E’ iniziata il 4 novembre la distribuzione del KIT per partecipare all’ottava edizione dei Babbi Natale: a fronte di una donazione alla Fondazione FORMA si riceverà il vestito di Santa Klaus da indossare il 3 dicembre, quando migliaia di Babbi Natale si raduneranno in Piazza Polonia, di fronte all’Ospedale Regina Margherita, per regalare un momento di gioia ai suoi piccoli pazienti. Tutti i punti di distribuzione dei vestiti sono consultabili sul sito www.fondazioneforma.it. Dal 4 novembre, tutti i giorni – Eataly Incontra in via Lagrange, in tutti i Girarrosti Santa Rita, in tutti i M**Bun e tanti altri punti indicati sul sito della Fondazione (www.fondazioneforma.it) La novità di questa edizione sarà la competizione solidale tra aziende: ciascuna azienda partecipante sceglierà una data in cui ospitare i volontari di FORMA per la distribuzione dei costumi da Babbo Natale. L’azienda che, in rapporto al numero di dipendenti, avrà vestito più Santa Klaus, verrà premiata il 3 dicembre sul palco. Sarà una gara a suon di vestiti rossi e barba bianca, con l’obiettivo di colorare tutta la Piazza di rosso, così come riportato nell’immagine allegata. Ogni azienda promuove internamente il raduno del 3 dicembre e la vendita del costume, incentivando il fine solidale, la partecipazione al raduno ma anche la gara.
FONDAZIONE OSPEDALE INFANTILE REGINA MARGHERITA ONLUS
FORMA Onlus è la Fondazione dell’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, polo pediatrico di rilievo nazionale ad alta specializzazione, centro di riferimento per tanti bambini colpiti da differenti gravi patologie provenienti anche da altre regioni e paesi stranieri. La Fondazione è nata nel 2005 dalla volontà di un gruppo di famiglie di aiutare l’Ospedale, coinvolgendo gli amici e poi gli amici degli amici, per renderlo più a misura di bambino. È una fondazione di partecipazione, apolitica e aconfessionale, costituita con fondi privati. Tutti i risultati raggiunti e i nuovi traguardi fissati sono frutto di tanti piccoli gesti di solidarietà.. Piazza Polonia, 94 (interno Cortile Ospedale Regina Margherita) Tel: 011/31.35.025 – Fax: 011/31.35.026 – email: info@fondazioneforma.it
La procura della repubblica di Torino ha aperto tre fascicoli di indagine in relazione agli incendi che nei giorni scorsi hanno bruciato interi boschi in Valle di Susa
Nei giorni scorsi mi 


Con una lectio magistralis
delle Forze Armate e della Polizia di Stato, dell’Ente Nazionale Aviazione Civile, dei Ministeri dell’Interno, dello Sviluppo Economico, delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Fra loro anche un ufficiale superiore dell’Esercito bosniaco e due funzionari omaniti. Nelle cinque giornate di studio a Torino saranno analizzati temi sociali, politici, etnici, religiosi e culturali connessi con gli scenari “post-conflict” e sarà illustrata l’esperienza maturata dal nostro Paese. Il corso prevede l’uso esclusivo della lingua inglese in ossequio alla “consolidata internazionalizzazione degli studi e alla crescente osmosi culturale con i diversi interlocutori dei cinque continenti
affermato il Comandante della Scuola di Applicazione il Generale di Corpo d’Armata Claudio Berto. Fulcro dell’iniziativa è il Centro Studi Post Conflict Operations (CSPCO), realtà di eccellenza del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’ Esercito. La presenza del Professore Francesco Profumo, già Rettore del Politecnico di Torino, Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche e nel biennio 2011-2013 Ministro dell’ Istruzione, dell’Università e della Ricerca conferma la consolidata sinergia fra il mondo militare, accademico e istituzionale nel campo della formazione.
PICHETTO (FI):
GARIGLIO E CARRETTA (PD):
al di là della corazza costruita verso l’esterno abbia provato molto Chiara Appendino dal punto di vista umano. Del resto, il ruolo dell’amministratore è diventato estremamente rischioso. Detto questo ed esulando dalla vicenda penale in corso, penso che gli eventi con una grande partecipazione di pubblico debbano assolutamente esse organizzati in luoghi specificamente approntati (con adeguate vie di fuga) e che vada vietata l’introduzione delle bottiglie di vetro”
bilanciare gli insuccessi romani. L’avviso di garanzia che ha raggiunto oggi il primo cittadino di Torino ci dice due grandi verità: la prima è che il sindaco Appendino è uguale al sindaco Raggi, non vi è alcuna differenza. La seconda è che il Movimento Cinque Stelle fa danni ovunque governi“. Così il Coordinatore regionale di Forza Italia in Piemonte Gilberto Pichetto commentando il nuovo avviso di garanzia che ha raggiunto Chiara Appendino.
“La notifica dell’avviso di garanzia alla sindaca per la tragedia di piazza San Carlo non modifica la posizione che abbiamo tenuto fin dall’inizio, piuttosto la rafforza: rafforzato é per noi oggi il valore del garantismo come principio da tutelare nell’interesse di tutte le parti in causa ma altrettanto rafforzata è l’esigenza di una assunzione di responsabilità politica da parte della sindaca, esigenza cui Appendino si è sempre colpevolmente sottratta”. Lo dichiarano i segretari del Pd di Torino e del Piemonte, Mimmo Carretta e Davide Gariglio, che aggiungono:
Domani, martedì 7 novembre, le auto con motore diesel di classe euro3 ed euro4 potranno tornare a circolare in città.
FINO AL 18 FEBBRAIO
fino al 1939, anno precedente la morte) alla Società Promotrice di Belle Arti, andò gradualmente affermandosi nella nutrita e non facile scena artistica torinese, confrontandosi puntigliosamente con artisti del calibro di un Lorenzo Delleani o di un Leonardo Bistolfi e di un Giovanni Guarlotti. Pittore particolarmente amato dalla nobiltà e dalla buona borghesia sabauda, Luigi Serralunga partecipò anche alle Quadriennali torinesi del 1923 e del 1928, oltreché alle rassegne organizzate sempre a Torino dalla Società d’Incoraggiamento alle Belle Arti, nell’ambito del Circolo degli Artisti, e dalla Società Amici dell’Arte, come testimoniano le cronache artistiche del tempo, a firma di Emilio Zanzi, critico della “Gazzetta del Popolo” e della rivista “Emporium”. Apprezzato pittore, Serralunga fu inoltre valente maestro di giovani (allora) promesse dell’arte, come Mattia Moreni e soprattutto Ettore Fico, suo vero “pupillo” ed “erede morale e pittorico della sua opera”, al punto che un buon numero di suoi dipinti sono oggi confluiti nella stessa Fondazione Ettore Fico. E qui il cerchio si chiude. E’ infatti proprio sotto la direzione artistica del MEF – Museo Ettore Fico, in collaborazione con Ordine Mauriziano e Reverse Agency, che nasce la grande antologica di Stupinigi (un’ottantina le opere esposte), curata da Andrea Busto e prima iniziativa in assoluto del Sistema Cultura Nichelino. Un primo passo, per una collaborazione che si auspica possa procedere ed evolversi nel tempo. Luogo espositivo ideale e di forte suggestione, gli ampi spazi delle Cucine Reali della Palazzina. Qui l’itinerario si snoda fra i temi più cari al pittore,
in linea con una poetica che “incarna i dettami della tradizione tardo-simbolista, contaminata dalle suggestioni provenienti dalla grande stagione della pittura figurativa ottocentesca”. Ecco allora i “ritratti”, soprattutto di nobildonne ed esponenti della ricca borghesia torinese (ma in parete c’è anche, datato 1907, un interessante e vigoroso “Ritratto di Orsola”corpulenta donna di servizio che Serralunga fissa con evidente e bonaria simpatia e una bimba in “Preghiera” del 1913 che è un autentico soffio di delicata poesia); e poi i “nudi” (il “Nudo su fondo rosso” del 1910 e “Specchio e piumino” fine anni Venti, quadri in cui l’influenza di Giacomo Grosso – per certa opacità e velatura del segno, così come per la stessa postura delle figure ritratte – si fa sentire con evidenza, a tratti fin troppo marcata come nel sensuale “Nudo disteso” del 1916); per terminare con vigorose “nature morte” e con altrettanto robuste e mosse “scene di caccia” ( esemplare la “Lotta di cani con un cinghiale” del 1915). Altro dato interessante della mostra, in modo particolare rispetto ai “nudi” e ai “ritratti”, é l’accostamento dei quadri alle copie di foto originali (stampe a sali d’argento) eseguite dallo stesso pittore e successivamente elaborate al
cavalletto. Dipinto e foto della stessa modella in posa raccontano in fondo di quanto l’ispirazione, l’istinto e la visionarietà dell’artista possano tradursi, alla resa dei conti, in “narrati” parzialmente o assolutamente diversi dalla realtà cristallizzata in un semplice scatto fotografico. Esempio eclatante, la grande “Lea”, olio su tela del ’32, “modella di lusso” come lei stessa amava definirsi. Certo non più giovane ma con classe da vendere. Rossetto sgargiante e smalto alle unghie, sontuoso abito scuro, portamento sofisticato e altero, dalla fierezza aristocratica nella posa fotografica; pensierosa e sobria, avvolta in una semplicissima tunica nera priva di orpelli e ornamenti che dir si voglia nell’opera pittorica. Atmosfera di silente e malinconica riflessione, il quadro fu acquisito dalla Gam nel 1942, dopo la mostra postuma organizzata dagli amici di Serralunga al Circolo degli Artisti e accompagnata da una commossa presentazione di Giovanni Guarlotti.
E’ subito tutto esaurito per il match Juventus-Barcellona, nel girone D di Champions League, il prossimo 22 novembre