ilTorinese

Andos, questa sera un concerto per lo screening di Prevenzione serena

Si terrà il 19 aprile, alle ore 20, presso l’Auditorium Agnelli, il concerto del MASSCHOIR GRUPPO GOSPEL, il cui ricavato sarà devoluto per l’acquisto di un ecografo digitale in favore del Centro screening “Prevenzione serena”

ANDOS Comitato di Torino ODV – Associazione Nazionale Donne operate al seno festeggia i 15 anni di vita con un concerto Gospel che si terrà il 19 aprile, alle ore 20, presso il teatro Giovanni Agnelli del Lingotto. Protagonista MASSCHOIR GRUPPO GOSPEL, che devolverà i proventi dello spettacolo ad ANDOS.

ANDOS è in prima linea nel nostro territorio per sostenere e accompagnare le donne che devono affrontare questo difficile percorso. Attraverso una rete capillare di volontari, ANDOS Torino ODV si impegna a diffondere consapevolezza promuovendo la prevenzione come strumento fondamentale, per far fronte a questa complessa patologia ancora oggi definita “Big killer”. Il tumore al seno è infatti una delle principali cause di mortalità a livello mondiale, ma grazie ai progressi scientifici, le campagne di prevenzione, la diagnosi precoce e i nuovi trattamenti personalizzati è aumentata in maniera significativa la possibilità di cura, garantendo una buona qualità di vita e la possibilità di guarigione.

In particolare, dal 2020, ANDOS ODV ha lanciato la campagna “La regione si colora di rosa”, in collaborazione con la Regione Piemonte, la Consulta Femminile Regionale e A.N.C.I. Piemonte, giunta così alla sua quinta edizione, incontrando la cittadinanza di tutti i Comuni piemontesi, promuovendo corretti stili di vita e l’adesione ai programmi di screening.

L’ANDOS, sempre più attenta alle donne operate al seno, dà vita a molte iniziative benefiche e, in particolare, intende festeggiare i propri 15 anni di intensa attività con la donazione al Centro di screening “Prevenzione serena” di un ecografo digitale dotato di intelligenza artificiale, che aiuterà a ridurre i tempi di attesa e migliorare la rapidità e l’accuratezza delle diagnosi.

“Unire il piacere della musica alla possibilità di fare del bene, unito all’importanza di aiutare le donne del nostro territorio a beneficiare di un sistema più efficace finalizzato alla diagnosi, non può che gratificare e farci sentire meglio – ha dichiarato la Presidente dell’ANDOS, Fulvia Pedani”.

Mara Martellotta

Domenica 19 aprile la “Granfondo Internazionale Torino 2026”

 

Domenica 19 aprile si terrà manifestazione ciclistica “Granfondo Internazionale Torino 2026” con partenza alle ore 08.30 in corso Casale a fianco del Moto Velodromo e arrivo in Strada dei Colli, in territorio di Pino Torinese. La manifestazione sportiva interesserà il corso Casale in direzione San Mauro sino all’uscita dal territorio cittadino “in modalità non competitiva”.

Nello specifico sono state previste i seguenti provvedimenti viabili:

Divieto di transito in corso Casale

Divieto di transito domenica 19 aprile per tutte le categorie di veicoli (eccetto veicoli di polizia, soccorsi e dell’organizzazione, specificatamente autorizzati):

dalle ore 04.30 alle 09.30, e comunque sino a cessate esigenze in corso Casale, nel tratto compreso tra via Gassino e piazza Carrara.

dalle ore 08 alle 09.30, e comunque per il tempo necessario al transito dei partecipanti, in corso Casale, tratto compreso tra piazza Carrara ed il confine con il comune di San Mauro Torinese.

Divieto di sosta

Divieto di sosta con rimozione forzata domenica 19 aprile per tutte le categorie di veicoli dalle ore 00.00 alle 09.30, e comunque sino a cessate esigenze, in corso Casale, tratto compreso tra via Castiglione e il numero civico 162 (piazza Carrara).

Trasporto pubblico locale

I percorsi dei mezzi di trasporto pubblico transitanti nell’area interessata dalla manifestazione subiranno alcune variazioni.

Per dettagli sulle linee deviate, consultare il sito Internet di GTT alla pagina https://www.gtt.to.it/cms/avvisi-e-informazioni-di-servizio/torino-e-cintura/12601-manifestazioni-podistiche-la-mezza-e-la-dieci-di-torino-variazioni-linee-domenica-19-aprile che comprende informazioni sulla Granfondo Internazionale Torino 2026.

TorinoClick

Foto archivio Ossola

Una nuova cucina domotizzata al San Camillo di Torino

Si tratta di un rinnovamento realizzato grazie al contributo della Fondazione Cottino per integrare le attività di riabilitazione dei pazienti affetti da patologie neurologiche e ortopediche, allo scopo di migliorare la loro qualità di vita e autonomia. Quando si parla di riabilitazione per quanto riguarda una patologia neurologica e ortopedica, l’immaginario comune si concentra particolarmente sul recupero del movimento. Tornare a stare in piedi, mantenere l’equilibrio, ricominciare a camminare. In realtà il quadro è molto più complesso. Oltre agli aspetti motori, possono essere coinvolte anche le capacità cognitive, comunicative, relazionali ed emotive, con un impatto significativo sulla vita quotidiana. È proprio qui che entra in campo la terapia occupazionale del Presidio San Camillo di Torino. Specializzato in riabilitazione intensiva, il team offre percorsi riabilitativi personalizzati per pazienti adulti con disabilità neurologiche, cognitive o ortopediche. Lavora per il recupero dell’autonomia nelle attività di vita quotidiane, insegnando strategie pratiche e compensative per affrontare le difficoltà in modo sicuro ed efficace. Tra le attività più significative figura la cucina: preparare un pasto è un compito ricco e complesso, che richiede coordinazione motoria, pianificazione, attenzione, memoria, capacità di problem solving. Per questo la cucina diventa un strumento terapeutico preziosi, che permette al terapista di osservare da vicino le abilità di una persona e di intervenire con strategie personalizzate. Presso il Presidio Sanitario San Camillo di Torino esiste una vera e propria cucina domotizzata Scavolini, da poco rinnovata e modernizzata, grazie al contributo della Fondazione Cottino, e integrata nel servizio di terapia occupazionale. Si tratta di un ambiente terapeutico progettato per essere accessibile, sicuro e altamente funzionale. Ogni dettaglio è pensato per rispondere alle esigenze delle persone con disabilità o ridotta autonomia, favorendo al tempo stesso il recupero delle capacità residue. Tra le caratteristiche più evidenti spiccano i pensili motorizzati, due moduli sospesi che possono essere abbassati e riportati in posizione grazie a un telecomando, permettendo anche a chi utilizzi una carrozzina di accedere facilmente agli oggetti senza sforzi o rischi. Il piano di lavoro, progettato come uno spazio libero sottostante, consente l’accostamento frontale della carrozzina, garantendo una postura corretta e una maggiore libertà di movimento durante le attività. Anche gli elementi superiori sono stati ripensati in chiave inclusiva: la cappa è dotata di illuminazione e sistema di aspirazione attivabile a distanza, mentre uno dei pensili è completamente estraibile manualmente, una soluzione particolarmente utile per persone anziane che evitano così l’utilizzo di scalette o movimenti potenzialmente pericolosi. Gli elettrodomestici, posizionati a un’altezza ribassata, risultano facilmente raggiungibili anche da seduti, così da aumentare l’autonomia delle operazioni quotidiane come caricare o svuotare la lavastoviglie, aprire e chiudere il frigo e cucinare il cibo nel forno.

Mara Martellotta

Europeismo e atlantismo, è ancora possibile legarli in un progetto politico?

LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo

Ma è ancora possibile, oggi e non ieri, coniugare in un progetto politico credibile e di governo il
tradizionale europeismo con il riferimento all’atlantismo? Se questo è sempre stato il fiore
all’occhiello dei partiti di governo nel nostro paese, e nello specifico della Democrazia Cristiana
per oltre 50 anni durante l’intera prima repubblica, è pur vero che europeismo ed atlantismo sono
sempre stati i due motori propulsori che hanno caratterizzato la democrazia italiana dal secondo
dopoguerra in poi. Certo, parliamo di partiti e di culture politiche che non hanno mai avuto dubbi
o perplessità in merito alla collocazione naturale del nostro paese nello scacchiere europeo ed
internazionale. E quindi, per essere ancora più chiari, non mi riferisco ai partiti populisti,
massimalisti, estremisti o radicali che perseguono altri progetti e hanno altri obiettivi. Ma a partiti e
coalizioni che hanno sempre fatto dell’europeismo e dell’atlantismo, cioè della piena e convinta
appartenenza all’Occidente, la loro stella polare anche e soprattutto per quanto riguarda la
declinazione concreta delle varie scelte sul terreno della politica estera.
Ora, però, si tratta di capire nell’attuale contesto internazionale se quei due postulati sono e
continuano ad essere realisticamente percorribili e concretamente perseguibili. Anche se, va pur
detto, le alternative ad una piena e convinta adesione occidentale sono francamente ed
oggettivamente inquietanti. Solo menti politicamente distorte e disordinate possono pensare che
la Russia da un lato o la Cina o l’Iran dall’altro possono rappresentare baluardi di sicurezza, di
libertà, di democrazia e di profonda adesione a sistemi politici liberi e costituzionali. Ma, al
contempo, non si può non sostenere che i due storici postulati di una prospettiva di libertà, di
democrazia e di sicurezza confliggono con chi scambia i valori occidentali con posizioni che sono
francamente incompatibili con quell’universo valoriale e culturale. Non è certamente, per fare un
solo esempio, l’America di Trump l’orizzonte ideale per consolidare quei valori che sono alla base
del nostro sistema democratico, liberale e costituzionale. Dei regimi autocratici, dittatoriali ed
illiberali – alcuni, purtroppo, ancora e sempre molto cari a settori della sinistra italiana – non vale la
pena di soffermarsi perchè erano, sono e restano alternativi ai principi e alla cultura democratica.
Ecco perchè il tema dell’europeismo e dell’atlantismo, cioè di come rilanciare e consolidare oggi i
valori dell’Occidente, meritano di essere al centro della riflessione politica e progettuale dei partiti
e dei rispettivi schieramenti. Solo attraverso una chiarezza su questi nodi decisivi sarà possibile
presentarsi con le giuste credenziali progettuali in vista delle prossime elezioni politiche. Anche
perchè, oggi più che mai, sarà proprio la politica estera – come, del resto, era già durante l’intera
prima repubblica – la frontiera entro la quale si misura l’affidabilità, la serietà, la credibilità e
l’autorevolezza di un progetto politico e di governo. Dei partiti e dei rispettivi schieramenti.

Assoluti Unipol: altro titolo per Sara Curtis

Si conclude la terza giornata del Campionato Unipol di Riccione arriva un altro metallo prezioso per il Piemonte!

Arriva un altro titolo che porta la firma di Sara Curtis (CS Esercito/CS Roero) che questa mattina dopo aver ritoccato il suo primato italiano si impone nel pomeriggio con 24”31. “Sono contenta perché sono riuscita a trasformare le emozioni contrastanti dei 100 in una bella gara – racconta Curtis, preparata in Italia da Thomas Maggiora – Questa mattina è venuto il record e oggi pomeriggio un ottimo tempo. Sono felicissima perché ho dimostrato di essere molto veloce: le sensazioni sono molto buone; in Usa ho gareggiato sempre in yards ed è tutta un’altra cosa rispetto alla lunga. Domani disputerò i 50 farfalla e vediamo come andrà”.

Tra i risultati di rilievo dei piemontesi in romagna trociamo nella finale Junior dei 100 Farfalla il terzo posto di Simone Farfaglia (Sisport) con 54”50 mentre vince la finale B dei 100 Dorso Martina Biasioli (CN Torino) con 1’01”41.

Nella finale Junior dei 200 Dorso ci sono due piemontesi nella top 3: secondo Carlo Perozeni (RN Torino) con 2’03”93 mentre è terzo Giovanni Campo (Vo2 Nuoto) con 2’05”80.

Nella finale Junior dei 200 Rana chiude in seconda posizione Tommaso Navarretta con 2’17”08 mentre è ottavo Alessio Hincu (Team Dimensione Nuoto) con 2’20’’70. Nella finale A di questa gara è sesto Matteo Telesca (CN Torino) con 2’13”04.

Nella finale B dei 200 Stile Libero si classifica settimo Simone Dutto (CS Carabinieri/CN Torino) con 1’50”43.

In chiusura di serata sono seconde nella staffetta 4×200 Stile Libero con la formazione dei Carabinieri Anita Gastaldi (CS Carabinieri/Vo2 Nuoto) e Francesca Fresia (CS Carabinieri/Aquatica Torino).

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Foto DBM

Arrestato per la truffa del finto carabiniere

La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP presso il Tribunale di Torino, nei confronti di un cittadino italiano, gravemente indiziato di aver commesso una serie di reati predatori ai danni di persone anziane, tra cui tentata rapina impropria, furto aggravato in abitazione e indebito utilizzo di carte di pagamento elettronico.

Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile torinese, hanno permesso di ricostruire un sistematico e spregiudicato modus operandi messo in atto a partire dal 24 febbraio scorso ai danni di cittadini ultrasessantacinquenni residenti nel capoluogo piemontese. Secondo quanto emerso, l’indagato agiva in concorso con un complice, un cosiddetto “telefonista” allo stato ignoto. La tecnica utilizzata era quella del “finto Carabiniere”: mentre il complice agganciava telefonicamente le vittime, il malfattore si presentava presso le loro abitazioni. Inducendo gli anziani nel falso convincimento di dover collaborare a indagini per una rapina in cui potevano essere coinvolti, riusciva a guadagnare l’accesso alle abitazioni. Una volta all’interno, l’indiziato sottraeva denaro contante, monili in oro di ingente valore e carte bancomat, queste ultime successivamente utilizzate per prelievi indebiti.

Il provvedimento restrittivo è stato notificato all’indagato presso la locale Casa Circondariale, dove si trova già ristretto dallo scorso 27 marzo. L’uomo era stato infatti arrestato in flagranza di reato per un episodio analogo, commesso sempre a Torino con le medesime modalità ai danni di altri due anziani.

Poco più che rime con Davide Cruccas

Cosa rimane delle canzoni se togliamo loro la musica? Poco piu che rime! Il taccuino ritrovato di un cantautore che appunta idee, testi, scarabocchi e illustrazioni che poi forse diventeranno canzoni.
“Poco più che rime” è un originale progetto del cantautore Davide Cruccas che corre su due binari: quello cartaceo, composto da un libro di testi di canzoni e illustrazioni, e quello sonoro che permette di scegliere i brani tramite il codice QR, per creare un ponte immediato verso l’ascolto. Un taccuino che raccoglie scarabocchi, frammenti e canzoni che prendono forma, ogni pagina rimanda a un brano, ogni brano racconta una pagina, e che nasce da un’abitudine quotidiana, quella di annotare tutto. Come hai iniziato Davide Cruccas? “Canto da sempre, da che io ho memoria, poi ho iniziato a imbracciare la prima chitarra scassata a 13 anni. La radio dei mie genitori allora passava musica italiana: i Nomadi, Celentano, De Gregori, poi mia sorella maggiore iniziò a portare a casa musicassette di Masini, Ramazzotti, Vallesi… Nel frattempo io continuavo a cantare, ascoltare e soprattutto copiare. Verso i sedici anni, complice la scuola superiore, mi innamorai del blues a del folk, da Eric Clapton a Bob Dylan, da Nick Drake e Don Mc Lean, e poi i Beatles, tanti Beatles, e ancora Beatles. Ma adoravo chiunque avesse una voce incredibile: i Platters, Sam Cooke, i Queen, Jeff Buckley. Per anni ho suonato blues e rock in molti locali di Torino, qualcuno esiste ancora, altri sono diventati dei sushi bar. Poi
ho iniziato a sentire il bisogno di dire qualcosa di mio e così sono arrivati i primi brani scritti da me e nel 2008 ho registrato il primo EP di canzoni italiane; poi la perdita del lavoro mi ha spinto a cercare la mia strada altrove e sono andato a vivere a Londra dove suonavo per strada ed in trasmissioni radiofoniche col mio trio folk, e lì ho inciso quattro brani in inglese.
Nel 2012 sono tornato a vivere in Italia, ho continuato a portare in giro i miei brani, che sono poi finiti in un altro Ep intitolato “Il sudore del cantautore” ed ho avuto l’onore di aprire concerti ad artisti come Claudio Lolli, e Zibba e Almalibre. Infine, sono tornato a vivere a Torino, dove insieme a Paolo Rigotto ho registrato il mio primo album “Ballate fra terra e cielo” che contiene 9 canzoni inedite” L’album ha avuto un buon successo da parte della critica di settore e il brano “Siamo ancora vivi” ha ottenuto la targa della critica al Premio Gianmaria Testa”. Ed ora c’è “Poco più che rime” con la prefazione di Fabio Geda e Paolo Capodacqua e con una buona parte di brani arrangiati e prodotti da Eddy Mattei, compositore, arrangiatore e collaboratore di Zucchero Fornaciari.

Igino Macagno

“Socrate 16.22”, teatro e innovazione con Stefano Accorsi

Nell’elegante cornice del Teatro Carignano, all’interno della Biennale Tecnologia — manifestazione sempre più trasversale, capace di interrogare le sfide del futuro anche attraverso il linguaggio dello spettacolo e dell’arte — stamattina la sala gremita e un pubblico caloroso hanno accolto Stefano Accorsi, protagonista di “Socrate 16.22”, affiancato in scena da Ludovica Martino e dalla studiosa Tatiana Tommasi. Lo spettacolo, scritto da Filippo Gentili e diretto da Ferdinando Ceriani, si inserisce pienamente nel dialogo tra teatro e innovazione promosso dalla rassegna.

La narrazione si sviluppa attorno a un rapporto padre-figlia tutt’altro che pacificato: lui rappresenta una generazione cresciuta con l’idea che la tecnologia sia progresso e soluzione, lei invece incarna il dubbio, l’inquietudine di chi si trova a vivere un futuro già scritto da algoritmi e sistemi che sfuggono al controllo umano. Il dialogo tra i due è serrato, a tratti duro, ma sempre attraversato da un legame affettivo che non si spezza mai davvero.

È proprio dentro questa frattura generazionale che si inserisce il tema dell’intelligenza artificiale. Non viene trattata come una minaccia spettacolare o fantascientifica, ma come qualcosa di molto più vicino e insidioso: una presenza che modifica lentamente il modo di pensare, di scegliere, perfino di relazionarsi. Lo spettacolo suggerisce che il rischio più grande non sia una ribellione delle macchine, ma una progressiva rinuncia dell’essere umano alla propria autonomia critica, insieme a una trasformazione — se non vera e propria perdita — del ruolo umano nel lavoro, sempre più spesso delegato o sostituito da sistemi automatizzati.

“Socrate 16.22” funziona perché non dà risposte facili. Mette lo spettatore davanti a una tensione reale: da un lato il fascino inevitabile dell’innovazione, dall’altro la paura che questo stesso progresso possa svuotare di significato le relazioni e l’identità. Ne esce una riflessione lucida e inquieta, che resta addosso anche dopo gli applausi, proprio perché parla più del presente che del futuro.

Al termine dello spettacolo si è aperto anche uno spazio di confronto con il pubblico: domande, osservazioni e riflessioni hanno dato vita a un dialogo vivo e partecipato, segno di quanto i temi affrontati tocchino da vicino e continuino a interrogare, ben oltre la scena.

GIULIANA PRESTIPINO

La Palazzina di Caccia di Stupinigi aperta nei ponti di primavera

Il Giardino Storico, la mostra Sulle strade della Regina e il percorso sulle tracce di Margherita di Savoia

 

 

 

 

La Palazzina di Caccia di Stupinigi (TO) è aperta al pubblico nei ponti del 25 e 26 aprile e dell’1, 2 e 3 maggio con un’offerta che unisce una passeggiata nel verde del Giardino Storico restaurato, una visita alla mostra che racconta le origini dell’automobile moderna Sulle strade della Regina e un percorso di scoperta de Le stanze di Margherita nell’Appartamento di Levante.

IL GIARDINO STORICO

Il Giardino Storico, recentemente restituito alla fruizione, rende nuovamente leggibile una parte significativa del paesaggio che circonda la residenza sabauda. Le gallerie verdi delle stanze di verzura tornano a definire il disegno del giardino, i parterre recuperano la loro geometria storica e il giardino di levante diventa il primo spazio di accoglienza del percorso di visita.

Tra gli interventi realizzati, percorsi più accessibili, la diffusione della rete wi-fi, una applicazione digitale personalizzata che accompagna la visita e la rievocazione della vasca di Fritz, l’elefante che nell’Ottocento visse a Stupinigi e che qui trovava spazio anche per le proprie abluzioni. L’antica piscina è oggi evocata attraverso una composizione vegetale che ne riproduce la forma, con specie capaci di garantire una fioritura stagionale che suggeriscono, con il colore, la presenza dell’acqua.

 

LA MOSTRA: SULLE STRADE DELLA REGINA

Tra cavalli e motori: la mostra Sulle strade della Regina. Alle origini dell’automobile moderna, fino al 28 giugno 2026 nella Citroniera di Ponente, racconta il passaggio dalla carrozza all’automobile ai tempi di Margherita di Savoia mettendo in relazione eleganza formale, innovazione tecnica e trasformazioni della mobilità. Prodotta da FOM – Fondazione Ordine Mauriziano e MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile, la mostra mette per la prima volta a confronto automobili storiche provenienti dal MAUTO e carrozze ottocentesche della collezione Nicolotti Furno, offrendo un nuovo sguardo sul mondo dei trasporti tra XIX e XX secolo. Il percorso espositivo attraversa un secolo di cambiamenti culturali e tecnologici, dalle carrozze – come Landau Ronde, Phaeton, Coupè Brougham, espressioni di prestigio, ritualità e status sociale – alle prime automobili italiane e straniere, tra cui Fiat Tipo Zero A, Isotta Fraschini BN 30/40 HP, Oldsmobile 6C Curved Dash, Benz Victoria. Ogni mezzo racconta un mondo in trasformazione: dalla lentezza e ritualità dei viaggi in carrozza, segno evidente di rango e potere, alla novità e al fascino delle prime automobili, ancora rare e sorprendenti, che condividono le strade con i cavalli. Costruttori come Benz, Fiat, Decauville, De Dion Bouton presentano modelli unici, spesso realizzati su misura e destinati a una committenza limitata e selezionata.

 

IL PERCORSO: LE STANZE DI MARGHERITA

Non solo una Regina, ma una donna con un gusto preciso, abitudini quotidiane, affetti, rituali e un’idea moderna dell’abitare. Con “Le stanze di Margherita”, la Palazzina di Caccia di Stupinigi, in occasione del centenario della morte, invita i visitatori ad entrare nella dimensione più privata e concreta di Margherita di Savoia, ultima sovrana ad abitare la residenza prima della sua trasformazione in museo. Il percorso restituisce l’ultima stagione vissuta di Stupinigi come dimora reale, tra il 1901 e il 1919. In quegli anni la Palazzina non fu più soltanto una residenza di caccia, ma una casa vissuta, adattata, trasformata per rispondere alle esigenze quotidiane della Regina Madre. Attraverso una serie di pannelli tematici con grafica dedicata, collocati nell’Appartamento e nell’Atrio di Levante e nell’area dell’ascensore storico, il percorso mette in dialogo fotografie d’epoca, immagini tratte da riviste del primo Novecento e ambienti attuali, permettendo ai visitatori di confrontare passato e presente in modo immediato e suggestivo. Un QR code, inoltre, consentirà di approfondire la storia attraverso testi e immagini di inizio Novecento.

 

INFO

Palazzina di Caccia di Stupinigi

Piazza Principe Amedeo 7, Stupinigi – Nichelino

Giorni e orari di apertura Palazzina di Caccia di Stupinigi e Giardino Storico: da martedì a venerdì 10-17,30 (ultimo ingresso ore 17); sabato, domenica e festivi 10-18,30 (ultimo ingresso ore 18).

Giorno di chiusura: lunedì

Biglietti:

Giardino – 5 euro intero, 3 euro ridotto

Palazzina – 12 euro intero, 8 euro ridotto

Mostra Sulle strade della Regina – 8 euro intero, 6 euro ridotto

Palazzina + Mostra: 18 euro intero, 14 euro ridotto

Palazzina + Giardino: 15 euro intero, 11 euro ridotto

Mostra + Giardino: 11 euro intero, 9 euro ridotto

Palazzina + Mostra + Giardino: 21 euro intero, 17 euro ridotto

Gratuito minori di 6 anni e possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte e Royal Card

Info e prenotazioni: 011 6200601

stupinigi@biglietteria.ordinemauriziano.it – www.ordinemauriziano.it