ilTorinese

Gallerie e spazi indipendenti per Exhibi.To 2023

Dedicati all’arte contemporanea aperti al pubblico dal 21 al 23 settembre

 

 

Torna a Torino dal 21 al 23 settembre la rassegna Exhibi.To, manifestazione realizzata con il patrocinio del Comune di Torino, che aprirà le porte di gallerie d’arte e spazi indipendenti dedicati all’arte contemporanea, proponendo anche tour guidati per conoscere i galleristi cittadini, opere e artisti.

Settembre appare il momento perfetto per RI-aprire le porte in un Open Gallery weekend capace di accogliere artisti affermati ed altri emergenti, oltre a visitatori provenienti da tutto il mondo.

Exhibi.To non è solo una manifestazione, ma un’associazione che collabora con una moltitudine di realtà artistiche disseminate sul territorio per valorizzarne la ricerca, l’arte contemporanea e l’educazione culturale.

In questa nuova edizione entra anche il Comune di Moncalieri con la biblioteca Arduino, ricca di un’importante collezione di opere originali e la galleria BI Box Art Space di Biella.

Exhibi.To per la prima volta è anche ascoltabile perché sono stati prodotti per la prima volta dei podcast Gallery per ascoltare la voce dei galleristi, che potranno raccontare in poco più di un minuto cosa hanno scelto di esporre, quali artisti hanno privilegiato, il significato della mostra e i curatori coinvolti.

Cinque tour mapperanno l’intera città conducendo i partecipanti all’interno degli spazi espositivi per conoscerne le opere e i galleristi.

L’opening avverrà giovedì 21 settembre alle ore 15.

Mara Martellotta

Ma che Toro! Salernitana-Torino 0-3

Quarta giornata serie A

Buongiorno
Radonjic (2)

Un Toro scatenato e perfetto
batte 3-0,fuori casa,la Salernitana e vola in classifica al settimo posto che significa Europa.È il secondo successo consecutivo dei granata di nuovo grazie ad un Radonjic incontenibile,autore di una doppietta tra il 41′ e il 50′,che lo fa salire a 3 gol nella classifica dei cannonieri,mentre a sbloccare la gara è la deviazione da pochi passi di Buongiorno (15′) sugli sviluppi di calcio d’angolo.
Domenica il Toro ospiterà la Roma, che affronterà con tre punti di vantaggio. Oltre il risultato anche il gioco è migliorato nettamente nel secondo tempo.Juric ha ritrovato un Radonjic superlativo e continuo. Segna una doppietta ed il terzo gli viene annullato per fuorigioco.Con i rientri di Ilic e Vlasic questo Toro può battere chiunque e sognare in grande.L’Europa è lì,a portata di mano anzi di piede!

Enzo Grassano

Quando Branagh affronta Agatha Christie con grande libertà

Assassinio a Venezia” sugli schermi

PIANETA CINEMA a cura di Elio Rabbione

Fedeltà (supina) come pretenderebbero i milioni d’appassionati della giallista inglese o la facoltà (e il piacere senza regole) di prendersi qualche libertà, piccola o grande che sia, da chi decide di trasferire le sue opere dalla pagina scritta allo schermo? Domanda legittima, che coinvolge del resto qualsiasi trasposizione. Giunto al suo terzo appuntamento con Agatha Christie, dopo i due più celebri titoli “Assassinio sull’Orient Express” e “Assassinio sul Nilo”, Kenneth Branagh – che della scrittrice deve aver scoperto un proprio personale smoderato culto – affronta un romanzo del 1969, “Hallowe’en Party”, conosciuto da noi come “Poirot e la strage degli innocenti”, trentanovesima inchiesta del nostro investigatore dalla testa a uovo e dai folti moustaches, ambientato nel tranquillo villaggio inglese di Woodleigh Common: tanto per farci comprendere subito come regista e sceneggiatore (Michael Green) quella libertà abbiano deciso di prendersela bella e buona. Location (ricostruita tutta negli studi di Londra) e tutto quel che ne consegue, ambienti, personaggi, intrecci e soluzioni, l’epoca stessa, che da un più tranquillo 1936 viene posposta ad un immediato dopoguerra.

Per trovarci nella città lagunare del titolo, fatta di maschere (non Hallowe’en, ma un precarnevale da noi) e di scrosciante pioggia, tantissima e inesauribile, di nebbie autunnali, di goldole che scivolano sui canali, i piccoli mercati e i soldati americani che ballicchiano su un ponte, mentre Hercule Poirot davanti a quel panorama è impegnato a curate il proprio giardino, chiuso in se stesso e al mondo, vittima di un’opacità e di un pessimismo che non ha mai conosciuto, scosso dalla tragedia della guerra appena attraversata. S’è posto in pensione, s’è attrezzato di una guardia del corpo che ha i tratti di un pressoché anonimo Riccardo Scamarcio e che lo difende dai tanti che fanno la questua davanti alla sua casa per essere ascoltati dei vari casi che necessiterebbero delle cure dell’investigatore. Non se ne parla, per nessuna ragione. Ma quando un giorno bussa alla porta la vecchia amica Ariadne Oliver, scrittrice di gialli, per invitarlo ad una seduta spiritica, ospiti entrambi della cantante lirica Rowena Drake, proprietaria di un luogo dove un tempo aveva sede un orfanotrofio e chiusa nel dolore per la perdita recente della propria figlia, le cose cambiano. È vero, Poirot è un po’ arrugginito, fatica ad allinearsi con quel mistero che si nasconde tra gli ambienti sontuosi e sinistri che lo accolgono, ma si sa, Poirot è Poirot, buon sangue non mente, basta una minima scintilla, un dubbio che gli attraversi per un attimo la mente, mettere a fuoco certi dettagli, basta rispolverare le cellule grigie, basta mettere a briglia sciolta quell’eterno pizzico di vanità che da sempre lo accompagna e che un primo omicidio abbia luogo perché il maltempo per gli assassini ritorni.

Non dirò di più, come è buona regola, per non divertimento, definiamolo così, che s’allarga lungo l’intero film. Non soltanto un giallo ma un quasi horror quello che Branagh ci presenta, con tanto di apparizioni improvvise, canzoncine infantili in sottofondo e bisbigli incessanti, lampi e luci che si spengono, urla nella notte, Poirot simbolo del metodo e della logica più ferrei deve inaspettatamente, e forse per la prima volta, fare i conti con i fantasmi, con l’irrazionale, con il proprio lato agnostico, con l’aldilà. Tutti sospettati, nessuno escluso, in uno svolgersi di vicende personali che allineano soldati immersi nei traumi della guerra, figli che proteggono i padri, dolori delle madri, fratellastri che cercano e si danno aiuto, figlie morte da ricordare, sofferenze da cui uscire, incubi da cancellare. Forse “Assassinio a Venezia”, per quel suo impianto misterioso, da notte delle streghe, mortifero e rabbuiato, incombente, non è il migliore dei tre appuntamenti del regista con la scrittrice, negli esempi precedenti a farla da padrone era la “lucidità” del racconto, quel fitto realismo a cui sempre la Christie ci mette di fronte. Ma ne consiglio allo stesso modo la visione, per l’innegabile maestria che appartiene a Branagh nel condurre il racconto, la presenza di sé. E poi quei precedenti potevano contare su un cast di maggiore richiamo, su facce ben più riconoscibili, sul peso di una compagine che maggiormente accalappiava lo spettatore. Branagh si circonda di onesti interpreti (Kelly Reilly, Jamie Dornan, Kyle Allen), torna a formare la medesima coppia padre/figlio del successo di “Belfast”, ha al suo fianco l’eccellente, abituale collaboratore Haris Zambarloukos, direttore della fotografia, in tutta la bellezza di quelle immagini sghembe, ossessive, schiacciate nella ricchezza dell’arredamento e delle pareti. E il violoncello dell’islandese Hildur Gudnadóttir (già in “Joker” e in “Tár”), insuperabile nella composizione di atmosfere decisamente, orribilmente macabre. E in primo luogo, proprio l’attore e il regista, a padroneggiare, come è sua abitudine.

Merlo: Centro, la lista dev’essere inclusiva di tutti i centristi

 Chi vuole superare il ‘bipolarismo selvaggio’ lo deve confermare con i fatti.

“Il Centro politico alle prossime elezioni europee dovrà essere il più possibile ‘inclusivo’. Se si
vuole mettere in crisi definitivamente il cosiddetto ‘bipolarismo selvaggio’, è giunto il momento per
unire tutte le varie sigle centriste, riformiste, democratiche che sono presenti in alcuni partiti e nei
rispettivi schieramenti maggioritari. Anche perchè un Centro politico e plurale è decisivo e può
decollare solo se si supera l’attuale frammentazione delle varie sigle, gruppi e partiti centristi.
Al riguardo, chi continua a definirsi centrista, moderato e riformista e rifiuta, al contempo, di dar
vita ad un partito di Centro, lavora indirettamente per consolidare questo bipolarismo sempre più
bislacco. Ecco perchè, adesso, serve un colpo d’ala e un vero atto di coraggio politico di tutti i centristi”.

Giorgio Merlo, Dirigente nazionale “Tempi Nuovi-Popolari uniti”.

Napoli (Azione): “Meloni stia più in Italia”

 Osvaldo Napoli, della segreteria nazionale di Azione:
Il presidente Meloni passa più tempo in viaggi all’estero che in Italia. Le missioni sono senza dubbio importanti per le relazioni internazionali, ma comincio a pensare che il suo sia un diversivo per distogliere l’opinione pubblica dalla grave situazione del nostro Paese.
I numerosi problemi che stiamo vivendo e le forti divergenze nella Maggioranza consiglierebbero al Presidente Meloni di rimanere in Italia più spesso per cercare di risolvere i problemi, che invece di ridursi stanno assumendo dimensioni preoccupanti: PNRR, sanità, MES, salario minimo, immigrazione (su quest’ultima si ricorda le promesse elettorali non mantenute?)
Le divergenze di Tajani sulle dichiarazioni di Salvini e la distanza di ieri tra Salvini a Pontida con i campioni dell’antieuropeismo di Marine Le Pen, e la presidente del Consiglio a Lampedusa con la Von Der Leyen confermano la distanza sempre maggiore fra i partiti del centrodestra.
La cosa curiosa è che tanto Salvini quanto Meloni continuano a ripetere che nella maggioranza regna l’armonia e la concordia. La questione ci espone al ridicolo in Europa.
La situazione, molto critica, consiglierebbe alla Meloni di rimanere molto di più in Italia e di non delegare la guida del Paese ad altri. Con i viaggi e l’assenza nel Paese i problemi rimangono insoluti.

“Rivoluzione” differenziata, al via il servizio di raccolta rifiuti nel centro storico

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Nell’autunno verrà introdotto progressivamente il porta a porta integrale; nel corso del 2024 verrà completato tutto il centro storico con una modalità di raccolta conforme alle particolari specificità delle zone auliche

Torino, settembre 2023 – Ha preso il via la campagna informativa di Amiat Gruppo Iren a sostegno della trasformazione del servizio di raccolta rifiuti nel centro storico di Torino, con la progressiva attivazione del porta a porta per tutte le frazioni.

L’avvio del nuovo servizio coinvolgerà in una prima fase utenze domestiche e attività commerciali comprese nell’area tra corso Vittorio Emanuele II, via Carlo Alberto, piazza Castello, via Pietro Micca e corso Re Umberto.

Il sistema prevede la rimozione degli attuali contenitori stradali e la realizzazione della raccolta domiciliare per i rifiuti differenziati (carta e cartone, imballaggi in plastica, vetro e metalli, rifiuti organici) e non recuperabili, attraverso l’installazione di appositi contenitori che verranno collocati all’interno di spazi condominiali.

La progettazione del sistema di raccolta è stata preceduta da una puntuale attività di rilievo che ha portato alla definizione di soluzioni ad hoc per ottenere i migliori risultati di raccolta.

L’attivazione del nuovo sistema di porta a porta integrale verrà completata in questa prima area entro la fine dell’anno, per essere poi estesa alla parte restante del centro storico entro il 2024. La Città di Torino sarà così completamente servita da un sistema di raccolta domiciliare declinato secondo differenti varianti tecniche modellate sulle peculiarità di ogni quartiere, con la prospettiva di accrescere ulteriormente la percentuale di raccolta differenziata.

La progressiva attivazione del nuovo sistema di porta a porta si svilupperà in stretta correlazione con le attività di comunicazione. A partire dall’11 settembre, i cittadini e le attività commerciali presenti nella zona riceveranno, a cura degli incaricati Amiat Gruppo Iren, le prime informazioni in merito al nuovo servizio. A seguire, gli addetti consegneranno porta a porta gratuitamente a ogni utenza il kit per la raccolta domiciliare (biopattumiera e prima dotazione di sacchi per i rifiuti organici) oltre al materiale informativo di supporto. In un secondo momento, in ogni edificio o condominio verranno collocati i nuovi contenitori preposti per la raccolta.

Infine, per chiarire qualsiasi dubbio del cittadino e permettere agli utenti non trovati e/o non identificati durante il passaggio porta a porta di ritirare lo starter kit, dal 21 settembre al 16 dicembre verrà attivato un punto info distributivo presso la “Sala Valfrè” della Chiesa dell’Oratorio San Filippo Neri, con ingresso da via Accademia delle Scienze 11, attivo il giovedì e il venerdì dalle 16.30 alle 20.30 e il sabato dalle 9.30 alle 13.

Per qualsiasi necessità sarà possibile, inoltre, consultare il sito internet Amiat, seguire la pagina Facebook «Raccolta Differenziata Torino», contattare il Servizio di Customer Care Ambientale al numero 800 017277 – attivo dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 17.00 – o scrivere ad amiat@gruppoiren.it .

Elogio della follia

LIBERAMENTE  di Monica Chiusano

Il grande Vasco diceva …: “perché la vita è un brivido che vola via, è tutto un equilibrio sopra la follia.”  Aveva ragione! Sì, l’equilibrio tranquillizza, ma la pazzia, la più sana, è molto più interessante. La stabilità dello spirito poi, viene dall’esperienza di uno stato d’animo luminoso e sereno… e lo stesso nasce e viene in qualche modo incentivato dall’ impareggiabile ma amabile follia di saper osare. Ed è proprio grazie a tutto ciò che l’euforia e la romantica trasgressione di saper essere davvero noi stessi, ci portano ad agire liberamente , persino se attenti al controllo del nostro equilibrio! Impariamo a far viaggiare all’interno del nostro spirito l’esilarante cocktail della sfida innanzitutto a noi stessi! Così facendo impareremo magari a camminare e a viaggiare fra le nuvole, ma senza la “troppa” paura di cadere.

Il festival del digitale popolare si presenta

FESTIVAL DEL DIGITALE POPOLARE
Presentazione seconda edizione 6 > 8 ottobre 2023, Torino
Futura, a misura d’umanità
 
Martedì 19 settembre
Gallerie d’Italia – Sala Turinetti 
Piazza San Carlo, 156 si tiene la presentazione riservata ai giornalisti e agli invitati
 
Dal 6 all’8 ottobre Torino ospita la nuova edizione del Festival del Digitale Popolare, organizzato da Fondazione Italia Digitale con il patrocinio della Città di Torino. Dopo un debutto di successo nel 2022, che ha visto duecento ospiti e oltre duemila presenze, per l’evento nazionale torneranno a confrontarsi personaggi della cultura, dello sport, dell’innovazione e delle istituzioni in una fitta agenda di incontri, seminari e dibattiti. Quest’anno il tema del Festival sarà Futura, a misura d’umanità, ovvero la persona al centro dei processi di innovazione.
 
Intervengono
Chiara Foglietta, assessora Transizione digitale e Innovazione 
Francesco Di Costanzo, presidente Fondazione Italia Digitale

Poste: i dati online per l’Isee in provincia di Torino

Un sistema veloce a disposizione dei cittadini della provincia

per accedere alle agevolazioni fiscali in corso

Gli abitanti di Torino e provincia possono richiedere anche on-line, in modo semplice e veloce, i dati dei rapporti intercorrenti con Poste Italiane relativi all’anno 2021. I dati sono necessari per l’elaborazione dell’attestazione ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente), che consente, qualora in possesso dei requisiti, di accedere alle agevolazioni riconosciute ai cittadini (bonus asilo nido, bonus per i libri scolastici, riduzione per la tariffa della mensa scolastica, riduzione per tasse universitarie e borse di studio…).

Il documento è disponibile in tempo reale e, per ottenerlo, è sufficiente accedere tramite le proprie credenziali al sito poste.it nella sezione dedicata. La certificazione, che viene emessa su richiesta dell’intestatario, racchiude tutte le informazioni necessarie per il calcolo dell’ISEE e relative ai prodotti finanziari intestati o cointestati al codice fiscale del cliente. In particolare, riporta saldo e giacenza media dei conti e dei libretti di risparmio attivi/estinti nel corso dell’anno 2021, il valore nominale dei Buoni Fruttiferi Postali (cartacei e dematerializzati), saldo al 31.12.2021 delle Postepay nominative, saldo e giacenza media al 31.12.2021 delle Postepay con IBAN e delle Carte Enti Previdenziali, la situazione al 31.12.2021 dei Fondi di Investimento, e del Deposito Titoli nonché l’attestazione dei premi versati per Polizze Assicurative ed è disponibile al seguente link https://www.poste.it/prodotti/rilascio-certificazione-ai-fini-isee.html.

Per supportare i cittadini nella richiesta della certificazione online, Poste Italiane ha realizzato un video tutorial, disponibile al seguente link https://www.poste.it/video-tutorial-chatbot-isee.html, per una guida facile e veloce all’ottenimento del documento. Inoltre, sui siti poste.it e postepay.it, i dati per la presentazione dell’attestazione ISEE possono essere richiesti anche grazie all’Assistente Digitale di Poste Italiane (per i clienti con numero telefonico securizzato).

Le nuove modalità di accesso al servizio confermano il processo di digitalizzazione avviato da Poste Italiane. Oggi sui canali digitali offerti dall’Azienda è infatti possibile accedere ai servizi offerti in totale sicurezza. Tramite il sito internet www.poste.it, ad esempio, i clienti registrati possono facilmente gestire il Conto BancoPosta o il Libretto di Risparmio, sottoscrivere un Buono Fruttifero on line, richiedere la spedizione di un pacco, attivare il servizio seguimi o acquistare prodotti filatelici. Le APP di Poste Italiane, disponibili su App Store e Google Play, sono completamente gratuite e sono utilizzabili in mobilità anche da chi non è titolare di un rapporto con l’Azienda, come un vero e proprio Ufficio Postale a casa dei cittadini.

“Un pomeriggio di primavera”, i racconti del Novecento di Mauro Franco

Da pochi mesi è stato pubblicato il libro “Un pomeriggio di primavera”. Stilato da Mauro Franco e edito da “Edizioni Tripla E”.

Il libro consta di una serie di racconti ambientati in diversi periodi del Novecento. Il filo conduttore è incentrato sul modo in cui gli avvenimenti storici condizionano le nostre vite e come gli occhi delle persone comuni vedono e giudicano tali vicende. Per approfondire i dettagli abbiamo intervistato l’autore.

Perché ha scritto “Un pomeriggio di primavera”?

Sono sempre stato un grande appassionato di letteratura e di storia. Pertanto, ho cercato di unire queste mie passioni facendo sì che la mia fantasia partorisse dei racconti ambientati in alcuni periodi storici del Novecento. Quali la cosiddetta “Belle Epoque”, le guerre mondiali, il fascismo, il secondo dopoguerra, il boom economico. I protagonisti però sono delle persone assolutamente comuni che vivono questi episodi e, molte volte, animati da sentimenti genuini e sinceri li giudicano. I racconti sono ambienti in alcuni paesi della Valle di Susa, ma potrebbero svolgersi in qualsiasi località.

Lei di che cosa si occupa?

Lavoro nell’ambito tecnologico di un istituto bancario occupandomi di tematiche concernenti l’informatica. Una buona parte del tempo libero però lo dedico alla lettura, principalmente di romanzi e di saggi storici.

Potrebbe descriverci la trama di qualche racconto del suo libro?

Un racconto vuole rappresentare come un misero vagabondo, sempre umiliato e deriso, riesce ad assurgere a un certo prestigio proprio durante i suoi ultimi mesi di vita. Praticamente diventa, in modo involontario, una pedina importante nel gioco politico del comune dove ha vagabondato per decenni. È un racconto ironico, e a tratti anche grottesco, che intende essere una critica nei confronti di una cultura molte volte eccessivamente perbenista.

È il racconto al quale è più affezionato?

Come un buon padre sono affezionato a tutti i miei racconti allo stesso modo. Tutti hanno come protagonisti persone molto semplici. Per esempio, una coppia di umili sposini che all’inizio del Novecento trascorre il viaggio nozze visitando per alcune ore il centro di Torino. Sono nati e cresciuti sulle montagne della Valle di Susa e con occhi ingenui vedono a modo loro alcuni aspetti della città. Per questo racconto mi sono ispirato ai miei nonni materni i quali, viste le ristrettezze economiche tipiche di quell’epoca, ebbero effettivamente un viaggio di nozze che consisteva in una fugace gita di alcune ore a Torino.

Quindi c’è qualcosa di autobiografico nel suo libro?

Questi racconti sono frutto della mia fantasia ma, come è inevitabile che accada, ho voluto inserire, mascherandole, delle mie considerazioni e far riferimento ad alcuni aneddoti vissuti. In un racconto la protagonista è una giovane donna che per anni attende il ritorno del suo fidanzato internato presso un campo di prigionia. In questo caso ho fatto riferimento a una cara persona che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente. Confesso che per scrivere “Un pomeriggio di primavera” ho fatto affidamento alla mia memoria per ricordare degli aneddoti che da bambino mi avevano raccontato delle persone anziane.

Quali sono i suoi scrittori preferiti?

Per quanto concerne la letteratura italiana prediligo Mario Rigoni Stern e Giorgio Bassani. Del primo il mio libro preferito è “Il sergente nella neve”; mentre di Bassani ho letto più volte “Il giardino dei Finzi-Contini”. I miei scrittori preferiti sono il britannico George Orwell e il russo Mikhail Bulgakov. Di Orwell il mio libro preferito è “1984” mentre di Bulgakov ammirò “Il maestro e Margherita”. Probabilmente il romanzo più interessante che abbia mai letto.

Un pomeriggio di primavera” è il suo primo libro?

No, anni fa pubblicai un romanzo intitolato “Elia Luzzati”. Il libro raccontava di un giovane ragazzo di fede ebraica durante il periodo delle Leggi Razziali. Dopo quel romanzo non ho più pubblicato nulla per diversi anni. Finché la casa editrice “Edizioni Tripla E”, la quale ringrazio, ha dato alle stampe “Un pomeriggio di primavera”.

Nella trama del libro come sono collegati tra loro i vari racconti?

Ho immaginato di incontrare, durante una passeggiata, un gruppo di anziani e di sedermi con loro per ascoltare dei loro racconti su alcuni personaggi che hanno conosciuto durante la loro vita.

Che cosa possono fare coloro che stanno leggendo questo articolo e intendono approfondire gli aspetti del suo libro?

Su internet è presente un sito dedicato al libro dove per ogni racconto c’è una dettagliata presentazione. Il link è: https://maurofrancowriter.altervista.org/