redazione il torinese

ROBERTO BOLLE AND FRIENDS SOLD OUT AL REGIO PER CHIUDERE IL 2017

Torna grande richiesta il ballerino italiano più famoso al mondo: Roberto Bolle, che chiude il 2017 con uno degli appuntamenti più attesti della Stagione. I tre appuntamenti in programma sono sold out

 

Roberto Bolle sale sul palcoscenico del Regio con le étoiles più scintillanti del momento: Alicia Amatriain (dal 2002 Prima Ballerina del Balletto di Stoccarda), Young Gyu Choi (Principal del Dutch National Ballet di Amsterdam dal 2016), Maria Eichwald (International Guest Artist), Dorothée Gilbert(Étoile del Ballet de l’Opéra di Parigi, dal 2007), Marcelo Gomes (Principal Dancer, American Ballet Theatre, New York), Kimin Kim (Principal Dancer, Balletto del Teatro Mariinskij, San Pietroburgo dal 2012), Anna Ol (Prima Ballerina del Dutch National Ballet, Amsterdam dal 2015), Christine Shevchenko (Principal Dancer, American Ballet Theatre, New York dal 2017). Il programma della serata è sul sito del Teatro http://www.teatroregio.torino.it/node/6810/locandinae anche le foto ufficiali http://www.teatroregio.torino.it/area-stampa/foto

Per ulteriori informazioni: www.teatroregio.torino.it e www.sistemamusica.it.

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Il caso Gerusalemme

FOCUS INTERNAZIONALE  di Filippo Re

Riconoscendo Gerusalemme come capitale dello Stato di Israele, Trump mira a rafforzare l’asse strategico con l’Arabia Saudita in funzione anti-iraniana ma accende la rivolta del mondo musulmano guidata dal sultano Erdogan

(AP Photo/Carlos Osorio)

Telefona al Papa, si consulta con i leader del mondo islamico, lancia strali a Stati Uniti e Israele, guida la ribellione dei musulmani, dal Nord Africa all’Indonesia, contro la scelta di Trump di spostare a Gerusalemme l’ambasciata americana riconoscendo di fatto la Città Santa come capitale dello Stato ebraico. Incontra Putin, diventato lo zar del Medio Oriente, e indossa i panni del “sultano” Recep Tayyip Erdogan ben consapevole che, insieme al leader del Cremlino, ha tutto da guadagnare dagli eventi in corso. Mentre Putin, il vincitore della guerra siriana, raccoglie i frutti del disimpegno occidentale dalla regione e vede crescere i suoi consensi nel mondo arabo sempre più ostile all’America, l’uomo forte di Ankara si erge come fiero condottiero neo-ottomano della comunità islamica universale contro l’Occidente infedele e bellicoso. Al capo della Cristianità Erdogan ha stretto idealmente la mano dopo le dichiarazioni preoccupate del Pontefice che, criticando l’annuncio americano, ha chiesto rispetto per lo “status quo” di Gerusalemme. Erdogan definisce “irresponsabile” la decisione dell’inquilino della Casa Bianca perchè “andrà tutto a beneficio dei terroristi”. É una vittoria per il presidente turco che viene acclamato da una parte all’altra del mondo musulmano come il vero “difensore della Città Santa”, colui che ammonisce il presidente degli Stati Uniti che il riconoscimento di Gerusalemme capitale di Israele rappresenta “una linea rossa per tutti i musulmani” e porterà alla rottura delle relazioni diplomatiche con Israele.

 

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E pensare che meno di due anni fa Erdogan affermava: “Israele ha bisogno di una potenza regionale come la Turchia. E anche noi, dobbiamo riconoscerlo, abbiano bisogno di Israele perchè è una realtà dell’area”. Ma quello era un altro Medio Oriente, molto diverso da quello attuale. Turchi e russi erano in rotta di collisione per l’abbattimento del jet russo da parte dei turchi nel novembre 2015 al confine con la Siria e per le sanzioni imposte da Mosca ad Ankara. E mentre infuriava la guerra siriana Putin rivelava il suo piano di dividere la Siria in tre parti, curdi compresi, suscitando l’ira di Ankara e rischiando uno scontro frontale con la Turchia. Oggi Putin e Erdogan sono amici e alleati e decidono insieme, con nostalgie imperiali, il futuro della Siria e dell’intera regione. L’offensiva del comandante della Mezzaluna contro gli Stati Uniti e Israele è partita da piazza Fatih, dalla moschea di Maometto II, sulla sommità del quarto colle della Roma d’Oriente, dove un tempo sorgeva la chiesa costantiniana dei Santi Apostoli che il Conquistatore fece demolire 564 anni fa per costruire la sua moschea. Non si tratta solo di manie di grandezza quando il neo “sultano” rispolvera le glorie del passato imperiale. Di frequente fa riferimento ai sultani ottomani, pensando che nel Paradiso islamico dovrà spiegare la sua strategia in politica estera a personaggi come Maometto II e Solimano il Magnifico. Nel frattempo, da Istanbul infiamma l’islam, radicale e moderato, parla da capo della Fratellanza musulmana più che da presidente di un grande Paese, da 65 anni pilastro sud-orientale della Nato, ma oggi sempre meno stabile e credibile. Piace ai musulmani vedere che con forza guida la riscossa dei Paesi islamici e riunisce nella sua Istanbul una grande assise con i leader dei 57 Stati membri dell’Organizzazione della cooperazione islamica (Oic) per un vertice straordinario che ricompatta una volta tanto sunniti e sciiti per un obiettivo comune. In un colpo solo vede aumentare il consenso interno e si presenta come grande potenza nel risiko mediorientale. La decisione di Trump su Gerusalemme muove nuovamente lo scenario levantino.

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Se in senso conflittuale o in direzione della ripresa concreta del processo di pace tra israeliani e palestinesi lo vedremo nei prossimi mesi. Certamente ha avuto l’effetto di mobilitare l’intero mondo musulmano, da Rabat a Jakarta, e di mettere a rischio quanto di positivo è stato raccolto negli ultimi tempi come il Trattato di pace tra Israele e la Giordania del 1994 che re Abdallah minaccia di rivedere ma per il resto, al di là delle solite oceaniche e violente manifestazioni di protesta che hanno coinvolto migliaia di persone è praticamente fallita quella “terza Intifada” che avrebbe dovuto, nelle intenzioni dei musulmani, sconvolgere l’intera regione. Mentre l’Unione Europea esprime grande preoccupazione e assicura che nessuno dei Paesi europei sposterà le proprie ambasciate da Tel Aviv, su Trump si abbatte la collera dell’Onu che rifiuta ogni soluzione unilaterale per i negoziati. Per padre Patton, Custode di Terra Santa, questa decisione non fa che provocare danni irreparabili e aggiungere violenze. Nel nuovo Medio Oriente che si sta delineando bisognerà fare i conti con l’inarrestabile espansione russa nel Mediterraneo orientale e con la forza emergente di una Turchia che non si accontenta di un ruolo di secondo piano.

 

dal settimanale “La Voce e il Tempo” Filippo Re

 

Traffico e smog, Osvaldo Napoli (FI): “Sospendere moratoria è assurdo”

Il commento di Osvaldo Napoli, capogruppo di Forza Italia a Palazzo Civico

“La decisione di sospendere la moratoria sullo stop del traffico e di bloccare, a partire dal 27 dicembre, anche le auto Euro 5 è un provvedimento privo di ogni buon senso. Per due ragioni molto semplici: la prima è che questo blocco riguarda la sola città di Torino, e quindi è destinato a creare caos per chi deve entrare o uscire dalla città. Un minimo di accortezza avrebbe dovuto indurre a un coordinamento con i Comuni dell’Area metropolitana per evitare disagi ed equivoci. La seconda ragione, ancora più semplice della prima, riguarda la natura in sé del provvedimento. Bloccare anche le auto Euro 5, che sono il contingente più numeroso e lasciare libertà di circolazione a poche migliaia di auto Euro 6, appare, ed è, discriminatorio. Tanto vale fissare il blocco completo della circolazione, magari in una fascia oraria più ristretta. A meno che il provvedimento del Comune, ma non osiamo neppure pensarlo, non sia un invito ai torinesi a cambiare la loro auto per comprarne una Euro 6”.  

Grazie ai trapianti salvate tre donne la notte di Natale

Nella notte di Natale all’ospedale Molinette di Torino tre donne sono state salvate grazie al dono più grande: la donazione di organi ed ai relativi trapianti. Un vero miracolo del Natale. Il 24 dicembre era deceduta una donna di 48 anni per un’emorragia cerebrale, presso l’ospedale torinese Maria Vittoria.  La maratona della Città della Salute di Torino, coordinata dal Centro regionale trapianti (diretto dal professor Antonio Amoroso), è iniziata in tarda notte tra il 24 ed il 25 con un trapianto di entrambi i polmoni su un’unica ricevente, una donna di 52 anni, affetta da BPCO (Bronco pneumopatia cronico ostruttiva). Il trapianto durato circa 5 ore, effettuato dall’équipe del professor Mauro Rinaldi, è tecnicamente riuscito ed ora la paziente si trova in terapia intensiva cardiochirurgica.  Poco dopo è stato effettuato un raro trapianto combinato fegato – rene su una donna di 59 anni, affetta da epatopatia policistica. Per quanto riguarda il fegato la prima parte è stata effettuata dall’équipe del professor Mauro Salizzoni, mentre la seconda per il rene ha visto in sala operatoria gli urologi del professor Paolo Gontero ed i chirurghi vascolari del dottor Maurizio Merlo, coadiuvati dai nefrologi del professor Luigi Biancone. Il doppio intervento durato circa 7 ore è tecnicamente riuscito ed ora la paziente si trova in terapia intensiva del dottor Pier Paolo Donadio.
Infine il secondo rene è stato trapiantato il giorno di Natale su una donna di 44 anni, affetta da glomerosclerosi. L’intervento di circa 4 ore, effettuato dalle medesime équipe del rene precedente, è tecnicamente riuscito ed ora la donna si trova in terapia intensiva dei trapianti renali.
Le cornee e la cute donate si trovano ora presso le relative banche dei tessuti.
Grandi doni per un miracolo di Natale.

Il Consiglio dell’Unione Valcerrina approva una mozione per tutelare la lingua e la letteratura piemontese

Il Consiglio dell’Unione dei Comuni della Valcerrina ha approvato all’unanimità una  mozione presentata dal consigliere Massimo Iaretti (consigliere del Comune di Villamiroglio dove è capoguppo della lista Progetto Villamirogtlio MPP, in rappresentanza delle minoranze) riguardanti la tutela della lingua piemontese. Il documento impresa l’Unione a rappresentare alla Regione Piemonte, in particolare al presidente Sergio Chiamparino, all’assessore alla cultura Antonella Parigi ed al presidente del Consiglio reginale, Mario Laus, l’istanza di farsi portavoce presso il
governo nazionale affinché il piemontese venga riconosciuto e tutelato come lingua
minoritaria ai sensi della legge 482 del 1999 sulle “Norme di tutela delle minoranza
linguistiche storiche”. In secondo luogo la mozione impegna l’Unione della Valcerrina a
promuovere, ed eventualmente, patrocinare d’intesa con i Comuni che ne fanno parte ed
altri esterni ad essa, iniziative che siano finalizzate a tutelare, valorizzare e diffondere lo studio della lingua e della letteratura piemontese. “Il piemontese – spiega Iaretti, che è anche presidente del Movimento Progetto Piemonte – è  un idioma diffuso in maniera pressochè esclusiva nel territorio della Regione Piemonte e la lingua piemontese è stata riconosciuta come tale già nel 1981. Inoltre anche l’Unesco ha scelto di inserirla fra le lingue in pericolo, meritevoli di tutela”. E nonostante il riconoscimento avvenuto nel 1999 da parte dell’assemblea di Palazzo Lascaris come “lingua regionale”, a tuttoggi non è stata inserita, a livello centrale, tra quelle tutelate dalla normativa nazionale. “E’ una vera contraddizione in termini – dice ancora Massimo Iaretti – perché per molti
emigrati è rimasta il vincolo che li tiene legati alla Madre Patria dei loro genitori, ancora
parlata nell’uso comune in famiglia. Ho avuto modo di costatare direttamente che ci
sono figli di emigrati della nostra regione, specialmente in Sud America, che non
parlano italiano, avendo come madre lingua lo spagnolo, ma si esprimono perfettamente
in piemontese. Ed è davvero un controsenso che qui si lasci morire una lingua ed una
letteratura storica, mentre, ad esempio in Argentina, in atenei come quelli di Cordoba o
di Rosario vi sono dei laboratori linguistici, oltre tutto molto frequentati, di
piemontese”. Di qui la decisione di presentare una mozione, che è stata approvata senza
alcuna obiezione, dal Consiglio, cui seguiranno a breve anche iniziative concrete per
raggiungere l’obiettivo prefissato, e che sarà presentata anche ad altri enti locali.

Addio a Provvisiero, il papà della Gam

Torino ha perso una sua figura storica, non solo appartenente al mondo della vecchia Dc, ma anche a quello dell’impresa edile più tenace e prestigiosa, con la morte di Sebastiano Provvisiero, fondatore della Secap, la società edile che realizzò a Torino varie opere, tra cui la Gam. Originario della Campania, apparteneva a una famiglia di costruttori ( già il nonno lo era nel 1863 e da lui Sebastiano eredito’ il nome). La vittoria dell’appalto dell’acquedotto nelle Valli di Lanzo aveva portato la sua impresa in Piemonte. I funerali si svolgeranno mercoledì mattina 27 dicembre alle 11 nella chiesa della Madonna degli Angeli in via Carlo Alberto. Il figlio Giuseppe è l’attuale presidente dell’Ance Piemonte. La famiglia Provvisiero vanta oltre quattro generazioni di costruttori e nell’ultimo decennio la loro impresa Secap ha saputo rinnovarsi, leggendo l’evoluzione del mercato delle costruzioni. A cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta l’impresa introduceva anche i servizi di manutenzione e nel 2000 Sebastiano Provvisiero diventava presidente della Secap trasformata in Spa, mentre il figlio Giuseppe prendeva le redini della gestione, diventandone prima amministratore delegato e poi attuale presidente. Tra i lavori che ha realizzato l’impresa di Sebastiano Provvisiero figurano l’ampliamento dell’ospedale Molinette, la costruzione dell’istituto di Fisica dell’Università di Torino e un gran numero di residenze popolari e istituti scolastici.

Mara Martellotta

 

Centri commerciali, in attesa dei saldi outlet aperti anche a Santo Stefano. Ma c’è chi dice no

Nel giorno di Natale neanche a parlarne, ovviamente. Ma a Santo Stefano molti centri commerciali restano aperti. Ikea, il Torino outlet village, Vicolungo nel Novarese e Mondovicino di Mondovì hanno deciso di non chiudere le serrande per andare incontro alle esigenze della clientela. Chiusi, invece, i negozi alle Gru. La scelta di tenere aperto anche il 26 dicembre non è vista di buon occhio dai sindacati che parlano di diritti non rispettati. Ma, a fronte di una crisi ancora non superata e in attesa dei saldi del 5 gennaio i commercianti cercano di far quadrare i conti come possono.  Secondo Ascom Confcommercio la spesa media delle famiglie torinesi questo natale è in aumento tra i 200 e i 250 euro .Bene alimentare e ristorazione, che conta su una crescita tra il 5% e il 10% delle prenotazioni tra pranzo di Natale e il Cenone di Capodanno. Invece l’abbigliamento è in modalità risparmio in attesa dei saldi di gennaio. Chiusi i negozi di 8 Gallery al Lingotto (eccetto bar e ristoranti), Eataly, Ipercoop di via Livorno e Le Fornaci di Beinasco.

Il grande Basket visto dalla curva: FIAT Torino – Reggio Emilia

Era ora che succedesse: finalmente una partita senza patemi d’animo fino all’ultimo secondo. Finora Torino ha vinto molto ma la vittoria di questa sera è stata la più convincente. Si potrebbe obiettare sulla condizione fisica degli avversari, che comunque erano reduci da quattro vittorie su cinque, ma, in ogni caso, questo non è un problema di Torino. Quando capita alla propria squadra qualcuno dice che sono scuse, e visto che sono capitate a loro, queste sono scuse, anche se reali, ma non sono importanti.

Torino ha non solo vinto, ma ha affossato l’altra squadra, come riconosciuto anche dall’allenatore avversario che ad un certo punto (sportivamente parlando) faceva pena tanto si dannava l’anima per cercare un segnale di ripresa da parte della sua squadra, ma, anche (bisogna dirlo!) per l’intensità realizzata dalla FIAT Torino, non è mai accaduto. “Una Torino super concentrata batte una Reggio mai scesa in campo. Ottima prova di squadra e un Sasha (Vujacic) ritrovato. Menzione speciale (e non è la prima) per David Okeke!!! Ormai è un punto fermo con una personalità strepitosa! Go Aux!” Questo il commento di Simone dai Rude Boys, che sottolinea come la partita abbia avuto solo un verso. “Sembra che finalmente si sia in grado di affrontare con sicurezza ogni squadra. Questa sera niente alti e bassi. La strada è giusta e speriamo continuino così”, è il commento del “solito” Giovanni dai Distinti Gialli.La FIAT Torino ha avuto un merito di realizzare qualcosa che è stato almeno secondo il mio parere, sottovalutato dai Media ufficiali: il video di Natale!

E’ stato anche proiettato alla fine dell’intervallo ed è stato un vero successo con tutto il pubblico che cantava. L’idea di chi lo ha realizzato è splendida, ma tutto il pubblico che lo canta lo è altrettanto. Da grande artista e da rivedere con attenzione più volte è il recitato “Look at Me” di Banchi, che non lascia spazio ad alcun tipo di replica: lui è da guardare sia per l’interpretazione (veramente simpatica) e sia soprattutto in partita: non si è in campo per giocare, ma per lavorare duro per giocare meglio (vero Sasha?)… . Splendido infatti anche il siparietto dei due durante la partita con Torino sopra di “tanto”: non si vince solo con le gambe e con le mani, ma anche con la testa e questo il nostro coach lo sa.

“Stasera Torino ha dimostrato forza e carattere: si poteva cedere ma non è successo. La stanchezza non si è vista e probabilmente abbiamo giocato la migliore partita dell’anno”, il commento da Luca dalla curva blu (in realtà tutto è curva blu, ma il lato opposto alla curva Guerrieri per lui si chiama così…). La mia impressione è che Torino abbia giocato bene ma la resistenza offerta da Reggio non è stata all’altezza di quella offerta da Milano o da Venezia, ed è per questo che ritengo queste due partite quelle più belle della stagione per quel che riguarda la qualità di energia erogata dalla FIAT.

La partita ha dato spazio a momenti di esaltazione del giovane Okeke, e bisogna dire che forse in questa partita si è vista una vera svolta caratteriale; infatti a me sembra che possa averla avuta dopo la schiacciata sbagliata contro De Vico. Era sicuro di farcela e non è riuscito. Uno normale si sarebbe abbattuto, ma David ha deciso che il suo livello è più alto e le due azioni successive sembrano fatte apposta per essere scolpite come base per il video della carriera futura del cestista torinese: due entrate di potenza, per dimostrare che lui è ad un livello superiore; forse non oggi, ma se continuerà su questa strada con umiltà e fatica, grinta e dedizione non si possono avere dubbi: la strada porta in alto. “Ma questa squadra non è così tanto forte, mi sembra…” il commento di uno Stefano dalla curva che non conosceva bene Reggio Emilia, e se posso dire… il merito è di Torino, quello di aver fatto sembrare debole una squadra forse non fenomenale, ma sicuramente non debole.Torino è un insieme di anime diverse che cercano di crescere insieme. Tutto insieme deve crescere armonicamente: i giocatori, i giocatori con l’allenatore, i giocatori l’allenatore e la squadra in toto, e tutti insieme in armonia con il pubblico di un Pala Ruffini che sembra essere veramente pronto per i risultati futuri.

Paolo Michieletto

Dolce Natale: boom per panettone e pandoro made in Piemonte

Panettoni e pandori artigianali made in Piemonte, la produzione supera di oltre il 20% quella del 2016. Si conferma così il  trend di crescita degli anni precedenti grazie agli ordini nazionali e delle esportazioni in continua crescita.  Cna Alimentare chiede quindi che le istituzioni attivino energie e risorse a sostegno delle imprese e degli artigiani. Si tratta di aziende artigianali anche di medie dimensioni che  ricevono ordinativi da gran parte dei Paesi europei,  Germania in testa, e  dagli Stati Uniti. Ma, sottolinea il presidente regionale di Cna Alimentare, Giovanni Genovesio: “con il sistema Paese che abbiamo, ci sono ancora numerosi ostacoli da abbattere”.