ilTorinese

Ivrea Canoa Club sempre in prima linea per lo sport

Festa di primavera alla polveriera

Ivrea Canoa Club ha partecipato all’annuale appuntamento della Festa di Primavera svoltosi il 16 aprile presso il Parco della Polveriera. Una domenica che ha visto il ritrovo delle varie associazioni che animano quest’area naturalistica immersa nella città, prendendosene cura e valorizzandone il ricco potenziale.

Complice la bellissima giornata, una ventina di allegri volontari hanno fatto provare ad adulti e moltissimi bambini la gioia di salire in canoa e pagaiare nelle acque tranquille del lago San Michele. Al gazebo predisposto per l’occasione sulle rive del lago, dove la natura incontaminata offre uno spettacolo incantevole a pochi passi dal centro cittadino, i volontari hanno accolto le centinaia di persone che si sono susseguite, sottolineando i valori fondanti dell’associazione attenta allo sviluppo, la diffusione e la didattica dello sport della canoa intesa come formazione psicofisica e morale della persona. La festa è stata l’occasione per conoscere le varie attività del club che dai centri di avviamento alla canoa, passa alle attività di preparazione sportiva e agonismo per completarsi con il nuovo Rafting/Hydrospeed. È infatti Eporedia Rafting Center la disciplina nata all’interno del club proprio nel 2023 dopo un anno di preparazione per tecnici e strutture che oltre all’attività agonistica organizza da aprile a ottobre discese di soft rafting da Montalto a Ivrea.

Domenica Giordano, membro del Consiglio direttivo dell’Ivrea Canoa Club: “I bambini sono stati tantissimi ed entusiasti dell’esperienza e con loro i genitori e amici hanno trascorso una giornata di festa all’insegna dello sport”. Assieme a lei, a dar vita a questa coloratissima festa gli atleti e soci del Canoa Club che per tutta la giornata hanno accompagnato gli ospiti insegnando loro i primi rudimenti della pagaiata.

“Opera d’arte” su Salvini, Forza Italia: “E le sinistre tacciono”

TORINO COMICS, FORZA ITALIA TORINO: TROPPO FACILE DERUBRICARE A SATIRA IL DELIRIO IDEOLOGICO E L’OSCENITA’ GRATUITA. AGGHIACCIANTE SILENZIO SINISTRE

“Contro Matteo Salvini al Torino Comics non c’è stata satira ma puro delirio ideologico e oscenità gratuita”. Ad affermarlo Roberto Rosso,  Paolo Ruzzola e Marco Fontana rispettivamente coordinatore, vicecoordinatore provinciale e coordinatore cittadino di Forza Italia a Torino esprimendo la propria contrarietà per il dipinto dell’artista Luis Quiles esposto durante l’ultimo festival dei fumetti torinese.  

Roberto Rosso spiega: “Quando si parla di satira come cita il dizionario si intende una critica più o meno mordace, dal sarcasmo alla caricatura, verso aspetti o personaggi tipici della vita contemporanea.. Nel quadro non vi è nè sarcasmo nè caricatura ma esclusivamente bullismo ideologico”.

Aggiunge Paolo Ruzzola, anche capogruppo in Regione Piemonte per gli azzurri: “La Regione Piemonte fa bene a pensare di revocare il patrocinio. E’ necessario lanciare un segnale verso chi abusa del diritto di satira per diffamare un rappresentante delle istituzioni. Il quadro esposto è solo volgare e completamente scollegato dalla realtà che viviamo e quindi ingiustificabile”. 

Marco Fontana conclude: «Ancora più agghiacciante di questo quadro, delirante e decontestualizzato dalla realtà, è il silenzio assordante degli esponenti delle sinistre locali e nazionali. Siamo di fronte al solito copione: se ad essere attaccata è l’onorabiltà di un esponente di centrodestra fanno come gli struzzi seppellendo la testa nella melma in cui sguazzano per denigrare gli avversari». 

Benji di Claire Dowie al Baretti

martedì 18 aprile 2023  ore 21.00

sabato 22 aprile 2023 ore 18.00

365° SAN SALVARIO REAGISCE e TEATRO BARETTI

presentano

PILLOLE DI TEATRO AL CINEMA

BENJI di Claire Dowie

con Olivia Manescalchi, regia di Lorenzo Fontana.

Torna il progetto di Monica Luccisano e Cristina Voghera, un progetto che porta in sala sia il teatro che il cinema, brevi pièce teatrali che preludono a un film il cui soggetto verte sullo stesso tema. Al pubblico sono offerte quindi nella stessa serata due forme di spettacolo, con la possibilità di immergersi in una dimensione multidisciplinare, ricevendo un racconto affine attraverso due linguaggi espressivi diversi, quello performativo, e quello cinematografico: il primo di breve durata, una “pillola teatrale” appunto di circa 20 minuti, il secondo della normale durata di un film.
Questa volta il tema di questa pillola è VOLI DELLA MENTE.

Martedì 18 e sabato 22 come opening act della proiezione del film Tutti Amano Jeanne di Celine Devaux la breve pièce teatrale è un estratto di BENJI di Claire Dowie, con Olivia Manescalchi, regia di Lorenzo Fontana, lo spettacolo andrà o in scena il 16 e il 17 maggio al Teatro Astra con la produzione del Teatro Baretti.

Con questo testo del 1987 Claire Dowie, drammaturga, attrice e poetessa del circuito della stand-up comedy americana, ha vinto il premio Time Out nel 1988.
«In scena la sola attrice con due sedie affronta una sorta di confessione / intervista / testimonianza, rivolta al pubblico nella maniera più diretta possibile. Una confessione dolorosa e intima, la condivisione di una storia terribile, scomoda e commovente», spiega il regista Lorenzo Fontana.
La protagonista ci parla con grande lucidità e racconta nei dettagli il suo malessere, i ricordi d’infanzia di famiglia, i primi giochi innocenti con la sua amica immaginaria. Con un linguaggio apparentemente quotidiano, ma anche ossessivo nelle descrizioni più dettagliate dei momenti di vero e proprio sdoppiamento di personalità, Dowie ci accompagna in un viaggio emozionante in cui la protagonista, nel disperato tentativo di farsi capire da chi la circonda, dovrà combattere la sua battaglia definitiva.

A seguire ci sarà il film TUTTI AMANO JEANNE di Céline Devaux.
Tutti amano Jeanne, a parte lei stessa. La sua autostima è precipitata il giorno in cui il progetto di raccolta di rifiuti subacquei, che l’aveva resa famosa, si è rivelato un fiasco, e a nulla è valso il suo tuffo in mare per tentare di salvare la presentazione, se non a renderla ridicola agli occhi del mondo, grazie ad un video divenuto virale. Come se non bastasse, per riprendersi dal disastro economico, le tocca il penoso compito di volare a Lisbona per svuotare l’appartamento della madre morta un anno prima. La sua profonda solitudine e la disperazione che non le dà tregua vengono turbate soltanto dall’incontro casuale con un ex compagno di liceo, il quasi omonimo Jean, che sembra conoscerla meglio di quanto lei non creda.
Tutti amano Jeanne è una sadcom in tutto e per tutto, una commedia malinconica in cui depressione e romanticismo dialogano tra loro.
È un film in cui un vivace battibecco si traduce, in maniera originale e intelligente, nel battibecco tra Jeanne e la sua cinica vocina interiore, resa come un buffo personaggio animato ricoperto di lunghi capelli.

Celine Devaux. Autrice di alcuni cortometraggi che si sono fatti notare a Cannes e a Venezia, per il suo primo lungometraggio la Devaux può contare sull’apporto fondamentale dell’ottima Blanche Gardin, e sull’affinità che l’attrice instaura con Laurent Lafitte (della Comédie-Française). E tuttavia, è proprio il suo non assomigliare fino all’ultimo ad una commedia romantica propriamente detta che fa del film un’opera toccante, che ragiona sul dolore di essere figli, ex amanti, ex promesse, e si misura con lo stigma del disagio psichico, senza indulgere nella formula classica del monologo nevrotico.

Progetto finanziato nell’ambito della risposta dell’Unione alla pandemia di COVID-19

BIGLIETTERIA: INTERO 7€ / RIDOTTO 5€ (under25/over65)
È consigliato l’acquisto dei biglietti online su anyticket.it.
Informazioni tel 011 655 187 / info@cineteatrobaretti.com 

Torino, ristoranti chiusi: civiltà finita?

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Il famoso Cuculo di via Roma

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni

Ho provato a ricordare  scrivendoli su un foglietto i ristoranti chiusi negli ultimi anni a Torino. Si tratta di un numero altissimo: il “San Giorgio “ al Castello Medievale ,la “ Vecchia Lanterna “,i “ Due lampioni” ,” Cuculo”, il “Giardinetto“, il “Gran Giardino”, poi diventato la “Rotonda“, la “Cittadella“, ”Cucco“, l ’”Antico cervo“, “La smarrita“, “Ferrero“ ,il “Rendez – Vous“ , il Tiffany, Villa “Sassi“, la “Fontana luminosa“ ,il “Baccarat“ , il “Firenze“, il “Pavia“, il “Passator cortese“, il “Ciacolon “, il “Bastian Contrario“,  “il Muletto“, il “RistoDante”, il “Giancarlo“, la “Capannina”, ”la Pace,” l’”Appennino pistoiese”, ”l’Abetone“, il “Bridge“, “Calandrino”, “Mon Ami”, “Osvaldo”, “La fontana dei francesi”, “Perbacco”, “Montecarlo”. E qui mi fermo, anche se potrei continuare con altri nomi come il ristorante friulano  il “Camin“ che prese il posto di Gipo in  corso Francia, un locale dove non volli mai mettere piede per antipatia verso il cantautore allora apertamente comunista. Ogni nome mi ricorda una storia, degli amici con cui andavo a cena ,degli episodi piacevoli di serenità, di allegria, di intimità. Mio padre amava le cene al ristorante e ogni settimana si andava a cenare. Mi ha abituato al piacere della civiltà della tavola.  Sicuramente una giovinezza dorata per parafrasare Elena Croce. Lui ci andava in giacca e cravatta anche d ‘estate e voleva che tutti seguissimo il suo stile che allora non era solo nostro, ma di tanti torinesi. E poi ho cominciato ad andarci io con compagne di liceo e con le prime amiche. Capisco bene di essere stato un privilegiato. Un privilegiato soprattutto perché ho conosciuto una Torino che non c’è più. Ogni locale con  il ricordo di uno stile e  con un’ eleganza scomparsa. Ogni esame superato all’ università ,andavo a festeggiarlo al ristorante. Un passato che forse  oggi idealizzo e che non c’è più,  ma che  è motivo di piacere ricordare, anche se devo constatare che quegli ambienti eleganti o anche semplici ,ma  sempre accoglienti, appartengono ad un passato, ad una civiltà torinese, come avrebbe detto Mario Soldati, che è stata travolta dai tempi nuovi e non sempre felici. Era bello cenare con  il filosofo Oscar Navarro che si dilettava di cucina insieme al latinista Vincenzo Ciaffi, come era bello ritrovarsi insieme a Mario Bonfantini e a Liana  De Luca, la poetessa  di cui il grande francesista si era follemente innamorato . Era piacevole ritrovarsi la sera con Edoardo Ballone, sociologo e giornalista che diventava la “forchetta curiosa“ del giornale “La stampa“, sempre alla ricerca di nuovi locali. Anche loro appartengono ad un tempo perduto che non tornerà mai più.

“Tutto quello che ho è tutto quello che mi hai dato…”

Music Tales, la rubrica musicale

“Tutto quello che ho è tutto quello che mi hai dato

non ti sei mai preoccupato che sarei arrivata a dipendere da te

Ti ho dato tutto l’amore che avevo in me

ora scopro che hai mentito e non posso credere che sia vero”

Era il 1988 e la mia adolescenza era scandita da brani come questo.

Figlia del musicista e cantante Joe Brown e della cantante Vicki Brown, Sam Brown ha intrapreso l’attività di cantante ad appena 14 anni, quando ha collaborato con i Small Faces per l’album 78 in the Shade (1978).

Ha anche registrato con Spandau Ballet e Jon Lord.

Nel 1986 ha firmato un contratto con la A&M Records. Nel 1988 ha pubblicato il suo più importante successo, il brano Stop!, che dà anche il nome al suo primo album in studio. Il suo secondo disco è uscito due anni dopo. Dopo la morte della madre, avvenuta nel 1991, ha pubblicato 43 Minutes, che non ha avuto successo.

Nel 1994 l’artista ha collaborato con i Pink Floyd come corista negli album The Division Bell e Pulse. Nel 1995 ha collaborato con Fish per il singolo Just Good Friends. Nel 1997 ha pubblicato in maniera indipendente l’album Box.

La sua attività di corista la ha vista collaborare con numerosi e importanti artisti della scena rock e non solo: David Gilmour, Deep Purple, Jon Lord, The Firm, Gary Moore, Jools Holland, Nick Cave e altri.

Nel 2007 ha diffuso l’album Of the Moment.

Nel 2020 sembrava che la spettacolare carriera della cantante fosse agli sgoccioli. Improvvisamente, eccola di nuovo in cima. Secondo la lista di People With Money di domenica (16 aprile), Brown è la più pagata cantante al mondo, grazie a sorprendenti guadagni di 75 milioni di dollari tra marzo 2022 e marzo 2023, un vantaggio di quasi 40 milioni di dollari sulla sua concorrente più vicina.

“Lo spreco della vita si trova nell’amore che non si è saputo dare… nel potere che non si è saputo utilizzare, nell’egoistica prudenza che ci ha impedito di rischiare e che, evitandoci un dispiacere, ci ha fatto mancare la felicità. ”

Buon ascolto

CHIARA DE CARLO

https://www.youtube.com/watch?v=V4qorFKV_DI&ab_channel=SamBrown-Topic

scrivete a musictales@libero.it se volete segnalare eventi o notizie musicali!

Ecco a voi gli eventi da non perdere!
Tutta cromata…è tua se dici siiii!! 🛵 🎶 Di chi stiamo parlando? La tribute band di Lucio Battisti, 10 HP Reimmaginando Lucio, ti aspetta nel nostro Sapori&Sorrisi giovedì 20 aprile! Dai un’occhiata al programma della serata ⤵️
🔸 Alle 19:30 cena con noi con un delizioso menù, a soli 19,90€ (bevande escluse):
🍝Agnolotti di magro burro e salvia
🐟Risotto al salmone
🐮Bocconcini di manzo marinati con porro e patate
💚Filetto di tonno in crosta di pistacchi con vellutata di asparagi
🥦Contorno di stagione
🍮Dolce
🔸 Alle 20:30 goditi lo spettacolo della tribute band e canta l’immortale Battisti con noi!
📞 Prenota al numero 3519652883!

Amianto, Ravetti (Pd): “Riprendere il confronto”

“AUDIZIONE AFEVA: CI IMPEGNEREMO PERCHE’ LE ISTITUZIONI RIPRENDANO IL CONFRONTO E VENGA ADOTTATO SUBITO UN NUOVO PIANO AMIANTO. I FAMILIARI DELLE VITTIME NON DEVONO ESSERE LASCIATI SOLI”

17 aprile 2023 – “Si è tenuta oggi l’audizione in Commissione, da me sollecitata all’inizio di aprile, della Presidente dell’Associazione Famigliari e Vittime dell’Amianto (Afeva) Giuliana Busto e dei rappresentanti Nicola Pondrano e Bruno Pesce finalizzata a fare il punto sulla ricerca sanitaria dedicata al mesotelioma e sulle bonifiche dall’amianto. I portavoce casalesi dei familiari delle vittime da amianto hanno espresso fortissime perplessità e, su alcuni specifici casi, anche stupore per la lentezza con cui le Istituzioni affrontano questi temi così decisivi per la salute e l’ambiente” spiega il Consigliere regionale Domenico Ravetti  del Partito Democratico di Alessandria.

“In particolare – prosegue l’esponente dem – hanno sottolineato la necessità di dare una svolta e un’accelerazione alle bonifiche sia nei siti pubblici che in quelli privati e di prevedere strumenti operativi più opportuni per spendere le tante risorse, accantonate e non utilizzate, per  l’eliminazione dell’amianto. Inoltre, hanno evidenziato che il fondo milionario destinato alla ricerca contro il mesotelioma e frutto della battaglia legale sull’ex Eternit, parrebbe non essere più utilizzato. Infatti, la rendicontazione dei progetti di ricerca per individuare nuove cure contro il mesotelioma che coinvolgevano l’Università di Torino presso l’azienda ospedaliera San Luigi di Orbassano, i dipartimenti di Scienze della Salute e di Medicina Traslazionale dell’Università del Piemonte Orientale, l’Istituto Mario Negri insieme all’azienda ospedaliera di Alessandria e l’Istituto scientifico romagnolo per lo studio e la cura dei tumori, risale al 2021. Da allora Afeva chiede, inutilmente, una ripresa delle progettualità sui tavoli istituzionali”.

“In questo senso – afferma il Consigliere regionale Pd – siamo tutti d’accordo sul percorso di riconoscimento dell’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere scientifico (Irccs) sulle patologie ambientali per Alessandria e la sua provincia. Ne abbiamo, fin da subito, compreso il valore e siamo stati noi i primi a tracciare questa strada, attraverso delibere specifiche alle quali devono seguire i dossier ufficiali di candidatura (e non le vaghe intenzioni parlamentari espresse con mozioni inutili, se i valori scientifici dei dossier sono poco qualificanti). E, oggi, vogliamo rilanciare, con forza, in questo percorso, il ruolo di Casale Monferrato e di tutti i protagonisti sociali e sanitari di quel territorio”.

“Voglio, inoltre, rimarcare il fatto che al Piemonte manca, perché scaduto nel 2020, il “Piano regionale Amianto” e il Comitato Strategico Regionale, previsto da apposita legge, a parte una convocazione del novembre scorso di scarsa rilevanza operativa, non svolge, da qualche anno, un ruolo di analisi e di coinvolgimento nelle scelte di indirizzo indispensabili. In Consiglio regionale chiederemo l’adozione di un nuovo Piano Amianto e ci impegneremo, ancora di più, per rimettere al centro del dibattito la città di Casale Monferrato con tutte le questioni legate alle bonifiche e alla ricerca” dichiara il Vicepresidente del Gruppo Pd.

“Voglio infine rilevare, sul piano politico – conclude il Consigliere regionale alessandrino – che dagli interventi dei rappresentanti di Afeva è emersa la mancanza di un confronto e di un rapporto con le Istituzioni e un senso di abbandono e solitudine nella lotta all’amianto che ha lasciato dietro di sé tanto dolore. Questi appelli dimostrano chiaramente che anche le Istituzioni locali potrebbero e dovrebbero prestare maggiore attenzione a chi da anni si spende in prima linea per debellare questa piaga e incentivare e rafforzare la ricerca”.

In arrivo i fondi dalla Regione per la formazione di 180 nuovi medici

MEDICINA GENERALE, LA REGIONE PIEMONTE RIPARTISCE OLTRE 6 MILIONI 798 MILA EURO PER FORMARE 180 MEDICI IN PIU’ IN TRE ANNI 

 

Su proposta dell’assessore alla Sanità del Piemonte, questa mattina la Giunta regionale ha disposto il riparto di 6 milioni 798  mila euro per il finanziamento di 180 borse aggiuntive di formazione in medicina generale (60 all’anno) per i trienni formativi 2021-2024, 2022-2025 e 2023-2026, prendendo atto che 2 milioni 226 mila euro sono in attesa del decreto di assegnazione del Ministero della Salute.

Un provvedimento sul quale il presidente della Regione e l’assessore regionale alla Sanità richiamano l’attenzione, sottolineando l’importanza di investire sulla formazione di nuovi medici da impegnare sul territorio, dove la rete assistenziale è in fase di deciso potenziamento.

I medici di medicina generale, nella prospettiva anche delle Case di comunità, svolgono un ruolo fondamentale per offrire la prima risposta alla domanda di cura dei cittadini, non ultimo filtrando e riducendo sensibilmente anche gli accessi impropri al Pronto soccorso.

Sul piano operativo, le risorse, facenti capo alla Missione 6 Salute del Pnrr riguardante lo sviluppo delle competenze tecniche-professionali, digitali e manageriali del personale del Sistema sanitario, sono state assegnate all’Asl Città di Torino, individuata dalla Regione come Azienda capofila e soggetto attuatore esterno dei corsi.

Con tubo e taniche ruba 100 litri di gasolio. Arrestato dalla polizia

A Madonna di Campagna, in via Ala di Stura angolo via Brenta

 

Un uomo di 57 anni, di cittadinanza rumena, è stato arrestato alle prime ore dell’alba dai poliziotti del Commissariato di P.S. “Madonna di Campagna” in quanto gravemente indiziato di furto di gasolio.

I poliziotti sono intervenuti in via Ala di Stura angolo via Brenta dove notavano un uomo armeggiare al di sotto di un autoarticolato in sosta tenendo tra le mani una tanica in plastica di grandi dimensioni da cui fuoriusciva un tubo.

Alla vista degli agenti l’uomo gettava a terra la tanica di 25 litri da cui cadeva del gasolio. Dalle chiavi in possesso dell’uomo gli operatori rintracciavano la vettura parcheggiata poco distante nel cui baule erano occultate altre 3 taniche di gasolio di 25 litri ciascuna, mentre sotto il sedile del posto anteriore lato passeggero gli agenti rinvenivano un coltello di 32 cm totali di lunghezza.

L’uomo pertanto è stato tratto in arresto per il furto di gasolio nonché denunciato per possesso ingiustificato di oggetti atti ad offendere.

Spazio 44, due donne protagoniste dell’arte: Angela Calcagni e Claudia Converso

RITRATTI TORINESI

A Torino, nel cuore di Borgo Nuovo

 

Le donne e l’arte sono un connubio spesso vincente e a dimostrarlo sono due artiste che hanno aperto, alla fine dello scorso anno 2022, uno spazio artistico vitale, lo Spazio 44, sito in via Maria Vittoria 44, in pieno Borgo nuovo.

Sono Angela Calcagni e la socia Claudia Converso, che hanno desiderato creare uno spazio che non fosse solo espositivo delle opere degli artisti più interessanti appartenenti al panorama nazionale e internazionale, ma anche un luogo che potesse diventare di contaminazione tra le diverse espressioni artistiche, figurative, il teatro, un mix tra antico e moderno concentrato nel cuore di Torino, in cui alla sezione espositiva si potessero accompagnare il laboratorio e il bookshop.

La prima mostra che hanno ospitato è stata quella delle opere di Bruno Zanichelli. Spazio 44, inaugurato venerdì 2 dicembre scorso, ha voluto recuperare un locale da tempo inutilizzato per rivitalizzare l’ambiente artistico torinese, nella convinzione che l’arte possa migliorare la qualità di vita, creare un fil rouge con altre espressioni artistiche come la musica e il cinema, diffondendo sensazioni nuove.

La prima mostra presso la galleria è stata quella dedicata a Bruno Zanichelli e inaugurata alla presenza di Edoardo di Mauro, Presidente dell’Accademia Albertina di Belle Arti.

Figura di spicco nella pratica artistica degli anni Ottanta, grazie a una straordinaria capacità di azzerare la differenza presente tra gli elementi culturali alti e quelli bassi, Bruno Zanichelli ha dato il via a una serie di mostre che vedranno anche la partecipazione di Angela Calcagni quale artista protagonista.

Angela Calcagni e Claudia Converso hanno quindi da subito rivolto la loro attenzione alla ricerca underground, realizzando proposte artistiche originali e conformi e ottenendo un immediato e duraturo successo.

La scelta dell’ultimo artista in mostra, il primo di questa sezione di esposizioni primaverili, nasce dall’amore delle galleriste per i personaggi legati alla mitologia di Angelo Barile che, dopo gli studi tecnici, si è dedicato pienamente all’arte, concentrandosi sul tema della nevrosi dell’universo infantile all’interno della società, spesso oggetto dell’egoismo e delle nevrosi degli adulti.

I bambini di Angelo Barile comunicano una tenerezza disarmante, tanto da averlo reso, nel giro di pochi anni, uno dei più noti e stimati artisti del Surrealismo pop, che indaga sul mondo degli adulti, estrapolandolo e portandolo sulle tele.

Sono piaciute molto alle galleriste Angela Calcagni e Paola Converso sia lo stile raffinato e tecnicamente ineccepibile, con cui l’artista ha realizzato i volti, uniti dall’enfasi dell’uso degli occhi come specchio dell’anima, sia l’utilizzazione di cornici finto-barocche. Queste cornici hanno rappresentato un sistema molto efficace per esprimere un messaggio forte e diretto su quei miti e quei riti che la contemporaneità ha reso più deboli.

Angela Calcagni e Claudia Converso con questa scelta dell’esposizione personale di Angelo Barile hanno reso il loro Spazio 44 un nuovo ambiente polivalente nel cuore di Torino, rivolgendo la ricerca allo sguardo underground e a proposte artistiche originali.

MARA MARTELLOTTA

Ambrogio (Fdi): “Bavaglio a campagna contro cibo sintetico”

“Un inaccettabile bavaglio, peraltro, su di un tema molto controverso, dove la verità scientifica è
ancora in via di definizione”.
Ad affermarlo Paola Ambrogio, Senatore di Fratelli d’Italia e Consigliere Comunale di Torino, in
riferimento alla censura imposta da Facebook sulla campagna di Coldiretti contro il cibo sintetico.
“Le ragioni addotte dal social – continua la Ambrogio – sembrano un mero pretesto per applicare, in
modo arbitrario e fuorviante, la scure della censura, in un’ottica sempre più strumentale agli interessi
elle multinazionali del cibo sintetico. Questo dirigismo dell’informazione non solo è inaccettabile,
ma è da respingere con forza. Pertanto, ho formalmente richiesto di audire, in seno alla 9°
Commissione permanente del Senato, i vertici Meta al fine di chiarire e approfondire le dinamiche
applicate. Non ci arrenderemo mai e difenderemo, in ogni sede e contro ogni potentato, le nostre
eccellenze agroalimentari, nonché il concetto stesso di sicurezza e sovranità alimentare, uno dei
cardini dell’azione governativa”.