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I 150 anni della ferrovia Torino-Lanzo

Domenica 26 luglio sono stati celebrati i 150 anni della ferrovia Torino-Lanzo, uno dei simboli della storia ferroviaria piemontese e il legame tra il territorio e il suo patrimonio.

In mattinata è partito da Torino Porta Nuova un treno storico, tutto esaurito, che ha raggiunto Lanzo, dove si è svolta l’inaugurazione istituzionale con una breve rievocazione, seguita nella stazione ferroviaria da una mostra di mirabilia e dall’esposizione statica del locomotore. A seguire visite guidate di Lanzo, spettacoli e intrattenimenti vari.

L’assessore regionale al Patrimonio Gian Luca Vignale ha rilevato che “abbiamo voluto fortemente questa iniziativa per due motivi principali: in primo luogo perché questa ferrovia rappresenta un patrimonio straordinario non soltanto per la storia dei trasporti, ma anche per l’identità culturale del Piemonte; in secondo luogo, perché la Torino-Ceres, con le sue stazioni, è a tutti gli effetti un patrimonio di proprietà della Regione Piemonte. Il nostro preciso dovere è quello di tutelare e valorizzare i beni regionali. Credo che la giornata, che ha visto quasi 300 persone a bordo del treno storico, migliaia di visitatori arrivati per ammirare il convoglio e le numerose iniziative allestite a Lanzo, sia la dimostrazione concreta che valorizzare il patrimonio pubblico significa far crescere e dare valore all’intero territorio”.

Youth Climate Action Fund, bando per finanziare le idee dei giovani per la transizione ecologica

 

Un’idea per contrastare il cambiamento climatico? Non serve essere già grandi esperti, né un curriculum pieno di titoli: basta avere tra i 15 e i 24 anni, un progetto valido e la voglia di metterlo in pratica. C’è tempo fino all’8 ottobre per farlo, grazie al Torino Youth Climate Action Fund, il bando appena pubblicato dalla Città di Torino che mette sul piatto contributi a fondo perduto tra i 1.000 e i 4.000 euro per sostenere le proposte dei giovani torinesi in materia di sostenibilità ambientale.

Il programma, finanziato da Bloomberg Philanthropies, è arrivato quest’anno alla sua terza edizione, e Torino è stata selezionata per il terzo anno consecutivo tra le città beneficiarie, un segnale dell’impegno della città nel dare spazio al protagonismo dei giovani sui temi ambientali. Il fondo, su scala globale, sostiene quest’anno 300 città in tutto il mondo, con l’obiettivo di costruire una rete internazionale di giovani impegnati nella transizione ecologica.

Il bando non si rivolge direttamente ai singoli ragazzi, ma a enti giuridicamente costituiti di natura privata senza finalità di lucro, che dovranno presentare le proposte per conto di gruppi composti da almeno due giovani tra i 15 e i 24 anni.

I progetti dovranno riguardare uno o più ambiti individuati dal Climate City Contract della Città di Torino: la riduzione dei consumi energetici, la mobilità sostenibile, le infrastrutture verdi e le soluzioni basate sulla natura, l’economia circolare. Le forme che i progetti possono assumere sono molteplici: si va dalle campagne creative di comunicazione e sensibilizzazione alle installazioni artistiche, dalle soluzioni digitali e le app sperimentali alle iniziative di monitoraggio civico, fino agli interventi concreti per rendere più sostenibile il territorio.

Nella valutazione delle proposte peseranno la qualità e la fattibilità del progetto, i tempi di realizzazione, la coerenza con gli obiettivi dell’avviso, la qualità del budget, il livello di coinvolgimento dei giovani in tutte le fasi dell’iniziativa, l’impatto atteso e la capacità di proporre soluzioni davvero innovative. È prevista inoltre una premialità per i progetti che rispondono a specifiche sfide ambientali indicate dall’avviso, e per quelli capaci di coinvolgere persone in condizioni di fragilità sociale.

Le domande vanno presentate entro le ore 12.00 dell’8 ottobre 2026. Il testo integrale dell’avviso, la modulistica e tutte le indicazioni operative sono disponibili sul sito del Comune, mentre per informazioni e chiarimenti è possibile scrivere a fondieuropei@comune.torino.it.

Il Youth Climate Action Fund è promosso da Bloomberg Philanthropies in collaborazione con il Bloomberg Center for Public Innovation (BCPI) della Johns Hopkins University, il C40 Cities Climate Leadership Group e United Cities and Local Governments (UCLG), con il supporto finanziario di Rockefeller Philanthropy Advisors (RPA).

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Chiude il Trofeo della Mole

Al Circolo della Stampa – Sporting si è conclusa l’edizione 2026 del torneo internazionale di tennis in carrozzina: nelle tre finali disputate successi per Mohamad Yusoff nel singolare maschile, Imane Toubal nel singolare femminile e Andrew Bogdanov nel singolare quad.

Torino, 27 luglio 2026 – Si è conclusa al Circolo della Stampa – Sporting di Torino questa edizione del Trofeo della Mole 2.0, torneo internazionale di tennis in carrozzina organizzato dalla SSD Volare, in collaborazione con ITF (International Tennis Federation) e FITP (Federazione Italiana Tennis e Padel), inserito nell’Uniqlo Wheelchair Tennis Tour e patrocinato da Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, Città di Torino, Comitato Italiano Paralimpico, Turismo Torino e Provincia, Associazione Nazionale Alpini – Sezione di Torino “La Veja” e Panathlon Club Torino Olimpica.

L’ultima giornata ha chiuso cinque giorni di gare intense, vissute nel segno dell’agonismo, dell’inclusione e della condivisione dei valori paralimpici, consegnando i verdetti conclusivi dei tabelloni e l’applauso del pubblico ai protagonisti del torneo.

Nell’ultima giornata del torneo si sono disputate le tre finali che hanno definito il quadro conclusivo dell’edizione: nel singolare maschile, Mohamad Yusoff (MYS) ha battuto Andrew Penney (GBR) con il risultato di 6-7(6) 6-4 6-2; nel singolare femminile Imane Toubal (ALG) ha avuto la meglio su Vitoria Miranda (BRA) per 6-4 6-1; nel singolare quad Andrew Bogdanov (USA) ha sconfitto Giuliano Carnovali (SVI) col punteggio di 6-2 6-4. Tre sfide che hanno chiuso il programma con intensità e partecipazione, confermando il valore internazionale del Trofeo della Mole 2.0.

I vincitori di tutte le categorie:

·        Singolare maschile: Mohamad Yusoff (MYS)

·        Singolare femminile: Imane Toubal (ALG)

·        Singolare quad: Andrew Bogdanov (USA)

·        Doppio maschile: Andrew Penney (GBR) e Mohamad Yusoff (MYS)

·        Doppio femminile: Nalani Buob (SVI) e Angela Grosswiler (SVI)

·        Doppio quad: Andrew Bogdanov (USA) e Tomas Masaryk (SVK)

·        Tabellone di consolazione maschile: Matthias Huerlimann (SVI)

·        Tabellone di consolazione femminile: Chiyo Sasaki (JAP)

·        Tabellone di consolazione quad: Hegor Di Gioia (ITA)

 

«Siamo davvero felici per come si è svolta questa edizione del Trofeo della Mole 2.0 qui al Circolo della Stampa – Sporting – dichiara Gianluca Cosentino, segretario della SSD Volare – È stata una competizione intensa, partecipata e ricca di contenuti tecnici e umani, capace di confermare ancora una volta il valore del tennis in carrozzina e la forza di un evento che cresce grazie all’impegno di tante persone. Il nostro ringraziamento va agli atleti, ai volontari, alle istituzioni, agli sponsor e a tutti coloro che hanno reso possibile questa settimana di sport, inclusione e condivisione».

«Essere direttrice di un torneo come il Trofeo della Mole 2.0 significa vivere ogni giorno la passione, l’impegno e la determinazione di atleti e atlete straordinari – sottolinea Giulia Capocci, direttrice del torneo – Questa edizione ha confermato l’alto livello tecnico della manifestazione e la capacità di Torino di accogliere un appuntamento internazionale che unisce sport, inclusione e comunità. Ringrazio tutto lo staff, i giudici, i volontari e le realtà che hanno collaborato per rendere possibile una settimana così intensa e significativa»

La SSD Volare desidera ringraziare tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione e al successo di questa edizione del Trofeo della Mole 2.0: gli atleti e le atlete che hanno animato il torneo con il loro talento e la loro determinazione, i volontari che hanno garantito supporto e accoglienza durante tutte le giornate di gara, le istituzioni che hanno sostenuto l’iniziativa e gli sponsor che, con il loro contributo, hanno reso possibile la crescita di un appuntamento sempre più significativo per lo sport paralimpico e per la città di Torino.

 

IN COLLABORAZIONE CON: ITF e FITP

PATROCINI: Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, Città di Torino, Comitato Italiano Paralimpico, Turismo Torino e Provincia,  Associazione Nazionale Alpini – Sezione di Torino “La Veja” e Panathlon Club Torino Olimpica

MAIN SPONSORIntesa Sanpaolo.

PLATINUM SPONSOREaton, Fondazione Lavazza, Iren, Fondazione Teresio Fantini, Simco, FCV e Valmora.

GOLD SPONSORCarrozzeria Poliziano, Guidosimplex, Consorzio Asti e Moscato d’Asti DOCG, Ottobock.care, Teleflex, Gruppo Elak Dufour Novi, Lab 3.11, Bonino Srl, Vietti & Levorato Srl, GL9, Agrivalle Srl, Cantelli Scale Srl, Camera di Commercio Torino e Industria, Artigianato e Agricoltura di Torino.

SUPPORTERPasta Berruto, Tapporosso – Centrale del Latte di Torino, Beebad, Modo Rent, Jolly Sport, Dunlop, Braderm, Paglieri Spa,  Xerjoff, Stellantis Autonomy, La Baita, Menabrea, Molecola, Raspini salumi e Pasta Girardi.

Cisl, manifestazione per la Tav

“Mai come in questo momento dobbiamo far sentire la nostra presenza e il nostro sostegno ai lavoratori impegnati nella realizzazione della Tav. Nessuno può rischiare la propria incolumità, sia tra le forze dell’ordine che tra gli operai, bisogna garantire la sicurezza e la legalità in tutti i cantieri”. Lo hanno dichiarato Luca Caretti e Mario De Lellis, segretari generali della Cisl e della Filca-Cisl Piemonte, nel giorno della visita di una delegazione Cisl e Filca al cantiere di Chiomonte. “Nel 2011 – ricordano – siamo stati i primi e gli unici a manifestare in Val Susa a favore dell’opera. Oggi siamo qui per ribadire il forte impegno di Cisl e Filca al fianco di chi lavora. Per la prima metà di settembre stiamo organizzando una grande manifestazione pubblica insieme alla Cisl e alla Filca-Cisl di Torino: la Tav era e resta un’opera strategica indispensabile, utile alla crescita del territorio e dell’intero Paese e in grado di avvicinarci ulteriormente all’Europa. Ogni forma di violenza è inaccettabile e deve essere repressa”, concludono Caretti e De Lellis.

Maldini e Leonardo si dimettono: terremoto in FIGC!

 

Si chiude dopo appena sedici giorni l’esperienza di Paolo Maldini e Leonardo ai vertici della FIGC. I due dirigenti hanno rassegnato le dimissioni rispettivamente dagli incarichi di direttore tecnico e advisor del Club Italia, aprendo una nuova fase di incertezza per la Nazionale.
Alla base della decisione ci sarebbe la profonda divergenza emersa dopo il fallimento del progetto legato alla scelta del nuovo commissario tecnico, con il caso Andrea Pirlo che ha accelerato la rottura tra le parti.
La FIGC è ora chiamata a ricostruire il proprio assetto tecnico e a individuare rapidamente una nuova guida per rilanciare la Nazionale in vista dei prossimi impegni internazionali.
Probabile Direttore Tecnico Giorgio Chiellini con Commissario Tecnico il ritorno di Antonio Conte

Enzo Grassano

Nasce “Galleria San Donato – Comunità in Rete”

Nasce “Galleria San Donato – Comunità in Rete”: il digitale al servizio del commercio di prossimità e della vita del quartiere

Il progetto promosso da CSEN Piemonte, in sinergia con la Circoscrizione IV
della Città di Torino e Confesercenti, darà vita a una galleria commerciale
virtuale dedicata alle attività, ai servizi e alle storie di San Donato.
Torino, 27 luglio 2026 – Valorizzare le attività commerciali di prossimità,
rafforzare le relazioni tra esercenti, cittadini e realtà del Terzo Settore e
contrastare il progressivo impoverimento del tessuto commerciale e sociale del
quartiere. Nasce con questi obiettivi “Galleria San Donato – Comunità in Rete”, il
progetto promosso da CSEN Piemonte, in sinergia con la Circoscrizione IV della
Città di Torino e Confesercenti.

Al centro dell’iniziativa ci sarà la realizzazione di una piattaforma digitale
dedicata al quartiere San Donato, strutturata come una vera e propria galleria
commerciale virtuale, attraverso la quale sarà possibile conoscere le attività
presenti sul territorio, i servizi offerti, gli orari, i contatti e soprattutto le persone e
le storie che ogni giorno contribuiscono a rendere vivo il quartiere.

Il progetto nasce dalla volontà di rispondere concretamente al fenomeno della
desertificazione commerciale, che non riguarda soltanto la chiusura dei piccoli
esercizi, ma produce conseguenze più profonde: indebolisce le relazioni di
comunità, riduce i luoghi di incontro e di riconoscimento reciproco, diminuisce il
presidio sociale del territorio e rischia di aumentare l’isolamento, in particolare
per le persone più fragili.

«Quando chiude un’attività di vicinato, un quartiere non perde soltanto un
negozio, ma anche un luogo di relazione, ascolto e presidio del territorio. Con
“Galleria San Donato – Comunità in Rete” vogliamo utilizzare il digitale non per
sostituire la comunità reale, ma per rafforzarla, dando visibilità alle persone,
alle attività e alle storie che ogni giorno tengono vivo il quartiere. Crediamo che
inclusione, accessibilità e sviluppo locale debbano procedere insieme,
attraverso una rete capace di coinvolgere commercianti, cittadini, associazioni
e istituzioni», spiega Gianluca Carcangiu, Presidente di CSEN Piemonte.

Rivoli adotta il progetto preliminare del nuovo Piano Regolatore

Rigenerazione urbana, contenimento del consumo di suolo e sostegno allo sviluppo delle attività produttive al centro della Variante generale al PRGC

Rivoli compie un passo decisivo verso il futuro della città. Il Consiglio comunale ha infatti adottato, nella seduta del 22 luglio 2026, il progetto preliminare della Variante generale al Piano Regolatore Generale Comunale (PRGC), avviando una fase fondamentale del percorso che porterà alla definizione dello strumento urbanistico destinato a guidare lo sviluppo di Rivoli nei prossimi anni.
Si tratta di un traguardo particolarmente atteso. L’ultimo Piano Regolatore risale infatti ai primi anni Duemila e, in oltre vent’anni, la città è profondamente cambiata: sono mutate le esigenze dei cittadini, del sistema produttivo, della mobilità e dell’ambiente. Da qui la necessità di dotarsi di uno strumento capace di rispondere alle sfide di oggi e di programmare la Rivoli di domani.
La Variante generale nasce da un ampio percorso di confronto con il territorio. Nei mesi scorsi l’Amministrazione comunale ha incontrato cittadini, associazioni, professionisti, categorie economiche e portatori di interesse nei diversi quartieri della città, raccogliendo contributi e osservazioni che hanno accompagnato la costruzione del Piano. Un metodo partecipato che ha permesso di condividere obiettivi e priorità prima dell’adozione del progetto preliminare.
Il nuovo Piano Regolatore si fonda su una visione di sviluppo sostenibile, che mette al centro la rigenerazione urbana, privilegiando il recupero e la riqualificazione delle aree già urbanizzate rispetto alla loro espansione. Accanto a questo, punta al contenimento del consumo di suolo, che si attesta a meno dell’1% del territorio comunale interessato dalla variante, con l’obiettivo di tutelare il territorio e valorizzare il patrimonio esistente. Un altro elemento qualificante riguarda lo sviluppo delle attività produttive, attraverso una maggiore flessibilità degli strumenti urbanistici, per favorire nuovi investimenti, sostenere il tessuto economico locale e creare condizioni più favorevoli alla crescita della città.
“Con questa Variante generale – dichiara il sindaco Alessandro Errigo – Rivoli torna finalmente a dotarsi di uno strumento di pianificazione che guarda ai prossimi decenni. Non è soltanto un Piano Regolatore, ma una visione di città costruita insieme ai cittadini, ai professionisti e a tutti coloro che vivono e operano sul territorio. Abbiamo scelto di puntare sulla rigenerazione urbana, sulla tutela del suolo e su uno sviluppo capace di coniugare sostenibilità, qualità della vita e opportunità per il nostro sistema produttivo. Per farlo sarà necessario lavorare parallelamente anche agli altri strumenti. Un esempio su tutti il regolamento che disciplina i costi degli oneri. Oggi è sproporzionato e se si vuole fare un intervento di rigenerazione che prevede un cambio di destinazione d’uso a residenziale i costi sono superiori a quelli di una nuova costruzione. In questo modo non si incentiva la rigenerazione e per questo dovremmo intervenire con diverse misure, coordinate tra loro che mirino tutte allo stesso obiettivo.”
“Questo Piano – aggiunge l’assessore all’Urbanistica Emanuele Bugnone – rappresenta il punto di partenza per accompagnare l’evoluzione di Rivoli in modo equilibrato e coerente con le esigenze del territorio. L’obiettivo è offrire regole chiare, favorire il recupero dell’esistente e rendere la città sempre più attrattiva per chi vuole vivere, lavorare e investire a Rivoli.”
Come previsto dalla normativa, il progetto preliminare della Variante generale al PRGC è pubblicato sul sito del Comune di Rivoli e sarà consultabile fino al 23 settembre 2026. Entro lo stesso termine cittadini e soggetti interessati potranno presentare eventuali osservazioni secondo le modalità indicate sul sito istituzionale. L’obiettivo è quello di portare avanti le varie fasi e approvare il progetto definitivo entro la fine del 2027.

L’amaro gusto dell’acqua

Era sempre la stessa storia. Ogni volta che un gerarca veniva sul lago, in visita alle isole Borromee,  a Stresa o in un’altra località nelle vicinanze, Gino e Lucio finivano ammanettati nella rimessa delle barche, proprio  sotto la passeggiata del  lungolago di Baveno.

Le disposizioni, del resto, erano chiare: tutti coloro sui quali si nutriva anche solo il sospetto d’essere dei  sovversivi andavano controllati e, se necessario, messi a tacere. I due, pur avendo schivato il confino non potevano evitare quella restrizione della loro libertà. E quindi, giù sotto, in riva al lago, al riparo da sguardi indiscreti. Incatenati ai grandi anelli di ferro dove venivano assicurate le cime da ormeggio delle imbarcazioni, non erano in condizione di nuocere. “Anche se si lamentassero, là sotto, nessuno potrà udirli”, sentenziò il maresciallo Rustici. Fascista antemarcia, il graduato dei carabinieri evadeva così la spinosa “pratica” di “quelle due teste calde”. “Oh, Carmelo – disse, rivolgendosi al carabiniere scelto Esposito -; ma ti pare che dovevano proprio capitare tra i piedi a noi questi rompiballe?”. Carmelo, buono come un pezzo di pane, annuì per far piacere al suo superiore ma in cuor suo non li avrebbe costretti a star lì, quasi a mollo nel lago, in quell’antro umido e inospitale. Già l’ultima volta, per un  soffio, non c’era scappato il morto. I due –  ai quali era stato aggregato anche Olimpo Bronzelli – erano finiti ammanettati agli anelli d’ormeggio perché era stata annunciata la visita di un pezzo grosso all’hotel Beau Rivage. L’Hotel era proprio lì, dall’altra parte della strada che attraversava il paese. Olimpo, scalpellino nella cava di granito rosa, era finito ai ferri perché reo di aver canticchiato in un’osteria un motivetto che il Podestà aveva giudicato offensivo nei confronti del regime e del Regno. In realtà, il povero tagliapietre – un po’ brillo – aveva improvvisato un’innocua e vecchia tiritera che più o meno suonava così: “Viva il Re, viva la regina e viva la capra della Bettina”, animale reso famoso dall’eccellente e copiosa produzione di latte. Uno scioglilingua che però era stato mal interpretato e così, ai soliti due reprobi si aggiunse pure il terzo. Il problema derivò dal maltempo. Una forte perturbazione stava imperversando tra il lago e le alture del Mottarone e, in poco tempo, le onde s’ingrossarono trasformandosi in schiumosi cavalloni che s’infrangevano sulla massicciata ricavata dalla passeggiata del lungolago. Immaginarsi che inferno anche là sotto, per i tre prigionieri. A tratti le onde li sommergevano per poi ritirarsi, lasciandoli infreddoliti e in balia di altri, gelidi, schiaffi d’acqua. Tutti e tre furono costretti, loro malgrado, a bere quell’acqua dal cattivo sapore. Soprattutto Lucio che, una volta liberato, giurò di non toccar più una goccia di quel liquido tremendo, limitandosi – pur nelle restrizioni dell’epoca – a sorseggiare soltanto vino, compreso quello aspro e ruvido, che legava in bocca, spillato dalla botte dell’osteria della Miniera, su in  Tranquilla.

Marco Travaglini

Esodo e cantieri: le strade d’estate verso mare e monti

Con l’arrivo del grande esodo estivo cresce anche l’attenzione sulla sicurezza stradale, un tema particolarmente sentito in Piemonte. Secondo i dati più recenti dell’Osservatorio sull’incidentalità stradale, la regione continua infatti a figurare tra quelle con il maggior numero di incidenti, complice una rete viaria molto estesa e un traffico intenso sia sulle arterie autostradali sia sulle principali statali che collegano il Piemonte alla Liguria, alla Valle d’Aosta e alla Francia. Anche l’area metropolitana di Torino registra ogni anno migliaia di sinistri, con un incremento dei flussi durante i mesi estivi dovuto alle partenze per le vacanze e agli spostamenti verso le località turistiche alpine e balneari. Le autorità ricordano che velocità eccessiva, distrazione al volante e uso dello smartphone restano tra le principali cause degli incidenti, motivo per cui nei fine settimana da “bollino rosso” vengono intensificati sia i controlli della Polizia Stradale sia il monitoraggio della rete viaria.

Per affrontare il periodo di maggiore traffico, Anas ha presentato il piano “Estate Sicura 2026”, predisponendo una serie di interventi destinati a rendere più fluida la circolazione durante l’esodo. Dal 24 luglio al 7 settembre saranno sospesi o chiusi 1.175 cantieri, pari all’83% dei 1.414 attualmente presenti sulla rete nazionale gestita dalla società del Gruppo Ferrovie dello Stato.

Le stime dell’Osservatorio Mobilità Stradale di Anas indicano che tra il 20 luglio e il 6 settembre sulle strade e autostrade di competenza transiteranno oltre 440 milioni di veicoli, numeri che hanno spinto l’azienda a rafforzare il presidio operativo su tutto il territorio nazionale.

L’iniziativa è stata illustrata nella sede centrale di Anas a Roma, alla presenza dell’amministratore delegato Claudio Andrea Gemme insieme ai rappresentanti di ACI, Aiscat, Polizia di Stato, Vigili del Fuoco, Guardia Costiera, Arma dei Carabinieri e Rai Isoradio.

«In occasione dell’avvio dell’esodo estivo 2026 – ha spiegato l’Amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme – Anas rinnova il proprio impegno per garantire una rete viaria sempre più sicura, efficiente e in grado di assicurare la migliore mobilità possibile ai milioni di cittadini che si metteranno in viaggio. Nell’ambito del Piano Estate sicura 2026 è stata posta particolare attenzione alla rimozione o alla sospensione dei cantieri lungo le principali arterie stradali e autostradali, con l’obiettivo di fluidificare la circolazione, ridurre i tempi di percorrenza e limitare le situazioni di congestione, contribuendo così a rendere gli spostamenti più agevoli e sicuri. Avremo impegnate 2.500 risorse in turnazione, costituite da personale tecnico e di esercizio oltre al personale delle Sale Operative Territoriali e della Sala Situazioni Nazionale, per assicurare il monitoraggio del traffico in tempo reale h24. La sicurezza stradale, tuttavia, non dipende solo dalla qualità delle infrastrutture. Strade moderne, monitorate e ben mantenute rappresentano un elemento fondamentale, ma il primo presidio di sicurezza resta sempre il comportamento di ciascun utente della strada. Rispettare i limiti di velocità, mantenere la distanza di sicurezza, evitare qualsiasi forma di distrazione alla guida, non mettersi al volante in condizioni psicofisiche non idonee e utilizzare correttamente tutti i dispositivi di protezione sono comportamenti essenziali per prevenire gli incidenti e tutelare la propria vita e quella degli altri».

Per garantire il controllo della rete saranno impiegate circa 2.500 persone, tra tecnici, operatori delle Sale Operative Territoriali e personale della Sala Situazioni Nazionale, con monitoraggio del traffico attivo ventiquattr’ore su ventiquattro.

Anche in Piemonte e Valle d’Aosta scatterà il piano di alleggerimento dei cantieri. La struttura territoriale di Anas gestisce complessivamente circa 1.760 chilometri di strade distribuiti in nove province e, in vista dell’aumento dei flussi turistici, sospenderà la maggior parte degli interventi in corso. Le lavorazioni interessano opere di rifacimento delle pavimentazioni, sostituzione delle barriere di sicurezza, consolidamento dei versanti e installazione della segnaletica.

La progressiva eliminazione delle limitazioni al traffico avverrà tra la seconda metà di luglio e i primi giorni di agosto.

In Piemonte resterà operativo fino alla fine di luglio il cantiere sul ponte Cervo, lungo la statale 758 Masserano-Mongrando, nel Biellese, dove sono in corso i lavori di sostituzione dei 19 giunti di dilatazione. Entro il 7 agosto verranno invece sospesi gli interventi di consolidamento della statale 28 del Colle di Nava tra Garessio e Ormea, una delle direttrici più utilizzate durante l’estate per raggiungere la Liguria.

In Valle d’Aosta, entro il 7 agosto saranno sospesi tutti i cantieri attivi lungo la statale 26, compresi quelli relativi all’allargamento della carreggiata tra Bard e Arnad, alla manutenzione delle reti paramassi di Monjovet, alla sostituzione delle barriere di sicurezza a Morgex, al consolidamento del muro di Pré-Saint-Didier e al risanamento dei viadotti Villeneuve, Champagne e Leverogne. Gli interventi riprenderanno una volta terminato l’esodo.

Accanto agli interventi infrastrutturali, Anas rilancia anche le campagne di sensibilizzazione rivolte agli automobilisti. È stato presentato il nuovo spot “Quando sei alla guida, tutto può aspettare”, realizzato con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la Polizia di Stato, con protagonisti Massimiliano Ossini, Ludovica Martino e Gianmarco Tognazzi. Le riprese sono state effettuate nel Centro di Guida Sicura ACI di Vallelunga.

«Il video rappresenta un ulteriore tassello dell’impegno di Anas nella diffusione di una cultura della sicurezza che coinvolga cittadini, istituzioni e tutti gli operatori del settore. L’obiettivo è chiaro: fare in modo che ogni viaggio si concluda in sicurezza. Perché la sicurezza stradale è una responsabilità condivisa che nasce dall’incontro tra infrastrutture efficienti, tecnologie innovative e comportamenti consapevoli da parte di ciascun utente», ha aggiunto Gemme.

Prosegue inoltre la collaborazione con Rai Isoradio, che per tutta l’estate trasmetterà brevi messaggi informativi e consigli dedicati alla guida sicura.

Tra le iniziative confermate figura anche la campagna contro l’abbandono degli animali lungo le strade, un fenomeno che continua a rappresentare un grave rischio sia per gli animali sia per gli automobilisti. In media Anas interviene per mettere in salvo un animale ogni cinque giorni. Il progetto “Non abbandonare una parte di te”, premiato ai Mediastars 2026 nella sezione Etico Sociale, punta a sensibilizzare gli automobilisti attraverso immagini che accostano il volto umano a quello animale per evidenziare le conseguenze dell’abbandono.

Viene rilanciata anche la campagna di prevenzione degli incendi boschivi con lo slogan “La strada non è un posacenere. Rispetta l’ambiente, salva il tuo viaggio”, ricordando che gettare mozziconi accesi dal finestrino costituisce un comportamento vietato e può provocare incendi devastanti, favoriti dalle elevate temperature e dalla siccità estiva. Il messaggio sarà diffuso anche attraverso i pannelli a messaggio variabile installati lungo la rete Anas.

Infine continua la collaborazione con la Guardia Costiera attraverso la campagna “Strade e mari sicuri”, che invita i vacanzieri a prestare la stessa attenzione alla sicurezza sia durante gli spostamenti in automobile sia nelle attività in mare, promuovendo comportamenti responsabili e prudenti in ogni fase delle vacanze.