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Saluzzo Contemporanea: due mostre collettive sul tema “Rencontre”

Dal 9 maggio al 13 settembre, presso la Castiglia, la 18esima edizione di Saluzzo Contemporanea è dedicata alla mostra “Tracciando il sentiero”; dal 9 al 17 maggio, presso Il Quartiere, si tiene la 31esima mostra di arte contemporanea “Power by Paratissima”

Sabato 9 maggio la decima edizione di START apre uno dei capitoli più attesi, quello dedicato all’arte contemporanea, con due mostre collettive, in due luoghi simbolici di Saluzzo, attraverso una doppia inaugurazione che trasformerà il pomeriggio in un percorso capace di attraversare linguaggi, visioni e sensibilità differenti, tutte riconducibili al tema di questa edizione, il “Rencontre”, inteso come incontro, confronto e confluenza fra pratiche artistiche e modi di abitare il presente. L’avvio sarà alle 17.30 alla Castiglia, in piazza Castello 1, dove la Fondazione Garuzzo inaugurerà la 18esima edizione della Saluzzo Contemporanea con la mostra collettiva “Tracciando il sentiero. Arte, ambiente e visione del futuro”, realizzata in collaborazione con il Trigenia Award-Premio per l’Arte Contemporanea, promosso da Trigenia Energy Company e curata dalla galleria Craig di Torino.

Il progetto presenta il lavoro di 26 artisti in dialogo con le opere dell’Esposizione e Collezione Permanente della Castiglia, chiamando in causa l’arte come spazio di responsabilità di fronte alle trasformazioni del mondo contemporaneo, dalle crisi ecologiche alle accelerazioni tecnologiche fino all’interazione fra esseri umani e intelligenza artificiale. Il fil rouge della mostra è l’energia intesa come principio di trasformazione, non solo in senso fisico, ma come forza  he attraversa sistemi naturali e dinamiche sociali. Il pubblico viene invitato a muoversi tra la dimensione materiale e la sua implicazione simbolica, attraverso la pittura, l’installazione, la fotografia, la scultura e i video, grazie ai quali le opere si configurano come processi in divenire piuttosto che come forme concluse. Accanto alla mostra, che resterà aperta fino al 13 settembre, saranno presenti una serie di momenti performativi e di incontri.

Tra i tanti artisti in mostra figurano Daniela Accossato, Maura Banfo, Domenico Borrelli, Botto e Bruno, Alessandro Cardinale, Jacopo Martinotti, Giacomo Modolo, Mattia Novello, Emanuele Pagnagnini, Sebastiano Pallavisini, Fabio Riaudo, Fabio Roncato e Marzio Zorio.

Dalle ore 18.45 il percorso si sposta a “Il Quartiere”, in piazza Montebello 1, per il vernissage della 31esima mostra di arte contemporanea Powered by Paratissima, a cura di Alessandra Villa, visitabile fino al 17 maggio e a ingresso gratuito, il sabato dalle 15 alle 19 e la domenica dalle 10 alle 19. La mostra è nata da una call pubblica che ha raccolto oltre 100 candidature da tutta Italia, e comprende 35 artisti italiani e internazionali, chiamati a confrontarsi sul tema “Rincontrarsi”, il ritorno a sé, alle relazioni, ai paesaggi interiori e ai luoghi della memoria.

“L’obiettivo principale come curatrice è stato quello di esplorare il reincontro come pratica di ascolto, trasformazione e appartenenza spiega Alessandra Villa – la selezione degli artisti nasce dal desiderio di costruire un dialogo equilibrato tra prospettive e sensibilità diverse, accomunate da una riflessione sulle molteplici forme di connessioni con i luoghi, con la memoria e con l’altro”.

La mostra dedica particolare attenzione alle installazioni video e alla fotografia, intesi come linguaggi capaci di restituire l’intensità dell’esperienza e della relazione. In questo modo si conferma, per il quinto anno consecutivo, la collaborazione tra Paratissima e Fondazione Amleto Bertoni, un progetto che ha coinvolto in cinque edizioni 174 artisti attraverso il lavoro di tre diversi curatori.

Tra gli artisti selezionati vi sono, tra i molti, Simona Bartalucci, Matteo Branconi, Alvaro e Santi Caleca, Diana Casmiro, Cement Blanche, Chelidon Frame, Marina Comerio.

Mara Martellotta

Contemporanea. Parole e storie di donne

Nuova trasferta al torinese “Circolo dei lettori e delle lettrici” del “Festival” biellese. Ospite internazionale, la scrittrice francese Audrey Millet

Sabato 9 maggio

Tema della prossima edizione, la settima: “Geografia dell’amicizia”. Con l’onere, non da poco, di tale dialogante traiettoria, gioca d’anticipo a Torino il Festival biellese di “Contemporanea. Parole e storie di donne”, progetto di “BI-BOx”-APS”, a cura di Irene Finiguerra, Barbara Masoni, Stefania Biamonti, Laura Colmegna, Patrizia Bellardone e Mariangela Rossetto.

L’appuntamento, in anteprima, è infatti sotto la Mole, in collaborazione con “Fondazione Circolo dei lettori”, in via Bogino 9, a partire dalle 15 (ultimo appuntamento alle 18,45) del prossimo sabato 9 maggio.

Di grande interesse, i nomi degli ospiti che si alterneranno nel corso del pomeriggio, indagando il tema dell’“amicizia” nelle sue diverse forme; amicizia intesa come “spazio affettivo e culturale capace di attraversare generi, generazioni e differenze, mettendo in relazione individui, esperienze e visioni”. Riflessioni, intriganti e complesse, che sono solo l’inizio di un percorso che culminerà nell’appuntamento (quello ufficiale) al Festival, che si terrà a Biella, dal 24 al 27 settembre.

Al “Circolo” di via Bogino, a Torino, il pomeriggio di sabato inizia con Eliana Di Caro (giornalista al “Sole 24 Ore – Cultura”) Cristiana di San Marzano (membro del Gruppo “Giornaliste-Scrittrici Controparola”) a partire, in conversazione con Patrizia Bellardone, dal loro “Amiche. Undici storie di legami e sorellanza” (Il Mulino, 2025), in cui narrano undici esempi di amicizie profonde e intellettuali, evidenziando il ruolo della sorellanza nella Resistenza, politica, cultura e arteA seguire, l’incontro con Audrey Millet, autrice e attivista francese che presenta per la prima volta a Torino “La trama del lusso” (Add editore, 2026), un’inchiesta sull’industria della moda, “tra capitalismo dei corpi e criminalità”, che si sviluppa a partire dall’incontro tra la ricercatrice francese e Abdoul, un giovane sarto ivoriano. Il saggio ha vinto il Premio “Mare Nostrum 2024 – sezione ‘Storia e Geopolitica’” e ci invita a riflettere sul mondo dei diritti (troppo abusati) delle lavoratrici e dei lavoratori del mondo del “tessile”. In dialogo con Millet, Mariangela Rossetto.

Spazio anche alla “poesia”, con la napoletana Carmen Gallo ed il suo “Procne Machine” (Einaudi, 2026), dove la poetessa  racconta il lungo viaggio di due sorelle “dal passato del mito a un presente su cui si allungano ombre di violenza che minacciano corpi e voci”. L’opera fa parte della dozzina finalista del Premio “Strega Poesia 2026” e il titolo fa riferimento al “mito classico” (dalle “Metamorfosi” di Ovidio) di Procne (trasformata in rondine) e Filomela (trasformata in usignolo); mito riletto in chiave ipercontemporanea, immaginando le trasformazioni legate ad una sorta di “macchina-trappola” dagli effetti terrifici e spietatamente minacciosi. A leggere le poesie sarà Rosangela Fontanella dell’Associazione “VocidiDONNE”.

Infine, dopo  l’intervento “Piccolo Atlante di amicizie possibili”, a cura della Biblioteca del “Liceo del Cossatese” e “Valle Strona” (Biella), l’ultima parte del pomeriggio sarà dedicata al “romanzo”, con due libri presentati a Torino per la prima volta.

La costellazione del pesce” (Solferino, 2026), il primo, è il romanzo d’esordio con cui la savonese Valentina Fornelli ha vinto “Letterafutura 2025”, la “fellowship” letteraria nazionale (organizzata dall’Associazione “Mia” in collaborazione con la casa editrice “Solferino”) dedicata alle scrittrici esordienti, premiate “per l’originalità dello sguardo, per la voce nuova che portano nella narrativa italiana, e per la capacità di costruire mondi in cui il futuro è già cominciato”.

L’evento conclusivo (ore 18,45) vede in dialogo lo scrittore partenopeo (oggi residente a Venezia) Gianni Montieri e la scrittrice milanese, torinese d’adozione, Giusi Marchetta intorno al romanzo “Brava Giulia” (Nottetempo, 2026), opera postuma della scrittrice e poetessa, nonché fotografa e docente all’Università “Ca’ Foscari” a Venezia, Anna Toscano, scomparsa un anno fa nel dicembre del 2025: una storia ambientata fra Venezia e Londra, in cui l’autrice indaga le dinamiche famigliari “con uno sguardo compassionevole e una scrittura empatica e elegante”.

Gli eventi in programma sono gratuiti e a ingresso libero.

Per info:”Circolo dei Lettori”, via Bogino 9, Torino; tel. 011/8904401 o www.contemporanea-festival.com

Gianni Milani

Nelle foto: Audrey Millet, Carmen Gallo e Anna Toscano

Go Wine celebra i vitigni autoctoni del Piemonte

Domenica 24 maggio, dalle 11 alle 19  con oltre 90 cantine e 40 vitigni piemontesi

Go Wine presenta l’ottava edizione della Festa del Vino, dedicata ai vitigni autoctoni del Piemonte, in programma domenica 24 maggio prossimo nel centro storico di Alba. Si tratta di un evento di degustazione che rende omaggio alla grande ricchezza del vigneto piemontese, espressa attraverso i vitigni autoctoni raccontati e proposti in assaggio alla presenza diretta dei produttori. La manifestazione si svolgerà lungo l’intera giornata, dalle ore 11 alle ore 19, trasformando Alba in un grande percorso di degustazione dedicato alla biodiversità viticola piemontese.

La Festa del Vino nasce per valorizzare la ricchezza e la diversità del patrimonio ampelografico regionale, e dà vi è a varietà celebri e ad altre più rare che sono state recuperate e rilanciate nel corso degli anni. Si tratterà di un viaggio ideale attraverso 40 vitigni. Nel corso della giornata, saranno presentati 40 vitigni, da quelli più noti come il Nebbiolo, il Barbera, il Dolcetto, l’Arneis e il Timorasso, fino a varietà meno conosciute ma non meno affascinati come il Baratuciat, il Bianver, l’Uvalino, il Bequet, il Caricalasino, il Chatus, il Rossese bianco e molte altre.

Le Cantine incontreranno direttamente il pubblico presso i banchi d’assaggio che animeranno il centro storico albese. Altri vitigni e vini verranno presentati in speciali enoteche tematiche che completeranno il percorso di degustazione, che invita non solo a scoprire i vini, ma a scoprire le storie, la cultura del territorio e il lavoro dietro alle tante produzioni enoiche. Nel segno dell’incontro e del confronto, due enoteche tematiche racconteranno una realtà estera, i vini del Portogallo, e un grande vitigno autoctono italiano come il Vermentino. Il Portogallo è il Paese ospite di questa edizione e vanta una storia antica: è l’11esimo produttore di vini al mondo e regioni come Oporto e Douro rappresentano il 20% del totale della produzione nazionale. Le principali aree viticole del Paese sono rappresentate dal Nord del Vinho Verde, al Sud dell’Alentejo, la regione più grande. In un’enoteca esclusiva verranno presentati molti dei migliori vini portoghesi. Per quanto riguarda l’Italia, la scelta ricadrà su un vitigno tirrenico, il Vermentino. Il 90% di esso, in Italia, proviene dalla Liguria, dalla Toscana e dalla Sardegna. Alcune presenze si registrano in Umbria e nel Lazio. Vi sarà una selezione di etichette che racconterà la sua presenza in diverse regioni.

Sono previste alcune masterclass, che toccheranno alcuni temi quali la celebrazione della ricorrenza dei 60 anni dal riconoscimento delle prime DOC in Italia, ponendo attenzione sui vini del Portogallo, ospite dell’evento. Verrà anche rivolto un focus alla Nascetta del Comune di Navello, approfondendo le caratteristiche di questo originale bianco di Langa.

Info: Alba, centro storico – domenica 24 maggio, ore 11-19 – costi e modalità di partecipazione: pubblico 18 euro – soci 15 euro – acquisto online della degustazione prevede una riduzione del costo d’ingresso: pubblico 15 euro – soci Go Wine 13 euro – degustazione al banco d’assaggio: pubblico 18 euro – soci Go Wine 15 euro.

Mara Martellotta

Donne Exempla al Salone del Libro. Un nuovo modo di fare scuola

La Fondazione Educatorio della Provvidenza invita a un appuntamento dedicato a un nuovo modo di fare scuola. La presentazione del progetto “Gioco di ruolo Donne Exempla”, in programma venerdì 15 maggio prossimo, dalle 16.30 alle 17.30, nello Spazio Argento del Padiglione 2 di Lingotto Fiere, a Torino. Si tratta di un incontro che mette al centro il valore della cultura come strumento di crescita, inclusione e partecipazione attiva, esplorando il potenziale del gioco di ruolo nella didattica.

Donne Exempla introduce il gioco di ruolo negli istituti di secondo grado del Piemonte, trasformando l’aula in uno spazio di esperienza e confronto. Attraverso storie di donne che hanno lottato per il diritto all’istruzione, alla libertà e all’emancipazione, gli studenti diventano protagonisti di percorsi immersivi che stimolano al pensiero critico, empatia e consapevolezza civica. Promosso dalla Fondazione Educatorio della Provvidenza e dall’Associazione Amici dell’Educatorio della Provvidenza, il progetto è realizzato con il contributo del Consiglio Regionale del Piemonte e della Consulta delle Elette, nell’ambito della linea strategica “La Cultura che Cura”, coinvolgendo 380 studenti e 20 classi del territorio.

L’evento riunisce rappresentanti istituzionali, il Presidente e il Vicepresidente della Fondazione, l’avvocato Carlo Majorino e la dott.ssa Lella Bassignana, insieme a studiosi ed esperti provenienti da ambiti differenti: lo storico Gianni Oliva, l’antropologa Caterina Agus, lo psicologo Roberto Gambarini, il docente di Fisica Applicata di Unito, prof. Federico D’Agata, per offrire uno sguardo multidisciplinare sul valore educativo del progetto. Il confronto sarà guidato dalla direttrice della Fondazione, dott.ssa Paola Casacci. Nel corso dell’incontro sarà proiettato un video dedicato al progetto nelle scuole, con testimonianze degli operatori ludico-culturali, docenti e studenti. Si tratterà di un’occasione per scoprire come il gioco possa diventare uno strumento concreto di inclusione, educazione e cittadinanza attiva.

Giovedì 14 e venerdì 15 maggio, dalle ore 11 alle 13, presso lo spazio Biblioteche, sarà allestito un tavolo di gioco con un master esperto che condurrà la sessione di gioco immersiva.

Per prenotare un posto: eventi@educatoriodellaprovvidenza.it

Mara Martellotta

Parco del Valentino e Biblioteca Civica Centrale, il sostegno di Fondazione Crt

Nuove risorse in arrivo dalla Fondazione CRT per sostenere alcuni interventi legati alla riqualificazione del Parco del Valentino e alla futura sede della Biblioteca Civica Centrale. La decisione è stata presa dalla Giunta comunale, che ha approvato una delibera su proposta del sindaco Stefano Lo Russo.

Il finanziamento, pari a 7 milioni di euro, punta a rafforzare uno dei principali progetti di rigenerazione urbana della città, inserito nel quadro strategico “Torino Cambia”. L’obiettivo è trasformare l’area del Valentino in un nuovo punto di riferimento per la vita culturale, ambientale e sociale del capoluogo.

Il provvedimento autorizza un’integrazione alla convenzione siglata il 15 dicembre 2025 tra il Comune e la Fondazione, che regola la collaborazione nell’ambito del progetto “Torino cambia: spazi che uniscono”. L’iniziativa rientra in un percorso più ampio condiviso tra Città di Torino, Fondazione CRT e OGR Torino, con l’obiettivo di valorizzare l’ex complesso di Torino Esposizioni attraverso una sinergia tra pubblico e privato. Il piano prevede un sistema integrato capace di unire funzioni culturali, attività di innovazione e spazi di partecipazione, in linea con le finalità sociali della Fondazione.

“La riqualificazione del Valentino e la nuova Biblioteca Civica Centrale – ha dichiarato il sindaco Stefano Lo Russo – rappresentano interventi su cui l’amministrazione punta con decisione, convinta che possano offrire alla città un grande spazio verde rinnovato e un centro culturale di eccellenza. La collaborazione con la Fondazione CRT si inserisce in un percorso condiviso che mira a valorizzare quest’area come nuovo fulcro di cultura, innovazione e partecipazione”.

Anche la presidente della Fondazione CRT, Anna Maria Poggi, ha sottolineato il valore strategico dell’intervento, spiegando che le nuove risorse – provenienti dal fondo accantonamenti legato ai ritorni fiscali – si aggiungono a quelle già destinate al piano cittadino. I fondi serviranno in particolare a completare la Biblioteca Civica Centrale, sia nelle strutture sia negli arredi, e a garantire la piena accessibilità dell’intero polo del Valentino.

Il contributo permetterà quindi di portare a termine la riqualificazione del parco e dell’ex Torino Esposizioni, un progetto complesso che nel corso dei lavori ha richiesto ulteriori adeguamenti e investimenti per assicurare qualità e funzionalità degli spazi.

Nel dettaglio, le risorse saranno impiegate per l’allestimento degli interni della nuova biblioteca e per la realizzazione di un sistema coordinato di identità visiva, segnaletica e orientamento, pensato per integrare le diverse funzioni del futuro polo: culturali, universitarie, artistiche, turistiche e sportive, oltre alla valorizzazione del fiume Po. Sono previsti inoltre il completamento degli interventi sulla biblioteca, sul Teatro Nuovo e sulle opere che garantiranno l’accesso all’area anche dai nuovi attracchi per la navigazione fluviale elettrica lungo il Po.

Coppa del Mondo Boulder, tre azzurre in semifinale in Cina

SEGNALI POSITIVI DALLA PRIMA TAPPA

Si è conclusa con indicazioni incoraggianti l’avventura della Nazionale italiana nella prima tappa di Coppa del Mondo Boulder, disputatasi a Keqiao (Cina). Tre azzurre hanno conquistato l’accesso alla semifinale, affrontando un turno estremamente competitivo, e hanno chiuso nella top 25 mondiale. In qualifica Francesca Matuella si è guadagnata la 15° posizione, con 2 top e 3 zone (79,7 punti), seguita da Camilla Moroni, al 17° posto, con 1 top e 3 zone (54,7 punti), e da Giorgia Tesio, in 19° piazza, con 1 top e 3 zone (54,6 punti). Le altre azzurre Irina Daziano e Stella Giacani hanno chiuso la loro gara rispettivamente in 33° e 39° posizione. Sul fronte maschile, in una qualifica stradominata dai due atleti coreani Jongwon Chon e Dohyun Lee, gli azzurri non sono riusciti a strappare il pass per la semifinale: Luca Boldrini è andato vicino alla top 24, raggiungendo il 29° posto (2 top e 3 zone), mentre Matteo Reusa ha chiuso in 37ª posizione (2 top e 2 zone). In semifinale grinta, cuore e tanta esperienza per le nostre 3 portacolori. La migliore delle italiane è stata Camilla Moroni, che ha conquistato 3 zone e ha terminato in 15ª posizione. Ottima prova anche per Francesca Matuella, che alla viglia del suo compleanno ha centrato la sua miglior prestazione in carriera in Coppa del Mondo, chiudendo al 19° posto. A completare il terzetto azzurro Giorgia Tesio ha concluso la gara in 23ª posizione. A sollevare il primo trofeo di Coppa in campo maschile è stato l’inossidabile Campione del Mondo Sorato Anraku, con una finale affrontata con la consueta maestria. Argento per il coreano Dohyun Lee e bronzo per il francese Mejdi Schalck. Sul fronte femminile invece la francese Zelia Avezou ha operato un mezzo miracolo scavalcando la fuoriclasse slovena Janja Garnbret e conquistando l’oro. Si è aggiudicata il bronzo l’australiana Oceania Mackenzie. Questa tappa d’esordio ha rappresentato il primo banco di prova della stagione internazionale e ha offerto alle varie squadre riferimenti importanti per il prosieguo del circuito. Il team italiano sicuramente sfrutterà questa preziosa base per lavorare sul proprio percorso di crescita e consolidamento ai massimi livelli mondiali. La Coppa del Mondo tornerà il prossimo weekend, sempre in Cina, a Wujiang, ma stavolta le specialità sotto i riflettori saranno Lead e Speed, mentre l’appuntamento coi blocchi mondiali è fissato per fine mese, a Madrid. Per consultare i risultati: https://ifsc.results.info/event/1524/

Al via la gara da un miliardo per la Metro linea 2 di Torino

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E’ pronta l’ordinanza che darà il via alla gara per la realizzazione delle 10 stazioni della linea 2 della metropolitana e delle opere connesse, per un importo complessivo di 1 miliardo di euro.

L’iter prevede l’insediamento della commissione entro settembre, l’aggiudicazione della gara entro ottobre e la firma del contratto nell’autunno di quest’anno. A seguire partiranno le opere preliminari, tra cui la bonifica bellica, l’allestimento dei cantieri e lo spostamento dei sottoservizi. I lavori principali dovrebbero iniziare tra la fine dell’inverno e la primavera del prossimo anno.

La talpa per lo scavo delle gallerie entrerà in funzione alla fine del 2027, avanzando a una velocità stimata di 15-18 metri al giorno nel tratto tra via Bologna e Porta Nuova. Successivamente si procederà con scavo tradizionale fino al capolinea di Rebaudengo.

Il completamento delle opere è previsto entro il 2032, con l’entrata in esercizio della linea nel 2033. Restano tuttavia da reperire 450 milioni di euro per il prolungamento della linea fino al Politecnico.

Quando Bellini sopravvive alla regia

Di Renato Verga

Con I puritani, ultimo capolavoro di Vincenzo Bellini, il Teatro Regio consegna al pubblico una serata musicalmente di alto livello, nonostante una messinscena che finisce spesso per complicare inutilmente la limpidezza emotiva dell’opera. Presentata nel 1835 a Parigi, la partitura belliniana rappresenta uno dei vertici del belcanto romantico: un teatro fatto meno di azione che di stati d’animo, sostenuto da melodie amplissime e da un canto che sembra sospendere il tempo. E proprio questa dimensione lirica emerge con forza nella direzione di Francesco Lanzillotta, elegante, attentissima alle sfumature e sempre capace di mantenere trasparente il rapporto tra orchestra e voci. Nessun compiacimento sonoro, nessuna enfasi superflua: tutto punta a valorizzare la linea melodica e il respiro del fraseggio.

Il protagonista assoluto della serata è John Osborn, chiamato ad affrontare il temibile ruolo di Arturo. Il tenore americano, oggi interprete maturo e ormai vicino al repertorio del grand-opéra francese, non possiede più l’assoluta freschezza timbrica degli anni migliori, e qualche suono nasale emerge qua e là. Ma il dominio dello stile belliniano resta impressionante. Fin dal celebre “A te, o cara” il canto si distende con naturalezza aristocratica, sostenuto da mezzevoci raffinate e da un controllo tecnico ancora ammirevole. La prova cresce progressivamente nel corso dell’opera e raggiunge il culmine nel terzo atto, affrontato con coraggio e sicurezza negli acuti estremi che Bellini riserva al personaggio.

Al suo fianco, Gilda Fiume costruisce un’Elvira intensa e credibile, lontana dall’immagine della primadonna tutta virtuosismi e acrobazie vocali. Il soprano preferisce lavorare sulle sfumature espressive e sulla fragilità emotiva del personaggio, trovando una linea di canto morbida e partecipe. La voce, luminosa e ben controllata, si adatta con sensibilità alle lunghe frasi belliniane e convince soprattutto nella scena della follia, accolta da calorosi applausi del pubblico.

Molto positiva anche la prova di Simone Del Savio come Riccardo, interpretato con eleganza e attenzione alla parola scenica. La sua aria “Ah, per sempre io ti perdei“ trova un equilibrio convincente tra slancio lirico e malinconia romantica. Nicola Ulivieri, nei panni di Giorgio, convince soprattutto per autorevolezza interpretativa e qualità di fraseggio, pur con una voce apparsa meno sonora rispetto al passato. Ben inseriti anche Andrea Pellegrini, Chiara Tirotta e Saverio Fiore nei ruoli comprimari. Sempre affidabile il coro preparato da Gea Garatti Ansini, compatto musicalmente e disciplinato scenicamente.

Più problematica, invece, la regia di Pierre-Emmanuel Rousseau, autore anche di scene e costumi. Il regista sposta l’azione dall’Inghilterra seicentesca all’Ottocento borghese di Bellini, popolando la scena di uomini in cilindro, ambienti scuri e atmosfere da salotto vittoriano. L’impianto scenico ruota attorno a un unico grande interno borghese, dominato da boiserie, scale e tappezzerie cupe, trasformato in una sorta di prigione mentale per la protagonista.

L’idea di fondo è quella di dare una spiegazione psicologica alla follia di Elvira: all’inizio dello spettacolo, prima ancora che la musica cominci, assistiamo infatti al trauma infantile della ragazza che scopre la madre impiccata. Una chiave interpretativa che però appare superflua e persino ingombrante in un’opera dove la follia romantica non ha bisogno di spiegazioni realistiche. Rousseau insiste inoltre su simbolismi reiterati – il velo della madre morta usato ossessivamente da Elvira – e introduce dettagli scenici discutibili, come la protagonista che scrive il nome di Arturo sui muri con vernice rossa.

Il momento più contestabile arriva però nel finale, completamente riscritto: Arturo viene ucciso da un colpo di pistola ed Elvira muore subito dopo di dolore. Una conclusione che contraddice apertamente musica e libretto e che finisce per apparire arbitraria, soprattutto perché Bellini aveva costruito proprio nell’ultimo atto una progressiva distensione lirica verso la riconciliazione.

Il pubblico ha comunque premiato con entusiasmo i protagonisti musicali della serata, tributando ovazioni soprattutto a Osborn e Fiume. Accoglienza molto più fredda, invece, per il team registico. Segno che, nei Puritani, la forza autentica continua a stare soprattutto nella musica: quella malinconica, sospesa e irripetibile di Bellini.

 

Foto Ratti e Gaido

“Il Grande Torino – Una cartolina da un Paese diverso”

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Al teatro del Collegio San Giuseppe e’ andato in scena lo spettacolo teatrale “Il Grande Torino – Una cartolina da un Paese diverso”.

La platea, numerosissima, ha salutato la performance di Gianfelice Facchetti, accompagnato dalla band Slide Pistons, con un lunghissimo applauso, segno di grande apprezzamento ed entusiasmo.

Tra gli ospiti presenti: Roberto Salvadori, campione d’Italia col Torino 1976; Giampaolo Muliari, direttore del Museo del Grande Torino; Valerio Lomanto, Presidente della Circoscrizione 6 di Torino; oltre a volontari, istituzioni, testate giornalistiche e radio locali.