Il Comune di Volpiano prosegue il piano di potenziamento della videosorveglianza cittadina. Con l’assestamento di bilancio approvato dal Consiglio comunale vengono stanziati ulteriori 200 mila euro, che si aggiungono ai circa 150 mila euro già investiti dall’amministrazione comunale per il primo ampliamento della rete.
L’obiettivo è incrementare la copertura del territorio e rafforzare gli strumenti a disposizione delle forze dell’ordine e della Polizia Locale.
«Abbiamo deciso di continuare a investire direttamente sulla sicurezza urbana – dichiara il sindaco Giovanni Panichelli –. Continueremo comunque a partecipare ai bandi ministeriali, anche se negli ultimi anni non siamo risultati finanziati perché Volpiano presenta un indice di delittuosità molto basso. È una caratteristica apparentemente positiva della nostra comunità, ma che non tiene conto adeguatamente delle reali dinamiche del territorio e che di conseguenza in passato ci ha penalizzati nelle graduatorie. Per questo abbiamo scelto di proseguire con risorse proprie, senza rinunciare a un progetto ritenuto strategico che stiamo condividendo in piena sinergia con le forse dell’ordine».
Tra i libri che occorre leggere c’è senz’altro quello di Fabio Copiatti intitolato “Ora tocca a me”, un lavoro veramente importante sulla vita di un giovane partigiano che da Trieste scelse di unirsi alla Resistenza in Val Grande. L’indagine, o se vogliamo, il reportage di Copiatti sulle tracce di Fulvio Ziliotto parte dalla Trieste degli anni ’30 per finire nel giugno del 1944 sul pizzo Marona a ventiquattro anni appena compiuti, durante uno dei più tragici e sanguinosi rastrellamenti della lotta di Liberazione. Fulvio Ziliotto era un giovane nato e cresciuto a Trieste, la città dalla ” scontrosa grazia”, che amava la montagna, studiò per diventare medico, diventò maturo seguendo gli insegnamenti dello scrittore Giani Stuparich e del poeta Biagio Marin. Con una scrittura lineare e piena che in qualche modo richiama alla memoria I piccoli maestri di Luigi Meneghello per la capacità narrativa priva di retorica e di forte impegno civile , Copiatti racconta gli anni giovanili, le frequentazioni importanti, il ginnasio Dante Alighieri, la passione per l’alpinismo, gli anni alla Regia università di Milano per studiare medicina e chirurgia, il dramma delle leggi razziali ( Mussolini il 18 settembre del 1938 scelse, non a caso, Trieste – città di confine, multietnica e con una forte, radicata e attiva comunità ebraica – della quale faceva parte, per certi versi, la famiglia di Ziliotto che vedrà la nonna materna, Augusta Rendel arrestata, deportata e uccisa ad Auschwitz ), gli arresti e il carcere a San Vittore. Il giovane Ziliotto aveva preso coscienza e con gli amici antifascisti di Giustizia e Libertà e del Partito d’Azione si oppose al regime. Lavorò, all’inizio del 1944, con dedizione e capacità come medico assistente al sanatorio di Garbagnate, a una quindicina di chilometri a nord-ovest di Milano, e al Niguarda per poi – essendo sospettato dai fascisti – raggiungere nel Verbano, nella seconda settimana di giugno, i partigiani della Cesare Battisti in Val Grande. Tre soli giorni da partigiano, prima della morte nella strage del Pizzo Marona, durante i quali salvò la vita a un ferito e si distinse per spirito di abnegazione. Una storia che ebbe un epilogo ancora più drammatico perché i genitori di Fulvio, sopravvissuti alla furia delle leggi razziali grazie a una fuga in Toscana durante la guerra, si tolsero la vita a subito dopo la Liberazione, sopraffatti dal dolore per la morte del figlio. Oggi, tutti e tre, riposano nel piccolo cimitero di Intragna, borgo incastonato tra le montagne della Valgrande. Ed è proprio dalla scoperta quasi casuale della tomba che Fabio Copiatti ( classe 1963, nato a Verbania, ha lavorato per oltre vent’anni nel Parco Nazionale Val Grande prima di trasferirsi nel dicembre 2019 all’ombra delle Dolomiti Bellunesi dove oggi si occupa di politiche per la sostenibilità ) ha iniziato il suo lavoro di ricerca pubblicato da Monte Rosa Edizioni. Un lavoro molto importante perché c’è stata una lunga eclisse del ricordo della Resistenza, travolto da un lato dalla monumentalità e pesantezza della retorica della celebrazione e dall’altro dall’attacco revisionista che negli ultimi decenni è stato particolarmente insistito e ossessivo. Oggi, anche grazie a libri come questo di Fabio Copiatti ( e a quello, altrettanto bello e importante, di Andrea Pisano sul giovanissimo partigiano Cucciolo ) c’è uno spazio maggiore per avvicinarsi direttamente al vissuto dei partigiani attraverso le loro storie. Questo è motivo di conforto. In fondo quello che crollò l’8 settembre del 1943, portando a maturazione le scelte di vita di molti ragazzi, fu lo stato totalitario voluto dal regime fascista, quello che organizzava la vita di tutti dalla culla alla tomba. Nei vissuti dei partigiani, nel racconto delle loro gesta, dentro biografie come quella di Ziliotto c’è una scintilla che i giovani oggi possono fortunatamente recepire.
Marco Travaglini
Il PLD Torino ha partecipato alla Maratona Oratoria promossa dall’Associazione Radicale “Adelaide Aglietta” davanti alla Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno”, per riportare al centro del dibattito una delle più gravi emergenze dimenticate del Paese: la condizione delle carceri italiane.
I numeri del carcere di Torino descrivono una situazione critica: 1.511 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 1.113 posti, con un tasso di sovraffollamento del 141%. A fronte di un organico previsto di 901 agenti di Polizia Penitenziaria, quelli effettivamente in servizio sono circa 762, costretti a turni sempre più gravosi. Un disagio che colpisce anche il personale, tanto che il corpo della Polizia Penitenziaria registra un numero di suicidi che rappresenta una delle emergenze più drammatiche del sistema. Nel carcere torinese, inoltre, circa il 45% della popolazione detenuta è composta da cittadini stranieri.
«Parlare di carcere significa parlare di sicurezza. Uno Stato credibile non si limita a infliggere la pena, ma garantisce che essa rispetti la Costituzione e persegua il reinserimento della persona», hanno dichiarato il Segretario Francesco Aglieri Rinella e l’avv. Davide Fichera, Responsabile Giustizia nella Segreteria Provinciale, «Tutte le persone detenute, prima o poi, torneranno in libertà. La domanda che la politica dovrebbe porsi è: come usciranno? Un carcere che produce solo emarginazione e disperazione non genera più sicurezza, ma aumenta il rischio di recidiva».
Locali storici di Torino. La Farmacia del Cambio
La Farmacia Del Cambio occupa i locali della Farmacia “Bestente”, storica bottega di speziali nata nel 1833…
Leggi l’articolo su piemonteitalia.eu:
https://www.piemonteitalia.eu/it/luoghi/locali-storici-golosi/farmacia-del-cambio
Per garantire sollievo durante i giorni in cui il caldo è più opprimente, la Città di Torino ha mappato una serie di spazi pubblici accessibili e climatizzati, rivolti soprattutto ai soggetti più fragili – come bambini e anziani – che con simili e persistenti condizioni di disagio sono più vulnerabili: musei civici, biblioteche, centri climatizzati. Mentre l’ampia offerta di piscine pubbliche e giochi d’acqua presenti in alcuni parchi cittadini unisce la necessità di mitigare gli effetti dell’isola di calore urbana all’offerta di luoghi di svago e divertimento accessibili a tutti.
Musei civici gratuiti per gli over 65 e gli under 12
La Fondazione Torino Musei, in accordo con la Città di Torino, ha attivato anche quest’anno, per tutto il mese di luglio, una promozione speciale per agevolare l’accesso alla Gam – Galleria d’Arte Moderna, al Mao – Museo d’Arte Orientale e a Palazzo Madama – luoghi sicuri, climatizzati e accoglienti – in particolare delle persone più fragili. Per gli over 65 è previsto ingresso gratuito alle collezioni permanenti e biglietto ridotto per le mostre temporanee; per i bambini fino a 12 anni ingresso gratuito sia alle collezioni permanenti sia alle mostre temporanee. Il Mao, chiuso per il disallestimento della mostra temporanea, riaprirà il 23 luglio e sarà quindi coinvolto nella promozione solo per l’ultima settimana del mese.
Biblioteche civiche
Le Biblioteche civiche rappresentano una rete capillare di spazi pubblici gratuiti e accessibili distribuiti in tutti i quartieri della città. In un’estate caratterizzata da temperature elevate questi luoghi confermano anche una funzione di presidio di prossimità, offrendo ambienti dove leggere, studiare, lavorare o semplicemente trascorrere alcune ore in condizioni di maggiore comfort.
Negli ultimi anni la Città di Torino, anche grazie agli investimenti del PNRR, ha avviato un importante programma di riqualificazione delle biblioteche che comprende anche l’adeguamento degli impianti di climatizzazione. Gli interventi già conclusi e quelli in corso stanno progressivamente migliorando il comfort ambientale delle sedi, con i primi risultati già evidenti: le biblioteche Pavese e Natalia Ginzburg, che fino a pochi anni fa erano prive di climatizzazione, dispongono oggi di impianti di raffrescamento pienamente funzionanti grazie agli interventi di riqualificazione.
Attualmente la maggior parte delle biblioteche aperte al pubblico dispone di sistemi di raffrescamento regolarmente funzionanti. Oltre alle sedi recentemente riqualificate, garantiscono ambienti climatizzati anche le biblioteche Geisser, Bianca Guidetti Serra e Primo Levi. Presso la Biblioteca civica Centrale di via della Cittadella la climatizzazione è assicurata negli spazi attualmente aperti al pubblico.
Piscine pubbliche
Sono in totale 13 le piscine comunali aperte in questo periodo, di cui sette a gestione comunale diretta o circoscrizionale:
- Piscina Colletta (via Ragazzoni 5): aperta dal lunedì al venerdì dalle 13 alle 18, sabato e festivi dalle 11 alle 18
- Piscina Franzoj (strada Antica di Collegno 211): aperta fino al 6 settembre, dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18; sabato, domenica e festivi e dalle 10.30 alle 18
- Piscina Lido (via Villa Glori 21): aperta fino al 18 luglio dal lunedì al venerdì dalle 13 alle 19, sabato dalle 12.20 alle 19 e domenica dalle 9 alle 19; dal 19 luglio al 30 agosto il lunedì dalle 13 alle 19 e dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19; dal 31 agosto all’11 settembre dal lunedì al venerdì dalle 13 alle 19, sabato e domenica dalle 9 alle 19; dal 12 al 27 settembre lunedì dalle 13 alle 19, dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19
- Piscina Lombardia (corso Lombardia 95): aperta a luglio dal martedì alla domenica dalle 12 alle 18, ad agosto dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18
- Piscina Parri/Aversa (via Vecellio 39): aperta fino al 25 luglio dal lunedì al venerdì dalle 12.30 alle 14.30
- Piscina Cecchi (via Cecchi 14): aperta fino al 31 luglio dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 14.20, sabato dalle 10.30 alle 13.30 (bambini) / dalle 10.30 alle 15.30 (adulti)
- Piscina Trecate (via Vasili Alecsandri 29): aperta fino al 31 luglio dal mercoledì al venerdì dalle 12 alle 18.30; sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 18.30
- Piscina Pellerina (corso Appio Claudio 110, piscina comunale gestita da privato): aperta fino al 6 settembre dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 19.30, sabato domenica e festivi dalle 10 alle 19. Nuoto libero con tariffe comunali martedì e venerdì dalle 19 alle 21
- Piscina Sisport (via Olivero 40, impianto gestito da Sisport) aperta fino al 30 agosto dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 18.45, sabato e festivi dalle 17 alle 19.30
- Piscina Sospello (via Sospello 118, impianto gestito da Rari Nantes): aperta fino all’11 luglio lunedì mercoledi venerdì dalle 12.30 alle 16.30 e dalle 19:30 alle 20.30, martedì e giovedì dalle 12:30 alle 18 e dalle 19:30 alle 21.30, sabato dalle 12.30 alle 14.30
- Piscina Galileo Ferraris (corso Galileo Ferraris 290, impianto gestito da Aquatica Torino): aperta fino al 6 settembre dal lunedì al venerdì dalle 14.30 alle 16, sabato e domenica dalle 8.30 alle 10
- Piscina Torrazza (via Torrazza Piemonte 14, impianto gestito da UISP): aperta fino al 1 agosto lunedì dalle 7 alle 13 e dalle 19:20 alle 21; martedì, giovedì e venerdì, dalle 7.40 alle 9.20, dalle 12.40 alle 17.40 e dalle 19.20 alle 21; mercoledì dalle 7 alle 9.20 e dalle 19.20 alle 21; sabato dalle 9 alle 15
- Piscina Massari (via Massari 114, impianto gestito da A.S.D. Progetto Sport di Borgata): aperta fino al 25 luglio lunedì e venerdì dalle 12.40 alle 19.20 e dalle 19.20 alle 21 (su prenotazione), mercoledì dalle 16 alle 19.20 e dalle 19.20 alle 21 (su prenotazione), martedì e giovedì dalle 12.40 alle 16 e dalle 19.20 alle 21 (su prenotazione), sabato dalle 10-10 alle 12.40
GIochi d’acqua nei parchi cittadini
In quattro parchi cittadini sono attivi tutti i giorni, dalle ore 10 alle 19, le aree con giochi d’acqua innovativi realizzate nell’ambito di interventi di riqualificazione con fondi PON METRO REACT-EU. Fin dalla loro apertura sono state una delle novità più apprezzate da bambini e famiglie durante la stagione estiva, offrendo occasioni di svago e refrigerio soprattutto durante le giornate più calde.
- Parco Di Vittorio (viale Monti), area attrezzata con 37 giochi d’acqua dinamici
- Parco Carrara (corso Appio Claudio 106-110), area attrezzata con 41 giochi d’acqua dinamici
- Giardino Don Gnocchi (via Sospello), area attrezzata con 11 giochi d’acqua dinamici
- Giardino Madre Teresa di Calcutta (corso Vercelli 10), area attrezzata con giochi d’acqua dinamici
Centri climatizzati
Nelle Circoscrizioni sono attualmente attivi 16 Centri di accoglienza climatizzati, attrezzati con condizionatori o ventilatori, ad accesso libero nei giorni e negli orari di apertura:
- CENTRO D’INCONTRO MANDALA (corso Orbassano 327/A): aperto dal lunedì al sabato 15/18; chiuso ad agosto. Mezzi GTT linee 5, 12, 71
- CENTRO D’INCONTRO CIMABUE (via Cimabue 6/C, ingresso via Rubino 86/a): aperto dal lunedì alla domenica 15/18.30; chiuso il 15 agosto. Mezzi GTT linee 58, 55, 40
- CENTRO D’INCONTRO GIOVANNI XXIII (via Giacomo Dina 45/B): chiuso dal 1 luglio
- CENTRO DI INCONTRO PLAVA (via Plava 66): aperto dal lunedì al venerdì 14/18.30; chiuso il 15 agosto. Mezzi GTT linee 71, 34
- CENTRO D’INCONTRO NEGARVILLE (via Negarville 8/3): aperto dal lunedì alla domenica 14.30/19.30; chiuso ad agosto. Mezzi GTT linee 71, 34
- SPAZIO ANZIANI – ASS. VENCHI UNICA (via De Sanctis 12): aperto dal lunedì al sabato 14.30/19.30; chiuso ad agosto. Mezzi GTT Metro Massaua, linee 62, 40
- ASD ANZICHÈ ANZIANO (via Millio 20): aperto dal lunedì al venerdì 15/18. Mezzi GTT linea 58
- SPAZIO ANZIANI – ASS. NON PIU’ DA SOLI EDERA (via Osasco 80): chiuso luglio e agosto
- SPAZIO ANZIANI (via Pilo 50): aperto dal lunedì al venerdì 14/19. Mezzi GTT Metro Racconigi o Rivoli, linee 2, 65;
- CENTRO D’INCONTRO (via Ponderano 20): aperto dal lunedì alla domenica 15/19. Mezzi GTT linee 72, 72/
- CENTRO D’INCONTRO (piazza Stampalia 85): aperto dal lunedì alla domenica 15/18.30. Mezzi GTT linee 11, 9, 77, 62
- CENTRO D’INCONTRO (via Lanzo 144): aperto dal lunedì alla domenica 14/19.30. Mezzi GTT linee 21, 60, 77, 9, 11, 69
- CENTRO ANZIANI (via Cavagnolo 7): aperto 9/19. Mezzi GTT linea 51
- CENTRO D’INCONTRO (via Cuneo 6 bis): aperto dal lunedì al sabato 15/18. Mezzi GTT linee 4, 51
- CENTRO D’INCONTRO (corso Belgio 91): aperto dal lunedì alla domenica 14.30/19. Mezzi GTT linee 15, 77, 68
- CENTRO DI INCONTRO (corso Casale 212): aperto dal lunedì al sabato 14.30/18.30
- CENTRO D’INCONTRO LA CASETTA (viale Monti 21 interno parco Di Vittorio): aperto dal lunedì al sabato 14.45/18.15, il mercoledì anche 10/11; chiuso ad agosto. Mezzi GTT linee 2, 41, 63, 18
- CENTRO DI INCONTRO CAVORETTO (piazza Freguglia 6): chiuso luglio e agosto
L’accesso ai centri è gratuito; in alcuni casi può essere prevista una quota di iscrizione in caso di partecipazione alle attività proposte, che restano facoltative e non precludono l’accesso alla struttura.
Piano Estate 2026
La Città di Torino ha rinnovato l’impegno a favore delle persone anziane e fragili con il “Piano Estate 2026”, frutto della collaborazione tra il Dipartimento Servizi sociali, l’ASL Città di Torino, la Protezione Civile e la Polizia Municipale.
L’iniziativa mira a prevenire e contrastare gli effetti negativi degli eventi climatici estremi, in particolare le ondate di calore, sulla popolazione anziana più vulnerabile, attraverso un piano operativo che, attivo dal 1° giugno al 30 settembre, prevede un insieme coordinato di azioni di monitoraggio, vigilanza e assistenza domiciliare a favore di cittadini e cittadine over 65, residenti a Torino e generalmente autosufficienti, ma che si trovano in condizioni di fragilità sociale, economica o sanitaria.
I destinatari del Piano sono identificati dai servizi sociali comunali, anche su segnalazione del medico di medicina generale (MMG), in base a criteri quali difficoltà economiche, isolamento sociale o assenza di una rete di supporto familiare. Le prestazioni domiciliari previste includono interventi di operatori socio-sanitari (O.S.S.) e assistenti familiari, accompagnamenti per visite sanitarie o esigenze sociali, consegna di spesa e farmaci, servizi di telesoccorso e teleassistenza, pasti a domicilio o in esercizi convenzionati. Dopo la predisposizione di un progetto assistenziale personalizzato da parte dei servizi sociali, la persona beneficiaria viene contattata da un fornitore accreditato, che concorda una visita domiciliare per l’attivazione degli interventi.
Tassello fondamentale del piano operativo è il Servizio Aiuto Anziani che, dotato di un call center operativo tutto l’anno, nel periodo estivo registra generalmente un incremento delle richieste da parte di cittadine e cittadini che si rivolgono tramite mail (aiutoanziani@comune.torino.it) o telefonicamente al numero 011.01133333 (dalle 8.30 alle 16 dal lunedì al venerdì; dalle 16 alle 8.30 di ogni giorno e nei festivi le chiamate vengono inoltrate alla Polizia Municipale). Un servizio che rappresenta un punto di riferimento importante per le persone anziane e le loro famiglie, offrendo supporto, ascolto e orientamento ai servizi disponibili sul territorio.
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Con i bandi NoteSipari, Orizzonti L.I.V.E. e Immagini e Prospettive la Fondazione sostiene festival, spettacoli dal vivo, mostre e grandi eventi diffusi sul territorio
Si chiamava Aqua Mirabilis, un fluido profumato e rinfrescante ma anche un prodotto dalle virtù benefiche.
Oggi abbiamo una vastissima scelta di profumi, acque profumate, fragranze che ci rendono aromatici e più attraenti. In passato però non era cosi’ e l’abitudine all’ utilizzo delle essenze, considerando naturalmente gli alchimisti egiziani, arabi e romani, si deve anche grazie a Giovanni Paolo Feminis, nato intorno al 1660 a Crana, oggi frazione di Santa Maria Maggiore, nel Verbano-Cusio-Ossola.
Questa storia, che merita di essere ricordata, parte da una piccola valle alpina, attraversa frontiere, arriva alle corti europee e finisce per cambiare le abitudini di milioni di persone. È il caso dell’Aqua di Colonia, una delle fragranze più celebri della storia, che affonda le sue radici anche in Piemonte, nella Val Vigezzo, terra di emigranti, commercianti e viaggiatori. Molti conoscono il nome di Colonia, la città tedesca che ha dato il nome al profumo, ma pochi sanno che dietro quella fragranza c’è la storia di un piemontese partito dalle montagne dell’Ossola.
Come per molti giovani della valle, cresciuti in un territorio difficile dove le risorse erano limitate, la capacità di viaggiare e commerciare erano, invece, una tradizione antica; Feminis lasciò presto la sua terra, la Val Vigezzo, una valle di passaggio e di emigrazione da dove partirono per secoli artigiani, venditori ambulanti e piccoli imprenditori diretti verso la Germania, la Francia e altri Paesi europei. Arrivo’ nell’area tedesca e costruì la propria fortuna nel commercio. Fu a Colonia che sviluppò la preparazione a base di alcool ed essenze naturali, conosciuta come Aqua Mirabilis: un’acqua profumata e rinfrescante che, secondo la mentalità dell’epoca, veniva considerata anche un prodotto dalle virtù benefiche come la disinfezione di piccole ferite o il lenimento del mal di testa grazie agli olii essenziali. Non era ancora il profumo moderno come lo intendiamo oggi, ma rappresentava una nuova idea di eleganza: una fragranza leggera, fresca, lontana dai profumi intensi e pesanti allora in uso. La storia dell’acqua di Colonia si intreccia poi con quella di un altro piemontese: Giovanni Maria Farina, nato nel 1685 sempre a Santa Maria Maggiore, che trasferitosi in Germania, comprese il grande potenziale commerciale di quella formula e contribuì alla sua diffusione internazionale. Nel 1709 fondò a Colonia una casa commerciale destinata a diventare famosa in tutta Europa.
Il successo fu straordinario. Quella che veniva chiamata “Eau de Cologne” divenne il profumo della modernità: raffinato ma discreto, amato da nobili, artisti e sovrani. La fragranza entrò nelle corti europee e conquistò personaggi celebri come Napoleone Bonaparte, Johann Wolfgang Goethe e la regina Vittoria. In un’epoca in cui i profumi erano spesso molto intensi, questo effluvio portava un’idea nuova di freschezza e pulizia e la consistente gradazione alcolica ne garantiva l’evaporazione veloce dunque la diffusione immediata del profumo.
La storia, però, ha avuto anche una lunga disputa sulla paternità dell’invenzione. Per molto tempo il merito, infatti, è stato attribuito soprattutto alla famiglia Farina, grazie alla straordinaria capacità imprenditoriale di Giovanni e dei suoi eredi. Studi storici e documenti hanno però rivalutato il ruolo di Giovanni Paolo Feminis, indicandolo come colui che per primo aveva elaborato la preparazione originaria dell’“Aqua Mirabilis”. Nel 1907 una sentenza della Suprema Corte dell’Impero tedesco riconobbe proprio a Feminis un ruolo fondamentale nella nascita dell’Acqua di Colonia.
Oggi questa storia torna nel luogo da cui tutto è partito. A Santa Maria Maggiore si può visitare la Casa del Profumo Feminis-Farina, museo dedicato alla memoria dei due emigranti piemontesi che portarono il nome della loro valle nel mondo. Un luogo dove si incontrano profumi, documenti, antiche ricette e il racconto di una comunità che, pur partendo da una terra marginale, seppe costruire una rete internazionale. La vicenda di Feminis e Farina racconta un Piemonte forse poco conosciuto: non soltanto quello delle grandi famiglie industriali o dei prodotti famosi, ma quello dei piccoli paesi capaci di generare uomini con coraggio, curiosità e spirito d’iniziativa.
Prima delle grandi maison della profumeria francese, prima dei marchi diventati simbolo del lusso mondiale, c’erano due uomini partiti da una valle piemontese e il loro profumo, ancora oggi, continua a raccontare il viaggio del Piemonte nel mondo.
Maria La Barbera

Proseguono le indagini della Polizia di Stato per individuare i responsabili degli scontri avvenuti il 25 luglio nei cantieri TAV di San Didero, Salbertrand,Chiomonte e Traduerivi, durante i quali sono rimasti feriti oltre 120 operatori delle forze dell’ordine.
Nell’ambito delle attività investigative e dei controlli sul territorio, dalle prime ore di ieri sono in corso verifiche lungo le principali vie di uscita dal comune di Venaus per identificare i partecipanti al campeggio organizzato in occasione del Festival dell’Alta Felicità. Finora sono state identificate e controllate oltre 1.000 persone.
Parallelamente proseguono i controlli ai valichi di frontiera e nelle stazioni ferroviarie, con ilsupporto delle specialità della Polizia di Stato.
In merito ad alcune notizie di stampa diffuse nel pomeriggio, relative a persone fermate dalle Forze di Polizia nella giornata di ieri, la polizia precisa che si tratta di cittadini di Paesi europei sottoposti a controllo. Al termine degli accertamenti, e in applicazione della normativa che disciplinal’allontanamento dei cittadini comunitari dal territorio nazionale, il Prefetto ha disposto ilrelativo provvedimento, eseguito con effetto immediato e successivamente sottoposto alla valutazione del Tribunale Ordinario.
Nel pomeriggio il Tribunale ha convalidato i provvedimenti del Questore relativi all’esecuzionedell’allontanamento immediato dal territorio delloStato per motivi di ordine pubblico. Il provvedimento prevede inoltre il divieto di reingresso in Italia per un periodo di tre anni.
Uomo di 30 anni muore sotto trattore
Tragedia a Bosio nell’Alessandrino dove un uomo di 30 anni è morto schiacciato sotto il trattore ribaltato.
Sul posto l’elisoccorso e gli operatori sanitari che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.
L’uomo era un polacco, avrebbe perso il controllo del mezzo finendo, sulla banchina a lato della strada e poi nella scarpata sottostante.