redazione il torinese

Ritorno alle origini per la “De Sono”

 
Martedì 10 ottobre 2017 ore 19.30 (conferenza) e ore 20.30 (concerto)
Conservatorio «Giuseppe Verdi», piazza Bodoni 6, Torino


Tre storici borsisti dell’Associazione, una prima esecuzione assoluta e un informale incontro con gli artisti prima del concerto – davanti a un caffè offerto al pubblico da Lavazza – sono i tratti distintivi dell’appuntamento che martedì 10 ottobre 2017 apre la nuova stagione di concerti della De Sono. Sono infatti il violinista Giacomo Agazzini, la violoncellista Claudia Ravetto e il pianista Gianluca Angelillo gli strumentisti che alle 20.30 saliranno sul palco del Conservatorio «Giuseppe Verdi» di Torino: tutti beneficiari di una borsa di studio nei primi anni Novanta – tra il 1990 e il 1995 Agazzini si è perfezionato insieme agli altri membri del Quartetto di Torino a Fiesole e Stoccarda, Ravetto dal 1994 al 1995 ha studiato a Mannheim, mentre Angelillo ha frequentato il leggendario Conservatorio Čajkovskij di Mosca tra 1989 e il 1994 – svolgono oggi un’intensa attività concertistica oltre a essere titolari di cattedre di insegnamento in Conservatorio. Un concerto che non solo vuole attingere all’ormai ingente patrimonio di circa 250 borsisti sostenuti in quasi trent’anni di vita della De Sono, ma un’esemplare testimonianza di come Francesca Gentile Camerana, che della De Sono è fondatrice e direttore artistico, abbia sempre interpretato il legame tra l’Associazione e i giovani da essa sostenuti come un rapporto proiettato nel tempo, che non si esaurisce nella semplice erogazione di un sostegno finanziario durante gli anni di studio.

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Il programma della serata si snoda tra il barocco e la musica contemporanea, attraversando Romanticismo e Novecento storico. Si parte da Robert Schumann e i Sei studi in forma di canone op. 56; scritti originariamente nel 1845 per uno speciale tipo di pianoforte dotato di pedaliera, sono qui presentati nella trascrizione per pianoforte, violino e violoncello di Theodor Kirchner, amico e ammiratore della famiglia Schumann. Lavoro poco noto ed eseguito tra quelli che compongono il catalogo delle opere del compositore di Zwickau, rispecchiano mirabilmente gli interessi di Schumann per la polifonia, il quale proprio in quegli anni era alla ricerca di una sintesi tra le istanze della scrittura contrappuntista e quelle della sensibilità romantica. Un balzo nella Torino contemporanea ci porterà poi ad ascoltare in prima esecuzione assoluta la composizione di Andrea Chenna …di vento, di tempo e di suono…, 5 poesie per violino, violoncello e live electronics, che lo stesso autore descrive così: «Cinque poesie, lette dai loro rispettivi autori. Cinque poeti che affidano al microfono una possibile interpretazione, una tra le tante, infinite, però preziosissima perché arriva da chi su queste parole ha lavorato, ha cesellato, ha cancellato, ha sofferto. Ho preso queste registrazioni e ho scritto dei pezzi in cui i due musicisti (ma in realtà sono tre, perché sul palco ci sarà anche un vibrafono automatico, che suona proprio da solo e sarà incaricato di metterci in comunicazione con il mondo in cui ora abitano i poeti) fanno musica con le voci degli scrittori, con i loro ritmi e le loro intonazioni». La scrittura polifonica domina anche i tre successivi brani che aprono la seconda parte del concerto, con i Contrappunti n. 1, 17 e 4 tratti dall’Arte della fuga BWV 1080 di Johann Sebastian Bach, ultima fatica del compositore rimasta incompiuta (Bach si fermò a metà del ventesimo Contrappunto dei 24 programmati), in cui il concetto stesso di polifonia si spinge alle sue più estreme conseguenze consegnandoci un’opera senza destinazione d’organico. Chiude la serata il Trio in la minore op. 120 di Gabriel Fauré, composto a Parigi nel 1922 dal compositore ormai in età avanzata, due anni prima della morte e due dopo essere andato in pensione dalla carica di direttore del Conservatorio di Parigi che ricopriva dal 1905. Si tratta di un’opera ancora legata all’estetica impressionista, noncurante dell’eredità lasciata nel 1918 dalla morte di Debussy.

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Con questo concerto si inaugura infine un nuovo ciclo di incontri introduttivi affidati ad Andrea Malvano, che da quest’anno prendono il nome di Caffè con…, in virtù della collaborazione avviata con Lavazza, che in occasione di ogni incontro offrirà al pubblico una tazzina di caffè. Gli incontri si svolgono nella Saletta «Alfredo Casella» al primo piano del Conservatorio con inizio alle 19.30 e vedranno il coinvolgimento dei musicisti e dei compositori protagonisti del concerti. Il concerto e la conferenza, come di consueto, sono a ingresso libero.

I concerti e le attività 2017-2018 sono resi possibili grazie al sostegno dei Soci, degli Amici e di Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Regione Piemonte, Consiglio Regionale del Piemonte, Camera di Commercio di Torino, Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Maserati, Fondazione Giovanni Agnelli, Reale Mutua, Banca Patrimoni Sella, Sadem Arriva, Ersel, Buzzi Unicem.

 
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Obesity day, una giornata all’ospedale Mauriziano di Torino

L’ospedale Mauriziano di Torino partecipa alla campagna nazionale “Obesity Day”. Martedì 10 ottobre dalle ore 9 alle ore 16, presso l’ospedale Mauriziano di Torino, la Struttura di Dietetica e Nutrizione Clinica (diretta dalla dottoressa Anna Demagistris) sarà a disposizione dei cittadini. Sarà attivo un punto di incontro nell’area adiacente l’Aula Carle. Saranno presenti medici dietologi, dietisti, allievi del corso di laurea in Dietistica dell’Università di Torino. Sarà possibile rilevare i parametri del peso, dell’altezza e della circonferenza dell’addome per stabilire l’adeguatezza del peso corporeo e saranno fornite informazioni sull’alimentazione e sullo stile di vita utilizzando l’opuscolo informativo “ le dieci cose da fare non fare, dire o non dire, per prendere nel verso giusto una dieta”. Verrà inoltre proposto un questionario sulle conoscenze ed abitudini alimentari.L’ADI, Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica, ha promosso per il 10 ottobre una giornata nazionale di sensibilizzazione nei confronti del sovrappeso e dell’obesità. Il tema per l’edizione del 2017 è “Salute InForma, Dieta Mediterranea Regionale”. L’Obesity day 2017 si pone come obiettivo quello di pubblicizzare l’identità e le diversità dei sistemi alimentari regionali. Recuperare e mantenere la biodiversità agraria e la diversità degli animali d’allevamento è fondamentale nel garantire la vita dell’essere umano sulla Terra. In Piemonte, secondo lo studio PASSI, il 30% degli abitanti sono sovrappeso ed il 10% sono obesi. Ne sono più colpiti i maschi e le persone con un’età compresa tra i 50 ed i 70 anni. Il cardine della prevenzione e della terapia dell’obesità è un equilibrio alimentare accompagnato da uno stile di vita attivo che preveda la pratica di almeno 150 minuti di attività fisica alla settimana. Il compito delle Strutture di Dietetica e Nutrizione Clinica del Servizio Sanitario Nazionale è di garantire ad ogni utente un intervento adeguato dal punto di vista nutrizionale, volto a prevenire e curare situazioni patologiche anche gravi, legate allo stato di nutrizione, per le quali sia stata dimostrata un’efficacia dell’intervento nutrizionale.

 

(foto: il Torinese)

 

 

 

Tutti contagiati di salute e benessere

Un impegno pubblico per promuovere corretti stili di vita. Oltre duecento sindaci, autorità,  rappresentanti delle categorie, dell’associazionismo e delle organizzazioni sindacali, mondo della scuola e dell’informazione della provincia di Torino sono pronti ad  assumere un ruolo da protagonisti nel comunicare e realizzare progetti di salute e benessere. Dopo l’appuntamento di Asti dello scorso 21 aprile, il “Cammino degli Stati Generali dello Sport e del Benessere” arriva nel capoluogo piemontese. L’incontro, che si tiene mercoledì 11 ottobre alle ore 11 nell’Auditorium del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino (via Mazzini 11), è organizzato dal Consiglio regionale del Piemonte, attraverso gli Stati generali e la Consulta regionale dei Giovani, in collaborazione con la Fondazione piemontese per la ricerca sul cancro onlus, l’Università degli studi di Torino e il Centro ricerche performance e benessere. Media partner la Testata giornalistica regionale Rai.

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Portano il saluto istituzionale Mauro Laus, presidente del Consiglio regionale; Giorgio Bertola e Gabriele Molinari, membri dell’Ufficio di presidenza dell’Assemblea regionale in rappresentanza della Consulta Giovani; Allegra Agnelli, presidente della Fondazione per la ricerca sul cancro, e Gianmaria Ajani, rettore dell’Università degli studi di Torino. Molti i testimonial dell’evento, condotto dal regista e presentatore Rai Paolo Severini, dal presidente del Centro ricerche performance e benessere Luciano Gemello e dalla presentatrice Cristina Chiabotto (Miss Italia 2004).Salgono sul palco l’attore e regista Arturo Brachetti, l’illusionista e conduttore tv Marco Berry, il direttore generale ed ex calciatore del Torino Fc, Antonio Comi, la dirigente dell’ospedale Molinette di Torino, specialista in dietologia e scienza dell’alimentazione, Etta Finocchiaro, il ricercatore del dipartimento di Scienze cliniche e biologiche della Suism dell’Università degli studi di Torino, Massimiliano Gollin, i cabarettisti Marco (Amerio) e Mauro (Mangone). L’attore Luca Argentero, testimonial dell’evento, anche in rappresentanza della onlus 1Caffé, di cui è vicepresidente e socio fondatore, partecipa attraverso un video. Presente invece sul palco del Conservatorio il presidente della onlus, Beniamino Savio. Chiudono la mattinata con un’esibizione dal vivo gli “Eugenio in via di gioia”, vincitori della precedente edizione di “_reset festival”, accompagnati dal direttore artistico del festival che si è appena concluso, Alberto Citriniti, che illustra il progetto Wellness 4 music e music 4 wellness – organizzato in collaborazione con gli Stati generali dello Sport e del Benessere. Durante la manifestazione vengono proiettate le immagini della campagna sociale sui corretti stili di vita, condotta prevalentemente sul canale Instagram dell’Assemblea e caratterizzata dall’hashtag #contagiatidibenessere.

www.cr.piemonte.it

E’ morto Luigi Bobbio

E’ morto a Torino uno dei tre figli di Norberto Bobbio, Luigi, docente all’Ateneo subalpino. Gli altri due figli del filosofo sono Andrea e Marco.  Aveva 73 anni, era tra i leader di Lotta Continua negli anni ’70 e politologo esperto di politiche pubbliche. Oltre a una storia di Lotta Continua, tra i suoi lavori, rammenta l’agenzia Ansa,   il ‘Terzo rapporto sulle priorità nazionali: quale federalismo per l’Italia?’, ‘I governi locali nelle democrazie contemporanee’, ‘Le crisi urbane: che cosa succede dopo? Le politiche per la gestione della conflittualità legata ai problemi dell’immigrazione’. .

Anniversario a corte con le bande militari

 

In occasione dell’Anniversario della Reggia di Venaria e del quinto anno dell’unione con il Parco La Mandria domenica 15 ottobre, a partire dalle ore 16.00, è prevista la grande manifestazione Tattoo da Re – Rassegna musicale delle bande militari italiane, che si ispira al Military Tattoo1 , con la partecipazione della fanfara della Brigata alpina “Taurinense”, fanfara a cavallo della Polizia di Stato, fanfara Nazionale della Croce Rossa Italiana, fanfara Associazione Nazionale Bersaglieri “Roberto Lavezzeri” di Asti. Le formazioni musicali saranno accolte dalla Banda del Corpo Musicale Giuseppe Verdi e dall’Equipaggio di trombe da caccia della Reggia che porgeranno il loro saluto ed accompagneranno le varie fasi dell’evento. Si tratta sostanzialmente di un Festival di formazioni musicali – prevalentemente militari – che abilmente unisce musica e movimento in mix altamente spettacolare con caroselli ed esecuzione di brani musicali che precedono ed accompagnano il tradizionale “Taglio della Torta”.

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DOVE
Giardini e Corte d’onore della Reggia, Borgo Antico della città di Venaria Reale

QUANDO
Domenica 15 ottobre 2017, dalle ore 15.30

COME
Ingresso libero nella Corte d’onore fino a capienza consentita

CISTERNA D’ASTI, LA MUSICA ITALIANA SI RITROVA ALLA ‘TENUTA LA PERGOLA’

 Grandi artisti in visita alla ultracentenaria cantina astigiana

Prosegue con successo, dopo ‘Cantine Aperte’ di settembre, il cartellone di eventi della ‘Tenuta La Pergola’ di Cisterna D’Asti, dal 1903 a oggi una fra le più antiche e pluripremiate aziende enoiche piemontesi, guidata da Alessandra Bodda, fra le poche quote rosa del vino in Italia.

Domenica 15 ottobre, durante il pranzo delle ore 13.00, la storica cantina ospiterà gratuitamente alcuni grandi nomi della musica leggera italiana tra cui Valerio Liboni, leader del noto gruppo storico del pop nazionale I Nuovi Angeli (celebri le loro hit ‘Donna Felicità’, ‘Ragazzina’, ‘Singapore), affermato music-maker già collaboratore di Fiorella Mannoia, Renzo Arbore, Pippo Franco, Rettore, New Trolls, Little Tony e molti altri.

Con lui anche Gatto Panceri, grintoso cantautore di successo con tre partecipazioni a Sanremo e 10 album all’attivo (è atteso per il 2018 il nuovo cd di inediti dal titolo ‘Pelle d’oca e lividi’) e firma di brani evergreen per Andrea Bocelli (uno su tutti, ‘Vivo per lei), Giorgia, Mina, Mietta, Massimo Ranieri, Fausto Leali, Riccardo Fogli, Paolo Meneguzzi e altri ancora.

Al tavolo degli artisti anche Danilo Amerio, raffinato cantautore astigiano che ha partecipato con successo a tre ‘Festival di Sanremo’ negli anni Novanta, e cui si devono grandi successi per cantanti come Anna Oxa (sua ‘Donna con te’), Mia Martini, Umberto Tozzi, Raf, Giorgio Faletti, Pierangelo Bertoli, Marco Masini, Fiordaliso e Adriano Celentano.

Insieme a loro anche Gae Capitano, stimato paroliere di Fabi-Silvestri-Gazzè nel pluricelebrato disco-evento ‘Il Padrone della Festa’, Ilaria Porceddu (già concorrente di ‘X Factor’ e ‘Sanremo 2013’) e collaboratore del più noto compositore italiano di sempre, Maurizio Fabrizio.

All’evento, alla presenza di un parterre di affermati giornalisti, il noto critico musicale torinese Lele Boccardo, già autore del fortunato romanzo ‘Un futuro da scrivere insieme’ (Seneca Edizioni, 2011), presenterà ‘Il Rullante Insanguinato’ (Sillabe di Sale Editore), il primo noir musicale italiano che reca la doppia prefazione del cantautore Andrea Mingardi e del giornalista, scrittore e critico musicale Maurizio Scandurra, che dialogherà con Lele Boccardo durante l’incontro alla ‘Tenuta La Pergola’.

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Al termine della presentazione letteraria, gli ospiti visiteranno i locali e i vigneti della storica cantina effettuando al contempo percorsi di degustazione. Per informazioni, www.tenutalapergola.it, 0141 979246, 338 2029588.

Tatiana Andreoli campionessa mondiale Junior a squadre

 
Per la prima volta nella sua storia l’Italia si è laureata campione del mondo con la squadra femminile Junior dell’arco olimpico. E del terzetto azzurro fa parte anche un’arciera piemontese: Tatiana Andreoli. Classe 1999, originaria di San Giorio di Susa e tesserata per la Iuvenilia, Tatiana ha tirato insieme alle compagne Lucilla Boari (Arcieri Gonzaga), classe 1997 e azzurra a Rio 2016, e Vanessa Landi (Arcieri Montalcino), classe 1997. A Rosario, nell’ultima giornata della rassegna iridata giovanile, le tre ragazze hanno sconfitto in finale la Cina di Jiaman Li, Xiaoqing Long e Zhiyun Xu. Una grande rimonta da parte delle azzurre, sotto 4-0 dopo i primi due set (parziali 57-51 e 59-53) ma bravissime a recuperare aggiudicandosi i due successivi (53-51 e 55-50) e rimandando l’epilogo allo shoot off. Nelle tre frecce di spareggio Lucilla, Vanessa e Tatiana hanno tirato due 9 e un 8, totalizzando un punto in più delle avversarie e mettendo al collo la medaglia d’oro.

Il Mondiale della formazione italiana è iniziato con l’ottavo posto in qualifica. Nel primo turno del tabellone degli scontri diretti le azzurre hanno quindi incontrato e sconfitto la Russia allo shoot off. Ai quarti hanno piegato con un netto 6-0 la Corea del Sud e con analogo punteggio si sono aggiudicate la semifinale contro la Polonia, giungendo così alla sfida per il titolo contro la Cina. Da segnalare, infine, che Tatiana Andreoli, Vanessa Landi e Lucilla Boari sono cresciute alla Scuola Federale FITARCO di Cantalupa (Torino). Tutte e tre hanno ottenuto la convocazione anche per i Mondiali Assoluti e saranno in gara a Città del Messico dal 16 al 22 ottobre.

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Sono così andati in archivio nel migliore dei modi i Campionati Mondiali giovanili, evento dedicato alle classi Junior e Allievi. Oltre a Tatiana Andreoli il Piemonte ha visto impegnati a Rosario altri due arcieri, entrambi tesserati per l’Ar.Co.Arcieri Collegno: Aiko Rolando e Alex Boggiatto, la prima nell’olimpico Allievi, il secondo nel compound Junior. Nella prova individuale Tatiana Andreoli ha chiuso la qualifica al 28esimo posto con 625 punti e ha poi perso allo shoot off contro la spagnola Celia Castanos. Ottima qualifica per Aiko Rolando, decima con 653 punti e poi sconfitta 6-4 dall’altra azzurra Karen Hervat. Bene nelle 72 frecce anche Alex Boggiatto, nono con 683 punti; Alex ha poi superato 136-133 lo svedese Hampus Borgstrom e 143-126 il sudafricano Luke Van Leeuwen, prima di arrendersi 144-131 contro lo statunitense Jesse Clayton. Per quanto riguarda invece le gare a squadre, Aiko Rolando, Elisa Ester Coerezza e Karen Hervat hanno perso al primo turno allo shoot off contro le Filippine, dopo aver concluso le eliminatorie al nono posto. La giovane atleta piemontese ha partecipato anche al mixed team in coppia con Antonio Vozza; i due, noni al termine delle qualifiche, hanno battuto la Gran Bretagna e sono poi stati sconfitti ai quarti dalla Corea del Sud. Alex Boggiatto, Viviamo Mior e Jesse Sut hanno invece chiuso la qualifica in seconda posizione e si sono inchinati ai quarti di finale contro la Gran Bretagna.

Chiusa l’11a edizione di Portici di Carta. Tutto esaurito

Donati oltre 300 libri per le Biblioteche civiche torinesi. E prosegue l’iniziativa Buono da leggere

 

 

Grande affollamento nei due giorni dell’undicesima edizione di Portici di Carta, che ha chiuso i battenti alle 20 di domenica 8 ottobre 2017. Il direttore editoriale del Salone Internazionale del Libro, Nicola Lagioia: «Conclusione in gloria per questo Portici di Carta, con un oratorio di San Filippo Neri stracolmo, così come stracolme sono state le strade di Torino in questi due giorni dedicati ai libri. Grazie. Noi del Salone Internazionale del Libro siamo un po’ stremati ma felici. Ci prendiamo poche ore di pausa, e poi voliamo a Francoforte alla Buchmesse. Tanti editori italiani e stranieri ci aspettano, per costruire tutti insieme il grande progetto della 31a edizione. Appuntamento dal 10 al 14 maggio e già fra pochissimo con la ripartenza dei Giorni Selvaggi». «Grande successo per l’edizione di Portici di quest’anno – commenta l’Assessora alla Cultura della Città di Torino, Francesca Leon – dovuta alla partecipazione di tutti e soprattutto dei cittadini che hanno affollato ininterrottamente le bancarelle e gli appuntamenti del programma culturale, dedicando una “due giorni” alla lettura e ai libri». Sold-out allo spazio eventi dell’Oratorio San Filippo per gli incontri con Erri De Luca, la dedica a Paolo Villaggio, la Premio Campiello Donatella Di Pietrantonio, lo spettacolo di Gabriella Greison dedicato a Marie Curie ed Hedy Lamarr, il reading-concerto di Giorgio Licalzi con Giuseppe CulicchiaAndrea Bajani e Tiziano Scarpa. Sempre affollato lo Spazio Bambini di piazza San Carlo letteralmente preso d’assalto per le fiabe, letture, giochi e animazioni proposte da minibombo editore ospite, dalle Biblioteche civiche torinesi, Associazione Iter e dai ragazzi del Servizio Civile Nazionale.

(foto: il Torinese)

Carretta: “Un Pd che torni a capire le periferie”

Finita l’intervista mi porge il documento base per la sua elezione e sornionamente mi chiede di leggerlo. “Sai ho lavorato e discusso molto con i miei collaboratori”. Mimmo Caretta probabilmente sarà eletto segretario del Pd torinese. 42 anni, è nato a Canosa di Puglia, laureato a Bologna con specializzazione a Genova. Laurea in lettere e a 16 anni iscritto e segretario di Sinistra Giovanile. Ed aggiunge: “arrivo da una famiglia democristiana”. Nell’ immagine di whatsapp un giocatore del Perugia alza il pugno chiuso salutando il pubblico. Sicuramente inusuale, sia nel mondo del calcio, sia per un politico. 
Mimmo, come mai questa candidatura?
È nata quasi come provocazione. Poi, diventando unitaria, andando oltre ha acquisito un forte valore politico.
Cioè?
Questo Pd ha avuto e forse avrà troppe divisioni interne che gli fanno male. Più che gli avversari politici.
Ma questo partito esiste?
Assolutamente. Magari acciaccato…ha preso molti colpi. Ma vivo e vegeto.
Primo segretario del Pd di origine meridionale?
No. Forse il primo eletto da un congresso. 
Ma cos’è per te un partito? 
Comunità e condivisione di popolo.
Truppe a disposizione?
10 mila sparsi su tutto il territorio provinciale.
Sufficienti? Veritieri?
Non c è mai limite al meglio…e noi lavoriamo per il meglio. E poi sono le nostre “divisioni” la  maggiore garanzia per un tesseramento trasparente. Io cerco di impegnarmi nel visitare tutti i 90 circoli territoriali. 
Maggiore delusione?
Purtroppo alcune legate alle sconfitte elettorali. In particolare la non rielezione di Fassino
Non ve la aspettavate?
Forse sì, ma si spera sempre, anche in questa occasione. A casa nostra hanno detto : le periferie non ci hanno capito. Io più prosaicamente sostengo che non abbiamo capito le periferie. Conclusione, non ha vinto l’Appendino abbiamo perso noi.
Dei pentastellati locali che ne pensi?
Lasciamo stare…Anzi no, ti dico con un esempio. Alle 8 30 la Sindaca ha convocato una conferenza stampa su bilancio e tagli. 
Ora insolita, aveva paura?
Sicuramente non sopporta domande che la mettono in difficoltà. Montanari gioca nel fare il gruppettaro. Gli altri ” so’ ragazzi”.
Maggiore soddisfazione?
 In politica, farla con amici e perché no con  “paesani”. Anche per questo Torino è proprio un mio nuovo “paese”, anche per questo mi sono candidato a segretario del Pd.
Patrizio Tosetto

Quasi una landa beckettiana, certo un’integrazione con tutte le sue ferite

Ad aprire l’ultima stagione pensata e preparata da Mario Martone per la sempre maggior gloria dello Stabile torinese – poi, dal primo gennaio prossimo, si metterà a tavolino Valerio Binasco, che nel maggio scorso ci aveva promesso un bel “ci divertiremo!”: stiamo a vedere – provvede domani sera nella sala sfavillosa del Carignano (questa sera l’anteprima) Disgraced, ripensato qui con il titolo Dis-crimini, un testo (“necessario” lo definisce qualcuno) quanto mai attuale che sta sopravanzando ogni altra truppa teatrale, grande successo negli States, con all’attivo già in scena o in piena preparazione circa 25 edizioni in lunga tedesca, oltre a quella di casa nostra una messinscena di Jacopo Gassmann per il genovese Teatro della Tosse, forse un qualcosa di meno altisonante, pure lei con il suo bel debutto domani sera e con un augurabile interscambio possibile con l’amico/nemico che sta a nemmeno due ore di macchina, per quelle incomprensibili leggi teatrali che rarissimamente e felicemente capitano sui palcoscenici italiani, cui noi non siamo davvero abituati. Una “lotta” che ha in sé un più che ben augurante confronto. L’autore è un già premiatissimo scrittore di teatro pachistano/statunitense, è nato nel ’70 oltre oceano e dopo la laurea se ne è venuto in Toscana a lavorare con Grotowski, già da molti considerato il più grande nome della scrittura teatrale di oggi, di nome fa Ayad Akhtar, per noi sconosciuto del tutto ma già carico di un Pulitzer nel 2013, di un Obie Award per la Drammaturgia nello stesso anno e l’anno precedente di un Joseph Jefferson Award per il miglior nuovo testo. Il regista è Martin Kušej, austriaco, innamorato della cultura italiana, grande frequentatore di teatri d’opera, abituato ad approfondire Mamet come Albee, Ibsen come Goethe, oggi direttore del Residenztheater di Monaco di Baviera e, passando attraverso una sua versione del Don Carlos di Schiller, pronto ad approdare nella stagione 2019/2020 all’incarico di direttore presso il prestigioso Burgtheater viennese, un punto fermo delle stagioni europee, “tecnici e budget da far impallidire qualsiasi altro teatro”, sottolinea con un pizzico d’invidia Filippo Fonsatti, direttore dello Stabile di Torino, che è più che abituato a far di conto.

Il nome di Kušej non è nuovo da noi, a lui dobbiamo quell’edizione delle Lacrime amare di Petra von Kant che ancora Fonsatti definisce come “lo spettacolo più bello passato da noi negli ultimi dieci anni”, decisamente diretto verso un teatro molto materico, capace di stravolgere e di sconvolgere, nemico di ogni naturalismo. Qui non avrete a sbranarsi quattro personaggi ben definiti (“ ho voluto anche asciugare quei riferimenti che ricollegassero il testo ai riferimenti della upperclass newyorkese”), nel salotto bene di chi ha fatto un invito per una cena, ma quattro individui, molto universalizzati, quasi simboli, pronti ad agire in quello che è divenuto un ring (vedremo qualcosa che s’avvicina parecchio al Carnage cinematografico di Polanski?), una grande quanto immacolata cornice che a poco a poco si mescola e si sporca con un nero tappeto di carbone. Non è più un angolo di mondo, bensì uno “spazio mentale”. Il tutto per dar vita alla battaglia che coinvolge Amir, un avvocato finanziario cresciuto in terra americana ma di origini pakistane, la moglie Emily, pittrice di successo, i loro amici (?) Isaac che è un noto curatore d’arte e Jory: un incontro che è un’amichevole conversazione pronta a scivolare in un’attualità distruttiva, nelle questioni più aspre che coinvolgono il dibattito politico e religioso. Testo necessario, si diceva, lo specchio su di una integrazione che si dava per assodata ma che al contrario si troverà a mettere a nudo tutti i propri lati scoperti e le sue ferite. Testo che potrebbe apparire come un classico testo di conversazione, capace a sviluppare una situazione esistenziale, quasi fosse una landa sconfinata in cui incontrare le parole scarne e i silenzi di Beckett. Gli attori parlano con le nuove parole di Monica Capuani, la drammaturgia è di Milena Massalongo.

Ad impersonare i ruoli principali (con accanto il giovanissimo Elia Tapognani, “un testo fondamentale per il lavoro d’attore, ogni cosa non è mai stata lasciata in superficie, ma estremamente approfondita: ti pare di essere davanti a una partitura musicale”, dice con il tono di chi s’avvicina al mostro sacro per la prima volta) Paolo Pierobon e Fausto Russo Alessi, entrambi di scuola ronconiana (“è stata una passeggiata di salute, con un regista come Martin non si può barare, il suo sguardo ti restituisce autenticità al 100 per 100: tutto si chiarisce e s’approfondisce, luci ombre rapporti sotterranei, dà vita ad un viaggio appassionante”, dice il primo; e l’altro chiosa con un termine inatteso, “destabilizzante”), Anna Della Rosa e Astrid Meloni, in conferenza stampa nerovestita, chiusa nella bellezza del suo collo modiglianesco. A dire tutto il discorso che questa partitura saprà sviluppare, salta fuori in ultimo la notizia che la messinscena torinese sarà ospite a fine stagione del Residenztheater: e Fonsatti allunga il passo, facendo intendere a Kušej future, probabili collaborazioni.

 

Elio Rabbione