divario, con una copertura in fibra ottica FTTH superiore al 70%, in linea con la media UE. Tuttavia, questo progresso non si riflette ancora in un adeguato livello di maturità digitale: nelle imprese con meno di 50 addetti, solo il 14% ha adottato soluzioni basate su intelligenza artificiale1.

Il limite principale risiede nel capitale umano. Circa il 60% dei lavoratori italiani intervistati in una ricerca del Politecnico di Torino per Anitec-Assinform non ha competenze digitali adeguate per affrontare le attività quotidiane e professionali, né riesce a svolgerle con rapidità. Questo deficit di competenze rappresenta oggi il principale fattore di freno alla diffusione dell’intelligenza artificiale, più ancora della disponibilità delle tecnologie.

La sfida del post-PNRR si sposta quindi con decisione dal potenziamento delle infrastrutture alla costruzione di competenze, modelli di governance e capacità organizzative in grado di abilitare un’adozione efficace dell’innovazione. In questo contesto, la Scuola di Master e Formazione Permanente del Politecnico di Torino, in collaborazione con l’ITCILO (International Training Centre dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro delle Nazioni Unite), promuove la quinta edizione del Master in Technology and Public Policy – Achieving Social Impact, con l’obiettivo di formare decisori pubblici e privati capaci di comprendere l’impatto delle tecnologie, dall’intelligenza artificiale all’osservazione satellitare, dalle tecnologie digitali a quelle energetiche al quantum computing, nel processo di produzione delle politiche pubbliche. Il percorso fornisce infatti le competenze necessarie per utilizzare l’innovazione tecnologica come leva per migliorare la qualità delle politiche e dei servizi offerti, rendere più efficiente la gestione delle risorse e sviluppare risposte più efficaci alle sfide economiche, sociali e ambientali.

“La trasformazione in atto richiede un cambio di paradigma nella formazione della classe dirigente pubblica e privata. Per governare efficacemente società e processi decisionali complessi oggi non è più sufficiente una preparazione esclusivamente giuridica, economica o amministrativa: è necessario integrare competenze avanzate sulle tecnologie e in particolare sull’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di saperle impiegare in modo competente quando si prendono decisioni, e quindi nella progettazione e nell’implementazione delle politiche pubbliche”, commenta Stefano Sacchi, Vice Rettore del Politecnico di Torino, Professore di Scienza Politica, ideatore e Direttore scientifico del Master. “Al cuore del programma si situa la capacità di comprendere il rapporto tra innovazione tecnologica e regolazione, di valutare gli effetti economici, sociali, giuridici e istituzionali delle nuove tecnologie e di progettare interventi pubblici basati su evidenze. ll Master in Technology and Public Policy nasce proprio con questo obiettivo. È un percorso che ha anticipato in modo pionieristico una direzione oggi condivisa anche da alcune fra le più importanti università internazionali, ma che trova in questa iniziativa, giunta alla quinta edizione, la sua espressione più strutturata”.

Tecnologia come strumento per favorire l’impatto sociale, il piano di studi del Master – Il Master si fonda sull’idea che la tecnologia rappresenti uno strumento abilitante per l’impatto sociale e per il miglioramento delle politiche pubbliche. Il piano formativo integra competenze tecnologiche e di policy design, con vari moduli dedicati tra gli altri temi a intelligenza artificiale, tecnologie digitali e fisiche per l’inclusione, sostenibilità e governance pubblica, affiancati da attività laboratoriali, case study e il project work finale applicati a contesti reali. L’approccio didattico è fortemente interdisciplinare e combina formazione online, fase residenziale e lavoro progettuale finale, con l’obiettivo di sviluppare competenze operative immediatamente spendibili nei contesti istituzionali e organizzativi. Per questo sono particolarmente importanti i contenuti relativi alla valutazione rigorosa degli effetti e degli impatti delle politiche e degli interventi pubblici.

Il programma accoglie professionisti provenienti da tutto il mondo che operano ai più alti livelli della pubblica amministrazione, delle organizzazioni internazionali e dei governi nazionali. Le precedenti edizioni hanno visto la partecipazione di consiglieri ministeriali, advisor strategici per governi e istituzioni internazionali, dirigenti di sindacati e associazioni degli imprenditori nazionali e internazionali, responsabili delle politiche per lo sviluppo economico di livelli di governo nazionali e sovranazionali, di servizi statistici nazionali e di dipartimenti per la regolazione e la competitività di governi e imprese, confermando la vocazione internazionale del percorso e il suo posizionamento come programma di alta formazione per i decision maker pubblici.

Il Master apre a sbocchi professionali nei settori della governance pubblica, delle organizzazioni internazionali, della consulenza strategica e delle istituzioni impegnate nei processi di trasformazione digitale e innovazione delle politiche pubbliche, così come nei dipartimenti di regolazione e governance di imprese transnazionali.

Dalla sostenibilità alle sfide sociali, le competenze della nuova classe dirigente – I trend globali mostrano come l’avanzamento tecnologico, la digitalizzazione e l’evoluzione dell’intelligenza artificiale stiano ridefinendo i modelli di sviluppo, generando scenari sempre più complessi per sistemi economici e istituzionali. In questo contesto, i processi decisionali pubblici sono chiamati a evolvere per garantire risposte efficaci e tempestive alle nuove sfide economiche, sociali e ambientali.

Su queste direttrici si sviluppa il Master, che propone un percorso formativo orientato alla costruzione di competenze avanzate per la nuova classe dirigente pubblica. Il programma integra innovazione tecnologica, trasformazione digitale e intelligenza artificiale con la progettazione e l’attuazione di politiche pubbliche in contesti di cambiamento, dedicando particolare attenzione al ruolo della tecnologia nella transizione verso modelli di sviluppo più sostenibili. Il piano di studi approfondisce infatti temi come la transizione energetica, l’economia circolare, le città sostenibili, le politiche climatiche e l’innovazione per l’inclusione sociale, affiancandoli agli strumenti per la valutazione delle politiche pubbliche, all’analisi degli impatti, alle transizioni socio-tecniche e all’economia dell’innovazione e del lavoro, con l’obiettivo di fornire competenze integrate e immediatamente applicabili nei contesti decisionali.

Dall’Economia circolare al Quantum tech: i progetti dei partecipanti al master – Project Work rappresentano uno degli elementi centrali del Master e il principale momento di applicazione delle competenze acquisite. I partecipanti sono chiamati a sviluppare interventi concreti di politica pubblica su sfide economiche, sociali e ambientali, con l’obiettivo di elaborare soluzioni operative e verificabili a livello nazionale o internazionale e potenzialmente applicabili nei contesti istituzionali identificati.

Dalla transizione energetica alle tecnologie quantistiche, i lavori realizzati nelle precedenti edizioni testimoniano l’approccio concreto del Master. Tra questi, un progetto dedicato alla riconversione dell’area di Bełchatów (Polonia), focalizzato sul rapporto tra economia circolaredata center e nuove infrastrutture nucleari, e uno dedicato al quantum computing, che propone un modello per rafforzare le partnership internazionali in materia di ricerca, competenze e sviluppo tecnologico. Altri hanno affrontato la digitalizzazione della fiscalità immobiliare in Senegal, utilizzando intelligenza artificiale e dati satellitari per migliorare il censimento degli immobili e l’efficienza della riscossione tributaria; la progettazione di un framework regolatorio per la connettività satellitare nelle comunità indigene di Panama, con l’obiettivo di favorire l’accesso a istruzione, telemedicina e turismo sostenibile; e lo sviluppo di un sistema digitale di protezione sociale per i lavoratori informali, basato su identità biometrica e piattaforme integrate per garantire la portabilità dei benefici e un accesso più semplice ai servizi pubblici. I Project Work funzionano come un vero laboratorio di policy design applicato: sono seguiti da tutor dedicati e permettono di trasformare le conoscenze teoriche in soluzioni operative, con un impatto diretto sui processi di governance pubblica e innovazione.

Le iscrizioni al Master in Technology and Public Policy sono aperte fino alle ore 14.00 del 18 settembre 2026. Maggiori informazioni su requisiti di iscrizione, modalità del bando e scadenze sono disponibili sul sito ufficiale del Politecnico di Torino.