redazione il torinese

Roghi anche dolosi, trovati inneschi non attivati. I carabinieri alla ricerca dei responsabili

Almeno in parte i roghi sono stati dolosi, anche se al momento i carabinieri non hanno riscontri investigativi certi.  Ma il generale Antonio Ricciardi, comandante dell’Unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare dell’Arma, dopo un sopralluogo nelle zone della Val Susa colpite dagli incendi degli ultimi giorni rivela che sono stati trovati  inneschi  non  attivati. “Ora siamo impegnati a individuare i responsabili dei roghi” dichiara all’Ansa il generale. Intanto la Regione ha deciso lo stop della caccia nelle aree del Torinese e del Cuneese devastate dalle fiamme.
   

Enerbrain vince la Iren Start Up Award

 Iren supporterà il progetto con un contributo di 10mila euro

 Enerbrain è il vincitore della prima edizione della Iren Start Up AWARD, la competizione lanciata lo scorso luglio da Iren, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, rivolta alle giovani imprese per la selezione del miglior progetto innovazione nei settori dell’energia, dell’ambiente e del ciclo idrico. In particolare, la start-up torinese Enerbrain ha proposto una soluzione di efficientamento energetico attraverso Energy cloud, un kit che rende gli edifici non residenziali più smart modulando in tempo reale, attraverso dispositivi ultra innovativi, l’uso dell’energia. Un sistema che consente un risparmio dei consumi energetici di oltre il 30%. Iren supporterà il progetto con un contributo di 10 mila Euro. La cerimonia di premiazione è avvenuta  a Genova nella cornice del Festival della Scienza 2017. Si ricorda che il progetto Iren Start Up AWARD si è svolto attraverso un processo di selezione su tre fasi. Da 84 giovani imprese partecipanti nel primo step sono state individuate 25 start up. Successivamente un rappresentante per ogni start up ha partecipato a Torino ad una 2 giorni di “Investor readiness training” da parte di Angel Investor coaches e rappresentanti di IREN che si sono focalizzati su attività volte a migliorare le capacità di presentazione e di esposizione delle idee a possibili stakeholders e investitori. Nella tappa successiva, definita Deal Line-Up, che si è svolta a Reggio Emilia, ogni startup ha presentato la propria idea/prodotto/servizio a due giurie di esperti IREN che hanno selezionato gli 8 migliori progetti, sia dal punto di vista tecnico che come maturità. In ultimo, le finaliste hanno avuto l’opportunità di presentare i propri progetti al top management di IREN. “Lo sviluppo e la crescita dei nostri business ha dichiarato Paolo Peveraro, Presidente del gruppo Iren passa attraverso il confronto e la collaborazione con start up che presentano idee ad alto contenuto innovativo e tecnologico. Intendiamo dunque continuare ad investire in questo settore e consideriamo il Corporate Venture Capital come una leva decisiva nelle strategie di open innovation”.

La ricorrenza dei defunti resiste ancora tra culto e ricordi, sentimento e tradizione

di Pier Franco Quaglieni

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E’ cominciata la settimana dedicata al culto dei morti che culminerà con i ricordi anche pubblici nei cimiteri. Il clima di questi giorni e’ lontano da quello piovoso e freddo che viene collegato di norma a queste festività . Il culto dei Santi appare abbandonato dai più, forse neppure capito. Quello dei propri morti invece resiste ad ogni tentativo paganeggiante di sostituire la nostra tradizione con una festa a noi estranea come quella di Halloween a cui giustamente l’arcivescovo Cesare Nosiglia ha opposto un incontro nella Basilica di Superga.

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IL CULTO DEI MORTI

I fiorai registrano un numero di clienti che forse è persino più alto di quelli che hanno a Natale e sembra che la crisi non impedisca a nessuno o quasi l’acquisto di un fiore. I cimiteri brulicano di visitatori .In passato a Torino veniva diffusa ogni anno la guida storico – artistica che scrissi con Romano Campagnoli e che ebbe tanto successo. L’Amministrazione Chiamparino la abolì in seguito alle dimissioni imposte all’Assessore ai cimiteri Giuseppe Lodi, capro espiatorio di errori gravi non suoi e ideatore della medesima. Oggi i miei testi vengono riprodotti su alcune tombe,ignorando parecchie di quelle che io inserii nella guida. Un criterio che non si comprende. C’è, ad esempio, un monumento al capo degli arditi torinesi Carlo Cherasco che io citai; quest’anno è il centenario della fondazione degli Arditi, ma il monumento manca di ogni spiegazione. E così l’eroe del Montenero nella Grande Guerra il maggiore degli Alpini Vincenzo Arbarello a cui pure è dedicata un’importante piazza torinese, è addirittura abbandonato a sè stesso senza neppure un fiore, almeno da parte dell’Associazione Alpini. Ovviamente delle tombe dei caduti della RSI a Torino neppure si parla. Eppure anche quei caduti appartengono alla storia di Torino, una storia tormentata e drammatica, ma pur sempre da ricordare come ogni altra pagina. Mi sembra che l’aspetto del ricordo delle figure storiche nel Cimitero Monumentale, in quello Parco e nei cimiteri di Cavoretto e di Sassi sia stato quasi totalmente abbandonato in controtendenza ad altre grandi città come Genova che fanno del cimitero di Staglieno addirittura un richiamo turistico. Anche i molti torinesi che vanno fuori Torino per il ponte dei Santi, non dimenticano i propri morti. Non è solo il rito cristiano dei morti, ma anche e soprattutto la <<corrispondenza di amorosi sensi>> che lega i vivi ai morti, di cui parlava Foscolo. E’ un culto antico che precede il Cristianesimo e si ritrova in civiltà lontane come quella delle Egizi, degli Etruschi, dei Romani. A Torino da alcune decine d’anni è attecchita l’usanza tipicamente meridionale dei lumini davanti alle tombe, lumini volti a “illuminare la sotterranea notte” come scriveva Foscolo, di morti.

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LA CREMAZIONE

Ormai da molti anni ha preso piede l’abitudine della cremazione che fino ad un certo punto venne vietata dalla Chiesa. La cremazione ,come rivela anche il nostro cimitero monumentale nella parte riservata ad essa,fu inizialmente un atto di esplicita miscredenza  volta a negare l’esistenza dell’anima immortale dell’uomo. Mangiapreti e massoni scelsero quella sepoltura come sfida esplicita alla Chiesa. Poi le cose sono cambiate e oggi la Chiesa cattolica ammette il rito della cremazione. Le cellette occupano poco spazio e la cremazione appare una soluzione igienica. Certamente gli spazi angusti riservati a tutti senza distinzione (La livella di Totò) cozzano contro il valore della tomba che non è solo un privilegio dei ricchi che possono permettersi monumenti, mentre i poveri finiscono inumati nella nuda terra. I sepolcri hanno anche un valore storico e quello delle donne e degli uomini che hanno lasciato di sè un ricordo importante, è giusto e non legato alla posizione economica dei medesimi. Il tempio di Santa Croce a Firenze con le tombe dei grandi Italiani da Machiavelli ad Alfieri è forse l’esempio più illustre di come una Nazione possa trovare in alcune tombe il senso della propria storia, venendo  esse indicate ad esempio delle future generazioni. L’idea della celletta con le ceneri o addirittura la dispersione delle ceneri è un modo di intendere la morte eguagliatrice( che annulla in certa misura anche il valore della vita)non sempre accettabile ,anche se non c’è nulla di più privato della morte e quindi ciascuno ha diritto a scegliere la sua ultima dimora come e dove meglio crede. Diceva Orazio che egli non sarebbe morto per intero perché lasciava la sua opera. In questi casi il ricordo dei posteri è dato dall’opera lasciata che sopravvive alla fine della vita mortale.

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ANCHE GLI ANIMALI HANNO UN’ ANIMA

Anche gli animali hanno diritto di essere ricordati ,adesso ci sono piccoli cimiteri privati per loro o c’è la possibilità di conservarne le ceneri in casa. Scriveva Goffredo Parise che “tutti gli animali hanno un’anima”. Ed è proprio così. Quando penso ai miei cani e gatti non li penso nell’Ade tenebroso  ma li penso che corrono felici nel Paradiso degli animali. Ho riletto Il giorno dei morti di Pascoli e nella lacrimevole poesia pascoliana ho ritrovato il senso profondo dell’affetto che lo legava ai propri defunti. In modi totalmente diversi, siamo in tanti a dedicare il nostro pensiero ai nostri morti, non solo attraverso la preghiera cristiana, ma anche attraverso il ricordo. Non è necessario andare in visita alle loro tombe , a volte basta un pensiero, un oggetto ,un libro. I morti vivono anche attraverso le loro opere e loro cose. Io indosso spesso un orologio di mio padre e mi sembra di averlo insieme a me.

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HALLOWEEN E IL NICHILISMO

Anche i nostri amici che non sono più ritornano alla mente in modo più forte nel ricordo. Quando vado al Camposanto per i miei, per mio Padre in modo particolare, passo sempre alla tomba di Mario Soldati e parlo un attimo con il suo <<cenere muto>>. E poi il 4 novembre, Giorno della Vittoria, parlerò come sempre nella piazza del Comune di Alassio con un ricordo ai Caduti di tutte le guerre ,compresi implicitamente anche i miei zii volontari morti nella Grande Guerra. Per me questi giorni sono una commistione di ricordi famigliari e patriottici profondi che non riesco e non voglio disgiungere. Alla faccia di Halloween e di un processo di imbarbarimento in atto che non posso accettare, come mi risulta inaccettabile il nichilismo che distrugge ogni speranza oltre la morte. Il laico Benedetto Croce scriveva che “la vita intera è preparazione alla morte”: di fronte ad essa siamo colti da quel senso del mistero che oggi non si vuole più riconoscere. Siamo tornati quasi inconsciamente a certo meccanicismo settecentesco e successivamente al positivismo tardo ottocentesco che faceva delle vita un fatto meramente materialistico e biologico. Queste giornate dedicate al ricordo dei defunti ci dimostrano che per tante persone il rapporto con i morti è un qualcosa che travalica le fedi religiose e ci richiama a valori intimi e di civiltà che rendono l’uomo del 2000 non diverso da quello dei millenni passati. Io ho cominciato ad apprezzare la sensibilità di un’amica, quando ho saputo che ogni domenica si reca alla tomba del marito morto. Un atto di amore che va oltre la morte.

quaglieni@gmail.com

Formazione e lavoro più vicini con il master

La distanza  si riduce con il Master universitario in Marketing, Sales & Digital Communication e quello in Marketing, Sales & Management dell’Industria Alimentare

 

Avvicinare sempre di più il mondo della formazione universitaria alle aziende. È quello che da anni si propone l’ Università di Torino, con la promozione di Master quali quello universitario di primo livello in Marketing, Sales & Digital Communication, giunto quest’anno alla sua sesta edizione ( con inizio il 22 novembre prossimo), e che vede tra i propri partner l’ Ascom, Atlec, la Camera di Commercio di Torino e il Cdvm (Club Dirigenti Vendite e Marketing) dell’Unione Industriale di Torino. Si tratta di un Master organizzato dall’ Università degli Studi di Torino, nella sua sede di corso Unione Sovietica 218 bis, diretto da Anna Claudia Pellicelli del Dipartimento di Management, Professore di Marketing Strategico, Marketing Internazionale, Branding, Economia e Direzione delle Imprese. “Si tratta di un’offerta formativa – spiega uno dei partecipanti all’ultima edizione del Master, Alessandro De Carolis, ora Marketing & Events Manager presso Villa Balbiano a Andezeno – che si fonda su basi pratiche e si propone di ridurre la distanza tra la fase di apprendimento e quella professionale, per consentire ai giovani partecipanti di inserirsi e operare con successo in importanti realtà imprenditoriali, sia di carattere nazionale sia internazionale. Sponsor e partner aziendali contribuiscono attivamente alla didattica con casi e testimonianze, contest internazionali e anche premi di studio per studenti particolarmente meritevoli”.

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Il Master prevede lezioni in aula, affiancate a attività outdoor, business game, seminari e visite aziendali, oltre a un corso universitario di Specializzazione in Retail Management, con sede a Barcellona, oggi una delle città più dinamiche e globali a livello non solo europeo nel campo del retail. Stage da 4 a 6 mesi consentono poi agli studenti del Master di svolgere attività di primo inserimento lavorativo, in diverse aree aziendali in Italia e all’estero. Da quest’anno i partner consolidati del settore alimentare dell’Unione Industriale di Torino hanno poi progettato, in collaborazione con l’ateneo torinese, un secondo Master specifico per il settore alimentare, che avrà inizio il 22 novembre prossimo, sempre presso la sede dell’Università degli Studi di Torino, in corso Unione Sovietica 218 Bis. Il Master in Marketing, Sales & Management dell’Industria Alimentare ha come suo obiettivo primario la formazione di figure manageriali in campo alimentare. Sono partner del Master le eccellenze del made in Italy, che contribuiscono a una partecipazione attiva alla didattica con testimonianze, case studied, workshop e project in field. Una particolare attenzione sarà riservata a materie come il marketing internazionale, il trade marketing, il tema degli acquisti e vendite, finanza e controllo, supply chain management, labelling e digital marketing, nonché la materia di business agreement, dato il moltiplicarsi delle normative europee in materia di diritto agroalimentare. Nel corso del Master è anche previsto il corso di Specializzazione in Food & Beverage Management a Barcellona.

Mara Martellotta

Halloween sì o no?

HALLOWEEN33

Lasciate che i bambini si trasformino in vampiri e streghette per una sera. Lasciate che vengano a suonare alla vostra porta e sommergeteli di dolcetti. Loro si divertono. E questo non va sicuramente a scalfire o offendere quello che è il ricordo delle persone care. Anzi. Magari il 2 novembre andiamo tutti al cimitero con un sorriso in più. Contenti di aver fatto felice qualche bimbo con un pacchetto di caramelle

 

Anche Torino si prepara a vivere la notte più spaventosa dell’anno. Pur essendo nata come festa anglosassone, infatti, Halloween si è ormai imposto a pieno titolo come occasione in più di dare libero sfogo alla nostra smodata voglia di bagordi, coinvolgendo non solo i piccoli, ma anche – seppure in misura minore- i più grandi. Eppure le polemiche legate a questa festività sono ancora molte. Giusto qualche giorno fa sull’autobus ho sentito alcune persone lamentarsi dell’imminente arrivo di Halloween, festa a loro giudizio irrispettosa nei confronti dei nostri cari che non ci sono più.

Non sono nessuno per dire se sia giusto o sbagliato. Certo è che il 2 novembre i fiorai centuplicano gli incassi grazie a persone che quasi esclusivamente in questa data si sentono mosse a pietà e decidono di portare dei fiori sulle tombe. Per poi lasciarli a seccare per il resto dell’anno. I ricordi sono ricordi. I cari si portano nel cuore. Credo che mio nonno sarebbe stato solo felice di vedere le mie cugine mascherate da streghette con le ragnatele finte attaccate ai vestiti.

Se però proprio volete, istruiamo piuttosto i bambini sul reale significato del Natale. Anche questa è una festività religiosa. Ma più nessuno viene turbato o seccato dal risvolto commerciale che questa festa ha assunto negli anni. Nessuno si permette di non far trovare ai bambini almeno un pensierino sotto l’albero, adducendo come motivazione il fatto che sia il giorno in cui il Signore è nato, quindi non ci sia alcun bisogno di fare regali.

Indossare una maschera non fa di noi delle persone meno serie. Questo non c’entra. La serietà va dimostrata ogni giorno in altri àmbiti. Lasciate che i bambini si trasformino in vampiri e streghette per una sera. Lasciate che vengano a suonare alla vostra porta e sommergeteli di dolcetti. Loro si divertono. E questo non va sicuramente a scalfire o offendere quello che è il ricordo delle persone care. Anzi. Magari il 2 novembre andiamo tutti al cimitero con un sorriso in più. Contenti di aver fatto felice qualche bimbo con un pacchetto di caramelle.

Tersilla Garella

Medici neo-specializzati, Grimaldi (SEL-SI): “si facciano i controlli”

Dopo le denunce sulle condizioni di sfruttamento


Oggi l’Assessore Saitta ha risposto all’interrogazione urgente del Capogruppo di SEL Marco Grimaldi sulle condizioni di sfruttamento e precarietà dei medici neo-specializzati, che sabato 28 ottobre si sono riuniti, ospitati dall’Ordine dei medici, per presentare una ricerca sulle proprie condizioni di lavoro e per affrontare una situazione estremamente critica.

A quanto si è appreso dagli organi di stampa, i bandi pubblici rivolti ai neo-specializzati proporrebbero loro di offrire, nei Pronto soccorso, prestazioni uguali a quelle dei colleghi con anni di esperienza ma a compensi nettamente inferiori. Inoltre negli ambulatori, i medici di base, qualora si trovino a chiedere una sostituzione, recluterebbero i giovani dottori pagandoli con una discrezionalità che non tiene conto delle indicazioni salariali dei contratti nazionali di riferimento. I giovani medici sostengono altresì che denunciare la situazione significhi sottoporsi al rischio di non essere più chiamati a lavorare. Come noto, pochi giorni fa, una segnalazione anonima ha denunciato che medici specializzandi sarebbero stati utilizzati per compiti destinati a colleghi che hanno già terminato il loro percorso di studi, medici neo-specializzati a tutti gli effetti.

La ricerca, condotta dai neo-specializzandi tramite un questionario a cui hanno risposto 312 giovani medici piemontesi, evidenzia alcuni dati sconfortanti sul grado e la percezione di sfruttamento, a quanto pare indifferentemente nel settore pubblico e in quello privato. Inoltre calcola il numero di medici che rischieranno di trovarsi senza lavoro in futuro nel caso in cui aumentino i laureati e il fabbisogno di personale medico resti invariato: secondo i dati, entro il 2020 la domanda di lavoro sarà tre volte maggiore rispetto all’offerta.

Nell’interrogazione si chiede alla Giunta quali interventi intenda mettere in campo per richiamare le ASL ad avviare direttamente le assunzioni di medici, in base a una mappatura delle reali esigenze del territorio, applicando il principio della giusta retribuzione e le dovute tutele. L’Assessore ha ammesso l’esistenza di un problema di precarizzazione dell’attività dei giovani medici. Ha aggiunto che c’è un tema che riguarda il privato, che sottopaga, per questo esistono disegni di legge per porre rimedio alla “giungla retributiva” che non offre le dovute garanzie. Per quanto riguarda le sostituzioni dei medici di famiglia, si parla di lavoro nero e paghe minime, problemi su cui l’Ordine dei medici dovrebbe prendere provvedimento. A livello nazionale la Regione ha ottenuto che fossero indetti i concorsi, mentre resta aperto il tema del numero insufficiente delle borse.

A settembre il Consiglio ha approvato un atto per chiedere al Governo una programmazione seria del fabbisogno di medici sul territorio nazionale e un incremento delle borse di studio per le Scuole di Specializzazione. “Alla domanda “Ti sei mai sentito sfruttato nel mondo del lavoro?”, l’85% degli intervistati nella ricerca risponde di sì; il 44,50% sostiene di essersi trovato a svolgere mansioni incongrue, il 39% di aver dovuto svolgere compiti mal pagati in relazione alla responsabilità richiesta, il 34% di aver ricevuto un compenso orario molto basso, il 24% di aver dovuto affrontare condizioni lavorative scadenti” – dichiara il Segretario di Sinistra Italiana Grimaldi. – “Certo, c’è qualcosa che la Regione può fare: con l’uscita dal Piano di rientro procedere a sbloccare le assunzioni e stabilizzare i precari. Però non basta: dopo le denunce sulle condizioni di sfruttamento, tutte le autorità competenti facciano i dovuti controlli”.

 

Carenza idrica a Nole

Considerato il perdurare delle condizioni meteorologiche di forte siccità, con temperature ben oltre le medie stagionali e mancanza di precipitazioni a breve termine il Sindaco di Nole, allo scopo di contribuire alla tutela delle risorse idriche e di garantire un livello minimo dei corsi d’acqua per la salvaguardia ambientale, invita la cittadinanza ad un utilizzo responsabile dell’acqua, limitandone il consumo ai soli usi essenziali: domestico ed igienico-sanitario ed evitandone l’utilizzo per usi secondari quali irrigazione di orti, innaffiature di giardini e prati, lavaggio cortili, piazzali, autoveicoli ed altri usi similari. Si ringrazia per la collaborazione a tutela del patrimonio idrico.

 

 

Quaglieni celebra il 4 Novembre ad Alassio

Alle ore 10,30 del 4 novembre , ad Alassio, in piazza del Comune, giornata delle Forze Armate e dell’Unita’ Nazionale, oltre che anniversario della Vittoria nel 1918. Lo storico torinese professor Pier Franco Quaglieni, titolare sul nostro giornale  de “La Rubrica della domenica” ricorderà i Caduti nella Grande Guerra, soffermandosi sulle pagine tragiche di Caporetto di cent’anni fa , quando l’Italia ritrovo’ la forza per la resistenza sul Piave  premessa della Vittoria l’anno successivo. Interverrà il Sindaco di Alassio Enzo Canepa. La manifestazione si concluderà con l’omaggio al monumento ai Caduti .”E’ una grande occasione per ricordare la concordia nazionale di cent’anni fa -afferma Quaglieni- più che mai necessaria oggi in un Paese che sta perdendo la sua identità nazionale “.

Migliora la situazione degli incendi. Ma non bisogna abbassare la guardia

Migliora la situazione dei roghi, dopo giorni di emergenza. In queste ore i vigili del fuoco e i volontari dell’Aib stanno spegnendo gli ultimi roghi attivi, in Valle di Susa, Pinerolese e Canavese. Fortunatamente il vento è diminuito consentendo di controllare le fiamme. In ogni caso l’allerta è sempre  alta, anche per i focolai che sono ancora attivi a Mompantero, Cumiana, Locana e Cantalupa. Va meglio anche nel Cuneese, dove sono tre gli incendi in corso. L’Ansa informa che in alta valle Stura l’emergenza è stata dichiarata conclusa ed è stata riaperta la statale 21 del Colle della Maddalena. Pericolo scongiurato nel vallone dell’Arma di Demonte e a Casteldelfino.

 

(foto: il Torinese)

“Caterina Boratto. La donna che visse tre volte”

Venerdì 3 novembre, ore 15, la presentazione a Monforte d’Alba, presso l’Auditorium della Fondazione Bottari Lattes

La biografia di una grande diva del cinema italiano dagli anni Trenta fino ai primi anni Ottanta, richiesta anche da Hollywood e contesa da registi come Guido Brignone, Alessandro Blasetti, Federico Fellini e Pier Paolo PasoliniÈ il libro Caterina Boratto. La donna che visse tre volte”, uscito per “Sabinae” e scritto dalla figlia Marina Ceratto, critica cinematografica e giornalista per molteplici quotidiani e settimanali nazionali, oltreché collaboratrice in vari programmi Rai.    Il libro, scritto in prima persona come fosse il diario della stessa Caterina Boratto (Torino 1915 Roma 2010) verrà presentato venerdì 3 novembre alle ore 15 presso l’Auditorium della Fondazione Bottari Lattes di Monforte d’Alba (via Marconi 16), dalla figlia Marina insieme al marito, il linguista e semiologo Fabio Sposini, curatore del volume. Tra cronaca e diario, l’autrice ripercorre la vita lunga e ricca di colpi di scena, anche drammatici, della madre.  Per la location della presentazione, la scelta di Monforte d’Alba, e in particolare della Fondazione Bottari Lattes, è stata determinata anche da motivi “famigliari”; il fratello dell’attrice, Filiberto, sposò infatti Stefania Passone, zia del monfortese Enrico Passone, e la Boratto ebbe dunque modo e piacere di soggiornare spesso in questo suggestivo angolo di Langa, storicamente celebre per il drammatico episodio dell’eresia catara che, intorno all’anno Mille, si diffuse in quei luoghi, con tragiche conseguenze, sotto la protezione della leggendaria Contessa Berta. La presentazione del libro sarà accompagnata dalle foto che ripercorrono la vita e l’attività dell’attrice che, grazie all’interpretazione di “Vivere!” divenne famosa anche Oltreoceano, ricevendo l’offerta di un contratto settennale addirittura dalla “Metro Goldwyn Mayer”; contratto che Caterina non riuscì tuttavia a portare a termine a causa della guerra che la costrinse a rientrare anticipatamente in Italia. Durante l’incontro non mancheranno anche le proiezioni di filmati d’epoca in cui Caterina Boratto canta “Solo tu” e il tenore Tito Schipa “Torna piccina mia”.  L’iniziativa si inserisce nelle “Veglie pomeridiane”, gli incontri organizzati dalla Biblioteca civica di Monforte d’Alba. 

g. m.

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“Caterina Boratto. La donna che visse tre volte” Ed. Sabinae”

Auditorium “Fondazione Bottari Lattes”, Monforte d’Alba (Cn), via Marconi 16, tel. 0173/789282 Ingresso libero fino a esaurimento posti Venerdì 3 novembre, ore 15