FACCIA CON NOI BATTAGLIA PER TRENI EFFICACI DA E VERSO LE VALLI E I TERRITORI. PRIMA MOBILITAZIONE NECESSARIA PER UN CAPOLUOGO APERTO AI TERRITORI
“Nel bel dibattito aperto in questa fine di agosto sul ruolo di Torino, dove guarda e dove va, chi è e a chi si rivolge, mi stupisce l’assenza dei rappresentanti delle Istituzioni. La prima cosa che potrebbero dire e fare, sulla quale c’è un silenzio grave e pesante, è che i treni da e verso il capoluogo per le Valli, a partire da quello per Saluzzo, per Torre Pellice, per Ceres, per il Canavese verso Aosta, se restano come sono, non sono. Non ci sono più, tagliati dieci anni fa da politiche stupide centraliste e metropolitane e mai riattivati. Solo la Torino-Ceres ha parzialmente funzionato. Oggi è chiusa e Trenitalia non dice quando veramente torneranno i convogli da Lanzo in su. Tutte le altre linee ferroviarie sono state ritenute superflue. Pensiamo a Saluzzo, attraverso Savigliano. Tagliata senza senso. Ma non sono solo i treni a farci dire che la Politica deve mobilitarsi insieme con i Sindaci. La situazione dell’autostrada Torino-Frejus è gravissima. Chiude il Tunnel del Bianco e quell’autostrada alpina è un colabrodo. Dove è il Comune di Torino su questo? Non pensa siano suoi problema perché non li ha per diretta competenza? Se la si pensa così, i servizi di mobilità da e per i territori, non solo montani, continueranno a entrare nella sciatta disattenzione che legge solo numeri e mancanza di ritorni. Investire sui trasporti in città è più semplice. O sui treni per Milano, che in 50 minuti fanno tutto. Mentre verso le Valli ci si perde in auto nelle code. Lunghe, verso le valli. È un problema di flussi e politico. Non basta che lo dica Uncem, e manco solo la Città Metropolitana o Palazzo Lascarsi. Dove comunque la mobilitazione deve essere totale e oltre ogni colore politico. Che servono reti ferroviarie vere da e verso le Valli partendo da Torino deve essere una battaglia della Sala Rossa. Più sveglia e più veloce nel definire ‘Torino capoluogo alpino'”.
Lo afferma Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem.

È sposato, padre di due figli, ha conseguito due lauree e da oltre trent’anni è un Ispettore della Guardia di Finanza. Da un paio d’anni ha scoperto che il suo fazzoletto di terra, dal meraviglioso fascino mediterraneo inebriato dal calore dell’Etna, è diventato il suo mentore che gli permette di sprigionare quel sentimento poetico che si materializza con la lirica o la narrativa. Questa qualità, da qualche anno, è apprezzata dalla Casa Editrice Aletti Editore la quale gli ha permesso di pubblicare la sua terza silloge poetica che avrà la sua immagine trasferita in territorio Georgiano. Nella sua opera affronta i problemi delle attuali realtà, delle moderne vedute giovanili e delle problematiche esistenziali tanto da potersi inserire nella corrente letteraria e saggistica della “nuova creazione poetica”. Senza dubbio, l’inizio del XXI secolo è un punto di svolta della poesia creativa del nuovo millennio. Infatti, la poesia, vista come un qualcosa con regole ferree e finalizzata a celebrare il mondo, è diventata gradualmente un luogo per delle nuove esplorazioni.
da una caletta, a volte bagnano la battigia a volte si infrangono negli scogli ma, nello stesso momento, ascolta la melodia dell’anima della caletta.
diritti universali, uno sguardo misericordioso verso i meno fortunati che spesso chiedono solo di essere considerati per ciò che sono, persone e non numeri da incasellare in fredde statistiche economiche. Il poeta sa che non esistono i confini o le razze, che sono invenzioni dell’uomo, per manipolare e conservare il potere di pochi che sconfina nella libertà di molti.
“Il calendario storico” (2022). Inoltre, talune poesie sono state inserite in varie opere letterarie internazionali come “Il Federiciano”, “Luci Sparse”, “La Panchina dei Versi”, “Il Paese della Poesia”, “L’Enciclopedia dei Poeti Contemporanei”, “Habere Artem”, “Poeti del nuovo Millennio”. Inoltre, molte sue poesie sono state lette dal Maestro Alessandro Quasimodo, figlio del poeta Salvatore premio Nobel nel 1959 per la Letteratura, nonché dal Prof. Hafez Haidar scrittore e traduttore libanese naturalizzato italiano e due volte candidato al Premio Nobel per la Pace e per la Letteratura e riprodotte sui canali virtuali. Infine, lo scrittore è stato già ospite televisivo nelle trasmissioni “Vox libri” e “Eccellenze Italiane” ed è tra i vincitori in alcuni concorsi letterari nazionali quali “Terre dei Padri” e “Antonio Veneziano”.