La Polizia di Stato di Torino, nel corso della consueta attività di contrasto al crimine diffuso svolta dalla Squadra Mobile, ha tratto in arresto quattro persone, sequestrando contestualmente circa 8 kg di cocaina e rilevanti quantità di hashish e marijuana.
I poliziotti dei Falchi della Squadra Mobile, avuto notizia nei giorni scorsi di una fiorente attività di commercio di sostanze stupefacenti in zona Barriera Milano, ha posto in essere una serie di servizi mirati sul territorio, attraverso cui riuscivano a individuare il centro nevralgico dello smercio del narcotico in una precisa via del quartiere.
Alla luce delle prime risultanze investigative, nel pomeriggio dello scorso 1° febbraio, gli agenti della Squadra Mobile hanno tratto in arresto tre giovani, poco più che ventenni, fermati e sottoposti a controllo mentre si allontanavano a bordo di una vettura Alfa Romeo, subito dopo aver ricevuto una busta da un quarto uomo; all’interno dello shopper bag da supermercato, riposto sul sedile posteriore dell’autovettura, i poliziotti hanno rinvenuto un grosso involucro sottovuoto, contenente 1.000 grammi di marijuana ricca di infiorescenze.
Le conseguenti perquisizioni domiciliari presso le abitazioni dei tre giovani, in Comuni della prima cintura torinese, hanno portato al rinvenimento di ulteriori 1.300 grammi di hashish, suddivisi in numerosi panetti di forma cilindrica da circa 50 grammi cadauno, più facilmente occultabili rispetto a quelli dalla classica forma a “saponetta”.
Lavoratori dipendenti
Credo che questo sia per me l’ultimo articolo dedicato ai funerali di Vittorio Emanuele. In primis lodo la bella (e coraggiosa) intervista del mio amico Gustavo Mola di Nomaglio (da non confondersi con il professore di Torre Sangiorgio (Cn) che decise con pochi amici legati ad una associazione segreta la decadenza da principe ereditario di Vittorio Emanuele. Anche molto apprezzabile l’intervista dell’amico Alberto Turinetti di Priero. Poi vengono gli scarabocchi storicamente sgrammaticati di chi ritiene che il funerale del principe in Duomo sia un’offesa alla Sindone, dimenticando che la Sindone venne portata a Torino dai Savoia e che l’arcivescovo che non andrà ai funerali, è il custode del dono che fece Umberto II al Papa. L’ultima ostensione vide Vittorio e famiglia ricevuti in pompa magna dall’arcivescovo pro tempore. Dopo l’esilio Vittorio Emanuele venne ricevuto dalla presidente Mercedes Bresso in Provincia; duole apprendere che oggi la stessa Bresso parli con disprezzo del signor Savoia: appare infatti un po’ incongruente con il suo passato di donna ligia alle istituzioni. Un altro giornalista sportivo che si definisce anche scrittore, scrive che il principe venne a Torino solo nel 2003, dimenticando che il principe era in esilio per oltre 50 anni non certo per libera scelta. Ci vuole quello che Omodeo chiamo’ il senso della storia e allora vedremmo che Torino è città sabauda in ogni angolo salvo le Vallette, via Artom ed altri borghi. Sono i Savoia che hanno edificato Torino. Basta vedere il mostro del palazzo dei lavori pubblici davanti al duomo o la pur bella Torre Littoria, per rendersi conto di cosa invece i Savoia hanno fatto con Juvarra, Guarini e i Castellamonte a Torino su invito della dinastia. Senza dimenticare il Museo Egizio e la Galleria Sabadua. Su Veneria Reale e la reggia non c’ è bisogno di dire nulla. Anche un fazioso non dovrebbe essere così incolto da non sapere. E al vero cretino che obietta anche su Superga come luogo di sepoltura del signor Savoia bisognerebbe ricordargli che la basilica venne edificata dal primo re sabaudo Vittorio Amedeo II.