Sono 10 i capi di imputazione di cui dovranno rispondere due minorenni di 16 e 17 anni per furti aggravati, rapine, estorsione, lesioni e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I fatti criminosi sono stati commessi a Novara tra fine gennaio e i primi di marzo ai danni di altri giovani.
Con le finali disputate al Pala Gianni Asti, si chiuso il Campionato Europeo di volley dedicato alle Polizie che ha visto issarsi sul gradino più alto del podio la Germania che durante il torneo ha dimostrato qualità, continuità di risultati senza perdere un set.
Al secondo posto la Grecia, squadra che ha messo in luce qualche elemento di valore come l’opposto Thomas Dimitriadis. Per gli azzurri di coach Valter Procucci, che hanno perso la finalina con la Bulgaria, una quarta piazza che lascia un po’ d ‘amaro in bocca, pur costituendo il miglior piazzamento in un Campionato Europeo per Polizie.
”Dopo due anni di lavoro e sacrifici siamo contenti di essere tra le prime quattro squadre d’Europa – ha sottolineato il presidente dell’Associazione Sportiva Pallavolo Polizie d’Italia Orazio Soriero -. I ragazzi hanno ottimamente rappresentano la Nazione e poi le varie divise che indossano. Difficile competere con chi ha delle strutture forti alle spalle. I nostri atleti, per partecipare a questo evento, hanno dovuto spendere di tasca loro almeno 5mila euro e attingere dalle loro ferie e permessi personali. Probabilmente in Italia c’è un’altra visione dello sport per quanto riguarda il nostro settore. Ringrazio i miei collaboratori perché le vittorie si ottengono in campo, ma anche fuori”.
Una manifestazione che ha coinvolto tante persone a cominciare dai volontari dell’Associazione Piccoli Aviatori dei Fachi di Daffi creata da Antonio Centocchi che organizza più di trecento voli per far vedere la città dall’alto ai bambini malati. Non bisogna dimenticare poi il lavoro dei ragazzi e ragazze Gruppo Sportivo della Polizia Municipale di Torino per il loro supporto alle delegazioni.
“Ringrazio le istituzioni per averci supportato nell’organizzazione di questo evento – ha affermato il presidente del Gruppo Sportivo della Polizia Municipale Massimo Re –. Il mio ringraziamento sentito va anche a tutti i colleghi che chi in servizio e chi fuori ci ha aiutato svolgendo più ruoli. Non vorrei dimenticare i due autisti della polizia penitenziaria che hanno garantito il trasporto sia alle squadre sia alle delegazioni”.
Alla premiazione ha partecipato il comandante della Polizia Municipale Roberto Mangiardi che ha portato ai partecipanti il saluto del sindaco Stefano Lo Russo e dell’assessora Gianna Pentenero. “Vorrei ringraziare tutte le squadre che con grande spirito agonistico hanno preso parte alla competizione – ha detto Mangiardi -. Spero che Torino sia stata per tutti voi una bella scoperta e per chi la conosceva già una conferma di quanto può offrire. In ultimo ringrazio Massimo Re e tutti i suoi collaboratori per aver organizzato questo importante evento”.
Marco Aceto
Una via intitolata ad Aida Ribero
venerdì 30 giugno 2023 alle ore 11.00 a Torino – strada della Pronda 69 (interno) – si terrà la cerimonia di titolazione di una via ad Aida Ribero, femminista, docente, saggista e giornalista.
È stata parte attiva del Coordinamento Giornaliste del Piemonte, Casa delle Donne di Torino e quindi del Gruppo di Studio del Concorso Lingua Madre. Ha contribuito a fondare il Coordinamento contro la Violenza sulle donne e il Telefono Rosa di Torino, il Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile di cui è stata Presidente e anima ispiratrice di fini e metodi.
Da non dimenticare il lavoro svolto per la divulgazione dell’opera del compagno Pietro Chiodi, filosofo e partigiano.
Presenziano la cerimonia Maria Grazia Grippo, Presidente del Consiglio Comunale e della Commissione Toponomastica della Città di Torino, Francesca Troise, Presidente della Circoscrizione 3.
La cerimonia sarà il coronamento di un percorso iniziato dal Concorso Lingua Madre nel 2017, anno della scomparsa di Aida Ribero; impegno cui aderirono in seguito anche la Società Italiana delle Letterate, GiULiA Giornaliste e Toponomastica Femminile offrendo il loro sostegno.
Nell’ambito del Programma Integrato Pronda-Marche di Torino, oltre a tale via ne saranno titolate altre ad altrettante figure femminili rilevanti per la difesa di diritti civili e libertà costituzionali, delle donne e dei minori: Teresa Mattei, Lidia Menapace, Ernestina Prola.
Muore nello schianto in moto contro un muro
Un motociclista è morto sulla statale 24 del Monginevro, schiantandosi contro un muro ai bordi della strada. L’uomo stava viaggiando nella galleria all’altezza di Salbertrand in direzione Oulx. La dinamica dell’incidente è all’esame delle forze dell’ordine.
LA CAMPANIA APRE LA STRADA. LUCIANO (UNCEM): “SULLE COMUNITA’ MONTANE POGGIATI I PROCESSI E LE STRATEGIE”. BUSSONE: “ORA LA REGIONE FACCIA DI PIU”
“Nel viaggio dell’Uncem tra le Green Communityies in Campania abbiamo visto una grande vitalità. Dodici progetti presentati sul bando del 2022 del PNRR, due finanziati. Ma grande fiducia in processi comunitari di attivazione di nuovi percorsi, strategie vere, non elenchi della spesa. Uncem nei giorni scorsi ha incontrato quattro Comunità montane, la Bussento Lambro Mingardo, i Monti Lattari, Fortore e Taburno. La domanda è sempre: cosa abbiamo imparato? Che l’Appennino dalla Sila alla Cisa ha la necessità uniche e coesive di una tessitura e di comunità vive con Enti montani che escano dal palazzo, Comuni che lavorino di più insieme. Di certo avere le Comunità montane in Campania rende il modello organizzativo istituzionale più forte e capace di presentare progetti e di stare dentro strategie. Le Comunità montane salvano il territorio e le comunità. Valorizzano i Comuni. Nelle Regioni dove non ci sono c’è maggiore fragilità. Quella delle Green communities ha 15 anni di storia, ma è freschissima e dinamica, smart e a prova di futuro. Anche in Campania Non c’è progettualità senza istituzioni democratiche forti e managerialmente gestite. Ora però le Regioni devono fare di più sulle politiche per la montagna. Vincano la timidezza e incoraggino percorsi inclusivi. Non ci si salva – coscienza e decisione politica – con un po’ di assistenza da Napoli o Salerno verso i territori. È ora – Regione Campania – di cambiare paradigma, attorno a un nuovo patto”.
COSA SUCCEDE(VA) IN CITTA’
Quarant’anni fa, a Vallette … I “migliori” anni della mia scuola

Già, o “sommersi” o “salvati”. Lo so bene. Il paragone è certamente azzardato. Ma quando penso ai miei ex-ragazzi (oggi donne e uomini) di Vallette, il pensiero mi vola, per molti di loro, a “I sommersi e i salvati”, celebre saggio scritto nell’86, un anno prima della tragica scomparsa, da Primo Levi. Un po’ azzardato il parallelismo, me ne rendo ben conto. Vero è anche, però, che per le ragazze e i ragazzi di Vallette fine anni ’70, il margine che separava le due “possibilità” (seguire la strada giusta e salvarsi o sviare in quella sbagliata senza regole né legge, per esserne totalmente “sommersi”) era davvero molto molto sottile. Già a 12 o a 13 o a 14 anni, un buon gruppo dei miei alunni (e alunne) rischiavano infatti, un giorno sì e l’altro pure, di intrappolarsi in dolorosi e tragici “buchi neri” che ne avrebbero segnato l’intera esistenza. A salvarli, solo la libertà e la forza delle scelte. Con chi andare, dove andare, cosa fare, chi ascoltare. Ma spesso la scelta si rivelava sbagliata. Condizionata dal caso. Dalla famiglia. Dagli amici. Dalla scuola. Dal destino? E allora si tramutava in tragico salto all’ingiù verso abissi senza fine e con scarse possibilità di ritorno. Bastava un nulla a imboccare la strada infernale, tutta a curve. E da lì non se ne usciva che a gran fatica e con le ossa rotte. E doloranti, fino all’anima. In pochi, comunque. Volete vedere che in un attimo apro quella macchina e vado a farmi un bel giro per il quartiere? Ululo degli amici Uuuhh, ma non dire cazzate! Replica Scommettiamo? Gli amici Scommettiamo! In questa “scommessa” si riassume tutta la breve storia e le ultime ore di Vincenzo, fra i miei ragazzi della “Carlo Levi”, della succursale all’incrocio fra corso Molise e via Parenzo (oggi succursale del Professionale “Beccari”), primi anni ’80. Vincenzo ha chiuso gli occhi al mondo che forse non aveva ancora quattordici anni. Ripeteva la seconda media. A distanza di anni, il ricordo che ho di lui è ancora oggi più che mai nitido e doloroso. Vincé volò via una notte, alla guida di un’auto che si trovò fra le mani in un baleno (ci metto un attimo ad aprirla!) e in qualche strana via delle “nuove” Vallette, di quelle che allora si incrociavano facendo “paese” all’interno delle cosiddette “case gialle”, più “marroni” che “gialle”, in verità.
Con quell’auto non so bene cosa diavolo sia successo. Quel ch’é certo è che dietro una curva, lo aspettava – mi par di ricordare – il pancione di un autocarro parcheggiato proprio lì all’angolo. La fine arrivò immediata. Ricordo la tragicità della notizia, arrivata a scuola la mattina seguente. Erano passati pochi mesi dall’inizio dell’anno scolastico e non ero ancora riuscito a stabilire un vero rapporto di “complicità”, didattica e a pelle, con lui. Ma di simpatia ed empatia, certamente sì. Più volte gli spiegai che aveva imboccato una bruta strada. Che non era la sua. Professò, voi avete ragione – mi rispondeva – ma io alla sera esco … andiamo a Torino (come dire, andiamo in centro) … e devo fare quello che fanno gli altri. In sintesi: forse già allora fumare (roba varia), fare i bulli, fare a cazzotti con i fighetti e, per finire in bellezza la serata, inventarsi qualcosina, anche “di forte”, che potesse farti bello agli occhi del gruppo. Ad esempio metterti alla guida di una Cinquecento, che sembrava aspettarti lì a bella posta. Proprio lì. Tutta e solo per te. Richiamo irresistibile. Facile preda che ti avrebbe portato ai livelli più alti fra i fighi del quartiere. Ricordo il giorno del funerale … Non ho fatto in tempo a conoscerti abbastanza, Vincé, sussurrai dentro di me, quando la bara mi passò davanti.
Fuori, al passaggio del feretro, si alzò un grande applauso. Quell’applauso – mi sono poi detto- era quasi un segno di “indennizzo” per quanto, tutti quelli che stavano lì, sottoscritto compreso, non erano riusciti a fare per lui, negli anni della sua breve vita … Non seguii la lenta processione che lo accompagnò alla vicina Chiesa parrocchiale. Me ne tornai a scuola, un nodo profondo alla gola. Entrai in classe, Ragazzi dobbiamo subito parlare. Sul suo banco vuoto qualcuno aveva posato un fiore rosso. Mi voltai alla lavagna e scrissi Ciao Vincé, ti abbiamo voluto bene, ci mancherai! Fu allora che tutta la classe si alzò e, in silenzio, fece cerchio fitto attorno alla cattedra. Ragazzi, Vincenzo non lo dimenticheremo mai. Quel banco vuoto, con quel fiore rosso messo lì a gridargli ‘amore’ sarà per sempre il suo. Ma attenzione! Vincenzo, ne sono sicuro, ha voluto lasciarci un messaggio e guai a non ascoltarlo. Un messaggio che vi dovrà accompagnare per sempre. Siate fortemente consapevoli della vostra libertà di scegliere. E, soprattutto, non dimenticate mai che ogni vostra scelta avrà sempre le sue conseguenze. Positive. Ma anche negative. Per voi e per quanti vi stanno attorno e si preoccupano per voi. Riflettete bene su questo. Vincenzo ne sarebbe felice!”. Il silenzio inondava l’aula. E qualcuno, ritornando al proprio banco, sfiorò e accarezzò quel fiore rosso.
Gianni Milani
Focus Covid Piemonte
FOCUS SETTIMANALE SULLA SITUAZIONE EPIDEMIOLOGICA E VACCINALE
In Piemonte l’occupazione dei posti letto ordinari si attesta allo 0,6%, quella dei posti letto in terapia intensiva è allo 0,3 %, mentre la positività dei tamponi è all’1,3%.
Anche questa settimana si registra un andamento decrescente rispetto al periodo precedente.
VACCINAZIONI
Tra giovedì 15 giugno e giovedì 22 giugno sono state vaccinate 173 persone: 8 hanno ricevuto la prima dose, 5 la seconda, 4 la terza, 55 la quarta, 101 la quinta.
Dall’inizio della campagna vaccinale sono state somministrate in Piemonte 10.897.660 dosi, di cui 3.346.745 come seconde, 2.965.336 come terze, 816.780 come quarte, 161.590 come quinte.
FOCUS CONTAGI NELLE PROVINCE
In Piemonte nel periodo da giovedì 15 a mercoledì 21 giugno i casi medi giornalieri dei contagi sono stati 35. Suddivisi per province: Alessandria 6, Asti 1, Biella 2, Cuneo 4, Novara 2, Vercelli 1, VCO 1, Torino città 6, Torino area metropolitana 11.
In totale, su base regionale, i casi degli ultimi 7 giorni sono stati 248 (-95). Questa la suddivisione per province: Alessandria 41 (-12), Asti 6 (-10), Biella 12 (-6), Cuneo 30 (-2), Novara 14 (-4), Vercelli 9 (0), VCO 7 (-2), Torino città 45 (-21), Torino area metropolitana 76 (-29).
INCIDENZA DEL CONTAGIO NEGLI ADULTI
Nel periodo 15-21 giugno l’incidenza regionale (ovvero l’incremento settimanale di nuovi casi di Covid per 100.000 abitanti) è stata 5.8 in diminuzione (-27,7%) rispetto a 8.1 dei sette giorni precedenti. Per la seconda settimana siamo sotto i 10 casi per 100.000 abitanti.
Nella fascia di età 19-24 anni l’incidenza è 0.4 (-88.2%). Nella fascia 25-44 anni è 5.0 (+31.6%). Tra i 45 ed i 59 anni si attesta a 5.1 (-23,9%). Nella fascia 60-69 anni è 6.4 (-44,3%). Tra i 70-79 anni è 12.0 (-16,7%). Nella fascia over80 l’incidenza risulta 13.3 (-40,6%).
INCIDENZA DEL CONTAGIO IN ETÀ SCOLASTICA
In età scolastica, nel periodo 15-21 giugno, l’incidenza rispetto ai sette giorni precedenti è in diminuzione in tutte le fasce.
Nel dettaglio: nella fascia 0-2 anni è 2.4 (-75,0%), nella fascia 3-5 anni è 1.1 (la scorsa settimana nessun caso), nella fascia tra 6-10 anni non si sono registrati casi, nella fascia 11-13 anni è 0.9 (nessun caso la scorsa settimana), nella fascia tra i 14 ed i 18 anni è 1.0 (-61,5%).
“Divas – Dog Portraits”, le immagini del fotografo veneziano
Fino al 25 giugno a Torino
Un po’ buffi, ma seriosi. Padroni assoluti dell’ambiente casalingo. Attori indisturbati in alloggi reali “rivisitati e messi in scena come fossero teatri privati”, dive e incontrastate primedonne, assenti (ma ben presenti nel più vario e originale arredo degli interni) i proprietari di casa. E di cane, ovviamente. Un magnifico “pastore tedesco” è seduto, immobile, bava alla bocca (si presume) davanti a un frigo malauguratamente – appositamente (e dunque sadicamente) aperto; all’interno tutto il meglio che si possa immaginare da mettere sotto i possenti “canini”. Un altro s’è impadronito della “stanza dei giochi” e se ne sta bello bello, comodo comodo e senza nessuna intenzione di farsi da parte fra pupazzi, marionette e teatrino di cui pare sentirsi attore protagonista e indisturbato. Sono solo due dei molti cani “fermati”, negli oltre quaranta “ritratti d’autore”, dal fotografo di origini veneziane Franco Pergolesi ed esposti – fino a domenica 25 giugno – in quella che è la prima mostra ospitata nella suggestiva cornice della “Residenza Sabauda” (patrimonio UNESCO) di “Villa della Regina” a Torino.

La mostra, “Divas – Dog Portraits”, curata da Carla Testore e promossa dall’Associazione “The Others”, si inserisce nel solco di una millenaria tradizione artistica che vede proprio il “migliore amico dell’uomo” al centro dello sguardo di moltissimi artisti: dalle primitive rappresentazioni rupestri agli Egizi del “dio Anubi” (uomo con testa di cane), dai vasi greci alla pittura romana, via via correndo nei secoli a lunghi passi (e solo attraverso scarne citazioni) fino al “Ritratto di Carlo V con cane” di Tiziano e ad opere iconiche novecentesche come l’“Autoritratto con cane” di Ligabue o i “Due acrobati con cane”, gouache di Picasso del 1905 o i “cani a palloncino” dell’icona neo – pop Jeff Koons o ancora, per restare in ambito fotografico, i cani padroni dello scatto di Elliott Erwitt e i “brocchi di Weimar” in vari costumi e pose di William Wegmann. Cani e cani. Immagini esemplari. Che ben conosce il nostro Pergolesi, agendo però in modo assolutamente originale. Attraverso la pratica cosiddetta della staged photography (fotografia allestita, messa in scena) Pergolesi ritrae, infatti, i soggetti all’interno delle case, diventando pittore, scenografo, regista, posizionando soggetti e cose a sua totale discrezionalità e formando composizioni con lo scopo di creare un evento, ambienti, emozioni e ritrarre una vera e propria performance. Gli ambienti domestici si trasformano in intimi (e perfino poetici, si veda l’onirico “Eden”) set fotografici, attraverso cui raccontare l’affettuosa totalizzante (e tale ha da essere) relazione fra il “padrone” e il “cane”, sempre più oggi componente centrale del nucleo famigliare. In occasione della mostra di Pergolesi, la splendida “Villa” collinare – che si affaccia sulla città con giardini, belvedere, grotte, viali alberati e anche attraverso l’unico vigneto urbano in Italia – vede aprirsi anche alcuni dei suoi luoghi normalmente chiusi al pubblico, fra cui alcune stanze al secondo piano e il “Padiglione dei Solinghi”, capolavoro barocco sull’elegante “Rotonda Sud – Ovest” del giardino della “Villa”, fatta costruire (sul modello delle ville romane) ad inizio Seicento dal principe cardinale Maurizio di Savoia, figlio del duca Carlo Emanuele I. Suggestiva l’ambientazione, non meno di quei “cani veri – scrive Carla Testore – che si guardano in set felliniani in onirico disordine, con vasi e fiori”. “Ogni opera – sottolinea dal canto suo Francesco Pergolesi – è il frutto di un’accurata ricerca semantica ed iconografica da un lato e composizione scenica dall’altro. Dietro ogni scatto si celano una serie di riferimenti e citazioni artistiche, cinematografiche o letterarie. Proprio per questo motivo, spesso il punto di partenza scaturisce da interessi, passioni, collezioni esistenti come i trenini, le borsette firmate, gli spartiti dei proprietari dei cani, così da creare un’interpretazione legata anche all’altro attore (il proprietario), assente nell’immagine ma presente nella narrazione”.
Gianni Milani
“Divas – Dog Portraits”
“Villa della Regina”, Strada Comunale Santa Margherita 79, Torino; tel. 011/8195035 o www.divas-dogportraits.it
Fino al 25 giugno
Orari: giov. e ven. 10/18, prefestivi e festivi 10/19
Nelle foto:
– Francesco Pergolesi: “Lupus in fabula”
– Francesco Pergolesi: Ph. Giorgio Violino
IL 27 GIUGNO A TORINO ALLA SAA, LA PREMIAZIONE UNCEM ALLA MEMORIA DI SINDACI E AMMINISTRATORI CHE CI PRECEDONO E CI GUIDANO