In mostra i grandi valori della tradizione agricola promuovendo le eccellenze gastronomiche del Chierese – Carmagnolese
Dal 10 al 14 novembre
Chieri (Torino)
Saranno cinque giorni intensi dedicati alla promozione del territorio e delle sue più peculiari risorse: non solo dal punto di vista della cultura enogastronomica, ma anche sotto l’aspetto del paesaggio, della storia e della sostenibilità. Da venerdì 10 a martedì 14 novembre, la Città di Chieri ospiterà, come da tradizione, la “Fiera Nazionale di San Martino”: 45^ edizione dedicata al Santo originario della Pannonia (l’attuale Ungheria, Sabaria, 316 circa – Candes Saint-Martin, 397) , vescovo e militare romano, fra i fondatori del monachesimo in Occidente e fra i primi Santi non martiri proclamati dalla Chiesa cattolica, che esercitò il suo ministero nella Gallia del tardo impero romano.

Ad aprire la manifestazione, come lo scorso anno, saranno le musiche dal repertorio “tradizional-popolare” dei “Musicanti di Riva presso Chieri”, che venerdì 10 novembre,alle 21, in “Sala Conceria” (via Conceria, 2) proporranno i loro “quadri teatral-musicali” in lingua piemontese (ingresso libero), per poi animare anche il pomeriggio disabato 11 novembre alla “Chiesa di San Filippo” (via Vittorio Emanuele II). Sempre nella giornata di sabato sarà presentata la ricerca sulla “Religiosità Popolare”, un lavoro che ha coinvolto diverse amministrazioni del “Distretto del Cibo Chierese-Carmagnolese” e varie Associazioni del territorio.
Dopo l’inaugurazione ufficiale – sabato 11 novembre, ore 15, in piazza Cavour, alla presenza delle Istituzioni locali – molte saranno, anzi tutto, le occasioni per gustare la “cucina locale”: dal “Pala Bagnacaoda” alle “cucine di strada” e di “tradizione locale” , dagli stand delle varie Pro Loco al “Piatto di San Martino”, che sarà proposto dai ristoratori per promuovere i prodotti d’eccellenza del “Distretto del Cibo”. In Piazza Umberto sarà possibile degustare il “Freisa” e i vini della collina torinese, grazie all’“expertise” del “Consorzio di Tutela e Valorizzazione delle DOC Freisa di Chieri e dei vini della Collina Torinese”. Ma non di sole leccornie per il palato vivrà la Festa. Tante e per tutti i gusti le iniziative messe in agenda. Alcuni esempi: le attività gratuite proposte dalle migliori “Fattorie Didattiche” presenti sulla centrale Via Vittorio Emanuele II e i “Laboratori di “CAMST” (Gruppo leader nei servizi di ristorazione collettiva), così come la visita al “Museo Diffuso della Vita Contadina” a cura dell’Associazione “La barca nel bosco”. Si potrà anche partecipare a passeggiate, biciclettate, degustazioni evisite guidate alla scoperta di Chieri e del suo contado, trasformando i chieresi e i non chieresi in turisti pronti a stupirsi delle bellezze e dei sapori che caratterizzano i luoghi. Fiori all’occhiello del programma saranno ancorala “Mostra Mercato” delle eccellenze agro-alimentari piemontesi e italiane, la “Fiera Agricola” con esposizione di piccoli animali da cortile e di macchine agricole curata dalla “Pro Chieri”, il tradizionale “Mercatone” della domenica e del martedì ed il Luna Park per grandi e piccini in Piazzale Quarini. Autentica “novità” di quest’anno – che va ad affiancarsi a concerti, convegni, animazione itinerante, visite guidate e tour alla scoperta della Città – sarà il “WELCOME CHIERI”, un itinerario che consente di entrare nel cuore della città, tra storia, miti, leggende e luoghi da non perdere, scoprendo le numerose Chiese di notevole pregio, tra le quali la “Cappella Gallieri” (finita di costruire probabilmente dall’architetto Bernardo da Venezia nel 1437) all’interno del Duomo, oltre a svelare tracce della “storia ebraica” della Città e a degustare specialità tipiche (necessario prenotarsisu www.turismoturino.org ).

E non finisce qui!
Nella settimana della “Fiera”, il “Museo del Tessile” chierese darà a tutti, venerdì 10 novembre, dalle 15 alle 18, la possibilità di accesso gratuito per presentare le nuove “stazioni tattili” con campionari realizzati da Lisa Fontana, giovane “textile artist”, lavorando sulle cassettiere di pregio appartenute al “Museo Egizio” di Torino,donate alla “Fondazione Chierese per il Tessile e per il Museo del Tessile” dai “Musei Reali” ed ora impiegate quali “stazioni tattili”, con campioni tessuti a mano impiegando filati naturali di lino, canapa, bambù, ortica, ma anche vari tipi di seta e fibre eco-sostenibili di nuova generazione prodotte dalla “Lenzing”. Grazie ai fondi regionali pervenuti sono state poste in opera anche altre migliorie tese a facilitare l’accessibilità del “Museo del Tessile”, come il rinnovato, dallo scenografo Claudio Zucca, portone al civico 6 di via Santa Chiara e l’ingresso, oggetto di interventi mirati anti-barriere architettoniche in via Giovanni Demaria, da parte del restauratore Bruno Eterno.
Programma completo della “Fiera” su: www.comune.chieri.to.it
g.m.
Nelle foto: “Fiera Nazionale di San Martino” immagini di repertorio
Ci racconta questa avventura il giornalista Cristiano Bussola, in un agile saggio a metà tra la storia del costume e la sociologia della cultura: “Una fetta di sorriso Renzo Villa, l’inventore della tv commerciale raccontato da chi lo ha conosciuto” ( Paola Caramella editrice, 2022, pagg. 230, €. 18 corredato da un ricco apparato fotografico). In realtà l’autore, Renzo Villa non l’ ha mai conosciuto in maniera diretta. Come precisa nelle pagine introduttive, Villa è stato l’ispiratore principale, del suo avviamento alla professione giornalistica prima cartacea alla “Vita Casalese” poi a Prima Antenna, già Studio Televisivo Padano, come cronista e commentatore politico. Attraverso le interviste (alcune dirette alcune telefoniche) a una carrellata di personaggi (portati poi al successo da Villa) l’autore riesce a ricostruire nei minimi particolari, la realizzazione di quel sogno, nell’arco temporale di un decennio. Teo Teocoli e Massimo Boldi (scoperti al mitico Derby di Milano) poi Donatella Rettore e i Righeira solo per citarne alcuni. Ma anche maestranze e tecnici sentiti sui loro rapporti professionali e umani. Pochi anni dopo la sua prematura scomparsa nel 2010 a 69 anni, la moglie Wally Giambelli, la compagna di una vita, attraverso l’ente “Associazione Amici di Renzo Villa” ne tiene viva la memoria con iniziative di promozione sociale e formazione professionale (per materiale audiovisivo e di testo consultare: 





A tempo libro, il volume che raccoglie le recensioni scritte da Giuseppe Possa nell’arco temporale di un quadriennio, tra il 2019 e il 2023 segnato dal lockdown imposto dalla pandemia del Covid-19, soffermandosi su artisti, autori, intellettuali che vivono nella provincia più piccola e più a nord del Piemonte, testimonia la vivacità vita culturale di questa terra di frontiera. Confinante con la Lombardia, con la quale condivide il lago Maggiore, e con la Svizzera, il Vco offre un vasto campionario di autori e artisti in grado, con le loro opere, di elevare la qualità culturale di questo cuneo di terra e di gente incastonato tra laghi e montagne, regioni e nazioni confinanti. In questa terra la mescolanza di esperienze e radici culturali ha consentito di mettere in rilievo quella ricchezza e quel dinamismo che Giuseppe Possa ha saputo tradurre in queste note critiche, portando alla luce e offrendo a tutti i lettori un vasto mondo fatto di storie, esperienze, capacità che hanno dato forza e fiato ad una identità culturale per molti versi nuova e inaspettata. E’ una fortuna che questo critico, che predilige mettere in rilievo le positività e il talento di tanti artigiani della pittura, letteratura, poesia, scultura e musica, abbia voluto pubblicare questa interessante raccolta vincendo la sua nota ritrosia. E’ una fortuna perché consente di comprendere quanta varietà e ricchezza culturale offrono le decine di profili che ha voluto tratteggiare, dai più noti ai meno conosciuti. Compresi i ricordi di alcuni personaggi importanti come i poeti Walter Alberisio e Filippo Crea, il filologo Gianfranco Contini, lo scrittore Benito Mazzi, il partigiano Franco Sgrena. Rocco Cento, nella sua postfazione, scrive che Giuseppe Possa è stato il protagonista di cinquant’anni di testimonianze perché “dall’Ossola a Milano non c’è stato un evento o personaggio con cui non abbia conversato o collaborato, scrivendone”. Ed è la pura verità. Possa, nato a Domodossola nel novembre del 1950, si è sempre interessato di critica letteraria e d’arte. Ha dato alle stampe quattro libri di poesie, ottenendo numerosi riconoscimenti letterari. I suoi scritti figurano in numerosi giornali, riviste e antologie (è stato tradotto in francese, inglese, tedesco), ha fondato a Milano la rivista d’arte e cultura Controcorrente, con il poeta Giorgio Quaglia condivide il blog PQlaScintilla e ha collaborato con tante altre, curando e presentando cataloghi, libri e pubblicazioni varie di letterati e artisti. Solo una piccola parte di questo imponente lavoro è racconta nelle note di A tempo libero. L’augurio è che rinunci al proposito di “appendere la penna al chiodo”, continuando a dare il suo contributo culturale quanto mai prezioso in questi tempi piuttosto opachi e difficili.
In mezzo a 120 scatti fotografici che raccontano gli eventi più significativi, nel bene e più spesso nel male, del 2022, raccolti nella 66^ edizione di “World Press Photo Exhibition”, ospitata a “Palazzo Barolo”, a Torino (ed in altre 119 città dei cinque continenti), fino a domenica 19 novembre, tornano certamente di grande utilità ed interesse i tre incontri, ad ingresso gratuito, organizzati nell’ambito della rassegna – promossa da “World Press Photo Foundation” e organizzata da “Cime”– per mettere a fuoco ben bene l’attualità. Dai lavori di “fotogiornalismo” e “fotografia documentaristica” (firmati per le maggiori testate internazionali, dal “National Geographic” alla “BBC”, fino alla “CNN”, al “Times”, a “Le Monde” e ad “El Pais”) all’incontro su temi che sviluppano a parole le immagini osservate in parete, attraverso il confronto con alcuni degli stessi fotoreporter rappresentati e personaggi del mondo del giornalismo e del sociale per approfondire e compiere un viaggio critico, a più voci e a più “verità”, fra le notizie del 2022.
A seguire, giovedì 9 novembre, sempre alle 18,30, si continua con “Giovani e salute mentale: il crollo dopo la pandemia”. Durante l’incontro, il fumettista (Feltrinelli) Claudio Marinaccio presenterà un suo lavoro confluito nell’inchiesta a fumetti realizzata per “Sky Tg24” sulla salute mentale dei giovani. Partecipa anche il giornalista Stefano Tallia, presidente dell’“Ordine dei Giornalisti del Piemonte”, Sara Racalbuto, coordinatrice della “Psicologia clinica dell’età pediatrica” dell’ “Ospedale Infantile Regina Margherita” di Torino e Fulvio Paganin, presidente di “Distretto Cinema” per un excursus su come il disagio è stato raccontato in sala.