Assolto dal tribunale di Ivrea dal concorso esterno in associazione mafiosa: e’ Roberto Fantini, ex amministratore delegato di Sitalfa, nell’ambito dell’inchiesta Echidna sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta nel Torinese. Sitalfa è l’azienda di manutenzione della A32 Torino-Bardonecchia e del Frejus. Sette imputati sono stati invece condannati.
Tentativo di evasione sventato, questa mattina, grazie al tempestivo e risolutivo intervento della Polizia Penitenziaria nella Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino. Un detenuto, nella tarda mattinata di oggi, ha improvvisamente iniziato a correre verso il Block House, tentando di raggiungere l’uscita e di forzare le porte dopo essere stato fermato dagli agenti. La pronta reazione del personale di Polizia Penitenziaria ha consentito di chiudere immediatamente le grate e le porte pedonali e di impedire al detenuto di guadagnare l’esterno. Nel tentativo di proseguire nella sua azione, il ristretto ha anche spintonato un’agente, mentre altri poliziotti sono prontamente intervenuti riuscendo a bloccarlo all’ingresso. Il detenuto, in evidente stato di agitazione e urlando, ha continuato a tentare di aprire e spingere le porte chiuse, prima di essere riportato all’interno dell’istituto.
“Quello di Torino è un episodio gravissimo che, solo grazie alla professionalità, alla prontezza e al coraggio dei nostri colleghi, non si è trasformato in un’evasione”, sottolinea Donato CAPECE, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE. “Agli agenti che sono intervenuti va il nostro plauso e il nostro ringraziamento. Hanno fatto esattamente quello che ci si aspetta dalla Polizia Penitenziaria: hanno individuato immediatamente il pericolo, hanno messo in sicurezza gli accessi e hanno impedito che un detenuto riuscisse a superare le barriere dell’istituto”.
“Ma non possiamo limitarci, ancora una volta, a celebrare il sangue freddo e la professionalità dei poliziotti”, aggiunge il leader del SAPPE. “La sicurezza delle carceri non può essere affidata esclusivamente alla capacità di intervento degli uomini e delle donne della Polizia Penitenziaria. Servono organici adeguati, strutture sicure, procedure efficaci e soprattutto strumenti idonei a fronteggiare situazioni di emergenza e di violenza. Quanto accaduto a Torino deve essere un campanello d’allarme per l’Amministrazione penitenziaria”.
Per Vicente SANTILLI, segretario nazionale SAPPE per il Piemonte, “siamo di fronte all’ennesima dimostrazione di quanto sia delicato e rischioso il lavoro che quotidianamente svolgono i poliziotti penitenziari. Un detenuto che improvvisamente si mette a correre verso un’uscita e tenta di forzare le porte rappresenta una situazione di estrema criticità, che può degenerare in pochi secondi. Gli agenti di Polizia Penitenziaria sono intervenuti con tempestività e hanno impedito che il detenuto riuscisse a portare a compimento il suo intento. A loro va il nostro più sincero apprezzamento”.
“Non possiamo però pensare che episodi di questo genere vengano gestiti sempre e soltanto grazie alla prontezza dei singoli operatori”, prosegue Santilli. “La Polizia Penitenziaria deve essere messa nelle condizioni di lavorare in sicurezza. Servono rinforzi di personale, sistemi di sicurezza efficienti e strumenti di autodifesa adeguati alle specificità del lavoro penitenziario. Se un agente deve intervenire fisicamente per fermare un detenuto che tenta di forzare un’uscita, è evidente che l’Amministrazione deve interrogarsi sulle condizioni operative nelle quali quel personale è chiamato ad agire”.
Il SAPPE chiede quindi al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e al Ministero della Giustizia interventi urgenti per rafforzare la sicurezza della Casa Circondariale di Torino, verificando procedure, sistemi di controllo degli accessi e dotazioni del personale.
“Oggi a Torino la fuga è stata impedita. Domani non possiamo affidarci alla fortuna”, conclude Capece. “Lo Stato deve garantire ai propri poliziotti gli strumenti necessari per impedire evasioni, aggressioni e ogni altra situazione di pericolo. Il SAPPE continuerà a chiedere con forza che la sicurezza della Polizia Penitenziaria diventi una priorità concreta e non soltanto una dichiarazione di principio”.
Sarebbe scivolato mentre pedalava, cadendo dal ponte e riportando traumi fatali nonostante le manovre di rianimazione. La vittima aveva 77 anni. L’episodio è avvenuto intorno alle 11 di oggi, giovedì 20 agosto, in via del Lago a Usseaux.
Sul posto sono giunti i sanitari del 118 di Azienda Zero assieme all’elisoccorso e all’ambulanza della Croce Verde di Villastellone. I soccorsi sono stati immediati, ma per l’uomo non c’è stato nulla da fare. La Procura è stata informata e sono in corso ulteriori verifiche. Per i rilievi e la ricostruzione della dinamica sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Pinerolo. Non è ancora chiaro se la caduta sia stata provocata da un malore o dall’urto con un altro mezzo, il cui conducente potrebbe non essersi fermato.
VI.G
A Palazzo Lascaris una mostra dal titolo “Nel regno dei fiori giganti” porta alla riscoperta dell’artista Romano Gazzera (1906-1995) a centoventi anni dalla nascita.
L’esposizione è promossa dalla Fondazione Gazzera, in collaborazione con il Consiglio regionale del Piemonte e curata da Giulia Caffaro. È in programma dal 30 luglio al 10 ottobre prossimo.
La mostra, che riunisce ventisette opere, ha lo scopo di valorizzare il percorso artistico di Romano Gazzera, caposcuola della pittura Neo Floreale piemontese e autore di una ricerca figurativa che trova nei Fiori Giganti il suo nucleo più riconoscibile.
Tra gli elementi distintivi dell’iniziativa vi è una particolare attenzione all’accessibilità, sviluppata tramite strumenti e linguaggi differenti, contenuti audio e video, installazioni olfattive ispirate ai fiori rappresentati nelle opere, pannelli visivo-tattili realizzati in collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti e un allestimento privo di barriere architettoniche.
La mostra si estende inoltre al di là degli spazi di palazzo Lascaris, attraverso un percorso urbano diffuso che porterà i Fiori Giganti nel cuore di Torino. Installazioni monumentali ispirate alle opere di Romano Gazzera saranno collocate presso diverse istituzioni culturali della città come invito, per cittadini e visitatori, a dialogare, con l’artista anche nello spazio pubblico.
Mostra “Romano Gazzera. Nel regno dei fiori giganti” a cura di Giulia Cuffaro
Dal 30 luglio al 10 ottobre 2026
Palazzo Lascaris, galleria Spagnuolo, via Alfieri 15, Torino
Mara Martellotta


“Posti letto utilizzati a metà per la carenza di personale”
20.8.2026 – La consigliera regionale Monica Canalis (Pd), il 18 agosto ha effettuato un sopralluogo presso l’ospedale di comunità di Giaveno, uno dei quattro ospedali di comunità dell’ASL TO3 realizzati con i fondi del PNRR, inaugurato nel febbraio scorso.
«Purtroppo, sui 40 posti letto perfettamente arredati e ristrutturati con i 2,5 milioni di euro del PNRR, e pronti ad essere occupati, soltanto 20 sono in funzione (più uno per l’isolamento da malattie infettive) – dichiara la consigliera Canalis – lasciando la dimensione del presidio inalterata rispetto al pregresso. Non c’è stato l’atteso rilancio e questo ospedale di comunità, che il decreto ministeriale 77/2022 sui modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale concepisce come punto di riferimento per la bassa intensità clinica e i ricoveri brevi di circa 30 giorni, è utilizzato a metà.
Il polo sanitario di Giaveno già ospitava storicamente i posti letto CAVS (Continuità a Valenza Sanitaria), strategica cerniera intermedia tra ospedali e domicilio del paziente. La prosecuzione di questo servizio, col nuovo nome di ospedale di comunità, non è pertanto una novità, ma il minimo sindacale per un territorio come quello della val Sangone, che in questi anni ha perso l’ospedale e molti altri servizi. Con l’arrivo dei fondi PNRR ci saremmo aspettati un potenziamento del precedente presidio e non un semplice restyling strutturale ed estetico, per quanto molto efficace ed apprezzato.
Questo dispiace in modo particolare, non solo perché le caratteristiche demografiche del territorio indurrebbero a pensare che tutti i 40 posti letto sarebbero facilmente riempiti, ma anche perché l’inaugurazione in pompa magna dello scorso febbraio non lasciava presupporre una realtà ben più modesta. Aver speso i soldi per attrezzare stanze e bagni e poi usare solo la metà dei posti letto non va bene.
Le ragioni di questo parziale utilizzo sono da ricercarsi nella ormai cronica carenza di infermieri (gli ospedali di comunità sono strutture a gestione prevalentemente infermieristica), ma ad oggi non è noto come la Giunta regionale intenda porre rimedio. Di fatto l’ospedale di comunità di Giaveno sta funzionando col personale preesistente che operava nel CAVS e con due medici di medicina generale in convenzione. Non ci si è attrezzati per reperire ulteriori figure e non si è ancora avviata una seria opera di sensibilizzazione delle reti sanitarie territoriali per far arrivare i pazienti anche dal territorio e non solo dagli ospedali, forse perché si teme un aumento degli accessi a cui il personale attuale non riuscirebbe a far fronte.
Inoltre, il mancato utilizzo di 20 posti letti in un ospedale di comunità nuovo di zecca è uno schiaffo alle numerose famiglie piemontesi a cui invece la Regione propone le cosiddette “dimissioni protette” dall’ospedale alle RSA, in condizioni decisamente peggiori e sanitariamente meno adeguate rispetto all’ospedale di comunità.
Insomma, non solo si ha l’impressione che i fondi PNRR siano stati in parte sperperati perché una parte dei posti letto non è attivata, ma si riscontra anche un’inappropriatezza del ricovero, laddove molti pazienti, quando superano la fase acuta e sono dimessi dall’ospedale, vengono mandati in RSA invece di trovar posto nell’ospedale di comunità.
Chiederò conto di questa situazione incresciosa tramite un’Interrogazione».
Monica CANALIS – consigliera regionale PD
Alpini in festa a Cesana Torinese
CESANA TORINESE – Un fine settimana all’insegna della tradizione alpina quello in programma sabato 22 e domenica 23 agosto a Cesana Torinese, con la Festa degli Alpini che avrà il suo momento centrale alla Cappella degli Alpini in località Massarello.
La manifestazione prenderà il via sabato 22 agosto alle ore 15.30 con la sfilata lungo le vie di Cesana Torinese. Al termine, in piazza Vittorio Amedeo, è previsto il concerto della Fanfara ANA Valsusa, che accompagnerà l’apertura ufficiale del fine settimana alpino.
La giornata di domenica 23 agosto sarà dedicata soprattutto al ricordo e alla celebrazione. Alle 9.45 è fissato il ritrovo delle autorità e dei Gruppi ANA in piazza Vittorio Amedeo, dove si procederà alla deposizione della corona di alloro. Seguiranno la visita al Cimitero militare e al monumento ai Caduti Artiglieri dello Chaberton.
La sfilata proseguirà quindi verso la Cappella Madonna delle Nevi, in località Massarello, accompagnata dalla Fanfara ANA Valsusa. Alle 11 sono previsti i saluti delle autorità, mentre alle 11.15 sarà celebrata la Santa Messa, officiata da don Andrea Gallizio. Al termine della celebrazione sarà distribuito il tradizionale pane benedetto.
La festa proseguirà alle 12.30 con il pranzo alpino nella pineta, con un ricco menù, per lasciare poi spazio nel pomeriggio alla musica, ai canti e ai balli, in un clima di amicizia e convivialità.
“La Festa degli Alpini rappresenta ogni anno un appuntamento particolarmente significativo per la nostra comunità – sottolinea il sindaco di Cesana Torinese Daniele Mazzoleni – perché unisce il piacere dello stare insieme al dovere di ricordare chi ci ha preceduto e quanti hanno sacrificato la propria vita per il nostro Paese. La cerimonia alla Cappella di Massarello, così come la visita al cimitero militare e al monumento dedicato agli artiglieri dello Chaberton, ci permettono di mantenere viva la memoria e di trasmetterla alle nuove generazioni. Allo stesso tempo, la festa è un momento di incontro, di amicizia e di condivisione, valori che appartengono profondamente alla storia degli Alpini e alla nostra comunità. Ringrazio gli organizzatori, i Gruppi ANA, la Fanfara ANA Valsusa e tutti coloro che contribuiscono alla riuscita di questa importante manifestazione”.
Impastate la farina con le uova e i tuorli, il vino, il sale e un cucchiaio di extravergine; iniziate a lavorare l’impasto, che deve risultare liscio e non appiccicoso…
Leggi l’articolo su piemonteitalia.eu:
https://www.piemonteitalia.eu/it/enogastronomia/ricette/corsetti-con-pesto-di-maggiorana
Si aprirà l’11 settembre prossimo a Palazzo Falletti di Barolo, e visitabile fino al 10 gennaio 2027, la mostra dal titolo “Fan Ho. Il maestro della fotografia di Hong Kong”.
Prodotta e curata da Ares, in collaborazione con Blue Lotus Gallery di Hong Kong, l’esposizione, a cura di Elisa Maupas e Sarah Van Ingelgom, è dedicata al maestro cinese della street photography .
La mostra si compone di cento fotografie, per lo più in bianco e nero, che ripercorrono la carriera di Fan Ho (1931-2016), autore che, attraverso una ricerca estetica in bilico tra realismo e astrazione, ha rappresentato lo scenario e la vita urbana di Hong Kong.
Fan Ho è considerato uno dei più importanti street photographer dell’Asia. Nato a Shangai nel 1931, si trasferì con la famiglia a Hong Kong diciottenne. Appassionato fotografo, sebbene autodidatta, è stato soprannominato “il Cartier Bresson dell’Oriente “
Fan Ho ha saputo cogliere una visione suggestiva della brulicante metropoli cinese, trasformando le sue strade e i suoi vicoli affollati in quadri meditativi popolati da figure solitarie.
“Ogni foto offre una piccola finestra attraverso la quale si vede e si prova ciò che il fotografo ha visto e provato”, affermava Fan Ho, dichiarando la sua predilizione per la fotografia dove la resa artistica risulta sempre coniugata al rispetto della sensibilità dei soggetti rappresentati e di chi li immortala.
Facchini, venditori ambulanti e bambini che giocano tra le strade sono le figure più ricorrenti nella sua opera, intesa a catturare lo spirito più autentico della città, descrivendo la fatica e la resilienza dei suoi abitanti, piuttosto che documentando gli anni tumultuosi della città in transizione.
I lavori di Fan Ho si distinguono per l’applicazione dei principi di composizione pittorica alla fotografia, in particolare l’attitudine alla sintesi geometrica. L’artista, immerso nel contesto urbano, non si limitava a cogliere l’istante di una scena, ma cercava di costruirgli attorno una cornice strutturale, che fosse in grado di trasformare gli elementi architettonici circostanti in trame astratte.
Dal punto di vista tecnico Fan Ho accentua l’atmosfera fumosa delle strade, sfruttando sapientemente gli effetti di controluce e i chiaroscuri, facendo emergere sagome misteriose bianche o silhouette scure dalla penombra.
L’artista operava così sul doppio binario della “composizione di prima mano” da realizzare al momento dello scatto, e della “composizione di seconda mano” in camera oscura.
Il fotoritocco e, in particolare, il ritaglio del negativo, sono pratiche che Fan Ho riteneva essenziali per ricomporre l’immagine, esaltando linee e volumi a scapito degli elementi superflui o per manipolare i toni e conferire alle scene un’aria di mistero.
La fotografia, come il cinema, a cui dedicherà la sua lunga carriera, nasce non solo durante le riprese, ma anche in camera oscura.
Alcuni scatti come “ Pattern” e “A Play of Light and Shadow” mostrano la contrapposizione tra direttrici verticali e orizzontali, evocando un ritmo quasi musicale, dove la realtà fisica della città diventa il pretesto per una pura costruzione formale.
Nell’opera “Different Directions” la gestione della luminosità trasfigura la strada in un palcoscenico urbano, mentre in “ Controversy” la tonalità scura riduce le persone a sagome, accentuando il rigore geometrico dei binari e della composizione.
In mostra, tra le altre opere, due fotografie tra le più note di Fan Ho, “Approaching Shadow” e “Street Scene”, che risultano la sintesi della ricerca formale ed estetica dell’artista, capaci di collocare l’ universalità dell’esperienza umana in una Hong Kong senza tempo.
Orari
Martedì- domenica dalle10 alle 19, ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
Chiuso il lunedì
Mara Martellotta
biglietteria@palazzobarolo.it