SERRALUNGA DI CREA (AL)
TENUTA TENAGLIA
Strada Santuario di Crea 5 – tel. 0142 940252. Dal 11 novembre 2017 inaugurazione ore 17 al 25 febbraio 2018
Dopo 15 anni, torna ad esporre alla Tenuta Tenaglia il fotografo conzanese Renato Luparia, con la mostra “Il suono del silenzio” che inaugura sabato 11 novembre alle ore 17. In mostra, nella luminosa sala degustazione affacciata sui vigneti del Monferrato, stampe fotografiche bianco/nero “Fine Art” su carta cotone, numerate e firmate in edizione di dieci. Le immagini rappresentano paesaggi del Monferrato, zona del Piemonte tanto amata dal fotografo, realizzate con nebbia e neve, nelle quali spiccano solo pochi elementi. Il silenzio nelle opere di Renato Luparia ha molteplici sfaccettature: è prima di tutto chiave di lettura; è sensazione tangibile; è immagine che si manifesta nel nitore e nello splendore di fotografie evocative di campi privi di limiti, di alberi che si fanno segni grafici, circondati da nebbie che suggeriscono un possibile cammino di conquista. O semplicemente di contemplazione del/nel silenzio.
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Renato Luparia nasce a Casale Monferrato e risiede a Conzano (AL).
Fin da giovanissimo si interessa di fotografia. Collabora con giornali e riviste e le sue immagini sono state pubblicate su libri e calendari. I soggetti preferiti sono la natura, fiori e giardini e in modo particolare il paesaggio, rappresentato con diverse interpretazioni tutte molto personali. Le sue stampe fotografiche “Fine Art” sono state esposte a mostre di fotografia e d’arte contemporanea nazionali e internazionali e fanno parte di collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero.
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Informazioni utili: Tenuta Tenaglia – Strada Santuario di Crea 5 – Serralunga di Crea (AL). Visitabile dal 11 novembre 2017 al 28 febbraio 2018 dal lunedì al giovedì dalle 8.30 alle 18.30 – venerdì dalle 8.30 alle 17.30 – sabato e domenica dalle 11 alle 18. Ingresso libero. Tel. 0142.940252.
IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
teatrali. Il fatto che a Bobbio Pollice si giochi a fare il brigatista rosso appare davvero curioso, persino sconcertante. Gli anni di piombo sono vicini e sono in vita molti di coloro che ebbero la propria vita cambiata a causa dei terroristi soprattutto i figli delle vittime . Il grande violinista Massimo Coco , figlio del Procuratore Generale di Genova ucciso dalle Br, ha scritto in un libro che non potrà mai perdonare gli assassini, rimasti impuniti , di suo padre. Carlo Casalegno ,40 anni fa, venne ferito a morte in novembre, sotto l’uscita di casa e ci fu chi brindò a quell’infame agguato. La storia piemontese e italiana e’ costellata da nomi di vittime e di carnefici. Uomini miti come Puddu, Notaristefano, Picco vennero aggrediti e feriti. Il numero degli attacchi e delle vittime non si conta. La violenza contestativa
estrema di Lotta Continua uccise il commissario Calabresi e altri. “I compagni che sbagliano” vanno condannati senza eccezioni e solo gente strana può pensare di farne un gioco per adulti. Non riusciamo neppure ad estradare il brigatista pluriomicida Cesare Battisti e c’è qualche bello spirito che gioca alle brigate rosse come a Monopoli. Gli anni di piombo non sono stati forse studiati a scuola come si sarebbe dovuto e quindi si finisce di prendere sotto gamba una tragedia. Più che l’indignazione, queste incredibili stravaganze suscitano commiserazione per chi le ha ideate. Siamo davvero caduti in basso e questi sono segni di una decadenza morale e di una povertà intellettuale che non ci consentono di sperare nel futuro di questo Paese, a meno di un forte scossone etico- politico che ci faccia ripartire, facendo una preventiva tabula rasa del presente.

disastro ambientale determinato dal fuoco. La stessa notizia degli incendi è stata oscurata dallo smog torinese agitato dalla Sindaca Appendino, sindaco anche della Città Metropolitana che improvvidamente ha sostituito le Province . Ci sono stati anche ritardi negli interventi dei Canadair. L’andare in giro del Presidente della Giunta regionale non ha rappresentato nulla di utile, se non per la propaganda e per occultare le responsabilità della sua amministrazione. Anche la sospensione per il solo mese di novembre della caccia rivela insensibilità. Dopo questo disastro, aggravato da una siccità eccezionale, gli animali hanno diritto di non essere cacciati. E’ un fatto di civiltà e di sensibilità almeno per l’intera stagione. Vorrei proporre un’idea semplice semplice che forse non servirebbe a molto ,ma che darebbe un segnale. Non acquistare gli abeti per il Natale,servendosi di quelli artificiali, e contribuire all’acquisto di un abetino da piantare al posto di quelli perduti. Sarebbe un modo per dare una lezione ad una classe politica che anche in questa occasione ha brillato per superficialità e incapacità di agire in modo tempestivo. La stessa abolizione della Polizia forestale non ha dato buoni risultati anche se l’essere confluita nei Carabinieri da’ fiducia per il futuro.
donna- coraggio per eccellenza. Fu una dolorosa parentesi da cui seppe riprendersi con la forza che la contraddistingueva. Ci rivedemmo nell’88 per l’incontro in Consiglio Regionale voluto da Viglione ed onorato da un discorso di Montanelli, quando ella era Sindaco e ci fu un’amichevole riconciliazione. Poi negli anni terribili della caccia al socialista, dopo la fine della legislatura europea, tornò alla professione forense. Ci incontrammo nuovamente nei primi anni Duemila quando a Torino ricordai Bettino Craxi, io non socialista, insieme a Stefania Craxi e a Giorgio Cavallo. Una scelta difficile e controcorrente che vide la partecipazione di tanti torinesi. Peccato che non chiesi a lei di concludere l’incontro. Avrebbe portato una testimonianza importante. Ecco, di fronte alla fragilità dell’attuale Sindaca, viene spontaneo non un ingeneroso parallelo, ma la nostalgia per la prima donna Sindaco di Torino che aveva portato nelle istituzioni della Città l’esperienza di parlamentare e di donna di governo insieme all’autorevolezza di donna in prima linea nella battaglia di difesa delle donne e della loro emancipazione. Una sera nel 1982 ,dopo un incontro al Centro “Pannunzio”, in cui intervenne come Sottosegretario alla P.I. mi chiese di accompagnarla a casa a piedi. Fu quella l’occasione più importante che ebbi di parlare a lungo con lei e di conoscerla umanamente, camminando sotto i portici di Torino. 
Finalmente i carabinieri applicheranno – malgrado l’arrendismo vergognoso della preside – l’articolo che tutela la docente come pubblico ufficiale che svolge un pubblico servizio che non è lecito interrompere. Per troppi anni le leggi sono state disattese ed e’ stato considerato fascista chi le applicava e le faceva appilicare, come il preside del “Cavour” Luigi Vigliani, o il preside della Facoltà Lettere Giorgio Gullini che 50 anni fa si opposero come poterono, alla contestazione che pretendeva di violare la legge. I troppi bulli di oggi sono figli e nipoti dell’eterno ‘68 e del permissivismo di troppi genitori che hanno protetto in modo sconsiderato i propri figli,senza educarli all’autodisciplina richiesta dal dover vivere in una società civile. Quante sciocchezze sono riconducibili alle astruse teorie di Benjamin Spock, teorico della pedagogia permissiva che ha generato ,sulla lunga, distanza i mostri del bullismo. Alberto Ronchey, parlando di Spock che riconobbe egli stesso l’errore insito nelle sue teorie, scrisse che il ministero della P.I. avrebbe dovuto reintrodurre la frase desueta “In piedi, quando entra l’insegnante “.
LETTERE
sempre pensato di Pasolini le cose che Lei scrive, ma forse non ho mai avuto il coraggio di scriverle con la sincerità e l’acume che lei dimostra.
particolare, al di là del piatto. Certo tra la quindicina e oltre di locali lombardi e tre della Liguria, il Piemonte brilla per i due locali, dello stesso proprietario, di Belgirate, gli ottimi Hotel Milano e Villa Carlotta. Ci fu un tempo in cui a Torino c’era la “Vecchia Lanterna” di Armando Zanetti, mitico ritrovo dei gourmet e delle persone raffinate. A San Gillio c’era la “Rosa d’Oro”, il locale precedente di Zanetti. Poi vennero gli chef stellati, le guide e tante altre diavolerie e i ristoranti del Buon ricordo vennero dimenticati. Ne cito uno dove ancora oggi vado non certo per il piatto ,ma per la buona cucina “Il Pernambucco” di Albenga. Oggi ha un arredamento minimalista che non mi entusiasma, lo preferivo nella sua versione storica ,ma la cucina è rimasta sempre di altissimo livello.
Io non apprezzo la festa di Halloween che ritengo estranea alla nostra cultura, ma non la ritengo incompatibile con la nostra civiltà. E’ vero, la nostra e’ una civiltà cristiana, ma è anche una civiltà laica e liberale ,quindi aperta alle scelte libere. Trovo di cattivo gusto Halloween ,anche decisamente lugubre e grottesco, direi persino barbaro, ma non rimpiango i tempi in cui la radio e la tv il 2 novembre trasmettevano sol musiche sacre. Posso rimpiangere la vita semplice delle famiglie in cui, recitando il rosario per i morti, si mangiavano le castagne bollite. Oggi Halloween dimostra un consumismo esasperato e stupido. Ma anche qui ci vuole misura. Meglio il consumismo rispetto al pauperismo ,meglio la società dei consumi rispetto alle società della miseria collettivista dell’URSS. 
certo cancellata. Se dovessi darLe un consiglio per l’appuntamento di martedì Le suggerirei di parlare di quanto la politica sia necessaria nel realizzare le scelte utili per vincere le sfide che la globalizzazione, l’evoluzione tecnologica, la ricerca di un nuovo equilibrio mondiale ci presentano quotidianamente. Il fenomeno delle migrazioni, i temi dell’ambiente e del clima, la disoccupazione, il terrorismo internazionale necessitano di un approccio attraverso una politica “alta” che vincerebbe offrendo soluzioni ai Paesi e ai cittadini. I partiti di scuola cattolica, socialista, liberale e conservatrice protagonisti del Novecento italiano e della prima e seconda repubblica, lo stesso Pci (che rappresentava ciò che di più distante fosse possibile dalle mie convinzioni) erano plasmati nelle idee, nella tradizione e nella storia politica. Se lo ricordi, nel dibattito di martedì. Riporti al centro quei valori di impegno politico, di cultura di governo, di solidità e di esperienza che oggi per i grillini – analfabeti della Politica maiuscola – rappresentano invece disvalori. Non cada nella trappola di squalificare il dibattito sul tema misero dell’antipolitica e del moralismo fasullo, altrimenti avrà’ perso una occasione, avremo tutti perso un’occasione. Lei martedì rappresenterà, al di là delle idee e della militanza di ciascun telespettatore, tutti gli italiani che alla demagogia del suo antagonista televisivo Di Maio preferiscono la forza e il pragmatismo, quello sano, della buona Politica. Sì, proprio quella con la P maiuscola.
“Tartufo&Champagne, Arte pittorica, enologica e culinaria” è il titolo del prossimo incontro in programma al Santuario di Crea Patrimonio Unesco 

I grillini torinesi ribadiscono la loro completa fiducia nella magistratura dicendo che sono ” vicini alla sindaca assediata e aggredita da un giornalismo che mai avremmo pensato di vedere in un Paese democratico






